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Testimoni ieri e oggi_Giovanni Lindo Ferretti: tra musica e fede!

Oggi parliamo di musica e di fede, raccontiamo la storia di un grande artista italiano: Giovanni Lindo Ferretti.
La rivista periodica Il mucchio selvaggio ha scritto di lui:

è una persona speciale, Ferretti, diversa da ogni altra. Di quelle che, non sembri esagerato, possono cambiare la vita di quanti ne incontrano il percorso”.

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Testimoni ieri e oggi_Giastin, Rosaria e Cosimo Gravina: quando amare non è consapevolezza…

Ingannevole come l’amore…
quando amare non è consapevolezza…

di Maria Grazia Meloni 

Rosaria, Giastin e Cosimo hanno saputo riconoscere l’Amore, e lo hanno vissuto pienamente. Hanno amato davvero! Nella fierezza della loro bellezza!

Ma chi sono?

Rosaria, Giastin e Cosimo sono tre fratelli della provincia di Foggia. cosimoRagazzi speciali! Che hanno vissuto una vita semplice, normale. Seppure con le difficoltà di una malattia complessa. Tutti e tre erano affetti da amiotrofia spinale, o atrofia muscolare spinale (SMA) che appartiene a un gruppo di patologie dovute alla degenerazione delle cellule cosiddette “corna anteriori del midollo spinale”, cellule deputate all’innervazione motoria della muscolatura scheletrica. Inoltre, erano affetti da un grosso deficit immunitario, per cui erano costretti a vivere in casa per molti mesi, per evitare di essere attaccati da qualunque piccolo virus. E paradossalmente, sono proprio i lunghi periodi chiusi in casa a donare loro la gioia di vivere. Infatti, attraverso l’armonia del tempo che passa e dello scorrere delle sue stagioni, i ragazzi si sono sempre lasciati guidare nel cammino delle loro giornate dai colori che scorgevano dalla finestra. Giastin, la pittrice poetessa dei tre, parla in prosa delle emozioni date dai colori visti da fuori, gli stessi che descrivevano con fiera limpidezza anche i suoi bellissimi quadri.

Nei sogni di questi ragazzi, nati come abbiamo detto da dietro la finestra, Giastin e i suoi fratelli hanno osservato e raccontato la rosariavita attraverso gli occhi della Fede, affidandosi a Dio in tutto. Nella gioia! Rosaria, Cosimo e Giastin l’hanno espressa con la stessa passione e allegria con cui quest’ultima manifestava il suo desiderio di danzare e toccare la neve, cosa molto difficile, e nel sogno di diventare una pittrice “non dico famosa, ma almeno conosciuta”. Ecco questa è Giastin, una ragazza piena di ironia, capace di disarmare chiunque le si avvicini con l’orgoglio di chi si crede migliore.

“Giastin adorava sognare, per lei il  sogno era la vita, era innamorata della vita nonostante quest’ultima non le avesse reso le cose tanto facili. Lei però non ha mai fatto della sua malattia un limite perché con la sua mente e la sua spiccata fantasia riusciva a realizzare, anche se non fisicamente, ogni piccolo desiderio che le passava per la testa. Ad esempio a Giastin sarebbe tanto piaciuto danzare ma le gambe non la reggevano in piedi, non erano le gambe di una ballerina. A lei non importava però perché diceva ‘a volte vorremmo essere migliori per gli altri, ma basta procurarsi un paio di ali e siamo perfetti per Dio, questa è l’unica cosa che conta’. Ecco come Giastin rendeva realizzabile anche l’impossibile. Il giorno del suo volo è salita dal suo Dio con un paio di scarpette da ballerina e così ha continuato il suo sogno anche dinanzi al suo grande Amore”.

giastinGiastin e prima di lei Rosaria e poi anche Cosimo sono volati tutti via… Hanno raggiunto l’Amore tanto desiderato. Lasciando a noi un esempio e una bellezza straordinaria. Per la loro mamma e il loro papà, due persone eccezionali nella loro normalità, sono stati come un triplice atto di donazione d’amore a Dio. E seppure con dolore li hanno lasciati andare via, li hanno condotti  in pace verso la pienezza della vita.

“Beati i poveri  in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande
è la vostra ricompensa nei cieli”.
(Matteo 5, 3-12)

Clikka “mi piace” sulla pagina facebook dedicata ai tre fratelli Gravina >>> Rosaria, Giastin e Cosimo Gravina

Da leggere in ricordo della bellezza espressa da Giastin!librog

 —> “… e continua a volare…”, Giastin Gravina, Claudio Grenzi Editore, Foggia  2003 (http://giastin.altervista.org/poesie.html)

Per conoscere meglio Giastin e i suoi fratelli vi suggeriamo di guardare i loro video!!!

