Liturgia di domenica 13/01/2013 – Battesimo del Signore – con suggerimenti per catechisti

«Tu sei il Figlio mio, l’amato:

in te ho posto il mio compiacimento»

Siamo Figli

Lc 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Perchè il Battesimo di Gesù? Da Giovanni, al Giordano ci andavano i peccatori. Perchè Gesù fa questo scomodissimo gesto? E Perchè gli evangelisti lo riportano? Non ci avremmo guadagnato tutti se fosse stato omesso?
      Eppure proprio il fatto che si dica che il Messia Salvatore, Gesù, si sia messo al livello di qualsiasi peccatore ci dice che probabilmente questo episodio sia accaduto realmente.
    • La domanda da farci e da fare ai nostri ragazzi è: perchè? Perchè il Battesimo? E perchè quella voce del Padre verso il Figlio? Che impatto ha sulla nostra vita? – chiedetelo ai ragazzi, ascoltate le loro risposte e poi guardate con loro l’immagine della settimana.
    • il cielo si apre! Lo afferma il Vangelo e l’immagine ripropone un’esperienza possibile anche per noi. Sono tante le volte in cui dopo un temporale o in una giornata nuvolosa e cupa, lo squarciarsi delle nuvole permette ai forti raggi del sole di penetrare e creare quei particolari effetti capaci di stupirci. Sono fantastici quei paesaggi in cui il sole si affaccia dalle nuvole e brilla sul mare, lo fa risplendere e ci suggerisce di credere che anche nella nostra vita funzioni un po’ così.
    • Sarà stato uguale per Gesù? Quel cielo aperto, sarà stato un risplendere forte del sole? Uno scansarsi delle nuvole? Le acque del Giordano avranno brillato come questo mare? La voce dall’alto sarà riuscita ad allontanare ogni nebbia, ogni buio, ogni difficoltà dalla vita di Gesù di Nazareth? Non lo sappiamo!
    • Ma sappiamo che il cielo si è aperto e la voce è stata luminosa come i raggi della nostra foto: “Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te la mia gioia di padre, il mio compiacimento”
    • Cosa fanno i raggi di sole in una oscura giornata luminosa? Chietelo a voi e ai ragazzi!
    • ILLUMINANO!!!! Eccolo il senso di quel cielo aperto, di quella voce e della voglia degli evangelisti di non tralasciare questo episodio della vita di Gesù. Il Battesimo, per Gesù è un evento luminoso… illumina la sua vita, lo conferma come Figlio Amato!
    • Ma oggi il Battesimo di Gesù è luminoso anche per noi… perchè ciò che è stato vero per lui è vero anche per noi.
    • Dite ai ragazzi di guardare le nuvole nell’immagine: sono le delusioni, i tentativi quasi inutili di soluzioni di felicità, la voglia di una vita nuova e più bella; sono le speranze deluse, le sconfitte, le amarezze, i tradimenti… è tutto ciò che rende triste e pesante la nostra vita di ogni giorno.
    • Ma oggi, come quel giorno sul giordano, il mare della nostra vita sta per essere illuminato dai raggi di luce di Dio che è pronto e disponibile a far risuonare la sua voce, calda e luminosa: “Tu sei mio Figlio, tu sei amato, io di te sono fiero”
    • Pronunciate questa frase con forza e passione, e poi, con una profonda calma dite ai ragazzi: “Oggi, queste parole, Dio le rivolge a te!”
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Al fiume Giordano, o Padre, hai proclamato che Gesù è il tuo Figlio, l’amato. Con il battesimo hai fatto di ognuno di noi il tuo figlio. Fa’ che ci sentiamo felici di avere un Padre come te, che ci accompagna e ci sostiene sempre. [Roberto Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.1, Gennaio 2013:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi Un’oasi per fortificarsi attorno a cui vivere unCatechisti Gennaio 2013 piccolo momento di preghiera
  • pag.16 – 19: Una cammino di preghiera e attività per vivere, in comunione con la Chiesa, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: 18-25gennaio
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi – I simboli dello Spirito
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

—> Clikka sull’immagine <—

Buona domenica! – Epifania del Signore

mantegna-rois-mages-adoration cv«Abbiamo visto spuntare la sua stella
e siamo venuti ad adorarlo»

