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Luce per occhi e cuore – Buona domenica! – IV domenica di Quaresima – Anno A

«Ero cieco e ora ci vedo». Gv 9,25 

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Acqua che disseta – Buona domenica! – III Quaresima – Anno A

«Signore dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete». Gv 4,11

Che acqua beviamo? Di cosa ci dissetiamo? A quale fonte andiamo ad attingere? Credo che, di fronte al Vangelo della III domenica di Quaresima, queste domande siano obbligate.
Ci sono dei momenti della vita in cui ci accorgiamo di non stringere nulla tra le mani, ci sembra di aver sprecato occasioni, perso del tempo, costruito castelli di sabbia. Cosa fare?
Forse in quei momenti dobbiamo con coraggio ritornare alle fonti da cui attingiamo per scoprire quale tipo di acqua beviamo. Forse anche noi, come la Samaritana, continuiamo ogni giorno a raggiungere pozzi la cui acqua non disseta fino in fondo. Spesso anche noi, nelle ore più calde della nostra vita, quando avremmo maggiormente bisogno di sicurezze, di certezze vere, di amore andiamo lì dove vanno tutti, e facciamo come fanno tutti. Ma questo non basta! Non disseta! Non libera il cuore. E qui non bisogna pensare solo a cose sbagliate e non buone. Spesso anche il nostro modo di frequentare la Chiesa, di vivere la fede, di chiedere a Dio qualcosa può non essere acqua che disseta, perché segnata più dai nostri bisogni personali che da una relazione autentica con lui.
In quei momenti, però, vicino a quei pozzi troviamo il Signore: lui ci aspetta, è pronto e disposto a dissetare la nostra sete, a liberare la verità di noi stessi, a riempirci di vita. Non ha nulla tra le mani, ma ciò che ci offre è la sua stessa vita. È lui l’acqua viva che disseta; è lui l’amore vero che colma ogni vuoto; è lui la verità che rende liberi. A noi non sta che fermarci e chiedere: «Signore, dammi da bere!».

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Dammi da bere

Dammi da bere, Signore Gesù,
perché io non abbia più sete!
Dammi il tuo amore, perché non elemosini amore.
Dammi la tua vita, perché io impari a donare la mia.
Dammi la tua libertà, perché io possa liberare la vita dei fratelli.

Dammi te stesso, perché ogni giorno
io possa bere alla tua sorgente,
dove acqua sempre fresca e zampillante
sgorga per tutti, e tutti disseta.
Amen.

PREGHIERE DEI FEDELI PER BAMBINI

Queste preghiere possono essere pregate dai bambini durante la celebrazione eucaristica domenicale, ma anche in un momento dell’incontro di catechesi dopo averli introdotti al vangelo della domenica.
Leggi il testo e scarica il pdf >>> Preghiere dei fedeli per la III di quaresima – A

GUIDA O CELEBRANTE: La donna Samaritana, ogni giorno, va al pozzo per prendere acqua. Proprio lì la aspetta Gesù. L’acqua è importante come l’amore: fa vivere. E oggi Gesù aspetta anche noi. Dove? In tutti quei posti in cui noi andiamo per trovare amore. Preghiamo insieme e diciamo: Signore Gesù, donaci il tuo amore: acqua vera che disseta.

LETTORE: Signore Gesù, oggi ti preghiamo per papa Francesco. Lui è come te, aspetta sempre tutti, anche quando sbagliano, come tu hai aspettato la Samaritana al pozzo. Così, grazie a lui, noi possiamo scoprire quanto grande sia il tuo amore. Ma spesso alcuni non lo capiscono e lo giudicano, come hanno fatto i discepoli con Gesù. Tu aiutalo! Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per tutte le persone che, come la Samaritana, hanno sete di amore, di libertà, di giustizia, ma cercano lontano da te l’acqua per dissetarsi. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per tutti coloro che, come la Samaritana, ti hanno incontrato, hanno creduto alle tue parole e le hanno annunciate a tutti, diventando messaggeri di amore per la vita di tanta gente. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per le nostre famiglie e per le nostre parrocchie. Spesso facciamo come gli apostoli: giudichiamo gli altri senza conoscerli. Ma tu insegnaci a donare sempre a tutti il tuo Vangelo, come acqua che porta amore e liberazione. Noi ti preghiamo. Rit.

