Archivi tag: XXVII domenica tempo ordinario

Buona domenica! – XXVII del Tempo Ordinario – Anno C

occhio…il giusto vivrà per la sua fede…

Dal libro del profeta Abacuc (Ab 2,4)
XXVII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Bravo Francesco! Anche se i giornalisti – ma dai? – lo hanno tirato per la giacchetta, sottolineando della lunga intervista che ha concesso quello che a loro maggiormente aggrada, di fatto il papa venuto dai confini del mondo ha indicato a tutti, con sconcertante semplicità, la via per ridare alla Chiesa prospettiva e credibilità: tornare all’essenziale. L’aborto resta un omicidio e la vita va difesa, i peccati restano tali, non si tratta di proclamare un irrealistico “libera tutti” che tradisce al verità dell’uomo. Indicando il peccato la Chiesa proclama la grandezza dell’uomo che può sbagliare, perché libero. Perciò può redimersi, accogliere il perdono, pentirsi, cambiare. Ma, e questo è essenziale, la Chiesa non è primariamente un’agenzia morale, è la sposa che annuncia lo Sposo. lampedusa cvIn un ospedale da campo (immagine fortissima!) si curano le laceranti ferite da guerra, senza badare troppo alle sottigliezze della glicemia… Siamo in un campo di battaglia e siamo chiamati a curare le ferite esistenziali dell’essere umano. Ripartire dall’annuncio della misericordia e della salvezza. Senza cedimenti, senza paura. I valori non negoziabili restano, ci mancherebbe. Ma è l’uomo il principio su cui si basa il cristianesimo. L’uomo libero. E Dio solo dona la libertà che l’uomo invano cerca altrove.

ABACUC
Abacuc è sconfortato, come non capirlo? Il piccolo e ostinato popolo di Israele deve continuamente lottare per sopravvivere in mezzo ai giganti: gli egiziani e gli assiri prima, i babilonesi poi… tutta la storia è un susseguirsi di invasioni e colpi di stato, di tragedie e di ingiustizie. Ora ai confini di Israele premono i Caldei. Il re d’Israele, un idiota, pensa solo a farsi costruire un palazzo. Il profeta, esasperato, rivolge la propria preghiera a Dio: ha un bel difenderlo di fronte al popolo, ma come si fa a suscitare la fede in un popolo esasperato? Dio risponde invitando Abacuc e Israele alla fede, a conservare la fede, la fiducia. Come Eleazaro domenica scorsa, Dio promette di stringere tra le proprie braccia con immenso affetto il giusto che vive a causa della fede. Profeti di ieri e di oggi si scontrano continuamente con la stessa disarmante obiezione: dov’è Dio quando l’uomo scatena la propria violenza? Quando prevale la tenebra? occhio colorato cvQuando il giusto è irriso e disprezzato? E la Parola oggi risponde: solo con la fede possiamo osare.

FIDARSI
Abacuc è invitato a fidarsi, Timoteo riceve una commovente lettera da Paolo incarcerato ed è invitato a fare memoria della propria vocazione episcopale, gli apostoli, dopo un primo galvanizzante momento di euforia per i successi conseguiti dal Nazareno, cominciano a scontrarsi con il proprio limite e con l’ostilità di alcuni farisei e sentono la fiammella (timida) del credere lentamente vacillare. Fidatevi, dice la Parola, fidati, affidati, diffida delle tue presunte certezze. La fede è il ragionevole abbandonarsi nelle braccia dell’amato, nel gesto incosciente e ovvio del bambino che si getta fra le braccia del padre.
Non siamo chiamati a fidarci di un mistero imperscrutabile, a seguire ciecamente gli ordini della divinità, ad abbassare la testa alla volontà ostica e incomprensibile di una moloch a cui dobbiamo credere. Il Dio di Israele chiede fiducia, il Dio che ha camminato nel deserto e sofferto, il Dio che ha accompagnato e illuminato una tribù di beduini facendola divenire popolo della speranza, il Dio che ha illuminato i re di Israele, il Dio che ha strappato degli uomini dal pascolo e dalla terra consacrandoli profeti, il Dio che – esausto – è diventato uomo (fragilità, stanchezza, sudore, decisione, rischio) per raccontarsi chiede fiducia, non uno qualsiasi. Il Dio che ha dimostrato milioni di volte quanto dolorosamente ama.

