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Opere e parole – Buona domenica! – XXXI domenica del Tempo Ordinario – Anno A

«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». (Mt 23,12) 

Che cosa fa la differenza nella nostra fede?
Che cosa ci rende credibili in ciò che annunciamo?
La nostra fede è fatta di parole, e questo è un gran valore. Ed è proprio dall’annuncio della Parola infatti che, attraverso le parole, la fede viene generata e accompagnata nel suo crescere. Eppure Gesù alle parole unisce i gesti, puntuali e fecondi. Parole e gesti sono uniti in un inscindibile legame: gli uni inverano e rafforzano le altre, e viceversa. Parole e gesti ci rendono testimoni autentici e credibili, annunciatori fecondi ed efficaci della fede, comunicatori significativi e appassionati di un rapporto con Dio che può davvero toccare e cambiare la vita. Ma perché tutto questo sia vero non bastano le buone intenzioni. Non basta neppure essere convinti di riuscire a farlo. Anzi, proprio questo atteggiamento sarebbe il più rischioso: ci renderebbe molto simili a quegli scribi e farisei sedutisi «sulla cattedra di Mosè» contro i quali Gesù si schiera.
Umiltà e servizio dovrebbero essere gli atteggiamenti a cui aspiriamo, verso i quali tendiamo e che vorremmo diventassero in noi naturali come il respiro. Ma chi tra noi fosse convinto in cuor suo di esserlo, forse dovrebbe fare un passo indietro. Dovremmo essere sinceri, e dirci con verità che tra noi discepoli di Gesù questi valori non sono molto presenti. Le rivalità che indeboliscono i carismi, le comunità religiose e parrocchiali hanno il retrogusto dell’arrivismo, della competizione, dei primi posti. Le invidie che si respirano e che sono causa di impoverimento, anche vocazionale, non si nutrono, né nutrono, fraternità, condivisione, stima reciproca.
È come se ognuno di noi si impegnasse ad allungare frange e allargare filatteri; a porre pesi e fardelli sulle altrui coscienze. Ma questa non è la via del Vangelo. Uno solo è il Maestro. Riusciremo a imparare da lui? Non a parole però, ma nei fatti e in verità?

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Chi è il più grande?

Umiltà e servizio:
vorrei che questo si respirasse
dalle mie parole e dai miei gesti.
Vorrei divenire capace di seminarle lì dove vivo,
nel silenzio e nella discrezione,
nel coraggio e nella fatica.
Spesso qualcosa di me, Signore, dice il contrario.
Spesso le mie parole dividono, bloccano,
rendono difficile la fraternità.
Maestro, insegnami a vivere di umiltà,
a servire con umiltà, a credere nell’altro
e a stimarlo nell’umiltà.
Tu sii la guida. Tu sii la via. Amen.

PREGHIERE DEI FEDELI

Queste preghiere possono essere pregate dai bambini durante la celebrazione eucaristica domenicale, ma anche in un momento dell’incontro di catechesi dopo averli introdotti al vangelo della domenica.

Leggi il testo e scarica il pdf >>> Preghiere dei fedeli – XXXI domenica del TO

GUIDA-CELEBRANTE: Nessuno tra noi è migliore o più bravo di altri. Dio è il padre di tutti e noi siamo tutti fratelli. Questo è ciò che dovremmo ricordare ogni giorno e imparare a vivere. Chiediamo a Gesù che ci insegni a farlo. Diciamogli insieme: Gesù, insegnaci a vivere con umiltà.

Lettore: Signore Gesù, ti preghiamo per tutti i vescovi, per i sacerdoti, per ogni guida spirituale e per il Papa. Abbiamo bisogno di trovare in loro fratelli che come te ci accompagnino verso Dio e ci insegnino a vivere la sua volontà. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per tutti noi bambini e ragazzi. A volte siamo disobbedienti e non riusciamo proprio ad ascoltare i consigli delle persone più grandi. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per i nostri genitori, educatori, catechisti, insegnanti: il loro compito è difficile, ma tu aiutali a non scoraggiarsi e a continuare a insegnarci le vie dell’amore. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per tutti gli amici o compagni di scuola che abbiamo tratto male, credendo di essere noi i più forti e i migliori. Noi ti preghiamo. Rit.

Signore Gesù, ti preghiamo per tutti: insegnaci a tendere le mani per aiutare e a chiudere la bocca quando stiamo per giudicare. Noi ti preghiamo. Rit.

Tutti i bambini insieme:
Signore Gesù, tu ci hai detto: «Voi siete tutti fratelli». Forse tu volevi dirci di amarci come si amano i fratelli. Ma per noi è proprio difficile. Spesso con i nostri fratelli litighiamo. E con i nostri amici ci capita di non essere troppo generosi. A volte poi trattiamo male anche qualcuno che non conosciamo proprio bene. Tu, sicuramente non saresti d’accordo… e, in fondo, questo dispiace anche noi. Vieni nel nostro cuore e insegnaci ad amare tutti con umiltà, senza crederci i migliori. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mt 23,1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

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