Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

Ti benedico!- BUONA DOMENICA! XIV Tempo Ordinario – ANNO A

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Mt 11,28

Ascoltare le letture di questa domenica, respirare a pieni polmoni e… ringraziare. Nulla sarebbe più bello! E la parola di Dio, in questa domenica, ci prende per mano, puntualizza qualcosa e ci insegna a ringraziare. Anzi, di più. Ci insegna a benedire, che forse è l’azione più bella che le nostre parole possano fare.


Benedire Dio per i doni immensi con i quali ha arricchito la nostra vita.
Benedire Dio per la vita che ha fatto germogliare ovunque sulla faccia della terra, deserti inclusi.
Benedire Dio per l’energia che attraversa il tempo e tutto lo spazio e rinnova ogni cosa da dentro.
Benedirlo per averci resi figli. Benedirlo per averci resi liberi e capaci di liberare. Benedirlo per averci amati, per averci mostrato il suo volto, per averci resi capaci di seguire le sue audaci proposte.
Benedirlo per le volte in cui lui si fa acqua che disseta, forza che sostiene, perdono che rialza, pane che nutre.
Benedirlo… e con lui benedire la vita, ogni vita.
Quanto sarebbe bello se ogni parola che oggi le nostre labbra pronunciano fosse all’insegna della benedizione. Quanto sarebbe bello se la benedizione verso Dio si trasformasse in benedizione verso il mondo e verso chi ci vive accanto.
Anzi, smettiamo di usare il condizionale e facciamolo: benediciamo! Oggi le nostre parole portino il bene nel mondo. Noi non ci pensiamo troppo, ma le parole che pronunciamo non sono neutre. Se positive, costruiscono. Se negative, distruggono. E allora costruiamo! Proviamoci!
E se ci venisse in mente di non aver motivi per benedire, allora facciamo lo sforzo di uscire fuori dal buio di noi stessi e proviamo ad accorgerci della bellezza che ci circonda. Nel non dovuto che ci è donato. Di chi, silenziosamente, è presente.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Ti benedico, Padre

Ti benedico, Padre, Dio dell’universo!
Ti benedico, Signore del tempo e dello spazio!
Ti benedico, Dio dell’universo infinito!
Ti benedico per il tuo amore infinito,
che abbraccia il cosmo e avvolge la nostra vita.
Ti benedico per i tuoi inattesi doni,
che sorprendono e ridonano frescura
in steppe assolate.
Ti benedico per il tuo Spirito
che vive in noi e ci fa vivere.
Ti benedico per Gesù, tuo figlio e nostro Signore,
nella cui vita noi viviamo, dal cui amore siamo sollevati.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 11,25-30).

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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Un canto per riflettere

Logiche di Dio – BUONA DOMENICA! XIII Tempo Ordinario – ANNO A

«Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.». Mt 10,38

Non vi stupite se leggendo i primi versetti del Vangelo di questa XIII domenica la prima esclamazione che farete sarà: «Esagerato! Come si fa a non amare una madre in modo infinito! Come si fa non amare un figlio in modo più che infinito!». Ci verrebbe da dire: «Dai, Signore, non tirare la corda!».


Eppure quell’elenco che l’evangelista Matteo fa, ci permette di entrare nelle logiche di Dio, quelle logiche di cui il Vangelo è intriso, quelle che in Gesù sono diventate concrete e tangibili: ha amato il Padre e la sua volontà più di ogni altri; ha sprecato la vita per la causa di Dio (salvare noi); ha accolto coloro che il Padre gli aveva mandato; si è occupato di coloro che lo seguivano anche dando loro pane da mangiare.
Ecco, quello che lui ci ha fatto vedere, semplicemente vivendolo, è ciò che noi dovremmo vivere. Ma non per dovere, non per obbligo morale. Tra le sue parole c’è il segreto della felicità vera, della vita piena. Perché quando si mette il Signore al centro delle relazioni quello che accade è il miracolo dell’amore, della concordia, dell’unità, della gratuità.
Quando è lui a insegnarci come amare, ogni azione, ogni gesto, ogni scelta svetta per bellezza e profondità.
Quando è lui a insegnarci come vivere, ogni scelta si carica di quello spessore che fa la differenza e costruisce vita vera.
Quando è lui a suggerirci come donare, anche un semplice bicchiere d’acqua diventa il più straordinario dei doni.
E allora sì, forse il Vangelo è davvero esagerato. Perché vivere secondo le sue logiche non è una passeggiata. Ma è in quell’esagerazione che diventa bella la vita. E quell’esagerazione inizia a essere nient’altro che normalità quando è lui, il Signore, a viverci dentro.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Tu in me, Signore

Signore Gesù,
insegnami a vivere secondo le tue logiche,
a mettere te al centro di ogni scelta,
di ogni affetto, di ogni relazione.
Insegnami a vivere perdendo,
ad amare donando,
ad accogliere spalancandomi.

Non c’è croce che io non possa portare,
avendo te nella mia vita.
Non c’è dono che io non possa offrire,
se sarai tu ad arricchire me.
Non c’è rinuncia che io non possa fare,
se sarai tu il centro, tu l’orizzonte, tu il perché.
Vivi in me, Signore. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 10,37-42).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

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