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Come il pane – BUONA DOMENICA! Solennità del Corpus Domini – Anno C

«Tutti mangiarono a sazietà»

Lc 9,17

Quando ci prepariamo a vivere una solennità come quella del Corpus Domini nella nostra testa, soprattutto in quella di chi ha qualche anno in più, prendono corpo alcune immagini: processioni, piviali, infiorate, baldacchini… Tutto sembra riportarci a ricche celebrazioni, in cui tutti i presenti e ogni elemento liturgico sembrano esaltare la regalità e l’onnipotenza di Dio. Adorato nell’Eucaristia, il Dio tra noi è colui verso il quale in nessun altro modo ci si può rivolgere se non prostrandosi, adorandolo, rivolgendogli i più sacri tra i gesti. Eppure il corpo e il sangue di Gesù ci riportano a ben altri luoghi e a ben altri gesti. Il suo corpo e il suo sangue dovrebbero riportarci, in particolare, in due luoghi: la mangiatoia a Betlemme e il cenacolo a Gerusalemme.
Betlemme è la casa del pane, e la casa è il luogo in cui il pane non si vende, ma si condivide, si spezza, si offre. È lì che l’Onnipotente fattosi carne si offre a noi come cibo in una mangiatoia, come pane di cui la storia e l’umanità si sarebbero potute nutrire. È nella casa del pane che l’Onnipotente, consegnandosi come pane, si fa Dio con noi.
Gerusalemme, dal cenacolo al Golgota, è il luogo in cui il Pane si lascia prendere, spezzare, donare. È lì, in quel dono incondizionato, che prendono forza le parole pronunciate alle folle affamate. Quelle che la liturgia oggi ci rioffre: «Voi stessi date loro da mangiare». Parole pronunciate per i Dodici, di fronte alle folle che seguivano quel maestro per sentirlo parlare del regno di Dio e per essere da lui curati. Curati, dice l’evangelista, non guariti. Perché questo fa il pane: cura. E cura nel momento in cui viene spezzato.

Gli apostoli sono gli eterni preoccupati. Lo erano i Dodici e continuiamo a esserlo anche noi. Vogliamo mettere ogni cosa al sicuro, anche Dio. Ma il regno di Dio è altro. Il Regno è pane che cura. E pane che cura è la vita di ogni credente che si lascia prendere, spezzare, offrire, proprio come il Maestro di Nazaret.
Impossibile? No! Il suo corpo e il suo sangue lo rendono possibile: ci rendono oggi corpo generativo, ci rendono pane che oggi può curare.

Nel weekend sul nostro canale youtube potrai trovare il commento audio

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Pane del cielo

Signore Gesù, Pane del cielo,
che per amore ti sei lasciato spezzare,
rendi oggi la nostra vita pane:
per curare ferite profonde,
per saziare la fame di senso,
per seminare benedizione,
per offrire tenerezza.

Pane di vita nuova,
prendici per mano e, nutrendoci di te,
del tuo corpo e del tuo sangue,
trasformaci in dono per l’umanità.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 9,11b-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

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Come una danza – BUONA DOMENICA! Solennità della Santissima Trinità – Anno C

«Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa»

Gv 14,26

A che cosa dobbiamo pensare quando proviamo a pensare alla Trinità? Sì, certo, da sempre ce ne parlano come di un mistero insondabile. Ma provando a mettere da parte il desiderio scientifico della dimostrazione della sua esistenza (poiché non c’è scienza che possa dimostrarlo, e ce lo diciamo subito), quale immagine possiamo usare per pensare la Trinità? Una delle immagini per me più significative (di cui anche i teologi parlano) è la danza. Provate a rileggere il Vangelo che questa festa liturgica ci propone pensando a dei ballerini e ballerine che, legati da un’unica melodia, si muovono l’uno con l’altro, l’uno nell’altro. Movimenti liberi eppure legati, nei quali l’uno crea attraverso l’altro. Leggerezza, forza, delicatezza, sostegno, ampiezza: tutto è reso possibile da questo costante compenetrarsi di corpi e anime.
Ecco, quando penso alla vita che scorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito penso a questo: un’eterna danza in cui nulla è fermo, nulla è pesante, nulla è determinato; tutto è sempre in costante movimento. Ma quando penso a Loro, penso anche a noi. Perché se Gesù è stato immagine del Padre, allora quello che abbiamo visto accadere attraverso le sue parole e azioni è una conferma: in quella danza siamo coinvolti anche noi. La musica è l’amore, e l’amore è ciò che apre il circolo di quella danza e ci tira dentro.
Perdiamoci in queste immagini, e lasciamoci coinvolgere.
La Santissima Trinità, come ogni cosa che riguardi Dio, è questione di relazione, non di spiegazione. È esperienza, non certezza. Non possiamo aspettare che qualcuno ci convinca, dobbiamo scegliere di entrare nella danza dell’amore, percepire la vita di Dio, lasciarci sorprendere e destabilizzare da una sua scintilla della sua presenza. Questo è credere!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Aprici a te, Trinità infinita

