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Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

La storia di Maria Grazia Basile è quella di una giovane ragazza, bella, gioiosa, serena.Maria Grazia Basile

Nasce da una famiglia semplice il 13 novembre 1988 a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, nella città in cui ha vissuto gran parte della sua vita Padre Pio. I suoi genitori Vittoria e Nicola sono attenti a far crescere serenamente le loro figlie, Maria Grazia ha una sorella minore, Giovanna, con cui ha un legame molto forte. La loro è una vita tranquilla, vissuta a Carpino in provincia di Foggia. Maria Grazia è una ragazza come tante con gli stessi impegni di tutti: la famiglia, la scuola, la parrocchia, gli amici. Ma tutto cambia quando a 14 anni le viene diagnosticata una terribile malattia, un tumore che le cambierà per sempre la vita, e che, nonostante ciò, è capace di accettare con dignità e consapevolezza.

La fede la accompagna, la sostiene. L’amore per la famiglia, la passione per lo studio, la solidarietà verso i più deboli e l’impegno all’ACR sono il centro del suo mondo. È un’educatrice forte e dinamica, un esempio per tutti. Nella sua parrocchia, san Nicola di Mira e San Cirillo d’Alessandria in Carpino, Maria Grazia si sente in famiglia, il suo impegno è tutto rivolto agli altri, soprattutto ai più deboli, ai sofferenti. Fin da bambina il suo sogno è diventare medico, nello stile e con la spiritualità di San Pio, ma di certo non poteva immaginare che il reparto di Oncologia della Casa Sollievo della Sofferenza sarebbe diventato la sua seconda casa. Infatti, suo malgrado, è costretta a continui ricoveri in ospedale, ma anche in reparto è sempre vicina ai più deboli, in particolare ai piccoli malati di Onco-Ematologia Pediatrica con i quali condivide lunghe degenze. In reparto è animatrice di molte attività che danno vigoria a se stessa e forza agli altri, diviene presto una maestra in tutto, soprattutto nella fede.

Dio è nei suoi pensieri e la preghiera è la sua forza.    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

Testimoni ieri e oggi_Una vita per le minoranze: Shahbaz Bhatti

Oggi raccontiamo la storia e la testimonianza di vita di un uomo speciale, Shahbaz Bhatti. Un politico Pakistano ucciso a Islamabad nel 2011 da un gruppo di dissidenti contrari alle sue battaglie perbhatti l’uguaglianza e la libertà religiosa.  Nato a Lahore il 9 settembre del 1968, figlio di missionari cristiani provenienti da Khushpur, si era laureato in legge e dopo gli studi, nel 1985, aveva fondato il movimento All Pakistan Minorities Alliance (Apma), divenendone presidente. Successivamente, nel 1998, diventò capo dei Christian Liberation Front, dal 2002 entrò a far parte del Pakistan People’s Party (Partito Popolare Pakistano) e nel 2003 con la loro vittoria politica entrò nel governo, ma venne rimosso dall’incarico nel novembre dello stesso anno. Nel 2008 sotto il presidente Asif Ali Zardari, venne nominato ministro per le minoranze, in quanto unico esponente cattolico presente nel governo. Raccontò di aver accettato l’incarico nella speranza di sostenere gli emarginati del Pakistan.

Bhatti aveva dedicato la sua vita alla lotta per l’uguaglianza e per la libertà religiosa delle minoranze presenti nel suo paese, essendone egli stesso un’esponente. Purtroppo però già dal 2009 iniziarono a giungergli minacce di morte, questo dopo aver difeso alcuni cristiani pachistani che avevano subito violenze in diverse regioni del Paese. E le minacce di morte aumentarono notevolmente dopo la sua decisa difesa di Asia Bibi, di cui abbiamo già parlato nella nostra rubrica, una donna pakistana incarcerata dal giugno del 2009 e condannata a morte perché cristiana in un paese a maggioranza mussulmana.

