Liturgia di domenica 23/12/2012 – IV AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

A che cosa devo

che la madre del mio Signore venga da me?

Maria donna dell'attesa

Lc 1, 39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Carissimo catechista, questa volta abbiamo abbiamo scelto di cambiare modalità, anche perchè crediamo che in parrocchia saranno molte le sollecitazioni per prepararsi allo stupefacente evento dell’Incarnazione, verso cui la IV Domenica di Avvento ci proietta con il suo Vangelo.
Abbiamo pensato di fornire alcuni testi di preghiera da poter pregare con i vostri ragazzi, magari proiettando l’immagine che vi proponiamo, oppure stampandola e donandola a ogni ragazzo, bambino o giovane. La preghiera potrebbe anche essere trascritta sul retro del cartoncino :

Con i Bambini:

Con te Maria, vogliamo imparare ad accogliere Gesù, nostro amico e fratello.
Nella grotta, a Betlemme, nasce tra le tue braccia il Dio dell’amore.
Noi vorremmo essere come i pastori, pronti a correre
per arrivare per primi e portare lana per riscaldare Gesù.
Noi vorremmo essere come i Re magi
che spostano ogni impegno pur di portare a Gesù i loro doni.
Noi vorremmo essere con te e con Giuseppe nella stalla
per rallegrare Gesù Bambino con il battito del nostro cuore,
perchè il nostro cuore vuole amare come lui ha amato noi.
Portaci con te, cara Madonnina, e appoggia
anche tra le nostre braccia Gesù, per amarlo e farci amare da Lui. Amen

Con i ragazzi – adolescenti

Maria, cosa è successo quel giorno?
Chi è nato da te?
Avevi poco più della nostra età, o forse eri nostra coetanea,
quando Dio, il creatore del mondo, ti scelta.
Tu hai detto sì a un mistero: quanto coraggio ci vuole, Maria?
Tu hai permesso a Dio di stravolgerti la vita: ma ti sembra possibile oggi?
Ti sei fidata senza chiedere nulla in più di quanto ti era stato detto.
E così il tuo sì, la tua fiducia, la tua generosità
ha permesso il più grande miracolo della storia.

E’ nato Dio… ed è nato come me… con il mio stesso corpo…

E’ cresciuto come me, e come me
ha avuto qualcuno da cui è stato amato.
Grazie Maria, madre nella fede,
per averci insegnato cosa significa credere in Dio,
fidarsi della sua Parola, accogliere i suoi messaggeri
che  ancora oggi possono illuminare la nostra vita.
Aiutaci a scoprirli, aiutaci a fidarci di Dio e del suo amore,
così anche con noi, lui farà cose meravigliose. Amen

Con i giovani:

Crediamo in te, Dio, Padre del cielo e della terra,
di ogni uomo e di tutte le creature.
Crediamo in te, Figlio del Padre, Parola pronunciata sull’universo,
Parola fatta carne per la nostra salvezza;
Parola in cui tutta la creazione viene rinnovata in nome dell’amore.

Crediamo in te, Spirito santo, amore che vieni a noi dal Padre e dal Figlio,
amore che tutto puoi, amore divino che ci innalzi da servi a figli,
dito potente della mano di Dio che rendi possibile l’umano impossibile.

Crediamo in te, Trinità santissima,
presente e operante oggi e qui, nel nostro cuore,
nella nostra vita, nelle nostre scelte, nella storia che viviamo.
Crediamo che dalla vostra vita divina possiamo ricevere ogni grazia;
che, nel vostro amore, possiamo riscoprire
la nostra vera e più intima vocazione.

Crediamo che oggi i nostri occhi possono vedere,
le nostre mani toccare, i nostri sensi sentire:
la tua pienezza è discesa nella nostra umanità;
l’onnipotenza divina ha vestito la fragilità umana;
il creatore è diventato creatura.

Oggi, noi crediamo in te, Dio Amore
divenuto carne, nella creatura. Amen

  Le preghiere sono di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

—> Clikka sull’immagine <—

Buona domenica! – III di Avvento (Gaudete) – Anno C

sorridente cv«Fratelli, siate sempre lieti nel Signore,
ve lo ripeto: siate lieti!»

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Filippési (Fil 4, 4-7)
III DOMENICA DI AVVENTO (GAUDETE) – Anno C

Siamo tutti cercatori di felicità. La nostra vita si consuma dietro l’affannosa ricerca della gioia e possiamo leggere le nostre vite proprio dal desiderio che portiamo in noi stessi di dimorare nella gioia. 5Tutti, bene o male, cerchiamo la felicità ma non sappiamo bene a chi dare retta. Anche la Bibbia ha qualcosa da dirci: nella Scrittura si usano più di venticinque termini per descrivere la felicità! E questo per smentire chi pensa che la religione sia un’esperienza mesta e dolorante… (e per invitare i cattolici che vivono la fede come crocifissione a convertirsi!).
E in questa terza domenica di avvento, in attesa del Signore, è proprio la gioia ad essere la protagonista della liturgia. Sofonia esulta perché davanti alla disastrosa indifferenza di Israele il Signore, invece di scatenare la sua legittima ira, promette una nuova alleanza. Paolo invita i Filippesi a gioire per la presenza del Signore che continuamente viene a visitarci là dove siamo. Ma è il Battista, protagonista del tempo di avvento, a osare di più.

