Archivi categoria: liturgia

E dormiva – BUONA DOMENICA! XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

 «Perché avete paura?
Non avete ancora fede?»
Mc 4, 40

Una grande tempesta – vento forte e onde alte – e una barca. O forse qualche barca in più, ma pur sempre semplici barche. Pochi ma sufficienti dettagli per far sentire anche sulla nostra pelle il senso dello smarrimento, dell’impotenza, della paura.
Chi era al comando di quelle barche sapeva il fatto suo: pescatori, certamente, avvezzi a gestire anche acque in tempesta… eppure quelle acque che riempivano ormai la barca sembravano legare mani e pensieri. L’unico sentimento che sembrava attraversare la mente di tutti era: «Siamo perduti!».
E di fatto è la nostra stessa storia. Siamo esperti di vita. Spesso e volentieri molti tra noi vivono con l’illusione di farla franca sempre e comunque. Altri, fortunatamente mai toccati da malattie o problemi seri, vivono come se tutto fosse dovuto e scontato. Altri ancora sembrano avvezzi a gestire situazioni pesanti e problematiche, riuscendo anche a distribuire consigli a destra e a manca. Ma poi, quando la vita diventa una tempesta di vento e onde, quando su di noi si abbattono imprevisti e incontrollabili problemi, quando non riusciamo più a tenere sotto contro nulla – neppure noi stessi –, allora tutto in noi sembra bloccarsi, come cementato da un unico paralizzante pensiero: «Siamo perduti, sono perduta, sono perduto».
E se siamo gente di fede, o se in qualche modo siamo abituati a pensare che Dio abbia a che fare anche con la nostra storia, allora dura e repentina schizza fuori dalle nostra labbra la stessa domanda dei discepoli: «Signore, non ti importa che siamo perduti?».
Vorremmo vederlo alzarsi e minacciare vento e onde. Vorremmo vederlo mettere un freno ai nostri problemi, tutto d’un colpo.
Vorremmo? Ma lui c’è, e anche ora parla al nostro cuore: «Perché hai paura? Perché non riesci a credere, a fidarti, ad affidarti?».
La fede non ci toglie dalle tempeste. Non ci esenta dalle bufere. Ci insegna a viverle, a restare come lui fiduciosi e sereni anche quando tutto attorno a noi è minaccia.
Diciamolo a noi stessi: «Oggi, tra le mie paure, Signore, tu sei la pace del mio cuore».

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Tu sei la pace del cuore

Tra venti di bufera e mari in tempesta,
tu sei la pace del cuore, Signore Gesù.
In ciò che ci travolge e ci toglie la gioia,
tu sei la nostra gioia.
In ciò che ci sorprende e ci inquieta,
tu sei la nostra casa sicura.
In ciò che ci spaventa e ci indebolisce,
tu sei la nostra forza.

Tu, Signore Gesù,
sei il cuore della nostra fede,
la sorgente della nostra fiducia,
la fonte di ogni nostro sì alla vita.
Ti lodiamo e ti benediciamo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 4, 35-41)

In quel tempo, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Liturgia completa su >>> CLICCA QUI

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

Classificazione: 5 su 5.

Come un seme – BUONA DOMENICA! XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

 «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce»
Mc 4, 26-27

Non siamo bambini, e le parabole che oggi la liturgia ci propone le riascoltiamo per l’ennesima volta. Dovremmo essere pronti anche noi a dire la nostra. Fermiamoci allora un attimo e chiediamocelo: «Il regno di Dio a che cosa lo potremmo paragonare?». Se dovessimo descriverlo ad altri, come lo descriveremmo? Quali immagini sceglieremmo?
Sarebbe bello dircelo, scrivercelo, scambiarlo, e non vi sembri banale, perché le immagini che elaboriamo, quelle che sono ferme nella nostra testa, dicono anche ciò in cui crediamo, l’idea di Dio per la quale arriviamo anche a lottare.

Photo by Karoli


Di fronte a noi il Vangelo mette l’immagine del seme, e l’evangelista la commenta senza mezzi termini, abbattendo in un solo colpo ogni residuo di forza, violenza, superiorità, merito.
Il Regno cresce come un seme. Ha un’energia propria che nulla riesce a bloccare. Cresce, nonostante tutto e nonostante noi. Cresce, sia che il custode vegli o dorma. Cresce, anche quando attorno tutto sembra arrestare la sua vita. Cresce e diventa grande, forte, anche se nessuno se lo sarebbe aspettato.
Non so a voi, ma questo Vangelo, questa parabola mi danno una straordinaria forza, mi raggiungono dritta al cuore e – anche nel più brutto dei momenti – mi dicono: «La vita di Dio sta crescendo proprio ora, devi crederci, devi attendere, non devi avere fretta di mollare tutto. Il regno di Dio è vita che germoglia sempre. Il regno di Dio è energia inarrestabile che attraversa la storia anche grazie alla tua attesa paziente. Il regno di Dio è certezza incrollabile in un bene che non verrà meno. Il regno di Dio è promessa di una pienezza che già ora sta maturando e che nulla, neppure chi lucidamente fa serpeggiare scoraggiamento e di-sperazione, potrà arrestare».
Io credo che Dio sia l’immensamente piccolo, invisibile eppur presente, che scrivendo con estrema fantasia tra le pagine ingiallite della storia, quella umana e quella personale, sta reinventando il bene. Auguriamoci reciprocamente di accorgercene, di avere occhi che sappiano vedere Dio germogliare qui e ora.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come un seme

Come un seme, infinitamente piccolo,
così tu sei, Signore Dio.
Come una particella invisibile,
così tu sei, Dio della vita.
Come quell’energia che attraversa l’universo,
così tu sei, Dio Creatore.
Come la potenza vitale
che rigenera la vita di ogni vivente,
così tu sei, Dio Madre.

Vivi in noi, Signore Dio,
rigenera la storia,
genera in noi nuova creazione.
Che in nostri occhi ti vedano
attraversare ogni forma di male
per far prorompere infinite forme di bene.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Liturgia completa su >>> CLICCA QUI

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

Classificazione: 5 su 5.