L’impegno politico e cristiano di Bhatti era mosso dalla volontà di inviare un messaggio di speranza a tutti i Shahbaz-Bhatti-protestsuoi concittadini, soprattutto agli ultimi, per i quali lottò anche per avere più seggi in parlamento e nella precisa volontà di riuscire a cambiare la legge sulla blasfemia e per la realizzazione di una legge atta a vietare l’incitamento all’odio religioso e promuovendo il dialogo interreligioso.

Purtroppo però, la mattina del 2 marzo 2011, mentre lasciava la casa della madre per andare a lavorare, salì sulla sua macchina, che era priva di scorta nonostante le molte minacce e la richiesta dello stesso Bhatti per averne una, e lungo il tratto di strada che lo separava dal parlamento venne avvicinato e attaccato da un gruppo di uomini armati che gli spararono, ferendolo. Morirà poco dopo nel trasferimento in ospedale. L’omicidio fu rivendicato dal gruppo di dissidenti “Tehrik-i-Taliban Punjab”. Il giorno successivo all’attentato, furono proclamati tre giorni di lutto nazionale. E tutte le alte cariche dello stato e del mondo intero si mobilitarono per esprimere lo sdegno di tale atto, nella precisa consapevolezza di combattere questa mentalità intollerante verso le minoranze religiose, di cui i cristiani nel mondo sono troppo spesso vittime.

Shahbaz Bhatti ha lasciati alcuni pensieri che sono diventati il suo testamento spirituale, leggerne alcuni passaggi aiuta a comprendere la grandezza di questo uomo.

“Voglio servire Gesù da uomo comune. Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.

Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso. Ma mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.shahbaz-bhatti

Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella vita di Gesù Cristo. Più leggo il Nuovo e il Vecchio Testamento, i versetti della Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. Quando rifletto sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato il Suo stesso Figlio per la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario. Nostro Signore ha detto: «Vieni con me, prendi la tua croce e seguimi». I passi che più amo della Bibbia recitano: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro”.

Per saperne di più su Shahbaz Bhatti:

Roberto Zuccolini – Roberto Pietrolucci, “Shahbaz Bhatti Vita e martirio di un cristiano in Pakistan” Edizioni Paoline 2012

Francesca Milano, “Morte di un blasfemo. Shahbaz Bhatti, un politico martire in Pakistan” Edizioni San Paolo 2012

Maria Grazia Meloni

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

 

Missionari… Andate! – La preghiera del giorno

preghieraSiamo arrivati alla meta! Non abbiamo solo raggiunto il traguardo ma siamo ricchi di tutto quello che abbiamo visto, sentito, sperimentato e condiviso.

Si torna alla propria realtà, alla routine di ogni giorno… ma con una marcia in più! Tocca a noi adesso, sì, a me che scrivo e a te che leggi amico e amica del web, portare in ogni situazione quel soffio di vita piena, di felicità, di Dio che ci è stato donato e che abbiamo accolto. Portarlo a chi? A chiunque! Consapevoli che lo Spirito Santo aiuta la nostra debolezza.

La preghiera di oggi Il mio sì per amore aiuta ad interrogarci sulla nostra disponibilità.

Prima di pregarla, però, lasciamoci raggiungere dalla Parola del Vangelo… e da oggi, con la vita, scriveremo noi stessi l’ “Oggi qualcuno ha detto” che ci ha accompagnato in questi giorni.

Gesù invita anche noi a partire

Atti 11, 7-8

Gesù rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra“. 

E io?

Sono deciso ad accogliere l’invito di Gesù a partire?
Cosa voglio condividere con coloro che incontrerò?
Mi sento inviato? A cosa?
Come voglio comunicare agli altri la fede?

Pregando
Il mio sì per amore

Guardo ai tanti testimoni del Vangelo:Il mio si per amore
testimoni eroici della carità,
annunciatori fedeli della Verità.

