“L’Avvento mantiene viva l’attesa di Cristo, che verrà a visitarci con la sua salvezza, realizzando appieno il suo Regno di giustizia e di pace.
L’annuale rievocazione della nascita del Messia a Betlemme rinnova nel cuore dei credenti la certezza che Dio tiene fede alle sue promesse.
L’Avvento è, pertanto, potente annuncio di speranza, che tocca in profondità la nostra esperienza personale e comunitaria.
Ogni uomo sogna un mondo più giusto e solidale, dove degne condizioni di vita e una pacifica convivenza rendano armoniose le relazioni tra individui e tra popoli. Spesso, però, non è così. Ostacoli, contrasti e difficoltà di vario genere appesantiscono la nostra esistenza e talora quasi la opprimono. Le forze e il coraggio di impegnarsi per il bene rischiano di cedere al male che sembra a volte avere la meglio. E’ specialmente in questi momenti che ci viene in aiuto la speranza.
Il mistero del Natale, che fra pochi giorni rivivremo, ci assicura che Dio è l’Emmanuele – Dio con noi.
Per questo non dobbiamo mai sentirci soli. Egli ci è vicino, si è fatto uno di noi nascendo nel grembo verginale di Maria. Ha condiviso il nostro pellegrinaggio sulla terra, garantendoci il raggiungimento di quella gioia e pace, a cui aspiriamo dal profondo del nostro essere. […]
Potremmo, dunque, concludere che il senso della speranza cristiana, riproposta dall’Avvento, è quello dell’attesa fiduciosa, della disponibilità operosa
e dell’apertura gioiosa all’incontro con il Signore. A Betlemme Egli è venuto per rimanere con noi, per sempre. Alimentiamo, pertanto, questi giorni di immediata preparazione al Natale di Cristo con la luce ed il calore della speranza.
Giovanni Paolo II Udienza Generale Mercoledi, 17 Dicembre 2003
Avvento alla porte, o meglio alla porta… Qualcosa sta per accadere, anche questa volta come se fosse tutto nuovo… un nuovo avvento da vivere, come avvento di uno straordinario dono fatto alla nostra vita.
Non è un gioco di parole, ma è il senso più profondo di quanto l’evangelista Marco ci chiederà di vivere dalla prima domenica di Avvento fino al Natale. La precedente tappa del cammino FdP ci aveva messo davanti un invito chiaro: cambiare le logiche, le nostre logiche per accogliere quelle di Dio e fidarsi, aver fede nelle sue proposte di amore… Quella proposta risuonata per noi come passo necessario, quell’invito fatto dal Signore sulle strade della nostra Galilea sociale e personale, oggi ci spinge verso un ulteriore passo. Abbiamo bisogno di fare spazio per ascoltare, di crescere interiormente, di diventare sempre più consapevoli, ma anche più decisi;abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita, la nostra fede per capire, per cambiare, per aderire sul serio: i doni ci sono… il Dono c’è!
Ma qual è l’atteggiamento migliore per non sprecare i doni? Come fare per accorgersi di quei silenziosi passaggi di Dio? Cosa può avvicinarci o allontanarci dalla sua voce? Esiste qualcosa che può impedirci di accorgerci di Lui in noi?
Prima di mettersi in ascolto della riflessione è importarte prendere glistrumenti del mestiere. Li ricordate? La Bibbia, il quaderno personale dedicato a questo cammino, una penna per scrivere e qualche matita per evidenziare i passaggi importanti.
Buon ascolto!
Video catechesi
Come una voce sola davanti a Dio Preghiera conclusiva
Signore Gesù, una novità custodisce l’avvento: è ciò che la storia dell’umanità non avrebbe mai pensato di sentire. I profeti hanno annunciato e i padri hanno raccontato ai figli; la terra conosceva lo Spirito del Dio vivente, ma mai avrebbe immaginato di sentirne la voce parlare. Una novità custodisce l’avvento: è ciò che sconvolge i cuori e disorienta la ragione; è ciò che mai potrà essere giustificato, né mai trovare nell’uomo il suo perché.
