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Abilità, disabilità, handicap… diversità diversamente detta, o no?!

Leggo, rileggo, approfondisco, ascolto e poi penso… e nello specifico penso a tanti miei cari amici, a conoscenti, a gente vista anche solo per pochi istanti e a persone che amo profondamente e che conosco da sempre.

Penso alla loro vita e alla mia, penso alle volte in cui si è incrociata; penso alle scoperte fatte insieme, penso alle loro sconfitte e alle mie, penso ai loro sogni e ai miei… penso e mi dico: Siamo uguali in tutto e allo stesso tempo siamo profondamente diversi. 

Ah scusate, stavo dando per scontato una cosa: io sono Mariangela e loro sono Giuseppe, Alessandro, Andrea, Giulia, Marcella, Maria, Antonella, Claudio, Chiara, Pasquale… Io ho una storia da raccontare e anche loro! Ho un nome, un indirizzo, tanta voglia vivere, esattamente come loro. Eppure siamo profondamente diversi, perché il nostro cuore e la nostra memoria hanno vissuto frammenti di vita diversi; abbiamo nomi, volti, corpo, fantasia che ogni giorno si arricchisce in modo diverso, ma tutti siamo indistintamente persone, uniche e preziose.

Persone e non altro!

E allora su questo fronte il mio cervello va in blackout. Sì, perché vi assicuro che non riesco proprio a capire come una gamba, un braccio, una malattia possa arrivare a definire una persona. È vero: una malattia ci segna profondamente, quando è grave segna il ritmo della nostra vita, ma non può mai arrivare a sostituirsi al nostro nome, a caratterizzarci come fosse una dimensione razziale.

Mi fa problema, parlare di disabilità, tanto quanto di handicap, di “diversamente abili” o di “normodotati”… mi fa problema definire escludendo. Oggi leggevo che qualcuno propone una nuova definizione: “persone speciali”. Sì, mi direte è in nome del rispetto. No! Vi dico è un rispetto segnato dalla falsità, dalla voglia di distinguersi, di considerarsi e considerare gli altri dei diversi inferiori. È vero… è solo un problema di catalogazione, burocratico… come si farebbe altrimenti sui documenti? Come si farebbe per favorire giuste agevolazioni?

E invece non ci credo! Perché di fatto la burocrazia non si preoccupa di quei fratelli e amici che con la malattia convivono notte e giorno. E noi non ci scomodiamo nell’averli per amici, non fanno parte della nostra vita se non per scelta filantropica.

E’ raccapricciante vedere come le bacheche di facebook inneggino alla solidarietà sbandierata davanti a una foto, al “condividi se non ti vergogni di avermi per amico”. Eppure, ve lo dico con tutto il cuore: a me tutto questo lascia l’amaro in bocca e, personalmente, mi RIFIUTO DI FARLO.

Sì cari amici. Sì, caro Giuseppe, Alessandro, Andrea, Giulia, Marcella, Maria, Antonella e tutti gli altri… avete capito bene! Mi rifiuto di mettere le vostre foto sulla mia bacheca ostentando quei problemi già così pesanti, per voi, ogni giorno. Mi rifiuto di farvi cliccare da 1000 persone al giorno. Vi voglio come amici con cui parlare, con cui condividere, con cui spendere del tempo o vedere un film insieme al cinema. Vi voglio tra le mie foto private, personali, quelle che segnano la nostra amicizia, non la pubblicità della vostra malattia.

E allora vi propongo… lo propongo a tutti voi cari amici blogger e abitanti dei social, a te che stai leggendo al volo:

Rifiutiamoci di definire l’ALTRO, incasellandolo in una definizione generica e tutte le volte che di quel mio amico, le cui gambe non funzionano come le mie, dovrò dire qualcosa non dirò: Marco il disabile, ma dirò semplicemente: «Marco… ricordi!? Quel ragazzo con i capelli biondi…»

Io sono Mariangela… tu sei semplicemente Giuseppe, il mio caro amico e fratello, Giuseppe! Felice di averti nella mia vita, felice di imparare da te a vivere!

Una cintura di salvataggio per aggrapparsi a Dio – Itinerari musicali di catechesi/7_La Pietà

Qualche premessa: 

INTRO:
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Pietà

Pietà, cinture di salvataggio e doni dello Spirito: qualcuno mi sa dire che cosa li tiene insieme? Le cinture e i giubbotti di salvataggio intervengono in situazioni di pericolo; ma tutto questo cosa ha a che fare con la pietà e i doni dello Spirito? Vi anticipo che se, per gli altri itinerari, avete potuto definire il numero degli incontri, questa volta la proposta richiede, di per sé, almeno due incontri.
LA PIETÀ È CINTURA DI SALVATAGGIO?
Viviamo la prima dinamica a tema:
• collocate nella sala dell’incontro un poster abbastanza grande sul quale avrete precedentemente attaccato, da un lato, l’immagine di una cintura/giubbotto di salvataggio e, dall’altro, la parola pietà.
• Chiedete ai ragazzi di scrivere sul cartellone che cosa potrebbe collegare i due elementi, di individuare il motivo per cui voi li avete messi insieme.
• Il percorso lungo il quale accompagnare i ragazzi: nel rapporto con Dio, lo Spirito Santo, donandoci la pietà, ci offre la possibilità/capacità di entrare in una relazione con il Signore fatta di fiducia e abbandono. Il dono della pietà ci permette di fidarci di lui anche nei momenti difficili, di confidare nel suo aiuto, di aggrapparci a Dio e di trovare in lui il nostro vero, solo ed efficace giubbotto di salvataggio nelle tante tempeste della vita. aggrapparsi

