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Allenarsi per FAR VIVERE – Step3 di “Training di misericordia”… con il Vangelo di domenica 9 febbraio

L’ESERCIZIO su cui allenarsi è: FAR VIVERE!

E non stiamo parlando di una ripetizione dello step precedente… ma di una sua conseguenza diretta. Vivere, vivere bene, vivere dando senso alla propria vita, significa far vivere, seminare vita, diffondere un buon profumo nel mondo attorno a noi: è questo ciò che vogliamo allenarci a fare in questa terza tappa del percorso. Buon cammino a tutti noi!

Il brano biblico di riferimento – Mt 5, 13-16

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che lucecosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».  

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Vivere da CHIAMATI! – preparandoci a domenica 26/01/2014

vivere da CHIAMATI!

Infinito e luceDal Vangelo della III Domenica del Tempo Ordinario, piccoli suggerimenti per mantenere il ritmo e continuare ad allenarci per Vivere (VIVERE = parola chiave che dà il ritmo al mese di Gennaio)…

Il brano biblico di riferimento – Mt 4, 12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

Terra di Zàbulone terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Vivere da CHIAMATI

Una speranza, porto nel cuore, mentre scrivo queste poche righe: che il brano possa essere letto per intero, così come qui lo riportiamo, e non nella sua forma breve. Seppur domenica a Messa, questa sarà la scelta, ognuno, almeno nella preparazione, provi a non ridurre troppo la Parola alle esigenze del tempo e della fretta.

Qualche spunto per riflettere insieme    Continua a leggere Vivere da CHIAMATI! – preparandoci a domenica 26/01/2014

Vivere da cercatori… per NON morire – preparandoci a domenica 19/01/2014

vivere da cercatori…

per NON morire!

vivere

Nuove indicazioni per mantenere il ritmo e continuare ad allenarci per Vivere (VIVERE = parola chiave che dà il ritmo al mese di Gennaio)…

…continuiamo ad allenarci, entrando nel Vangelo della II domenica del Tempo Ordinario. 

Il brano biblico di riferimento – Gv 1, 29-34

Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele”. 

Giovanni testimoniò dicendo: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio”.

Vivere da CERCATORI

Spesso ci dicono che la vita ha senso se sai perchè esisti, da dove vieni, chi sei… Ci convincono che è fatta di risposte, di sicurezze, di solide fondamenta su cui costruire tutto il resto. Però pochi hanno il coraggio di dirci che le cercarecertezze da sole neutralizzano, che le sicurezze a tutti i costi ci indeboliscono, che le risposte date per abitudine prima o poi ci svuotano, che il senso vero di un’ esistenza piena sta nel lasciarsi raggiungere, nel coraggio di cercare, nella capacità di restare aperti all’imprevedibile. 

Così in fondo, è stata l’esistenza di quel Giovanni, detto il Battezzatore. Uomo pronto e disposto ad attendere, a lasciarsi raggiungere da tutti e anche da Dio. Verso di lui avanzano i peccatori e avanza colui che dal peccato avrebbe liberato il cosmo, le galassie, il mondo.

Gesù, uomo tra gli uomini, avanza verso Giovanni e, il testimone che cerca, che scruta, che attende, che scopre, come una lampada su un tavolo fa splendere la luce vera. “E’ Lui!” – lo indica, lo riconosce, sente risuonare in profondità la voce del Dio delle antiche promesse, del Misericordioso che non dimentica, del Padre fedele che ama. Giovanni cerca in Dio la risposta. Giovanni scruta la sua stessa interiorità, il suo esistere, il suo agire. Va in profondità e proprio lì ascolta e riconosce la voce di colui che lo aveva mandato.

Giovanni ascolta, perché la Voce parla, instancabilmente. Riconosce, perché Dio non si nasconde, ma si rivela costantemente; non gioca con l’uomo, ma si offre senza limiti.

“Ecco l’agnello di Dio” – dicono oggi i tanti testimoni del Risorto – “Ecco colui che ha inchiodato per cristo monrealesempre ogni colpa sul legno della croce e ci ha salvato. E’ lui che dobbiamo cercare per non morire!
Ecco il Figlio in cui lo Spirito discende e rimane.
Eccolo, per voi, l’amato da sempre, che resta ininterrottamente in relazione con il Padre, che vive alla sua presenza, che sceglie, mosso, sostenuto, determinato da quello stesso Spirito che le rende strettamente UNO con il Padre. E’ lui che dobbiamo seguire per non morire; è così che dobbiamo vivere perché la vita sia vera!”

L’azione da vivere… subito!     Continua a leggere Vivere da cercatori… per NON morire – preparandoci a domenica 19/01/2014

Allenarsi per vivere – Step2 di “Training di misericordia”

L’ESERCIZIO su cui allenarsi in Gennaio è: Vivere!

Lo faremo lasciandoci accompagnare dai brani che, di domenica in domenica, la liturgia in queste settimane ci proporrà.

Il brano biblico di riferimento – dalla liturgia della Festa del Battesimo del Signore

«Così dice il Signore: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.  

Vivere da amati!   Continua a leggere Allenarsi per vivere – Step2 di “Training di misericordia”

CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2013 – I DONI DEL RISORTO

Catechisti Aprile 2013

L’OLIO DELL’UNZIONE

di Fabrizio Carletti

L’olio, oggi, è utilizzato e ritenuto dai bambini un alimento, ma nel passato era un bene prezioso, usato anche come medicamento o per realioliozzare cosmetici e profumi. Costituiva, inoltre, un simbolo cultuale importante.

Con l’olio, nell’Israele antico, si ungevano re e sacerdoti per esplicitare che l’incarico che assumevano era da svolgere nel nome di Dio e a favore del suo popolo.

Nei libri dei profeti si parlerà, poi, di unzione spirituale, in chiave metaforica, quindi, fino a giungere al significato pregnante che avrà per la persona di Gesù Cristo.
Il termine «Cristo», parola di origine greca, traduce l’ebraico «messia» che significa «unto», cioè scelto, consacrato, inviato di Dio.
All’inizio del III secolo si hanno le prime testimonianze di «unzioni» nelle comunità cristiane: con l’olio dei catecumeni, prima del lavacro battesimale, e con il crisma, dopo.
Il primo si riferisce all’olio dei lottatori: come i gladiatori erano cosparsi di olio, per sfuggirla_cresimae alla presa degli avversari, così il battezzato, tramite quest’olio, sfugge alla presa del maligno.
Il crisma (olio e profumo) rende chi è unto, sacerdote, re e profeta. Esso si usa per i cresimandi, sulle mani di chi ha ricevuto l’ordine del presbiterato, sul capo di chi diventa vescovo.

L’unzione rappresenta un vero e proprio sigillo spirituale, «il marchio» dello Spirito Santo. Ricorda il sigillo, che si usava nell’antichità su soldati e schiavi, per identificare l’appartenenza di una persona al suo capo. Con il battesimo siamo stati unti e immersi nella grazia dello Spirito. Abbiamo fatto, così, il nostro ingresso nella famiglia di Dio, nella comunità cristiana.

Olio_OlivePer sottolineare il valore di questo simbolo, realizziamo un contenitore decorato per olio.
Materiale: un piccolo contenitore in vetro per olio, un tappino di sughero, colori per vetro, modelli di disegni da prendere come riferimenti, olio, essenza oleosa profumata, pennelli.
Al lavoro:
• Si decora il contenitore con i colori per vetro;
• Si mettono a disposizione dei ragazzi alcuni soggetti da disegnare: simboli raffiguranti lo Spirito Santo (fuoco, colomba…), il pesce simbolo del cristiano, la croce, ecc.;
• Si dipingono i simboli, sui lati del contenitore, con i colori per vetro;
• Decorata la boccetta di vetro, si versa dentro olio di oliva e alcune gocce di essenza profumata; poi si mescola il tutto, per amalgamare bene i due liquidi;
• Basterà richiudere il contenitore con il suo tappo per terminare il nostro lavoro.

Si può usare il simbolo realizzato, facendo con i ragazzi memoria del battesimo, quello che hanno ricevuto quando erano piccoli, e sottolineando l’importanza che ha il simgnificato dell’unzione, ed infine si prega insieme dicendo:

Santo Spirito, che nel battesimo
ci hai donato la tua grazia, sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite con il balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico, reca in dono la pace,
la tua guida invincibile ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio, uniti in un solo Amore. Amen.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Aprile di Catechisti Parrocchiali

Per info, abbonamenti e novità:

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Liturgia di domenica 13/01/2013 – Battesimo del Signore – con suggerimenti per catechisti

«Tu sei il Figlio mio, l’amato:

in te ho posto il mio compiacimento»

Siamo Figli

Lc 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Perchè il Battesimo di Gesù? Da Giovanni, al Giordano ci andavano i peccatori. Perchè Gesù fa questo scomodissimo gesto? E Perchè gli evangelisti lo riportano? Non ci avremmo guadagnato tutti se fosse stato omesso?
      Eppure proprio il fatto che si dica che il Messia Salvatore, Gesù, si sia messo al livello di qualsiasi peccatore ci dice che probabilmente questo episodio sia accaduto realmente.
    • La domanda da farci e da fare ai nostri ragazzi è: perchè? Perchè il Battesimo? E perchè quella voce del Padre verso il Figlio? Che impatto ha sulla nostra vita? – chiedetelo ai ragazzi, ascoltate le loro risposte e poi guardate con loro l’immagine della settimana.
    • il cielo si apre! Lo afferma il Vangelo e l’immagine ripropone un’esperienza possibile anche per noi. Sono tante le volte in cui dopo un temporale o in una giornata nuvolosa e cupa, lo squarciarsi delle nuvole permette ai forti raggi del sole di penetrare e creare quei particolari effetti capaci di stupirci. Sono fantastici quei paesaggi in cui il sole si affaccia dalle nuvole e brilla sul mare, lo fa risplendere e ci suggerisce di credere che anche nella nostra vita funzioni un po’ così.
    • Sarà stato uguale per Gesù? Quel cielo aperto, sarà stato un risplendere forte del sole? Uno scansarsi delle nuvole? Le acque del Giordano avranno brillato come questo mare? La voce dall’alto sarà riuscita ad allontanare ogni nebbia, ogni buio, ogni difficoltà dalla vita di Gesù di Nazareth? Non lo sappiamo!
    • Ma sappiamo che il cielo si è aperto e la voce è stata luminosa come i raggi della nostra foto: “Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te la mia gioia di padre, il mio compiacimento”
    • Cosa fanno i raggi di sole in una oscura giornata luminosa? Chietelo a voi e ai ragazzi!
    • ILLUMINANO!!!! Eccolo il senso di quel cielo aperto, di quella voce e della voglia degli evangelisti di non tralasciare questo episodio della vita di Gesù. Il Battesimo, per Gesù è un evento luminoso… illumina la sua vita, lo conferma come Figlio Amato!
    • Ma oggi il Battesimo di Gesù è luminoso anche per noi… perchè ciò che è stato vero per lui è vero anche per noi.
    • Dite ai ragazzi di guardare le nuvole nell’immagine: sono le delusioni, i tentativi quasi inutili di soluzioni di felicità, la voglia di una vita nuova e più bella; sono le speranze deluse, le sconfitte, le amarezze, i tradimenti… è tutto ciò che rende triste e pesante la nostra vita di ogni giorno.
    • Ma oggi, come quel giorno sul giordano, il mare della nostra vita sta per essere illuminato dai raggi di luce di Dio che è pronto e disponibile a far risuonare la sua voce, calda e luminosa: “Tu sei mio Figlio, tu sei amato, io di te sono fiero”
    • Pronunciate questa frase con forza e passione, e poi, con una profonda calma dite ai ragazzi: “Oggi, queste parole, Dio le rivolge a te!”
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Al fiume Giordano, o Padre, hai proclamato che Gesù è il tuo Figlio, l’amato. Con il battesimo hai fatto di ognuno di noi il tuo figlio. Fa’ che ci sentiamo felici di avere un Padre come te, che ci accompagna e ci sostiene sempre. [Roberto Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.1, Gennaio 2013:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi Un’oasi per fortificarsi attorno a cui vivere unCatechisti Gennaio 2013 piccolo momento di preghiera
  • pag.16 – 19: Una cammino di preghiera e attività per vivere, in comunione con la Chiesa, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: 18-25gennaio
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi – I simboli dello Spirito
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Liturgia di domenica 16/12/2012 – III AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

” Che cosa dobbiamo fare?

Signore viene

Lc 3,10-18

 In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

Il popolo è in attesa, suggerisce il Vangelo… in attesa di quanto i profeti avevano da sempre annunciato: in attesa di quel Dio che per rispondere al grido del suo popolo entra nella storia e suscita risposte alle domande, liberazione per la schiavitù, acqua nella siccità. Dio entra nella storia e rinnova, dona vita nuova, entra in relazione con ogni uomo e donna… e lo fa per amore!

Gesù è il darsi di Dio in carne e ossa, è il motivo per cui non dovremmo temere, è il volto di quel Dio che Sofonia annuncia nella prima lettura e che OGGI raggiunge tutti noi.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Non temere! Nell’immagine viene ripetuto a oltranza, quasi fosse un parallelo ai tanti timori che ognuno di noi porta dentro.
      Di cosa oggi si potrebbe avere paura, timore? A chi oggi potrebbe essere detto: “Non Temere!”?
      A un genitore licenziato? A un pensionato che deve pagare il ticket? A un giovane che non riesce a trovare lavoro? A una ragazza madre? A uno straniero emarginato? A un condannato a morte? A una donna violentata? A un bambino maltrattato? A una prostituta? A un imprenditore che non riesce a pagare gli stipendi? A un amico tradito? A un figlio abbandonato? A chi, oggi potrebbe essere rivolto questo annuncio di speranza?
    • Il “Non Temere!” riempie gli spazi ed è come se si incidesse nel cuore e sullo sfondo. Perchè se è vero lascia un segno, è un annuncio che vuole rivolgersi a qualcuno, vuole incidersi indelebilmente nella vita di chi raggiunge.
    • C’è un cuore a cui queste parole sono rivolte: quante sono le paure che un cuore vive? Le conosciamo tutte? Spesso vivono in noi paure che non conosciamo, non immaginiamo eppure ci bloccano.
    • La luce del piccolo lumicino, che la foto propone, sembra rischiarare l’atmosfera. La luce è segno di Dio, che in noi entra come presenza dinamica e rischiara, rende luminoso, tutto ciò che raggiunge.
    • Il piccolo lumicino ci dice la piccolezza che Dio sceglie di abitare, ci dà la misura del suo darsi nella fragilità, del suo raggiungerci in quelle forme che possiamo vedere, conoscere, incontrare, comprendere.
    • Come la luce nel buio, così Dio entra e penetra ogni angolo più buio della nostra vita.
    • In forza del suo amore, ci raggiunge. Con il suo amore ci rinnova. Nel suo amore ci fa vivere.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, non permettere che rimaniamo spettatori, che si limitano a battere le mani. Il Battista ci chiede di cambiare qualcosa per incontrare Gesù e ricevere il Vangelo che trasforma l’esistenza. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

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