Padre santo,
in Gesù abbiamo scoperto
il tuo volto, ascoltato il tuo cuore;
e in lui possiamo lasciarci raggiungere
dall’immensità del tuo amore.
Nello Spirito possiamo sperimentare
l’intensità della tua presenza,
l’effervescenza della tua vita;
possiamo lasciarci abitare da te.
Rendici capaci di te, Padre, del tuo amore,
della tua passione per questa umanità
e di quella permanente comunione
che vi apre a noi, creature eppure figli,
insignificanti esseri nell’universo
eppure eredi della vita che non avrà fine.
Aprici a te, Trinità infinità,
perché nella nostra vita tu possa vivere.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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È Pentecoste – BUONA DOMENICA! Solennità di Pentecoste – Anno C

«Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa»

Gv 14,26

È Pentecoste! Ma non limitiamoci a guardare indietro, a cercare nella storia antica i segni dello Spirito di Dio. È Pentecoste oggi, esattamente come lo fu nel Cenacolo. «Mentre il giorno della Pentecoste stava compiendosi…», puntualizza l’evangelista Luca negli Atti, «venne all’improvviso dal cielo un fragore, un vento…, e riempì tutta la casa… Apparvero lingue come di fuoco… e tutti furono colmati di Spirito Santo».
Ecco, è così che lo Spirito di Dio entra e riempie, colma, trasforma. È così che accade ancora oggi! E chi pensa alla vita cristiana come a un modo di vivere sicuro, comodo, tranquillo, allora forse non ha ancora fatto conoscenza con ciò che di Dio è energia, potenza, effervescenza: lo Spirito Santo.
Forse non vedremo le lingue di fuoco scendere su di noi, ma consentire allo Spirito di trovare spazio nella nostra vita è fare esperienza di vento, di sconvolgimento, di energia, di trasformazione. Quando c’è lo Spirito nulla resta come era, neppure la nostra vita. Lo Spirito viene all’improvviso tutte le volte che la storia ci chiede una posizione nel mondo. Lo Spirito fa sentire la sua voce in ogni situazione che chiede la nostra voce. Lo Spirito ci riempie di Dio ogni volta che questo mondo ha bisogno di scintille di Dio.
Se lo Spirito vive in noi cominciamo a capire e a parlare tutte le lingue del mondo attorno a noi. Ma non pensate all’inglese, o francese, o cinese, o a qualsiasi altra lingua. Lo Spirito ci rende capaci di comprendere le lingue degli altri, dei loro mondi interiori, delle loro insicurezze, delle paure, dei desideri. Lo Spirito di Dio, poiché è Dio, apre per noi i mondi e ci rende capaci di sostenerli, di portarli, di spalancarli verso una nuova vita.
È Pentecoste, lasciamoci aprire dallo Spirito al mondo, alla storia, all’altro, a Dio!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Vieni, Spirito dell’amore

Vieni, Santo Spirito,
riempi i nostri cuori
della vita nuova
che zampilla dal cuore di Dio.
Vieni, scendi su di noi,
e avvolgi ciò che di più oscuro ci abita.
Vieni, scendi su di noi,
e abbraccia quelle solitudini profonde
che ci allontanano dal bene.
Vieni, scendi su di noi,
e portaci Dio: la sua pienezza,
il suo amore, la sua stessa vita.

Dito della mano di Dio
scrivi nel nostro cuore una nuova storia
e spalanca per la nostra mente
nuove prospettive,
perché tutto di noi si apra a quel futuro
che Dio sogna per l’umanità.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 14,15-16.23b-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

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La mia parola…- BUONA DOMENICA! Solennità dell’ Ascensione – Anno C

«Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.»

