Non abbiate paura degli uomini,
poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato
né di segreto che non sarà conosciuto.
(Mt 10,26)
«Non abbiate paura…» (Mt 10,26). È così che si apre il Vangelo della XII domenica del Tempo Ordinario.
«Non abbiate paura…»: è detto a chi seguiva Gesù di Nazaret, e stava imparando – con le sue parole e i suoi gesti – a dare alla propria vita un colore particolare; ed è detto a noi, oggi, discepole, discepoli di quello stesso maestro.
«Non abbiate paura…»: ci è detto, oggi come ieri, nella consapevolezza che ognuno di noi è chiamato a mettere i propri piedi sulle sue orme, è chiamato a diventare come lui, a scegliere come lui, ad avere i suoi stessi criteri. E quindi, se tanto mi dà tanto, se hanno accusato lui perché nulla dovrebbe accadere a noi?
Ma quel «Non abbiate paura…» è ripetuto per ben tre volte nel Vangelo, e diventa eco dell’esperienza di persecuzione di Geremia nella Prima lettura; diventa eco che penetra nella condizione umana, segnata dal peccato e dalla grazia, e di cui l’apostolo Paolo parla ai Romani nella seconda lettura.
«Non abbiate paura…» leggiamo nel Vangelo. Non abbiate paura degli uomini, di ciò che è nascosto, di quel male che penetra e ferisce, e corrode, servendosi del buio e del segreto, dell’insinuazione e della poca trasparenza.
«Non abbiate paura», ci dice il Vangelo, perché in Dio tutto è luce, e ogni cosa diventerà luce.
In Dio tutto è trasparenza, e chi si serve delle tenebre potrà essere smascherato dal cuore che ascolta la Voce vive della sua Parola; e quella Parola annuncia. Il primo invito di questa XII domenica allora è: ascoltare.
«Non abbiate paura…», dice ancora il Vangelo, di chi uccide il corpo, perché noi non siamo il nostro corpo. Non siamo ciò che si vede, non siamo ciò che gli altri dicono di noi. Siamo storia, siamo scelte, siamo esperienze, siamo coscienza. E poi siamo anche corpo, siamo ferite, siamo incontri. E di tutto questo dobbiamo prenderci cura, sottraendoci a ciò che giorno dopo giorno ci toglie vita, respiro, passione… fino a toglierci a noi stessi. Il secondo invito allora che risuona è: scegliere.
«Non abbiate paura…», dice il Vangelo per la terza volta.
Non abbiate paura di essere invisibili, di non valere, di essere insignificanti. A volte o spesso, il mondo ci fa sentire utili e interessanti solo perché necessari, solo se funzionanti, solo se veloci ed efficaci. E se questo apparentemente ci riempie (anche di impegni), di fatto ci svuota. È come se ci attraversasse una lancinante solitudine, un’irrefrenabile paura di essere nel cuore di nessuno.
E invece noi valiamo di più, infinitamente di più di quanto noi stessi immaginiamo, infinitamente di più di quanto gli altri ci facciano sentire. E la croce di Gesù, il suo dono totale, è la più grande conferma.
Noi per Dio valiamo all’ennesima potenza. Noi. Tutte e tutti noi. Per questo, come Geremia, possiamo cantare e lodare, perché ogni giorno, in ogni singolo istante, Dio ci risolleva dalla polvere, soffre con noi, si piega su di noi per risollevarci.
Ed è per questo che non dobbiamo temere, per questo possiamo sostituire alla paura la fiducia. Il terzo invito è allora: fidarsi.
Ascoltare,
scegliere,
fidarsi:
sono i passi che la XII domenica del Tempo Ordinario ci chiede di compiere.
Ho paura, Signore
Ho paura, Signore, ho paura
quando vedo attorno a me violenza,
superficialità, intolleranza.
Ho paura per la mia fede incerta
e per i miei molti dubbi.
Ho paura di me, della mia miopia
e del mio bisogno estremo di sicurezza.
Ho paura di un mondo in guerra,
che continua a disprezzare la vita e gli altri.
Ho paura di una società che non vuole
essere disturbata dai bambini.
Ho paura, Signore, ma so che tu sei con me.
Ho paura, Signore, ma so di essere
perla preziosa i tuoi occhi.
Ho paura, Signore, ma credo nel tuo amore,
che mi custodisce e mi risolleva.
Amen.
DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 10,26-33 )
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
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