Come una danza – BUONA DOMENICA! Solennità della Santissima Trinità – Anno C

«Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa»

Gv 14,26

A che cosa dobbiamo pensare quando proviamo a pensare alla Trinità? Sì, certo, da sempre ce ne parlano come di un mistero insondabile. Ma provando a mettere da parte il desiderio scientifico della dimostrazione della sua esistenza (poiché non c’è scienza che possa dimostrarlo, e ce lo diciamo subito), quale immagine possiamo usare per pensare la Trinità? Una delle immagini per me più significative (di cui anche i teologi parlano) è la danza. Provate a rileggere il Vangelo che questa festa liturgica ci propone pensando a dei ballerini e ballerine che, legati da un’unica melodia, si muovono l’uno con l’altro, l’uno nell’altro. Movimenti liberi eppure legati, nei quali l’uno crea attraverso l’altro. Leggerezza, forza, delicatezza, sostegno, ampiezza: tutto è reso possibile da questo costante compenetrarsi di corpi e anime.
Ecco, quando penso alla vita che scorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito penso a questo: un’eterna danza in cui nulla è fermo, nulla è pesante, nulla è determinato; tutto è sempre in costante movimento. Ma quando penso a Loro, penso anche a noi. Perché se Gesù è stato immagine del Padre, allora quello che abbiamo visto accadere attraverso le sue parole e azioni è una conferma: in quella danza siamo coinvolti anche noi. La musica è l’amore, e l’amore è ciò che apre il circolo di quella danza e ci tira dentro.
Perdiamoci in queste immagini, e lasciamoci coinvolgere.
La Santissima Trinità, come ogni cosa che riguardi Dio, è questione di relazione, non di spiegazione. È esperienza, non certezza. Non possiamo aspettare che qualcuno ci convinca, dobbiamo scegliere di entrare nella danza dell’amore, percepire la vita di Dio, lasciarci sorprendere e destabilizzare da una sua scintilla della sua presenza. Questo è credere!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Aprici a te, Trinità infinita

Padre santo,
in Gesù abbiamo scoperto
il tuo volto, ascoltato il tuo cuore;
e in lui possiamo lasciarci raggiungere
dall’immensità del tuo amore.
Nello Spirito possiamo sperimentare
l’intensità della tua presenza,
l’effervescenza della tua vita;
possiamo lasciarci abitare da te.
Rendici capaci di te, Padre, del tuo amore,
della tua passione per questa umanità
e di quella permanente comunione
che vi apre a noi, creature eppure figli,
insignificanti esseri nell’universo
eppure eredi della vita che non avrà fine.
Aprici a te, Trinità infinità,
perché nella nostra vita tu possa vivere.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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