Signore Gesù, è questo il tempo in cui Dio si fa vicino a noi, entra nella nostra carne e la abita. È questo il tempo nuovo, che tocca l’uomo che ascolta e lo stupisce, che parla all’uomo potente e lo sconvolge, che smuove l’uomo sicuro di se stesso che sussurra la via della vita piena, all’uomo che cerca.
Signore Gesù, un nuovo avvento sta per accadere nella mia vita, nelle scelte, negli inarrestabili dubbi, nelle irrefrenabili paure, nei timori senza senso, nei desideri che mi portano ad abbandonare te, nelle sicurezze ottenute a caro prezzo, nei sogni sofferti. Un nuovo avvento accade in tutte le notti e i giorni, le albe e i crepuscoli che la vita mi chiede di vivere.
Tu sei l’avvento, o Gesù Signore, tu sei l’entrata definitiva di Dio, tu sei il suo amore per tutti noi. Tu sei la novità custodita da sempre, che oggi si dà a noi. Vieni, Dio sempre con noi e abita la nostra vita come già abiti tutta la storia. Vieni Emmanuele e svegliaci dal sonno!
Amen
Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, la sua pace, perchè, restando desti, possiamo scoprire e accogliere la presenza di Dio per noi, con noi e in noi.
Sul ramo di ogni storia, Dio Padre, in Cristo Signore, germoglia e nuovi frutti di amore, vita, speranza potranno presto essere raccolti.
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Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro:Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline
Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!
Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013
“Questa festa [di Cristo Re dell’universo] è stata opportunamente collocata nell’ultima domenica dell’anno liturgico, per evidenziare che Gesù Cristo è il Signore del tempo e che in lui trova compimento l’intero disegno della creazione e della redenzione. La figura del Re Messia prende forma, nella coscienza del popolo d’Israele, attraverso l’Antica Alleanza. E’ Dio stesso che, specialmente mediante i profeti, rivela agli israeliti la sua volontà di radunarli come fa un pastore col gregge, perchè vivano liberi e in pace nella terra promessa.
A tal fine, egli invierà il suo Consacrato – il “Cristo” in lingua greca – a riscattare il popolo dal peccato e ad introdurlo nel regno.
Gesù Nazareno porta a compimento nel mistero pasquale questa missione.
Egli non viene a regnare come i re di questo mondo, ma a stabilire, per così dire, nel cuore dell’uomo, della storia e del cosmo la potenza divina dell’Amore“.
All’interno dell’articolo proponiamo un incontro di preghiera da fare con i ragazzi per introdurre il tema della pace.
Si comincia con la preghiera, i ragazzi sono in piedi, in cerchio; al centro, su un piccolo tavolo, la Bibbia aperta e un cero acceso. Si predispone un cartellone e dei pennarelli colorati.
E’ il catechista che introduce l’incontro di preghiera:tracciamo su di noi il segno della croce, per consentire al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo di entrare nella nostra vita e nel quotidiano delle nostre scelte.
Si prosegue con un canto di invocazione allo Spirito Santo.
A questo punto il catechista spiega in breve il senso di questo momento:abbiamo invocato lo Spirito perché ci aiuti a crescere nel suo amore e a riempire i nostri cuori della sua ricchezza. In questo appuntamento di preghiera e di lode, invochiamo per noi, per i nostri amici e per tutto il mondo la pace, frutto dello Spirito; la pace che non è per noi qualcosa, ma Qualcuno, Gesù. Chiediamo a lui di sostenerci e di ispirarci sentimenti di pace, per camminare insieme verso di lui.
E’ il momento di proseguire con l’ascolto della Parola (2Corinti 13,11-12)
Riprendendo il brano di San Paolo, il catechista prosegue spiegando un pò il senso dell’incontro:in un mondo inquieto e disorientato, rincorriamo non soltanto la pace personale e interiore, ma anche la pace fraterna, che scalda i nostri cuori e li rende attenti e solidali. In realtà la pace, frutto dello Spirito Santo, è molto più di questo. Essa scaturisce come dono da Gesù, morto e risorto per salvarci, e ci ristora dalle fatiche che incontriamo nella vita quotidiana.
