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Foto-auguri capodanno 2018-2019

Gli auguri di Capodanno con una foto: scegli la tua preferita, scaricala, inviala, condividila con chi ami e sui social! Ringraziamo per ciò che è stato e speriamo in un anno in cui regni l’amore e la fratellanza! Sia un anno di nuove possibilità!

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Buon anno 2018

ANO-NOVO2017-2018:
un passaggio pieno di progetti e gratitudine
o una routine piena di rumore?

A fare la differenza saremo noi, sarà il nostro modo di vivere, sarà ciò che sceglieremo di essere e di costruire.
Dietro di noi un vissuto carico di opportunità e di sconfitte; davanti a noi la possibilità di crescere, di cambiare, di fare la differenza, di non arrendersi, di costruire. Continua a leggere Buon anno 2018

Buon anno 2017!

Dietro di noi tanta vita vissuta.
Davanti a noi infinite possibilità per vivere, per scegliere, per fare la differenza.img_0890

Dietro di noi speranze e delusioni, gioie e lacrime, sofferenze e morte.
Davanti a noi scelte, opportunità, progetti per regalare al mondo e a noi stessi un nuovo futuro, nuove vie da percorrere, nuove parole da donare, nuovi pensieri da condividere. Continua a leggere Buon anno 2017!

Auguri di capodanno 2017⛄🎉💥🎊🎁☃

Gli auguri di Capodanno con una foto: scegli la tua preferita, scaricala, inviala, condividila con chi ami e sui social!Ringraziamo per ciò che è stato e speriamo in un anno in cui regni l’amore e la fratellanza! Sia un anno di nuove possibilità!  Continua a leggere Auguri di capodanno 2017⛄🎉💥🎊🎁☃

Auguri di capodanno ⛄🎉💥🎊🎁☃

Gli auguri di Capodanno con una foto: scegli la tua preferita, scaricala, inviala, condividila con chi ami e sui social!Ringraziamo per ciò che è stato e speriamo in un anno in cui regni l’amore e la fratellanza! Sia un anno di nuove possibilità!    Continua a leggere Auguri di capodanno ⛄🎉💥🎊🎁☃

Un nuovo anno per un nuovo inizio!

lanterna

Ci dicono che è difficile credere nel futuro…
Ci stanno raccontando che la ripresa sarà lontana… o forse no. Storie su storie, verità su verità… tutto è possibile e allo stesso tempo tutto è falso.

E noi siamo qui con le nostre storie, le infinite lacrime, la voglia di una felicità possibile, il desiderio di un amore forte da vivere, la passione instancabile per una vita che non vogliamo perdere e la stanchezza, sempre in agguato, per una speranza, a volte difficile da sperare!

La notte è nel pieno del suo corso e forse l’alba nuova non sarà domani!

Ci è chiesto di attendere, di non mollare, di non darla vinta allo scoraggiamento, di non cedere alla rabbia che vorrebbe prendere in mano le redini della nostra vita e governare il futuro.

La notte… per quanto lunga e oscura non potrà impedire al sole di sorgere, e non potrà impedire a noi di ricominciare… ad amare, a sognare, a credere, a sperare, a vivere.

Il 2014, nel suo sorgere, sarà per tutti noi una nuova possibilità per riappropriarci di noi stessi e della nostra vita.
Sarà una possibilità per svoltare e cambiare pagina, per costruire un “nuovo” ancora possibile, bello e giusto per tutti.

La notte non è il tempo della disperazione, ma dell’attesa.
Non delle lacrime, ma della lungimiranza.
Di notte, ognuno può dire a se stesso come vivere il nuovo giorno…

Buon 2014 a tutti, cari amici!
Buon nuovo inizio nel segno della pace,
della fraternità,
della speranza, sempre instancabilmente possibile!

Buon anno 2014

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step3: RISPOSTA

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP3

La fede: una scelta vissuta –  la risposta

 

candele «Il Signore si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere. Lui sì offre ma sta a noi scegliere! Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio!»

Con queste parole si era concluso il secondo step che, insieme all’ascolto, ci aveva chiesto di prendere in seria considerazione il discernimento.