COSA DOBBIAMO FARE?
La gente che da Gerusalemme è scesa nei pressi di Gerico per vedere Giovanni il Battezzatore, profeta ardente di passione, resta turbata, scossa. neve e sole cvE se avesse ragione lui? Se, sul serio, la vita non fosse quel caos inestricabile che ci dona più fatica che gioia? È esigente Giovanni, duro come solo i profeti sanno essere. Qualcuno, timidamente si avvicina al profeta e chiede: Che cosa dobbiamo fare?.
Che cosa dobbiamo fare?
è anche la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio evidenzi e smascheri la nostra sete di felicità e di bene, quando una tragedia ci ridesta alla durezza e alla verità della vita, quando vogliamo prepararci ad un Natale che non resti solleticamento emotivo ma diventi conversione e luce e pace. Giovanni risponde con consigli spiccioli, all’apparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: condividete, non rubate, non siate violenti… Tutto qui? Restiamo stupiti, un po’ delusi. Al popolo (credente e devoto!) Giovanni chiede di condividere, di non lasciare che la fede resti solo preghiera o vaga appartenenza, ma di farla vibrare nella vita questa fede, di lasciare che contagi le nostre vite e le nostre scelte concrete, per non rendere schizofrenica la nostra religiosità. Ai pubblicani, appaltatori delle tasse e ladri, chiede di essere onesti, di non esigere troppo nascondendosi dietro ad un dito. Come quando, noi professionisti, esigiamo per la nostra competenza troppo denaro appellandoci alle tariffe e scordando il difficile momento che le gente sta vivendo. Ai soldati, abituati alla violenza, Giovanni chiede mitigazione e giustizia, di non spadroneggiare.

GIUSTO
volontariato cvGiovanni ha ragione: dalle cose piccole nasce l’accoglienza. Perché forse anche a voi, come a me, succede di immaginarmi capace di improbabili eroismi: partirò in Africa volontario – e intanto non vedo la mia dirimpettaia anziana sola – andrò una settimana in monastero nel silenzio – e intanto non trovo neppure cinque minuti di preghiera al giorno – dedicherò del tempo alla riflessione – e non ho neppure il coraggio di depennare qualche riunione dall’agenda al collasso… Giovanni ha ragione, fai bene ciò che sei chiamato a fare, fallo con gioia, fallo con semplicità e diventa profezia, strada pronta per accogliere il Messia. Era normale per i pubblicani rubare, normale per i soldati essere prepotenti, normale per la gente accumulare quel poco che guadagnava. Giovanni mostra una storia “altra”: sii onesto, non essere prepotente, condividi. Diventa eroico, anche oggi, essere integerrimi nell’onestà sul lavoro, profetico essere persone miti in un mondo di squali, sconcertante porre gesti di gratuità. Dio si fa piccolo. Nei piccoli atteggiamenti ne rintracciamo la scia luminosa.

SARA’ LUI?
La gente è turbata: Giovanni è un uomo buono, mostra loro una strada semplice, dà loro retta… che sia lui il Messia? Ed ecco la notizia: arriva uno più forte che battezzerà in Spirito Santo e fuoco. come fuoco cvArriva il Cristo, è lui la risposta a cosa dovete fare, è lui colui che brucia dentro, che dà forza. Giovanni ancora non lo conosce eppure il suo cuore pulsa di gioia. Gesù è fuoco, non pia devozione, non bella abitudine, non saggezza da seguire. Fuoco, fuoco, fuoco che brucia, che inquieta, che scalda, che illumina, che turba nel profondo, che scardina, che riempie. Giovanni già ne assapora la presenza, già ne coglie la statura immensa, inattesa, sconcertante. Eppure lui, il più grande tra i nati da donna, verrà ucciso per il ballo sensuale di un’adolescente, ucciso da un re fantoccio suddito dei propri desideri e del giudizio della gente. Ma è felice, comunque, sin d’ora.

GIOIA
Gsorridente2 cviovanni ha già il cuore colmo di gioia anche se ancora aspetta, anche se ancora non vede. Ma già gioisce. L’annuncio che vi faccio, la “buona novella” in mezzo a tante orribili notizie che ci raggiungono è proprio questa: Dio ti ama e te lo dimostra in Gesù Cristo. Accogliere Gesù è avere il cuore pieno di gioia. La fede cristiana è anzitutto gioia. Non gioia semplice, sciocca, ingenua. Mediteremo a lungo, fra qualche mese, di come la gioia cristiana sia una tristezza superata, di come sia una gioia conquistata a caro prezzo…
Ma, oggi, lasciamoci ancora scuotere dalle parole di Paolo scritte in un momenti difficile del suo ministero: rallegratevi nel Signore sempre!
Non è una splendida notizia?

(PAOLO CURTAZ)

Rallegriamoci cvAscolta o scarica il canto: Rallegriamoci
tratto da Gloria all’Emmanuele

RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2012 – “… nello Spirito Santo”

Dossier Dic12

LO SPIRITO, IL GRANDE ASSENTE

di Tonino Lasconi

Lo Spirito Santo è il grande assente nella nostra preghiera quotidiana personale, e anchspirito-santoe in quella delle parrocchie. Tolta la novena in preparazione alla Pentecoste, è raro trovare momenti di preghiera comunitaria allo Spirito.
Perché? Una delle cause è da individuare, forse, nel fatto che allo Spirito Santo non riusciamo a dare un volto.
Dio Padre, con le dovute differenze, possiamo pensarlo con il volto di un padre terreno.
Con Gesù non abbiamo problemi. Ognuno di noi custodisce dentro di sé un volto che gli è caro, mutuato dalle rappresentazioni dei pittori, o dalla Sindone, o da qualche film su di lui.
Ma lo Spirito Santo come è? Abbiamo bisogno di immagini sulle quali fissare lo sguardo degli occhi, del cuore e dei pensieri.
Non ci rimane che seguire la pedagogia della Bibbia che rappresenta lo Spirito con tre immagini: colomba, vento, fuoco. Stimolando bambini e ragazzi (e non solo!) a riflettere su queste tre «creature», immaginiamo lo Spirito «creatore».