FIDUCIA IN LUI
ragazza cvFiducia nel Nazareno rivelatore del padre, figlio del Dio benedetto che ha sconvolto la vita dei suoi discepoli svelando il volto del Padre morendo sulla croce. Fidatevi almeno quanto un granellino di senapa, dice il Maestro. Abacuc non lo sa, ma l’ennesimo scontro con una cultura straniera obbligherà Israele a riscoprire le proprie radici e diventare (tornare ad essere?) segno nel mondo. Paolo non lo sa, ma le sue parole doloranti e aspre saranno prese dallo Spirito Santo e riempite di Dio così che noi, oggi, leggiamo la Parola di Dio sulle labbra screpolate di Paolo lo scoraggiato e irrequieto apostolo. Pietro e Giovanni e gli altri non lo sanno, ma la loro fede, più piccola di un granellino di senapa, crescerà e diventerà un immenso albero alla cui ombra ci riposiamo noi, pavidi discepoli del terzo millennio… leggerezza cvanche quando i cristiani smontavano la credibilità della Chiesa pezzo per pezzo…

LEGGEREZZA
La nostra non è la fede dei meriti, come quella dei farisei. Non possiamo porre una dogana alla porta della Chiesa facendo entrare solo coloro che se lo meritano. Siamo tutti servi che fanno il proprio dovere, non esistono, agli occhi di Dio, migliori o peggiori. Dio dona a ciascuno secondo la propria necessità, non secondo il proprio merito. Siamo solo dei servi della Parola. Cioè il mondo è già salvo, non dobbiamo salvarlo noi. A noi è chiesto di vivere da salvati, a guardare oltre, al di là e al di dentro. A noi Gesù chiede di vivere come uomini di fede, a camminare nel nostro cammino con un cuore compassionevole e gravido di pace, fecondo e accogliente. Con leggerezza.
Per il resto lasciamo a Dio fare il suo mestiere.

PAOLO CURTAZ

la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te…

 

Buona domenica! – XXVII del T.O. – Anno B

«…non sono più due, ma una sola carne»

Dal Vangelo di Marco (Mc 10, 2-16)
  XXVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Una Parola che destabilizzante, quella di oggi, che interrompe il flusso di riflessioni di Marco intorno a Gesù per porci una nuova domanda. Non più: “chi è Gesù?”, ma: “cos’è l’amore? Domanda intrigante ed attuale, forte e misteriosa, che riecheggia con potenza nel nostro mondo che ha smarrito certezze e sembra travolto da un’ondata di fragilità e di fango. Le notizie sconfortanti che continuano a riempire i notiziari mettono a dura prova anche il cristiano più ottimista. Ecco, allora, che ci si rifugia nel privato, che si abbandonano i grandi progetti sociali e politici per chiudersi nel ristretto e protetto mondo degli affetti privati…
Ma, anche qui, la confusione regna sovrana. Chi ha una famiglia non la vuole, chi non può (divorziati, coppie gay) la vorrebbe. L’amore è proposto come bene rifugio, caricato di mille attese e speranze, riempito di sogni e di gratificazione. Ma la realtà, di nuovo, ci mette in crisi: non basta reiterare l’innamoramento, esaltare l’amore di fusione per evitare pesanti delusioni. Chi può dirci una parola che non sia banalità, che abbia il sapore di verità, che indichi con autorevolezza la strada da percorrere? Chi questo amore lo ha inventato: Dio.

ECCESSI
La pagina della Genesi che racconta con linguaggio poetico la creazione della coppia umana ci rivela, a leggerla bene, un aspetto inquietante. La retorica cattolica ha esaltato il racconto della creazione della donna. Non è così: il testo rivela uno degli errori più comuni fra gli innamorati.
L’umano è infelice: non gli basta conoscere la realtà (questo il significato del dare il nome agli animali). Dio ammette il proprio sbaglio (splendido!) e decide di ricorrere ai ripari: farà all’umano un altro da sé, che lo contrapponga (nel termine ebraico è sottesa una vena di conflittualità). L’umano dorme, Dio crea la donna, non dalla costola, come erroneamente tradotto, ma dividendolo a metà.
Il termine usato indica lo stipite della porta: l’umano ermafrodita è scisso in due parti, in due stipiti che sorreggono l’architrave. E che fanno entrare nella dimensione di Dio, aggiungo io.
Ma l’uomo, destatosi, non ammette la diversità: non ammette che la donna arriva da Dio, pensa di conoscerla, la chiama “questa qui” e dice che è un pezzo di sé, una proiezione del suo ego. Terribile. Non è forse il dipinto dell’amore di fusione così decantato dai media e inseguito dalle nostre fragili generazioni di adolescenti? Credere che l’altro sia il mio specchio? Esaltare l’intesa che, alla fine dei conti, è una sottomissione mascherata? Eliminare la diversità del maschile e del femminile? La soluzione al pasticcio la offre il redattore del testo: perciò l’uomo lascerà la sua famiglia e diventeranno una carne solaPer costruire veramente una relazione occorre abbandonare la propria idea di famiglia e unire la carne. Nulla a che vedere col sesso: la “carne”, nell’antropologia biblica, indica la parte debole. Solo unendo le fragilità possiamo diventare coppia, cercando non in noi ma in un Altro il senso della nostra vita. Siamo compagni di viaggio.

DIVORZI MASCHILISTI
Al tempo di Gesù il divorzio era un fatto consolidato, addirittura attribuito a Mosè, quindi intangibile. Nessuno avrebbe mai osato mettere in discussione una norma così favorevole ai maschi: la domanda che viene posta a Gesù è retorica, tutti si aspettano che, ovviamente, Gesù benedica questa norma.
La risposta di Gesù è una rasoiata: voi fate così, ma Dio non la pensa così, Dio crede nell’amore come unico, crede nella possibilità di vivere insieme ad una persona per tutta la vita. Senza sopportarsi, senza sentirsi in gabbia, senza massacrarsi: l’obiettivo della vita di coppia non è vivere insieme per sempre, ma amarsi per sempre! Silenzio imbarazzato, sguardi sorridenti e complici : “Ma che, scherziamo?”. Gli apostoli, preso da parte Gesù, insistono: “Non parlavi sul serio, vero?”. Matteo, nel brano parallelo, giunge ad annotare la sconsolata affermazione dei dodici: “Allora è meglio non sposarsi!” (19,10)

SOGNO L’AMORE
Gesù dice che è possibile amarsi per tutta la vita, che Dio l’ha pensata così l’avventura del matrimonio, che davvero la fedeltà ad un sogno non è utopia adolescenziale ma benedizione di Dio!
Quando due giovani decidono di sposarsi e parliamo della fedeltà non stiamo disquisendo di una norma anacronistica di una struttura reazionaria che propone un modello superato: stiamo parlando del sogno di Dio.
A partire da qui, con fatica, con tenacia, i discepoli hanno scoperto la ricchezza del matrimonio cristiano. Da prima di Cristo ci si incontra e ci si innamora, si vive insieme e si hanno dei figli. Farlo nel Signore, mettere Gesù nel mezzo, fa comprendere delle cose straordinarie, nuove, sconcertanti su di sé e sulla coppia. In questi anni, frequentando molte coppie, pregando e vivendo con loro, abbiamo scoperto e riassunto la novità del matrimonio nel Signore.