TUTTI I BAMBINI INSIEME:
Signore Gesù, grazie! Perché tu ci aspetti sempre, e non solo in chiesa, ma ovunque!
Tu ci sei in qualsiasi cosa facciamo, ovunque andiamo: anche se non riusciamo a vederti, tu ti siedi, ci aspetti e ci sorridi. Sei pronto a prenderci per mano e a insegnarci ad amare gli altri, come tu hai amato. Gesù, grazie, siamo contenti di sapere che tu, per noi, ci sarai sempre. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 4,5-42)

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere! Tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

La PREGHIERA  in un formato da scaricare e condividere sui social e la fotocopertina per facebook, google plus e twitter.

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L’amato da Dio– Buona domenica! – II Quaresima – Anno A

  «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Mt 17,5

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Ascoltate e vivrete – Buona domenica! – II domenica di Quaresima – anno B

«Questo è il Figlio mio... ascoltatelo!» (Mc 9,7)

«Questi è il figlio mio, l’amato». Avevamo già ascoltato queste parole, l’evangelista le aveva già raccontate. Era già accaduto nel giorno del battesimo al Giordano, ma quelle parole, in quel momento, erano riservate a lui, solo a lui, a Gesù di Nazaret, quasi fossero una pacca sulle spalle data da un padre al figlio.
Questa vtrasfigurazione luminosaolta però le cose stanno diversamente. Sono parole rivolte ai discepoli, sono un invito ad ascoltare e seguire. Risuonano come una consegna, quella che un padre fa del proprio figlio amato.
È come se ci dicesse: «È lui! Lo avete atteso, lo avete invocato e ora è qui per voi, perché lo seguiate e impariate da lui!».
Mosè ed Elia svettano accanto al Figlio e fanno riecheggiare nella memoria il grido dei tanti figli che in ogni tempo hanno invocato l’aiuto di Dio, la sua liberazione, il suo perdono. Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti ci sono per ricordare le volte in cui Dio ha ascoltato, come padre buono, le preghiere del suo popolo, per non dimenticare le infinite volte in cui Lui ha sollevato alla sua guancia Israele, come un figlioletto amato, per ricondurlo a sé, per difenderlo dal male, per non abbandonarlo in balia di se stesso.
La storia ha conosciuto, fin dai tempi antichi, il racconto di un Dio che si è avvicinato al suo popolo e lo ha salvato. lezionarioMa oggi nel Figlio amato, ognuno di noi può conoscere il volto di Dio, la sua voce, il suo essere tra noi, per noi, per amore.    Continua a leggere Ascoltate e vivrete – Buona domenica! – II domenica di Quaresima – anno B

Buona domenica! – II di Quaresima – Anno A

tramonto romano cvIl tuo volto io cerco, Signore.

Antifona d’inizio (Sal 26,9)
II DOMENICA di QUARESIMA – Anno A

Di quanta bellezza abbiamo bisogno per sopravvivere a questa fine di civiltà? Di quanta bellezza per lottare contro la tentazione della disperazione, della rassegnazione, al prevalere del timore? Di quanta bellezza per credere ancora che l’uomo sia il capolavoro immaginato da Dio?
Seguendo Gesù nel deserto, in questo cammino di Quaresima, vogliamo risorgere nell’anima. Per farlo siamo chiamati a lottare e superare le tentazioni che continuamente ci mettono alla prova. La tentazione di vivere solo di pane, tutti concentrati alla sopravvivenza e orientati alla bramosia; la tentazione di cercare Dio nei miracoli e nei segni eclatanti; la tentazione di usare gli altri. Come Gesù, brandendo come arma la Parola di Dio, ci consegniamo al Padre per capire che uomini e donne diventare. Come nuovi Adamo ed Eva, vogliamo configurarci a Cristo, prendere lui come modello. Per farlo dobbiamo avere il coraggio di lasciare la pianura della mediocrità e salire sul Tabor.