Dal Vangelo di Matteo (Mt 2, 1-12)
EPIFANIA DEL SIGNORE

La paura bussò alla porta della nostra vita. Andò ad aprire la fede: non c’era nessuno. E quanta fede occorre in questo inizio anno per restare ancorati all’essenziale, per non lasciarsi travolgere dalla follia collettiva di un Impero in declino. Mai come in questi tempi siamo chiamati a metterci in strada, a seguire il desiderio di pienezza che ci abita, l’arsura di felicità che ci tormenta. Il desiderio muove il cuore degli uomini. Oggi è la festa del desiderio che non si arrende, la festa che vede protagonisti alcuni cercatori che passano il proprio tempo a scoprire nuove teorie e a verificarle. Oggi è la festa dell’essenza dell’essere umano che, inmaria e gesù fondo, spogliato di ogni condizionamento, si riscopre, semplicemente, un cercatore.
La Parola insiste, esagera, scardina, scuote: non veniamo giudicati dai risultati, dalla devozione, dalla coerenza, ma dal desiderio di andare oltre. E, per noi discepoli di lungo corso, che già abbiamo trovato (siamo stati trovati?), questa festa è un invito a superare le nostre certezze bonsai, per assumere lo sguardo di Dio. Natale sconcerta, illumina, interroga. Malgrado lo scempio che ne abbiamo fatto, riducendolo a iperglicemica fiera dei buoni sentimenti, il mistero della piccolezza infinita di Dio che si restringe nel grembo acerbo di un’adolescente ci riempie di quieta meraviglia, ancora fa scaturire dai cuori feriti calde lacrime di fiera consolazione. Dio è diverso, amici. Una vergine partorisce, un giovanotto semplice e generoso rinuncia ai suoi sogni per accudire ad una sposa e a un figlio non suoi, Dio nasce viandante, accolto in una grotta, solo dei personaggi ambigui, i pastori, si accorgono della sua nascita, due anziani devoti e scoraggiati, Simeone e Anna, riconoscono nel Tempio la luce delle nazioni e, oggi, sono gli atei i primi a riconoscere in quel bambino l’Assoluto di Dio.

MAGI E MAGHETTI
I Magi non sono né tre né re
, come recita il proverbio popolare; i magoi, probabilmente, hanno a che fare con il mondo persiano, iranico e con la fede zoroastriana. Anch’essi attendevano un Salvatore, anch’essi sperimentavano la divisione fra bene e male, fra luce e tenebra, anch’essi, come molti, nell’antichità, legavano eventi astrali ad eventi storici. E desiderano capire cosa ha a che fare una stella con i loro vicini ebrei, conosciuti dal tempo del re Ciro e da lui benevolmente protetti in quel di Babilonia. Si mettono in strada per cercare uomo che cercail re alla corte di Erode, l’evento astrale che hanno scoperto indica la Palestina come luogo di una felice nascita. Ma accade l’imprevisto: i figli di Erode sono già grandi, i figli della sua prima moglie li ha fatti sgozzare il crudele re idumeo: nessun allegro vagito s’ode tra le mura dello spietato e abile sovrano. I magi riprendono il cammino, attoniti.
Lo stravolgimento del Natale continua: Gesù è riconosciuto da pagani che con tenacia cercano la verità e viene ignorato dal popolo della Promessa, così annota l’ebreo Matteo. Ed è il rischio che anche le nostre comunità cristiane corrono: quello di vedere dei non credenti incontrare Dio, di essere talmente assuefatti alla fede da non avere più il coraggio di cercare.

CURIOSI
I Magi sono l’immagine dell’uomo che cerca, che indaga, che si muove e segue la stella. La scienza e la fede non si oppongono, entrambe cercando un senso alla loro ricerca intellettuale, i Magi si trovano di fronte all’assoluto di Dio, tanto più sconcertante quanto inatteso. Non fanno come Erode e i sacerdoti del Tempio che, pur sapendo, restano ai loro posti. Per riconoscere Gesù occorre smuoversi, indagare, seguire, lasciarsi provocare, cercare. Dio si lascia trovare, certo. Ma solo da chi lo desidera, non da chi lo ignora. La fede non è solo “sapere” (i dottori della legge conoscono la profezia di Michea!) ma (s)muoversi. Gerusalemme e Betlemme distano pochi chilometri: dai palazzi del potere religioso e politico nessuno si prende la briga di andare a verificare; una piccola distanza diventa un abisso interiore.
I Magi sono l’immagine di tutti quegli uomini che, spinti dal desiderio e dalla sete della verità, hanno finito con l’incontrare un segno della presenza di Dio: una testimonianza, un avvenimento, una parola di un cristiano e, seguendolo, hanno scoperto il volto di Dio. E noi possiamo diventare la stella che conduce a Dio come altri sono stati il segno luminoso che ci ha portato alle soglie del mistero.

ORO INCENSO E MIRRA
I Magi rimettono in discussione le proprie teorie: riprendono a cercare la stella che li conduce nella città del pane, Bethleem. Cercatori, ora sono loro ad doniessere trovati. Si fidano e giungono di fronte ad una giovane e stupita coppia che accudisce il proprio primogenito. Offrono all’infante dei regali improbabili (ci sarà dietro la forzatura teologica di Matteo?), pieni di verità e di stupore: l’oro per chi riconosce nel bambino il re; l’incenso per chi riconosce nel bambino la presenza di Dio; e… la mirra? Che regalo di pessimo gusto! L’unguento usato per imbalsamare i cadaveri! Questo bambino già vive la contraddizione della morte, del rifiuto, del dono totale di sé. Non suscita tenerezza questo bambino, ma sconcerto e rabbia. Così diverso dall’idea di Dio che ci siamo fatti, come accade a Erode, questo bambino suscita violenza, un Dio così è da eliminare.

