Archivi tag: liturgia

Sei tu, Signore? – BUONA DOMENICA! III AVVENTO – ANNO A

«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via». Mt 11,10

La terza domenica di avvento è attraversata da un singolare fermento. L’attesa sta per compiersi e la liturgia inizia a farci gustare la gioia che si prova nella realizzazione di un desiderio. Gesù descrive Giovanni come «il più grande fra i nati di donna», e Giovanni di fatto ha potuto godere di quella rara gioia che si prova nello sperare qualcosa che si realizza. Lui annuncia il Messia e ne vede realizzata la promessa. Lui, la cui voce aveva gridato nel deserto arido la speranza, ora è raggiunto da voci che raccontano risurrezioni: gli zoppi camminano, i ciechi vedono, i sordi odono. E Giovanni, che sa riconoscere Dio in azione, ascolta e comprende; ascolta e crede. Le antiche promesse messianiche si sono compiute: colui che avrebbe inaugurato un’era di salvezza universale è già all’opera. Adesso bisogna smettere di attendere e iniziare a credere. E la vera impresa impossibile è proprio questa: credere che quell’uomo di Nazaret sia Dio; credere che il Creatore si sia fatto creatura; credere che la salvezza non scenda dal cielo, ma germogli dalla terra; credere che la storia e il tempo siano diventate la casa di Colui che è oltre il tempo e lo spazio. L’incarnazione di Dio che queste domeniche ci preparano a celebrare ci chiede di sovvertire ogni idea e preconcetto umano. L’Onnipotente che tutti attendevano e invocavano non è mai venuto. Il Salvatore con scettro di ferro non si è avvicinato a noi.
Noi abbiamo conosciuto il Dio fatto carne, Colui che ha reso ogni suo discepola e discepolo testimone e costruttore del Regno. Giovanni lo ha preceduto, ha provato a scardinare vecchie aspettative, ha preparato la via. Ora a noi decidere se attendere a occhi aperti, disposti a farci stupire da un incontro che può superare ogni attesa.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sei tu colui che aspettiamo?

Ti aspettiamo, Signore.
Sappiamo che la tua presenza è tangibile.
Sappiamo che rinnovi la tua promessa
di salvezza ogni giorno,
ma in noi abitano domande, dubbi, ricerca.
Non sempre riusciamo a vederti.
Non sempre è facile cogliere
i segni della tua presenza nella storia.
Come Giovanni ci chiediamo:
«Sei tu? O dobbiamo ancora attendere?».
Insegnaci a scoprirti. Insegnaci a cogliere la tua presenza.
Insegnaci a vedere i germogli fiorire.
Donaci quella capacità di andare in profondità
per vedere l’invisibile: scintille di dono,
gemme di perdono, gocce di fraternità.
Vieni, Signore Gesù, vita del mondo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

ECCOMI! – BUONA DOMENICA! II AVVENTO – ANNO A

«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». Lc 1,28

Eccomi!
Non è propriamente la prima parola che ci viene in mente di fronte a proposte fuori dalle nostre logiche. Di solito quando qualcosa va oltre i nostri piani, la prima parola che ci viene in mente è: «Perché?», «Perché proprio a me?». E quell’eccomi si trasforma in una delle più impronunciabili parole. O almeno delle più difficili.
E invece, quanto è bella, Maria! Bella per la sua spontaneità. Bella per la sua immediatezza. Forse perché da giovani si è un po’ così… capaci di osare, capaci di affidarsi, capaci di sfidare l’impossibile. Eppure non c’è ingenuità in lei, anzi. Quella domanda – «Come avverrà questo, perché non conosco uomo?» – fa venir fuori tutto lo spessore di una donna adulta, matura, concreta.
Quello che i suoi orecchi avevano sentito poteva essere ben definito folle. E forse noi, come altri nella Bibbia, avrebbero risposto al messaggero di Dio con un sorriso… un sorriso bonario.
Ma lei no. Di fronte all’impossibile ha chiesto che le si indicassero le vie. Lei ha avuto l’ardire di chiedere a Dio quali strade intraprendere, come affrontare l’impossibile, come diventare strumento di qualcosa che per qualsiasi altra persona sulla faccia della terra sarebbe stato illogico, assurdo, visionario, folle.
E Dio, come sempre accade in questi casi, si scioglie. Lei chiede, e lui non perde tempo: risponde. E risponde indicando orizzonti immensi, anzi impensabili; mostrando cose che mai nessuno avrebbe potuto neppure immaginare; rendendo realtà una promessa.
Dio si fa carne. Il Creatore si fa creatura. E tutto questo grazie a un piccolo e anonimo sì.
E siccome Maria è una di noi… allora, è credibile che anche il nostro sì permetta a Dio di generare ancora novità impensabili, inaudite, impossibili.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Siamo pronti, Signore, vieni!