Lc 24,51

Gesù ascende al cielo! O per dirla in parole più semplici: sparisce alla vista dei suoi discepoli. Quello che neppure la morte era stata in grado di fare, lo fa la sua ascensione.
Ci dice l’evangelista Luca che, dopo la sua passione, Gesù si mostrò vivo ai suoi per quaranta giorni: appariva, parlava, insegnava… quasi che nulla fosse cambiato. In realtà era cambiato tutto e quel Maestro di Nazaret che essi stavano frequentando non era più semplicemente un figlio d’uomo: ora essi stavano ascoltando un risorto, il Risorto. Nei giorni che precedevano la passione Gesù parlava di giorni tremendi, nei quali lui sarebbe stato rinnegato, colpito, ucciso e poi risorto. Ma, a coloro che lo seguivano, quelle parole sembravano pesanti, a tratti sconsiderate, una follia.
Ora lui parla di un nuovo tempo e di nuove attese. La sua morte e risurrezione hanno svelato in modo radicale il volto di Dio, il suo cuore; ma ora che tutti hanno potuto vedere la totalità del suo amore per ogni donna e per ogni uomo, ora una nuova attesa deve compiersi, una nuova promessa. Giovanni aveva battezzato con acqua i figli della conversione; i figli della risurrezione devono battezzati in Spirito Santo. I primi, spinti dal perdono dei peccati si lasciano immergere nel Giordano. Gli altri, attirati dall’amore, accettano di lasciarsi immergere in Dio. È straordinario ciò che Gesù promette! Ricevere lo Spirito è divenire capaci di Dio: di scoprire la sua presenza anche nell’assenza, di andare oltre il suo sparire ai nostri occhi, di lasciarci riempire della sua stessa passione per questa umanità, di permettergli di viverci dentro.
E allora anche noi, oggi, abbiamo bisogno del suo Spirito per riscoprirci figli della risurrezione, per diffondere risurrezione, per permettere a Dio di sparire ai nostri occhi, ma vivere nella nostra mente, dare luce nuova al nostro sguardo, aperture nuove al nostro cuore.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Nel tuo nome

Nel tuo nome, Signore risorto,
insegnaci ad andare
per seminare risurrezione.
Nel tuo nome, Signore della vita,
spingici a uscire da noi stessi
per incontrare il mondo
e diffondere instancabilmente
il tuo perdono, la tua salvezza,
la tua prossimità.

Signore Gesù,
il mondo attorno a noi ha bisogno
di chi accarezzi le lacrime e generi la pace:
rendici apostoli di tenerezza;
ha bisogno di chi sostenga la vita:
rendici apostoli di fiducia.

Vieni, Spirito del Signore,
rivestici con la tua forza
e riempici del tuo amore.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

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La mia parola…- BUONA DOMENICA! VI DOMENICA DI PASQUA – Anno C

«Non sia turbato il vostro cuore

e non abbia timore.»

Gv 14,27

La Parola è uno degli straordinari doni che il Risorto ci ha lasciato. Nella sua parola c’è tutto ciò che il cuore può desiderare. C’è vita, c’è guarigione, c’è speranza, c’è luce. Se la Parola trova spazio in noi, se può abitare dentro di noi allora non abbiamo bisogno di surrogati di luce, perché in noi splende la Luce; non abbiamo bisogno di riempirci di emozioni forti, perché in noi sarà l’Amore a generare amore.
“Osservare” la Parola non è ridurre la vita a sterile obbedienza. Osservare la Parola significa fare della vita la casa di Dio, una casa dalle mura mobili che Dio può allargare a dismisura, rendendo il nostro cuore più vasto degli oceani. Osservare la Parola è attivare una risposta d’amore, capace di ribaltare ogni equilibrio, di superare timori, di vincere se stessi e quella nostra strenua volontà di dominare il presente e il futuro, noi stessi, gli altri e anche Dio.
Osservare la Parola è smettere di possedersi e possedere, perché la Parola è Dio vivo, è il Risorto presente, è lo Spirito carico di novità. Sono loro in noi ciò che ci rende nuovi. Sono loro la luce della nostra casa, la vita che scorrendoci dentro ci rinnova, la pace che come acqua sul fuoco può spegnere l’ira e aprire al perdono.
Queste non sono “belle parole”, non è poesia. E se lo fossero noi tutti saremmo dei perduti, degli sconfitti, dei creduloni. Vana sarebbe la nostra fede, ma vana sarebbe anche la nostra vita. Non possiamo renderci nuovi da soli, non possiamo arrivare a Dio da soli, non possiamo generare pace da soli. Ma solo noi possiamo consentire a Dio di venire in noi, di abitare in noi, di restare con noi, di renderci un miracolo.
Questo è l’invito, non altro!
Credere in lui è far spazio a lui.
Credere in lui è scegliere di lasciarci abitare dal suo Spirito che, giorno dopo giorno, passo dopo passo, ci svelerà il suo volto.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Spazio alla Parola

Vieni, Spirito di Dio,
e fa’ che la Parola
trovi spazio in noi,
viva in noi e ci ricrei!