Ora i ragazzi rileggono silenziosamente il brano di San Paolo e ripetono, a turno, uno dei versetti, che il catechista riporta su un cartellone, per approfondirne il contenuto e calarlo nella propria esperienza personale, di cui possono far partecipi i compagni.
Si prosegue con una preghiera di Giovanni Paolo II per invocare la pace:
O Creatore della natura e dell’uomo, della verità e della bellezza, ascolta la mia voce: è quella di tutti i bambini che soffrono e soffriranno fino a quando la gente riporrà fiducia nelle armi. Ascolta la mia voce: ti parlo con le moltitudini che, in tutti i Paesi e in tutti i tempi della storia, non vogliono la guerra e sono pronte a percorrere la strada della pace. Dacci la forza di saper rispondere sempre all’odio con l’amore, all’ingiustizia con un totale impegno per la giustizia, alla miseria con la condivisione, alla guerra con la pace. O Dio, ascolta la mia voce e concedi al mondo la tua pace.
Amen.
Prima di concludere l’incontro con un canto si propone ai ragazzi di fare un gesto:la pace, che il Signore ci dona, non è qualcosa che dobbiamo tenere per noi, ma siamo invitati a condividerla con tutti. Tenendoci per mano, recitiamo il Padre nostro e poi scambiamoci un gesto di pace, che sia il segno visibile della nostra volontà di amarci gli uni gli altri.
Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembredell’insertoRagazzi & Dintornidossier mensile diCatechisti Parrocchiali.
Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Novembre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.
“A voi giovani, che naturalmente e istintivamente fate della «voglia di vivere» l’orizzonte dei vostri sogni e l’arcobaleno delle vostre speranze, chiedo di diventare «profeti della vita». Siatelo con le parole e con i gesti, ribellandovi alla civiltà dell’egoismo che spesso considera la persona umana uno strumento anziché un fine, sacrificandone la dignità e i sentimenti in nome del mero profitto; fatelo aiutando concretamente chi ha bisogno di voi e che forse senza il vostro aiuto sarebbe tentato di rassegnarsi alla disperazione.
La vita è un talento(cfr Mt 25, 14-30) affidatoci perché lo trasformiamo e lo moltiplichiamo, facendone dono agli altri. Nessun uomo è un «iceberg» alla deriva nell’oceano della storia; ognuno di noi fa parte di una grande famiglia, all’interno della quale ha un posto da occupare e un ruolo da svolgere.
L’egoismo rende sordi e muti, l’amore spalanca gli occhi ed apre il cuore, rende capaci di arrecare quell’originale e insostituibile contributo che, accanto ai mille gesti di tanti fratelli, spesso lontani e sconosciuti, concorre a costituire il mosaico della carità, capace di cambiare le stagioni della storia“.