La colomba è l’immagincolomba_pace_19e più importante; è quella rappresentata nell’abside delle chiese antiche. Il perché è nel Vangelo: quando Gesù, battezzato da Giovanni, esce dal Giordano, lo Spirito discende su di lui «come una colomba» (Mt 3,16). La colomba è buona, docile, si lascia prendere in mano. Nessun cacciatore avrebbe il coraggio di sparare a una colomba. È il simbolo universale di pace e di benevolenza che Dio ha scelto fin dall’alleanza ricostruita con Noè (Gen 8,8-12). Nel battesimo di Gesù è il commento visivo delle parole del Padre: «Questo è il Figlio mio, l’amato; in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3,17). Figlio amato nel quale tutti diventiamo figli amati (lo Spirito Santo ci mette in grado di chiamare Dio: «Abbà! Padre», Gal 4,6) e capaci di amare. Quando siamo tentati di cedere a egoismo, banalità, volgarità, pensiamo alla colomba, e sentiremo la nostalgia di una vita bella e buona.

Il fuoco. A Pentecoste lo Spirito Santo si posa sugli apostoli in «lingue di fuoco». fuoco
Il fuoco illumina: quando i nostri antenati   il fuoco, vinsero la paura della notte. Il fuoco riscalda e purifica. L’oro diventa splendente e prezioso se il fuoco lo libera dalle impurità. Anche gli strumenti chirurgici sono sterilizzati con il fuoco.
Quando brancoliamo nel buio delle scelte, quando sentiamo il gelo dell’egoismo, quando ci sentiamo pieni di scorie e debolezza, invochiamo lo Spirito Santo.

Il vento purifica e rinnova. Se non ci fosse il vento lo smog ci soffocherebbe e i mari e i ventolaghi diventerebbero stagni puzzolenti. Il vento arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti, come ricordava Gesù a Nicodemo (Gv 3,4-8), e fa volare via tutto ciò che è secco, posticcio, malfermo.
Quando siamo tentati di cullarci sulle nostre pigrizie e abitudini; quando siamo affascinati dalle proposte e dalle mode predominanti, invochiamo lo Spirito Santo, e sentiremo rifiorire in noi la voglia e la forza di rinnovarci, di cambiare, di seguire la parola di Gesù, che rimane dopo che le mode del momento sono state spazzate via.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Dicembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

—> Clikka sull’immagine <—

Liturgia di domenica 16/12/2012 – III AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

” Che cosa dobbiamo fare?

Signore viene

Lc 3,10-18

 In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

Il popolo è in attesa, suggerisce il Vangelo… in attesa di quanto i profeti avevano da sempre annunciato: in attesa di quel Dio che per rispondere al grido del suo popolo entra nella storia e suscita risposte alle domande, liberazione per la schiavitù, acqua nella siccità. Dio entra nella storia e rinnova, dona vita nuova, entra in relazione con ogni uomo e donna… e lo fa per amore!

Gesù è il darsi di Dio in carne e ossa, è il motivo per cui non dovremmo temere, è il volto di quel Dio che Sofonia annuncia nella prima lettura e che OGGI raggiunge tutti noi.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Non temere! Nell’immagine viene ripetuto a oltranza, quasi fosse un parallelo ai tanti timori che ognuno di noi porta dentro.
      Di cosa oggi si potrebbe avere paura, timore? A chi oggi potrebbe essere detto: “Non Temere!”?
      A un genitore licenziato? A un pensionato che deve pagare il ticket? A un giovane che non riesce a trovare lavoro? A una ragazza madre? A uno straniero emarginato? A un condannato a morte? A una donna violentata? A un bambino maltrattato? A una prostituta? A un imprenditore che non riesce a pagare gli stipendi? A un amico tradito? A un figlio abbandonato? A chi, oggi potrebbe essere rivolto questo annuncio di speranza?
    • Il “Non Temere!” riempie gli spazi ed è come se si incidesse nel cuore e sullo sfondo. Perchè se è vero lascia un segno, è un annuncio che vuole rivolgersi a qualcuno, vuole incidersi indelebilmente nella vita di chi raggiunge.
    • C’è un cuore a cui queste parole sono rivolte: quante sono le paure che un cuore vive? Le conosciamo tutte? Spesso vivono in noi paure che non conosciamo, non immaginiamo eppure ci bloccano.
    • La luce del piccolo lumicino, che la foto propone, sembra rischiarare l’atmosfera. La luce è segno di Dio, che in noi entra come presenza dinamica e rischiara, rende luminoso, tutto ciò che raggiunge.
    • Il piccolo lumicino ci dice la piccolezza che Dio sceglie di abitare, ci dà la misura del suo darsi nella fragilità, del suo raggiungerci in quelle forme che possiamo vedere, conoscere, incontrare, comprendere.
    • Come la luce nel buio, così Dio entra e penetra ogni angolo più buio della nostra vita.
    • In forza del suo amore, ci raggiunge. Con il suo amore ci rinnova. Nel suo amore ci fa vivere.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, non permettere che rimaniamo spettatori, che si limitano a battere le mani. Il Battista ci chiede di cambiare qualcosa per incontrare Gesù e ricevere il Vangelo che trasforma l’esistenza. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

—> Clikka sull’immagine <—

Buona domenica! – II di Avvento – Anno C

badile alla mano cv«Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!»