IL QUARTO RE
Narra una leggenda che ci fosse un quarto re, che portava in dono la pace. Gesù bambino, pare, rimase molto deluso per quest’assenza. Da allora il dono della pace è quello che Dio desidera con maggiore forza dagli uomini. Pare che il quarto re si attardò lungo la via, fermandosi da persone bisognose, ammalate, a portare la pace. Forse anche a voi è successo di incontrarlo. Forse siete voi il quarto re.
Eccoci alla fine del più breve e incompreso tempo liturgico. Un breve percorso interiore che ci ha fatto scoprire e vedere la meraviglia di un Dio che si consegna. Che ci ha fatti rinascere. Alcuni, i dolenti, ne sono certo, sono ben contenti di finire questi insopportabili giorni di felicità a comando. Li invito, come fanno i pastori, a tornare al proprio lavoro con gioia raccontando tutto ciò che hanno visto. Incontrare Dio non ha migliorato la condizione di semi-schiavitù e di sofferenza reiterata dei pastori. Ma il loro cuore, ora canta. Hanno visto Dio vagire.

(PAOLO CURTAZ)

L'atteso - Daniele RicciAscolta o scarica il canto: Gaspar
tratto dall’opera rock L’atteso di Daniele Ricci

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step3: RISPOSTA

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP3

La fede: una scelta vissuta –  la risposta

 

candele «Il Signore si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere. Lui sì offre ma sta a noi scegliere! Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio!»

Con queste parole si era concluso il secondo step che, insieme all’ascolto, ci aveva chiesto di prendere in seria considerazione il discernimento.

Ma basta questo perché la fede sia viva? Basta ascoltare e comprendere? Basta allenare il cuore a scegliere Dio? […]

Maria è la grande testimonial e questo decisivo passaggio è la RISPOSTA!

In questo terzo step, ci lasceremo accompagnare da una delle più famose pagine evangeliche: l’annunciazione. Lc 1, 26-39

Focus on

Evitando di addolcire troppo la pillola, mi sembra di non esagerare se affermo che il più terribile cancro che sta continuando a massacrare la fede cristiana, riducendo in fin di vita la nostra relazione con Dio, sia l’aver voluto separare la vita dalla fede. L’aver portato la fede nella propria stanza, nel proprio cuore, nel segreto di un’intimità che più di intimità ha il sapore della paura… già… paura di schierarsi troppo, di prendere posizioni, di apparire ormai fuori moda. In fondo tenere Dio nel silenzio del cuore, significa garantirsi il potere di silenziarlo, di credere in lui ma di scegliere e vivere nonostante lui. In poche parole, la situazione è una: Dio sì, ma fino a un certo punto […]

Quando la fede diventa risposta, la vita diventa un capolavoro e Maria in questo ci è maestra.

Dal Vangelo di Luca                                                                                             1, 26-39

«Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.annunciazione

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda».

Tante volte di fronte a Maria siamo tentati di credere che in lei ci sia stato uno straordinario, impossibile a noi. Creatura unica, eletta, prescelta e, diciamocelo, tanto fortunata da essere sufficientemente lontana dalla nostra esperienza quotidiana di sofferenza, di paura, di timore, di dubbio. Ma pensare questo è appunto una bella e buona tentazione, buona per farci mettere distanze di sicurezza tra noi e lei, tra la sua risposte e i nostri accomodamenti […]

Maria e Gesù bambinoMaria non è lontana dalla nostra esperienza, tutt’altro e l’evangelista Luca ce lo fa percepire in tanti passaggi sottili, ma efficaci:

  • Maria è turbata dalle parole dell’angelo. Ascolta, ma non comprende;
  • cerca di capire, domanda a se stessa cosa stia succedendo;
  • chiede come realizzare ciò che l’angelo annuncia.

Quanto è distante la posizione di Maria e di Zaccaria! Non è diversa la reazione del messaggero di Dio, è diversa la loro reazione, la loro distanza da Dio. Zaccaria vuole capire come poter essere sicuro di quelle parole. E infatti Luca scrive: «Zaccaria disse all’angelo: da cosa conoscerò questo?». Zaccaria obietta all’impossibile di Dio.

Maria chiede: «Come accadrà, come si realizzerà questo?»[…]

Maria non cerca di capire, non valuta, non soppesa le conseguenze: dà ciò che ha, dà se stessa e la sua femminilità. 

Maria rischia, perché conosce la voce di chi sta parlando. Maria, tutti i giorni, prega il Dio d’Israele. Maria,accogliere come Simeone, sa che il suo Dio parla al cuore dei suoi figli e li salva, ogni giorno, in ogni istante. Maria è consapevole che quel Dio entra nella storia, nelle vicende del suo popolo, perché ascolta il grido ed è pronto ad asciugare le lacrime di chi piange. Maria conosce la risposta di coloro che si erano fidati di Dio, lei quell’Eccomi lo aveva sentito risuonare nei profeti, nel giovane Samuele, nel padre Davide e in tutti coloro, che pur piccoli e peccatori, a quella voce avevano scelto di dire sì.

Maria è colei che ascolta, discerne, allena il cuore e risponde: per questo è maestra di fede, di quella fede che può spostare le montagne… di quella fede che permette a Dio di generare in ognuno di noi l’impossibile.