Vieni, Spirito del Risorto!
Tu che leghi la nostra esistenza
alla vita del Padre,
penetra lì dove il nostro cuore
custodisce i segreti più intimi
e fai esplodere la luce;
penetra lì dove si annidano
le nostre paure più segrete
e fai esplodere la fiducia.

Tu, Spirito del Signore,
insegnaci a lasciarci andare
allo sguardo di Dio,
alle sue mani tese,
alla sua voce che,
instancabilmente, chiama.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

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Sommario Febbraio 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Un pozzo d’acqua viva

Il cuore di ogni catechista inizia già a proiettarsi verso la Quaresima, tempo da vivere in prima persona e da far vivere a tutti coloro che più direttamente ognuno segue da vicino. Lasciamoci illuminare dal Messaggio finale del «Sinodo sulla nuova evangelizzazione». Esso ci orienta a una rinnovata consapevolezza della nostra fede e a una rinnovata adesione a Gesù, per diventarne testimoni e annunciatori. È un ritrovarci insieme, attorno al pozzo della storia e della vita, come la Samaritana, senza nasconderci nulla. Anche noi, oggi, come lei quel giorno, abbiamo bisogno di «quell’incontro» che, solo, può cambiare la vita. E il Figlio di Dio, Gesù, continua a farsi presente. C’è una luce che parte dall’interno e che illumina anche gli angoli più nascosti. A quel pozzo, siamo chiamati ad andare, portando con noi altri, ogni povertà ogni situazione, ogni diversità e peccato. Buon cammino!

Nel numero di FEBBRAIO:

Editoriale Un pozzo d’acqua viva di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogoSOS confrontiamoci di Tonino Lasconi – sos su Religioni a confronto e l’Efficacia della preghiera

Icone della fedeIl pentimento di Pietro di Emilio Salvatore – il testo biblico in cui si penetra è tratto da Lc 22,54-62. Questa volta è saggiata la fedeltà del discepolo, in particolare di Pietro, chiamato a rispondere della propria fede di fronte alle accusa della gente. Storia di rinnegamento, pentimento, fedeltà.Catechisti Febbraio 2013

Itinerario per genitoriTradire e ritrovarsi di Emilio Salvatore – Da Pietro a noi, e in particolare alle famiglie. Perchè Pietro lo ha fatto? Come si può tradire una persona amica? Come si può tradire chi si ama? Come sempre, seguono indicazioni per la lettura dell’immagine di copertina, come strumento per entrare maggiormente nell’esperienza di Pietro.

Itinerario Io sono con voiMi fido di chi mi aiuta con misericordia di Fabrizio Carletti – Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a entrare nel tempo di Quaresima e riconoscere la misericordia di Dio che supera le nostre fragilità. Gioco: I maghi gelanti.

Itinerario Venite con meTi chiedo perdono di Anna Teresa Borrelli – Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a riconoscere nella loro vita i momenti in cui, come Pietro, hanno tradito il Signore; comprendere la necessità di un percorso di conversione; imparare a chiedere perdono e a gioire del dono della riconciliazione. Attività: la lettera a Pietro.

Dinamiche e attività La croce dell’amore di Fabrizio Carletti [LEGGI L’ARTICOLO!!!] – Costruire la Croce dalla I domenica di Quaresima fino alla domenica delle Palme. Con il polisterolo per ricostruire i simboli di ogni domenica. (LEGGI L’ARTICOLO)

Parole della fedeSapienza e verità di Renato De Zan – Sussidi liturgici e pastorali – Percorso penitenziale con le famiglie di Giovanna e Giuseppe Galasso – Proposta di un itinerario per coinvolgere le FAMIGLIE nella preparazione al sacramento della Riconciliazione ed Eucaristia dei propri figli.

Itinerario post-battesimaleUn angelo speciale a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi – Far conoscere al bambino la figura dell’angelo custode; pregarlo e “costruirlo” attraverso una concreta attività da far fare ai bambini.