Il percorso, più di ogni altra volta, sarà segnato da tre canzoni di impostazione decisamente cristiana: A braccia aperte, Soltanto te e Per sempre canteremo
PietàLA LETTERA A DIO
• Vi suggerisco di consegnare ai ragazzi il testo della canzone di Jovanotti A te e di ascoltarla insieme. Il cantante dedica questo testo a colei che ama, a colei di cui si fida. Ma, concretamente, che cosa ha fatto lei per lui di così importante da far nascere un significativo rapporto di coppia?
«Se noi dovessimo riscrivere la canzone A te, e se il destinatario fosse Dio, che cosa scriveremmo?»
SEI UNO DI CUI FIDARSI?
Nell’incontro successivo, accanto al primo cartellone, collocatene un secondo sul quale avrete trascritto tutti i loro A te, rivolti a Dio. Ripartite leggendone uno decisamente particolare: l’A te che Dio avrà loro dedicato. Leggetelo e successivamente consegnatelo a ciascuno, chiedendo di inserirlo nel diario di bordo.
 «“A te che sei uno di cui ci si può fidare”, possiamo dirlo a Dio?». Questa domanda deve fungere da provocazione, pertanto non accettate dai ragazzi né lapidari sì, né no! Incalzate con altre domande: «Dove sta Dio nel dolore? Se di lui ci si può fidare perché le chiese sono vuote? Come ci si fida concretamente di lui?».
A BRACCIA APERTE
Testo alla mano, i passi da vivere sono questi:
• Primo passo, con A braccia aperte di Valerio Antonioni: il testo ripropone la riscoperta del ritorno a Dio come ritorno tra le braccia di un Padre che ama anche nell’errore, nella lontananza, nelle distanze che noi creiamo.
• Secondo passo, con Soltanto te di Sandro Stacchiotti: scegliere Dio dopo averne sperimentato la vicinanza, sceglierlo come adesione personale, sceglierlo come nuovo orizzonte di vita.
Terzo passo, con Per sempre canteremo di  Sandro Stacchiotti:  in Dio ci scopriamo Chiesa, fratelli, comunità. L’invito allora è alla lode, a cantare, nella gioia, ciò che di lui possiamo vivere e sentire.

 [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

Scarica l’intero articolo:

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L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

Felice se ami – Step5 – incontri online/aprile 2013

Benvenuti, cari amici, al nostro quinto incontro

Felice se ami

Beati i misericordiosiLa Beatitudine che ci accompagnerà in questo tempo pasquale è la beatitudine della misericordia: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia” Mt 5,7.
Amore e felicità si toccano e si provocano reciprocamente nel dono. Può esistere felicità senza amore? E può l’amore, anche quando chiede rinunce e scelte, non generare una felicità piena?
La misericordia ci porta nel cuore stesso di Dio, ci permette di scoprire il suo nome, la sua più vera identità, il suo raggiungerci in ogni situazione di vita. 

Ma oggi cosa significa vivere nello stile della misericordia?

E’ importante che il tuo cammino sia scandito da questi due passaggi. Ascoltare il video potrebbe non bastare. Sottolinea quei passaggi della catechesi per te importanti trasformandoli in esercizi concreti da vivere personalmente perché la fede diventi vita vissuta. Vivere poi un momento di preghiera è la tua possibilità più preziosa e feconda per incontrare Dio e metterti in suo ascolto.

Il percorso può essere vissuto personalmente o condiviso con amici, familiari o in parrocchia.

Ricorda che per una migliore proiezione, puoi scaricare il video sul tuo pc.

I tuoi strumenti di viaggio:

  • la Bibbia per seguire direttamente il testo, ampliandone il contesto
  • un quaderno per appuntare quei passaggi che ogni step ti chiede di vivere e che può diventare un’importante memoria del tuo percorso con Dio.

Il tempo pasquale diventi per tutti noi un tempo in cui donare misericordia.
Buon cammino!

Video – catechesi

Maria donna della Risurrezione
Preghiera conclusiva

Maria, donna della Risurrezione
hai accolto il Cristo Signore nel tuo grembo,
lo hai accompagnato lungo le vie dell’annuncio,
lo hai sostenuto nella sofferenza della croce,
sei ridiventata grembo di quel corpo crocifisso
e hai visto, nella notte della fede, risorgere l’amore.

