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La volontà di Dio – BUONA DOMENICA! XXVII Tempo Ordinario – ANNO A

«La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo». Mt 21,42

Tante sono le cose che potremmo dire commentando il brano di Vangelo che la liturgia oggi ci offre. Potremmo prendercela con chi non capisce e non accoglie. O con chi, peggio, comprende, calcola e decide di rifiutare. Ma in fondo, riducendo il Vangelo a invettive non faremmo altro che rispondere nello stesso modo di coloro che nel brano rispondono a Gesù: massacrare, uccidere, condannare, giudicando gli altri e cadendo di fatto nel loro stesso errore. Perdiamo tempo a valutare le cose e le persone, partendo da noi stessi e dai nostri parametri, senza accorgerci di ciò che conta veramente.
Ecco, allora, oggi lasciamo che la nostra attenzione e la nostra preghiera siano riempite da un’unica certezza: a noi, alle nostre mani, alla nostra vita, alla nostra responsabilità personale viene affidato un dono immenso: il regno di Dio.
È a noi che il Padre lo affida. È alla nostra vita che chiede di diventarne terreno accogliente perché cresca e porti frutto.
Ma il Regno è incontenibile, inafferrabile.
È affidato a ognuno di noi, ma non appartiene a nessuno. Il Regno è ovunque in ogni istante. È tutto in tutti, è in ogni porzione di storia, ma niente e nessuno lo contiene più di altri. Perché il Regno è la presenza di Dio, è la sua vita che sempre e costantemente si sprigiona nella storia dei popoli.


Sarà ingenuo ogni tentativo di contenerlo.
Sarà anti-evangelico volerne controllare i carismi che dal suo crescere tra i popoli germoglieranno.
I suoi frutti sono infiniti, e si moltiplicheranno al di là delle nostre logiche di giusta e opportuna misura.
Siamo chiamati ogni giorno a essere parte feconda di questa generatività. Siamo chiamati a non essere causa di pietre angolari scartate. Siamo chiamati alla semplicità disarmata dello stupore, che sa accorgersi delle meraviglie di Dio e non teme di esserne destabilizzato, ma sa farsene grembo.
La sfida a cui il Vangelo ci chiama è triplice: essere custodi del Regno, accogliere e condividere i suoi frutti e, ancor prima, esserne consapevoli.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

In Te contempliamo la vita

Signore Gesù, Pietra angolare,
in te contempliamo la vita, buona e bella,
che il regno del Padre genera nel mondo.
In te contempliamo la pienezza di umanità
a cui tutti possiamo aspirare
e, anzi, a cui ognuno di noi è chiamato.

Insegnaci a dare spazio al Regno di Dio,
energia vitale, amore in atto,
cardine di tutta la storia del mondo:
possa germogliare in noi, possa trasformarci,
possa irradiarsi da noi. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 21,33-43)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

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La volontà di Dio – BUONA DOMENICA! XXVI Tempo Ordinario – ANNO A

«Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.». Mt 21,32

C’è una domanda che – come un diamante incastonato su un anello – brilla nel cuore del brano evangelico di questa domenica: «Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?». La domanda di Gesù è riferita ai due figli di cui ha appena parlato, ma potremmo sentirla rivolta anche a noi.
La certezza è la stessa: siamo alle prese con un Padre che non ci lascia quieti nelle nostre sicurezze, nel nostro fare ordinario. Lui si avvicina a noi e ci chiede di andare, di cambiare, lasciare, a volte tagliare. La risposta non è scontata. Anche quando pensiamo di aver detto sì, in realtà potremmo restare ancorati alle nostre prospettive e ben lontani da quelle del Padre. A fare la differenza non è la velocità del sì.
Uno dei due figli è immediato nel rispondere, quasi automatico. È come se al padre che chiede non sapesse dire altro se non: «Sì, certo. Eccomi!». Ma quanta vita attraversa quella risposta? Quel figlio resta esattamente dov’è. Non va nella vigna. Non realizza quel sì. Non cambia.
C’è una parola nel testo greco che si ripete, in italiano è tradotta con pentirsi. Letteralmente è cambiare avviso, mutare convinzione. Questa parola è detta prima in riferimento al primo figlio, colui che prima dice «no» e poi invece fa quanto il padre chiede, e poi è ripetuta alla fine, in forma negativa, riferita a coloro che pur avendo visto – noi potremmo dire: sentito – ciò che Dio chiede non si lasciano cambiare da lui.
Ecco, allora, sembrerebbe che il vero segreto per realizzare la volontà del padre stia proprio in quel lasciarsi trasformare da lui, dalla sua parola, dal suo invito ad andare, a compiere ciò che ci chiede.
Non conta ciò che siamo stati. Non contano gli errori che ci precedono né la loro gravità. Conta quanto siamo disposti a metterci in gioco, a lasciarci andare a lui, a lasciarci convertire, a cambiare in profondità.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come te, nel Padre

Signore Gesù, figlio amato,
in te vediamo la piena realizzazione
della volontà del Padre.
Il tuo Spirito formi in noi i tuoi stessi sentimenti,
la tua stessa capacità di abbandono in lui,
la tua stessa adesione piena alla sua volontà.
Nulla ci separi dal Padre e dal suo amore,
neppure noi stessi.
Nulla allenti la relazione con lui,
neppure le nostre convinzioni.

Possa il nostro cuore aderire a lui.
Possano i nostri desideri riempirsi della sua volontà.
Possano i nostri progetti traboccare di lui. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

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