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RANGO, SEI DAVVERO UN EROE! – RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2013

Dossier Nov13

RANGO, SEI DAVVERO UN EROE!

di Cecilia Salizzoni

«Sembri uno strano… hai una camicia strana… hai gli occhi strani. Sei uno straniero?». Quello che la piccola Priscilla dice al protagonista di questo film d’animazione, al suo arrivo nella città di Polvere, si potrebbe dire del film in generale. E, certo, l’operazione, firmata da Gore Verbinski con Rango (Usa, 2011), è singolare e molto cinefila: costruisce, infatti, un film sulla figura dell’eroe e sulla relazione ambigua tra essere e ruolo, realtà e finzione.
Detto così potrebbe sembrare cervellotico; si tratta, in realtà, di un gioco condotto con ironia e intelligenza, che piacerà ai ragazzi, anche se non saranno in grado di cogliere la struttura di rimandi e citazioni attivata dall’autore.
rangoCiò che ci interessa in questa sede, d’altra parte, è «l’impresa» che l’eroe si trova ad affrontare, e il «percorso» che deve compiere per riuscire nell’impresa: riportare l’acqua nel deserto per far rivivere la cittadina di Polvere e i suoi abitanti.
Impresa e percorso presentano inattesi punti di contatto con l’esperienza di vocazione e di risposta alla vocazione di ogni cristiano.

Ma chi è l’eroe di questa storia? È la domanda che assilla il protagonista lungo tutto il racconto, un piccolo camaleonte senza nome, che gioca a interpretare grandi ruoli all’interno del proprio minuscolo terrario, quando improvvisamente la sorte gli attraversa la strada e lo sbalza nella vita vera, nel mondo grande e terribile, alle prese con un compito sproporzionato per chiunque: ritrovare l’acqua che la speculazione moderna ha rubato alla cittadina di Polvere; smascherare e mettere fuori gioco i potenti responsabili della speculazione; restituire l’acqua alla comunità.
All’inizio della storia il nostro eroe, che non ha ancora un nome, ed è solo un piccolo millantatore che accetta la sfida per vanità, per gratificare il bisogno di sentirsi grande e potente, un «deus ex machina».
Per diventare «un salvatore», tuttavia, dovrà riconoscere il proprio limite e le proprie menzogne, da vanti a se stesso e davanti alla comunità. Solo allora, ridotto quasi a polvere anche lui dalla prova del deserto, potrà entrare in contatto con lo Spirito del West e trovare la risposta alla propria ricerca.     Continua a leggere RANGO, SEI DAVVERO UN EROE! – RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2013

Ciao ti presento la mia famiglia – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Catechisti Novembre 2013

CIAO, TI PRESENTO LA MIA FAMIGLIA!

di Franca Feliziani Kannheiser

Se Donald Winnicott, il grande psicoterapeuta dell’infanzia, scriveva che non c’è un bambino senza una mamma, nel senso che non possiamo comprenderefamiglia3 ciò che vive e pensa un bambino, prescindendo dalla sua relazione con la prima persona di riferimento, allo stesso modo possiamo affermare che non c’è un bambino senza la sua famiglia.
Essa costituisce il suo primo ambiente di crescita che favorisce e condiziona il suo modo di sentire, pensare e agire. Questa influenza è di fondamentale importanza anche per quanto riguarda lo sviluppo religioso del bambino e il suo modo di recepire ciò che, nel la catechesi parrocchiale, annunciamo come «notizia buona», capace di dare alla vita senso e speranza.
Quale spazio – interiore (nella nostra mente) ed esteriore (attraverso iniziative di partecipazione) – possiamo, allora, offrire ai genitori, spesso alleati preziosi, ma non raramente anche controparti faticose, a volte ostili, che sembrano intralciare la nostra azione educativa?famiglia2
Come favorire la loro partecipazione al cammino di fede del figlio di cui sono, per natura e vocazione, «i primi educatori»?
Quale funzione di sostegno, di accompagnamento cordiale e generoso, possiamo svolgere nei confronti dell’intero nucleo familiare?

