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Sommario Marzo 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Una Pasqua d’amore 

Carissimi catechisti e catechiste, stiamo vivendo, con i ragazzi e le famiglie, il Tempo di Quaresima che ci immette nel più grande evento della storia, quello della morte e risurrezione di Gesù. Dio Padre nel Figlio crocifisso, non svela solo il suo infinito amore, ma da se stesso! 

Fin dall’ immagine di copertina siamo condotti nel cuore della fede e del «primo annuncio» che Pietro fa ai non cristiani: quel Gesù che era morto, ora è risorto. 

La Chiesa è chiamata oggi a realizzare e annunciare l’amore di Dio Padre che si compie in Gesù, per risollevare gli sfiduciati, consolare gli afflitti, rivitalizzare i disperati. Così, allo stesso modo, ogni catechista ed educatore è chiamato a essere testimone di quello stesso amore.

Buona Pasqua di amore a tutti! 

Nel numero di MARZO: 

Editoriale – Una Pasqua d’amore di M. Rosaria AttanasioCatechisti Marzo 2013

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi. Classi o gruppi? Un incontro può sostituire una messa? Quale valore per il giorno del Signore?

Icone della fede – Il cuore della fede – morto e risorto per noi di Emilio Salvatore. Pietro, il peccatore, per la forza dello Spirito si trasforma in predicatore. La fede sperimentata nella Risurrezione diventa mistero da proclamare a tutte le genti

Itinerario per genitori – Educare allo stile pasquale di Emilio Salvatore. Un compito per i catechisti, chiamati a far riflettere i genitori su nucleo fondamentale della nostra fede e su come, la Risurrezione, tocchi e trasformi la loro e nostra vita

Itinerario Io sono con voi – Mi fido di chi ha visto Gesù di Fabrizio Carletti. Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a vivere la Pasqua come vittoria dell’amore sul male, come segno dell’amore di Dio. Gioco: Dal buio alla vita

Itinerario Venite con me – Ti racconto Gesù Risorto di Anna Teresa Borrelli [LEGGI L’ARTICOLO!!!]Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a conoscere i segni d’amore che Gesù ha compiuto per noi, credere che non ci lascia soli, riscoprire lo Spirito.Attività: Giornale in edizione straordinaria

Dinamiche e attività – Il cero Pasquale di Fabrizio Carletti

Parole della fede – Timore e amore di Renato De Zan

Sussidi liturgici e pastorali – Crediamo all’amore di Dio in Gesù di M.Rosaria Attanasio. Proposta per una via crucis costruita con i ragazzi

Itinerario post-battesimale – La lode del mattino a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. I bambini, in compagnia dei loro genitori, possono essere accompagnati a iniziare il nuovo giorno pregando Gesù

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita. Input, riflessioni e preghiere dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano. Dinamiche e attività dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il bambino AGGRESSIVO di Franca Feliziani Kannheiser. Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimediale – Ritmi di vita di Marco Sanavio [LEGGI L’ARTICOLO]Quando il ritmo assume, nel percorso di fede, un significato pregnante, tanto da migliorare la partecipazione dei ragazzi alle liturgie domenicali

Per te, catechista  – Le prospettive per la catechesi in Italia a cura della redazione

50 anni dal Concilio – Da “assistere” a “partecipare” di Filippa Castronovo. Alla scoperta della Costituzione Dogmatica Sacrosactum Concilium

 

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Tutti i sacramenti sono difficili, perché segni piccoli e umili di una realtà immensa: l’incontro con Gesù Risorto. Un salto enorme che può essere superato soltanto con la fede. La Confessione però, ha un tasso di difficoltà in più!

Dalla Bibbia al webdal cinema alla musical’artel’attualità, il percorso accompagna i ragazzi alla  consapevolezza dell’amore di Dio, luce vera, che sola può aiutare a comprendere la distanza tra noi e Dio e, quindi, il senso peccato.