Dal Vangelo di Luca (LC 3, 1-6)
II DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Possiamo celebrare cento natali, senza che mai Dio nasca nei nostri cuori. Perciò abbiamo bisogno di un tempo di interiorità, perché possiamo, infine accogliere la luce del Signore. Affinché il giorno della venuta del Signore non ci piombi addosso all’improvviso e ci trovi impreparati. Sarebbe tragicomico passare la vita ad invocare la venuta del Signore, e non esserci nel momento della sua venuta interiore!  scrutare l'orizzonte cvCerto, non è facile e tutto ci rema contro: la crisi economica, il clima dolciastro, lo scippo natalizio perpetrato dal mercato che fa leva sui buoni sentimenti, le difficoltà della vita di tutti i giorni. Non è facile, ma è possibile: Cristo ci chiede di alzare lo sguardo, invece di lamentarci, di guardare oltre, altrove, al di là. L’importante è arrivare al Natale, a quello vero, con il cuore, leggero, senza lasciarlo appesantire dalla dissipazione, dallo stordimento, dalle preoccupazioni della vita. Dio viene, lui prende l’iniziativa, è suo il primo passo. La Scrittura ci rivela il volto di un Dio che intesse relazioni, che cerca l’uomo, che lo corteggia. La storia, splendida e drammatica, fra Israele e il suo Dio non è sempre stata fortunata e feconda. Ora Dio viene per spiegarsi, per raccontarsi, per dirsi. Dio viene a rivelarsi.

INCIPIT
L’aulico e solenne incipit della predicazione del Battista conferma l’intento di Luca di raccontare eventi storici, non edificanti racconti da pie devote! Luca, discepolo di Paolo, non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi è stato affascinato e sedotto dalla predicazione di Paolo e dal fuoco della sua parola. Luca, antiocheno, greco, colto e raffinato, ha scritto il suo vangelo dopo Marco, in contemporanea con Matteo. Ci tiene, Luca, a dimostrare (già allora!) che non è corso dietro a delle favole ma che l’annuncio si fonda su solide basi.
La descrizione della situazione geo-politica del tempo della predicazione del Battista ci lascia stupiti, noi figli di Dan Brown, e ci dice ancora e ancora che non corriamo dietro a delle favole (anche se certi cristiani si comportano come personaggi da operetta!) ma che la nostra fede appoggia su solide basi. C’è la storia dietro queste parole, non il mito. Volesse Dio che Luca ci facesse almeno un poco vergognare della nostra impressionante ignoranza evangelica!

STORIE ALTRE
Luca, però, vuole dire anche altre cose. Tutti i personaggi elencati, chi più, chi meno, Giovanni il Battista cvdetengono in mano il potere assoluto, sanno di potere decidere i destini dei popoli, si sentono e sono grandi. La Parola di Dio dribbla elegantemente tutti i signori dell’epoca e si posa su un macerato trentenne consumato dal vento del deserto e dal digiuno, un folle di Dio scontroso e rabbioso che si consuma sulle rive del Giordano, Giovanni il battezzatore.
Già Baruc, segretario di Geremia, nella prima lettura si rivolge al popolo disperso in Babilonia e vede un ritorno in grande stile nella Gerusalemme dei padri. Parla a degli straccioni senza speranza, a dei deportati che si trascinano come schiavi in attesa di morire. E sogna. Così è, amici, la Storia di Dio si sovrappone alla piccola e violenta storia degli uomini e la trasfigura. Nessuno di noi conoscerebbe Erode se non avesse ucciso il Battista. Il procuratore Pilato viene nominato ogni domenica nella professione di fede non per la sua audacia politica e militare, ma per aver ucciso un falegname esaltato che si prese per Dio. E che lo era. E noi, a che storia vogliamo appartenere? Le energie, i sogni, l’audacia che mettiamo per chi o cosa la mettiamo? Per la fragile storia degli uomini? O per quella di Dio?

LAVORI IN CORSO
Entrare nella storia altra significa, anzitutto, aprirsi allo stupore di Dio, attenderlo ed accoglierlo per ciò che egli è, non per ciò che vorremmo che fosse. L’avvento non aggiunge degli impegni alla nostra scarsa fede e alla nostra poca disponibilità alla preghiera, ma un tempo in cui ci è chiesto di accorgerci, di preparare la strada, di spalancare il cuore. Citando Isaia, Giovanni è molto preciso sulle cose da fare: raddrizzare i sentieri, riempire i burroni, spianare le montagne.
Raddrizzare i sentieri, cioè avere un pensiero semplice, lineare, senza troppi giri di testa. La fede è esperienza personale che nasce nella fiducia, che diventa abbandono. La fede va interrogata, nutrita, è intelleggibile, ragionevole. Ma ad un certo punto diventa salto, ragionevole salto tra le braccia di questo Dio. Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni per poter accogliere la luce.
burroni cvRiempire i burroni delle nostre fragilità. Tutti noi portiamo nel cuore dei crateri più o meno grandi, più o meno insidiosi, delle fatiche più o meno superate. Ebbene: occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o, peggio, mascherarle. Ognuno di noi porta delle tenebre nel cuore: l’importante è che non ci parlino, l’importante è non dar loro retta.
Spianare le montagne. In un mondo basato sull’immagine conta più l’apparenza della sostanza. Bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma. È bene curare il proprio modo di vestire. Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del cuore e dell’anima!