Insegnaci la forza e la determinazione della speranza,
non permettere ai nostri piedi
di sostare increduli davanti al sepolcro,
ma aiuta gli occhi nel nostro cuore
a guardare oltre il vuoto di bende senza corpo,
a sentire interiormente la voce di colui che, risorto, dice:
“Non temere, io sono con te”.

Cammina con noi, donna della Risurrezione
e insegnaci a gioire del poco e del semplice;
insegnaci a seminare la speranza
e a non calpestare i suoi germogli;

donaci il coraggio dell’amore che è tenerezza,
perdono, stima, dono gratuito della propria vita.

Maria, rendici uomini e donne di Risurrezione,
per diffondere nel nostro mondo
il profumo della vita nuova,
che è Cristo Salvatore. Amen

Invocando Maria, ognuno senta di essere in comunione ecclesiale, con tutti i fratelli e sorelle che in ogni parte del mondo, lodano e danno gloria al Padre, in Gesù Cristo nostro Signore. Lo Spirito inondi la nostra vita di Dio!

Felicità e Vangelo
sono un connubio esplosivo e rivoluzionario
che ancora in molti preferiscono tenere disinnescato.
L’unico vero pericolo nell’innescarlo è di essere essere travolti
da radiazioni di amore e solidarietà universale,
che riconoscono nell’altro,
null’altro se non riflessi intensi del volto di Dio.

 

STEP PRECEDENTI

Step1 –  E Gesù disse: «Beati voi» – Mt 5,1-3
Step2 – Felice se attendi – Mt 5,4
Step3 – Felice se ti fidi – Mt 5,5
Step4 – Felice se scegli il bene – Mt 5,6
Step5 – Felice se ami  Mt 5, 7

CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI SU: Incontri online

 

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

 

Sommario Marzo 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Una Pasqua d’amore 

Carissimi catechisti e catechiste, stiamo vivendo, con i ragazzi e le famiglie, il Tempo di Quaresima che ci immette nel più grande evento della storia, quello della morte e risurrezione di Gesù. Dio Padre nel Figlio crocifisso, non svela solo il suo infinito amore, ma da se stesso! 

Fin dall’ immagine di copertina siamo condotti nel cuore della fede e del «primo annuncio» che Pietro fa ai non cristiani: quel Gesù che era morto, ora è risorto. 

La Chiesa è chiamata oggi a realizzare e annunciare l’amore di Dio Padre che si compie in Gesù, per risollevare gli sfiduciati, consolare gli afflitti, rivitalizzare i disperati. Così, allo stesso modo, ogni catechista ed educatore è chiamato a essere testimone di quello stesso amore.

Buona Pasqua di amore a tutti! 

Nel numero di MARZO: 

Editoriale – Una Pasqua d’amore di M. Rosaria AttanasioCatechisti Marzo 2013

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi. Classi o gruppi? Un incontro può sostituire una messa? Quale valore per il giorno del Signore?

Icone della fede – Il cuore della fede – morto e risorto per noi di Emilio Salvatore. Pietro, il peccatore, per la forza dello Spirito si trasforma in predicatore. La fede sperimentata nella Risurrezione diventa mistero da proclamare a tutte le genti

Itinerario per genitori – Educare allo stile pasquale di Emilio Salvatore. Un compito per i catechisti, chiamati a far riflettere i genitori su nucleo fondamentale della nostra fede e su come, la Risurrezione, tocchi e trasformi la loro e nostra vita

Itinerario Io sono con voi – Mi fido di chi ha visto Gesù di Fabrizio Carletti. Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a vivere la Pasqua come vittoria dell’amore sul male, come segno dell’amore di Dio. Gioco: Dal buio alla vita

Itinerario Venite con me – Ti racconto Gesù Risorto di Anna Teresa Borrelli [LEGGI L’ARTICOLO!!!]Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a conoscere i segni d’amore che Gesù ha compiuto per noi, credere che non ci lascia soli, riscoprire lo Spirito.Attività: Giornale in edizione straordinaria

Dinamiche e attività – Il cero Pasquale di Fabrizio Carletti

Parole della fede – Timore e amore di Renato De Zan

Sussidi liturgici e pastorali – Crediamo all’amore di Dio in Gesù di M.Rosaria Attanasio. Proposta per una via crucis costruita con i ragazzi

Itinerario post-battesimale – La lode del mattino a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. I bambini, in compagnia dei loro genitori, possono essere accompagnati a iniziare il nuovo giorno pregando Gesù

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita. Input, riflessioni e preghiere dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano. Dinamiche e attività dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il bambino AGGRESSIVO di Franca Feliziani Kannheiser. Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimediale – Ritmi di vita di Marco Sanavio [LEGGI L’ARTICOLO]Quando il ritmo assume, nel percorso di fede, un significato pregnante, tanto da migliorare la partecipazione dei ragazzi alle liturgie domenicali

Per te, catechista  – Le prospettive per la catechesi in Italia a cura della redazione

50 anni dal Concilio – Da “assistere” a “partecipare” di Filippa Castronovo. Alla scoperta della Costituzione Dogmatica Sacrosactum Concilium

 

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Tutti i sacramenti sono difficili, perché segni piccoli e umili di una realtà immensa: l’incontro con Gesù Risorto. Un salto enorme che può essere superato soltanto con la fede. La Confessione però, ha un tasso di difficoltà in più!