Ascolto e seguo GesùIl Vangelo della domenica di Roberto Laurita – Input, riflessioni e preghiere dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Ascolto e seguo Gesù Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano – Dinamiche e attività dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Il bambino nel gruppo di catechesi Il bambino DEMOTIVATO di Franca Feliziani Kannheiser – Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimedialeQuaresima tra simboli e memi di Marco Sanavio (LEGGI L’ARTICOLO)

Catechisti protagonisti12 + 72 giovani per un popolo in missione di Fernando Faiella – L’esperienza della Diocesi di Nocera-Sarno: un consiglio episcopale dei giovani, con i 12 giovani scelti dalle diverse foranie della Diocesi, altri 72 chiamati non per andare in missione, ma per essere un popolo in missione.

Per te, catechistaLa Chiesa da “società” a “popolo di Dio” di Filippa Castronovo – Per conoscere la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium

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Noi, figli amati, mai da soli. È una delle più grandi certezze che la comunione dei santi ci mette nel cuore. Cielo e terra uniti in un’unica grande famiglia; fratelli che sono chiamati a costruire solidarietà in nome di un amore da cui già si sono sentiti raggiunti e amati. La musica, l’attualità, il web, il cinema e, con rinnovata forza, la Bibbia e la liturgia ci aiutano a far entrare i ragazzi in questa immensa e spesso troppo sconosciuta realtà, più vicina a noi, di quanto possiamo immaginare.

Nel dossier di FEBBRAIO:

Focus – Santi grandi e piccoli di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – Credi la comunione dei santi di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Festa dei santi… o delle zucche? di Fausto Negri

In rete- Santi in rete di Alessia Cambi

Musica e fede – Mani unite tra cielo e terra! di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Siamo una grande famiglia di Cecilia Salizzoni (LEGGI L’ARTICOLO)

Colori dell’arte – Tutti uniti in Cristo di Fausto Negri

Test – Vicini o lontani…insieme! di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Donaci, Signore, la comunione di Veronica Bernasconi

Testimoni – Silvana Morelli e Rita Coluzzi a cura della Redazione – Due donne colpite da handicap fisici, dalla cui testimonianza traspare la forza della fede cristiana

Ti aspettiamo su facebook per seguire e condividere le novità, gli input, le segnalazioni, i post e per scaricare foto-preghiere, o cover per facebook da usare anche con i vostri destinatari, pubblicati sulle nostre pagine:

—> Paoline Centro Catechistico

—> Riviste Catechistiche

CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2012 – IN AVVENTO SULLE STRADE DELLA PAROLA

NON UN LIBRO MA «IL LIBRO»

di Fabrizio Carletti

Un dilemma della catechesi è aiutare bambini e ragazzi a percepire la Bibbia non come un libro qualsiasi, ma come «il Libro». Se essi percepiscono il testo come un normale libro al pari di un sussidio scolastico su cui prepararsi, da conoscere e capire, sarà difficile che, poi, nella loro vita, «si affianchino» alla Bibbia per confrontarsi con essa, per mettersi in ascolto di una Parola viva, cioè di Gesù, che desidera incontrarli e sollecitarli, illuminarli e plasmarli.

Il linguaggio liturgico-simbolico ci viene in aiuto: la Bibbia (o il Lezionario), infatti, durante la celebrazione eucaristica, non è posta in un luogo qualunque, ma sull’ambone, in alto, «messa in risalto»; ha un suo spazio, una sua collocazione.
È valorizzata anche dalla presenza delle candele: «Lampada ai miei passi è la tua parola».

È baciata dal celebrante, per sottolineare l’adorazione e l’amore per essa.
Non basta dire, dunque, ai fanciulli che la Bibbia è un libro diverso dagli altri se, poi, lo usiamo, lo collochiamo, lo teniamo come gli altri.

In questa scheda si propone un modo per valorizzarne la presenza, sia nella stanza della catechesi sia in famiglia.
Realizziamo un apposito leggio dove porre la nostra Bibbia domestica o quella usata nella catechesi.
Come Maria, che accoglie la parola di Dio, che si fa carne, così noi approntiamo «un luogo accogliente», dove collocare la Bibbia: semplice, ma che la valorizzi, permettendoci di situarla in un punto di rilievo della stanza o della casa. Ci aiuterà a percepire la Parola come presenza viva e non come un oggetto riposto in un cassetto, o in uno scaffale impolverato.

Materiale: stoffa del colore preferito da ogni fanciullo (rosso, dorato, giallo…), imbottitura in poliestere, pinzatrice, forbici.