FRATTURE
È bello poter dire a due giovani che desiderano sposarsi nel Signore, prendere il vangelo come modello che il matrimonio cristiano è una libera scelta, un’idea di Dio, non della Chiesa. È normale innamorarsi, normale decidere di vivere insieme. Farlo come Gesù chiede è una scelta particolare, quella di mettere Dio in mezzo alle nostre vite. E non è il retaggio di una Chiesa reazionaria che non sa aprirsi al mondo, ma il sogno stesso di Dio. Alla luce di questa Parola, come credenti, possiamo con fiducia affidarci al Dio che ha inventato l’amore, sapendo bene che siamo chiamati a ridire e a rivivere l’invariato messaggio della Creazione. Amatevi teneramente, voi che vi amate.

(PAOLO CURTAZ)

°° Una raccolta di canti per la Messa di Matrimonio°°
Ascoltate o scaricate il canto Non più due
una bellissima riflessione sul Vangelo di oggi in musica

Liturgia di domenica 07/10/2012 – con preghiere per inizio anno catechistico

“Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”

E noi, anche attraverso la preghiera desideriamo aiutare i nostri ragazzi a camminare verso il Signore, vicino alle nostre e loro vite.

Per te catechista, che vuoi fare in modo che la partenza del nuovo anno catechistico, sia un tempo speciale di Grazia, ma anche per te, cara mamma o papà, che vuoi aiutare tuo figlio a iniziare questo anno della fede, riscoprendo il senso forte di sentirsi Chiesa,

ti proponiamo delle foto-preghiere per l’inizio dell’anno Catechistico

composte per bambini e per preadolescenti e oltre. Potrete scaricarle in Pdf e quindi fotocopiarle per farle pregare ai ragazzi, magari all’inizio di un incontro, o se usate in famiglia, prima di andare in parrocchia per gli incontri di Catechesi.

Scarica la preghiera per i Bambini: Con l’amico Gesù
Scarica la preghiera per preadolescenti e oltre!: Pronti a ripartire

Inoltre per te, Catechista, altri suggerimenti per la liturgia della Domenica

Mc 10,2-16

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola.Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”. E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Da Catechisti Parrocchiali n.7, Ottobre 2012:

  • pag. 22 e 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 18-19: il Rosario Missionario da fotocopiare, ingrandendolo, su un foglio A3, poi piegare e consegnare ai ragazzi, in occasione di Ottobre – Mese Missionario!

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

Liturgia di domenica 23/09/2012 – XXV T.O.

 «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

Mc 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • diversamente dal solito, un bambino tende una mano a un adulto, verosimilmente alla madre. Un piccolo si fa sostegno per un grande. Quanta provocazione e quanto scandalo per una società abituata a credere opportuno il contrario. Eppure il Vangelo chiede proprio questo: mettere al centro i piccoli, riconoscere in loro la presenza di Dio. Nel piccolo, nel povero, nell’emarginato, nello straniero, nell’escluso Dio vive e ci raggiunge.
    •  La mano del bambino ci ricorda che Dio, in Gesù ha scelto di incarnarsi, di farsi uomo… decisamente mortale, vulnerabile; semplicemente piccolo. Servire è la logica del Vangelo. Comandare è la logica che l’opinione pubblica propone e cerca. E noi? Da che parte stiamo? 
  2. Leggere insieme il Vangelo 
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
  5. Insieme:Ti benediciamo, Padre, perché in Gesù ci hai manifestato un amore senza limiti. Egli si è fatto nostro Servo. Tutto ci ha donato: tempo ed energie, e la sua stessa vita. Egli è la nostra salvezza per i secoli dei secoli. Amen [Roberto Laurita]
  6. Destinatari:adolescenti e giovani

Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Il Vangelo nella vita: dinamiche, attività e una preghiera  da poter trascrivere, stampare e consegnare ai ragazzi! Tutto su Catechisti Parrocchiali n.6, Settembre 2012, pagg. 23-24.

Per info, abbonamenti e novità:

—> Clikka sull’immagine<—


Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni venerdì sera!