Nel dossier di MARZO:

Focus – Il Sacramento difficile di Tonino LasconiDossier Marzo 2013

Bibbia nella vita – Credo la remissione dei peccati di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Tra demonio e santità non è lo stesso di Fausto Negri

In rete – La riconciliazione sul web di Alessia Cambi [LEGGI L’ARTICOLO]

Musica e fede – Il perdono: tra senso di vuoto e fiducia di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Un mondo nuovo di Cecilia Salizzoni

Colori dell’arte – “Padre, ho peccato…” di Fausto Negri

Test – Il cuore più grande di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Il Signore vince il male di Veronica Bernasconi [LEGGI L’ARTICOLO]

Testimoni – Il buttafuori di Dio a cura della Redazione

PROSSIMAMENTE ONLINE IL SOMMARIO DI APRILE 2013 SU —> WWW.PAOLINE.IT

CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2011: ALZATE I VOSTRI OCCHI E GUARDATE…

COME INCONTRO SOCIALE

di Franca Feliziani Kannheiser

Il catechista «efficace» è colui che sa riconoscere le interazioni sociali che si instaurano nel gruppo. Ancor prima di entrare nel luogo dove si svolgerà l’incontro, quando i fanciulli, accompagnati da genitori o nonni, si incrociano e si salutano, inizia la tessitura di quell’ordito che costituirà «l’abito relazionale» di quel particolare incontro catechistico.
Contatti fisici, sguardi, parole che i fanciulli si scambiano faranno intravedere al catechista con quale bagaglio relazionale i fanciulli entrano nel gruppo. Ciò che è accaduto precedentemente in classe o in cortile, gli scambi positivi e gli scontri, le simpatie e le antipatie che si sono create, tutto contribuirà a dare a quella specifica «ora di catechesi» la sua fisionomia, così come le esperienze individuali che ciascun fanciullo ha fatto in famiglia o a scuola: ciò condizionerà il tempo che si passerà insieme.
È opportuno, perciò, che il catechista crei l’occasione per far interagire il suo gruppo prima ancora di entrare nella sede dell’incontro.
Quando il tempo lo permette in cortile o in uno spazio polivalente, il catechista osserva come i fanciulli cominciano a interagire fra loro, giocando spontaneamente. E’ importante osservare se si creano coppie o gruppetti, notare chi privilegia attività di movimento piuttosto che giochi tranquilli.

In modo allegro, gentile e autentico l’incontro di catechesi è già iniziato! Il contatto è avvenuto!

Il gruppo per vivere e lavorare ha bisogno di una struttura chiara, anche se flessibile. La struttura è data dallo spazio che deve essere preparato accuratamente, pensando alle funzioni che deve avere (angolo del racconto, del lavoro individuale, del lavoro di gruppo, del gioco), ma anche dalla sequenza delle interazioni che potrebbe essere scandita da questi momenti:
Il saluto. È il rito che inizia formalmente l’incontro. Perché sia un momento di autentica interazione è necessario che non diventi un gesto meccanico, automatico, ma che sia pensato creativamente come espressione di accoglienza reciproca. È anche il momento in cui i fanciulli si sentono accolti da una presenza più grande: Gesù, che ci ha chiamati, è in mezzo a noi. Questa dimensione, fondamentale nell’incontro catechistico, non deve ridursi alla solita preghiera recitata meccanicamente, ma deve essere evocata da un segno: un’icona, un oggetto simbolico, un canto…
Il compito. La chiarezza rispetto all’obiettivo dell’incontro è essenziale per indirizzare coscientemente le proprie energie verso un traguardo. L’irrequietezza e la dispersione che si manifestano in alcuni gruppi sono spesso la conseguenza del non saper rispondere alla domanda: «Perché siamo qui?». Le modalità per gestire questa fase possono essere diverse, noi proponiamo di farne un’occasione di confronto tra i fanciulli e il catechista che invece di spiegare direttamente l’obiettivo dell’incontro, potrebbe fornire alcuni «indizi» per scoprirlo o accogliere i suggerimenti del gruppo, naturalmente guidandolo. Da qui nasce «il patto» che riguarda i modi e i tempi in cui il lavoro sarà svolto, patto che vincola sia i fanciulli sia il catechista.
Cominciamo a lavorare. Anche questa fase deve essere pensata e vissuta come gruppo, ad esempio stabilendo una chiara suddivisione dei compiti, privilegiando forme sociali come il lavoro in coppie e in piccoli gruppi, che, più di tanti discorsi, fanno toccare con mano che cosa significhi pensare insieme, collaborare, ecc. In questa fase è, inoltre, essenziale la chiarezza e la precisione delle consegne da parte del catechista.
Che cosa abbiamo fatto? La verifica del lavoro è di grande importanza. In questo contesto valutare significa valorizzare il prodotto del lavoro di tutto il gruppo, ma anche dare e avere feedback sui processi interattivi che si sono realizzati:
– Mi sono sentito bene nel gruppo?
– Quando è stato facile, quando è stato difficile lavorare insieme?
– Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti?
– Il mio contributo è stato valorizzato?
– E io ho saputo valorizzare il contributo degli altri?
Arrivederci al prossimo appuntamento! Il gruppo si congeda, ma per ritrovarsi. Nell’educazione religiosa il congedo contiene una promessa e un compito: quello di sentirsi amici tra di loro e con Gesù, durante tutta la settimana, e di comportarsi come tali. Ognuno porta a casa un piccolo «seme» da far germogliare nel suo ambiente: un proposito di preghiera, di riflessione sulla parola di Dio, di gentilezza verso gli altri. Questi semi, che fioriranno al soffio dello Spirito, non devono essere intesi come una risposta soltanto individuale, ma anche di gruppo.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Ottobre 2011 clicca qui