La conoscenza delle famiglie inizia a piccoli passi. Già dal primo incontro con i bambini appaiono sulla scena le loro famiglie: spesso sono le mamme ad accompagnare i figli, ancor più spesso sono i nonni, meno frequentemente i papà. Questi brevi momenti di contatto sono preziosi, non tanto per quello che possiamo dire – spesso ben poco –, ma per l’impressione che possiamo dare.     Continua a leggere Ciao ti presento la mia famiglia – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Dar da mangiare agli affamati – La Bibbia nella vita da RAGAZZI & DINTORNI Novembre 2013

Dossier Nov13

DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI E…

di Tonino Lasconi

C’è qualcuno con il cuore talmente duro da non dare un pezzo di pane all’affamato e un bicchiere d’acqua all’assetato? Si potrebbe credere che non è possibile. Invece, purtroppo, non è così. Infatti, se prendersi cura dell’affamato e dell’assetato fosse normale, la Bibbia non lo avrebbe raccomandato e comandato con forza. Facciamo un rapido excursus.

misericordia• Nella Legge di Mosè c’è scritto: «Quando mie terete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vo stro Dio» (Lv 19,9-10). Se c’è la proibizione di mietere fi no ai margini del campo vuol dire che questo avveniva.
• Nei profeti la predica è continua e accorata. A volte anche minacciosa. Ci limitiamo a citare Isaia che, a nome di Dio, dichiara che il Signore non vuole sacrifici e digiuni, in quanto ciò che gli è gradito è: «Dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo» (Is 58,3-7).   Continua a leggere Dar da mangiare agli affamati – La Bibbia nella vita da RAGAZZI & DINTORNI Novembre 2013

UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Catechisti Novembre 2013

UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento

di Fabrizio Carletti – Mirella Spedito

Tempo di Avvento: siamo in attesa della Parola che si fa carne in Gesù, che viene costantemente fra noi e ci vuole incontrare. Questa Parola «viva» è anche custodita in un libro, la Bibbia, ed è proprio la Parola scritta che vogliamo valorizzare in questo percorso.
UN LIBRO… UN CAMMINO!
Un libro da «costruire» settimana per settimana, che ci accompagnerà nel cammino di Avvento fino al giorno della festa della nascita di Gesù, Parola che si fa uomo. Le immagini illustreranno, più che le parole, la realizzazione del nostro particolare libro di Avvento.

avventoMateriale: Cartoncino resistente, fogli A3, pennarelli, forbici, colla, due nastrini.

Al lavoro
• Realizziamo la copertina, utilizzando un foglio A3 di grammatura 140-200.
• Inserire i fogli A3 piegati a mo’ di libro da spil lare insieme.
• Il pop-up si realizza così: si piega il foglio in due e si eseguono due tagli orizzontali a partire dalla piega (o più tagli), della misura necessaria. Non si dovrà togliere nessun frammento ma, si apre il foglio, spingendo in avanti la parte tagliata fino al limite del taglio; si richiude, poi, il foglio ottenendo pieghe diverse dalla piega iniziale. Su queste parti, sul lato interno del foglio, si incollano le sagome che ci interessano. È consigliabile incollare prima i due fogli ma solo all’estremità.   Continua a leggere UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Verso una nuova umanità – Ciak si gira da RAGAZZI & DINTORNI Settembre/Ottobre 2013 –

Dossier Set_Ott13

VERSO UNA NUOVA UMANITÀ

di Cecilia Salizzoni

Le nevi del Kilimangiaro, non è un film per ragazzi, eppure è difficile pensare un film più pertinente e attuale sul tema della misericordia e delle sue opere. Certo richiede un intervento di sintonizzazione da parte dell’animatore perché, pur essendo una storia lineare che parla al cuore dello spettatore, non parla il linguaggio dei preadolescenti, e le figure del racconto che permettono l’identificazione sono o un po’ più giovani o un po’ più avanti con gli anni rispetto al nostro target. Detto questo, credo valga la pena tentare e «vedere l’effetto che fa».

misericordiaIspiratosi al poema di Victor Hugo Les pauvres gens (La povera gente, 1859), con Le nevi del Kilimangiaro Guédiguian torna all’amato quartiere popolare dell’Estaque, sulla collina a ridosso del porto di Marsiglia, luogo di elezione delle sue storie operaie, per raccontare l’impatto della crisi economica sul mondo del lavoro in questo inizio di Millennio, e per fare il punto sullo stato delle relazioni umane. Il punto di vista è quello di Michel, operaio e sindacalista ai cantieri navali di Marsiglia, e quello della moglie Marie-Claire che, per la famiglia, ha rinunciato alla realizzazione professionale e assiste gli anziani quel tanto da arrotondare il bilancio familiare.    Continua a leggere Verso una nuova umanità – Ciak si gira da RAGAZZI & DINTORNI Settembre/Ottobre 2013 –

La FEDE: tra la puzza della condanna e il profumo dell’amore

giudizio

“Fino a quando un fratello, condannerà a morte l’altro fratello non ci sarà futuro per l’amore!”