E così, lei, la giovane donna di Nazareth con il suo Sì spalanca a Dio la sua vita e Dio la trasforma in profondità. Maria può andare da Elisabetta perché ora è risorta! Già… anàstasa, dice Luca (in greco)… e usa lo stesso verbo usato per dire la resurrezione. Maria è nuova, è stata liberata da ogni catena, è libera di darsi perché Dio stesso in lei, ora è libero di agire.

Questo significa fede, nulla di più. Questo è credere! Questo è vivere veramente!

[Continua…]

GUARDA IL VIDEO: RISPONDI ALL’AMORE

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn3 La fede: una scelta di vita – la risposta

Buona riflessione!!!

Calendario:

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step2: DISCERNIMENTO

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP2

La fede: uno stile di vita –  il discernimento

bibbiaFede è ascolto di colui che mi raggiunge, è fiducia in colui che si dà a me, è credere nelle sue parole, è costruire una relazione fatta non di parole, ma di scelte.

Ma come è possibile viverla? E soprattutto: la fede è ancora possibile oggi? […]

Credere non è mai stato una passeggiata, perché di fatto la carne di cui siamo fatti ci abitua a toccare, a sentire, a vedere, fin dal primo istante di vita. Credere non è mai stato semplice neppure per i nostri padri nella fede e questo la sacra Scrittura ce lo fa vedere fin dalle prime pagine. Eppure chi decide di giocarsi può vedere ciò che non avrebbe mai immaginato. 

In questo secondo step, ci lasceremo accompagnare da alcuni versetti del prologo del Vangelo di Giovanni. Il brano di riferimento è: Gv 1, 9-14

Focus on

La figura di Simeone, che ha caratterizzato la tappa precedente lascia indubbiamente aperti dei grandi interrogativi. Il suo aver allenato il cuore all’ascolto di Dio, oggi per noi può ancora essere un invito valido e realizzabile?

Noi possiamo ascoltare Dio? Possiamo incontrarlo? Possiamo riconoscerlo? Possiamo scegliere di costruire una vita fedele al suo stile?

Lo possiamo! Ne abbiamo tutte le possibilità, perché Dio non ci nascosto nulla, non ci ha voluto schiavi, non ci ha legato con le catene resistenti del ricatto. Si è dato a noi come dono e il prologo di Giovanni ci permette di entrare nella pienezza di ciò che quel dono custodisce e offre.

 Dal Vangelo di Giovanni Gv 1,9-14

«Veniva nel mondo la luce vera,quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio […]».

[…]Giovanni fa del buio e della luce due simboli forti, parla del mondo non tanto descrivendolo come la creazione perfetta voluta da Dio, ma come il luogo in cui si lotta e si decide chi essere e come vivere.

C’è un punto di partenza, una certezza forte che ci viene consegnata: il mondo non è stato lasciato solo, in balia di se stesso. Colui che lo ha creato, continua a custodirlo facendosi presenza vicina, lo ama aldiscernimento punto tale da farsi, egli stesso, uomo […]. Nel mondo è venuta la luce vera, la luce che illumina ogni uomo e donna, senza alcuna distinzione; la luce che illuminando dà vita, perché porta alla pienezza tutto ciò che la notte, il buio, la morte voleva uccidere. La luce fa vivere, perché manifesta, rende tutto trasparente, mette nelle condizioni di scegliere: la luce libera!

La notte uccide, perché rende vulnerabili, attaccabili. La notte illude. Nella notte non si vede, non si cammina, si attende che il tempo passi e che le cose accadano. La notte è il tempo della paura, della chiusura, della difesa, del non ascolto…

Dio entra in quello stesso mondo che ha creato, per essere luce e vita, per insegnare ad amare amando per primo, per dare a tutti la possibilità di vivere senza mezze misure. E perché il suo avvicinarsi a noi fosse totale e deciso, si è fatto uno di noi, uno come noi: carne, sangue, corpo, emozioni, fisicità, energie, affetti, crescita, domande, determinazione, preghiera, ricerca, scelte, figlio, dono […]

In Gesù, dice Giovanni, abbiamo visto la grazia e la verità: dove la grazia è l’amore, è il dono per eccellenza che Dio fa all’uomo e dove la verità non è un concetto, ma è la fedeltà stessa con cui Dio ama, senza sosta, anche chi sceglie di allontanarsi da lui.

Ed eccoci allora, ritornare al caro Simeone, al suo stile di vita, al suo allenarsi per restare sintonizzato su Dio. Simeone è uno di noi, come i tanti personaggi che la Bibbia ci presenta. Perché infondo la Bibbia non è stata scritta per creare divisioni, solchi invalicabili tra santi e peccatori. La Bibbia è la via per una vita piena e realizzata e i personaggi, con cui ci fa entrare in contatto, diventano per tutti noi vie luminose e percorribili, oggi.