ATTENDERE CON GIOIA
Essenzialità
, verità, desiderio: questi gli strumenti per trovare un sentiero verso Dio. E questo già ci procura gioia, l’attesa già ci scuote dentro, ci apre lo stupore… gioia come quella che san Paolo prova per la sua comunità greca di Filippi, come quella che il salmista descrive per il ritorno dei prigionieri da Babilonia a Gerusalemme.
Allora, amici resistenti, carbonari dello spirito, discepoli del Rabbì, su di voi piccoli e fragili e dispersi Dio fa scendere la sua Parola. Alzate lo sguardo, ve ne prego. Animo, mano ai badili spirituali e ai picconi interiori: c’è da fare in settimana…

(PAOLO CURTAZ)

preparate-la-via cv(se questa immagine ti piace e vuoi utilizzarla, a colori e in buona risoluzione, per la catechesi o come cover di Facebook, clikkaci sopra!! :))

CATECHISTI PARROCCHIALI – Dicembre 2012 – L’AMORE HA PRESO DIMORA FRA NOI

Catechisti Dic12

IL BAMBINO ESCLUSO
Perché nessuno gioca con me?

di Franca Feliziani Kannheiser

«No, tu non giochi con noi!», dice Mauro, spingendo via Simone dalla fila. «Non ti voglio vicino a me», sussurra Laura alla compagna, ben attenta a non farsi sentire dal catechista. Anche nel nostro gruppo può accadere che un bambino sia escluso dai compagni, per motivi che spesso sfuggono al catechista. A volte il meccanismo di esclusione si è già instaurato prima dell’inizio della catechesi, a volte si genera nel gruppo stesso, dove il bambino è preso di mira da un compagno, che ha maggior influenza sugli altri, o dove lui stesso manifesta comportamenti giudicati «strani» dagli altri.
bambino

Il bambino impopolare è escluso dai giochi, non è scelto nella formazione delle squadre, nessuno vuole sedersi vicino a lui o lavorare in coppia con lui. Spesso è considerato «diverso», per l’aspetto fisico, ma anche per il suo modo di fare. Questo meccanismo di rigetto provoca in chi lo subisce chiusura ed eccessiva dipendenza dall’adulto, oppure aggressività e azioni violente. Il bambino escluso diventa allora il bambino che picchia i compagni spesso senza un’apparente ragione, il bambino ribelle che «merita» di essere escluso.

Come si può intervenire per interrompere queste dinamiche?
È evidente che i rimproveri e le esortazioni, anche quelle che si riferiscono al Vangelo («Gesù vuole che ci amiamo tutti come fratelli», ecc.), sortiscono scarso effetto perché operano a livello razionale, ma non toccano le emozioni e non portano, quindi, modificazioni profonde nel modo di ragionare del bambino. Il catechista come può operare perché ogni bambino possa sperimentare l’appartenenza albambino solo gruppo dei pari, esperienza indispensabile per la crescita? Come può aiutare il bambino a sviluppare le abilità sociali necessarie per comunicare con gli altri, per confrontarsi, per condividere pensieri e progetti?
Se essere Chiesa significa anche vivere una qualità nuova di essere insieme, fondata sull’appartenenza a Cristo da cui ciascuno è cercato, amato, accolto, il gruppo della catechesi deve costituire uno spazio concreto dove tutto questo diventa percepibile e realizzabile, prima di tutto attraverso la persona del catechista che rappresenta per il bambino l’intera comunità cristiana nella sua capacità di accoglienza, poi attraverso l’interazione con i compagni con cui gustare quanto afferma il Salmo 132: «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!».

Molto spesso la strategia del catechista si esaurisce nel fare discorsi «persuasivi » che, tuttavia, il più delle volte non convincono, anzi annoiano i piccoli «persecutori» e non incoraggiano «le vittime».

differenze

La strada passa invece attraverso piccole modifiche nella struttura del gruppo: saranno i bambini stessi a diventare agenti di cambiamento. Come?
Prima di tutto il catechista deve sviluppare una capacità di osservazione, per cogliere i segnali della presenza di processi di esclusione che avvengono nel gruppo: bambini che sono fatti oggetto di scherzi, allontanati dal gioco o costretti ad assumere sempre gli stessi ruoli di «perdenti», presi in giro per il loro modo di parlare, di muoversi, ecc. Anche se non sempre è opportuno l’intervento diretto, l’educatore deve però essere consapevole di ciò che avviene, così che ogni bambino senta di essere visto e protetto da lui.
Questo atteggiamento generale di vigilanza e di cura condurrà, poi, ad adottare alcune modalità concrete che favoriscano l’integrazione di tutti, come lavorare a coppie o a piccoli gruppi di tre o quattro bambini. Proporre attività come la drammatizzazione, lo scambio dei ruoli nel gioco. Narrare piccole storie (e inventarne insieme altre) che abbiano come tema l’amicizia. Spesso i bambini impopolari sono figli unici che hanno poche occasioni di incontrarsi con altri bambini.