E’ da giorni che questa frase mi rimbalza nel cuore. La interrogo, prego con lei, resto silenziosamente in sua compagnia, ma quando mi imbatto in certe affermazioni, post, link e altro di simile, le sue parole diventano come un ferro rovente… mi fanno male.   Continua a leggere La FEDE: tra la puzza della condanna e il profumo dell’amore

RAGAZZI & DINTORNI – Settembre/Ottobre 2013 – Va’ e anche tu fa’ così

Dossier Set_Ott13

SULLA GERUSALEMME – GERICO DI OGGI
Briganti e malcapitati

di Tonino Lasconi

Esistono, oggi, briganti insidiosi e pericolosi, difficili da individuare, e malcapitati difficili da «vedere»? Purtroppo sì. Proviamo a scovarne alcuni.

IL BENESSERE. Nelle mocuoriderne società, la pratica della compassione è più difficile che nelle società povere dei tempi passati. Non per niente le opere di misericordia corporali e spirituali, un tempo un punto forte della predicazione e del catechismo, sono quasi dimenticate. Nella società povera, i più vivevano nel bisogno.
Pochissimi erano autosufficienti. Diventava, perciò, normale lo scambio di aiuto. Chi aveva bisogno di un attrezzo, di una prestazione, di un prodotto lo chiedeva a chi poteva darglielo, perché questi, a sua volta, mancava di qualcosa che avrebbe dovuto chiedere. Chi non aveva l’asino, lo chiedeva a chi lo aveva, perché lo avrebbe ricambiato con l’agnello che l’altro non possedeva. Chi aveva le ciliegie, le dava a chi aveva le pesche… Con il benessere diffuso, si è creata la convinzione che tutti possono e debbono avere tutto. Si ha paura di chiedere per non passare da sfaticati o incapaci; e si fatica a soddisfare chi chiede, perché sarà di sicuro sfaticato o incapace.

LO STATO «PENSO A TUTTO IO». Un altro brigante è la statalizzazione. Gli Stati dei Paesi benestanti hanno riservato a sé quelle opere di soccorso e assistenza che, una vocompassionelta, erano esercitate dai singoli o dalle associazioni caritative. Si pensi a: ospedali, scuole, pensioni, ammortizzatori sociali… Questo è stato un bene, perché i privati non potevano arrivare a tutti. Ha diffuso, però, la mentalità che «ci deve pensare lo Stato». Sono tante le persone aggredite, scippate, ferite, uccise nell’indifferenza dei presenti. È già tanto se qualcuno telefona al 113, o al 118.
Quando questi fattacci capitano, giornali e tv gridano: «Ci vogliono più polizia, carabinieri, vigili urbani, più ambulanze, ospedali, telecamere, più esercito…». Figurati!
Quello che ci vuole è la compassione. Che non esclude il ricorso all’ «albergo», cioè all’intervento pubblico, ma richiede la disponibilità a dare ciò che si ha: l’olio e il vino, la cavalcatura, due denari.

LA CRISI RELIGIOSAl_origine_dei_nomi_dei_colori_2223. Con l’indebolimento della fede cristiana sta scadendo la convinzione che tutti – ma proprio tutti! – siamo fratelli. La conseguenza: tanto buonismo a parole, ma, nei fatti, razzismo strisciante, che rende difficile considerare gli stranieri da accogliere e aiutare; bullismo diffuso che si nasconde dietro alle prese in giro, al tormento quotidiano, a sopraffazioni e prepotenze verso i più deboli, i meno dotati, i «diversi», negli ambienti scolastici e del tempo libero.