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Gesù sale sul Tabor per pregare, insieme ad alcuni fra i suoi discepoli. E lì, per la prima volta, lo vedono in maniera diversa. Vedono oltre le apparenze. Vedono nel Maestro lo splendore del Padre. Ne hanno bisogno, nel loro percorso di vita interiore, per capire con chi hanno veramente a che fare. Ne hanno bisogno per ascoltare ciò che ha da dire. Ne hanno bisogno per capire che Gesù e il Padre hanno un rapporto unico, speciale, straordinario. Ne hanno bisogno, anche se ancora non lo sanno, per salire su altro promontorio, fuori dalla città, il Golgota. La nostra vita di fede è faticosa e claudicante finché non sale sul Tabor. Continua a leggere Buona domenica! – II di Quaresima – Anno A

Accompagnati nel dono di Dio – preparandoci a domenica 16 marzo 2014

Accompagnati nel dono di Dio


Dal Vangelo della II Domenica di Quaresima, piccoli suggerimenti per mantenere il ritmo per scoprire la concretezza di Dio e della sua tenerezza nella nostra vita.

trasfigurazione

Frammenti dal brano biblico di riferimento Mt 17, 1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». 

 

ACCOMPAGNATI NEL DONO

La Quaresima è ormai entrata nel vivo e l’esperienza della trasfigurazione vissuta da Gesù e Pietro, Giacomo e Giovanni, ci prende per mano e ci accompagna nel cuore della nostra fede. Forse qualcuno di voi mi dirà che la trasfigurazione è stata vissuta solo da Gesù… e in parte è vero! Ma vi chiedo: quando accade qualcosa di straordinario davanti a voi, non vi sentite coinvolti in prima persona? Gesù, salendo sul quel monte alto, prese con sè tre persone. Tre e non uno di più. E quei tre videro, si stupirono, ebbero paura, vissero un’esperienza unica e forse inaspettata.

rinnovamentoE… perché no… forse è lecito anche chiedersi quanto quell’esperienza li abbia trasfigurati, ma non per un attimo… per la vita. E forse è lecito, di fronte a questo vangelo chiedere anche a noi stessi quanto le esperienze di Dio, del suo amore, del suo perdono, della sua delicatezza riescano a trasfigurarci, e renderci splendenti, nuovi, diversi rispetto a prima… Ma lasciamo in stand-by tutto questo e continuiamo a lasciarci accompagnare dal maestro di Nazareth e dalla sua trasfigurazione nel cuore, nella novità, nella bellezza della nostra fede.

Ci sono alcuni punti, che di fronte a questa pagina evangelica, si illuminano di fronte a noi come luci segnaletiche:

  • Gesù è il Figlio di Dio amato, anzi, l’amato! Gesù… quel maestro di Nazareth, il figlio di Giuseppe, colui che aveva carne e sangue come tutti, fame e sete come tutti, era IL figlio di Dio… non l’amico, non il servo, ma il figlio… Figlio di quel Padre di cui ci ha fatto vedere l’immenso e assurdo amore. Lui poteva farlo. Perchè lui è l’amato.
  • Gesù porta con sè i discepoli. E questa annotazione non ci sembri nè banale, nè scontata. Il più delle volte non lo fa. Sul monte ci va da solo; la sua relazione con il Padre se la vive in solitudine, nella notte, su un monte, lontano dal fragore delle folle e degli stessi discepoli. Ma questa volta no! Perchè in atto c’è la rivelazione: il Padre sta dicendo, senza mezzi termini, come stanno le cose, cosa sta accadendo, quale straordinaria novità sta investendo la storia.
  • Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti, e ancora, la liberazione dalla schiavitù e l’esperienza dell’esilio. Mosè ed Elia: i testimoni del peccato di Israele e della fedeltà di Dio. Mosè ed Elia per ricordarci che quello che vediamo in Gesù non è una favola. In lui c’è la chiara comunicazione che, ancora una volta Dio non dimentica l’uomo, ancora una volta al peccato e all’allontanarsi dell’uomo, Dio reagisce come un padre verso un figlio: si ricorda di lui e lo raggiunge, per sussurrargli nel cuore che lo ama.
  • La voce parla e questa volta i discepoli sono presenti e la sentono: “Ascoltatelo!”. La chiamata è chiara e irrevocabile: è chiamata all’ascolto. Già… all’ascolto, perché è inutile prenderci in giro: quando una persona per noi conta, la ascoltiamo; quando amiamo qualcuno gli dedichiamo del tempo; quando ci fidiamo, gli diamo credito, senza troppe storie.
  • Non il timore ci deve guidare in Dio ma la fiducia: lui ci tocca. Gesù tocca i discepoli. Dio ci tocca attraverso Gesù e il messaggio è chiaro, forte, audace soprattutto in tempi come questi: “Alzatevi, non temete!” Perchè? Perché se Mosè ed Elia spariscono, come tutti i segni di cui ogni giorno abbiamo bisogno, luiTrasfigurazione - Cristo resta!
  • I discepoli videro solo Gesù. E anche su questo fronte, la chiarezza spicca: solo Gesù, perché solo di lui abbiamo bisogno, perché in lui c’è una straordinaria novità di vita, perchè solo in lui abbiamo visto la potenza dell’amore, solo in lui il dolore è diventato salvezza e la sofferenza un abbraccio. Lui, solo lui, anche oggi resta… quando aperti gli occhi, spesso non vediamo più niente e nessuno! Lui, c’è!

E con lui c’è il Padre. Con lui c’è la fedeltà di un Dio che ama. Ed è questo che mi atterra e mi disturba. Quando meriterei un sonoro ceffone, che mi faccia aprire gli occhi sullo schifo di cui sono capace, tu mi guardi e io mi sento creatura unica, straordinariamente unica, infinitamente unica… per te, Padre-Dio. Così, ogni volta, abbatti le mie durezze e riesci a crepare il muro di sicurezza. Così ogni volta, sconvolgi la mia vita convincendomi ad amare, ancora una volta… ancora di più, come te.

L’ESERCIZIO DA VIVERE

Spesso facciamo notare a Dio le sue assenze, ma siccome siamo nel mese in cui ci dobbiamo allenare a scoprire la sua tenerezza allora, questa volta ci è chiesto di ricordare! RICORDARE tutte le volte in cui il Signore ci ha toccato, ci ha raggiunto, attraverso amici, parenti, coincidenze, apparenti casualità, frasi, libri. Tutte le volte in cui abbiamo sentito una nostra richiesta accolta da lui e in qualche modo realizzata, tutte le volte in cui lui ha risposto.

Chi tra voi è catechista o genitore, provi a fare questo esercizio con i propri ragazzi. Il comandamento del ricordo, nella bibbia, va di pari passo con quello dell’ascolto. Ricordare ciò che il Signore ha fatto per noi, riuscire a capire quei suoi silenziosi passaggi e ricordarli è il primo segno di gratitudine, ma è ciò che ci aiuta a tenere viva la nostra relazione con lui.
Nella nostra frenesia… ci sarà almeno una volta in cui abbiamo sentito Dio presente nella vita?

Proviamo a chiedercelo e aiutiamo i ragazzi a scoprirlo. E sarebbe molto bello che poi voi, personalmente o insieme ai ragazzi, comunicaste il vostro ricordo commentando questo post… Noi poi lo inseriremmo sulla nostra pagina Giovani & Vangelo come testimonianza di un passaggio reale di Dio, anche in questo oggi! 

Vi aspettiamo!!!!

E per non dimenticare…
ricordiamo a tutti la preghiera proposta
per questa tappa, così da sentirci uniti nel Signore. 