Ma basta questo perché la fede sia viva? Basta ascoltare e comprendere? Basta allenare il cuore a scegliere Dio? […]

Maria è la grande testimonial e questo decisivo passaggio è la RISPOSTA!

In questo terzo step, ci lasceremo accompagnare da una delle più famose pagine evangeliche: l’annunciazione. Lc 1, 26-39

Focus on

Evitando di addolcire troppo la pillola, mi sembra di non esagerare se affermo che il più terribile cancro che sta continuando a massacrare la fede cristiana, riducendo in fin di vita la nostra relazione con Dio, sia l’aver voluto separare la vita dalla fede. L’aver portato la fede nella propria stanza, nel proprio cuore, nel segreto di un’intimità che più di intimità ha il sapore della paura… già… paura di schierarsi troppo, di prendere posizioni, di apparire ormai fuori moda. In fondo tenere Dio nel silenzio del cuore, significa garantirsi il potere di silenziarlo, di credere in lui ma di scegliere e vivere nonostante lui. In poche parole, la situazione è una: Dio sì, ma fino a un certo punto […]

Quando la fede diventa risposta, la vita diventa un capolavoro e Maria in questo ci è maestra.

Dal Vangelo di Luca                                                                                             1, 26-39

«Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.annunciazione

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda».

Tante volte di fronte a Maria siamo tentati di credere che in lei ci sia stato uno straordinario, impossibile a noi. Creatura unica, eletta, prescelta e, diciamocelo, tanto fortunata da essere sufficientemente lontana dalla nostra esperienza quotidiana di sofferenza, di paura, di timore, di dubbio. Ma pensare questo è appunto una bella e buona tentazione, buona per farci mettere distanze di sicurezza tra noi e lei, tra la sua risposte e i nostri accomodamenti […]

Maria e Gesù bambinoMaria non è lontana dalla nostra esperienza, tutt’altro e l’evangelista Luca ce lo fa percepire in tanti passaggi sottili, ma efficaci:

  • Maria è turbata dalle parole dell’angelo. Ascolta, ma non comprende;
  • cerca di capire, domanda a se stessa cosa stia succedendo;
  • chiede come realizzare ciò che l’angelo annuncia.

Quanto è distante la posizione di Maria e di Zaccaria! Non è diversa la reazione del messaggero di Dio, è diversa la loro reazione, la loro distanza da Dio. Zaccaria vuole capire come poter essere sicuro di quelle parole. E infatti Luca scrive: «Zaccaria disse all’angelo: da cosa conoscerò questo?». Zaccaria obietta all’impossibile di Dio.

Maria chiede: «Come accadrà, come si realizzerà questo?»[…]

Maria non cerca di capire, non valuta, non soppesa le conseguenze: dà ciò che ha, dà se stessa e la sua femminilità. 

Maria rischia, perché conosce la voce di chi sta parlando. Maria, tutti i giorni, prega il Dio d’Israele. Maria,accogliere come Simeone, sa che il suo Dio parla al cuore dei suoi figli e li salva, ogni giorno, in ogni istante. Maria è consapevole che quel Dio entra nella storia, nelle vicende del suo popolo, perché ascolta il grido ed è pronto ad asciugare le lacrime di chi piange. Maria conosce la risposta di coloro che si erano fidati di Dio, lei quell’Eccomi lo aveva sentito risuonare nei profeti, nel giovane Samuele, nel padre Davide e in tutti coloro, che pur piccoli e peccatori, a quella voce avevano scelto di dire sì.

Maria è colei che ascolta, discerne, allena il cuore e risponde: per questo è maestra di fede, di quella fede che può spostare le montagne… di quella fede che permette a Dio di generare in ognuno di noi l’impossibile.

E così, lei, la giovane donna di Nazareth con il suo Sì spalanca a Dio la sua vita e Dio la trasforma in profondità. Maria può andare da Elisabetta perché ora è risorta! Già… anàstasa, dice Luca (in greco)… e usa lo stesso verbo usato per dire la resurrezione. Maria è nuova, è stata liberata da ogni catena, è libera di darsi perché Dio stesso in lei, ora è libero di agire.