Per info e abbonamenti:

Settembre 2011 – Per i lettori di Catechisti Parrocchiali – Dossier Ragazzi & Dintorni/ – rubrica Musica

Catechisti Parrocchiali Settembre 2011Benvenute e benvenuti carissimi catechisti!

Se siete arrivati a questa pagina allora sarete nostri fedeli lettori: grazie mille per la stima e l’apprezzamento che la vostra fedeltà implicitamente esprime.

Per voi, per qualificare, maggiormente, il contributo che come paoline diamo alla formazione dei catechisti e facilitare il vostro stesso apporto alla formazione dei vostri ragazzi alla vita di fede, su questo spazio, mettiamo a vostra disposizione del materiale, che potrebbe essere utile per sviluppare le dinamiche che la rubrica Musica & fede del Dossier Ragazzi & Dintorni, annata 2011-2012  ha proposto. 

Piccoli suggerimenti per lavorare meglio…

1. Per maggiore concretezza, riprendo qui le tre tappe dell’itinerario descritte nell’articolo di settembre 2011. E’ necessario infatti che a ognuno sia chiaro il perché condurre i ragazzi a questa sintesi. Il resto è metodo, approfondimento, possibilità di maggiore comprensione; ma è necessario che ci sia chiarezza circa queste tappe da percorrere nella riflessione sull’amore.

  1. Scoprire il dono di Dio: ESSERE AMATI! Questo è il dono dei doni. Essere amati da Dio in modo unico e speciale, essere amati per ciò che siamo, così come siamo, con i nostri limiti e le nostre belle qualità. Ma riusciranno a sentirsi amati da Dio SOLO se sperimenteranno di essere amati da coloro che Dio manda nella sua vita (i catechisti e gli educatori… per esempio 😉 )
  2. Predisporci per accogliere il dono. Come si può diventare capaci di accogliere un dono? E un dono grande come l’amore? Difficile rispondere, ma credo che la cosa più necessaria sia esserne consapevoli: essere consapevoli di essere amati da Dio, riuscire a scoprire il suo amore in ciò che viviamo e che i ragazzi vivono… ma speriamo che questa consapevolezza cresca e maturi in loro (e in noi) strada facendo!
  3. Fare passi veri e propri nella vita quotidiana: nel testo li ho chiamati i passi dell’amore. Non possono essere stereotipati. E’ necessario evitare i luoghi comuni: perdonare, amare il prossimo, ricominciare, donare tutto… Se nella vita dei ragazzi non ci sono dei volti e delle situazioni concrete dietro queste frasi, resteranno solo ideali irrangiungibili. Spingeteli alla concretezza, aiutateli anche personalmente a prendere un piccolo impegno, ma concreto. Pian piano, chiedete loro, personalmente come va, se sperimentano particolari difficoltà: fatevi loro compagni nel cammino di fede.

2. Vi propongo di guardare con i ragazzi il video costruito sulla canzone Amore più vero di Cristina Damonte. Collocatelo alla fine dell’itinerario, quasi come risposta di Dio ai nostri interrogativi, al nostro modo di amare.

Amore più vero di Cristina Damonte dall’album Il senso della vita

Dopo averlo visto:

  1. Aiutate i ragazzi a individuare le immagini chiave, quelle che si ripetono quasi in modo martellante: le croci, la gioia, lo stare insieme… fateli esprimere in modo immediato, facendo emergere i loro ricordi più vivi.
  2. Vedetelo insieme una seconda volta, ma prima di iniziare la proiezione chiedete ai ragazzi di annotare quali sono le immagini che sono state legate alla frase: “amore più vero tu chiedi a tutti noi”.
  3. Perchè questa scelta? Perchè nel video, accanto alle croci e alla lavanda dei piedi ci sono immagini di gioia, di comunione e amicizia?
  4. Dove siamo chiamati a vivere concretamente i passi dell’amore? Nell’esperienza di Gesù, la frase “amore più vero” cosa ha significato?