Una PREGHIERA per ritmare l’allenamento

Ogni giorno, ti suggerisco di trovare qualche minuto per rimetterti alla presenza del Signore:

Teneramente amati

Tenerezza e libertà: questo si incontra
quando si sperimenta il tuo amore, Dio dell’universo.
Tenerezza e instancabile determinazione:
questo porta con sé il tuo perdono.Teneramente amati

E io, Padre – Dio, tentenno e combatto,
impedendo, spesso, al tuo amore di raggiungermi.
Nel peccato, ho sentito le tue braccia risollevarmi,
nel dubbio, ho sentito la tua voce farsi luce,
nell’errore, ho sentito la tua mano accompagnarmi
e nella gioia, ho visto i tuoi occhi sorridere.
Quanto è umano, nella sua fisicità, il tuo amore
e quanto è divino, nella sua instancabile fedeltà.

Eppure spesso non lo sento e mi accontento.
Prendo a schiaffi la vita perché vorrei di più,
ma poi la tua tenerezza mi spaventa e mi allontana:
perché gratuita, perché totale, perché per sempre.

Convincimi, Padre, in nome dell’amore,
abbraccia la mia paura, accarezza le mie ferite
e insegnami a fidarmi del tuo amore.
Amen

 

Ti aspettiamo ogni lunedì ONLINE per dare ritmo al nostro allenamento e far diventare vita la liturgia domenicale! 

>>> *Scarica la TRACCIA COMPLETA: La tenerezza di Dio – scheda
>>>
   Scarica la PREGHIERA IN FORMATO CONDIVISIBILE O STAMPABILE: Teneramente amati

Il nostro obiettivo finale è

…imparare a pensare e scegliere alla luce del Vangelo. Vietato dimenticarlo!

Appuntamenti prossimi…

  • lunedì 17 Marzo con il POSTER che ci aiuterà ad accogliere il  Vangelo della samaritanacome acqua luminosa 😉
  • lunedì 24 Marzo con una nuova ATTIVITA’  da vivere nella veglia promossa da Papa Francesco
  • lunedì 31 Marzo la quinta Tappa! 

Appuntamenti precedenti…


TI ASPETTIAMO ONLINE ogni LUNEDì con riflessioni, approfondimenti, suggerimenti… per DARE RITMO AL NOSTRO ALLENAMENTO!

Se desideri vivere momenti di preghiera personali o da condividere in parrocchia ti consigliamo i libri:

  • Non temere! Io sono con te – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline
  • Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Buona domenica! – II di Quaresima – Anno C

paesaggio cv… Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”.
Il tuo volto io cerco, o Signore …

Antifona d’ingresso (Sal 27,8-9)
II DOMENICA di QUARESIMA – Anno C

La mia è una domenica passata in casa: in famiglia siamo reduci da diversi malanni e il vento è ancora troppo freddo per rischiare. Settimana di quaresima, di sconfortanti elezioni politiche, di crisi che ancora morsica. Quaresima incredibile, con sede vacante, in preghiera per l’elezione di un nuovo Papa che continui l’opera energica e discreta di Benedetto che invita tutti a conversione. E la vive.
Il sole entra e illumina il soggiorno. Leggo e rileggo il testo mille volte meditato. Vedo qualcosa mai notato. Stupenda Parola che mi stupisce…
Siamo entrati nel deserto per uscirne più veri, più autentici, per superare la tentazione dello sconforto e del menefreghismo, così diffusi in questi fragili tempi. La tentazione, la cui parola significa “passare attraverso”, è la dimensione abituale in cui viviamo e ci colpisce proprio perché credenti e pieni di Spirito Santo. sul monte cvParadossalmente, è buon segno essere tentati, significa che siamo nella logica della conversioneL’obiettivo della quaresima non è quello di lucidare la nostra bella immagine spirituale, ma di salire sul Tabor. Abbiamo bisogno di vedere la bellezza di Dio per vivere. Altrimenti sopravviviamo.