Dalla Bibbia al webdal cinema alla musical’artel’attualità, il percorso accompagna i ragazzi alla  consapevolezza dell’amore di Dio, luce vera, che sola può aiutare a comprendere la distanza tra noi e Dio e, quindi, il senso peccato.

Nel dossier di MARZO:

Focus – Il Sacramento difficile di Tonino LasconiDossier Marzo 2013

Bibbia nella vita – Credo la remissione dei peccati di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Tra demonio e santità non è lo stesso di Fausto Negri

In rete – La riconciliazione sul web di Alessia Cambi [LEGGI L’ARTICOLO]

Musica e fede – Il perdono: tra senso di vuoto e fiducia di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Un mondo nuovo di Cecilia Salizzoni

Colori dell’arte – “Padre, ho peccato…” di Fausto Negri

Test – Il cuore più grande di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Il Signore vince il male di Veronica Bernasconi [LEGGI L’ARTICOLO]

Testimoni – Il buttafuori di Dio a cura della Redazione

PROSSIMAMENTE ONLINE IL SOMMARIO DI APRILE 2013 SU —> WWW.PAOLINE.IT

Verso la tempesta…

Ore 17.00. Autostrada. Finalmente arriva lo svincolo: casa!

Rettilineo un po’ trafficato. Stranamente tutti vanno piano. Io stessa, sempre così celere su quell’accelleratore, vado piano. Ma l’atmosfera è strana, non dà sicurezza.
Alle mie spalle un sole meraviglioso e un cielo terso! Raggi tanto forti da infrangersi un po’ fastidiosamente sullo specchietto e palazzi illuminati, con particolare intensità. Ma davanti a noi il buio. Cielo scuro, fulmini all’orizzonte, tuoni in lontananza. Tutto così buio e così pieno di uno strano presagio: la tempesta, l’incertezza, il pericolo, il
buio, la paura… eppure oltre quel buio c’è casa! Alle spalle un sole disposto a illuminare solo ciò che è stato, ciò che è ormai passato…
L’orizzonte aperto, la destinazione vera, il cammino è davanti, verso il buio

E nella mia testa, o forse chissà, nel mio cuore hanno iniziato a correre pensieri su pensieri, ricordi, speranze, illusioni, utopie, sogni, progetti, persone, passato… e futuro. Il presente è con me, in macchina, tra quelle mani al volante, tra i piedi divisi tra l’accelleratore e il freno. E tutto mi sembra così vero, così chiaro…

Vai, non fermarti, non tentennare! Rallenta, questo è prudenza… rallenta, ma non cercare strade alternative, non inversioni di marcia. Ciò che è dietro è passato e tale sarà per sempre, anche se il sole lo illumina. Ma casa è davanti, oltre quelle nuvole, oltre il buio, oltre il dubbio, oltre la paura: lì è casa! E allora vai, piano, ma vai! E vai decisa! Lasciati aiutare da chi ti precede, senza obbligare il tuo passo al passo di chi non vuole avanzare… Vai, decisa, oltre ogni fulmine, oltre ogni tuono, che forte vibra nel cuore. Vai con la paura che dà nuovi e strani ritmi al cuore, ma vai!

Avanzo! E andando verso casa, la mia casa, vado dentro la tempesta: fulmini, acqua, vento, masse che si muovono e che mi muovono. Arriverò? Arriveremo? Come procedere? Cosa fare? Eccolo l’istante più temuto… l’istante in cui puoi solo sperare di farcela, di non soccombere, di sopravvivere, di poter respirare profondo e dire presto al tuo cuore: “Siamo vivi! Anche questa volta ce l’abbamo fatta!”

Ma quell’istante è tutto da vivere. Questa è l’unica certezza. Il resto è speranza, è audacia, è determinazione, è forza di volontà, è fiducia…

Ma poi eccoci! All’improvviso, fuori dalla galleria, non piove più, il cielo è ancora una volta sereno, anche se il panorama è tutto diverso… tutto così cambiato, tutto ancora una volta da vivere e da scoprire… ma qui c’è casa!

E qui, a casa, non ho potuto non pensare, che in fondo quell’autostrada, quel sole, quella tempesta, quella galleria, quel sereno ritrovato, altro non sono se non la vita!

