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AccoglierTi – Buona domenica! – XXV TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». (Mc 9,35).

Camminano, lui e i suoi discepoli.
Il Maestro di Nazaret fa della strada il luogo di un annuncio nuovo, il tempo in cui raccontare un inatteso finale della storia. Già, perché di fronte a quell’uomo straordinario, che guarisce e sfama, tutti pensano al messia tanto atteso, a quel salvatore che finalmente libererà. E invece lui no, parla di un’altra storia e di un altro finale: quel Messia sarà consegnato, tradito, non accolto, ucciso. Ma poi risorgeràcome bambini_Lopez
Gesù lo afferma come se fosse una delle cose più scontate. Ma chi gli sta accanto non crede alle sue orecchie, non capisce… qualcosa stride.
Già… qualcosa di quelle sue parole stridono, contrastano… con cosa?
Con la realtà dei fatti: le folle gli vanno dietro, tutti lo acclamano, la gente ha bisogno di lui. Chi avrebbe voluto vederlo morto? E poi, perché?
Qualcosa stride però anche con i sogni di gloria che coltiva, quasi involontariamente, chi vive notte e giorno accanto a un potente. Frequentando un salvatore, alla fine pensi di esserlo anche tu. Stando con uno che è sempre al centro della scena, inizi a pensare che per forza di cose anche tu ci starai sempre.
Eppure, nonostante quelle parole siano dure e difficili da mandar giù, in realtà accoglierle è ciò che serve, ciò che cambia la vita, ciò che ci rende davvero nuovi, persone nuove capaci di liberare.
Cosa fare allora quando i nostri pensieri vanno oltre e all’opposto di Dio?
Fermarci e, senza alcuna paura, con fiducia e in modo disarmato, accogliere: accogliere i suoi pensieri, le sue proposte, il suo Vangelo… anche quando stride con ciò che vorremmo.
È lì, in quella sua salvezza, in quel suo amore che si nasconde la vita vera.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Accoglierti, Signore

Parole di vita, parole che fanno vivere:
questo è il tuo Vangelo, Signore.
Parole scomode e lontane
dalle nostre più geniali soluzioni,
che preferiremmo tu non dicessi.
Eppure lì, in quel tuo Vangelo fatto
di gesti rivoluzionari e di parole inaudite
si nasconde la vita, quella vera, quella che fa vivere tutti.
Portaci fuori da noi stessi e dai nostri orizzonti miopi.
Insegnaci ad accogliere te,
con la stessa gioia e libertà e premura
con cui si accoglie un bambino. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 9,30-37)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. bambini al primo posto_fano
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

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Un effetto sorpresa – Buona domenica! – XXIV TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.» (Mc 8,34).

La scena sembrerebbe una delle più comuni: il Maestro di Nazaret e i discepoli si evangelizzatori2 cvmuovono per i villaggi, molti corrono per ascoltare e vedere segni miracolosi, in tantissimi, come di consueto, chiacchierano. Ognuno ha la sua idea su questo straordinario Gesù, uomo carismatico e molto fuori dalle righe. Una di quelle persone che, suo malgrado, fa parlare di sé…
Chi lo frequenta sporadicamente lo confonde: Elia, uno dei profeti, un taumaturgo…
Ma chi gli sta accanto riceve la grazia di conoscerlo sul serio: «È il Cristo, non c’è dubbio! È l’atteso».
Fin qui tutto normale. E direi che è ciò che accade anche a noi. Frequentandolo, prima o dopo riusciamo a capire chi sia davvero, riusciamo a credere anche a ciò che gli altri ci annunciano, riusciamo a entrare in relazione con lui.
Ma a un certo punto accade qualcosa: lui inizia a parlare, incomincia a dire la sua. E allora… sbang! Effetto sorpresa: le sue idee iniziano a non collimare con le nostre, le sue via iniziano a non coincidere con ciò che ci saremmo aspettato.
Per noi, per Pietro, per le folle, credere è: certezza, sicurezza, orientamento certo, realizzazione di preghiere e speranze.
Per Gesù, credere è: affidarsi, donarsi, offrire se stessi perché altri abbiano la vita… altri, non noi, non io!orme2
Quando la croce e le logiche di misericordia e di perdono di Gesù prendono il sopravvento su una religiosità tranquillizzante, per molti le cose si raffreddano. Il rischio di perdere diventa alto. Il pericolo di diventare invisibili, non gratificati, non stimati incombe.
Si tratta di scegliere. La proposta è chiara: essere discepoli di Gesù di Nazaret è mettere i nostri piedi sulle suo orme… e le sue orme sono quelle di un uomo che ha preso su di sé la nostra croce, il nostro peccato. Lo seguiamo?

