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Rimanere! – Buona domenica! – V domenica di Pasqua – anno B

«Io sono la vite, voi i tralci» (Gv 15,1-8) 

viteRimanere… è la sola cosa che conta, l’unico vero atteggiamento che nel tempo fa la differenza. Rimanere senza scappare, senza cercare sotterfugi e compromessi, senza mollare. Quando la vita presenta il conto, quando seguire il Vangelo chiede scelte irrimandabili, quando le nostre parole chiedono di diventare azioni, quando tutto è più difficile, allora solo una cosa conta: rimanere, amando, generando vita, diventando per altri, raggio luminoso di speranza! La domanda, legittima, però c’è e spesso sale dal più profondo di noi stessi e confonde ogni cosa, le nostre scelte e i pensieri:   

«Come? Come riuscire a non scappare quando le lacrime ti uvastrozzano? Come resistere e non darla vita allo scoraggiamento, quando la solitudine ti fa mancare il fiato? Come continuare ad amare gratuitamente, quando il bene ha un prezzo troppo alto per una persona in carne e ossa? Com’è possibile rimanere sempre e comunque, anche quando l’unica porta aperta è la sconfitta?»

Il Vangelo brilla come una perla luminosa nel fango e le sue parole risplendono e rivelano l’inimmaginabile: noi siamo come fragili tralci legati alla vite. Da lei la nostra vita, le nostre energie, la nostra unica possibilità di ricominciare, di non mollare, di portare frutto. La nostra vite è Dio; la linfa vitale, il suo amore; i frutti sono i gesti e le parole che in ogni istante generano vita, speranza, riconciliazione, tenerezza.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Quando la vita diventa difficile
e la strada si fa dura,
noi vorremmo scappare, Signore Gesù,
e nasconderci in un posto lontano,
al sicuro da tutti e da tutto.

Ma tu trattienici, legaci a te,
convincici, con l’amore, a restare,
perché solo in te
possiamo ricevere vita e diventare vita.
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

È dura e vorresti mollare? Non farlo! La linfa dà vita solo a chi resta tenacemente legato alla fonte della vita. Dio è la nostra vite e noi i suoi tralci.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Gv 15,1-8]

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social 

Tralci e la vite

Suor Mariangela Tassielli, fsp

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