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Una cintura di salvataggio per aggrapparsi a Dio – Itinerari musicali di catechesi/7_La Pietà

Qualche premessa: 

INTRO:
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Pietà

Pietà, cinture di salvataggio e doni dello Spirito: qualcuno mi sa dire che cosa li tiene insieme? Le cinture e i giubbotti di salvataggio intervengono in situazioni di pericolo; ma tutto questo cosa ha a che fare con la pietà e i doni dello Spirito? Vi anticipo che se, per gli altri itinerari, avete potuto definire il numero degli incontri, questa volta la proposta richiede, di per sé, almeno due incontri.
LA PIETÀ È CINTURA DI SALVATAGGIO?
Viviamo la prima dinamica a tema:
• collocate nella sala dell’incontro un poster abbastanza grande sul quale avrete precedentemente attaccato, da un lato, l’immagine di una cintura/giubbotto di salvataggio e, dall’altro, la parola pietà.
• Chiedete ai ragazzi di scrivere sul cartellone che cosa potrebbe collegare i due elementi, di individuare il motivo per cui voi li avete messi insieme.
• Il percorso lungo il quale accompagnare i ragazzi: nel rapporto con Dio, lo Spirito Santo, donandoci la pietà, ci offre la possibilità/capacità di entrare in una relazione con il Signore fatta di fiducia e abbandono. Il dono della pietà ci permette di fidarci di lui anche nei momenti difficili, di confidare nel suo aiuto, di aggrapparci a Dio e di trovare in lui il nostro vero, solo ed efficace giubbotto di salvataggio nelle tante tempeste della vita. aggrapparsi

Il percorso, più di ogni altra volta, sarà segnato da tre canzoni di impostazione decisamente cristiana: A braccia aperte, Soltanto te e Per sempre canteremo
PietàLA LETTERA A DIO
• Vi suggerisco di consegnare ai ragazzi il testo della canzone di Jovanotti A te e di ascoltarla insieme. Il cantante dedica questo testo a colei che ama, a colei di cui si fida. Ma, concretamente, che cosa ha fatto lei per lui di così importante da far nascere un significativo rapporto di coppia?
«Se noi dovessimo riscrivere la canzone A te, e se il destinatario fosse Dio, che cosa scriveremmo?»
SEI UNO DI CUI FIDARSI?
Nell’incontro successivo, accanto al primo cartellone, collocatene un secondo sul quale avrete trascritto tutti i loro A te, rivolti a Dio. Ripartite leggendone uno decisamente particolare: l’A te che Dio avrà loro dedicato. Leggetelo e successivamente consegnatelo a ciascuno, chiedendo di inserirlo nel diario di bordo.
 «“A te che sei uno di cui ci si può fidare”, possiamo dirlo a Dio?». Questa domanda deve fungere da provocazione, pertanto non accettate dai ragazzi né lapidari sì, né no! Incalzate con altre domande: «Dove sta Dio nel dolore? Se di lui ci si può fidare perché le chiese sono vuote? Come ci si fida concretamente di lui?».
A BRACCIA APERTE
Testo alla mano, i passi da vivere sono questi:
• Primo passo, con A braccia aperte di Valerio Antonioni: il testo ripropone la riscoperta del ritorno a Dio come ritorno tra le braccia di un Padre che ama anche nell’errore, nella lontananza, nelle distanze che noi creiamo.
• Secondo passo, con Soltanto te di Sandro Stacchiotti: scegliere Dio dopo averne sperimentato la vicinanza, sceglierlo come adesione personale, sceglierlo come nuovo orizzonte di vita.
Terzo passo, con Per sempre canteremo di  Sandro Stacchiotti:  in Dio ci scopriamo Chiesa, fratelli, comunità. L’invito allora è alla lode, a cantare, nella gioia, ciò che di lui possiamo vivere e sentire.

 [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

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L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

Campo online_Triduo Pasquale 2011/1° giorno

Mercoledì 20 Aprile 2011: Start si parte!

Benvenuti cari amici e amiche, fratelli e sorelle nel prezioso cammino della fede.

Benvenuti a tutti voi che avete scelto di vivere con noi questa importante preparazione alla Pasqua. Non si tratta di sostituire quanto la Chiesa ci propone, tutt’altro!

La proposta desidera essere un cammino di accompagnamento per vivere con pienezza e maggiore consapevolezza tutto ciò che la liturgia ci propone e che il mistero Pasquale ci invita a contemplare.

Non siamo chiamati a fare memoria. Non ci è chiesto di raccontare un’antica storia. Tutti, nella nostra personale situazione, siamo invitati a seguire i passi di Gesù per far sì che il dono d’amore che in Lui si compie, possa diventare realtà anche nella nostra vita personale, familiare, ecclesiale e sociale.

A tutti, buon cammino verso la Pasqua, perché sia passaggio reale verso la vita!

Riflessione

Camminare sugli stessi passi di Gesù, significa concretamente metterci sulle sue orme, seguire le sue tracce nella storia, attingere dai suoi incontri e dai suoi dialoghi con la gente, per imparare la sua logica, il suo stile, la sua stessa proposta d’amore. Chi è il Gesù di Nazareth che per noi dà la sua vita? Chi è quel maestro che per i suoi discepoli, per chi lo tradisce, per ogni figlio di donna sulla terra offre tutto se stesso? Prima di andare oltre, prima di arrivare a conclusioni affrettate, conosciute e spesso troppo scontate andiamo ad attingere all’esperienza concreta di chi ha vissuto con lui, di chi lo ha conosciuto, di chi ha sperimentato nella concretezza del vivere la forza trabordante del suo amore.

