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Perfetti? – BUONA DOMENICA! VII del TEMPO ORDINARIO – ANNO A

«Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?». Mt 5,46

L’impresa a cui il Vangelo ci chiama è titanica. Scalare l’Everest sembrerebbe quasi una passeggiata. E il Vangelo di questa settima domenica, in forte continuità con domenica scorsa, è senza mezzi termini: amare i nemici, non opporsi al malvagio, offrire a chi ci fa del male una seconda possibilità, dare a chi chiede… l’elenco è lungo e, al suo vertice, ha un ultimo invito: siate perfetti come il Padre – Dio – è perfetto! Ebbene, sì! Siamo autorizzati a pensarlo: Gesù di Nazaret era folle… ci siamo messi alla sequela di un maestro che non ama concretezza e piedi per terra.
Magari, qualcuno tra i più giovani, potrebbe anche pensare: era fatto! Quel giorno Gesù era fuori!
Sì, parole che possiamo dirci, pensieri che possiamo fare anche a oltranza. Perché quelle parole scottano. Quelle parole violentano la nostra tranquillità e le nostre logiche. Quelle parole sono decisamente fuori da ogni accettabile misura. Vero! Ma è la misura del Vangelo. E dovremmo dircelo una buona volta. Dovremmo avere il coraggio di ammettere che la vita che Gesù propone a tutti, non a pochi eletti, è quella del “fuori misura”. È una vita sbilanciata a favore del bene. Una vita crocifissa dalla storia, dagli ingiusti, dagli scorretti. Una vita condannata ad amare. Quindi: prendere o lasciare.
Non ci sono: se o ma. Non possiamo continuare ad annacquare pur di crederci al posto giusto. Pur di pensarci quasi buoni. Astenerci dal male, non basta. Occorre invertire! Il vero peccato, per noi discepoli del Vangelo è astenerci dal bene, dal perdono, dall’amore eccedente. Non c’è giustificazione che tenga. Se il nome di Gesù è sulla nostra bocca. Se lo lodiamo e lo esaltiamo con preghiera e canti, allora dobbiamo amare: non ci sono storie. Amare! E dobbiamo imparare a farlo!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Giusti, come te, Signore

Signore Gesù, riesci a fare il più grande tra i miracoli?
Riesci a fare dei nostri limiti una via di perfezione?
Riesci a rendere noi, fragili e peccatori,
capaci dello stesso amore con cui Dio ci ama?
No! Da soli è impossibile.
Da soli, in compagnia del nostro sforzo, è impensabile.
Ma tu puoi!
Tu e lo Spirito di vita agite in noi, trasformateci,
rendeteci capaci di amare chi ci odia,
di sperare il bene anche per chi opera il male,
di desiderare la vita anche per chi genera morte.
Trasformaci, Signore,
rendici capaci di scegliere l’amore! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 5,17-37). Forma breve.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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più giusti della giustizia – BUONA DOMENICA! VI del TEMPO ORDINARIO – ANNO A

« Chi osserverà e insegnerà i miei precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli». Mt 5,17-37

Non so quale sentimento abbia suscitato in voi la lettura del brano di Vangelo di questa VI domenica. Non so cosa susciti nel vostro cuore quella chiamata di Gesù ad andare oltre la misura della Legge, ad affinarne i criteri, a comprenderla non in modo più blando (come potrebbe sembrare ai più), ma in modo più rigoroso… da Dio! Non so quale sia il retrogusto che vi lascia.
In me c’è un forte senso di reazione. Ma non verso di lui e della sua richiesta, ma verso di noi e verso il nostro modo di usare la Parola: duri verso gli altri ed estremamente misericordiosi verso noi stessi. E invece quanto è grande questa sfida! Ci è chiesto di essere più giusti della giustizia. Ci è chiesto non di essere dei buonisti di bassa lega, ma di avere come criterio quella stessa pienezza di vita che Gesù ha avuto in ogni sua scelta.
Per noi giustizia è fare in modo che a tutti sia data la stessa cosa. Come se un neonato e un adolescente avessero bisogno dello stesso pane. Come se un malato terminale e un orfano avessero bisogno della stessa consolazione. Come se un rimprovero fatto a un bullo di prassi, dovesse essere uguale a quello fatto a chi reagisce dopo l’ennesimo pestaggio. Come se la condanna per furto dovesse essere uguale per chi fa dell’illecito uno stile di vita e per chi ruba per fame.
Non fraintendete. Non si tratta di usare pesi e misure diverse. Giustizia è dare o ognuno ciò che lo fa vivere… o almeno questa è la giustizia che Gesù di Nazaret ci ha insegnato. Ed è la giustizia che Dio conosce. Ed è quella… la sola, alla quale ci chiama. Ed effettivamente è una Giustizia che va oltre la giustizia… oltre la legge, oltre la regola.
Non so se ce la faremo. Ma una cosa è certa. Lui per noi è andato oltre la giustizia umana… e al nostro peccato ha risposto con il perdono.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Giusti, come te, Signore

Signore Gesù, insegnaci a essere giusti come te:
capaci di mettere avanti sempre e solo l’amore.
Capaci di scegliere come bussola per la vita
non la legge fine a se stessa, ma l’altro,
il suo bene, la sua vita, la sua salvezza.
Signore Gesù, Dio dell’amore,
rendi delicato il nostro cuore,
profondo il nostro sguardo,
attente le nostre orecchie
per ascoltare in ogni situazione il grido
di chi chiede solo di essere amato.
Sia l’amore il nostro unico criterio di giustizia. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 5,17-37). Forma breve.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

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