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Dio viene – BUONA DOMENICA! I di Avvento – ANNO A

Vegliate perché non sapete
in quale giorno il Signore vostro verrà
Mt 24,42

Dio viene. È la certezza che la prima domenica di Avvento ci offre. Viene, nonostante tutto, e nonostante noi. Viene, anche se siamo presi da altro. Viene, anche se molte cose prosciugano la nostra attenzione. Viene, anche se il nostro cuore non ha molto spazio da dargli, o forse non ne ha più. Viene, anche se non ci crediamo. Lui viene! E gli eventi di Betlemme ne sono una chiara dimostrazione.
C’è un tempo che Dio sembra privilegiare: la notte. Ma non perché scelga il peggio, semplicemente perché la sua presenza è luce e la sua assenza oscurità. Quando è notte, anche se il cuore tace, invocazioni silenziose salgono a lui: la vita, lo invoca; la creazione implora la sua presenza; i giusti chiedono luce; i poveri gridano giustizia.
Dio è tra noi, il Figlio dell’Uomo vive tra noi, ma come nei giorni di Noè mangiamo e beviamo e non comprendiamo fino in fondo. Gli viviamo accanto, ci nutriamo di lui, ascoltiamo la sua voce, ma continuiamo a non consentigli di viverci dentro, di trasformarci in luce, di rinascere in noi.
Dio viene, ed è già venuto. Dio è tra noi, ma continua a ritornare, a rinascere in ogni storia personale e nella storia dell’universo, nelle ferite che ci portiamo dentro e nell’oscurità che ci disorienta. Dio continua a farsi piccolo per fare breccia nella nostra occupatissima indifferenza; si fa scintilla per penetrare più in profondità la notte più cupa. È dall’infinitamente piccolo che Dio fa sgorgare speranza. Per questo possiamo attendere, per questo possiamo frenare lo scoraggiamento, la disillusione. Nella più oscura delle notti, nel più duro dei momenti Dio non è assente, la luce non è stata spenta. Dio si sta facendo piccolissimo per penetrare più in profondità la morte e farvi esplodere dal di dentro la vita.
Non concediamo terreno allo scoraggiamento, ma con la speranza nel cuore attendiamo. Il giorno nuovo e alle porte e sarà vita. Vita vera!

Sveglia, c’è tanto da fare – Avvento è vivere in uno stato di dolce attesa

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore che vieni

Signore che vieni,
non fermarti alla nostra porta,
non sostare al di là delle nostre notti.
Spesso non riusciamo a farti entrare.
A volte è difficile aprirti
quando già tutto ci sfugge dalle mani.
Ma tu, Onnipotente fatto bambino,
vieni in noi, abita la nostra notte,
penetra la nostra indifferenza
e porta luce.
Vieni, Signore Gesù!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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Far gioire Dio – BUONA DOMENICA! XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Oggi devo fermarmi a casa tua
Lc 19,5

Che cosa può fare gioire Dio? Che cosa può regalare al cuore di Dio una bella dose di felicità?
Non so se vi sia mai capitato di chiedervelo, ma davanti al brano di Zaccheo che la XXXI domenica del Tempo Ordinario ci propone, e soprattutto davanti alla risposta di Gesù nella casa di Zaccheo, questa domanda mi viene dal cuore. Penso a Gesù di fronte a Zaccheo. Penso al suo sguardo verso quell’uomo ricco, capo dei pubblicani, puntato a vista non tanto da molti, ma addirittura da tutti. Perché tutti, dice l’evangelista Luca, mormorarono quando Gesù decise di entrare nella sua casa. Penso a Zaccheo e alla sua straordinaria voglia di incrociare lo sguardo di quel Gesù di Nazaret. E penso alla sua gioia davanti a quell’invito diretto: «Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
È il punto di non ritorno. Quando due libertà si incontrano si regalano vita. Quando la fiducia diventa una risposta all’errore allora l’impossibile diventa possibile. Quando le distanze vengono superate germoglia una sorprendente novità. È ciò che accade lungo la strada di Gerico. Ma è ciò che può accadere anche alla nostra vita: perché davvero nulla è impossibile a Dio. Nulla! Per quanto ci sia difficile crederlo.
Quell’invito a Zaccheo, Dio lo rivolge anche a noi ogni giorno, in ogni situazione, anche e soprattutto quando tutti sembrano scandalizzarsi per i nostri errori. Quando anche a noi stessi sembra più corretto stare alla larga da Dio, confusi tra la folla. Quando ci accontentiamo di vederlo, ma non ci reputiamo all’altezza della sua tenerezza.
Ecco… questo darebbe gioia a Dio, questo riempirebbe di felicità il suo cuore: lasciarci andare al suo amore, deporre la corazza dell’auto-giustificazione. Lui ha il coraggio di guardarci negli occhi e di riconoscerci come figli.
Se solo noi riuscissimo a guardare nei suoi occhi e a riconoscerlo amore, tenerezza infinita, promessa di vita! Basterebbe questo, solo questo, per consentire al suo amore di dare pienezza alla nostra vita e a noi di riempire il suo cuore di gioia.