È invisibile, ma c’è – Buona domenica! – XI TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce» (Mc 4,27).

Che cos’è il Regno di Dio?
Ognuno personalmente provi a pensarci e si chieda: “Cos’è per me? Quale immagine sceglierei se dovessi raccontarlo ad altri?”.
6433L’evangelista Marco ne sceglie due… due tra le tante – così scrive – che Gesù usa per parlare del Regno ai suoi contemporanei. Chi ascolta Gesù abitualmente lavora la terra, e per loro non ci sono immagini più evocative di un seminatore che getta del seme in un terreno e di un microscopico granello di senape. La prima ci dice che in fondo Dio fa in modo che il suo Regno germogli pian piano, lentamente, nella nostra storia, nella vita, nelle tante situazioni in cui ci troviamo. La seconda immagine però ci rassicura e, allo stesso tempo, ci mette in guardia: il regno di Dio è microscopico, piccolo al punto da essere quasi invisibile. Tutto ciò che Dio in ogni istante semina nella nostra vita è proprio così: piccolo! E ai nostri occhi, sempre così desiderosi di vedere cose straordinarie, ciò che Dio semina appare invisibile, a volte inconsistente, spesso addirittura inesistente.
Eppure, Gesù sembra confermare ai suoi che il Regno c’è e ci riserva sorprese.motherdaughter
Proviamo noi, ora, a raccontarci il Regno attraverso immagini più vicine alla nostra esperienza. Magari i fornai potrebbero pensare al lievito (e accadeva anche ai tempi di Gesù)… perché in fondo il Regno è forte e invisibile.
I bambini potrebbero pensare all’amore della mamma: non lo tocchi, non lo puoi fotografare, ma lo senti vivo ogni volta che lei ti abbraccia, ti accarezza, ti stringe a sé.
I biologi potrebbero pensare a un virus, non tanto per gli effetti nefasti che comporta, ma per la sua forza intrinseca, per la creatività con cui si diffonde eludendo ogni forma di ostacolo… perché il Regno è così: discreto e resistente, capace di fiorire in ogni condizione umana.
Il regno di Dio, diceva Gesù è come l’uomo che semina: è Dio stesso che agisce nella storia del mondo, e nella nostra vita, seminando amore, giustizia, pace, fraternità, umanità.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Il tuo regno!

Il tuo Regno, Signore,
come un piccolo seme,
come scintille luminose,
come rugiada feconda
vive tra noi,
invisibile e nascosto.
Vive e fa vivere.
Vive e trasforma.
Il tuo Regno è la pace
che germoglia nel cuore,
è l’umanità che sveglia
la coscienza.
Il tuo Regno, come seme,
viva in noi. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».fano_seme regno
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

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È pazzo! – Buona domenica! – X TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3,35).

Quanto è difficile credere! Quanto è difficile aderire con piena consapevolezza, con tutta la lucidità possibile della ragione, con la pienezza della nostra volontà… Quanto è difficile credere alla Parola di Gesù! Crediamo di poterla limitare all’ascolto domenicale; crediamo di ridurla a pochi versetti da usare nelle situazioni più opportune, magari anche come formula di giudizio di coscienze altrui, ma la Parola del Signore è di più; molto di più: irriducibile, incontenibile.
Era ciò che succedeva anche lungo le strade della Palestina e di cui il brano del Vangelo di Marco di questa X domenica del Tempo Ordinario ci lascia intravedere uno spaccato: Gesù di Nazaret parlava, molti ascoltavano, qualcuno credeva, ma molti di più dubitavano… e lo facevano al punto da ritenerlo pazzo, fuori di sé.fiducia_fano
È difficile riconoscere Dio presente nella storia che ci scorre attorno. È difficile anche per chi a Dio è molto vicino. È difficile anche per chi vive alla sua presenza. L’evangelista Marco, letto con attenzione, diventa una terribile spina nel fianco. Nell’esperienza descritta nel brano evangelico chi dubita, chi accusa Gesù di follia non sono scribi e farisei. Sono invece coloro che in modo più vicino vivono la relazione con lui: «i suoi», i suoi parenti, i suoi fratelli… sua madre. Già, stando a Marco, anche sua madre.
Fede e vita, dubbio e fiducia si intrecciano continuamente nell’avventura umana che siamo chiamati a vivere. Ma non è questo a limitare la risposta. Ogni volta possiamo sostare alle soglie della Parola del Signore per decidere se restarne fuori o se entrare, coinvolgendoci in una risposta personale e responsabile, libera e feconda. Così ha fatto la donna Maria di Nazaret: umana nella sua ricerca, piena dello Spirito di Dio nella sua risposta.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Voglio credere!

