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Sguardi – BUONA DOMENICA! II Domenica Tempo Ordinario – ANNO B

«Venite e vedrete» Gv 1,40

Nel Vangelo che la seconda domenica ci dona gli sguardi sembrano essere elementi centrali di tutta la vicenda. Gli uni fissano gli altri, ed è a partire da questo che si costruiscono relazioni.
Giovanni fissa lo sguardo su Gesù, e questo gli permette di indicarlo ai suoi discepoli.
Gesù si volta e osserva chi lo sta seguendo.
I due che lo seguono vedono dove quel maestro dimora, e – in particolare uno, Andrea – vanno a chiamare altri che si lasciano incuriosire dalle loro parole.
Gesù, fissa lo sguardo su Pietro e lo chiama a una vita nuova.
Sguardi…
E noi? Di che cosa riempiamo i nostri sguardi?
Chi e come guardiamo attorno a noi?
Giovanni, i discepoli, Gesù stesso guardano con attenzione e riconoscono. Giovanni e i discepoli riconoscono il messia, Gesù riconosce in chi lo segue o lo cerca quel di più da interpellare. In questo brano evangelico incontriamo sguardi capaci di profondità. Nessuno si accontenta di ciò che vede. Ognuno riesce a spingersi oltre lo scontato, oltre il visibile.
Da qui, da questa capacità di andare oltre le apparenze e dentro le situazioni, matura una vita autentica, maturano scelte consapevoli e significative. Gesù agli occhi di tutti non era altri se non un carpentiere, uno sconosciuto Galileo in terra di Giudea. Ma è la convinzione con cui Giovanni Battista lo indica ad aprire su di lui nuovi scorci. È la determinazione di due suoi discepoli nel non accontentarsi a far sì che la casa di quel Maestro girovago inizia a essere frequentata da qualche discepolo. È il passaparola di Andrea ad attirare la curiosità di Pietro, che in quell’incontro riceverà in dono un nuovo futuro.


Chi coltiva sguardi autentici, fa germogliare vita attorno a sé. E l’autenticità è propria di chi non trasferisce sugli altri le proprie ombre, di chi non scruta il mondo a partire da se stesso. L’autenticità è propria di chi sa guardare ogni persona e situazione alla luce di Dio, cogliendo quel bene che Dio stesso ha posto in ogni cosa e in ogni vita. Così, e solo così scopriremo Dio presente e all’opera tra noi, anche oggi, anche ora.
Così, e solo così saremo con lui strumenti di una nuova e più autentica umanità.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sguardi di vita

Signore Gesù,
fissa il tuo sguardo su di noi
e chiamaci per nome.
Tiraci fuori dalle nostre routine
e invitaci a camminare con te, dietro di te.
Insegnaci a guardare il mondo in cui viviamo
in modo nuovo, scoprendo te, la tua voce,
la tua presenza, la novità che doni al mondo.

Possa il nostro sguardo
essere come quello di Giovanni e di Andrea:
capace di vedere e di riconoscere.
Perché solo chi da te si lascia incontrare
e “spostare” può raccontare ad altri
la tua bellezza, la tua vita, il tuo sguardo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 1,35-42)

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

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Più forte o più amato? – BUONA DOMENICA! Battesimo del Signore – ANNO B

«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento » Mc 7,11

«Viene dopo di me, colui che è più forte di me» (Mc 1,7). Così Giovanni Battista annuncia la venuta ormai vicina del Cristo, messia atteso dal popolo. E se uno come Giovanni, tenace, forte, indomito, capace di urlare anche contro i più potenti, parla di forza, tutti noi ci sentiamo autorizzati ad aspettarci uno forte, molto forte, in opere e in parole.

Ma è davvero questo quello che possiamo dire di Gesù? Noi che lo abbiamo conosciuto, possiamo davvero parlare di forza quando pensiamo a lui? Paolo diceva che guardando alla sua vicenda storica alcuni avrebbero riso di lui reputando folli le sue parole, altri se ne sarebbero semplicemente scandalizzati. Ma chi avrebbe potuto credere in lui?
Chi era davvero colui che il popolo stava aspettando? Chi era quel Cristo atteso?
Domande che attraversano la storia della salvezza. E sono le stesse che si pone colui che fa della fede non un orpello, ma una scelta reale di vita, condizionante, decisiva.
Noi oggi, alla luce del Natale e della Pasqua, siamo testimoni di eventi straordinari, di un Dio straordinario. Eppure tra noi, e in noi, è ancora forte l’incredulità.
Da dove è partito Gesù nel suo andare? Cosa ha fatto scattare in lui la molla dell’uscire da Nazaret? Cosa lo ha portato nel deserto? Cosa lo ha orientato e sostenuto, e spinto in quei suoi incontri scomodi, in quel suo toccare, accarezzare le tante morti? Cosa gli ha permesso di fare sua la via della croce?
Quasi certamente si è avvicinato a Giovanni e al Giordano spinto dalla ricerca di autenticità, di conversione, come tutti. E poi lì l’incontro con il Padre della vita: una scoperta e al tempo stesso una conferma. Quel di più ingiustificato dai molti, quell’oltre sempre intravisto, quel modo di vivere non allineato… finalmente in quella voce tutto ritrovava il suo senso: «Tu sei il Figlio mio. Tu sei l’Amato. In te il mio compiacimento».
Il Padre, la sua voce, il suo amore: lì era il senso di tutto, la sua più vera identità. Lì il senso del suo presente e del suo futuro. Tu sei l’amato, generato per amore, fatto carne per amare ogni carne.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Battezzaci, Signore, in Spirito Santo

Signore Gesù, Figlio amato del Padre,
inviato a noi perché tutti noi
ricevessimo in abbondanza la vita,
immergici nel tuo Spirito, riempici dell’amore
con il quale tu e il Padre vi amate,
fa’ esplodere in noi la tua stessa vita.

Figlio Amato, rinati nel tuo amore,
possa la nostra vita aprirsi alla verità di Dio,
lasciarsi cambiare dalla sua vitalità,
diventare strumento della sua salvezza.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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