bambino gruppo

È importante suggerire ai genitori, dove è possibile e con la dovuta discrezione, di trovare momenti in cui i loro figli possano socializzare con bambini più grandi e più piccoli di loro, invitandoli i casa oppure trovandosi al parco-giochi, ecc.
Un bambino impopolare è un bambino con scarsa autostima, proprio perché non trova nell’ambiente il riconoscimento del suo valore.
Sarà necessario incoraggiarlo a esprimere i suoi talenti che spesso lui stesso non riconosce. A causa della sua insicurezza ha bisogno di regole chiare e motivate, perché l’incertezza lo spaventa e lo spinge a ritirarsi per paura di essere deriso.
Più è chiaro e definito il compito che gli è affidato e più si sente sicuro, soprattutto se può svolgerlo con l’aiuto di un compagno più estroverso e socievole, ma anche capace di empatia.
Nel gruppo, poi, bisogna favorire quegli atteggiamenti che dimostrano capacità di ascolto, comprensione, condivisione, che sono più importanti del compito fatto bene o della verifica ben riuscita.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Dicembre di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

—> Clikka sull’immagine <—

Freccia puntata per scoprire se stessi – Itinerari musicali di catechesi/4_Il Consiglio

Qualche premessa: 

INTRO:
Clikka sull’immagine

dossier consiglioConsiglio… consigliare, dare buoni consigli, suggerimenti opportuni, scelte ottimali, valutare, discernere, direzioni, cambiamenti, opportunità, bussola, orientamento…
Il percorso che vi propongo per questo dono non è finalizzato alla scoperta, ma all’applicazione del dono nella vita concreta, in quelle piccole o grandi situazioni in cui i ragazzi, prima o dopo, potrebbero trovarsi. Vi indico sette canzoni; ognuna permetterà di costruire un intero percorso di carattere esistenziale: dalla ricerca di risposte, alla voglia di cambiare direzione nella propria vita, fino al «beccare» la giusta direzione. I ragazzi scopriranno dove e come, nella quotidianità, sia possibile fare esperienza del consiglio, straordinaria bussola nel mare della vita.
Le canzoni sono:
1. Ci sono anch’io di Max Pezzalikeyword (parola chiave) connessa: cercare. La canzone dà voce alla ricerca di senso, di risposte, di una stella da seguire. In essa i ragazzi potrebbero riscontrare ciò che vivono normalmente: domande e dubbi posti tra i sogni e i grandi ideali, tra la determinazione e la paura. Ci sono anch’io, in sintesi: io al mondo, io nel cercare, io nello scegliere, io nel credere.
2. Un’altra direzione di Nekkeyword: delusione. Che cosa ci orienta quando le cose, le persone, le situazioni, la rabbia ci convincono a cambiare direzione? Quale sarà quella giusta? Voglia di emozioni nuove, di giuste dimensioni per ritrovare un po’ di ossigeno: ecco cosa sperimentano tante volte i nostri ragazzi. E alla fine la domanda: esisterà una freccia capace di indicarmi la direzione della felicità?
3. Lontano dal tuo sole di Neffakeyword: ricominciare. Quando tutto sembra pronto per ricominciare, ciò che realmente ci muove è il desiderio di andare, di ritrovare le cose e le sensazioni belle, le relazioni positive. La consapevolezza di ciò che si è, di ciò che non si possiede più e che si è perso camminando (esperienza con cui anche i ragazzi si misureranno), e la questione di fondo: ricominciare per avere quella pace, luce, direzione che ancora non si è riusciti ad avere… Ma dove cercare le risposte e le frecce giuste?
4. Ascolta il tuo cuore di Laura Pausinikeyword: bussola. E qui è il centro di tutto. È il canto a cui si collegano le attività. La canzone ci mette di fronte alla vita, così com’è. Ma propone anche una soluzione al mare di domande che ognuno porta dentro. Ascoltarsi, tentare con ogni forza di arrivare al centro del cuore che, come un pianeta o come un grande castello medievale, conserva, nella parte più interna, il vero tesoro. È nel cuore che abitano le risposte e, direbbero i grandi santi, nel cuore del cuore (nel suo centro più profondo) abita Dio. È lì che si può sentire in azione il dono del consiglio. Lì si può vedere la bussola di Dio in azione e si può scoprire la direzione giusta verso cui punta la freccia dello Spirito Santo. Ma si sa, al cuore non si arriva con un bisturi, né con uno sforzo di concentrazione. Abbiamo alleati per arrivare al cuore e sentirlo parlare, risuonare, vibrare. Chi sono? La risposta sta nelle successive tre canzoni.
5. L’angelo di Syria; Il maestro di Renato Zero; Un amico è così di Laura Pausini keyword unica: giusta direzione. I nostri alleati sono proprio loro: gli amici sinceri e non opportunisti,  capaci di ascoltare e di battersi per noi senza chiedere il contraccambio; i maestri disinteressati che si preoccupano del nostro vero bene; i genitori che ci insegnano la stima e la fiducia in noi stessi, e ci insegnano a vivere; e, in ultimo, il nostro angelo di cui mai nessuno parla e nel quale possiamo credere, con la stessa forza con cui crediamo in Dio. Sono loro la voce, il volto, le mani con cui la bussola dello Spirito, il consiglio, ci può aiutare a vivere senza perderci! 

[Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

Scarica l’intero articolo:

—>>> Musica & fede_consiglio <<<—

L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

Liturgia di domenica 09/12/2012 II AVVENTO ANNO C- con suggerimenti per catechisti

“Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”

preparate la via

Lc 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.

Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:

«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Proiettate l’immagine e proclamate il brano virgolettato del profeta Isaia: «Voce di uno…» 
  2. Lasciate alcuni istanti di silenzio, magari con una musica di sottofondo 
  3. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Di cosa può essere simbolo lo scuro della roccia destra?
    • Cosa riporta alla mente quella luce che risplende dietro e oltre le rocce? A cosa ti fa pensare?
    • Guarda la roccia a sinistra: è dura, scura, alta, impervia come quella di destra, ma la sua luminosità sta nell’aver permesso alla luce di raggiungerla
    • Quanto è roccia la nostra vita? Quanto è dura, impervia, spesse volte oscura? Quanto Dio riesce a raggiungerla e a penetrarla? Quanto la luce della vita nuova riesce a diradare ogni buio in noi?
    • La voce grida e non si scoraggia. Oggi il volto dei profeti è il volto di tutti quei fratelli e sorelle che hanno il coraggio della speranza, che alla paura del diverso rispondono con la fiducia nel prossimo, che all’incerto futuro rispondono con la concretezza dei progetti, che alla malattia reagiscono, che alla violenza vogliono rispondere con il perdono, che si fanno ogni giorno costruttori di una pace e di nuovi stili di vita.
    • La voce di questi profeti grida e rompe il silenzio delle nostre paure; la voce di questi fratelli e sorelle non illude nessuno, ma propone a tutti noi di farci raggiungere da una parola di speranza che diventa luce… quella stessa luce che, forte, risplende dietro ogni roccia e non si lascia bloccare.
    • Il Signore viene! E’ questa la certezza che rompe ogni chiavistello, spazza ogni oscurità, colma ogni abisso… il Signore viene ed entra nel cuore di chi lo cerca.
    • Il Signore viene e si offre gratuitamente e senza condizioni alla vita di chi lo vorrebbe incontrare.
    • La voce raggiunge i deserti dell’anima e li fa fiorire: deboli, peccatori, prostitute/i, prevaricatori, usurai, infedeli, traditori, ladri, ingiusti, vendicatori, egoisti, individualisti, bugiardi, criminali, mafiosi, protettori, mercenari, spacciatori, calunniatori  razzisti… per tutti noi lui viene. Qualsiasi deserto stia distruggendo in noi la vita, il Signore, venendo, lo potrà far fiorire, potrà riportare la vita dove ognuno di noi ha seminato e irrigato la morte.
    • Ogni giorno potrà veder nascere il sole; ogni uomo potrà vedere la salvezza nella sua vita… occorre però lasciarsi raggiungere da Dio!
  4. Leggere insieme il Vangelo
  5. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  6. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, tu puoi cambiare questa nostra terra! Tu puoi trasformare in giardino anche il deserto più arido. Spiana ogni ostacolo che ci separa da Gesù, il tuo Figlio, il nostro Salvatore. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 22 – 27: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

—> Clikka sull’immagine <—

Buona domenica! – I di Avvento – Anno C

… risollevatevi e alzate il capo …

Dal Vangelo di Luca (Lc 21, 25-28.34-36)
I DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Sono le immagini in tempo reale che scuotono nel profondo. Quelle che la rete manda in giro da giorni, soprattutto quelle non filtrate, insostenibili per la loro crudezza. Come quella che stamani, prima di iniziare la giornata, mi ha colpito in pieno volto leggendo i giornali internazionali on-line. Una foto che inquadra un cumulo di macerie, ciò che resta di una casa sbriciolata da un razzo, da cui spunta per intero la testa di un bambino di sette, otto anni, il volto indurito nell’ultimo sguardo di paura. Danni collaterali, li chiamano.
E tutti a spiegare la necessità dell’intervento, l’inevitabilità di tali danni, e tutti che si schierano, discutono, si accusano… L’azione scatenata nella striscia di Gaza è solo uno dei tanti conflitti presenti al mondo, più vicino al cuore di chi ama la terra che vide nascere il Nazareno. Che oggi avrebbe il volto di quel piccolo cadavere sepolto dalle macerie a causa di una delle tante folli guerre che continuiamo a combattere.

Così, oggi, inizia un ennesimo Avvento.

NATALI E SANGUE
A che è servita la presenza di Cristo?
A che serve iniziare un ennesimo avvento, prepararci a celebrare un Natale sempre meno cristiano, cercare di scuoterci dalla crisi economica e di valori che ci ha travolti? A che serve ridire e ribadire, scrutare e pregare se l’impressione che abbiamo è quella di una morte infinita?
È Luca che ci viene in soccorso, nel mesto inizio di questo cammino. Per scuoterci, per incoraggiarci. Le immagini che usa, tratte da un vocabolario preciso, chiamato apocalittico, dalle tinte forti e tremende affermano, al contrario, una realtà più dolce e serena, descrivono il dissolvimento degli astri. Nulla a che vedere con profezie Maia o amenità del genere, né con la temuta fine del mondo descritta da qualche film di serie B. Luca descrive il dissolvimento della creazione ripercorrendo a ritroso il racconto della Genesi. Se, ai primordi, Dio aveva tolto dal caos il creato per dargli ordine e misura, Luca, ora, descrive il passaggio dall’ordine al caos. Esattamente ciò che stiamo vivendo. E lo fa per fare un’affermazione forte, di speranza, di gioia: alzando lo sguardo possiamo vedere venire il Cristo che ricompone il Creato.

