Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

Se mi amaste… – Buona domenica! – VI di Pasqua – anno C

«Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. » Gv 14,28

«Se uno mi ama…». Inizia così il Vangelo della VI domenica di Pasqua. E ci si aspetterebbe una serie di elenchi di richieste infinite e molto serrate… giacché chi parla non è un maestro qualunque. E invece quel «Se» è seguito solo da una richiesta e da una straordinaria promessa. La richiesta è una, appunto: osservare la sua Parola. Nella Parolaconsapevolezza però che la sua è una Parola di peso, è la parola di Dio Padre… parola capace di portare vita, di rivitalizzare ciò che è morto, di creare. E dove «osservare» non ha propriamente né il senso che facilmente potremmo dargli, quale scrutare, guardare con attenzione, penetrare (significato a cui saremmo anche più abituati da un uso quotidiano) né significa semplicemente «obbedire». Osservare la parola di Dio, la legge di Dio, i suoi comandamenti, significa propriamente e primariamente: «custodire». Per il Vangelo è beato colui che ascolta e osserva: cioè ascolta e custodisce, non disperde, non sperpera il dono, poiché la Parola donata da Dio è quel seme che viene gettato da lui su ogni terreno e affidato alla libertà di ognuno. Allora… se uno ama Gesù di Nazaret non può che ascoltare e custodire la sua Parola. E chi custodisce, poi scruta, discerne e sceglie se seguire ciò che ha ascoltato.
E se lo fa, ecco che qualcosa di straordinario gli si apre davanti. Proprio perché la Parola del Maestro non è semplice parola umana, ma parola di Dio, allora ciò che accade in chi la custodisce, la segue e la realizza nella propria vita è qualcosa che ha a che fare con il divino. Più precisamente, costui o costei poiché è divenuto casa della Parola diviene anche casa di Colui che l’ha pronunciata: Dio.
Dio stesso, nella totalità del suo essere, vive e si diffonde in colui che custodisce la sua Parola.
Questo l’augurio per tutti noi. Amare il Signore, fino al punto da custodire e dare vita alla sua Parola, per diventare casa di Dio.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Ti amiamo, Signore!

Signore risorto, vogliamo amarti,
vogliamo ascoltare la tua Parola
e aderire con anima e corpo a quanto ci chiede.
Lo vogliamo anche se è difficile.
Lo vogliamo anche se tanto di noi
e delle nostre idee ci frena,
ci impedisce di fidarci.
Signore, manda il tuo Spirito,
perché ci insegni ad ascoltare
e seguire la tua Parola.
Manda il tuo Spirito,
perché ci insegni a scoprire e percorrere
le vie che la tua Parola ci indica.
Amen.

DAL VANGELO della domenica [Gv 14,23-29]
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.6661
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

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Seguire è? – Buona domenica! – V di Pasqua – anno C

«Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» Gv 13,34

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Io do la vita – Buona domenica! – IV di Pasqua – anno C

«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» Gv 10,27

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Cercare, vedere e… ? – Buona domenica! – Pasqua – anno C

«Egli doveva risorgere dai morti» Gv 20,9

Ci siamo. Finalmente ci siamo: è Pasqua! Il mattino più bello. L’alba della nuova creazione. Il giorno in cui la vita ha davvero detto l’ultima parola.
È Pasqua, e l’alleluia ritorna a riecheggiare nella nostra vita. Già… l’Alleluia… grande assente di questi ultimi tempi. Ritorna sulle nostre labbra, dà il tono alle nostre celebrazioni, voce alla nostra gioia.
Non so quanto riusciate a pensarci cantando, e anzi, mi auguro che nelle vostre parrocchie quel canto sia particolarmente intenso, gioioso, esplosivo. Ma spero proprio che facendo risuonare in noi l’alleluia, il nostro cuore percepisca la forza dell’essere insieme – pur vicini o lontani –, insieme come assemblea di credenti che cercano, vedono e credono nel Signore crocifisso e risorto.

ViveProprio così: assemblea di credenti che cercano, vedono e CREDONO! E non c’è nulla di scontato in tutto questo. 
Credenti, perché capaci di fiducia: reciproca (tra noi) e in Dio.
Uomini e donne che cercano, che non si fermano davanti a ciò che non c’è… che sembra perduto, smarrito, svanito.
Uomini e donne che cercando vedono, che riescono a guardare oltre e dentro l’assenza, che scorgono nella notte la nuova alba, che non si fermano alla superficie perché amano la profondità.
Uomini e donne che vedendo credono, che si affidano, che vivono certi di non poter contare sulle proprie forze, che sono capaci di un abbandono fiducioso in Colui che è sempre e comunque il Vivente.
E allora questo l’augurio: il sepolcro vuoto ci spinga a cercare, a non arrenderci, a scrutare l’oltre e ad affidarci, a consegnarci nelle mani di Colui che per amore ha sconfitto la morte e ha spalancato per noi, per tutti noi, orizzonti di pienezza.
Buona Pasqua a tutti noi, e vita nuova sia!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Il sepolcro è vuoto

È vuoto, Signore! Il tuo sepolcro è vuoto.
Cerchiamo il tuo corpo,
vorremmo avere mani da toccare,
qualcuno su cui piangere,
un maestro di cui raccontare cose speciali.
Eppure non c’è più nulla. Neppure un corpo.
Ma la morte non ha vinto:
lei ci avrebbe consegnato solo un cadavere,
un pugno di ossa e polvere.
Su tutto ha trionfato la vita, la luce, l’amore.
Il sepolcro è vuoto, ma tu sei vivo!
L’umanità ti ha ucciso, ma il Padre ti ha risuscitato.
Oggi sei con noi, sei per noi, sei tra noi…
Vivo. Amen, alleluia, Signore Gesù.

DAL VANGELO della domenica [Gv 20,1-9]

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.non è qui_1
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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…per amore – Buona domenica! – Domenica delle Palme – anno C

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli» (Mt 21,9) 

Inizia la grande settimana. Ancora una volta, anche quest’anno.
La settimana più dura e più bella in cui, come credenti, contempliamo la totalità del dono che Dio, in Gesù, ci ha fatto. Contempliamo la radicalità dell’amore che fa di tutto pur di salvare chi ama. Quella che verrà proclamata durante la celebrazione eucaristica è una lunghissima pagina di Vangelo; e davanti ci scorreranno come fosse un film personaggi, storie, tradimenti. Tanti i nomi – Pietro, Pilato, Caifa, Giuda, Giuseppe di Arimatea… – e tanti gli innominati – le donne, la folla, i malfattori, il centurione, gli apostoli, le figlie di Gerusalemme… –, e tra questi ci siamo anche noi. Ognuno trovi oggi il suo posto! Ce n’è per tutti: per chi crede e per chi condanna, per chi tradisce e per chi soffre, per chi colpisce e per chi subisce, per chi perdona e per chi è disorientato, per chi non comprende e per chi attende.Uomo e deserto
E su tutti e per tutti, c’è lui, la causa della nostra gioia, il senso della nostra vita: Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, Maestro nell’amare, condannato perché bestemmiatore e ucciso come un criminale. Lui, il Condannato crocifisso, l’Atteso rifiutato, il Dio ucciso.
Cosa pensare di fronte a questo doloroso Vangelo? Vi auguro e mi auguro di sentirne il paradosso; di lasciarvi provocare dal non-senso, quello stesso non-senso che continua a caratterizzare anche le nostre storie. Vi auguro e mi auguro di non continuare a essere quei discepoli indolenti e spaventati che continuano a guardare da lontano, che articolano la loro fede al passato: speravamo, pensavamo, avremmo voluto.
Se lo stessimo ancora aspettando, la morte di Dio sulla croce, a questo punto, avrebbe già dovuto convincerci: dalla croce non si scende. Sulla croce si muore. Il Calvario non può essere guardato da lontano. Non possiamo continuare a sperare che altri provochino la risurrezione. Perché ci sia risurrezione ci deve essere morte. Perché ci sia vita, ci deve essere dono. Possa il Crocifisso risorto insegnarci a seguirlo fino in fondo, in gesti e parole che brillino per amore.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Seguirti fino in fondo

Noi ti acclamiamo, Signore,
cantiamo e lodiamo il tuo nome,
eppure i nostri gesti
non hanno la gratuità del tuo dono,
le nostre scelte non riescono
a far brillare quell’amore con cui tu ci hai amato.
Con la preghiera rispondiamo alla tua voce,
pronti come sempre a dirci tuoi discepoli fino in fondo,
ma poi chi di noi ti riconoscerà
lungo i sentieri scomodi del Calvario?
Insegnaci a seguirti, Signore Gesù.
Amen.

DAL VANGELO della domenica 

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

– Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare ePalme affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme. [Per la forma integrale > Lc 22,14-23,56]

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Un insegnamento nuovo – Buona domenica! – V domenica Quaresima – anno C

«Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» Gv 8,11

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