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TESTIMONI – BUONA DOMENICA! II del TEMPO ORDINARIO – ANNO A

«Ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio ». Gv 1,34

Mi viene in mente una domanda, una di quelle domande più volte sentite e che lasciano senza parole: «Come riuscire a credere? Come si può credere in Gesù? Come possiamo sapere che sia davvero esistito?». C’è un elemento da cui non possiamo prescindere. La fede in Gesù ha una sua caratteristica propria: è testimoniale. Non è questione di prove scientifiche, di DNA della Sindone, di prove storiche. Per quanto ci possano essere fonti da rintracciare, la nostra fede nel Figlio di Dio si fonda su testimonianze oculari. Di chi, cioè, ha visto e raccontato. E devono aver visto così da vicino e raccontato con tanta convinzione da essere stati talmente credibili da generare conversioni, capovolgimenti radicali, risurrezioni, guarigioni. Gli stessi Vangeli non sono altro che testimonianze di fede di intere comunità che hanno visto Gesù, creduto alle sue parole, aderito al suo messaggio, testimoniato il suo amore.
L’atteggiamento di Giovanni, descritto dal Vangelo di questa II domenica del Tempo Ordinario, è straordinario. Di Giovanni sappiamo alcune cose: è la voce, e Gesù è la Parola; è la lampada, e Gesù è la luce; è il testimone, e Gesù è la Rivelazione di Dio Padre; è colui che indica, e Gesù è la salvezza da incontrare. È come se la vita di Giovanni non avesse altro senso se non in funzione di Gesù di Nazaret. È come se ogni sua azione non avesse altro senso se non in vista dell’incontro con Gesù di Nazaret. È come se ogni sua parola non avesse altro perché se non rimandare a lui. Ed è anche grazie a lui che i primi hanno visto, hanno capito, hanno seguito.
E allora possa Giovanni insegnarci a essere voce della Parola, testimoni di Salvezza, annunciatori di Vita. Possa ognuno di noi, con coraggio e audacia, indicare lui, Gesù di Nazaret, come luce vera, ricchezza piena che riempie di senso a ogni vita.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Testimoni!

Rendici testimoni, Signore, come Giovanni,
che ha visto, ascoltato e testimoniato.
Rendici capaci di raccontare quelle meraviglie
che vediamo accadere sotto i nostri occhi,
anche se scomode e non allineate
con la mentalità corrente.
Rendici attenti a scoprire la tua luce, Signore,
che pur nelle notti dell’umanità brilla e rischiara.
Rendici testimoni di te,
della tua presenza, del tuo amore.
Tu sei colui che dona salvezza al mondo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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ASCOLTATELO! – BUONA DOMENICA! BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A

«Questi è il Figlio mio, l’amato». Mt 3,17

Gesù sembra sapere il fatto suo: vuole ricevere il battesimo che Giovanni sta predicando.
Riusciamo a immaginare la scena? Gesù, che fino a ieri abbiamo visto essere omaggiato da pastori e re d’Oriente, oggi è in coda con coloro che si ritengono peccatori. Lui, il Messia, colui che chiamerà Dio suo Padre, che insegnerà nelle sinagoghe, si dichiara pubblicamente peccatore, bisognoso di essere battezzato da Giovanni, di ricevere un battesimo di conversione.
La vogliamo usare la parola magica? Scandalo! Quello che Giovanni è costretto a vedere e a compiere ha dello scandaloso. Lui stava predicando la venuta di colui che avrebbe usato la scure contro il peccato, che avrebbe bruciato la paglia, che avrebbe suscitato figli di Abramo dalle pietre. E invece colui che avrebbe dovuto fare tutto questo, l’Atteso, il Messia, si mette in fila tra i peccatori come fosse un peccatore.
Scandaloso! Ecco fino a che punto arriva la concretezza dell’incarnazione. Il Dio fatto carne continua a rivoluzionare la vita di coloro che incontra: Maria, Giuseppe, i pastori, i Re Magi, Giovanni…
Il Salvatore è in coda tra i peccatori: riusciamo a immaginare la portata di questo gesto? Come stupirsi se poi ha mangiato con loro, se si è messo in gioco per loro, se si è lasciato condannare e uccidere per loro… per noi.
Dio e il peccatore non sono distanti come certe tradizioni ci vogliono far credere. Il peccato non ci allontana da Dio, non ci impedisce di raggiungerlo. L’incarnazione di Dio ci ricorda ogni giorno che Dio è dalla nostra parte: Gesù per noi si fa via per accompagnarci al Padre, al suo amore, al suo perdono. Lui ci viene consegnato come l’Amato per eccellenza, perché in Lui possiamo sentirci donne e uomini amate, amati. Non ci resta che ascoltarlo e credere alle sue parole! Buon cammino “ordinario”!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Ascoltatelo!

Signore Gesù,
Dio Padre ti offre a noi come l’Amato,
Colui nel quale possiamo incontrare il Dio dell’amore,
Colui nel quale possiamo toccare il Dio della vita,
Colui nel quale possiamo lasciarci raggiungere
dal Dio della compassione.
Possa il nostro cuore aprirsi alla tua Parola.
Possano i nostri pensieri
lasciarsi sconvolgere dalla tua novità.
Possa ogni parte di noi lasciarsi abitare da te,
Figlio Amato. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 3,13-17)

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

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Il popolo attendeva – Buona domenica! – Battesimo del Signore – Anno C

«Sei il Figlio mio, l’amato». (Lc 3,22).  

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Tra noi peccatori – Buona domenica! – Battesimo del Signore – anno C

«Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» Lc 3,16  

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Come te, tra la gente – Buona domenica! – Battesimo del Signore – anno B

Tu sei l’amato! (Mc 1,11)

battesimo

Quanto è scomodo il tuo Battesimo, Signore! Un salvatore trattato da peccatore, un liberatore da prigioniero.
L’evangelista è chiaro: sei andato da Giovanni, come tutti gli abitanti della regione. Loro però ci andavano per cambiare, per rimettere Dio al centro, per convertirsi dal loro stile di vita. Ma tu?     Continua a leggere Come te, tra la gente – Buona domenica! – Battesimo del Signore – anno B

Buona domenica! – Battesimo del Signore – Anno A

«Tu vieni da me?»

Dal Vangelo di Matteo (Mt 3,14)
  Festa del BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno A

Tu vieni da me?, si chiede stupito Giovanni il profeta. Tu vieni da me?, non si capacita il più grande tra gli uomini, non sa darsi pace. La sua vita è passata aspettando quel momento e, ora che è arrivato, non è come se lo aspettava. Come accade anche a noi: Dio non è mai come ce lo immaginiamo.
giulia cvHa passato la sua infanzia sapendo di essere il prescelto, gliel’ha raccontato la mamma Elisabetta e papà Zaccaria, il dubbioso, consapevoli di essere stati travolti dalla grazia e dall’iniziativa di Dio. Ha passato la sua giovinezza intera ad imparare, a meditare, a leggere, a scrutare, a riflettere. Sceso nel deserto di Giuda, ha imparato ad attendere il Messia disprezzando l’illegittima classe sacerdotale, Erode e il rinato Tempio. Un profeta eroso dal vento, secco e inquietante, rabbioso e passionale. È sceso nel deserto per farsi deserto.
Sono venuti da lontano, prima poche decine, poi un fiume di persone ad aspettarlo, in silenzio, sulle rive del Giordano. giovanni battista cvE quando compare, Giovanni è una furia: urla, insulta la gente, minaccia la punizione divina. E tutti tacciono, il capo chino. Ciò che dice è vero: nessuno merita salvezza, nessuno merita perdono, nessuno merita Dio. Non dicono forse le Scritture che il Messia verrà inviato solo se il popolo si fosse preparato? Ma il popolo è bue, lontano, superstizioso, distratto. E Giovanni ne lamenta la tiepidezza: così il Messia non arriverà mai! E invece.

STUPORI
Tu vieni da me?, si è chiesta Maria guardando il suo ventre che, giorno dopo giorno, cresceva, prima lievemente, poi sempre di più.
Tu vieni da me?, si è chiesto il giovane Giuseppe, nella notte tormentata in cui Dio gli ha rubato la ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi in casa una sposa e un figlio non suoi. Continua a leggere Buona domenica! – Battesimo del Signore – Anno A

Buona domenica! – Battesimo del Signore (Anno C)

rupnik cv«Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera»

Dal Vangelo di Luca (Lc 3, 15 – 16.21-22)
BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno C

piedePicchia forte il sole del deserto. L’aspro panorama lunare declina nei canneti vicini alla riva del Giordano. Giovanni alza gli occhi: centinaia di persone attendono il loro turno. Alcuni pregano, altri parlano sottovoce, altri ancora, in silenzio, piangono. Attendono, ci spiega Luca. Giovanni è stanco: consumato dal deserto e dal sole, dal vento sottile del Nord e dalla luce abbagliante, dai digiuni e dalle privazioni, ora il suo compito volge al termine. Da tre secoli tacciono i profeti e la fede si è incupita, irrigidita, riempita di regole e di intransigenze. La gente è venuta da lontano, dalla capitale. Ha fuggito il tempio per trovare un testimone credibile. Come accade ancora oggi. E mentre lo sguardo si posa sulla fila che attende di scendere nell’acqua, Giovanni ha un tuffo al cuore. Lo vede.

PECCATORI
Cammina con i peccatori, penitente con i penitenti. Non ha da chiedere perdono, non ha ombra nel suo cuore ma non ne fa un privilegio. battesimoLui che è senza tenebra accetta di condividere la nostra tenebra per illuminarla con la sua presenza. Non il Giordano laverà le sue colpe, ma la sua presenza santificherà le sue acque. No, non brucerà né punirà come predica il Battista. Sarà solidale con i peccatori e cercherà la pecora smarrita.
Isaia, nella prima lettura, deportato in Babilonia con molti ebrei dopo la disfatta di Gerusalemme, incoraggia un popolo smarrito e fragile parlando della venuta di Dio. Anche la gloria di Dio, come dice altrove Geremia, lascia il Tempio ormai distrutto e parte in catene per stare con il suo popolo. Gesù è il Dio-con-noi, senza riserve, senza compromessi. Lo abbiamo lasciato in braccio alla madre, adorato dai magoi. Lo ritroviamo ora adulto, determinato, solidale. Inizia la vita pubblica di Dio.

NELLA PREGHIERA
Dopo il battesimo Gesù prega: solo nell’interiorità prendiamo consapevolezza di ciò che accade nei sacramenti. E interonella preghiera fa esperienza del Padre. Il cielo chiuso si apre, la colomba, animale mite, scende su di lui. Sono immagini, segni spirituali che indicano la realtà di ciò che è avvenuto. Gesù scopre di essere amato, di piacere al Padre.
Solo nell’interiorità coltivata con determinazione possiamo fare esperienza di quanto siamo amati.
Solo nella preghiera scopriamo che la presenza di Dio è fuoco che divora, che illumina, che consuma.
Lo Spirito è fuoco, questo ci abita, non la noia, non la mediocrità, non la paura, non il peccato.
Lo Spirito è fuoco per far divampare, all’inizio di questo nuovo anno, la fiamma della presenza di Dio nei nostri cuori!

RINASCERE
La maggioranza di noi ha ricevuto il battesimo da neonati: i nostri genitori (più o meno coscientemente) hanno voluto donarci tutto il loro cuore e la loro passione per Dio appena nati. Purtroppo, però, l’esperienza fisica sensibile (non quella teologica) è rimasta sepolta nel passato e non abbiamo coscienza di ciò che è accaduto nelle nostre profondità. Siamo diventati figli di Dio, concittadini dei santi, liberi di amare.
Figli di Dio: forse possiamo aspirare a diventare delle grandi pop-star o dei premi Nobel, ma più che figli di Dio non potremo mai essere… e lo siamo già! Concittadini dei santi, appartenendo al grande sogno di Dio che è la Chiesa fatta di poveri peccatori (noi) ma anche di grandi testimoni. Possiamo vantarci e contare sull’aiuto dei grandi santi, chiedere la fede a Pietro o il buonumore a san Filippo o lo spirito di pace a frate Francesco… Liberi di amare: liberati dal laccio del peccato, delle tenebre, del grande inganno delle origini, salvati da Cristo possiamo, con l’aiuto del suo amore e della sua grazia, imparare ad amare come egli ha fatto.
Riprende la nostra vita consueta, le attività, la scuola, il lavoro. Ma con la consapevolezza di portare nel cuore il seme della presenza di Dio, seme da far crescere.

(PAOLO CURTAZ)

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