La precarietà? Una sfida! – Buona domenica! – XVIII Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede ». Lc 12,15 

Mi capita spesso di pensare alla precarietà come a un grosso e incurabile cancro della nostra società globalizzata e post moderna. La precarietà vissuta da chi non ha lavoro o legami affettivi stabili, quella vissuta dai nostri giovani e dagli stessi bambini in tenerissima età, quella ormai sistemica e strutturale. E poi, improvvisamente, mi trovo davanti un versetto come questo: «Anche se uno è maxresdefaultnell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che possiede» (Lc 12,15).
Come fulmini in un cielo sereno mi vengono in mente tutti i nostri umani «possedimenti»: famiglia, salute, affetti, lavoro, certezze interiori, rettitudine, progetti, futuro, casa. E mi dico: «La mia vita non dipende da tutto questo! Il valore e il senso della mia esistenza non dipendono dall’averli o dal perderli, o dal non essere mai riuscita a procurarmeli». Eppure sono stati valori fondanti per intere società…
Ed ecco, il Vangelo mi fa ripiombare in quella precarietà che ci sta disorientando l’anima, perché forse è tempo di cambiare, di cogliere quella sfida che proprio lei può insegnarci a vivere. Dobbiamo ridare senso e valore alla nostra vita, al di là di ciò che abbiamo, che siamo riusciti a ottenere o costruire. È urgente riconsegnare alle nostre esistenze e a quelle di ogni essere umano, il loro valore assoluto che nulla può impoverire o annullare. È urgentissimo riuscire a «farci» quei tesori interiori che non dipendono dal successo né dalle nostre imprese e che sono la sorgente vera dell’umanità.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Signore, insegnaci a vivere
questo tempo caratterizzato
da insicurezze e precarietà.
Insegnaci a fondare le nostre
scelte su ciò che non passa;
donaci la lungimiranza
di non legarci a false sicurezze,
alla ricchezza, al potere,
alla forza fisica o intellettuale.
Rinnovaci in te,
per essere capaci di cercare
le cose di lassù,
nei pensieri e nelle scelte.
Amen.

ALLENIAMOCI IN MISERICORDIA  

34_Allenarsi Misericordia XVIII TO
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Come? Alleniamoci a crescere nella libertà interiore dalle sicurezze, dalle cose, dalle strutture, dall’essere vincenti.

DAL VANGELO della domenica [Lc 12,13-21]

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».300734_orig
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò tempoaltri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

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Fratelli o nemici?

Ero in metro e all’improvviso l’ho sentita venire fuori, forte, drammaticamente forte.diffidenza paura sospetto
Mi è successo sulle scale mobili, scendendo in profondità.
Poi in autobus e in treno.
Al check-in, in aeroporto.
L’ho sentita avvicinarsi in piazza, mentre ero ferma ad un semaforo: mi ha bloccata, per alcuni istanti, spalle al muro, terrorizzata.
Mi ha fatto venire mille dubbi, domande, pensieri, persone care.

E’ la paura. E’ lei che ogni volta mi impedisce di restare serenamente accanto alle decine di uomini e donne che mi vivono accanto.
E’ la paura ad essere così sfacciata da trasformare i loro volti, rendendoli nemici.

Ma io, oggi, dico no! Non voglio temere, voglio continuare a credere spezzare catene paura maninell’altro, nella sua bellezza, nella scintilla di Dio che risplende nei suoi occhi… qualunque sia la sua fede, la sua lingua, la sua storia.
Voglio camminare lungo le strade di questo mondo e cantare.
Voglio sorridere a chi incontro.
Voglio poter pregare ogni giorno il Padre nostro continuando a credere che il mondo sia pieno di fratelli e sorelle.

Io voglio vivere e credere: nella bellezza del creato, nella straordinarietà di ogni persona, nella misericordia di Dio, nella forza della vita e dell’amore, nella preziosa scintilla che ogni vita può accendere nelle notti dell’umanità, nella rivoluzionaria forza dell’amore e della non-violenza, del dialogo e dell’accoglienza.

Io voglio credere nell’umanità! 
E se qualcuno mi penserà ingenua, sappia che quello che stiamo vivendo non è generato dall’accoglienza e dal dialogo, ma dall’ingiustizia sociale sistemica, dalla passiva accettazione delle logiche di emarginazione, sopruso e violenza che continuano a governare gli stati e la Terra.

Il Padre dà! – Buona domenica! – XVII Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Lc 11,9 

«Insegnaci a pregare, Signore!» (Lc 11,1). Dovremmo, umilmente, richiederglielo anche noi!
Duemila anni di indicazioni non ci bastano ancora… forse perché abbiamo dato credito più ai manuali che al Vangelo. Abbiamo permesso alle giaculatorie, alle formule, alle preghiere già scritte, alle esperienze di alcuni santi di sostituirsi al Vangelo e al nostro

padre nostro fano
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personale dialogo con Dio, riducendo, così, uno dei momenti più belli e creativi della nostra fede a un puro esercizio di formule ripetute a memoria, o lette. Elenchi infiniti di parole e di richieste si sono sostituite alle nostre lacrime, al sussulto del nostro cuore, a ciò che solo noi, e nessun altro, avremmo potuto dire a Dio. Accade ancora, ogni giorno. Ed è così che, pian piano, abbiamo iniziato a non chiamare più Dio con il suo nome: padre-madre. Così facendo, presto, riusciremo anche a dimenticare il suo volto, altri e altro lo sostituirà.
Ma mi piace Luca, più degli altri, quando parla di preghiera. Perché ci dice che nella preghiera Dio padre non ci dà tanto delle cose, ma ci dona lo Spirito, amore per eccellenza; il massimo che mai avremmo potuto desiderare. Ricevendo lo Spirito abbiamo tutto, non ci manca più nulla. E soprattutto abbiamo in noi ciò che ci permette ogni giorno di riconoscere Dio, di spargere semi del suo Regno, di benedire il suo nome, di sperimentare e donare il suo perdono.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Signore Gesù,
insegnaci a pregare,
insegnaci a chiamare Dio Padre,
a chiedere con insistenza il meglio
per la nostra vita
e per la vita del mondo.
Non cose, Signore,
neppure le più preziose,
ma lo Spirito Santo,
lui vorremmo ricevere
in abbondanza.
Possa la nostra preghiera
non stancarsi mai di chiederlo.
E possa, Dio Padre, inviarlo
su noi in forza del suo
immenso amore.
Amen.

ALLENIAMOCI IN MISERICORDIA 

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Come? Purifichiamo la nostra preghiera dall’essere una continua ricerca di cose. Non trattiamo Dio come se fosse il genio della lampada.

DAL VANGELO della domenica [Lc 11,1-13]

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:

“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a chiedete e vi sarà datodirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

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Ascoltare per amare – Buona domenica! – XVI Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Lc 10,42 

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Che cosa devo fare? – Buona domenica! – XV Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Va’ e anche tu fa’ così». Lc 10,37 

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Il Regno è vicino! – Buona domenica! – XIV Domenica Tempo Ordinario – anno C

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Lc 10,2 

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Un sì senza condizioni – Buona domenica! – XIII Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». Lc 9,62 

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

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