Messaggio di Giovanni Paolo II in occasione della XI Giornata Mondiale della Gioventù
Da Maria, la mamma di Gesù, possiamo imparare come rispondere «sì» alla chiamata del Signore. Maria è benedetta fra le donne perché, resa piena di grazia, ha creduto alla parola del Signore ed è diventata la Madre di Dio. Il tempo libero dei nostri ragazzi diventa sempre più «impegnato»: il lunedì l’inglese, il martedì il tempo prolungato a scuola, il mercoledì in palestra… tante attività, una dopo l’altra. Così essi trascorrono i giorni, i mesi e gli anni senza sapere il «perché» delle loro azioni. È importante educarli a dedicare tempo a riflettere sulla loro vita, a pensare, insieme con papà e mamma, al loro futuro, e a scoprire che cosa il Signore vuole da loro. Seduti tutti in cerchio si domanda ai ragazzi se di recente hanno accolto in casa un parente o un amico perché ha dovuto lasciare la propria casa. Si lascia dire, poi si racconta una storia di vita: “È sera. Giusy, Teresa, il papà e la mamma, finalmente sono insieme dopo una giornata intensa. Mentre si cena, ecco lo squillo di nonna Luisa che non sentivano da una settimana. La mamma risponde e, dopo i primi secondi, ammutolisce…, poi le ultime parole: «Mamma, adesso su due piedi, non posso dirti niente, ti faremo sapere. Ciao». Stravolta comunica: «La nonna è in ospedale per una frattura del femore, fra alcuni giorni sarà dimessa e non potrà stare da sola, ci chiede di ospitarla». Improvvisamente il silenzio piomba su tutta la famiglia. Poi, uno dopo l’altro, con un filo di voce: «Con il mio lavoro, ho bisogno di tranquillità!» (il papà). «Il poco tempo libero che mi resta, dovrò dedicarlo a lei? E, poi, non abbiamo una camera libera!» (la mamma). «Io non voglio una vecchia malata tra i piedi! Sai che rompi!» (Teresa). «Nella mia cameretta posso fare spazio alla nonna!» (Giusy). Il giorno dopo, i genitori comunicarono alla nonna che sarebbero andati a prenderla in ospedale. Giusy si mette all’opera; raccoglie in uno scatolone le cose che ingombrano e con l’aiuto del papà fa spazio al letto della nonna. Con il suo arrivo la vita di Giusy è totalmente cambiata. Rinunzia ad alcuni impegni per stare con la nonna. In breve tempo è come ammaliata dai suoi racconti di vita e annota su un taccuino le brevi risposte che riceve alle sue tante domande. Non avrebbe mai pensato che rileggendole, dopo qualche anno, vi avrebbe trovato tanta saggezza e luce per la sua vita.“
Può seguire una breve riflessione: Giusy e Teresa, due modi diversi di rispondere al bisogno della nonna. Chi delle due ci ha perso? Chi ci ha guadagnato? Come? Anche a una ragazza di Nazaret, villaggio della Palestina, 2000 anni fa è capitato qualcosa come a Giusy.
In seguito ci si sposta verso l’angolo della Parola, prima preparato, con il segno della mangiatoia ben visibile. Il catechista racconta di Maria di Nazaret, fidanzata di Giuseppe. Come con lui faceva i suoi progetti per il futuro, quando un angelo le annuncia il progetto che Dio ha per lei: «Sei chiamata ad essere la madre di Gesù…». Immaginiamo Maria: «Ma come può succedere una cosa del genere? Io sono solo fidanzata con lui!». L’angelo la rassicura: «Non temere! È tutto opera dello Spirito Santo… Nulla è impossibile a Dio!». Maria diventa, così, grembo(mangiatoia) che accoglie Gesù: «Eccomi! Sono pronta a fare ciò che Dio vuole» (Lc 1,26-38).
Prendendo spunto dalla Parola può seguire una piccola riflessione: come Dio ha chiamato Abramo, Mosè, Maria, chiama noi oggi a realizzare il suo progetto d’amore. Si fa presente nella nostra vita, nei bisogni dei poveri e dei sofferenti. Egli vuole costruire con noi il nostro futuro. Siamo prossimi all’Avvento, il tempo in cui i cristiani si preparano a celebrare il Natale di Gesù. Le nostre città sono illuminate.
Accendiamo anche noi una luce: prepariamo insieme due mangiatoie porta lumino. Individuiamo una persona che vive da sola e, d’accordo con i genitori, un pomeriggio di catechesi andiamo a farle visita (o facciamo in modo che partecipi al nostro incontro). Ci interessiamo alla sua giornata e raccontiamo dei nostri incontri di catechesi. Poi promettiamo di pensare spesso a lei e, come segno della nostra amicizia, le facciamo dono della mangiatoia-porta lumino con l’invito di accendere la luce quando si sente maggiormente sola. La luce e il calore della fiamma ci renderà incredibilmente presenti.
Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali
Non abbiate paura, forza, coraggio, sono con voi, ho fiducia in voi… Tante volte Giovanni Paolo II si è rivolto ai giovani con queste parole, esortandoli con amore a non avere paura di SPALANCARE LE PORTE A CRISTO, a non aver paura di seguirlo, di metterlo al centro della propria vita, di annunciarlo senza vergogna nelle piazze, tra la gente, nei luoghi del vivere quotidiano! Oggi vogliamo ricordare questo grande papa proprio attraverso frammenti di alcune omelie e discorsi che in varie occasioni ha rivolto ai “suoi cari giovani”!
NON ABBIATE PAURA DI ESSERE GIOVANI
Non abbiate paura della vostra giovinezza e di quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di durevole amore! Si dice qualche volta che la società ha paura di questi potenti desideri dei giovani e che voi stessi ne avete paura. Non abbiate paura! Quando io guardo a voi, giovani, sento una grande gratitudine e speranza. Il futuro a lungo termine nel prossimo secolo sta nelle vostre mani. Il futuro di pace sta nei vostri cuori. […] Dovete essere persone con una profonda fiducia nell’uomo ed una profonda fiducia nella grandezza della vocazione umana.
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della pace
NON ABBIATE PAURA DELLA VERITÀ!
Alcuni di voi possono esser tentati di rifuggire dalle responsabilità: negli illusori mondi dell’alcool e della droga, nelle fugaci relazioni sessuali senza impegno per il matrimonio e la famiglia, nell’indifferenza, nel cinismo e perfino nella violenza. State in guardia contro l’inganno di un mondo che vuole sfruttare o far deviare la vostra energica e potente ricerca della felicità e del senso della vita. Ma non evitate la ricerca delle risposte vere alle domande che vi stanno di fronte. Non abbiate paura!
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della Pace
NON ABBIATE PAURA DI ANNUNCIARE IL VANGELO!
Non abbiate paura di andare per le strade e nei luoghi pubblici, come i primi Apostoli che hanno predicato Cristo e la Buona Novella della salvezza nelle piazze della città, dei centri e dei villaggi. Non è tempo di vergognarsi del Vangelo. È tempo di predicarlo dai tetti. Non abbiate paura di rompere con i comodi e abituali modi di vivere, al fine di raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nella moderna “metropoli”. Dovete essere voi ad andare “ai crocicchi delle strade” e a invitare tutti quelli che incontrate al banchetto che Dio ha apparecchiato per il suo popolo. […] Cristo ha bisogno di operai pronti a lavorare nella sua vigna. Giovani cattolici del mondo, non deludetelo. Nelle vostre mani, portate la Croce di Cristo. Sulle vostre labbra le parole di Vita. Nei vostri cuori la garanzia salvifica del Signore.
Omelia a Denver – 15 Agosto 1993
NON ABBIATE PAURA DI ESSERE SANTI!
Perseverate con fermezza accanto a Cristo, perché lui rimanga in voi!Non permettete che nei vostri cuori si spenga la luce della santità! Non abbiate paura di aspirare alla santità! Non abbiate paura di essere santi!Del secolo che volge al suo termine e del nuovo millennio fate un’era di uomini santi!
