Archivi tag: perdono

Diamo il LA alla giornata… con il Vangelo del 13 maggio 2016

E’ l’ultimo giorno qui a Catanzaro e, per il momento, è anche l’ultima volta in cui condividiamo il nostro LA alla giornata. Tutti noi, però continuiamo a farlo, senza stancarci. Continua a leggere Diamo il LA alla giornata… con il Vangelo del 13 maggio 2016

Respirare perdono! – Buona domenica! – V domenica Quaresima – anno C

«Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» Gv 8,11   

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3° giorno – Le beatitudini della famiglia

In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia

3° giorno

perdono e riconciliazione

Beata la famiglia
che insegna e vive il linguaggio del perdono,
che risponde al male con il bene,
che non si arrende alla vendetta,
ma percorre con determinazione
vie di riconciliazione.   

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Il BACIO – allenandosi per imparare a perdonarsi – Step5 di “Training di misericordia”

LuceUn BACIO

Siamo nel pieno della quinta tappa dell’itinerario training di misericordia. L’esercizio su cui dovremmo esercitarci è forse uno dei più difficile e quasi certamente dei più trascurati: perdonarsi!

Non è questione di banalizzare il male generato attorno a noi, o nella nostra stessa vita, o di una possibilità di bene trascurata per superficialità o comodità. Non è questione di far finta di niente, tutt’altro! Solo chi è consapevole di un male compiuto, solo chi vive uno stato di reale sofferenza interiore, può perdonare, anche a se stesso.

Il perdono non punta sulla nostra bravura, sulle nostre capacità personali, su una potenziale perfezione. Il perdono è consapevole della precarietà, della fragilità, degli errori, dei limiti, di tutto ciò che ci vive dentro, anche oltre i nostri desideri. Ma proprio in questa consapevolezza del limite, il perdono diventa possibile perché al centro non ci siamo noi stessi e la nostra perfezione o le nostre cadute, ma Dio e il suo amore.
La sua vita, il suo dono, il suo sì, la croce vissuta fino in fondo per amore, dicono a ognuno di noi quanto siamo preziosi e amati, quanto siamo unici, quanto sia importante che ognuno scopra, custodisca e doni se stesso, la sua storia, le sue esperienze, la sua capacità e possibilità di amare.

Per questo dobbiamo imparare ad amare noi stessi, le nostre povertà, ciò che siamo! Dobbiamo amarci con semplicità e tenerezza, riconoscendo i doni, ma ancheTatuaggio_di_una_farfalla accarezzando con la forza del perdono quelle ferite che portiamo dentro. Dentro tutto ciò che è stato c’è sempre un bene da riconoscere, ma non nel silenzio del proprio cuore. Riconoscerci come un Bene che il Signore ha donato al mondo, non è contrario all’umiltà, anzi! Essere consapevoli di chi siamo e cosa il Signore ci ha affidato è alimentare in noi la forza e i coraggio di perdonarci, di non lasciarci uccidere dalle tante forme di senso di colpa.

Il BACIO della RICONCILIAZIONE e del PERDONO

Vi propongo un segno da vivere, in questi giorni! Il BACIO del PERDONO e della riconciliazione

Il bacio è atto di amicizia profonda e intima, per questo quando è falso viene appellato come tradimento. Il bacio vero, quello in cui vibra qualcosa di noi non si dà a tutti, né si dà con superficialità. Il bacio che unisce la mente e il cuore fa uscire una strana forza vitale dalla nostra vita e la dona all’altro/a. Baciare è in questo senso, far vivere! 

Passi, allora, dalla disarmante forza del bacio il nostro perdono, il riconoscere il bene che abbiamo dentro di noi, che è presente nella nostra storia, nelle ferite e negli errori, bene che è presente anche in chi ci vive accanto. 

L’esercizio da vivere

Oggi, venerdì santo, la liturgia, come atto di adorazione ci chiederà di baciare la croce. Vi propongo di rendere questo gesto diffusivo.
Oggi, dopo aver baciato la croce, baciate anche le vostre mani e, tornando a casa, baciate le mani di chi ha fatto parte della vostra vita e storia – genitori, amici, marito/moglie, figli – baciate le mani di chi ha dato senso alla vostra vita.

