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Questione di fiducia – BUONA DOMENICA! V Domenica di Pasqua – anno A

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Credere.
Signore, è il sospiro del mio cuore,
il più intimo tra i desideri.
Credere in te, Figlio amato.
Credere in te, Salvatore gentile.
Credere in te, Pastore premuroso.
Credere in te, Dio fatto carne.
Credere che la tua vita sia
la nostra via verso la pienezza di Dio.
Credere che la tua parola sia
la nostra via verso il cuore di Dio.
Credere che i tuoi gesti siano
la più preziosa scuola
per regalare vita al mondo.
Insegnami a credere, Signore.
Amen, alleluia.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 14,1-12 )

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

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La Pasqua, una chiamata – BUONA DOMENICA! II Domenica di Pasqua – anno A

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore Gesù, abbiamo voglia di te,
abbiamo bisogno di toccare te,
di sentire ancora la tua vita
scorrerci dentro.
Siamo stanchi di una fede
fatta di parole vuote, di pie intenzioni,
di verità troppo astratte,
di un amore troppo raccontato
e quasi mai sperimentato.
Siamo stanchi di un Vangelo urlato,
ostentato, impugnato.
La tua vita ci attraversi,
il tuo Spirito ci tocchi in profondità,
la tua risurrezione ci renda nuovi,
la fede in te ci renda veri.
Amen, Signore, alleluia.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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È Pasqua, sei con noi! – BUONA DOMENICA! Domenica di Pasqua

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sei risorto, Signore, e sei con noi.
I nostri occhi vedono segni fragili,
a tratti impalpabili,
vedono assenze, e spesso silenzi,
ma non sempre riescono
a riconoscerti vivo.
Il nostro cuore scruta il vuoto di un sepolcro
e non sempre riesce a credere
che lì ci siano i germogli
di una vita potente.
Aprici a te, Signore risorto,
e alla bellezza della tua vita,
alla potente fragilità della risurrezione.
Amen, Alleluia.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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Noi ti benediciamo, Padre, per papa Francesco

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Voglio cantare Alleluia! – BUONA DOMENICA! Domenica di Pasqua

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Tu risorgi, Signore nostro Dio, e in noi esplode la vita.
Tu risorgi, Speranza dei popoli, e tra noi diventa possibile la fraternità.
Tu risorgi, Luce del mondo, e per l’umanità sorge un nuovo giorno.
A te cantiamo il nostro Alleluia,
perché abbiamo visto che l’impossibile è possibile.
A te cantiamo la nostra gioia,
perché abbiamo toccato con mano
che la morte non ha mai l’ultima parola.
A te cantiamo il nostro grazie,
perché con la tua morte e risurrezione
ci hai riagganciati a Dio.

Alleluia, Signore nostro Dio, alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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2. Musica & Liturgia: idee e suggerimenti per cantare la fede

Iniziamo con un piccolo gioco. Immaginate per un momento (e mi scuso in anticipo per l’improbabilità della cosa) di non ricordare più in quale periodo liturgico dell’anno siamo, è domenica e partecipiamo alla Messa. Il coretto parrocchiale all’inizio della celebrazione intona questo canto:

***
Viene il Signore e non tarderà
, dobbiamo rinnovare l’attesa, annunciare con gioia e nuovo vigore il Vangelo, la Parola di Dio nascerà in mezzo a noi… in quale tempo liturgico ci troviamo? Ovviamente l’Avvento!

Avvento
La Chiesa pellegrina sulla terra continua il suo cammino verso il Regno tornando a celebrare in maniera nuova anche se apparentemente uguale – circolarità del tempo liturgico abbinata alla linearità del tempo dell’uomo e del mondo – il nuovo anno liturgico, e lo fa con un tempo che ha una doppia caratteristica: preparazione alla solennità del Natale e contemporaneamente attesa della seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi. Questo vuol dire che il tempo di Avvento corona d'avventoè molto più profondo e impegnativo della semplice “attesa di Gesù bambino”. Una comunità che perde di vista l’orizzonte escatologico di questo tempo “ricorda” ma non fa “memoriale” del Signore che è venuto, che è presente e che ritornerà. Solo vivendo pienamente le due caratteristiche si capisce il cammino di purificazione a cui ci invita la liturgia che in questo periodo, come in Quaresima, tinge di viola i paramenti e ci priva del Gloria. Una purificazione che ovviamente non è la mortificazione quaresimale ma è l’atteggiamento di coloro che accogliendo l’invito del Battista si impegnano a preparare la via al Signore raddrizzando i sentieri in loro stessi e nel mondo.
La scelta dei canti in questo periodo deve quindi esprimere questo colore di attesa, purificazione e missionarietà: i testi devono essere scelti con cura e i canti devono segnare un certo distacco rispetto al quotidiano. Importantissimo diventa il canto d’ingresso che “colora” tutta la celebrazione e anche il canto di comunione e/o ringraziamento che può portare a far riflettere sul legame profondo tra Eucaristia ed eschaton, fra il già e il non ancora su cui gioca tutta la liturgia di Avvento.    Continua a leggere 2. Musica & Liturgia: idee e suggerimenti per cantare la fede