Cosa allora ha impedito a Simeone di scegliere la notte?

ascoltareSimeone continua a voler ascoltare, perché lui fa dell’ascolto uno stile di vita. Nell’ascolto si accorge di Dio… Nell’ascolto ascolta Dio e se stesso, ascolta ciò che succede attorno a sé e trasforma il dubbio e la ricerca in parola con Dio, in relazione. Simeone accetta la sfida della trasparenza e sceglie di restare nella luce, ogni giorno, in ogni istante.

Simeone si lascia mettere in gioco dalle situazioni, dagli anni, dalla gente, dalle domande, dalla sua vita, dalle contraddizioni, ma non smette mai di interrogare Dio su questo, né smette di attendere le sue risposte.

Per questo possiamo dire che la fiducia/fede diventa per lui uno stile di vita, dove il discernimento è un allenamento costante, un esercizio che lui fa fare costantemente alla sua ragione, al suo cuore, alla sua voglia di capire e di vivere. Lui lo sa e ce lo dice:

«Discernere, non significa fare strani calcoli mentali. Non significa perdersi in ragionamenti assurdi… Vi lascio questa immagine: pensate a un prezioso oggetto d’oro ritrovato nel fondo del mare. Il suo splendore è offuscato dal calcare, ma per farlo splendere e distruggere tutto ciò che lo impoverisce coprendolo, è necessario farlo passare nel fuoco ad altissime temperature: resterà solo l’oro e il resto verrà distrutto. Questo significa discernere. Noi siamo oro prezioso, ma spesso coperto e impoverito da ciò che ci leghiamo addosso o che ci vive dentro: pregiudizi, ferite, ricordi, paure, sfiducia».

Il Signore ci offre la luce, si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere ciò che in noi è morto, dimenticato o congelato: a noi scegliere.

Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio: come stile di vita! [Continua…]

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn2_La fede:uno stile di vita il discernimento

FOTOGALLERY DEL 29/12 A ROMA —> CLIKKA QUI 🙂 <—

Buona riflessione!!!

Calendario:

 

 

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step1: ASCOLTO

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP1

La fede: un dono accolto –  l’ascolto

Nel primo step, ci lasceremo provocare dall’emblematica figura di Simeone, che tra i tanti personaggi dei Vangeli dell’infanzia svetta come l’uomo dell’ascolto

I brani di riferimento sono: Lc 2,25-32 e 9,35

AscoltareEsiste Dio? o è solo un’invenzione? non potendola dimostrare scientificamente sarebbe corretto negarne l’esistenza?

Fede è credere senza vedere, senza toccare, senza sommare, senza misurare… eppure fede è crede-re avendo conosciuto, visto, toccato, sperimentato. Contraddizione? No! Solo livelli diversi.

Nell’esperienza biblica esiste un vedere con gli occhi… e un vedere con il cuore. Esiste un conoscere razionale, e un conoscere più profondo che esprime un rapporto intimo, intenso, interpersonale[…] La fede la possiamo collocare oltre il mondo solo fisico e oltre il conoscere solo razionale. La fede non la possiamo dimostrare, così come non possiamo dimostrare l’amore; fede è fiducia data e ricevuta; fede è scoprire che qualcuno sta pensando a me da sempre; fede è stupore, è semplicità, è determinazione, è relazione non casuale[…]

La Sacra Scrittura ce lo racconta instancabilmente attraverso l’esperienza di tutti i suoi protagonisti: la fede del popolo d’Israele è una fede fatta di incontro, di fallimento, di dono, di ritorno, di perdono, di determinazione di Dio e dell’uomo.

Nella sua esperienza concreta l’uomo biblico […] ha imparato che dietro ogni suo desiderio, dietro la sua stessa esistenza, dietro ogni preghiera urlata o silenziosa, Dio c’è: lo precede sempre, amandolo, desiderandolo, liberandolo da ogni forma di schiavitù: catene, scoraggiamento, idoli, distrazione, superficialità, lontananza, dubbio, paura…

Dio si presenta all’uomo portando in mano un dono straordinario: il suo amore, la sua vita, la sua paternità[…]. Gesù è laSimeone nostra possibilità di toccare Dio, di vederlo in azione, di capire come la pensa, di scoprire qual è il suo stile. Ascoltare e “scrutare” Gesù in tutto quello che fa e dice; è scoprire il volto di Dio; è avere la possibilità di penetrare il più grande mistero della storia.

Si tratta allora di ascoltare […] ascoltare seriamente, senza lasciarsi tirare indietro dalla paura, dal dubbio, dalle domande, dalla ragione. È necessario ascoltare fino in fondo, senza pensare: «Tanto so già come va a finire!».

Ascolta solo colui che ha imparato a essere libero. L’ascolto è uno stile da imparare, non ci si improvvisa […]Ascolta Simeone descritto come un uomo giusto e pio. Simeone ascolta, come ogni israelita giusto. Lo Spirito di Dio, quello santo, ci dice l’evangelista Luca, guida le sue scelte, la sua attesa, la sua fede certe. Simeone sa che vedrà, un giorno. Ma quanto tempo ha dovuto attendere? Quanto la sua fiducia è stata messa alla prova dalla vita, dalle vicende, dalla sofferenza di Israele? [Continua…]

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn1 La fede un dono accolto: l’ASCOLTO

GUARDA la video testimonianza girata a Piazza San Pietro il 29 dicembre durante la preghiera che la comunità di Taizé ha fatto assieme al Papa e ai giovani di tutta Europa che partecipano al 35° Pellegrinaggio della fiducia sulla terra.