I MEDIA. Che dire delle ragazze, e anche dei ragazzi, chmassmediae si ritengono inadeguati e infelici, fino ad ammalarsi, perché non corrispondono ai criteri di bellezza, di forza e di successo imposti dai media? Che dire della dittatura del look, che angoscia chi non può presentarsi agghindato all’ultima moda? Attenzione, perciò! La strada Gerusalemme – Gerico è quella che percorriamo tutti i giorni. Occhi aperti per vedere. Cuore disposto alla compassione. Pronti a farci vicini e a fasciare le ferite come possiamo, con quello che abbiamo.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Settembre/Ottobre 2013 dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

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L’abbraccio generativo – CATECHISTI PARROCCHIALI Settembre/Ottobre 2013

catechisti settembre/ottobre 2013

L’ABBRACCIO GENERATIVO

di Fabrizio Carletti – Mirella Spedito

L’abbraccio è un profondo segno di accoglienza e di tenerezza che il nostro Papa Francesco ci sta facendo riscoprire nei tanti momenti in cui si avvicina alle persone. La stessa piazza San Pietro con il suo colonnato sembra simboleggiare l’abbraccio della Chiesa al suo popolo.
abbraccioNel Vangelo secondo Marco (9,33-37; 10,13-16) Gesù compie tale gesto-segno verso i bambini, superando ogni norma culturale e religiosa del tempo; l’abbraccio, infatti, era concepito come gesto femminile, materno, verso i propri familiari. Si tratta di un gesto simbolico, significativo, che ci invita a farci abbracciare da Dio per condividere, poi, questa gioia nella comunione fraterna. Può rappresentare «un gesto-parola» che ci apre con amore e tenerezza verso gli altri, in particolare verso quei «piccoli» impegnati nel cammino d’iniziazione alla fede.

La proposta operativa ci guida alla realizzazione di uno speciale vasetto in terracotta: un bambino/a che abbraccia un vaso, per simboleggiare l’accoglienza nella famiglia di Dio. Viene ad esprimere, quindi, l’abbraccio generativo che introduce nella Chiesa e fa crescere in noi la fede. La fede, tuttavia, richiede cure, attenzioni, supporti: è come un seme da cui si sviluppa una piantina viva. La preghiera in famiglia, che seguirà, aiuterà a «praticare» questa consapevolezza.   Continua a leggere L’abbraccio generativo – CATECHISTI PARROCCHIALI Settembre/Ottobre 2013

Buona Domenica 2013/2014 sta per tornare!

Buona domenica 2012 -2013

è tornata!

Sì cari blogger, da domani 31 agosto 2013 torna una delle rubriche più gettonate del nostro blog: BuonaDomenica!

Ogni settimana nuove riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararci ad accogliere con consapevolezza il dono il Dio e a celebrare con la vita la sua Parola di salvezza.

BuonaDomenica! ci raggiunge facendo entrare nella nostra vita, attraverso immagini e riflessioni, quei frammenti di Parola che domenica dopo domenica diventano luce nel cammino di ogni giorno.

Vi aspettiamo per accogliere insieme quelle vie luminose che il Padre, aprirà in questo nuovo anno nella nostra vita.

Per l’archivio completo di BUONA DOMENICA

clikka —> QUI <—

Presto tornerà anche la nostra rubrica —> Liturgia, immagini e preghiera

Sulle Vie del Vangelo – 2013_ In sintonia con la JMJ START

Start!

Sulle vie del Vangelo 2013

La Parola nel web

evento-Logo

Ci siamo cari amici!!! L’evangelizzazione abbia inizio!

Vi aggiorneremo passo dopo passo inserendo i link a tutto il materiale che sarà postato in facebook sulla pagina —> Giovani & Vangelo!!!

Vi ricordiamo che la pagina è aperta, pertanto anche se non siete iscritti su fb potrete visualizzare ogni cosa!

Ore 21:00: Start!!! Online la cover e il messaggio di Benvenuto
21:10: Foto_Dio e la voglia di vederlo
21:20:
Nota_Dio, la vita, il senso
21:45:
Video_Vivi per miracolo/Gemelli Diversi
22:00:
Foto_Ce l’hai un attimo per me?
22:25: 
Nota_A.A.A. Cercasi Dio. Dove? Quando, come trovarti? E poi… ma è conveniente trovarti?!
22:45:
Video_Per non morire mai/Nek
23:00: 
Foto_La mia vita ha un senso quando…
23:15:
 Nota_L’essere umano: perla preziosa per cui Dio ha dato se stesso

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