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Finalmente gioia! – BUONA DOMENICA! Solennità di Tutti i Santi – ANNO A

«Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» Mt 5,12

Spesso e volentieri pensiamo ai Santi come a fratelli e sorelle che godono la pienezza della felicità perché sono totalmente in Dio. A loro associamo in modo abbastanza assoluto il brano delle Beatitudini e vediamo nella loro eternità il compimento di una gioia che qui in terra aveva per lo più il gusto della sofferenza, della rinuncia, della lotta, anche interiore.
Ma davvero la santità è questo: rinuncia e sacrificio sulla terra per godere la beatitudine in cielo?
E se quel “Beati” ripetuto per ben nove volte volesse indicarci qualcosa in più?
Dobbiamo ammettere che le Beatitudini propongono uno stile di vita asciutto. Tratteggiano il volto di chi sa mettersi da parte a favore di altri, del bene comune, della giustizia; di chi è talmente vuoto di sé da diventare trasparenza del Bene. Questo però dice rinuncia, sacrificio, lotta, a volte divari anche incolmabili tra le logiche di un mondo che ci fa crescere nutrendoci di sospetto, sfiducia, ricerca di sicurezze e logiche di un Dio che ci nutre di dono, affidamento, abbandono in lui.
E allora come intravedere prospettive di felicità possibili già qui e ora?
Le beatitudini vengono introdotte da pochi versetti in cui leggiamo letteralmente: Gesù, avendo aperto la bocca, insegnava loro.
Ecco allora, in che modo diventa possibile una gioia già qui: restando bocca a bocca con Dio. Lui è disposto a nutrirci, ma non con virgole o etimologia, ci nutre di sé, parola fatta corpo, corpo fatto incontro, carne fatta dono. La gioia è possibile qui e ora se ciò di cui ci nutriamo è Dio, se è lui a riempire ogni cellula della nostra esistenza. Se è lui la motivazione delle nostre scelte, il perché di ogni nostra parola e gesto.
Santità non significa staccarci dalla terra, ma rendere la terra lo spazio dei figli di Dio, abitato da pace, giustizia, mitezza, condivisione, semplicità, luce. In una parola: felicità per tutti.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sarà gioia, sarà santità!

Signore Gesù,
insegna al nostro cuore
a puntare verso il cielo.
Fai sentire ai nostri desideri
il sapore dell’eternità.
Indica ai nostri pensieri le vie della vita
che Dio stesso ha tracciato.

E così sarà gioia già qui e ora.
Così sarà beatitudine in atto
anche nel nostro vivere.
E così sarà santità.

Signore, tutto ciò che viviamo ogni giorno
possa essere impastato di cielo,
perché scintille di cielo brillino
e illuminino la terra. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 5,1-12)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»

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– BUONA DOMENICA! XXXII Tempo Ordinario – ANNO A

«Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora» Mt 25,13

Oggi

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Vivere amando

Signore Gesù

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

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