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Giovani Evangelizzatori e non solo…

Scriveva, qualche tempo fa, un padre gesuita: “A pregare si impara pregando”. E chi può negarlo? Basta fare esperienza concreta della Preghiera per capire che è un circolo intenso di relazione appassionata con Dio… Ma se questo è vero per la preghiera come la mettiamo con la fede? Come si impara a vivere quell’atteggiamento del cuore che, in qualche modo, è la condizione di possibilità della preghiera stessa? Come si impara a credere?
A credere s’impara evangelizzando! E non è una contraddizione in termini. E’ la sfida accolta e vissuta da un gruppo di giovani, i GEP che, sullo stile dell’apostolo Paolo, scelgono di vivere e investire il meglio delle loro forze ed energie per crescere nella fede condividendo con i propri coetanei la loro ricerca di Dio, il loro incontro personale e a volte destabilizzante con Lui, la loro voglia di capire-scoprire quali sono le vie di quell’amore così dinamico ed effervescente da ribaltare ogni possibile logica umana.

A credere si impara vivendo, cercando, dubitando, fidandosi, rischiando e comunicando… qualcuno di mia conoscenza direbbe che è tutto un vivere al congiuntivo. E in parte lo è realmente… La fede, per i Gep è questione di vita, è cammino verso la vita.

Un Gep annuncia la pienezza di un incontro che ti cambia la vita, che ti spinge verso orizzonti nuovi, che ti porta a sentire tutta la vertigine e l’ebrezza del credere. La formazione umana, spirituale, biblica, carismatica; la Parola e l’Eucarestia; l’annuncio vissuto e sperimentato come stile concreto e quotidiano; la voglia di imparare da tutto e da tutti… questo e molto altro fa di un Gep un giovane “erede” di san Paolo, oggi.

Il cammino è ecclesialmente trasversale e teso a far mettere le ali alla fede, a percorrere strade virtuali e non per annunciare il Vangelo con tutti i mezzi a disposizione, a far brillare nelle routine quotidiane Dio, come presenza nuova e piena di senso nuovo.

Per il momento la base è Salerno, ma la rete permette un always on line di tutto rispetto!

Siamo nati ad aprile e il nostro primo “mandato” lo abbiamo vissuto nella notte del 3 maggio preparando, tra preghiera ed evangelizzazione, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Video dell’animazione fatta a Salerno il 3 Maggio  

 

 

Buona domenica!

IL VOSTRO AMORE E’ COME UNA NUBE DEL MATTINO,
COME LA RUGIADA CHE ALL’ALBA SVANISCE…
VOGLIO L’AMORE E NON IL SACRIFICIO,
LA CONOSCENZA DI DIO PIU’ DEGLI OLOCAUSTI.

Dal libro del profeta Osea (Os 6,3-6)
X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Gesù disse, semplicemente: “VIENI?”. Matteo restò interdetto. Forse si trattava di uno scherzo. O forse no. Per un attimo Matteo vide nello sguardo trasparente e fermo di Gesù ciò che egli avrebbe potuto essere. Vide che era amato, senza condizioni. Avrebbe voluto fargli mille domande. Non un suono gli uscì dalla gola. ANDO’. Non sa dove lo condurrà questa avventura, non sa ancora cosa succederà, ma segue il suo istinto: non ha mai trovato tanta gioia in un momento solo, tanto amore in un solo sguardo.

 

 

…e per riflettere puoi scaricare: Dio ve lo renda

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Buona domenica!

Vedete, Io pongo oggi davanti a voi
benedizione e maledizione…

Dal libro del Deuteronomio (Dt 11,18.26-28.32)
IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Dove poggiano le nostre convinzioni?
Su cosa si fondano le nostre speranze?
Chi o cosa muove la nostra vita, suscita le nostre attese? Viviamo costretti dagli eventi, spesso, e non è vero che la vita è oppurtunità come malevolmente ci fa credere il nostro mondo. Molto più realisticamente, la vita che realizziamo è una concatenazione di eventi che non dipendono da noi, di fortune o di sfortune che possiamo accogliere o rifiutare. Per molti il lavoro che hanno è l’unico che hanno trovato, la città in cui vivono l’unica scelta che si possono permettere economicamente, la soluzione affettiva che vivono la migliore che sono riusciti ad ottenere. E quando accade di scontrarsi con eventi dolorosi o con la cupa consapevolezza del limite, allora vengono a galla gli aspetti più intimi e profondi della vita, una specie di rarefazione e di nudità dell’essere che ci può anche stordire.
O far volare.
Gesù ha una proposta, semplice, destabilizzante, folle: fonda la tua vita sulle mie Parole, perchè io sono la Parola che il Padre pronuncia sul mondo, ed è un Parola di bene, ed è una Parola d’amore.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Salvezza e futuro

 

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Buona domenica!