Omelia per la canonizzazione della Beata Kinga – 16 giugno 1999
Il film si presenta come una storia di avventura, ma in realtà è un film sull’amore, sulla considerazione che l’amore costituisce la più grande avventura che si possa vivere sulla terra, quand’anche la vita ci impedisca di realizzare i nostri sogni. “Up” è la storia di Carl Fredricksen, timido e impacciato bambino, appassionato di avventure che trova in Ellie l’anima gemella. Si sposeranno e vivranno insieme felici, nonostante dovranno rinunciare ai figli e anche a realizzare le imprese avventurose, in particolare il sogno di esplorare le cascate Paradiso, in Sud America. Quando, ormai anziani, avrebbero finalmente la possibilità di intraprendere il viaggio, Ellie si ammala e muore. Carl, rimasto solo, si chiude in se stesso: vorrebbe vivere nella e della memoria di lei. Ma il mondo intorno cambia rapidamente; la speculazione edilizia si mangia il quartiere e stringe d’assedio la casetta. Carl reagisce con violenza e il tribunale decreta la necessità di affidarlo a una casa di riposo. Sembra la fine. Ma l’antico spirito ha un soprassalto. Carl, che per tutta la vita ha venduto palloncini, arma la casa con una miriade di palloncini colorati e la alza in volo sotto gli occhi esterefatti degli addetti ai servizi sociali venuti a prelevarlo. Direzione Sud, Cascate Paradiso. Peccato che sul portico di casa sia rimasto intrappolato Russel, un boyscout o, come lui si definisce, «un esploratore della natura selvaggia», deciso a guadagnarsi l’ultimo distintivo, aiutando un anziano. L’anziano in questione non aveva la minima intenzione di farsi aiutare dal ragazzino, ma ora è costretto, suo malgrado, a farlo entrare in casa e a vivere con lui la sua avventura. Alle cascate Paradiso dovrà confrontarsi e infrangere l’idolo dell’infanzia, l’esploratore Charles Muntz, mentre, trascinato dall’idealismo infantile di Russell, dovrà combattere per la libertà di un raro pennuto su cui Muntz vorrebbe mettere le mani. Tutto questo gli permette di capire il messaggio che gli ha lasciato Ellie e di raccogliere il suo invito a vivere una nuova avventura, vera, nella vita di tutti i giorni, a fianco di Russell, bambino abbandonato a se stesso da genitori separati, incapaci di farsi carico di lui, come la sua età richiederebbe. Questa la trama, ma il più del film passa attraverso una felice resa espressiva, il gioco equilibrato dei registri – drammatico, comico, avventuroso e fantastico – l’articolazione sapiente del linguaggio metaforico. Per questo piano passa anche il tema della gioia, che risulta essere l’aspirazione profonda dell’uomo, quella che lo chiama a vivere nonostante tutti i limiti che la realtà gli pone, fuori e dentro di sé. Se, come Carl, l’uomo non tradirà questa aspirazione, essa lo condurrà a destinazione. Anche se, magari non sarà quella straordinaria immaginata e coltivata per tutta la vita, ma qualcosa di più vicino e quotidiano. Perché, alla fine, la realizzazione più vera si ha nell’essere autenticamente se stessi, con i propri limiti; nella capacità di aprirsi agli altri; nel condividere la propria vita con chi si ama; nel prendersi cura di chi ha bisogno; nello spendersi per difendere la vita da chi vorrebbe sfruttarla per il proprio tornaconto egoistico, sia questo uno scienziato o uno speculatore edilizio.
Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobredell’insertoRagazzi & Dintornidossier mensile diCatechisti Parrocchiali.
Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Ottobre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.
Mosè risponde a Dio che lo chiama e libera il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto. I nostri ragazzi sono ammaliati da cartoni animati e giocattoli; spesso chiedono con insistenza l’ultimo arrivato! È raro riuscire a catturare la loro attenzione per dialogare quando noi adulti troviamo un po’ di tempo per loro. È importante proporre momenti di silenzio e coinvolgerli in esperienze di ascolto di sé, dei vicini (in famiglia, a scuola, nel gruppo di catechesi), di situazioni belle o spiacevoli; accompagnarli nella comprensione del progetto di Dio, aiutandoli a rispondere oggi «a misura di ragazzi».
DINAMICA – Chiamati per nome!
I catechisti hanno preparato in precedenza un roveto grande al centro della sala, e un piacevole sottofondo musicale. Intorno al roveto tappeti per far sedere i ragazzi. Nella sala rimane un catechista che ha il compito di chiamare ogni ragazzo ripetendo due volte il suo nome (come è avvenuto per Mosè). Un altro catechista accoglie i ragazzi in un posto distante dalla sala, tanto da poter ascoltare la chiamata. Li trattiene, dialogando, finché arrivano tutti. Favorisce sensazioni di meraviglia, sorpresa, entusiasmo, dubbio… fino a far entrare in un graduale silenzio, perché si possa sentire il nome. Sollecita, quindi, ogni chiamato a rispondere dirigendosi verso il luogo da cui proviene la voce.
