Archivi categoria: buona domenica

Questione di fede – BUONA DOMENICA! – XXIX TEMPO ORDINARIO – ANNO C

«Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Lc 18,8

Andiamo al brano evangelico proposto in questa XXIX domenica del Tempo Ordinario e prendiamo la frase di apertura e di chiusura: «Gesù diceva una parabola sulla necessità di pregare sempre…», «… il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Tra queste due frasi il cuore di tutto: il Padre ascolta i suoi figli che a lui gridano giorno e notte. Il suo agire non è questione di sola bontà, ma di giustizia. E per farci capire quale grado di faccia tosta possiamo avere verso Dio, il Vangelo ci propone la metafora della donna cocciuta e impertinente, che non si ferma davanti a nulla. È lei il nostro modello di fronte a Dio. Così – ci dice il Vangelo – possiamo essere: anche noi cocciuti e impertinenti nel rivolgerci a Dio.
Ci è stato insegnato un grande senso di rispetto verso il sacro fatto di genuflessioni, segni di croce, capo inchinato, silenzio… Senso che noi stessi insegniamo o abbiamo insegnato. E il vero effetto sortito sta nell’enorme distanza creatasi tra noi e Dio: dovere, paura, senso di colpa, debito… A questo abbiamo ridotto il nostro rapporto con lui e la preghiera. Ottenere o non ottenere qualcosa da Dio, più che effetto del suo amore liberante, è merito della nostra grande fede. Tanto che pur di ottenere chiediamo ad altri di pregare per noi… perché migliori… come se anche per ottenere qualcosa da Dio avessimo bisogno di raccomandazioni. Ma questo è al limite della follia.
Gesù insegna a essere impertinenti con Dio, audaci, fiduciosi in ciò che gli affidiamo. Dio ascolta il flebile sussurro della nostra preghiera così come le urla che gli buttiamo contro. Dio fa suo il timido e non-pronunciato desiderio del cuore così come il silenzio arrabbiato di chi gli ha sbattuto in faccia la porta della sua vita. Il punto non è cosa gli diciamo né come glielo diciamo. Il punto è fidarsi e affidarsi. Credere che le sue braccia ci sostengo e faranno per noi giustizia… ci riscatteranno nell’amore.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Verso te, Signore

Braccia tese e mai stanche:
eccomi, Signore, così vorrei consegnarmi a te.
Braccia tese verso te,
come un bambino verso sua madre.
Braccia tese e certe di trovare in te pace,
in te una casa, in te l’abbraccio dell’amore.
Così rivolgo a te la mia preghiera,
certo e sicuro di essere da te
sollevato nell’amore,
da te guarito, da te accolto nella pace,
da te sospinto nel dono. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  [Lc 18,1-8]

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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Liberi per lodare – BUONA DOMENICA! – XXVIII TEMPO ORDINARIO – ANNO C

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Lc 17,19

Mi colpiscono i dieci lebbrosi di cui il Vangelo parla in questa domenica. Tutti insieme nel chiedere, tutti insieme nell’andare, tutti insieme nel ringraziare. Ecco, a questo punto mi aspetto che mi diciate che mi sono sbagliata. Perché se avete letto il brano, dovreste obiettare che solo uno torna per rendere lode a Dio. Solo un lebbroso, per giunta samaritano: uno straniero in territorio straniero e quindi lontano dai suoi luoghi di culto, lontano dai sacerdoti attraverso i quali avrebbe potuto fare il suo rendimento di grazie a Dio nel modo per lui conosciuto. Gli altri nove invece, ebrei, si recano dai sacerdoti, per adempiere ciò che la Legge prevedeva che un lebbroso guarito facesse per essere reintegrato nella comunità. Quindi niente di sbagliato in fondo. Ma allora qual è il problema. Dove sta la differenza? Perché Gesù loda la fede del Samaritano? Tutti avevano avuto fede: perché tutti avevano accolto l’invito ad andare. Ma da lebbrosi non avrebbero potuto farlo. Se vanno è perché credono che quel «andate!» detto dal Maestro di Nazaret avrebbe sortito qualche effetto. Quello che però fa la differenza non credo sia stato il credere, e tantomeno il ringraziare. La differenza è una: il samaritano riconosce. Riconosce in quel Maestro colui attraverso cui arrivare a Dio. Ha il cuore libero, ha la mente libera. Non c’è precetto che tenga, non c’è Legge da rispettare: lui riconosce che la potenza che lo ha guarito non è energia anonima, ma è colui con cui poter entrare in relazione… e lui lo fa.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Riconoscerti, Signore

Rivelati, Signore,
libera tutto ciò che in me è bloccato
perché io possa riconoscerti nello scorrere del tempo,
nell’accadere dei miracoli, nella silenziosa attesa.
I miei occhi si accorgano di te,
le mie mani sfiorino la tua presenza,
la mia mente possa sentirsi guidata
e ogni scelta possa avere in te il suo orientamento.

Non voglio mantenere le distanze, Signore,
non voglio vivere una fede
intrappolata dalla regola e dal dovere.
Liberami da ogni forma di legame e di timore,
perché io ritorni a te, cantando, il mio grazie.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  [Lc 17,11-19]

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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Non puoi! – Buona domenica! – XXIII Tempo Ordinario – anno C

«Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».Lc 14,33 

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Fare spazio all’umiltà – Buona domenica! – XXII Tempo Ordinario – anno C

«Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» Lc 14,11

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Quando pregate, dite… – Buona domenica! – XVII Tempo Ordinario – anno C

«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» Lc 11,9

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Custodire – Buona domenica! – XVI Tempo Ordinario – anno C

«Ti affanni e ti agiti per molte cose» Lc 10,42

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Questione d’amore – Buona domenica! – XV Tempo Ordinario – anno C

«Va' e anche tu fa' lo stesso» Lc 10,37

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