Guardo a tutti coloro che, con semplicità,
costruiscono pagine nuove di un Vangelo
che oggi si fa vita per tutti.

È da loro, Signore, che mi chiedi di imparare
la concretezza di una risposta umile e audace,
capace di perdere tutto per ritrovare te, unico Signore.

Sento, Signore, che davanti a me poni
una strada da percorrere.
C’è un futuro che mi aspetta,
risposte da dare, scelte da vivere.

Voglio poter tendere, Signore,
verso quegli orizzonti che per me dischiudi,
voglio correre senza farmi appesantire dal passato,
mosso dal desiderio di raggiungere te,
di comprendere, di vivere, di lasciarmi conquistare da te,
Signore della storia e di tutti i viventi. Amen.

Oggi qualcuno ha detto… si parte!

Oggi sarai tu il protagonista! Come?!

Pensa, ricorda, ripercorri il percorso fatto. Torna sui passi compiuti e chiediti quali sensazioni, dubbi e certezze ti hanno lasciato e perché. Cosa chiedono oggi queste parole alla tua quotidianità?

Per andare bisogna muoversi, fare passi concreti e tangibili. Oggi, allora, siamo invitati a metterci in cammino. Perché non farlo sulle strade del web? Annunciare il Vangelo è uno stile che deve trasparire dai nostri gesti. Impegniamoci da oggi a condividere nella nostra vita la nostra fede, con coraggio e gioia!

 

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

a cura di suor Veronica Bernasconi, fsp

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Una parola disturbante – La preghiera del giorno

Seme della Parola

Chi è il tuo compagno di viaggio?

Un amico consiglia, conforta, sprona e provoca. Oggi facciamo entrare nella nostra vita e nella nostra giornata la Parola di Dio, proprio come colei che ci guida e ci affianca. La Parola, se decidiamo di darle retta, incoraggia ma anche infastidisce perché ci scomoda e ci trasforma. E disturba perché chiede di proprio a noi di essere donata. 

La preghiera di oggi  Il pane della gioia ci aiuta a entrare in contatto profondo con il Vangelo, perché sia sempre di più parte di noi.

Prima di pregarla, però prova a lasciarti raggiungere dalla Parola del Vangelo.

Gesù, con la sua Parola, entra nella nostra vita

Ebrei 4, 12-13

Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.

Oggi qualcuno ha detto

Sant’Agostino

Io mi gettai disteso, non so come, sotto una pianta di fico e diedi libero corso alle lacrime. A un tratto mi giunge una voce, come di fanciullo o fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte:Prendi e leggi, prendi e leggi”. Cominciai a riflettere. Arginata la piena delle lacrime, mi alzai. L’unica interpretazione possibile era per me che si trattasse di un comando divino ad aprire il libro e a leggere il primo verso che vi avrei trovato. Afferrai il libro delle lettere di San Paolo, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi. Diceva: “Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo né assecondate la carne nelle sue concupiscenze”. Non volli leggere oltre, né mi occorreva. Appena terminata infatti la lettura di questa frase, una luce, quasi, di certezza penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono.

                                                    Da Le confessioni

 

E io?

Quanto tempo dedico alla lettura del Vangelo?
Mi lascio interrogare da quello che la Parola dice alla mia vita?
Accolgo le provocazioni che Gesù mi rivolge?
Cosa cambia nella mia vita?

Pregando
Il pane della gioia

È la tua Parola, Signore.
Perché il messaggio, che rivolgi a ognuno di noi,
è sempre un messaggio d’amore,
un invito alla fede, che ci viene offerta come dono.

È la tua Parola che nutre, inquieta e consola;
impegna alla ricerca, all’ascolto,
all’apertura verso gli altri e verso il mondo.

È il Cristo sempre presente, che ci invita
ad accoglierlo come figli del Dio vivo,
e a condurre anche gli altri all’incontro con Lui,
per realizzare, insieme, una vita piena.

