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Lode a te – BUONA DOMENICA! Solennità della santissima Trinità – ANNO A

«Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». Gv 3,16

Cosa possiamo dire a commento della festa della Santissima Trinità? Cosa c’è da capire?
Forse nulla… forse ci è chiesto solo di contemplare. Ed è il Vangelo a suggerircelo. Sono solo tre versetti, quelli che la liturgia ci offre, ma sono traboccanti di Dio, delle sue logiche, dei suoi motivi.
La nostra generazione è impastata di mentalità scientifica. Ogni cosa ha bisogno di prove perché si possa dire che esista. E questo pensiero macina il cuore, mina la fiducia, indebolisce l’affidarsi. Eppure ci sono mondi infiniti che si muovono nell’invisibile, nel non-tangibile, nel non verificabile.
Penso semplicemente all’amore. All’amore che accarezza, certamente, ma anche all’amore che pota per curare, che frena per difendere, che toglie per prevenire… a quell’amore, a volte esigente, che ti fa sentire solo, disarmato… ma che altro non sta facendo se non farti crescere, maturare, renderti libero


Ecco, è questo l’amore che oggi la liturgia ci chiede di contemplare: la totalità di un amore che ha portato Dio a uscire fuori da se stesso per raggiungere noi e liberare la vita, consegnarci alla gioia, renderci capaci di Lui. Amore misterioso e immotivato, amore illogico e a tratti insensato. E il perché del dono non va cercato in null’altro se non nell’amore.
Qualcuno dirà: «Ma non si poteva usare un sinonimo? Amore ripetuto tante volte in poche righe…».
No, non si poteva usare un sinonimo, perché è l’amore l’unica realtà che deve saltarci in mente tutte le volte che sentiamo la parola «Trinità». È l’amore che lega il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo all’umanità. È l’amore che ha fatto sì che nella perfezione avesse un posto privilegiato la creatura. È l’amore che ci permette di respirare lo stesso Spirito di Dio. È l’amore che costantemente ci solleva dal peccato e ci riporta nel palmo della mano di Dio.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Crediamo in te

Noi crediamo in te, Trinità Santissima;
crediamo nella straordinaria forza
di quell’amore che ci ha raggiunti in Gesù
e ci ha resi figli.
Crediamo nella disarmante immensità
di quell’amore che gratuitamente
ci ha redenti.
Crediamo nella tenace determinazione
di quell’amore che senza condizioni
si è piegato su di noi e ci ha sollevato.
Noi ti lodiamo e benediciamo, Dio,
Padre del Signore Gesù,
poiché in lui ci hai donato lo Spirito dell’amore
che può trasformare la nostra vita in un capolavoro.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 3,16-18).

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

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Un canto per riflettere

Ricevete lo Spirito – BUONA DOMENICA! Solennità di Pentecoste – ANNO A

«Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Gv 20,21

Sono trascorsi ben 50 giorni dalla Pasqua: è Pentecoste!
Eppure l’evangelista Giovanni abbrevia i tempi. Nel suo racconto evangelico Gesù soffia sui suoi lo Spirito Santo la sera di quello stesso giorno! Proprio di quello stesso nuovo giorno in cui Dio Padre lo ha risuscitato. Lo stesso giorno in cui la terra ha assistito stupefatta alla risurrezione. Lo stesso giorno in cui, per la prima volta, alla morte è stata strappata una vita, la Vita. Non perdete tempo a chiedere chi abbia ragione. Se Luca con i suoi 50 giorni o Giovanni con «lo stesso giorno». Non ci sono diari di bordo originali da consultare. C’è semplicemente un senso da capire. È questo che interessa a Giovanni. Perché è proprio Giovanni che ci ha raccontato come nella crocifissione, Gesù dopo aver chinato la testa abbia effuso il suo Spirito. È Giovanni che ci ha fatto sentire più volte dalle labbra di Gesù quanto sarebbe stato necessario il suo ritornare al Padre perché su di noi fosse effuso il dono dei doni: lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio. E non «di Dio» perché appartenente a Dio. Quasi fosse un dono concesso per bontà… un’orpello del suo grande amore.