Buona riflessione!!!

Calendario:

 

 

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Start!

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

START

Start

Cari amici anche quest’anno abbiamo scelto di vivere con voi l’esperienza del campo online in contemporanea a un gruppo di giovani che sarà a Roma, con noi Figlie di San Paolo, per vivere un’ersperienza di spiritualità!

Il tema o forse meglio, la sfida di quest’anno è: CREDERE!!!

Credere! Nulla di più appassionante e difficile, nulla di più folle … nulla di più del credere in qualcuno può farci sperimentare la vertigine tra l’infinito e noi. Noi con la nostra voglia di sicurezze, noi con le nostre paure, noi con la profonda e inafferrabile voglia di immenso!

Credere, fidarsi, tuffarsi in Dio e poi vedere aprirsi davanti a noi le vie dell’impossibile: di quell’impossibile di Dio che in noi si realizza, diventa pienezza, passione, determinazione, Vita.

Vi raggiungeremo, attraverso Cantalavita, con tre riflessioni sulla fede, ad alta voce: ASCOLTO, DISCERNIMENTO, RISPOSTA ore 11:00, nelle seguenti date:

Le vivremo lasciandoci accompagnare da alcuni brani biblici!

Non ci resta altro che aspettarvi online da domani, alle 11:00,con la prima riflessione!

FOTOGALLERY1: CLIKKA QUI 🙂

FOTOGALLERY2: CLIKKA QUI 🙂

FOTOGALLERY3: CLIKKA QUI 🙂

FOTOGALLERY4: CLIKKA QUI 🙂

FOTOGALLERY5: CLIKKA QUI 🙂

 

Sfidati dalla speranza – Buon Natale 2013

Dio entra nella storia,Maria e Gesù bambino
l’impossibile accade,

la sterile concepisce,
la vergine partorisce

Dio si è fatto uomo!

Non esiste mistero più grande e più assurdo: le nostre intelligenze sfidano la verità di questo annuncio, vogliono capire, conoscere, credere.

Dio si è fatto carne, uomo, povero, anonimo…
Dio si è fatto storia, vita, incontro, fragilità…
Dio si è fatto dono, ascolto, proposta, amore.

Questo è l’assurdo che la ragione non può spiegare.
Questa è la follia che ogni uomo e donna può incontrare.

Stupore e meraviglia, questo è Dio con noi… null’altro.
Risposta all’odio, presenza nel dolore,
perdono nel peccato, sostegno nella solitudine,
abbraccio nella disperazione.

Dio è con te, fratello caro, a cui la malattia sta spezzando progetti di futuro.Dio viene per te
Dio è con te, fratello rassegnato, in quell’angolo di solitudine in cui tu hai scelto di uccidere la vita.
Dio è con te, amico mio, per colmare quella distanza che la nostra cecità ha creato tra noi e la tua diversità.

Dio è per te, fratello e padre, per te a cui questa strana società
ha tolto la gioia di vedere gli occhi dei tuoi figli brillare per un dono.
Dio è per te, sorella e madre, la cui femminilità è punita con la violenza.
Dio è per te, amico usato come forza lavoro, triturato da meccanismi di consumo e privilegio.

Dio è in te, fratello, che cerchi senza sosta la verità delle cose e della vita.
Dio è in te, fratello e sorella, la cui speranza viene colpita a morte dalle logiche del sopruso.
Dio è in te, fratello e sorella che oggi non riesci a gioire,
a sperare, a pensare che un futuro sia possibile anche per te.

Dio si è fatto carne, non per stupire l’universo, ma per convincere ogni uomo e donna che nella fragilità può nascondersi l’amore.
Dio è nato da donna per insegnarci a credere che la nostra vita gli sta a cuore.
Dio si è lasciato toccare dalla morte per farci sentire che il suo amore è per sempre, è per tutti, è per te, oggi!

Buon Natale, carissimi amici.
In Gesù, Dio ci ha insegnato il suo nome: Amore!

Natale

Buona domenica! – IV di Avvento – Anno C

maria«E beata colei che ha creduto»

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 39-45)
IV DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Pochi giorni, poche ore e celebreremo l’inaudito di Dio… anche se… non è Dio a dover nascere, ma noi. A noi, in questo tempo che ci è dato, in questa vita più o meno soddisfacente, il compito di lasciar nascere Dio nei nostri cuori. E ogni Natale è evento strepitoso, straordinario, unico. Oggi dobbiamo rinascere. In questa crisi che mozza il fiato, in questo declino che stiamo vivendo, in questa paura del futuro che ci rendere tutti peggiori. Siamo chiamati a guardare oltre, in alto, in altro, dentro. Dio viene. Si fa spazio in mezzo al letame e sceglie di nascere nell’aria acre di una piccola stalla.