Il tuo Spirito, Signore, ci guidi alla verità tutta intera;
a scoprire l’amore vero, che sempre è fonte di gioia;
e ci renda creativi nel comunicare il Vangelo
nei diversi ambiti dell’annuncio: le famiglie,
i quartieri, i luoghi di preghiera, di studio, di lavoro e di svago;
i gruppi degli amici e il continente digitale.

Ci aiuti a rimanere sempre in docile ascolto della tua Parola,
per poter volare alto e vivere la nostra vita cristiana
come un costante atto di fede, di speranza e d’amore.

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

a cura di suor Veronica Bernasconi, fsp

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Varcando la porta della fede – La preghiera del giorno

fedeIn ogni viaggio arriva il momento di decidersi. Oggi possiamo fare il salto di qualità del nostro percorso. Saltiamo il fosso? Varchiamo la porta della fede?

Non possiamo aspettare di vedere per lanciarci. Fiducia è abbandonarsi all’altro, mettersi nelle sue mani, con la certezza di essere accompagnati anche al buio. Varcare la porta della fede è allora aprirsi a Dio in questo modo.

La preghiera di oggi Confermando la fede in te ci guida!

Prima di pregarla, però prova a lasciarti raggiungere dalla Parola del Vangelo.

Come Gesù ci fidiamo di Dio

Marco 11, 22-25

Disse Gesù: “Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe”. 

Oggi qualcuno ha detto

Papa Francesco

La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita.
                                      Da Lumen Fidei,© Libreria Editrice Vaticana – 2013

Antoine de Saint-Exupery

E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.
                                                                             Da Il piccolo principe

E io?

Mi lascio scoraggiare dalle situazioni difficili?
In cosa ripongo le mie speranze?
Chi è per me Gesù?
Sono disposto ad confidare in Dio?

Pregando
Confermando la fede in te 

Ti cerchiamo, Signore Gesù, vogliamo sentire la tua voce,Confermando la fede
incontrarti a tu per tu, come i tuoi discepoli, un tempo.
Ma spesso ci troviamo davanti a sepolcri vuoti,
in cui la tua presenza è offuscata dai nostri mille progetti,
dalla ricerca sfrenata di certezze
che ci regalino facili successi ed entusiasmi.

Resta con noi, Signore Risorto e continua a raggiungerci
sulle strade in cui ci imbattiamo, convincici in nome dell’amore,
aiutaci a credere che tu sei vivo e presente,
conferma la nostra fede sempre un po’ in bilico.

Vogliamo varcare con te la porta della fede, baciare la sua soglia,
per entrare in quell’intima relazione con il Padre,
per sentirci Chiesa in cammino, per continuare, con più decisione,
quel cammino che, iniziato nel giorno del Battesimo,
oggi ci chiede di confermare la nostra fede,
diventando testimoni autentici e credibili della Risurrezione.  Amen

 

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

a cura di suor Veronica Bernasconi, fsp

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Vie di felicità – La preghiera del giorno

cuori_popeupTutti desideriamo la felicità.

Non solo teorica e dei grandi traguardi, ma cerchiamo la gioia quotidiana, che riempie il cuore e dona la pace alle nostre giornate. Vogliamo non solo raggiungere la meta ma vivere intensamente il viaggio. La felicità è pienezza che si realizza quando ci apriamo agli altri, quando la condividiamo.

La preghiera di oggi  Una via per la felicità ci suggerisce una strada verso una gioia piena.

Prima di pregarla, però prova a lasciarti raggiungere dalla Parola del Vangelo.

La nostra gioia piena è Gesù

Giovanni 15, 9-17

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Oggi qualcuno ha detto

Madeleine Delbrel

Noi crediamo alla gioia, il che non si riduce a dare prova di ottimismo. Ci sembra che la gioia cristiana, quella che il Signore chiama “la mia gioia”, quella che egli vuole che sia “piena”, consista nel credere concretamente – per fede – che noi sempre e dovunque abbiamo tutto ciò che è necessario per essere felici.

Modà

Eppure gioia, se penso che son vivo, anche in mezzo al casino. 
Eppure gioia, se penso che da ieri, io sono ancora in piedi. 

E io?

Cos’è per me la felicità? Quale felicità cerco?
Quali desideri di bene e bellezza porto nel cuore?
Quale è la felicità che il mondo propone?
Come coniugare felicità e Dio?

Pregando
Una via per la felicità

Padre buono, in Gesù tuo figlio, ci sveli una nuova felicità:Una via per la felicità
è la beatitudine del cuore, è la pienezza di una vita
che va oltre ogni bisogno, oltre ogni desiderio solo umano,
oltre ogni sogno che mira solo al possesso, al potere, alla gratificazione.

Insegnaci, Padre, la nuova felicità che si irradia dal Vangelo:
felicità capace di riportarci al centro di noi stessi;
felicità che, decentrandoci, ci riempie, ci sazia,
ci arricchisce di beni intramontabili.

È felicità che sola, può donarci la pace del cuore,
la verità di scoprire quanto di bello e di buono c’è in noi,
la libertà di rispondere pienamente alla vita.

Aiutaci a desiderarla.

Amen.

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Sete di speranza… Sete di Dio – La preghiera del giorno

Speranza_popeupAbbiamo iniziato il nostro viaggio con la voglia di partire, ma se non mettiamo in ogni passo del cammino la speranza della meta, tutto sembra vano e rischiamo di abbandonare

Allora oggi proviamo a dare voce ai nostri desideri, alle nostre attese, alle nostre speranze. Cosa guida la mia vita? Quali motivazioni mi spingono in questa occasione di incontro con Dio che è la Gmg? Ma c’è una speranza su cui possiamo fondare tutte le altre, questa speranza è Gesù che ci assicura la sua presenza.

La preghiera di oggi  La speranza che è in noi ci chiama ad affidarci alla sorgente della speranza.

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In Gesù troviamo riposo e speranza

Matteo 11, 25-30

In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.

Oggi qualcuno ha detto

Frere Roger

Una domanda ricorre spesso: ci sono delle realtà del Vangelo che rendono bella la vita?  ce ne sono. Una di queste realtà del Vangelo è la semplicità di cuore, la semplicità nella vita. Un’altra di queste realtà è la speranza. Quando i cristiani sono scossi e attraversano delle prove, la speranza permette di superare gli scoraggiamenti e anche di ritrovare il gusto della vita. Dov’è la sorgente della speranza? Sta nell’audacia di una vita di comunione con Dio. Forse diciamo: ma come è possibile questa comunione con Dio? È Dio che ci ha amati per primo. Egli ci cerca incessantemente, anche quando non ne siamo consapevoli.

E io?

Mi lascio scoraggiare dalle situazioni difficili?
In cosa ripongo le mie speranze?
Chi è per me Gesù?

Pregando
La speranza che è in noi

Signore Gesù, noi sappiamo che tu solo
sei la sorgente della nostra speranza.La speranza in noi

Sappiamo che in ogni uomo e in ogni donna
ci sono semi di speranza, perché li hai posti Tu;
ma dobbiamo saperli scoprire e far germinare,
e dar “ragione della speranza che in noi”
impegnandoci a conoscerti sempre meglio,
per poter illuminare la vita di tutti.

Aiutaci, Signore, a credere in Te,
presente nella nostra vita;
a dare nuovo vigore alla nostra speranza,
per concorrere, con gioia e dinamismo,
a costruire una città affidabile,
dove edificare ogni giorno,
con l’impegno di tutti, credenti e non credenti,
comunità più solidali e fraterne,
dove spezzare il pane delle nostre mense,
delle nostre inquietudini e sofferenze,
delle gioie e delle attese;
dove annunciare Te, nostra unica speranza. 

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

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