Logiche di Dio – BUONA DOMENICA! XIII Tempo Ordinario – ANNO A

Non vi stupite se leggendo i primi versetti del Vangelo di questa XIII domenica la prima esclamazione che farete sarà: «Esagerato! Come si fa a non amare una madre in modo infinito! Come si fa non amare un figlio in modo più che infinito!». Ci verrebbe da dire: «Dai, Signore, non tirare la corda!».


Eppure quell’elenco che l’evangelista Matteo fa, ci permette di entrare nelle logiche di Dio, quelle logiche di cui il Vangelo è intriso, quelle che in Gesù sono diventate concrete e tangibili: ha amato il Padre e la sua volontà più di ogni altri; ha sprecato la vita per la causa di Dio (salvare noi); ha accolto coloro che il Padre gli aveva mandato; si è occupato di coloro che lo seguivano anche dando loro pane da mangiare.
Ecco, quello che lui ci ha fatto vedere, semplicemente vivendolo, è ciò che noi dovremmo vivere. Ma non per dovere, non per obbligo morale. Tra le sue parole c’è il segreto della felicità vera, della vita piena. Perché quando si mette il Signore al centro delle relazioni quello che accade è il miracolo dell’amore, della concordia, dell’unità, della gratuità.
Quando è lui a insegnarci come amare, ogni azione, ogni gesto, ogni scelta svetta per bellezza e profondità.
Quando è lui a insegnarci come vivere, ogni scelta si carica di quello spessore che fa la differenza e costruisce vita vera.
Quando è lui a suggerirci come donare, anche un semplice bicchiere d’acqua diventa il più straordinario dei doni.
E allora sì, forse il Vangelo è davvero esagerato. Perché vivere secondo le sue logiche non è una passeggiata. Ma è in quell’esagerazione che diventa bella la vita. E quell’esagerazione inizia a essere nient’altro che normalità quando è lui, il Signore, a viverci dentro.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Tu in me, Signore

Signore Gesù,
insegnami a vivere secondo le tue logiche,
a mettere te al centro di ogni scelta,
di ogni affetto, di ogni relazione.
Insegnami a vivere perdendo,
ad amare donando,
ad accogliere spalancandomi.

Non c’è croce che io non possa portare,
avendo te nella mia vita.
Non c’è dono che io non possa offrire,
se sarai tu ad arricchire me.
Non c’è rinuncia che io non possa fare,
se sarai tu il centro, tu l’orizzonte, tu il perché.
Vivi in me, Signore. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 10,37-42).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Liturgia completa su >>> CLICCA QUI

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

Un canto per riflettere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.