MARIA
La piccola Maria sente il grembo crescere, in quella poesia e magia pancioneche solo le donne, somiglianti a Dio, possono vivere. Il Verbo cresce dentro di lei e con la Parola fatta carne crescono anche i tentennamenti. Maria sale da Elisabetta: forse lei saprà darle una risposta definitiva, forse lei saprà dirle che sì, è tutto vero. E accade. Elisabetta si asciuga le mani nel grembiule e riconosce la piccola Maria (ormai si è fatta donna). Le si avvicina sorridendo e scuotendo la testa.  Come hai fatto a credere?, le dice. Solo un’adolescente poteva avere il coraggio di credere. Solo chi osa può fare miracoli. Ce ne ricordassimo, in questo momento cupo, in questo anno in cui riscoprire la fede. Fede che fa danzare.

DANZE
Elisabetta sa. Allora è tutto vero, non è stato un abbaglio, non un colpo di sole. Davvero porta in grembo l’incontenibile. Maria, ancora scossa da quanto le è successo, comincia a ballare con la sua divertita parente e a fare i complimenti a Dio che salva lei e noi. Nelle loro parole avvertiamo la tensione, lo stupore, l’inaudito che si realizza.
È vero, allora: Dio ha scelto di venire, Dio si rende presente, Dio – il Dio d’Israele – è qui.  Non sono solo stanche promesse ascoltate dalla bocca del vecchio rabbino di Nazareth che sospirava seguendo con il dito la pergamena danza-piedi-danzanticonsunta del rotolo di Isaia.  È vero, è tutto vero, Dio viene, infine. E le due donne cantano e danzano e piangono nell’assolato cortile di casa della vecchia Elisabetta. Lo splendido pancione col bimbo che scalcia è la presenza del profeta che indica il Messia. E tutto accade, accade come il più inatteso e improbabile dei sogni che si realizza, come se la storia e la vita e l’universo danzassero nel vedere queste donne cantare l’assoluta follia di Dio.  E questo scatena la gioia, contagia, stupisce…

ECCO DIO
Ecco, questa sì che è una buona notizia: puoi essere felice anche se povero e sfortunato, puoi realizzare la tua vita anche se abiti in un paese arido e senza poesia, puoi essere ricolmo più di un re perché ascolti la Parola che Dio ti vuole dare. Dio viene per colmare il tuo cuore: questa è una buona notizia.  Buon Dio! Se vi dicessi: hai una vita riuscita, un lavoro che ti realizza e che ti da vagonate di soldi, una casa da sogno, una splendida moglie, figli educati e sensibili, il salone di casa con l’albero e le luci e il clima di festa giusto perciò sii felice, cosa direi di straordinario? Che buona notizia è? Viene un Dio che dona gioia alle persone già felici? L’inaudito è proprio il contrario: la felicità è altrove, è la salvezza di un Dio che ti ama talmente da consegnarsi fiori-lilla-1024x768come un neonato, è una felicità accessibile anche al povero, anzi forse più ancora al povero perché più disposto, più accogliente.

DIVERSO
La buona notizia è che Dio è accessibile, è semplice, è diverso. Diverso dalle nostre paure, diverso dai fantasmi che ci perseguitano. Diverso. E Maria e Elisabetta ora lo sanno e cantano, dicono, raccontano. Raccontano dell’opera di Dio, la leggono scolpita nella storia degli uomini, la rintracciano nelle pieghe della fedeltà di un popolo di salvati – Israele – cui dobbiamo moltissimo. La loro gioia dilaga perché ora vedono chiaro, luminoso, evidente, il pensiero di Dio disegnarsi nella loro piccola storia, usarle, coinvolgerle. La gioia è la dimensione essenziale del Natale. La gioia di sentirsi ed essere veramente salvati da Dio. Siamo veramente nel cuore e nel desiderio di Dio! Animo, amici, arrivano buone notizie.

(PAOLO CURTAZ)

Il Dio della gioiaAscolta o scarica il canto: Il Signore della gioia
tratto da Il Dio della gioia di Daniele Ricci

CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2013 – L’AMORE HA PRESO DIMORA FRA NOI

Catechisti Gen13

EPIFANIA DEL SIGNORE
6 gennaio 2013

di Roberto Laurita

Il racconto è avvolto dal mistemagiro. Non sappiamo da dove venissero i Magi, né quanti fossero, né la loro età… Ma la loro avventura è quella di ogni discepolo di Gesù.
Tutto comincia con una stella, un segno nuovo nel cielo, che annuncia la nascita di un re.
Il desiderio è l’anima segreta del loro viaggio, per questo si mettono in cammino e affrontano i disagi. Una cosa è chiara: la domanda che si portano dentro e la pongono, appena arrivati a Gerusalemme: «Dov’è colui chstella-cometae è nato, il re dei Giudei?».
Un’indicazione preziosa viene dalla Bibbia e invita a guardare a Betlemme…
Arrivano alla meta e provano una grande gioia nel vedere il Bambino con Maria, sua madre, si prostrano e lo adorano.
La luce della fede fa riconoscere in lui quel «re» che cercavano.
I regali che offrono esprimono la loro convinzione.
Quello che hanno davanti non è un figlio d’uomo qualsiasi, ma il Salvatore, il Signore, l’Eterno. Dopo questo incontro tutto cambia. La strada del ritorno è un percorso nuovo.