Carissimi compagni nel cammino, aiutare i nostri ragazzi a credere realmente con tutta la loro vita, le loro forze, i sogni è per noi e per tutta la Chiesa una grande sfida. Ci auguriamo reciprocamente di aiutarci in questo importante cammino. Speriamo che tra noi possa esserci sempre maggiore interattività e che oltre a essere fruitori, voi possiate inviare anche materiale, darci suggerimenti, chiedere ciò che potrebbe servire nel vostro prezioso servizio alla Chiesa e all’umanità.

A tutti buon tutto!!!

Per ricevere info, fare domande, inviare materiale… puoi scrivere a

Suor Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per ricevere aggiornamenti utili ci trovate anche su FACEBOOK, alle pagine:

CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2011: Testimoni nell’era digitale

È TEMPO DI BILANCI

di Franca Feliziani Kannheiser

Nel percorso di un anno catechistico non può mancare il momento del bilancio per ripercorrere con i fanciulli, attraverso la conversazione, il racconto o il disegno, i momenti più significativi del tempo che si è condiviso. Non deve essere «una verifica di tipo scolastico» di ciò che il fanciullo ha appreso, ma piuttosto la memoria e la narrazione gioiosa di un viaggio che ci ha visti protagonisti insieme e di cui riviviamo le esperienze più belle, ma anche quelle difficili o problematiche, per cogliere il significato e gli effetti del percorso realizzato.
La dinamica può avere come oggetto:
il ricordo del primo incontro e di come il gruppo si sia trasformato nel tempo per una migliore conoscenza e interiorizzazione del messaggio;
• ciò che è piaciuto di più e di meno del nostro viaggio insieme;
• che cosa abbiamo scoperto di nuovo su noi stessi, su Gesù, sulla Chiesa, ecc.
Una volta in cerchio, ogni fanciullo riceve tre cartoncini di colore diverso o con tre simboli differenti:
cartoncini gialli o con il simbolo del sole;
• cartoncini grigi o con il simbolo della pioggia;
• cartoncini verdi o con il simbolo di un ramo fiorito.
Nel cartoncino giallo, ognuno scrive un momento bello che ha vissuto nel gruppo; in quello grigio, un’esperienza negativa; in quello verde, un suggerimento per il prossimo anno.
Il catechista raccoglie i cartoncini in una grande scatola che pone al centro del gruppo. I cartoncini sono estratti, letti e discussi.
A questo punto si continua l’incontro leggendo il seguente racconto:
«C’era una volta un cuoco che andava in giro per i paesi della contea a insegnare ricette di piatti saporiti. Era famoso perché possedeva una polvere magica che rendeva squisiti i suoi piatti. Ogni paese aspettava con trepidazione e curiosità il suo arrivo, sicuri di imparare qualcosa di nuovo. Era, infatti, molto creativo e sapeva utilizzare bene le risorse dei diversi luoghi. Nei paesi dei pescatori, insegnava a pescare e a cucinare il pesce; nei paesi dei cacciatori, a cacciare e a cucinare la carne; nei paesi degli agricoltori, a coltivare la terra e a cucinare le verdure.
Un giorno arriva in un paese molto povero, dove decide di insegnare la ricetta del minestrone. Va in piazza con la sua grande pentola: vi mette l’acqua, un po’ di sale e la sua polvere d’oro, ingrediente magico che rende squisite le sue pietanze.
Dopo un po’ l’assaggia e dice, come tra sé e sé, che mancherebbe una cipolla. Subito uno che ha sentito corre a casa sua per prendere una cipolla. Egli la mette nella pentola. Dopo un po’ assaggia nuovamente e dice: «Uhm! mancherebbe una patata». Chi ha sentito si precipita a prendere una patata che lui mette in pentola. Dopo un po’ assaggia di nuovo e dice: «Uhm! mancherebbe una carota» e chi ascolta è ben felice di contribuire con la sua carota. Poi mano a mano si accorge che manca un peperone, una zucchina, un po’ di prezzemolo, uno spicchio d’aglio e così via sino a quando è soddisfatto del sapore del minestrone.
È proprio squisito. Gli abitanti lo gustano e ognuno dice che non aveva mai mangiato un minestrone così buono: tutto merito della polvere magica del cuoco…
Lui invece sa che il merito è un altro. Ma questo è il suo segreto».
Alla luce del racconto chiediamo:
• Qual è la polvere magica che ha reso squisito il minestrone?
• Che cosa c’entra questo racconto con l’anno catechistico che si sta concludendo?
• Qual è stato il mio contributo al suo «sapore»?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi  nel numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

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