Al lavoro:
• Ritagliare la stoffa colorata creando una sagoma di 50 x 50 cm.
• Realizzare, ripiegando e pinzando la stoffa, un contenitore a mo’ di federa di cuscino, con un lato aperto, per introdurvi l’imbottitura.
• Inserire l’imbottitura in modo da realizzare un piccolo cuscino.
• Richiudere il lato del cuscino, lasciato aperto, con la pinzatrice.
• A piacere, il catechista e ogni ragazzo possono disegnare con pennarelli o ricamarvi con ago e filo decorazioni varie o soggetti religiosi per rendere il nostro morbido leggio più bello e significativo.

Il cuscino-leggio si colloca in un punto specifico della casa, dove può essere visibile anche per gli ospiti; vi si appoggia sopra la Bibbia e si pone accanto una candela. In un momento del giorno la famiglia si riunisce davanti alla Parola, per compiere un piccolo rito, come indicato di seguito, che l’accompagnerà durante l’Avvento.

Insieme si può proclamare la seguente preghiera:

Santa Famiglia di Nazaret,
proteggi la nostra famiglia.
Fa’ che impariamo da te l’amore alla preghiera,
all’accoglienza, alla reciproca donazione.
Aiutaci a ricercare nella Parola
la fonte di unione, di amore e perdono.
Amen.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere come creare il cuscino-leggio.

Per info, abbonamenti e novità:

—> Clikka sull’immagine <—

Sommario Settembre 2012 – Catechisti Parrocchiali

Dossier Ragazzi e dintorni
Carissimi catechiste e catechisti, mentre ci prepariamo a entrare nell’Anno della fede, consideriamo che «porta della fede» è la stessa esistenza umana nella sua concretezza di relazioni, di lavoro, di studio, di svago, di eventi positivi o negativi. Ogni realtà di vita è da visitare con uno sguardo di fede, per far scoprire in essa Gesù crocifisso e risorto, sempre presente.
La nostra rivista quest’anno vi accompagnerà con itinerari improntati alla nascita e allo sviluppo della fede, perché possiate orientare i vostri interlocutori in percorsi significativi, «tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”».
Fin dall’immagine di copertina si evidenzia la fede come risposta che nasce dalla dinamica della relazione stabilitasi tra Pietro e il Maestro Gesù.

Nel numero di SETTEMBRE:

Editoriale – Cammini di fede di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi

Icone della fede – La chiamata alla fede di Emilio Salvatore

Itinerario per genitori – Imparare a fidarsi di Emilio Salvatore. La famiglia è primo modello nella fede: solo lavorando sulla fiducia umana si può imparare la fede/fiducia in Dio.

Itinerario Io sono con voiGesù, mi fido di te di Fabrizio Carletti. Il percorso mira a far conoscere sempre più Gesù, l’amico fedele che vuole la nostra felicità.

Itinerario Venite con me – Un cammino nuovo con Gesù di Anna Teresa Borrelli. Imparare a fidarsi di Gesù, per aderire a lui e seguirlo nelle scelte quotidiane: questo è l’obiettivo!

Dinamiche e attività – Un simbolo della fede di F. Carletti – A.M. D’Angelo. Il segno proposto è una collanina con il pesce, simbolo di Cristo, da valorizzare anche per la preghiera in famiglia.

Parole della fede – Ascoltare e vedere di Renato De Zan. «ascoltare e vedere» come i due termini esplorati che ruotano attorno alla parola fede.

Sussidi liturgici e pastorali – Celebrazione di accoglienza di M. Rosaria Attanasio. Per iniziare l’Anno della fede, con Maria la Madre del Signore.

Itinerario post-battesimale – Preghiera, dialogo con Dio a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. L’itinerario per i più piccoli aiuta a scoprire il dono della fede e della preghiera come dialogo con Dio.

Liturgia – Un nuovo anno liturgico di R. Laurita – B. Corsano. Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita. Input, riflessioni e preghiere dalla XXV e XXVI Domenica del Tempo Ordinario – B

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano. Dinamiche e attività su Mc 9,30-37 e Mc 9,38-48

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il prodigio della diversità di Franca Feliziani Kannheiser. Estroversi o introversi? Il rischio dell’incasellamento. Comportamenti, cause e strategie d’intervento per far sì che il bambino sviluppi risposte positive verso l’educatore. [LEGGI L’ARTICOLO!]

Comunicazione multimediale – Tag cloud, la nuvola di parole di Marco Sanavio

Catechisti protagonisti – Rinnovare l’iniziazione cristiana a cura della Redazione. Le Chiese locali e i convegni catechistici regionali promossi dall’Ufficio Catechistico Nazionale: alcune esperienze.

