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Nel deserto con Dio – BUONA DOMENICA! I DI QUARESIMA – ANNO A

«“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Mt 4,10

Perché lo Spirito spinge nel deserto? Se avete letto attentamente l’inizio del Vangelo, magari ve lo starete chiedendo. Perché Gesù è spinto nel deserto per vivere un lungo tempo di tentazione. “È il Figlio di Dio! Anche lui doveva essere messo alla prova?”. Se lo state pensando non sentitevi strani. Obiezioni legittima. Ma non le concediamo troppo spazio. Andiamo al sodo! Gesù non è spinto nel deserto per essere messo alla prova… Né Dio né lui ne avevano bisogno. Forse vedere il suo modo di rispondere alle tentazioni è qualcosa che serve a noi. E forse quei 40 giorni e notti di digiuno e preghiera non sono altro che una lunga preparazione a quanto avrebbe vissuto. Le tentazioni – o più precisamente il tentatore – arrivano quando i bisogni si fanno sentire. Quando la stanchezza, la fragilità aprono porte e finestre a soluzioni facili. Già… soluzioni facili: sono quelle che il tentatore propone. Stai per cedere? Fallo! Stai per prendere la decisione più tranquillizzante? Fallo! Stai per scegliere di stare dalla parte del più forte? Avanti, nessuna paura, è giusto proteggersi! Hai dubbi? Metti Dio al muro e costringilo a una risposta, è un tuo diritto… non può chiederti troppo!
Eppure Gesù a tutto questo risponde: «Vattene!». Perché questa è la parola del tentatore, non di Dio. Questa è la parola che si nutre delle nostre ansie, delle paure, delle preoccupazioni, dei nostri legittimi bisogni. Ma questo non è Dio… La sua Parola e la sua via ci si aprono davanti attraverso Gesù e le sue scelte. Nutrirsi di Dio, affidarsi a lui, mettere lui e solo lui al centro di tutto: questa è la sua via, l’unica via capace di farci risorgere da ogni morte e di farci rifiorire in ogni deserto.
Buon cammino di Quaresima.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Nel deserto, Tu sei con me

Il deserto, Signore…
luogo di solitudine e aridità:
spazio per pensieri
che mi allontanano da me stesso e da te;
luogo di scelte che aprono o escludono.
Eppure non c’è deserto in cui tu non sia presenza.
Non c’è luogo che possa tenerti lontano da me.
Non c’è tentazione che impedisca
alle mie mani di stringere le tue.

Signore del tempo,
insegnami ad ascoltarti anche nel deserto;
insegnami ad aprirmi alla tua presenza;
insegnami a convertire il cuore;
insegnami a non cercare altro
se non il tuo volto e la tua parola.
Così ci sarà risurrezione. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 4,1-11).

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

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Perfetti? – BUONA DOMENICA! VII del TEMPO ORDINARIO – ANNO A

«Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?». Mt 5,46

L’impresa a cui il Vangelo ci chiama è titanica. Scalare l’Everest sembrerebbe quasi una passeggiata. E il Vangelo di questa settima domenica, in forte continuità con domenica scorsa, è senza mezzi termini: amare i nemici, non opporsi al malvagio, offrire a chi ci fa del male una seconda possibilità, dare a chi chiede… l’elenco è lungo e, al suo vertice, ha un ultimo invito: siate perfetti come il Padre – Dio – è perfetto! Ebbene, sì! Siamo autorizzati a pensarlo: Gesù di Nazaret era folle… ci siamo messi alla sequela di un maestro che non ama concretezza e piedi per terra.
Magari, qualcuno tra i più giovani, potrebbe anche pensare: era fatto! Quel giorno Gesù era fuori!
Sì, parole che possiamo dirci, pensieri che possiamo fare anche a oltranza. Perché quelle parole scottano. Quelle parole violentano la nostra tranquillità e le nostre logiche. Quelle parole sono decisamente fuori da ogni accettabile misura. Vero! Ma è la misura del Vangelo. E dovremmo dircelo una buona volta. Dovremmo avere il coraggio di ammettere che la vita che Gesù propone a tutti, non a pochi eletti, è quella del “fuori misura”. È una vita sbilanciata a favore del bene. Una vita crocifissa dalla storia, dagli ingiusti, dagli scorretti. Una vita condannata ad amare. Quindi: prendere o lasciare.
Non ci sono: se o ma. Non possiamo continuare ad annacquare pur di crederci al posto giusto. Pur di pensarci quasi buoni. Astenerci dal male, non basta. Occorre invertire! Il vero peccato, per noi discepoli del Vangelo è astenerci dal bene, dal perdono, dall’amore eccedente. Non c’è giustificazione che tenga. Se il nome di Gesù è sulla nostra bocca. Se lo lodiamo e lo esaltiamo con preghiera e canti, allora dobbiamo amare: non ci sono storie. Amare! E dobbiamo imparare a farlo!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Giusti, come te, Signore

Signore Gesù, riesci a fare il più grande tra i miracoli?
Riesci a fare dei nostri limiti una via di perfezione?
Riesci a rendere noi, fragili e peccatori,
capaci dello stesso amore con cui Dio ci ama?
No! Da soli è impossibile.
Da soli, in compagnia del nostro sforzo, è impensabile.
Ma tu puoi!
Tu e lo Spirito di vita agite in noi, trasformateci,
rendeteci capaci di amare chi ci odia,
di sperare il bene anche per chi opera il male,
di desiderare la vita anche per chi genera morte.
Trasformaci, Signore,
rendici capaci di scegliere l’amore! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 5,17-37). Forma breve.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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