Maria, madre del «Sì», donna dell’«eccomi», 
prendici per mano e accompagnaci
lungo le vie dell’impossibile che Dio oggi
ci chiede di percorrere.
Rendi i nostri occhi trasparenti come i tuoi;
il nostro sguardo, lungimirante come il tuo;
i nostri progetti, capaci di accogliere Dio;
la nostra vita, aperta all’incredibile
che Dio continua a proporci.
Maria, madre di Dio e madre nostra,
chiedi per noi il coraggio di vivere all’altezza di Dio,
dei suoi progetti, dei suoi sogni di futuro!
Vieni, Signore e spalancaci a te.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

PRONTI! – BUONA DOMENICA! I AVVENTO – ANNO A

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà . Mt 24,42

Il Vangelo, questa volta, incute un certo timore… ha un che di minaccioso. I giorni di Noè che vengono citati non furono giorni di salvezza… non per tutti almeno. In molti – si narra – mangiano, bevono, prendono moglie. La loro vita scorre ruotando attorno ai loro bisogni e, dice il Vangelo, «non si accorsero di nulla». Di cosa poi si sarebbero dovuti accorgere?
Dall’altra parte c’è Noè che ha certamente moglie, figli, e come tutti gli altri mangerà e berrà. Quindi apparentemente niente di diverso… ma Noè si accorge dell’appello di Dio e risponde. Ascolta, vede e fa le sue scelte di adesione a Colui che chiama e spinge a uscire da se stessi e dal proprio piccolo mondo.
Ecco, forse sarà così… forse è così! La venuta di Dio tra noi è una chiamata a uscire dal nostro mondo; è un invito ad accorgerci di ciò che accade oltre noi; è un appello ad aprirci, ad abbattere le corazze per accogliere il dono. Quale? Essenzialmente uno: il donarsi di Dio. Il farsi di Dio a noi vicino.
E allora no, il Vangelo non è minaccioso, ma semplicemente onesto: ci mette sul chi va là. Ci dice onestamente quale sia l’atteggiamento migliore per accorgersi della presenza di Dio, del suo entrare nella nostra storia. Il punto non è sapere il giorno. Non è conoscere il dono. Ciò che conta è vivere in funzione di quel giorno, in forza di quel dono, in vista di quell’incontro.
Ogni vita per avere un senso ha bisogno di un orientamento: il credente sceglie di avere in Dio il suo senso, la sua meta, il suo orientamento. E non per vivere semplicemente proiettati verso l’aldilà, ma per accogliere il passaggio di Dio qui e ora; per rispondere a lui oggi, per fargli spazio in questo nostro mondo. Accettando di non conoscere… né il come né il quando. Vegliare, attendere, essere pronti: questo conta.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Siamo pronti, Signore, vieni!

 Siamo pronti, Signore Gesù: 
lampade accese e olio di scorta,
pronti per vegliare nella notte
e attendere la tua venuta;
pronti ad accorgerci dei raggi di salvezza
che attraverseranno la nostra vita;
pronti a scattare verso di te
per accogliere l’immenso dono.
Siamo pronti, Signore, anche se stanchi.
Pronti, anche se provati dalla lunga notte.
Pronti, anche se delusi e disorientati.
Vieni, Signore Gesù, sorgente di speranza!
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

Il Regno che accoglie – BUONA DOMENICA! – Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo– ANNO C

« Oggi con me sarai nel paradiso ». Lc 23,43

La pagina di Vangelo che oggi la liturgia fa risuonare per noi è certamente una delle più drammatiche.
Siamo sul Golgota. Si sta consumando una delle pagine più tristi della storia umana: la condanna a morte di un innocente, di un pentito e di un colpevole. Pagine tristi per l’umanità… perché ogni volta che un uomo uccide, l’umanità tutta viene ferita, la sua anima viene colpita in modo mortale.
Eppure una forma di riscatto c’è. Anche lì. Anche in quel momento.
Scintille di umanità autentica si diffondono tra spaccati di morte: è il riconoscimento che il «malfattore» pentito fa della sua colpa e di Gesù; è la risposta che Gesù offre alla domanda di accoglienza dell’uomo.
La morte ha il merito di riconsegnarci a noi stessi e alle nostre preoccupazioni, alla verità della nostra vita. L’uomo pentito e Gesù sono prototipi di una vita decentrata: il primo, trasparenza di chi, nonostante tutto, sa aprirsi alla consegna, all’affidarsi, al riconoscimento della propria fragilità (anche colpevole) e del dono che gli sta di fronte. Il secondo, Gesù di Nazaret, condannato e deriso, visibilità di un amore che non si lascia irretire neppure dalla morte, che continua a darsi, che si lascia prendere, che non permette a nulla di rendere l’altro invisibile. È l’amore di quel Dio che proprio nella morte si è manifestato a noi in tutta la sua totalità.
Oggi non ci è chiesto di restare spettatori di questa scena evangelica. Questa pagina, come ogni pagina di Vangelo, ci chiede di diventare per noi e in noi buona notizia. E allora a noi non spetta altro che imparare pian piano come vivere e come morire: aperti alla salvezza che si compie in noi e attorno a noi; aperti alla possibilità di affidarci; aperti alle logiche di quel Re che trionfa abbracciando, portando con sé, salvandoci nell’amore.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore, Dio dei viventi

Cristo, Re dell’universo,
Re del tempo che scorre inesorabile,
Re di ogni vita che non dimentichi,
Re del cielo e della terra e del movimento,
Re di un’umanità sempre più in balia di se stessa,
Re di un regno che non respinge,
non separa, non condanna.

Tu, Signore Gesù, mostraci la via da percorrere
per entrare in te, per vivere di te,
per essere accolti da te nel Regno dell’amore.
Questo il nostro desiderio. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  [Lc 23,35-43 ]

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»

La PREGHIERA  in un formato da scaricare e condividere sui social e le fotocopertine per facebook e twitter