SUL TABOR
È bellissimo il fatto che la Chiesa, dopo averci invitato alla conversione, all’essenzialità, ci indichi il Tabor, il luogo in cui i discepoli, per la prima volta, vedono oltre l’apparenza, scoprono la bellezza di Dio. La liturgia, provocatoriamente, pone la trasfigurazione all’inizio del cammino penitenziale, per indicarci il luogo da raggiungere. Se pongo dei gesti di conversione e di solidarietà, di rinuncia e di digiuno, di preghiera e di essenzialità è solo per poter essere libero interiormente e, così, vedere la gloria del Maestro. Siete già saliti sul Tabor nella vostra esperienza di fede? Dio ci dona – a volte – di assistere alla sua gloria. Raptim, diceva il grande Agostino. Fugacemente.
altalene al tramonto cvUn momento di preghiera che ci ha coinvolto, una messa in cui siamo stati toccati dentro, una giornata in quota in mezzo alla neve con la bellezza della natura che diventa sinfonia e ci mozza il fiato. Attimo, barlumi, in cui sentiamo l’immenso che ci abita. E il sentimento diventa ambiguo: talmente grande da averne paura, talmente infinito da sentircene schiacciati, talmente immenso da restarne travolti. È la paura che prende Pietro e compagni, è il terrore che abita Abramo prima di incontrare il suo Dio. Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestà ci motiva e ci spinge. Pietro lo sa: “È bello per noi restare qui”. Finché non giungeremo a credere grazie alla bellezza che ci avvolge, ci mancherà sempre un tassello della fede cristiana. Sapete perché sono cristiano, amici? Perché non ho trovato nulla di più bello di Cristo.

BELLEZZA
Dovremo forse ricuperare questo aspetto nella nostra vita cristiana, ripartire dalla bellezza. Le nostre periferie sono orrende, orrende le città, orribili le finte-vacanze che ci vengono proposte in mezzo a finti paesaggi immacolati. murales cvOrribile il linguaggio e le persone che ci raggiungono dal mondo della politica e dello spettacolo. Orribile la vita caotica e tesa che siamo costretti a vivere, sempre spronati alla concorrenza, alla lotta, alla sfida. Orribile il dolore che nasce quando l’amore esplode, quando il dolore che ci creiamo e alimentiamo, ci travolge. Abbiamo urgente bisogno di bellezza, della bellezza di Dio che è verità e bene e bontà.

LUCA
Luca coglie delle sfumature ignorate dagli altri. Ci dice che Gesù è in preghiera, mentre si trasfigura, come ad indicare che solo in un profondo cammino di interiorità possiamo scoprire la bellezza di appartenere a Dio. Ci parla del suo volto trasformato, che cambia d’aspetto: come quando si è innamorati, come quando si è felici, come quando torniamo da un’esperienza di fede straordinaria. Si vede, se abbiamo incontrato la bellezza di Dio, non abbiamo bisogno di parlarne troppo a lungo.
Gesù parla con Elia e Mosè, i profeti e la Legge, per dare pienezza alla sua rivelazione. Ma solo Luca ci dice che parla del suo esodo, della sua dipartita. Sono passati otto giorni dall’annuncio che Gesù ha fatto ai suoi discepoli riguardo alla brutta piega che stanno prendendo gli eventi e di una sua possibile morte all’orizzonte.pianto di gioia cv Oggi veniamo a sapere da Luca che proprio qui, nella gloria, Gesù riceve conferma di ciò e una chiave di lettura del dolore che sta per affrontare. Quando siamo sul Tabor capiamo che la vita reale è fatta anche di croci. Solo nella bellezza possiamo affrontare il dolore.
Sono oppressi dal sonno, i discepoli, qui come sarà poi nel Getsemani. Per vedere la bellezza di Dio dobbiamo duramente lottare, combattere, restare svegli. Oggi restare cristiani richiede uno sforzo immane, sovrumano, che solo lo Spirito ci permette di realizzare. Evitiamo di costruire delle tende per “bloccare” il Signore nel momento della gloria. Se abbiamo la gioia di vedere la bellezza di Dio è per portarla con noi nella città. Ha ragione Pietro, è bello per noi restare con Cristo. Facciamone memoria, nel deserto che stiamo vivendo.

(PAOLO CURTAZ)

Cammino di riconciliazione – Carlo Maria Martini

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