Per te, catechista – Vivere di te di Tonino Bello

Per i ragazzi di oggi quali sono gli scogli del credere, del fidarsi di Dio, nella nostra società? Con il dossier monografico di Catechisti Parrocchiali, Ragazzi & Dintorni, per preadolescenti, adolescenti e perché no?! anche per giovani, grazie alle sue proposte attuali e provocanti, si può dare voce alle domande dei ragazzi e individuare possibili risposte di vita e di fede.

Nel dossier di SETTEMBRE:

Focus – Gli scogli del Credo di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – La professione della fede di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – La fede, questa sconosciuta di Fausto Negri

In rete – La fede viaggia su internet di Alessia Cambi

Musica e fede – Credere: un’avventura! di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Là fuori c’è un mondo di Cecilia Salizzoni [LEGGI L’ARTICOLO!]

Colori dell’arte – L’albero della vita di Fausto Negri

Test – Un salto nel buio? di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Mio Signore e mio Dio di Veronica Bernasconi

Testimoni – Gabriele, il santo dei giovani a cura della Redazione

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Sommario Ottobre 2012 – Catechisti Parrocchiali

Carissimi catechiste e catechisti, ottobre è un mese particolarmente ricco di eventi: il Sinodo su “La nuova evangelizzazione” per la trasmissione della fede, l’inizio dell’Anno della fede e la non meno importante, dimensione missionaria, che lOttobre Missionario, appunto, ci stimola a riscoprire sempre più, come irrinunciabile.

Siamo universalmente interpellati a giocarci in quelle sfide che il Vangelo e la storia contemporanea, oggi, ci rivolgono. Nel desiderio di comunicare il Signore Gesù e far sperimentare l’amore e la gioia che dalla relazione con lui scaturiscono, assumiamo «uno stile più missionario dentro il tessuto sociale» e, «interpretando le domande e la sete di felicità degli adulti di oggi», proponiamo «il primo annuncio della fede» dentro le realtà esistenziali (Instrumentum Laboris 138-142)

«Una nuvola di testimoni» (guarda l’immagine di copertina), ci conduce a scoprire la testimonianza di numerosi personaggi della Scrittura che diventano compagni nel cammino di fede.

Nel numero di OTTOBRE: 

Editoriale In stile missionario di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi
Questa volta è don Tonino a porre una questione “amara e dolorosa” sul tavolo e ad aspettare i VOSTRI commenti, questione che tocca sempre più catechisti e catechiste. Vi aspetta!

Icone della fede – Una nuvola di testimoni di Emilio Salvatore

Itinerario per genitori – La testimonianza della fede di Emilio Salvatore
La sfida, in questa nostra tappa: imparare a essere padri e madri nella fede, che facciano entrare i propri figli nella catena di tutti quei testimoni della fede che testimonianza la bellezza di un credere che riempie la vita.

Itinerario Io sono con voi – Mi fido di chi mi ha preceduto di Fabrizio Carletti
Ascoltare e credere ai testimoni per diventare come loro, luci accese che illuminano il mondo – nell’articolo puoi trovare anche una dinamica da vivere con i bambini

Itinerario Venite con me – Per fede ti hanno seguito di Anna Teresa Borrelli
Percorso e attività per i ragazzi. Obiettivo: fidarsi di Dio, sempre!

Dinamiche e attività – L’ancora della speranza di F. Carletti – A.M. D’Angelo [LEGGI L’ARTICOLO!!!]
Strumenti in mano per creare l’ancora e una traccia di preghiera da vivere in famiglia

Parole della fede – Credere e dubitare di Renato De Zan

Sussidi liturgici e pastorali – Mandato ai catechisti e ROSARIO MISSIONARIO di M. Rosaria Attanasio

Itinerario post-battesimale – Nel nome del Signore a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi
Obiettivo: aiutare i bambini a conoscere le persone della Trinità, a vivere il segno della croce, incontrando il Signore, nella preghiera.

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita
Input, riflessioni e preghiere dalla XXVII e XXX Domenica del Tempo Ordinario – B

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano
Dinamiche e attività su Mc 10, 2-16; Mc 10,17-30; Mc 10,35-45; Mc 10,46-52

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il bambino OPPOSITIVO di Franca Feliziani Kannheiser
Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimediale La tecnologia legame o solco? di Marco Sanavio [LEGGI L’ARTICOLO!!!]