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

 

Testimoni ieri e oggi_Carlo e Alberto: un’amicizia in Dio

Carlo e Alberto: un’amicizia in Dio

di Maria Grazia Meloni 

È proprio vero, a volte accade che un incontro ci cambia per sempre, un incontro che non possiamo dimenticare. Accade sicuramente in amore, ma può succedere anche in amicizia. Questo avviene quando quell’amico o quell’amica speciale ci aiuta a scoprire cosa è meglio per noi, laddove da soli non saremmo riusciti a capirlo.

Questa è la storia di due amici: Carlo e Alberto.

Carlo Grisolia è un ventenne di origini bolognese, ma è a Genova che incontra un gruppo di giovani del Movimento dei Focolari. AlbertoMichelottiAlberto Michelotti è uno dei responsabili del suo gruppo. Si conoscono e da allora si incontrano ogni giorno. Condividono il gioco e la ricerca del senso profondo della vita. Ma è durante una gita in montagna, il 20 agosto del 1980, che la loro esistenza cambia per sempre. Quel giorno Alberto cade da un dirupo durante la scalata e muore sul colpo.    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_Carlo e Alberto: un’amicizia in Dio

Testimoni ieri e oggi_ Un’ora per Dio giorno dopo giorno – Maddalena Lowit

Un’ora per Dio giorno dopo giorno

di Maria Grazia Meloni 

Nel cuore dell’Umbria, a Spello, c’è la casa di Maddalena, una donna speciale, gioiosa e piena di vita. Il suo impegno è quello di accogliere chiunque abbia desiderio di pregare o abbia bisogno di un posto dove dormire e mangiare. Perché ciò che conta per lei è: l’adorazione di Gesù e l’accoglienza del povero che diventa Cristo.

Maddalena Lowit è arrivata dalla Francia fino in Umbria agli inizi degli anni Settanta. E’ stato il richiamo di San Francesco a portarla ad Assisi e poi nella vicina Spello, dove,maddalena Lowit «obbedendo ad una richiesta precisa del suo Gesù», ha scelto di vivere prendendo in affitto una casa in «Via della Povera Vita», al numero 14. Una casa, come abbiamo accennato, che è sempre aperta sia ai poveri sia a coloro che desiderano vivere un tempo di preghiera, ed è qui che è nata la “Casa della Povera Gente”. Con Maddalena vivono una delle sue due figlie, il marito Alessandro, Claudia ed Ester, due sorelle consacrate secolari, e Roberta, una professoressa di Napoli. La loro è una bella e vivace comunità di laici. Normalmente, la loro casa ha una maggiore richiesta di accoglienza nel periodo estivo, vuoi per il caldo, vuoi per le ferie, vuoi perché i colori dell’Umbria sono allettanti e vivaci ma, soprattutto, perché sempre più spesso le persone riscoprono un grande desiderio di pace. Maddalena, col suo bellissimo accento francese, racconta così la sua esperienza:    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Un’ora per Dio giorno dopo giorno – Maddalena Lowit

Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

L’amore chiede grandi passi

di Maria Grazia Meloni 

La storia di Chiara Corbello Petrillo e della sua famiglia ha stupito migliaia di persone. Chiara è solo una sposa e una mamma. E tuttavia la sua vita è straordinaria, sebbene nella sua ordinaria esistenza.

Chiara ed Enrico si sono conosciuti durante un pellegrinaggio a Medjugorje, nell’estate del 2002. Lui ha ventitre anni e lei diciotto. Tornati a Roma, da quella semplice amicizia è nata una storia d’amore che tra alti e bassi li ha portati al matrimonio nel 2008. Appena un mese dopo Chiara rimane incinta, ma già dalla prima ecografia la diagnosi è fatale. Purtroppo la bambina cheChiara Corbello coppia porta in grembo è affetta da “anencefalia”, una malformazione congenita grave che non dà speranze di vita. Ciò nonostante i due coniugi decidono di dare alla luce la figlia, e così nasce Maria Grazia Letizia. La piccola viene subito battezzata e dopo appena mezz’ora di vita muore tra le braccia amorevoli dei giovani sposi. La vita dei due prosegue nell’abbandono alla volontà di Dio. Chiara rimane incinta per la seconda volta. Ma anche questa gravidanza ha un risvolto amaro. Il bambino ha due gravi malformazioni che lo porteranno a condurre una vita di disabilità.   Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