PAURE
Non viviamo tempi facili, lo scoraggiamento è alle stelle, la violenza pure. Tra finanziarie, lavori saltuari e una dilagante povertà, tra affetti frantumati e paure di amare rischiamo di crollare e di arrenderci. La paura e l’apatia a volte inquinano le nostre vite e le nostre comunità: sembra prevalere il forte e l’arrogante, ci sentiamo come pesci fuor d’acqua. E Gesù (tenero!) ci dice: quando accade tutto questo, alzate lo sguardo. Le fatiche e le prove della vita, sembra dirci il Signore, sono lì apposta per farci crescere, possono diventare un trampolino di lancio, devono aiutarci a conoscere il senso segreto delle cose, il mistero nascosto nei secoli. Come il grano caduto in terra feconda la terra, così l’Avvento feconda la nostra vita per sbocciare a Natale in una festa di luce.

PERICOLI
Ma occorre vigilare, ammonisce Gesù nel Vangelo di oggi. Le dissipazioni, le ubriachezze e gli affanni della vita possono impedirci di vedere, impedirci di vivere. Le dissipazioni: in un mondo in cui siamo costretti alla frenesia, ritrovare un ritmo di interiorità richiede una forza di carattere notevole. Perché non approfittare di questi giorni per riprendere un quotidiano ritmo di preghiera? Le ubriachezze: il nostro mondo ci invita a fare esperienza di tutto, a osare, a sperimentare. E alla fine ci ritroviamo a pezzi. Attenti, amici, a non cadere nell’inganno che le sirene del nichilismo ci propongono: abbiamo bisogno di unità, non di frantumazione. E questa scelta compiamola non in rispetto ad una ipotetica scelta morale, ma nella consapevolezza che Dio solo conosce la verità dell’essere. Gli affanni della vita che esistono e non possiamo eliminare possiamo però controllarli mettendo al centro la ricerca di Dio e del mio vero io.

TENACI
No, il mondo non sta precipitando nel caos, come dicevano domenica scorsa, ma fra le braccia di Dio. Lo credo, lo vivo con fatica, combatto per costruire spazi di Regno nel caos, occasioni di luce nelle tenebre, ordine in me e dove vivo. La preghiera e la meditazione della Parola, quella stessa Parola che creò dal nulla le cose che sono, ancora ricreano l’oggi di Dio. Possiamo farcela, Dio ci sostiene, buon percorso di conversione al Natale.

(PAOLO CURTAZ)

Felice se attendi – Step2 – incontri online/avvento 2012

Benvenuti, cari amici, al nostro secondo incontro

Felice se attendi

La Beatitudine che ci accompagnerà in questo tempo di Avvento è la seconda che l’evangelista Matteo propone: “Beati coloro che sono nel pianto”.
La sfida della felicità continua a cavalcare l’onda del paradosso, rivestendo sempre di più gli abiti dell’impossibile e della contraddizione rispetto alle nostre logiche.

Come sempre il materiale a tua disposizione è:

  • una video-catechesi
  • una traccia di adorazione che potrai ricevere richiedendola via mail.

E’ importante che il tuo cammino sia scandito da questi due passaggi. Ascoltare il video potrebbe non bastare. Sottolinea quei passaggi della catechesi per te importanti trasformandoli in esercizi concreti da vivere personalmente perché la fede diventi vita vissuta. Vivere poi un momento di preghiera è la tua possibilità più preziosa e feconda per incontrare Dio e metterti in suo ascolto.

Il percorso può essere vissuto personalmente o condiviso con amici, familiari o in parrocchia.

Ricorda che per una migliore proiezione, puoi scaricare il video sul tuo pc.

I tuoi strumenti di viaggio:

  • la Bibbia per seguire direttamente il testo, ampliandone il contesto
  • un quaderno per appuntare quei passaggi che ogni step ti chiede di vivere e che può diventare un’importante memoria del tuo percorso con Dio.

L’avvento diventi tempo in cui costruire scelte di speranza. Buon cammino!

Video – catechesi

Maria donna dell’attesa
Preghiera conclusiva

Maria, donna dell’attesa fiduciosa,
aiutaci a spalancare le porte del cuore
per permettere alla luce di Dio di entrare
nel nostro dubbio, buio, paura, dolore.

Maria, donna in cui Dio si è fatto presenza,
invoca con noi e per noi lo Spirito
perché ogni angolo della nostra vita
e ogni istante del tempo che viviamo
diventino casa in cui Dio può abitare.

Maria, creatura in cui il Creatore si fatto figlio,
rendici capaci di stupore,
dona alla nostra fede il coraggio della meraviglia
che sa lasciarsi destabilizzare,
che non conosce certezze, né le pretende.

Maria, figlia amata,
come la tua, anche la nostra storia
sia uno spazio di incontro con Dio,
segnato dalla fiducia, dall’attesa,
dall’entusiasmo, dalla docilità, dal dono. Amen

Invocando Maria, ognuno senta di essere in comunione ecclesiale, con tutti i fratelli e sorelle che in ogni parte del mondo, lodano e danno gloria al Padre, in Gesù Cristo nostro Signore. Lo Spirito inondi la nostra vita di Dio!

 

Felicità e Vangelo
sono un connubio esplosivo e rivoluzionario
che ancora in molti preferiscono tenere disinnescato.
L’unico vero pericolo nell’innescarlo è di essere essere travolti
da radiazioni di amore e solidarietà universale,
che riconoscono nell’altro,
null’altro se non riflessi intensi del volto di Dio.

STEP PRECEDENTE: Step1 –  E Gesù disse: «Beati voi» – Mt 5,1-3

CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI SU: Incontri online

 

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

 

vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza