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Tutto passerà – Buona domenica! – XXXIII TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». (mC 13,31).

Ci risiamo! Arrivano le ultime settimane dell’anno liturgico e tutto inizia apparentemente a imbrunire, a portare con sé sfumature che rimandano più al tramonto che all’alba, più alla fine che all’inizio. Le letture della domenica, Vangelo incluso, ci invitano a guardare ai segni dei tempi, alle cose che passano, ai tempi ultimi, al venire definitivo di Dio tra noi per fare il resoconto alla storia… alla storia del mondo e alla nostra storia personale. Tutto sembra avere il retrogusto dell’eternità o, per dirla più precisamente, dell’eskaton. Spontaneamente, ma anche erroneamente, ci verrebbe di pensare alla fine e invece l’invito è esattamente opposto: ci è chiesto di pensare al fine. Il fine verso cui il mondo procede. Il fine verso cui la nostra stessa vita va. Il fine di tutto lo scorrere del tempo e del cosmo. Un fine che non ci è noto, ma che non per questo non c’è. O meglio, il fine ci è noto; quello che ignoriamo è il come si compirà.
«Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno»: così inizia il brano del Vangelo secondo Marco. Ma accadrà davvero questo? Marco non crede di essere un chiaroveggente né vuole descrivere un come assolutamente imprevedibile. Una, ed una cosa sola conta: quando tutto ciò che sembrava tenerci in vita – il sole, la luna, il cielo e le sue leggi – cederà, Dio, il creatore della vita, non verrà meno: la vita continuerà a scorrere da lui a noi.
Allora, leggere: «Le mie parole non passeranno» ci dice che Lui ci sarà da meno a più infinito. Cioè: per sempre! Ci conferma che la creazione continuerà a sgorgare da Lui come l’acqua fresca da una sorgente. Tutto di ciò su cui ci appoggiamo, passerà! Ma proprio una verità così lapidaria ci costringe a chiederci chi e cosa vogliamo mettere al centro delle nostre scelte e della nostra vita.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Tu, Signore, non passerai

Quanto è fragile la nostra vita, Signore:
come erba che secca, come fiore che sfiorisce,
come frutto che appassisce.
Tutto passa, tutto scorre
tra le nostre mani e avrà una fine.
Ma questo non ci rende tristi.

Il mondo che passa ci insegna a guardare il cielo.
La vita che passa ci insegna a guardare te,
a desiderare te, a mettere te al centro di tutto.

Signore Gesù, Signore del tempo,
liberaci da tutto per ritrovarci in te. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 13,24-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

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Ama il tuo prossimo – Buona domenica! – XXXI TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Amerai il tuo prossimo come te stesso». (Mc 12,31).

Per il commento al Vangelo >>> CLIKKA QUI <<<

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 12,28-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

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