ORIENTARE – Tutti seduti intorno al roveto. Si ascolta ancora un po’ di musica. Si lascia del tempo per soddisfare la curiosità dei ragazzi e raccogliere le loro domande. Poi uno dei catechisti introduce la vocazione e la missione di Mosè, richiamando l’esperienza appena realizzata. (Es 3,1-12)». Come ha chiamato Mosè, Dio chiama anche noi oggi. Si fa presente nella nostra vita, nei poveri e sofferenti; non ci abbandona mai, perché si ricorda delle sue promesse di vita.
ATTIVITÀ – Come il roveto bruciava e non si consumava, così la voce di Dio non si stanca di chiamare anche noi fino a quando non avremo fatto la nostra parte. Dio ci dice oggi: «Ho bisogno di te. Se ti rifiuti, non posso operare». Quando le persone non si aiutano fra loro, fermano la mano di Dio che vuole aiutarci. Conosciamo persone, situazioni, Paesi in difficoltà: in parrocchia, a scuola, vicino casa, nel mondo? Annotare, su un foglio grande, le risposte dei ragazzi. Il catechista invita i ragazzi a costruire il roveto (senza la fiamma divina) con plastilina o altro materiale; poi le fiammelle e su ciascuna la scritta di un bisogno individuato. Si attaccano le fiammelle al roveto e si risponde in gruppo a qualche bisogno. Il roveto è posto in un angolo della sala-incontri. Ogni volta che si offre sollievo a un disagiato, si sostituisce la rispettiva fiammella con un fiore colorato, fino a quando il roveto è trasformato in albero della solidarietà.
Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali
Prima di leggere altro, ognuno di voi rientri nella propria mente e vada a scoprire quali sono le parole che in questo momento stanno animando (o offuscando…) mente,cuore, desideri… e poi ancora una volta, prima di pensare ad altro tornate qui, tra queste righe.
Ci siete? Vi aspettavamo, perchè lo sappiamo tutti, i viaggi nella nostra mente sono lunghi e spesso poco lineari. Luce, buio, nebbia… tutto si sussegue e si interseca. Ma tra tutte le parole che vi abitano, vorremmo ce ne potesse essere una UNA in particolare. Una parola unica e dal potere enorme di poter cambiare ciò che tocca, soprattutto se riesce a toccare una vita.
Questa Parola è Gesù Cristo e il suo vangelo, la sua notizia straordinariamente folle, consegnata all’umanità di tutti i tempi. Lui è la Parola che sola può renderci nuovi: nuova vita, nuova creatura, nuova mente, nuove idee, nuovo modo di credere e di scegliere come vivere.
Lui c’è… c’è sempre stato, ma noi? Dove siamo noi?
Ci sentiamo tutti, ancora una volta scelti, chiamati, attraverso quel sorriso, che facendoci sentire unici, ci dice:
“Dai! Vieni! Che aspetti? Sono qui per te, sono con te,
cosa hai da temere?”
Vieni allora, vieni con noi, incontro alla Parola…ti proponiamo di vivere insieme un cammino di spiritualità e formazione.
Ogni mese andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potrai scaricare e valorizzare personalmente o, se sei educatore o catechista, anche con il tuo gruppo.
Dal 30ottobre al 29 giugno ti aspetteremo con…
Saremo on line:
30 ottobre
24 novembre
22 dicembre
a Gennaio insieme verso il tempo ordinario
23 febbraio
15 marzo
in aprile Triduo Pasquale on line
17 maggio
29 giugno
Nella paginaINCONTRI ONLINE troverai di volta in volta i link aggiornati!
Gli incontri sono dedicati a tutti coloro che si ritengono giovani nella fede e desiderano vivere a ritmo del Vangelo, perchè la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede.
Non c’è età, nè città, provienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere con passione e serietà è e sarà il benvenuto.
A presto cari amici blogger, sarà una grande gioia condividere con voi questo cammino di Grazia.