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Seguirti!

La tua croce, le tue orme, le tue parole cariche di gesti:
è da queste poche cose che possiamo e dobbiamo
imparare chi essere, come vivere, cosa scegliere.

La tua croce e le tue orme…
seguendole possiamo imparare a esserti discepoli.
Le tue parole e i tuoi gesti…
vivendoli possiamo imparare ad amare come te.

Null’altro è la nostra fede.
Insegnaci a scegliere la tua croce
e a vivere le tue scelte. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 8,27-35)

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».croce_fno
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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Toccaci, aprici! – Buona domenica! – XXIII TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (Mc 7,37).

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Cosa conta di più? – Buona domenica! – XXII TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» (mc 7,8). 

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Basta un poco… – Buona domenica! – XVII TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!» (Gv 6,15).

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Riposatevi! – Buona domenica! – XVI TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’» (Mc 6,31).

«Riposatevi! Venite con me in disparte». Lo diceva anche Gesù ai suoi… quasi come se dicesse: «Lo stress non aiuta neppure il Vangelo». Parole le sue che di questi tempi sembrano essere la ciliegina sulla torta. Le corse quotidiane tra mille impegni, il lavoro affannoso, la paura del tempo che scorre troppo velocemente rispetto alle scadenze sembrano disumanizzarci sempre più. Spesso disumanizzano anche chi annuncia il amici ascoltoVangelo: tutti presi dalle mille attività per annunciarlo siamo troppo impegnati per dedicare tempo a incontri che potrebbero renderlo vero. Paradossi… inaccettabili, ma con i quali facciamo ogni giorno i conti. Alla pari di genitori che lavorano tanto per far stare bene i propri figli, al punto da non riuscire a vederli crescere e a farli sentire amati.
E allora scatta il difficile gioco degli equilibri instabili: di chi cerca ogni giorno come essere veramente «un luogo di umanità», pur sbagliando, e di chi prende le distanze per non farsi travolgere.
Mano-e-cuore2Di chi si tuffa nel tutto, senza misura, rischiando il burnout, il cosiddetto esaurimento, e di chi sa sempre prendersi il proprio tempo «per evitare di essere risucchiato».
Dove sta il giusto? Quali sono gli eccessi? Quando fermarsi? Fino a che punto donarsi?
Mi vengono in mente due situazioni.
La prima. Una mamma che ha lavorato per tutta la giornata e che, tornando a casa ha preparato cena e aiutato i più piccoli a finire i compiti, che ha stirato le ultime cose rimaste a fine giornata, se nel cuore della notte è svegliata dalle urla doloranti di un figlio, scatta con cuore vigile. Non attende, non riposa, non recrimina.
La seconda. Gesù, vedendo le folle, si commuove e cambia programmi. Non c’è più tempo per riposare… forse lo si farà un’altra volta. Forse… Ma ogni istante è tempo opportuno per salvare.
Buon discernimento a noi!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Seguirti

Con tutte le forze,
senza risparmio:
così vorremmo seguirti.
Semplicemente imparando da te.
Semplicemente andando
tra la gente, per la gente.
Semplicemente ascoltando
il loro bisogno d’amore.
Semplicemente incontrando
le loro mani tese.
Senza cercare noi stessi.
Senza aspettare di essere pronti.
Senza mettere noi stessi
prima degli altri.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 6,30-34)

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

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Scelti, ma per cosa? – Buona domenica! – XV TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Né pane, né sacca, né denaro» (Mc 6,8). 

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