Catechisti protagonisti – Rinnovare l’iniziazione cristiana a cura della Redazione
Questa volta andiamo nel Triveneto, Emilia Romagna, Calabria, Lazio e Puglia

Per te, catechista – Giornata Missionaria Mondiale dal Messaggio di Benedetto XVI

Dossier Ragazzi e dintorni

Dio… semplicemente Padre! Eppure lo sappiamo, per i nostri ragazzi, soprattutto se adolescenti, tale semplicità si complica, fino a diventare, spesse volte, dubbio, distanza, allontanamento e, nei casi più estremi, ateismo. Avvicinare Dio al loro mondo, aiutarli a dare profondità e verità a quella relazione che già da tempo hanno iniziato a costruire. La musica, l’attualità, il web, il cinema e, con rinnovata forza, la Bibbia e la liturgia ci aiutano ad accompagnare i ragazzi a scoprire in Dio il volto di un padre, capace di amare fino alla follia.

Nel dossier di OTTOBRE:

Focus – Credo in te, sennò a chi? di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – Dio Creatore di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Dio Padre o magia e stelle? di Fausto Negri [LEGGI L’ARTICOLO]

In rete – Dio Padre nel web di Alessia Cambi

Musica e fede – Un Padre lontano eppure vicino di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Un Dio onnipotente nell’amore di Cecilia Salizzoni

Colori dell’arte – Creazione di Adamo di Fausto Negri

Test – Uno sguardo nuovo di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Dio, Padre nostro di Veronica Bernasconi [LEGGI L’ARTICOLO!!!]

Testimoni – Dorothy Stang – la terra è di Dio a cura della Redazione

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2012: IN NOVITÀ DI VITA

SANDALI PER SEGUIRE GESÙ

di F. Carletti – A.M. D’Angelo

La natura dell’uomo è quella del pellegrino, che si incammina lungo la storia della salvezza alla ricerca della verità e della felicità.
Ma Dio non lo lascia solo: si affianca al cammino di ogni persona per farsi conoscere gradualmente, fino alla sua piena rivelazione in Gesù.
I sandali costituiscono un simbolo per rappresentare per i fanciulli l’incamminarsi di ogni uomo e donna a fianco di Gesù, l’accettare il suo invito per giungere alla felicità piena. I sandali, inoltre, sono una calzatura semplice: come il cuore del fedele che si affida a Dio; come il cuore di Bartimeo che con slancio si affida a Gesù, abbandonando il mantello, perché in lui vede la sua ricchezza e il suo futuro.
Si propone ai fanciulli di realizzare sandali speciali: un segnalibro da usare per la Bibbia che si ha in casa, per camminare con Gesù lungo la storia della salvezza. Si ricorderà al fanciullo e a suoi genitori  come la Parola sia la via da percorrere per affiancare Gesù lungo una strada di gioia e comunione.
Materiale: 1 foglio di carta bianca di almeno 220 grammi, 1 stringa per scarpe di colore marrone larga massimo 1 cm, cartone, colla da calzolai, pennarello marrone, mollette per panni, forbici.
Al lavoro:
• Si ritagliano due sagome di piedi come quelle riportate nel disegno (una con le bordature per incollarci le strisce di stringa); le sagome dovranno avere un’altezza di almeno 7 cm e una larghezza di 3 cm.
• Si colorano le sagome di marrone.
• Si ritaglia, poi, la stringa per scarpe ottenendo 3 pezzi da applicare sulla sagoma che ha le opportune alette per il fissaggio. Si incollano le stringhe e si lasciano asciugare stringendole con le mollette per panni.
• Si disegnano due altre sagome di piede e si ritagliano.
• Ritagliare un altro pezzo di stringa più lungo, almeno 15 cm, che servirà da collegamento tra i due sandali per usarli da segnalibro.
• Si applica sulla sagoma semplice la scritta «Vieni e seguimi» e si incolla sulla corrispondente sagoma in cartone, avendo l’accortezza di incollare in mezzo ai due strati un pezzo della stringa tagliata prima.
• Applicare le mollette alla sagoma per fissare meglio la colla.
• Incollare l’altra parte della stringa più lunga dietro al sandalo prima costruito.
Tutti riuniti e seduti. I genitori chiedono al figlio di raccontare l’esperienza di Bartimeo. La mamma accende la lampada al centro della tavola, dove è deposta la Bibbia o il Vangelo, con il sandalo-segnalibro alla pagina di Mc 10,46-52, e invita ad ascoltare il brano del cieco di Gerico: «Cerchiamo di comprendere cosa è avvenuto e quale messaggio ha per noi, oggi». Il papà legge lentamente il brano e depone la Bibbia accanto alla lampada, invitando tutti ad un momento di riflessione su quanto annunciato.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere le foto del lavoro finito.

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Gennaio 2012 clicca qui

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