SUI PASSI DI GESÙ…

 …con Maria di Magdala

[…]Già, io sì! Ho visto il Signore. È risorto, è qui. È vivo oggi tra voi, come ieri con me. Io ho visto, ho creduto, ho annunciato agli altri il suo amore, la sua presenza nella mia vita, quell’incontro, prima a Magdala, per le vie della mia città, poi a Gerusalemme, durante il processo, sotto la croce, nel giardino davanti al sepolcro: l’ho incontrato e quell’incontro mi ha cambiato la vita.

…con Giuda

 […]Avvicinatevi alla mia storia in punta di piedi e vi prego leggete, ma non imitatemi! Quanto fu lunga quella notte… Se avessi creduto in lui… se non avessi puntato su me stesso… se mi fossi fidato di lui… oggi anche io come Pietro… sarei vivo e la mia sarebbe una meravigliosa testimonianza del suo amore. Anche io sarei un perdonato e potrei raccontarvi l’intensità di quello sguardo che ti incontrava per strada, quasi per sbaglio e ti faceva sentire amato. Lui conosceva il mio cuore: piccolo, fragile, così spudoratamente orgoglioso… ma mi ha amato e ha creduto in me…

…con Pietro

Quella notte… i suoi occhi mi hanno zittito… hanno fatto tacere tutte le mie povere promesse. In quella notte assurda, tutto sembrava senza senso… gli altri lo accusavano e noi, i suoi discepoli, lo avevamo tradito, abbandonato, lasciato solo a soffrire…  se noi avessimo testimoniato… se le nostre parole lo avessero difeso… se tutti quei guariti avessero parlato… Quanti se potrei dirvi… ma non serve. Resta solo una verità: il peso del mio tradimento e la grandezza del suo perdono. Tre volte l’ho tradito e per tre volte lui mi ha chiesto di amarlo. Quanto è grande il suo amore! Sì, mi ha amato… senza che potessi ricambiare nulla. E se oggi dovessi dire quale sia stato il momento in cui ho sentito in modo più forte il suo amore, vi racconterei ancora di quella notte, quando tradito dalle mie parole, mi ha guardato e senza dire nulla, senza smentirmi, il suoi occhi mi hanno detto: «Coraggio Pietro, sono io, il Signore, non temere!»

…con Paolo

Quel Gesù ucciso, morto sotto gli occhi di tanti… quel Gesù il cui sepolcro era stato trovato vuoto era apparso a me, ma non dal nulla, materializzandosi come un fantasma. La sua visione, sotto forma di luce e di voce, era realmente accaduta nel mio cuore. … io, ora, ero stato raggiunto dal quel Maestro di Nazareth, morto e risorto… ero stato incontrato da lui , in quella luce interiore, in quella sua voce così forte avevo incontrato Dio… lo avevo incontrato vivo, nel mio cuore! Ma quello che quel giorno, sulla via di Damasco è iniziata è una storia che ha continuato ad accadere nei secoli. Quel Maestro risorto, il Gesù Crocifisso, il cui amore ho sempre annunciato, continua a fare luce nella vita e nel cuore,a parlare e a rivelare il suo volto a chiunque voglia ascoltare.

Penso al loro incontro con Gesù e mi viene in mente il testo di Jovanotti: A te. Mi viene in mente la forza di un amore concreto che mentre tocca cambia la vita. Mi viene in mente l’estrema concretezza di un amore capace di aprire pugni chiusi, di dare quella fiducia forte al punto giusto da farti lasciare le spalle allo scoperto, da farti sollevare gli occhi bassi per ricominciare a credere e sperare. Ascolto e credo che in quel amore che Gesù ha fatto sentire ai suoi c’è tanto di quel amore che ogni uomo e donna prova, crede, spera, attende e desidera sentire nel proprio cuore e nella propria vita.
[…]
Amore concreto, amore reale… Amore che si china e rialza, amore che sbaglia e ricomincia, amore che dà e riceve, amore che dona senza misurare… amore…  amore che in Gesù e nei suoi mille incontri è divenuto realtà. Amore che ha toccato e guarito, amore che ha perdonato, amore che ha donato la possibilità di una vita nuova, amore che ha amato non il perfetto ma l’umano… quell’umano povero e fragile che spesso promette e non mantiene, che sogna e si ferma al primo ostacolo, che punta ai grandi orizzonti e si accontenta del nulla… 

Chi mi ama mi incontra, e lo fa sui sentieri della mia quotidianità, della mia semplice vita, delle mie storie complicate, dei miei tradimenti e allontanamenti, delle mie paure, dei miei sogni. Il vangelo, in tutte le sue sfaccettature ci riconsegna la concretezza di un Dio che è entrato nella nostra storia per salvarla, nella nostra vita per riscattarla in nome dell’amore.

«Al tuo amore concreto, Signore, rispondo concretamente? Le mie sono parole o sono scelte? Sono ipotesi lontane o sono progetti di vita? Tu mi ami e mi incontri… e io?»


Per chi volesse, può guardare il video della canzone A te di Jovanotti