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Che farò? – BUONA DOMENICA! XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

«Chi accumula tesori per sé non si arricchisce presso Dio».

Lc 12,21

Qual è il centro dei nostri desideri?

Qual è il centro dei nostri desideri? Per che cosa nella nostra vita investiamo importanti energie? A che cosa diamo talmente tanto peso da sentire il bisogno di appellarci a Dio? Ci sono cose che contano davvero, contano per noi e per il mondo; e ne esistono altre per le quali sposteremmo le montagne, ma solo per ottenere splendidi panorami a nostro esclusivo beneficio. Spesso e volentieri sono proprio queste a condizionare la nostra felicità, a renderla non tanto un bene condiviso, ma un traguardo da conquistare.
La vita germoglia in modo per lo più imprevisto e allo stesso modo tramonta. Sforzi, progetti, preghiere, investimenti: nulla trattiene la vita e nulla blocca la morte. Possiamo ignorare che accada, possiamo credere che a noi non tocchi mai, possiamo illuderci di sconfiggere l’ineluttabile, ma è davvero così che crediamo di conquistare la felicità?
Molti tra noi perdono il sonno in nome del futuro: che non significa necessariamente soldi o fortuna. Potrebbe voler significare anche semplicemente salute per i figli, lavoro, quel quanto basta per vivere con un minimo di serenità. Programmare, gestire, poter appoggiare i piedi su una piattaforma stabile… questo ci basterebbe… questo spesso riempie la nostra preghiera.
E se proprio questa notte la nostra vita ci sarà chiesta? Se dovesse accadere proprio a noi? Che cosa succede nel nostro cuore? Come vivremmo non tanto rispetto a quello che abbiamo messo da parte (perché forse pochi tra noi hanno fatto quello che ha fatto l’uomo ricco della parabola), ma rispetto a quello che ancora non siamo riusciti a mettere in sicurezza per il dopo di noi, per quel futuro che sempre inesorabilmente scappa dalle nostre mani, per quella ricerca di sicurezze che ci hanno consumato il cuore, ma che non siamo riusciti a raggiungere?
Ripeto: qual è il centro dei nostri desideri?
Sforziamoci ogni giorno di accumulare non tesori, ma incontri, sguardi, condivisione, solidarietà. Anche quando ci sembrerà di perdere, anche quando saremo poveri di certezze, nell’incontro la vita prepara sempre il raccolto futuro.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore, che farò?

Che cosa farò, Signore,
quando tutti i miei progetti crolleranno?
Che cosa accadrà
quando un semplice soffio
di vento contrario inclinerà la mia vela,
cambierà la mia rotta,
piegherà la mia vita?
Di che cosa vivrò?

Signore, insegnami a far fiorire
la vita nei sorrisi,
a seminare il bene nelle azioni,
perché in ciò che semplicemente sono
il mondo possa trovare la sua ricchezza,
in ciò che semplicemente scelgo
Dio possa raggiungere lo spazio umano
e far germogliare vita.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

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