Testimoni ieri e oggi_ Per una reale etica dell’incontro e della comunicazione

Per una reale etica dell’incontro

e della comunicazione

di Maria Grazia Meloni 

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L’uomo in tutto il suo essere è anzitutto un comunicatore. Ha necessità di comunicare e comunicarsi. Perché è attraverso questo atto che ognuno di noi esprime se stesso, cioè quello che è racchiuso nel profondo del proprio essere e di conseguenza è possibile esprimere ciò in cui si crede. Ed è proprio in questa esigenza che è pensabile aprirsi all’incontro con l’altro, imparando così a conoscere le persone che incrociano il nostro cammino e con cui siamo chiamati a Giornalisti-e-sciacallicondividere aspetti della nostra esistenza. L’importanza e la consapevolezza di tale forma di comunicazione riposa nell’attenzione all’accoglienza della “diversità” altrui che, appunto, rivela la ricchezza della nostra umanità, perché è nella scoperta dell’altro che incontriamo pure l’autenticità del nostro stesso essere. Naturalmente, una tale comunicazione richiede impegno, correttezza, umiltà tanto da comprendere pienamente l’importanza e la necessità che abbiamo di imparare gli uni dagli altri. O almeno così dovrebbe essere. Ed infatti, questa comunicabilità esige la capacità di saper dialogare nel rispetto reciproco, perché tale impegno evidenzia ciò che abbiamo nel nostro cuore e ci permette quindi di comunicare agli altri le “verità” racchiuse in noi.

Ciò detto, e nella cognizione di tale consapevolezza, nella vita di tutti i giorni ci disponiamo a comunicare noi stessi agli altri anche attraverso i molti e moderni mezzi della comunicazione sociale, mezzi con cui tutti noi dobbiamo confrontarci senza esaltarli o demonizzarli, ma utilizzandoli come elementi di espressione. Sapendo che questa nostra epoca cosiddetta “multimediale”, nella quale siamo chiamati a vivere e in cui mettiamo in pratica questa comunicabilità sociale che si interseca in tutti ciò che siamo e facciamo, ci include in ungiornalisti (1) meccanismo incessante e sempre più amplificato. Un movimento inteso come un vero e proprio dinamismo capace di favorire, come non era mai accaduto in passato, una comunicazione trasversale che coinvolge strati vitali anche molto lontani fra loro.

Dunque, ognuno di noi vive questa comunicazione, a volte anche nostro malgrado e subendone i limiti, per cui è possibile che tali confini vengano a circoscrivere quella che dovrebbe essere la supposta “etica dell’incontro” e quindi l’”etica della comunicazione”. In tal senso, è lecito domandarsi se oggi, nella nostra comunicazione, esiste ancora un’etica? E addirittura, ha ancora senso parlare di etica? E soprattutto, è valido parlare di un’etica dell’incontro?

In questa brevissima riflessione introduttiva a tale tematica, possiamo sostenere il messaggio proposto dalla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014, che ha per titolo “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”. È possibile incontrarsi e comunicarsi autenticamente ed eticamente? Ed inoltre, colui che è il comunicatore per eccellenza, il giornalista, è capace di parlare al suo lettore attraverso una comunicazione libera? Il giornalista è colui il quale dovrebbe svolgere il suo lavoro comunicando il suo pensiero, che dovrebbe essere obiettivo e rispettoso della verità e dei fatti, in quanto spinto dalla sua coscienza morale di professionista. Infatti, quando parla, oltre alla mera informazione, compie una vera e propria formazione alla consapevolezza di ciò che viene espresso. Ma è davvero così? Esiste una comunicazione così sinceramente onesta Conferenza stampa del M5Se libera da pregiudizi? Esiste un giornalismo che è ancora un esempio di comunicazione? Noi sappiamo che esiste un’etica deontologica dell’informazione che indica il corretto comportamento di un buon giornalista. Questi dovrebbe essere libero da giudizi morali; politicamente obiettivo; capace di rilevare il pluralismo delle diverse opinioni in un dato argomento di discussione; rispettoso della vita e della storia delle persone coinvolte in una data notizia, cioè senza trasformarle in “mostri” ancor prima del giudizio legislativo; attento a non discriminare razza, sesso, religione o visione politica. Ma è davvero così? Oppure oggi il giornalismo è spettacolo? E questo cosa comporta per la nostra comunicazione? Che esempio ci dà? Possiamo parlarne in termini di “lassismo etico”? E questo lassismo può essere una delle cause della mistificazione della verità nella nostra comunicazione?

Sarebbe bello che tu scrivessi cosa ne pensi. E ci raccontassi di esempi di giornalismo etico, se ne conosci. Ma anche di storie di amici o familiari, storie di vita e di comunicazione etica!

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI 

Santità… un raggio luminoso, una porta spalancata!

La Santità…

…un raggio luminoso che fa risplendere il mondo…

…una porta verso il cielo, spalancata per tutti!

Questo sono i santi, tra noi!
Dicono al mondo due cose:

  1. la fedeltà di Dio, instancabile! Il suo amore capace dell’impossibile;
  2. la bellezza e la pienezza che una creatura può raggiungere, accogliendo Dio nella vita, dandogli spazio, lasciandosi trasformare in capolavoro.

Oggi, con gratitudine, lodiamo il Signore per le meraviglie che continua a operare nella sua Chiesa e nella storia del mondo… per Giovanni XXIII e per Giovanni Paolo II, per il loro sì a Lui, per il bene della Chiesa e del mondo.

Possa la loro intercessione ottenere per noi, per questa storia, la pace!

Canonizzazione 2papi