E TU?natività_betlemme

Non devi fare molta strada per partecipare all’Eucaristia e, poi, hai la parola di Gesù a portata di mano, nel Vangelo.
Ma, se non avverti il desiderio di aprire il libro, di incontrare Gesù, non accade nulla. Egli ci viene incontro, ma anche tu devi fare la tua parte di percorso.

Nei Magi ci riconosciamo.

Essi ci ricordano che Gesù non è venuto soltanto per il popolo ebreo, ma per ogni uomo e ogni donna, di ogni tempo e di ogni luogo.

PREGHIERA
Signore Dio, tu hai fatto brillare
su tutti i popoli della terra la tua luce,
il tuo Figlio Gesù, sole di giustizia.
Manda il tuo Spirito in questo mondo
ancora immerso nelle tenebre,
perché tutti si lascino illuminare
dalla sua luce, sperimentino
il suo sostegno in ogni avversità
e conoscano la tua gloria,
per contemplarla in eterno.
Amen.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio 2013 di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

—> Clikka sull’immagine <—

Testimoni ieri e oggi_ “Francesco e il presepe” – San Francesco D’Assisi

San Francesco e il lupoCiao ragazzi! Eccoci di nuovo a parlare di santità. E in questo periodo di Avvento che ci prepara al Natale di Gesù, il pensiero non può che andare a Betlemme e alla mangiatoia che ha accolto l’incarnazione del Figlio di Dio. Se penso a questo evento straordinario, mi viene in mente la figura di Francesco d’Assisi e il suo desiderio di ricreare la scena di Betlemme.

Francesco nato ad Assisi nel 1181 da una ricca famiglia, dopo una giovinezza sregolata, nel 1205 si era convertito al messaggio di Cristo, tanto da rinunciare a tutte le sue ricchezze, dando vita, assieme ad alcuni amici, allOrdine dei Frati Minori e assieme a Chiara, la sua “pianticella”, il secondo ordine delle Clarisse.

La sua fu una vita dedicata al Vangelo, e il suo un messaggio di gioia che coinvolse la natura tutta. Tanto che alla fine della sua vita, il suo amore per il creato lo portò a comporre:il Cantico delle creature”, perché Francesco,San Francesco_1 nonostante le molte rinunce e sofferenze, quasi completamente cieco, con le stigmate alle mani e ai piedi e ormai vicino alla morte, sentiva forte il desiderio di lodare Dio per il Suo infinito Amore e per le tante meraviglie da Lui create! Morì ad Assisi nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226. Canonizzato due anni dopo da Papa Gregorio IX venne tumulato nella basilica di Assisi a lui dedicata, dove è venerato come patrono d’Italia e d’Europa.

Come ci racconta il suo biografo Tommaso da Celano nella “Vita prima” (84-85; FF 467-469) per Francesco la festa del Natale era la più bella! Egli sentiva talmente forte questo evento che un giorno a mensa, ascoltando la rievocazione della povertà estrema provata dalla Madonna e da suo Figlio nella stalla di Betlemme, si alzò da tavola e finì il suo pasto per terra in onore della “regale povertà” di Maria e di Gesù. Ma Francesco desiderava che ogni credente a Natale gioisse nel Signore, anche per questo sentiva forte il desiderio di rievocare la natività. E per questo tornato da poco dal sultanato d’Egitto, ispirato dalla valle reatina e da Greccio, ritrovando in presepe ad Assisiquella zona rocciosa un po’ di Terra Santa, nella notte del 25 Dicembre 1223 diede vita al primo Presepe vivente! Tommaso racconta: “C’era in quella contrada un uomo di nome Giovanni… molto caro al beato Francesco… Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco lo chiamò a sé e gli disse: ‘Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico, vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello’…”. Finalmente giunto il giorno della festa, tempo di esultante letizia, uomini e donne festanti arrivarono da tutta la regione, portando con sé ceri natività betlemmee fiaccole per illuminare quella notte, nella quale si è accesa splendente nel cielo la Stella che fa brillare tutti i giorni e i tempi! Giunto anche Francesco, vide che tutto era disposto secondo il suo desiderio. E quando venne posta la greppia col fieno e introdotti il bue e l’asinello, vide rispendere in quella scena commovente tutta la semplicità e la povertà evangelica. Greccio divenne così la nuova Betlemme. E Francesco estasiato di fronte alla scena, durante la celebrazione Eucaristica incorniciata nel Presepe, sperimentò una consolazione mai gustata prima!

Dunque anche noi, con questo spirito di festa, assieme a Santo Francesco, gioiamo assieme per il Santo Natale di Gesù!

 Maria Grazia Meloni

Vi suggeriamo: L’amore quello vero. Chiara e Francesco. Il Musical

…inoltre un piccolo ma significativo libricino:

“Il presepe di San Francesco”

di Tommaso da Celano

Paoline Editoriale libri, Milano 2009

Il presepe di San Francesco

Clikka sull’immagine 🙂

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza