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Anche se muore, vivrà – BUONA DOMENICA! V DI QUARESIMA – ANNO A

« Se crederai, vedrai la gloria di Dio». Gv 11,40

«Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
Quanti tra noi lo stanno dicendo… quanti tra noi, stanno ripetendo o ripetono da tempo questa preghiera… quasi legando la propria fede a una risposta. Marta e Maria mandano a dire solo questo a Gesù e non aggiungono altro… sanno che lui capirà. Sanno che lui che ha distribuito a destra e a manca prodigi non si lascerà pregare. Eppure, anche loro sono costrette ad ammetterlo, entrambe, una dopo l’altra: «Se tu fossi stato qui…». Amarezza e fede si incontrano e si scontrano.
La fede è certa: se tu, Signore fossi stato qui, lui non sarebbe morto, lui sarebbe guarito. È fede certa. La fede in una presenza: se ci sei non si muore.
Eppure… quanto è amara questa convinzione… Perché poi dovremmo ammettere anche la sua logica conseguenza: se si muore allora non ci sei!
E se si muore perché non ci sei, allora, Signore, cosa siamo autorizzati a pensare? Che hai preferito altri a noi? Ti abbiamo stancato fino a questo punto?
Signore, dove sei, ora che l’umanità, più di sempre, è piegata da questo male invisibile che semina morte e solitudine ovunque?
Signore… se tu fossi qui… Ancora una volta fede e amarezza.
Ma la domanda vera che ognuno deve fare a se stesso è: in chi crediamo? In chi io credo?
Noi crediamo nel Dio che ha risollevato Lazzaro dalla morte, ma che non ha impedito al Figlio di attraversare la morte.
Dio è il Dio dei vivi, sì! Ma non è il Dio degli immortali.
Noi possiamo attraversare la morte, possiamo lasciarci ferire e sfiorare dalla morte, possiamo consentire alla morte di deturparci perché sappiamo e crediamo che Dio la attraversa con noi, piange con noi, ci raggiunge e resta con noi nel dolore. Il suo Spirito ci dà la vita, ci apre alla vita, spezza legami e ci rende capaci di eternità. Questa è la nostra fede. Spingiamo il nostro cuore oltre il dolore. Lasciamoci aprire dallo Spirito del Risorto alla speranza.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Fammi vivere!

Signore Gesù, Dio crocifisso e risorto,
io credo che tu sei la vita oltre ogni morte;
credo che nulla può separarmi da te,
dal tuo amore, dalla tua pienezza.
Fammi vivere di te, Signore, e io vivrò!
Fammi vivere della tua Parola e io non morirò.
Fammi vivere del tuo immenso amore
e nulla potrà spegnere in me la scintilla di eternità.

Io credo, Signore Gesù,
tu sei il Risorto che può far risorgere vita
nella storia del mondo, nei deserti dell’anima,
nelle ferite inferte dalla morte. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 11,1-45. Di seguito la Forma breve: Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45).

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

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Un canto per riflettere

Noi crediamo in te! – BUONA DOMENICA! IV DI QUARESIMA – ANNO A

« Andò, si lavò e tornò che ci vedeva». Gv 9,7

In molti, da Nord a Sud, siamo accomunati da uno stesso digiuno… Un digiuno forzato, che mai avremmo pensato potesse caratterizzare la nostra quaresima: il digiuno eucaristico. Eppure al di là della nostra nostalgia, della nostra amarezza, con noi o senza di noi, con la nostra consapevolezza o nella nostra distrazione, la luce continua a splendere e a noi tocca non sprecarla.
Non siamo soli: Dio continua a raggiungerci con la sua Parola, vera e propria mensa alla quale sfamarsi. Ed è così che anche oggi, anche privati del dono eucaristico, possiamo decidere se consentire al Signore di illuminare la nostra vita.
Proprio come il cieco di cui il Vangelo ci parla, ci ritroviamo ciechi e disorientati. Anche in noi lo spettro di quella domanda: «Che male abbiamo fatto per meritare questo castigo? Chi ha peccato?».
Eppure anche per noi la stessa risposta: qui, ora, in questa fragilità, in questa impotenza, in questo buio, possono manifestarsi le opere di Dio. Possono… ma non si manifestano senza di noi.
Abbiamo bisogno di guardare questo momento storico con gli occhi della fede.
Abbiamo bisogno di ricevere dal Signore quella luce che ci permetta di scoprire dove Dio ci sta accompagnando.
Abbiamo bisogno di ascoltare come ci stia chiedendo di vivere.

Ma non possiamo farlo senza di lui.
E allora chiediamoglielo. Chiediamogli luce, chiediamo che questo momento duro sia solo del fango che la sua grazia laverà da questa nostra storia personale e comunitaria. Chiediamogli di scoprire nel buio gli sprazzi luminosi della sua presenza.
A noi è chiesta solo una parola, la risposta a una domanda: «Credi tu nel Figlio dell’uomo? Credi in Colui che per te ha donato tutto? Credi in Colui che si è fatto carne per salvare la tua carne?».

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Apri i nostri occhi

Scarica la preghiera

Signore Gesù, luce del mondo,
i nostri occhi sono annebbiati,
gli occhi del nostro cuore sono incapaci
di vedere oltre questi giorni difficili e dolorosi.
Splendi per noi, splendi su di noi.
Splenda la luce della tua Parola
nelle nostre case.

Tu, luce del mondo, liberaci da ogni tenebra,
ridonaci la luce, riconsegnaci alla luce.
Noi crediamo in te, Signore.
Noi sappiamo di essere custoditi dalle tue mani:
a te, Signore, noi ci affidiamo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 9,1-41. Di seguito la Forma breve:  Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38).

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.


Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

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