Suor Mariangela Tassielli , fsp

RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2013 – “… la risurrezione della carne, la vita eterna”

Dossier Aprile 2013

LA DOMANDA DI SEMPRE E DI OGGI

di Tonino Lasconi

Una domanda impossibile da evitare: «Ci sarà qualcosa dopo questa vita?». Nell’antichità la risposta era sì, come prova il culto interrogativodei defunti che ha prodotto le opere più grandiose dell’umanità: piramidi, mausolei, tombe.
Si, quindi, anche se in modo diversificato, alcuni popoli credevano che i morti continuassero la vita di quaggiù e li seppellivano insieme con le loro cose più care e persino con le mogli.
Altri pensavano che con la morte i corpi scomparissero, ma rimanesse lo spirito. Altri immaginavano un regno delle ombre, nel quale vagavano rimasugli di ciò che si era stati sulla terra.
Nell’Antico Testamento è presente anche questa idea: «La nostra vita passerà come traccia di nuvola, si dissolverà come nebbia messa in fuga dai raggi del sole» (Sap 2,4) e finirà nello sheol, il regno dei morti.
Nei sacri testi, però, affiora la speranza di una vita ultraterrena meno umbratile, come testimonia il gesto di Giuda Maccabeovita che raccoglie offerte in suffragio dei defunti, «compiendo un’azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti» (2Mac 12,43-44).
Con Gesù cambia tutto.
La buona notizia, il Vangelo, è che, con la sua risurrezione, la morte è vinta, e non è più la fine, ma il passaggio alla vita piena e definitiva, come era da sempre nel progetto di Dio. Questo messaggio, difficilissimo da accettare, si pensi al coraggioso tentativo di Paolo ad Atene (At 17,16-34), è «la cifra» del cristianesimo, rispetto a tutte le altre religioni.

speranzaOggi, qual è la risposta? Nei paesi cristianizzati, l’Illuminismo, scelse come bandiera il rifiuto di Dio e la negazione della vita ultraterrena, considerandola una favola. Questa idea si è diffusa tra la gente, persino tra i cattolici praticanti. Cosa gravissima, perché, come dice Paolo: «Se noi abbiamo speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini» (1Cor 15,17-19).
Coloro che hanno a cuore la fede in Cristo devono impegnarsi in un annuncio e una catechesi seri, intelligenti ed efficaci, senza scoraggiarsi per il muro di fronte al quale si troveranno.
Questo muro, in realtà, è fragile: l’esigenza della vita, che non scompare con la morte, è il più profondo e incancellabile dei nostri desideri. Quando la vita eterna, infatti, da argomevita-dopo-la-mortento di discussione diventa esperienza concreta perché una persona amata ci lascia, la sicumera e la supponenza scompaiono.
Così, anche i sapientoni e gli scettici portano fiori, ceri, lettere, cartelli con la scritta, «Sei sempre con noi», davanti alla tomba.
Ma che senso avrebbe se della persona amata non ci fosse più niente e se chi ci ha lasciato non potesse condividere il nostro sentimento? Soltanto la risposta di Gesù dà un senso a questi interrogativi.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2013 – “… la risurrezione della carne, la vita eterna”

Dossier Aprile 2013

LA PIÙ GRANDE SPEDIZIONE

di Cecilia Salizzoni

Molto forte, incredibilmente vicino è un film che affronta il tema del «lato cieco» dell’esistenza umana, che espone tutti al rischio della sventura, del dolore, della morte. E, benché la questione non si ponga in termini di fede nella risurrezione, il racconto è costruito sulla ricerca di una comunione possibile con chi è stato strappato a questa vita.

con padreOskar Schell, il giovanissimo protagonista che l’11 settembre 2001 ha perso il padre nell’attentato alle Torri Gemelle, formula il problema in questi termini: se il sole esplodesse improvvisamente, sulla terra impiegheremmo otto minuti per rendercene conto, il tempo che la luce attraversi la distanza che ci separa dal sole. Nell’universo di Oskar il sole era il padre, un padre straordinario che amava quel figlio tanto intelligente quanto fragile, bloccato da mille paure e forse da qualcosa di più.
Per lui, con l’intento di aiutarlo a vincersi e a mettersi in relazione con la gente, Thomas Schell organizzava un gioco che chiamava «spedizione esplorativa». Giusto prima della tragedia aveva pianificato quella che doveva essere «la più granmolto-forte-incredibilmente-vicinode spedizione di sempre», la ricerca del 6° Distretto di New York che, a suo dire, era esistito un tempo a fianco di Manhattan, ma poi sarebbe andato alla deriva e nessuno lo avrebbe più trovato.
Portare a termine questa spedizione per Oskar, sospeso nel vuoto creato dall’improvvisa eclissi del padre (e dal fatto di non aver saputo rispondere alla sua ultima chiamata telefonica dalla Torre), significa restare in contatto, «allungare i suoi 8’ con lui; forse in eterno».
Il ritrovamento di un ritaglio di giornale con la scritta evidenziata in rosso «non smettere di cercare» e una chiave saltata fuori da un vaso blu, il giorno in cui Oskar riusciva, per la prima volta dopo un anno, a rimettere piede nel guardaroba paterno, sono per lui gli «indizi» della spedizione affidatagli dal padre. Oskar pianifica nei dettagli il viaggio di esplorazione che, nei fine settimana, lo porterà a bussare alla porta di tutti i Black di New York, nella speranza di ritrovare la serratura che la chiave apre (Black è l’unica annotazione sulla busta che conteneva la chiave).
cercaDovrà affrontare le sue paure, Oskar, per compiere quel viaggio, che gli prenderà più dei tre anni pianificati, perché – scoprirà – che le persone non sono numeri; ciascuna ha una storia che chiede di essere condivisa. Dovrà sopportare il dolore, l’impotenza di fronte alla morte e la mancanza di senso della tragedia che gli è piovuta addosso; dovrà sopportare anche la scoperta che la chiave non era destinata a lui, ma «a un certo signor William Black a cui forse serviva perfino più che a me». Dovrà accettare il fatto che, per quanto lo desideri, il padre non tornerà, così come non torna il 6° Distretto.

PER SCANDAGLIARE IL RACCONTO
• Qual è il problema di Oskar?
• Che cosa c’entra la ricerca del 6° Distretto con la morte del padre? Perché è la più grande spedizione di sempre? Che cosa dice il padre sulla difficoltà della spedizione? Che cosa spera Oskar? A quale soluzione arriva e come ci arriva?
• Il film inizia con l’immagine in soggettiva del padre che precipita nel vuoto, e con la ribellioricercane del ragazzo davanti alla bara vuota del funerale («Potevamo almeno metterci le scarpe!»). Le immagini finali sono il disegno animato che chiude il diario della sesta spedizione esplorativa (il volo al contrario che riporta la sagoma del padre dentro il grattacielo), e Oskar sull’altalena con ai piedi le scarpe del padre: che cosa ci suggerisce l’accostamento di queste immagini? Quale significato acquistano in relazione al racconto?
• Si può dire che anche Oskar era come morto prima della «spedizione» e che, al termine, «risuscita»? In che senso? E suo nonno? Che cosa significa risuscitare?
• Oskar si fida del padre che sembra ain girovere una risposta per ogni cosa, non si fida della madre che non può dare un senso all’accaduto. Eppure la madre partecipa alla sua ricerca, senza che lui se ne accorga: quale analogia ci suggerisce ciò sul piano della fede, nella relazione tra l’uomo e Dio, tra visibile e invisibile, conoscibile e inconoscibile?
Ci sono altre metafore che possono dirci qualcosa: che cosa significa camminare sulla terra con i piedi nelle scarpe dei padri? Quale analogia si può sviluppare tra il mitico 6° Distretto e il regno di Dio?
• Perché Oskar chiama la sesta spedizione «Molto forte, incredibilmente vicino»?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

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Sommario Febbraio 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Un pozzo d’acqua viva

Il cuore di ogni catechista inizia già a proiettarsi verso la Quaresima, tempo da vivere in prima persona e da far vivere a tutti coloro che più direttamente ognuno segue da vicino. Lasciamoci illuminare dal Messaggio finale del «Sinodo sulla nuova evangelizzazione». Esso ci orienta a una rinnovata consapevolezza della nostra fede e a una rinnovata adesione a Gesù, per diventarne testimoni e annunciatori. È un ritrovarci insieme, attorno al pozzo della storia e della vita, come la Samaritana, senza nasconderci nulla. Anche noi, oggi, come lei quel giorno, abbiamo bisogno di «quell’incontro» che, solo, può cambiare la vita. E il Figlio di Dio, Gesù, continua a farsi presente. C’è una luce che parte dall’interno e che illumina anche gli angoli più nascosti. A quel pozzo, siamo chiamati ad andare, portando con noi altri, ogni povertà ogni situazione, ogni diversità e peccato. Buon cammino!

Nel numero di FEBBRAIO:

Editoriale Un pozzo d’acqua viva di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogoSOS confrontiamoci di Tonino Lasconi – sos su Religioni a confronto e l’Efficacia della preghiera

Icone della fedeIl pentimento di Pietro di Emilio Salvatore – il testo biblico in cui si penetra è tratto da Lc 22,54-62. Questa volta è saggiata la fedeltà del discepolo, in particolare di Pietro, chiamato a rispondere della propria fede di fronte alle accusa della gente. Storia di rinnegamento, pentimento, fedeltà.Catechisti Febbraio 2013

Itinerario per genitoriTradire e ritrovarsi di Emilio Salvatore – Da Pietro a noi, e in particolare alle famiglie. Perchè Pietro lo ha fatto? Come si può tradire una persona amica? Come si può tradire chi si ama? Come sempre, seguono indicazioni per la lettura dell’immagine di copertina, come strumento per entrare maggiormente nell’esperienza di Pietro.

Itinerario Io sono con voiMi fido di chi mi aiuta con misericordia di Fabrizio Carletti – Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a entrare nel tempo di Quaresima e riconoscere la misericordia di Dio che supera le nostre fragilità. Gioco: I maghi gelanti.

Itinerario Venite con meTi chiedo perdono di Anna Teresa Borrelli – Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a riconoscere nella loro vita i momenti in cui, come Pietro, hanno tradito il Signore; comprendere la necessità di un percorso di conversione; imparare a chiedere perdono e a gioire del dono della riconciliazione. Attività: la lettera a Pietro.

Dinamiche e attività La croce dell’amore di Fabrizio Carletti [LEGGI L’ARTICOLO!!!] – Costruire la Croce dalla I domenica di Quaresima fino alla domenica delle Palme. Con il polisterolo per ricostruire i simboli di ogni domenica. (LEGGI L’ARTICOLO)

Parole della fedeSapienza e verità di Renato De Zan – Sussidi liturgici e pastorali – Percorso penitenziale con le famiglie di Giovanna e Giuseppe Galasso – Proposta di un itinerario per coinvolgere le FAMIGLIE nella preparazione al sacramento della Riconciliazione ed Eucaristia dei propri figli.

Itinerario post-battesimaleUn angelo speciale a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi – Far conoscere al bambino la figura dell’angelo custode; pregarlo e “costruirlo” attraverso una concreta attività da far fare ai bambini.

Ascolto e seguo GesùIl Vangelo della domenica di Roberto Laurita – Input, riflessioni e preghiere dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Ascolto e seguo Gesù Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano – Dinamiche e attività dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Il bambino nel gruppo di catechesi Il bambino DEMOTIVATO di Franca Feliziani Kannheiser – Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimedialeQuaresima tra simboli e memi di Marco Sanavio (LEGGI L’ARTICOLO)

Catechisti protagonisti12 + 72 giovani per un popolo in missione di Fernando Faiella – L’esperienza della Diocesi di Nocera-Sarno: un consiglio episcopale dei giovani, con i 12 giovani scelti dalle diverse foranie della Diocesi, altri 72 chiamati non per andare in missione, ma per essere un popolo in missione.

Per te, catechistaLa Chiesa da “società” a “popolo di Dio” di Filippa Castronovo – Per conoscere la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium

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Noi, figli amati, mai da soli. È una delle più grandi certezze che la comunione dei santi ci mette nel cuore. Cielo e terra uniti in un’unica grande famiglia; fratelli che sono chiamati a costruire solidarietà in nome di un amore da cui già si sono sentiti raggiunti e amati. La musica, l’attualità, il web, il cinema e, con rinnovata forza, la Bibbia e la liturgia ci aiutano a far entrare i ragazzi in questa immensa e spesso troppo sconosciuta realtà, più vicina a noi, di quanto possiamo immaginare.

Nel dossier di FEBBRAIO:

Focus – Santi grandi e piccoli di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – Credi la comunione dei santi di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Festa dei santi… o delle zucche? di Fausto Negri

In rete- Santi in rete di Alessia Cambi

Musica e fede – Mani unite tra cielo e terra! di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Siamo una grande famiglia di Cecilia Salizzoni (LEGGI L’ARTICOLO)

Colori dell’arte – Tutti uniti in Cristo di Fausto Negri

Test – Vicini o lontani…insieme! di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Donaci, Signore, la comunione di Veronica Bernasconi

Testimoni – Silvana Morelli e Rita Coluzzi a cura della Redazione – Due donne colpite da handicap fisici, dalla cui testimonianza traspare la forza della fede cristiana

Ti aspettiamo su facebook per seguire e condividere le novità, gli input, le segnalazioni, i post e per scaricare foto-preghiere, o cover per facebook da usare anche con i vostri destinatari, pubblicati sulle nostre pagine:

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—> Riviste Catechistiche

Felice se scegli il bene – Step4 – incontri online/marzo 2013

Benvenuti, cari amici, al nostro quarto incontro

Felice se scegli il bene

Beati gli affamati di Giustizia

La Beatitudine che ci accompagna in questo tempo è la quarta che l’evangelista Matteo propone: “Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia”.

 La sfida della felicità continua a raggiungerci e a provocarci! Cosa significa OGGI, alla luce delle vicende sociali che continuamente ci raggiungono, GIUSTIZIA? Cosa significa scegliere il bene? Quale giustizia il Vangelo ci chiede di vivere?

Spesso pensiamo alla giustizia divina nei termini di punizione, del dare a ognuno ciò merita. La giustizia in Dio, spesso diventa solo una sorta di proiezione di quella giustizia che noi vorremmo e che non riusciamo a realizzare.

Ma le cose stanno veramente così? Cosa voleva dire Gesù, affermando: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia…” Cosa significa essere assetati e affamati di giustizia? 

La fedeltà al Vangelo, la risposta di vita data ogni giorno a Dio cosa ha a che fare con l’essere giusti?

Video – catechesi

Il percorso può essere vissuto personalmente o condiviso con amici, familiari o in parrocchia.

Ricorda che per una migliore proiezione, puoi scaricare il video sul tuo pc.

I tuoi strumenti di viaggio:

  • la Bibbia per seguire direttamente il testo, ampliandone il contesto
  • un quaderno per appuntare quei passaggi che ogni step ti chiede di vivere e che può diventare un’importante memoria del tuo percorso con Dio.

Buon cammino!

 

Felicità e Vangelo
sono un connubio esplosivo e rivoluzionario
che ancora in molti preferiscono tenere disinnescato.
L’unico vero pericolo nell’innescarlo è di essere essere travolti
da radiazioni di amore e solidarietà universale,
che riconoscono nell’altro,
null’altro se non riflessi intensi del volto di Dio.

STEP PRECEDENTE: 

Step1 –  E Gesù disse: «Beati voi» – Mt 5,1-3
Step2 – Felice se attendi – Mt 5,4
Step3 – Felice se ti fidi – Mt 5,5
Step4 – Felice se scegli il bene – Mt 5,6

CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI SU: Incontri online

 

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

 

VEDERE, ESPLORARE, CAPIRE…E non basta ancora! – Itinerari musicali di catechesi/6_La Scienza

SCIENZAQualche premessa: 

INTRO:
Clikka sull’immagine

Scienza e fede… ma possiamo metterle insieme? Binari paralleli, prospettive differenti, visioni del mondo opposte e chi vuole aggiungere faccia pure. Ci hanno abituati a guardare il mondo, mettendo in opposizione scienza/ragione e fede, eppure paradossalmente la scienza la ritroviamo fra i sette doni che lo Spirito dà o è disposto a dare a ogni persona. Dono per comprendere, capire, esplorare la realtà e le situazioni interne ed esterne a noi, per conoscere,interpretare, discernere ed elaborare una risposta personale e consapevole. Questo, i nostri ragazzi lo sanno? Immaginano che lo Spirito è pronto a donare loro qualcosa che li aiuti a comprendere il mondo e a diventare capaci di viverlo e non di subirlo? E anche di cambiarlo? Questa è la sfida che vogliamo affrontare,per imparare a guardare, accogliere nella verità, lodare per ciò che abbiamo e siamo! 

scienzaGUARDARE, COMPRENDERE, LODARE

Scrutiamo la realtà con gli occhi di Jovanotti; esercitiamo la vista, per capire meglio, con Cristina Damonte; lodiamo con Branduardi: ecco in sintesi il nostro percorso. Di fronte al binomio scienza e fede, che cosa dicono? Se lo Spirito ci dona la scienza, diventiamo tutti scienziati o c’è altro in gioco? A cosa serve questo dono? Il punto forte della scienza e del suo metodo è l’osservazione: si osserva ciò che accade (il fenomeno) per capirne le leggi ed elaborare ipotesi, dimostrazioni ed eventuali scoperte. Di fatto, come prima sfida, anche «la scienza di Dio» ci chiede di vivere guardando e osservando ciò che ci circonda, con trasparenza e verità. La ricerca, la voglia e lo sforzo di capire e di vedere è quanto l’essere umano e, quindi, ogni ragazzo, con le proprie energie, è chiamato ad attivare in prima persona. La scienza, dono capace di farci crescere nella sapienza, ci chiede di metterci in gioco in prima persona, con intelligenza e sana curiosità. E questo è qualcosa che, con coraggio e pazienza, dobbiamo insegnare a vivere ai ragazzi! È uno dei livelli fondamentali della loro crescita umana prima che cristiana. Guardare, conoscere, comprendere, però, non vuol dire risolvere, non significa avere risposte giuste. Spesso aprire gli occhi per guardare, innesca come diretta conseguenza il desiderio di continuare a cercare. Quando una coscienza si sveglia, ha bisogno, poi, di capire e di trovare risposte. Ma dove? E come?
VEDERE CON IL CUORE E LA MENTE  scienza tra le mani
Comprendere, alla luce del Vangelo, non è solo giocare tra cause ed effetti, ma voler capire e dare risposte di vita, di luce, di audacia e libertà. E allora: «Signore fa’ che io veda…» canta Cristina Damonte,e noi aggiungiamo: vedere con il cuore, provando sentimenti reali, reazioni, passione, emozioni; vedere con la mente in modo realistico e non bigotto, cercando reali motivazioni e spiegazioni a ciò che accade sotto i nostri occhi; vedere con tutta la nostra volontà, con tutte le nostre energie, «per diventare figlio della luce che non conosce tramonto, che è capace di attendere una nuova alba e scoprire la bellezza della fedeltà di Dio, in questa realtà concreta»Vedere, conoscere e credere nel bene, in se stessi e in Dio diventa un circolo positivo che ha, alla base, una realistica visione del mondo e della vitaCon Branduardi e il suo Il cantico delle creature: facciamo un salto in avanti per far scoprire ai nostri ragazzi che solamente uno sguardo consapevole, retto, intelligente ci può aprire al pieno riconoscimento di Dio e alla lode!
RINGRAZIARE ringraziare
Guardare il mondo significa misurarsi con una realtà che ci supera e di cui noi non possiamo essere, in alcun modo, la misura. Francesco di Assisi, per esempio, osserva e loda e, in lui, la scienza è alla base del più straordinario tra i cantici. Guardare, scrutare, conoscere, comprendere e lodare: sono questi i diversi passi che il dono della scienza può insegnarci a compiere.

 [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

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L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

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