Germoglio di futuro! – Buona domenica! – II Avvento – Anno A

«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Mt 3,2

È difficile credere in certi momenti della storia. Difficile dare credito a voci che nella notte profonda, quando anche le stelle sono coperte da nubi gonfie e pesanti, annunciano il uid_149d2bb7e9c-650-340sorgere del sole. Difficile, quasi impossibile, dare ragione a voci che urlano nei deserti della storia. Sembrano pazzi coloro che annunciano amore dove le persone non amano più; fanno ridere coloro che credono nella speranza quando nulla fa più sperare; sarebbero da far tacere coloro che mostrano il lupo e l’agnello accanto: «È solo questione di tempo, prima o poi l’uno sbranerà l’altro… basta vedere come va il mondo».
Ecco! Se, preparandoci al Natale, qualcuno di noi stesse pensando una cosa del genere, allora meriteremmo le stesse parole che Giovanni il Battista ha rivolto a coloro che lo andavano ad ascoltare senza credere davvero alle sue parole: «Razza di vipere, fate un frutto degno di conversione; perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli di Abramo» (Mt 3,9)
E vale anche per noi! Convertiamo e crediamo davvero che Dio può – e lo sta già facendo – desertotutto: può riaprire il nostro cuore alla speranza, può insegnarci nuovamente a credere nell’impossibile, può curare i cuori feriti e insegnar loro nuovamente ad amare, può farci sognare nuovamente il futuro anche dopo tremende delusioni. Convertiamoci a Dio: lui sta spalancando vie nuove nei deserti delle nostre città.
Crediamoci… e vedremo cose che mai occhio umano vide!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Germoglio di speranza

Vieni, Signore Gesù,
come sorgente d’acqua in terra brulla,
come via spalancata nel deserto
come luce che sorge nella notte,
come germoglio di speranza nel dolore.

Insegnaci a credere nell’invisibile,
insegnaci a sperare e ad attendere
il regno dell’amore e del dono.

Dio fatto carne, vieni tra noi;
germoglio di speranza, nasci tra noi.
Amen.

PREGHIERE DEI FEDELI PER BAMBINI

Queste preghiere possono essere pregate dai bambini durante la celebrazione eucaristica domenicale, ma anche in un momento dell’incontro di catechesi dopo averli introdotti al vangelo della domenica.

Guida o celebrante: Attorno a noi ci sono tante situazioni di dolore e di sofferenza: guerre, violenza, sfiducia, paura. Ma noi crediamo in te, Signore Gesù e ti invochiamo: Vieni, Signore Gesù, noi ti aspettiamo.

Vieni, Signore Gesù, nasci ancora dove le persone non hanno più fiducia negli altri. Rit.

Vieni, Signore Gesù, nasci ancora dove tanti bambini come noi, e le loro famiglie, non hanno più la forza di sperare in un futuro più bello. Rit.

Vieni, Signore Gesù, nasci ancora dove a causa della malattia le persone, piccole e grandi, sono tristi e scoraggiate. Rit.

Vieni, Signore Gesù, nasci ancora in quei palazzi dove i nostri governanti decidono la pace o la guerra. Rit.

Vieni, Signore Gesù, nasci ancora nelle nostre famiglie e insegnaci a credere nella vita da costruire insieme. Rit.

Tutti i bambini insieme: Vieni, Signore Gesù, nasci ancora oggi tra noi, nella nostra parrocchia, nelle nostre classi, a casa: noi crediamo che ci porterai la pace, ci insegnerai a desiderare la pace, ci farai vedere come costruire tra noi la pace. Vieni, Signore Gesù, noi ti aspettiamo a braccia aperte! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 3,1-12)

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».fano-33
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

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Sveglia, è ora! – Buona domenica! – I Avvento – Anno A

«Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà». Mt 24,42

Guardiamoci attorno per alcuni istanti… com’è il mondo in cui viviamo? Quanta vita, vera e bella, si diffonde come sprazzi di luce nel buio?notte
E ora, guardiamoci dentro! Qual è lo stato di salute del cuore, della speranza, dell’altruismo, della generosità? Dopo un anno di allenamenti in misericordia dovremmo stare più che bene, eppure qualcosa continua a non funzionare. Qualcosa in noi e attorno a noi non sprizza gioia, vita, speranza, bontà. È come se in giro si sentisse più il peso della paura che non l’effervescenza della speranza.
Ci manca qualcosa! Ma forse siamo troppo ricchi di certezze per riuscire a capirlo… troppo appesantiti. Molti tra noi non riescono più a sognare il futuro, altri sono pronti a costruirlo a colpi di armi, di muri e di deportazioni. Cosa si è rotto nel cuore dell’umanità? Cosa manca?
È il momento di svegliarci dal sonno dell’onnipotenza. È l’ora di ricominciare a credere che non siamo il centro del mondo. È l’ora di tornare a sentirci parte di una grande umanità che il nostro Dio ha salvato e salva continuamente. È notte, per tutti i popoli, a qualsiasi latitudine della Terra. È notte profonda! Eppure una luce nuova sta per spuntare. Una speranza nuova sta per colorare l’orizzonte: Dio verrà tra noi, come uno di noi. Verrà dove l’uomo non lo avrebbe aspettato. Verrà… e lo farà presto! Ora è tempo di svegliarsi e accoglierlo!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Svegliaci dal sonno, Signore Gesù,
insegnaci a uscire dalla notte
di indifferenze ed egoismi.
Rivestici di te e della tua luce,
riempi il nostro cuore
di premura e benevolenza.
Aiutaci a tenere occhi aperti,
cuore vigile, mente desta
per accorgerci dell’alba nuova
che, con te, sorgerà
ancora una volta sul mondo.
Vieni, Signore Gesù, siamo pronti…
La nostra casa è pronta!
Vieni, luce del mondo
e pace dei popoli.
Amen.

PREGHIERE DEI FEDELI PER BAMBINI

Queste preghiere possono essere pregate dai bambini durante la celebrazione eucaristica domenicale, ma anche in un momento dell’incontro di catechesi dopo averli introdotti al vangelo della domenica.

Oggi è il tempo in cui alzarci e preparare il nostro cuore per accogliere Gesù. Mettiamo insieme le nostre voci e diciamo: Vieni, Signore Gesù, luce del mondo.

Vieni, Signore Gesù, dove le persone hanno spento la luce dell’amore e acceso le guerre. Rit.

Vieni, Signore Gesù, dove i bambini non hanno più la forza di sperare, di sognare, di giocare. Rit.

Vieni, Signore Gesù, dove i grandi litigano, combattono, non si amano. Rit.

Vieni, Signore Gesù, nelle nostre case, in ogni famiglia, tra i nostri amici. Rit.

Vieni, Signore Gesù, dove la tristezza, la povertà, l’egoismo, l’invidia ha chiuso le porte alla luce del perdono e dell’amore. Rit.

Tutti i bambini insieme: Vieni, Signore Gesù, noi ti aspettiamo: sappiamo che sei luce di amore, di bontà, di amicizia, di fraternità. Vieni e fai brillare la tua luce: qui, oggi, tra noi! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 24,37-44 )

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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L’orologio dell’ Avvento – Anno B

Cari catechisti, insegnanti, animatori… per l’Anno B il vignettista Fano, ci propone l’OROLOGIO DELL’AVVENTO da costruire, settimana dopo settimana.

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La candela dell’ Avvento – Anno B

Cari catechisti, insegnanti, animatori… vi suggeriamo questa simpatica COVER CON LE 4 CANDELE D’AVVENTO, proposta dal vignettista Fano, da accendere settimana dopo settimana!

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I Avvento
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II Avvento
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III Avvento
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IV Avvento

La culla dell’ Avvento – Anno A

Cari catechisti, insegnanti, animatori… per l’Anno A il vignettista Fano, ci propone la culla da costruire, settimana dopo settimana, per accogliere Gesù bambino.

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Culla - Anno A
Culla – Anno A

Un re debole – Buona domenica! – (Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo) XXXIV Domenica Tempo Ordinario – anno C

«In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Lc 23,35-43

A che cosa ci serve un perdente? Dove ci porterà uno che non è riuscito a tenere in mano la situazione? Come ci proteggerà, come ci potrà salvare uno che non è riuscito a salvare se stesso?
Domande che, di fronte a un Dio crocifisso, attraversano la storia ormai da secoli e si ripropongono puntuali, ogni volta, che la fede diventa una scelta di vita. Allora c’è chi usa la dottrina come fosse un’arma, riducendo il Vangelo e il suo fondamento storico a dettaglio irrisorio, esempio, simbolo. Oppure c’è semplicemente chi da quella croce, ogni volta che si ripresenta nella storia, resta disorientato e in balia delle voci forti del momento. Qualcuno nel popolo resta a vedere cosa accadrà, oggi come ieri. Qualcuno insulta, altri deridono gentee altri ancora, non troppi in verità, credono che su quella croce si sia manifestato il vero volto di Dio. Credono che in ogni crocifisso della storia, in ogni colpito dall’ingiustizia, in ogni condannato dal perbenismo saccente, in ogni debole emarginato o in ogni peccatore condannato ci sia una scintilla luminosa di Dio che può ancora illuminare la storia.
Un re debole, ecco chi è colui in cui siamo chiamati a credere. Un re mite che, a prezzo della sua vita, ha salvato tutti. Un re, la cui croce, è divenuta la voce di condanna di ogni religiosità usata come arma di potere e di condanna.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Signore Gesù, Re debole,
che hai donato vita al mondo
attraversando l’ingiustizia,
la condanna, la tortura, la morte,
insegna a questa storia,
a ogni uomo e donna, a tutti noi,
la forza dell’amore,
la rivoluzione del dono,
la bellezza irrefrenabile della gratuità.

Re crocifisso, insegnaci a credere
che solo il servizio all’indifeso e al povero,
la difesa del debole, la vita offerta per l’altro
può ridonare al mondo il coraggio della speranza
e la fede in te, Signore della vita. Amen.

ALLENIAMOCI IN MISERICORDIA  

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Riconoscere la logica di dono che Dio ha usato per esserne strumento oggi, nella nostra storia.

DAL VANGELO della domenica (Lc 23,35-43 )

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».croce paradiso
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

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