Lo Spirito di Dio che su di noi sarebbe stato effuso, è lo Spirito che è Dio. Il dono pieno della vita di Gesù si compie in questo atto definitivo: renderci capaci di essere abitati dallo Spirito di Dio, da Dio, dalla sua pienezza d’amore, dalla sua pienezza di vita. Non so come questa immensa verità non ci mozzi il fiato. Non so come riusciamo a continuare a vivere con la solita mediocrità e superficialità, sapendo chi siamo e che cosa ci è stato donato.
Noi possiamo vivere da credenti, essere testimoni dell’amore, credere nella risurrezione perché in noi vive lo stesso Spirito di Dio. Per questo noi possiamo ricostruire, possiamo perdonare, possiamo ricominciare, possiamo far vivere.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Il tuo Spirito, Signore, su di noi

Soffia su di noi, Signore risorto!
Soffia su di noi il tuo potente Spirito.
Spirito di vita, che fa scaturire il nuovo dalla morte.
Spirito di luce, che dissolve le tenebre più cupe.
Spirito d’amore, che rinnova gli abissi.

Soffia su di noi il tuo Spirito, Signore risorto,
perché in noi la vita danzi, sempre;
perché in noi il deserto fiorisca, ogni giorno;
perché in noi la pace germogli e si offra,
zampillando come acqua da sorgente.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 20,19-23).

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.


Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

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Un canto per riflettere

Io sono con voi, andate! – BUONA DOMENICA! Ascensione del Signore – ANNO A

«Io sono con voi tutti i giorni». Mt 28,20

Il Signore risorto che l’evangelista Matteo ci descrive sembrerebbe essere di poche parole e molti fatti. Ai pochi versetti che questa domenica ci presente, fanno eco altri versetti di poco precedenti. Qui si legge: «Gli Undici andarono sul monte che Gesù aveva loro indicato». L’indicazione in realtà viene data alle donne che, ritornando dal sepolcro, incontrano Gesù risorto. Sono le prime a incontrarlo. Sono le prime a essere mandate: «Andate e annunciate ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Le donne vanno e annunciano.

Ma non basta. La seconda parte dell’ultimo capitolo di Matteo ci mette davanti un secondo mandato. Gesù invia coloro che di lui hanno fatto esperienza, li invia ad andare a tutti i popoli, per rendere chiunque discepolo, battezzato. Per comunicare la gioia della sua presenza, la pienezza del suo amore.

Questi versetti nella storia sono diventati molte volte causa di esclusione, di proselitismo; nei momenti più duri anche di sottomissione. Quasi come se quel «fate discepoli tutti i popoli» avesse voluto significare «costringete tutti a credere in me».

E invece colui che invia è il Risorto. E il Risorto libera, spezza catene, scioglie legacci, fa esplodere la gioia, i carismi, la diversità. Il mandato ci impone solo una cosa: «Andare! Uscire! Non trasformare la nostra esperienza di lui in un gioiello da cassaforte».

«Fare discepoli» è dire a tutti che il dono non esclude nessuno.

«Battezzare» è offrire a chiunque la possibilità di essere ammantato dall’amore.

«Insegnare a osservare i suoi comandamenti» è far vedere con la nostra vita quanto aderire alle sue logiche renda tutto nuovo, migliore, buono.

È lui, il Signore, il senso di ogni cosa. Il suo essere con noi fino alla fine del mondo è garanzia di quell’amore che sostiene la storia. È questo l’annuncio di cui dobbiamo e possiamo far vibrare il mondo… quel mondo vicino che ci circonda.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Tu sei con noi!

Tu sei con noi, Signore:
sorgente e causa della nostra gioia.
Sei con noi, Signore risorto:
vita che zampilla, amore che irrora.
Sei con noi nelle notti interminabili
e nell’albeggiare carico di speranza;
negli aridi mezzogiorni assolati
e nel tepore rinfrescante delle sere.
Sei con noi, sempre!
Sarai con noi per sempre!
È questo che ci chiedi di ricordare al mondo,
ogni giorno, avendo sul volto lacrime o sorrisi.
È questo ciò che ci chiedi di annunciare.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 28,16-20).

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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Un canto per riflettere