Voglio credere, Signore Gesù!
Voglio credere alla tua Parola,
alle tue logiche di vita,
al tuo stile scomodo e scomodante.
Voglio credere che
la tua Parola possa
spalancare vie alla mia vita;
credere che ciò che tu hai vissuto
sia vero anche per me.
Voglio credere che lo Spirito Santo,
vivo e operante in te,
continui a vivere anche in me.
Voglio credere, Signore! Amen.

 

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 3,20-35)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».lopez
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

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Abbracciati dall’amore – Buona Domenica! – Solennità della SS. Trinità – anno B

 «Ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,» Mt 28,19

Celebrare la solennità della Santissima Trinità è entrare in contatto con uno dei più grandi misteri della nostra fede. Mistero irriducibile alla nostra ragione; inafferrabile e inspiegabile nella sua totalità; indimostrabile. La Trinità la conosciamo perché si offre a noi, alla nostra vita, alla nostra fragile umanità. Si offre a noi e ci trasforma nella misura in cui, abbassata ogni resistenza e razionalizzazione, ci lasciamo penetrare dal mistero.
Non ci sono termini che la spieghino, proprio come non esiste modo per dimostrare a qualcuno di essere amato. Chi, in amore, chiede prove, lo fa perché ha smesso di amare. Così è per il mistero della Trinità. donna-incinta
Padre, Figlio e Spirito Santo sono uniti dall’amore; si offrono a noi per amore; ci portano nel loro grembo di vita con amore; ci fanno vivere, spezzando le angustie catene della morte, amandoci. Non c’è altro. Ci sembra poco? Vorremmo qualcosa di più immediato e concreto? Beh, non c’è!
Abbiamo un segreto, però! Per noi è stata aperta una sorta di porta di sicurezza, con accesso immediato. Quale? Lo Spirito Santo.
L’amore che ininterrottamente circola tra Padre e Figlio non è un blocco chiuso, ma una spirale aperta; e lo Spirito che ha avvicinato Dio all’umanità nell’incarnazione, oggi ha il compito di avvicinare la terra al cielo, l’umanità a Dio, la storia all’eternità. È lo Spirito, spiegazione-trinità-coloredla cui vitalità abbiamo celebrato a Pentecoste, a portarci nel grembo di Dio, a farci entrare nel mistero della sua vita, a far sì che ognuno di noi possa essere costantemente abbracciato dall’amore.
La Trinità non è un mistero da svelare, ma un grembo in cui vivere, in cui esistere, in cui rinascere, ogni giorno, a nuova vita.
Credere nel Dio Trinità è scegliere di essere fedeli discepoli di un Dio che ha scelto per sé, e per noi, la prossimità, la misericordia, il dono.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Abbracciati dall’amore
Dio, Padre della vita,
Gesù, Salvatore della storia,
Spirito Santo, amore irrefrenabile,
noi vi lodiamo e vi benediciamo,
per ogni scintilla di cielo
che donate alla nostra storia;
per ogni goccia di vita
con cui irrorate i deserti dell’anima;
per ogni raggio di luce
con cui rischiarate
le notti dei cuori. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [ Mt 28,16-20]

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. trinità formula matematica
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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Sulle vie dell’amore – Buona Domenica! – Pentecoste – anno B

 «Lo Spirito della verità, vi guiderà» Gv 16,13  

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Per la nostra gioia – Buona domenica! – VI Domenica Di Pasqua – anno B

 «La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» Gv 15,11 

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Aggrappatevi! – Buona domenica! – V Domenica Di Pasqua – anno B

 «Rimanete in me e io in voi» Gv 15,1-8 

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

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