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LIBERAZIONE – BUONA DOMENICA! I DOMENICA I AVVENTO – ANNO C

«La vostra liberazione è vicina.»
Lc 21,28

La nostra liberazione è vicina!
Quale certezza migliore per iniziare il nuovo anno liturgico? Quale certezza migliore per vivere il tempo di Avvento?
La nostra liberazione è vicina!
Ma non è semplicemente un mantra di cui convincerci. È una certezza che il credente può sperimentare concretamente, perché è promessa carica di tensione e di speranza. Da una parte qualcosa che può ancora accadere, e quindi l’attesa, il desiderio, la speranza appunto; dall’altra la certezza di non essere dei “soli posti nel mondo”, dei “dimenticati da chi un tempo ci aveva voluto”, dei “non-visti” da chi ci vive accanto; e quindi una positiva tensione interiore che ci convince a restare aperti, a non chiuderci, a non bloccarci interiormente in posizioni di difesa.
La nostra liberazione è vicina, ma non accadrà senza di noi. Accorgersi, accogliere è la risposta che possiamo dare. E nessuno potrà sostituirsi a noi. La nostra liberazione è una promessa e un cammino: la promessa del Dio che si fa prossimo alla nostra umanità e il cammino che ognuno di noi sceglie quotidianamente di fare verso di lui.
Non esiste alcun atto miracolistico. Non è un passare dal buio alla luce come se qualcuno ci avesse dato la possibilità di pigiare un interruttore. La nostra liberazione è una nuova creazione: accade nel tempo, lentamente, è fatta di passi indietro, di tentennamenti… e all’improvviso di balzi in avanti. E Colui che opera ha mani di artista, che pennellata dopo pennellata dà vita al capolavoro; ha mani di vasaio che modella e dà forma a ogni cosa.
Per noi un unico fondamentale impegno, quello che la Parola stessa ci suggerisce: stare attenti a noi stessi, fare in modo che i nostri cuori non si appesantiscano, non diventino macigni, non siano anestetizzati da compromessi di sopravvivenza. E per riuscirci un unico segreto: pregare, pregare per avere la forza di vivere ogni giorno, in ogni istante, percorsi di liberazione.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore, nostra liberazione

Vieni, Signore Gesù,
vieni, Liberatore fedele,
che sciogli i nostri blocchi
e ci liberi dai legacci interiori.
Vieni, tu che doni la vita di Dio
e ci apri alla sua presenza.
Vieni, tu che sei la realizzazione
di ogni promessa,
il compimento di tutte le attese,
la pienezza di Dio tra noi.

Libera i nostri cuori,
sostieni i nostri passi, aprici a te!
Vieni, Signore Gesù, maranathà!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 21,25-28.34-36)

Albero da costruire per le 4 domeniche di Avvento – https://wp.me/p77nS-8v9

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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ALBERO DELL’AVVENTO del vignettista FANO da costruire settimana dopo settimana >>> SCARICA QUI<<<

AVVENTO 2021_ALBERO DI FANO – ANNO C

Cari catechisti, insegnanti, animatori… vi suggeriamo queste simpatiche vignette, proposta dal vignettista Fano, da mettere insieme  settimana dopo settimana!

Alla fine delle quattro domeniche d’Avvento il nostro albero sarà pronto e illuminato per accogliere Gesù???

Buon Avvento a voi e a tutti i bimbi che seguite 🙂

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I domenica: Svegliati

Come la vedova – BUONA DOMENICA! XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

«Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva per vivere»
Marco 12,44

Che forza quello che Marco oggi ci fa vedere. Decisamente un fuoriclasse della narrazione.
Sembra proprio di riuscire a vedere Gesù. Eccolo, seduto di fronte al tesoro, nel tempio: guarda quello che succede e invita noi a guardare con lui.
Tra i molti presenti ci sono loro, i saggi, quelli che conoscono tutto di Dio, quelli che sanno sempre dire la cosa giusta e indicarti la via giusta. Camminano ritti e sicuri. Non sbagliano mai e, beati loro, sanno sempre, e senza alcun dubbio, qual è la volontà di Dio.
I giusti sono sempre insieme ai ricchi. Che fortuna per il tempio! Se non ci fossero loro, se non ci fosse la loro grande generosità… Che cosa sarebbe del tesoro? Che cosa sarebbe delle tante buone opere che si possono fare?
Certo, ti viene da pensare: se solo dessero qualcosa anche a noi… ma non proprio “carità ridotta a spiccioli”… Basterebbe semplicemente essere visti, riconosciuti. Basterebbe ricevere dai ricchi il giusto compenso per il lavoro di ogni giorno. Basterebbe che i saggi ci insegnassero ad ascoltare Dio più che dirci quale sia la sua volontà per noi.
Ma al di là dei pensieri che ti vengono in mente tutte le volte che vedi sfilare ricchi e saggi, l’invito del Maestro oggi è: osservare; osservare per scoprire a chi ispirarsi davvero, chi ergere a modello di vita, e di vita cristiana.
Nel tempio Gesù scruta l’agire di una vedova povera, che non usa la sua povertà per esimersi da un dovere, che non si nasconde dietro la sua mancanza per far leva sulla compassione. Quella vedova povera offre nel tesoro del tempio, e quindi in cuor suo a Dio, tutto ciò che ha. Semplice e disarmata non trattiene nulla per sé, neppure ciò l’avrebbe tenuta in vita un giorno in più.
Eccoli i santi del Vangelo: donne e uomini capaci di dare di tutto, di non trattenere nulla; persone alle prese con la totalità del dono, forti solo della fiducia certa in Colui che tutto può e tutto scruta.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come una vedova…

Signore Gesù,
che scruti i cuori e conosci la verità
di ogni più piccolo e insignificante gesto,
aprici alla fiducia per divenire
capaci di dono, di affidamento,
di precarietà.
Le nostre mani tendono
a prendere, a trattenere,
e il nostro cuore
ha bisogno di sicurezze.
Tu, Dio dell’amore,
apri le nostre mani,
sciogli le nostre paure,
insegnaci a vivere l’umiltà
che sa trasformare tutto in dono.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

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