ALLELUIA, ALLELUIA


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

ALLELUIA

Versetto alleluiatico – Ap 1,8
SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA’ – Anno A

 

…e per riflettere puoi scaricare: Trinità eterna

 

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Buona domenica!

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo,

egli che tutto unisce,

conosce ogni linguaggio. Alleluia.

Antifona d’ingresso
DOMENICA DI PENTESCOSTE – Anno A

 

…e per riflettere: Vieni o Spirito Santo

 

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Buona domenica!

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori,

pronti sempre a rispondere a chiunque

vi domandi ragione della speranza che è in voi.

 

Dalla prima lettera di san Pietro Apostolo (1Pt 3, 15-18)

VI DOMENICA DI PASQUA – Anno A

 

…e per riflettere puoi scaricare: L’errore più grande

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Buona domenica!

Chi crede in me,
anch’egli compirà le opere che io compio
e ne compirà di più grandi di queste,
perchè io vado al Padre.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,1-12)
VI DOMENICA DI PASQUA – Anno A

 

…e per riflettere: Crede in te

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Buona domenica!

Egli chiama le sue pecore,
ciascuna per nome, e le conduce fuori.
E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore,
cammina davanti ad esse,
e le pecore lo seguono
perchè conoscono la sua voce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
IV DOMENICA DI PASQUA – Anno A

 

…e per riflettere puoi scaricare: Perchè non manchino mai

 

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Dare riempie il cuore

Mentre scrivo ho tra le mani un segnalibro su cui è riportata una frase: Prendere riempie le mani, dare riempie il cuore. Mai frase fu più espressiva dei miei pensieri, almeno in questi giorni…
giovani.jpgL’altra sera stavo camminando su una delle strade principali della mia città: un corso pedonale sempre trabordante di gente. D’estate, quando tutte le finestre sono aperte, le voci sembrano inerpicarsi su per i muri, lungo i balconi, entrano nelle case e quell’infinito vociare riempie i silenzi.
Tornavo dagli studi della tv, dopo aver registrato uno di quei programmi per cui, oggettivamente, si può anche essere soddisfatti: 20 minuti in cui parlare di Dio! Niente di più desiderabile: spot divini li definirebbe mia cugina… Eppure camminando, passo dopo passo, non riuscivo a non chiedermi per chi e per cosa avrei dovuto sentirmi soddisfatta… In quanti avrebbero visto quella trasmissione? Chi avrebbe creduto? Quella gente che mi stava camminando accanto cosa sapeva di Dio e quanto desiderava incontrarlo?

Conosco giovani che vivono senza te Signore, che non hanno bisogno di te. Ho conosciuto gente che in noi, che diciamo di averti incontrato, non ha mai potuto sentire il calore del tuo amore, nè respirare la forza di un perdono irrazionale e gratuito.
E noi? Noi, testimoni di un Amore che ci supera litighiamo per dividere preziose mattonelle, per contenderci i santi, per accaparrarci giovani dal volto luminoso…

Dopo quella sera, ogni giorno e ogni notte penso ai “senza casa”… no, non ai barboni. Penso a chi non a più un Dio a cui rivolgersi, agli sfrattati dalle nostre chiese, dal nostro modo di credere, dal nostro stile di preghiera… penso a coloro che al posto della misericordia hanno ricevuto la condanna e a coloro che non hanno mai visto brillare il volto di Dio negli occhi di chi gli camminava accanto.

Penso, Signore… penso a quei giovani di cui non posso fare i nomi, ma che vorrei poter raggiungere con la forza di un amore tenero, che non giudica mai, in nessun caso, che è sempre lì pronto a braccia aperte, per accogliere a lasciar andare…

Raggiungili con la forza travolgente della tua grazia e, di notte, quando la loro libertà non può impedirtelo, sfiora la loro fronte con il bacio intenso della tua tenerezza.