Il gesto potete viverlo oggi o in un altro giorno, che ritenete essere più opportuno. Vivetelo dandogli profondità e forza, coinvolgendo la vostra memoria e facendo emergere gratitudine per un bene che continua a esistere, anche quando è sommerso da varie forme di male.  

La preghiera per ritmare l’allenamento

Ogni giorno, ti suggerisco di trovare qualche minuto per rimetterti alla presenza del Signore:

Abbracciati nell’amore

Un abbraccio, Padre, non ti chiedo altro.
Un abbraccio forte e deciso, come il tuo amore.
Un abbraccio che sa sollevarmi dalla morte,
che sa farmi assaporare l’amore. 

Un abbraccio, Padre Dio,
capace di stringere le mie paure,
e di convincermi di quanto
immenso e paziente sia l’amore.
Non torno a te con promesse,
so di non riuscirle a mantenere;
ma ho fame, Padre,
e questo mi spinge a cercarti.
Ho fame di verità, di vita, di felicità.
Ho fame, ma nessuno riesce a saziarmi. 

Questo abbraccio, inatteso e insperato
mi stupisce e mi travolge.
Mi guardi da lontano, mi aspetti
e, in un istante, azzeri le distanze
e l’amore, il tuo amore, mi fa sentire
vivo, amato… felice. 

Stringimi, Padre, e insegnami
a credere nel tuo amore, sempre. Amen

Ti aspettiamo ogni lunedì ONLINE per dare ritmo al nostro allenamento e far diventare vita la liturgia domenicale!

Il nostro obiettivo finale è

…imparare a pensare e scegliere alla luce del Vangelo. Vietato dimenticarlo!

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>>> *Scarica la TRACCIA COMPLETA: Perdonarsi scheda dello step 5

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Step successivo

  • lunedì 28 AprileMISERICORDIA è RISURREZIONEStep 6

Appuntamenti precedenti…


TI ASPETTIAMO ONLINE ogni LUNEDì con riflessioni, approfondimenti, suggerimenti… per DARE RITMO AL NOSTRO ALLENAMENTO!

Se desideri vivere momenti di preghiera personali o da condividere in parrocchia ti consigliamo i libri:

  • Non temere! Io sono con te – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline
  • Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Allenarsi nel PERDONARSI – Step5 di “Training di misericordia”

Step5

allenarsi nel

PERDONARSI

perdonarmi

Scheda a cura di
Sr Mariangela Tassielli,fsp

(Scaricabile in fondo al post)

L’ESERCIZIO su cui allenarsi in APRILE è: PERDONARSI!

Il brano biblico che ci accompagna in questo breve tratto di strada, fino alla Pasqua, è uno dei brani, forse in assoluto più conosciuti: il brano del padre misericordioso, che ritroviamo nel vangelo di Luca al capitolo 15.

Diversamente da come di solito siamo abituati a farlo, vi chiederei di fermarvi solo su 4 versetti. Il brano della parabola è di per sé lungo, ricco, pregno di spunti. Questa volta, però ci è chiesto di concentrare l’attenzione solo sul padre, sul suo atteggiamento nei confronti del figlio minore. Atteggiamento che però, di fatto, possiamo riscontrare, anche semplicemente notando alcuni passaggi, verso il figlio maggiore. 

In ascolto della Parola                                                     Lc 15, 20 – 24

 [Il più giovane dei figli, si alzò e tornò da suo padre, [poiché pensò: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!”].

