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Misurare o condividere? – BUONA DOMENICA! XVIII Tempo Ordinario – ANNO A

«Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Canto al Vangelo – Mt 4,4b

«Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare!» (Mt 14,16).
Bella e lapidaria la risposta di Gesù. Bella e scomoda. Bella e sconvolgente.
Proviamo a pensarci: se chiedesse a noi di dare da mangiare a oltre 5.000 uomini (senza contare donne e bambini, che in una società come quella in cui Gesù viveva significava come minimo dover triplicare i numeri) cosa penseremmo? Come reagiremmo?
Ecco, pensiamoci! Siamo in 12. Solo in 12. Viaggiamo leggeri: 5 pani e 2 pesci. E di fronte a noi masse incredibili di gente affamata e stanca.
Che si fa?
In Gesù l’atteggiamento immediato è: vede (quindi si accorge!), prova una profonda compassione (quindi si sente interpellato dai volti che ha di fronte!), guarisce (quindi verosimilmente entra in contatto), si fa carico del bisogno altrui, fino a saziare la fame. La sua è un’attenzione in carne e ossa.
E nei discepoli? Qual è il loro atteggiamento immediato?
I discepoli vedono, ma prendono le distanze. O almeno ci provano! I discepoli misurano: sia la gente sia il cibo. Ma la loro logica non incontra il favore del Maestro. Sono su posizioni diametralmente opposte: i discepoli si preoccupano per la gente. Gesù si occupa della gente.
I discepoli partono da ciò che hanno, temendo il poco… Gesù parte da ciò che hanno e, credendo che tutto ciò che è dato si trasforma in benedizione, spezza il poco, lo offre e chiede di offrirlo.
Quanta bellezza c’è in questo gesto. Quanta profezia. Quanta verità.
Perché non proviamo? Perché non facciamo in modo di spezzare quello che ci sembra poco, donandolo senza misurare? Senza preoccuparci di conservalo? Vi assicuro che vedremo miracoli accadere sotto i nostri occhi. Vedremo le nostre mani riempirsi svuotandosi. Provare per credere!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Insegnaci a spezzare il poco

Signore Gesù, Maestro di compassione,
insegnaci a spezzare il poco che abbiamo
tra le mani per offrirlo, trasformandolo in dono.
Trasformaci in profondità, dimostraci che
ad arricchirci non è la misura che trattiene,
ma la condivisione che lascia andare.
Aiutaci a credere che non gli armadi pieni
ci permettono di donare,
ma un cuore libero e capace di amare.

Signore, vinci le nostre paure.
Signore, insegna alle nostre mani a svuotarsi.
Signore, rendici capaci di fare ogni giorno
quello tu hai fatto: vedere, amare, farsi carico, saziare.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 14,13-21 ).

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

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UN CANTO PER RIFLETTERE

Discepoli – BUONA DOMENICA! XVII Tempo Ordinario – ANNO A

«Vende tutti i suoi averi e compra quel campo». Mt 13,44

Chi siamo? Avanti! Guardiamoci dentro e diciamolo a noi stessi: chi siamo davanti a Dio? Come viviamo la nostra fede? Per cosa investiamo le nostre energie?
Se dovessimo scegliere un’immagine, o se altri la dovessero scegliere per dire qualcosa di noi, che cosa sceglieremmo o sceglierebbero? Quella dello scriba, che legge, custodisce, protegge da errate interpretazioni la Legge di Dio (per noi la sua Parola), o l’immagine del discepolo, chiamato a imparare, ad attendere, a comprendere?
Oggi si tratta di accettare la sfida del Vangelo.
Ognuno di noi, anche il più preparato, anche chi esercitasse un ministero della Parola riconosciuto, è chiamato a smettere di trattare la parola di Dio da scriba e imparare a relazionarsi ad essa da discepolo. Tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a diventare discepoli del Regno, di quel Regno per il quale Gesù ha chiesto conversione, o più precisamente ribaltamento di mentalità.
Dobbiamo imparare a diventare discepoli di quel Regno che, come tesoro nascosto, vive in noi e nella storia, e rende bella ogni cosa; e rende prezioso tutto ciò che tocca. Ed è talmente ricca la sua presenza da rendere bello ogni dono, carica di gioia ogni scelta, anche la più faticosa.
Dobbiamo imparare a diventare discepoli di quel Regno che, come un folle mercante, dà tutto, ma proprio tutto, pur di riuscire a ottenere la perla preziosa. E pensateci… Perla preziosa è ognuno di noi. Il mercante è Dio. Tutto ciò che ha dato pur di averci è suo Figlio Gesù. È di questa follia che dobbiamo diventare discepoli.
E ancora, dobbiamo imparare a diventare discepoli di quel Regno simile a una rete che raccoglie, raccoglie sempre, raccoglie tutti. Una rete che non esclude, ma tira a sé.
Diventare discepoli di questo Regno visibile in Gesù ci renderà capaci di condividere il tesoro. Di offrire cose antiche e di non farci spaventare dalla novità che pulsa nel regno dei cieli e arricchisce ogni storia: la nostra storia personale e la storia del mondo.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Discepoli del regno

Rendici discepoli, Signore Gesù!
Rendici discepoli di quel Regno che,
come un tesoro nascosto in un campo,
rende preziosa la storia del mondo.
Rendici discepoli di quel Regno che,
instancabilmente, attira a sé
e rende bella la vita.
Rendici discepoli di quel Regno che,
come un’immensa rete, raccoglie e salva.
Rendici discepoli, Signore:
attenti uditori dell’Amore
e audaci seminatori della sua gioia.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 13,44-52 ).

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

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UN CANTO PER RIFLETTERE