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

La forza di un abbraccio

Quanta forza disarmante c’è in un abbraccio? Quante vittorie è riuscito a ottenere un abbraccio… quante volte ha frenato la rabbia, la violenza… quante volte ha abbattuto preconcetti e distanze, quante volte ha aperto inaspettate prospettive…abbraccio_1

L’abbraccio: questo è il gesto che quel padre, raccontato da Gesù, compie. Questo è ciò che fa Dio. Qualcuno dice che questo padre ci racconta Dio in modo rivoluzionario. Qualcuno afferma che tra il padre misericordioso e il Dio degli eserciti dell’antico testamento ci sia un incolmabile e contradditorio abisso. Di solito lo si fa limitandosi a citazioni sporadiche e sciolte. Il famigerato Dio degli eserciti sembra non aver nulla a che fare con il padre che attende sulla soglia di casa che il figlio torni, saltandogli poi al collo solo per il fatto di essere tornato, a prescindere dal fatto che sia tornato perché pentito o perché affamato.

Eppure gli esegeti ci dicono di andare a fondo, perché il nome di Dio, e quindi la sua natura intima, rivelata a Mosè è: misericordia […]     Continua a leggere Allenarsi nel PERDONARSI – Step5 di “Training di misericordia”

TANTI PONTEFICI… IN CARCERE – DOSSIER RAGAZZI & DINTORNI – Marzo 2014

Dossier_Marzo 2014

TANTI PONTEFICI… IN CARCERE

«Grazie, padre, per essere venuto, oggi. Ma io voglio sapere una cosa: perché sei venuto, oggi, qua a Casal del Marmo? Bcarcereasta, solo quello». Con queste parole un po’ tremolanti, un ragazzo si è rivolto a Papa Francesco durante la sua visita nel carcere minorile di Roma, per celebrare l’Eucaristia con «la lavanda dei piedi» del Giovedì santo. Egli ha risposto: «È un sentimento che mi è venuto dal cuore… Ho domandato: “Dove sono quelli a cui piacerebbe una mia visita?”. E mi hanno detto: “Casal del Marmo, forse”. Così sono venuto qui».     Continua a leggere TANTI PONTEFICI… IN CARCERE – DOSSIER RAGAZZI & DINTORNI – Marzo 2014

Buona domenica! – VI del Tempo Ordinario

OLYMPUS DIGITAL CAMERADavanti agli uomini stanno
la vita e la morte…

Dal libro del Siràcide (Sir 15,17)
VI DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A

Se non lasciamo che la pagina delle Beatitudini ci illumini, dia sapore alla nostra vita, ci faccia diventare come una città sul monte a cosa serve dirsi cristiani? E ancora per qualche settimana Gesù insiste su questa sua rivoluzione interiore. Non è un anarchico che abolisce le norme, o un pacioccone che dice “liberi tutti” come vorrebbero alcuni adolescenti cresciuti che confondono l’amore con i propri appetiti e piegano Dio alle proprie teorie. Non vuole gettare alle ortiche la Torah, ma riportarla alla sua origine, al suo cuore. Perché la parola stessa impropriamente tradotta come Legge, in realtà deriva dalla radice iaràh, che descrive il volo della freccia. La Torah, quindi, è stata data da Dio come indicazione per la felicità dell’uomo. E la norma diventa la veste dell’amore, la forma dell’impegno, la struttura che sorregge e rende credibile l’emozione. bersaglio cvE Gesù, con le Beatitudini, è venuto a completare quella indicazione. Guai a chi si permette di cambiare anche solo una virgola di quelle indicazioni, guai a trasgredire anche un solo precetto del discorso della montagna, anche solo minimo. Significa diventare minimo davanti a Dio. Solo che, siamo, sinceri, nemmeno ci ricordiamo quali siano le beatitudini. Ahia.

MEMENTO
Gesù, tanto per non essere frainteso, affronta sei questioni specifiche, sei interpretazioni della Legge che, dal suo punto di vista, sono state ampiamente tradite. Quattro le affrontiamo oggi, due la prossima domenica. Accusato di non voler rispettare le prescrizioni, Gesù ribalta le accuse mostrando come sono proprio i suoi avversari a non volerci avere nulla a che fare. E allora rilegge la Scrittura e la riporta all’origine. Prende le leggi fatte dagli uomini per tentare (ingenui!) di proteggere la Legge di Dio e le smonta. Quel ma io vi dico, perentorio, folle, inconcepibile perché pronunciato da un falegname fattosi profeta, ci dicono Continua a leggere Buona domenica! – VI del Tempo Ordinario