Questo significa fede, nulla di più. Questo è credere! Questo è vivere veramente!

[Continua…]

GUARDA IL VIDEO: RISPONDI ALL’AMORE

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn3 La fede: una scelta di vita – la risposta

Buona riflessione!!!

Calendario:

Buona domenica! – Maria SS. Madre di Dio

«I pastori andarono, senza indugio,
e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,
adagiato nella mangiatoia»

Dal Vangelo di Luca (Lc 2, 16 – 21)
MARIA SS. MADRE DI DIO

Cosa vedono i pastori quando arrivano alla stalla di Betlemme? Un Dio potente che con prodigiosi segni di potenza divina non può non convincere a credere in lui e ad aderire ai suoi insegnamenti e comandi? No. Trovano “il bambino adagiato nella mangiatoia”, assolutamente inerme e bisognoso di tutto. Trovano un segno di estrema debolezza che nel caos del mondo in guerra rischia di scomparire e non essere notato.
Pensando a questa scena di Betlemme narrata nel Vangelo unita al fatto che, come tradizione, il primo giorno dell’anno si prega per la pace, mi è venuto in mente un film di qualche anno fa: I figli degli uomini, di Alfonso Cuaròn.

Il film narra di un futuro prossimo nel quale nel mondo non ci sono più bambini. Da quasi 20 anni, per un misterioso morbo, non ci sono più nuove nascite, e l’umanità invecchia in un crescere di guerre e violenza. La mancanza di speranza nel futuro e la mancanza di nuove vite fa degenerare l’uomo in un vortice di cattiveria insanabile. Ad un certo punto, in modo altrettanto misterioso, una donna partorisce un bambino, il primo dopo anni e anni di non-nascite. Nella scena più drammatica del film, durante un furioso combattimento tra militari e civili all’esterno e all’interno di un palazzo, la giovanissima donna con il bambino è costretta a fuggire, uscendo così allo scoperto. E’ davvero commovente come il regista rappresenta l’improvviso acquietarsi di ogni urla, sparo ed esplosione al passaggio della donna con il piccolo in braccio. Questa passa tra i combattenti che appaiono paralizzati dallo stupore del vedere un piccolo bimbo che piange. Un soldato si fa un segno di croce, quasi a dire la religiosità ritrovata difronte a questo piccolo e la sua mamma. Per qualche minuto il pianto del neonato diventa l’unico rumore, e il mondo in guerra attorno a lui si ferma.

In questa scena ho visto ben rappresentato il senso della preghiera per la pace legata alla contemplazione del bambino nella mangiatoia. Nel bambino Gesù c’è il simbolo della vita nella sua purezza ed essenzialità. E’ solo vita. Non è potenza, ricchezza, giudizio… E’ solo vita.
Gesù bambino è Dio che si propone al mondo con assoluta libertà. E il mondo non è costretto a credere in alcun modo. Gesù nella culla di paglia non obbliga nessuno alla fede, e non impone nulla se non la sua debole presenza.
Benedetto XVI scrive che è proprio nella libertà religiosa la via della pace. Molto spesso la religione in passato (ma, ahimè, talvolta anche oggi) è stata motivo di guerre e violenze. E anche l’ateismo quando è diventato religione assoluta del non-Dio, ha provocato altrettanta violenza e morte.
Gesù nella stalla di Betlemme ci dice che siamo liberi di credere e di non credere. Siamo liberi e nello stesso tempo chiamati a lasciare la libertà a chi ci sta vicino, anche se non crede in quello che noi crediamo.
Anch’io davanti al presepe mi sento libero. Non mi sento costretto da nulla. Ma è proprio in questa libertà che mi sento attratto da Gesù. Sento che la fede in Gesù, che è libera e non posso imporla a nessuno come non è imposta a me, è una strada di pace. Senza il Vangelo mi sentirei perso e prigioniero nella gabbia di piccolezze e violenze che spesso mi condizionano. Nel Vangelo di Gesù ritrovo quella strada che mi aiuta a vivere in pace dentro di me e anche fuori di me, con i fratelli che ho accanto. Davvero nel povero bambino di Maria e Giuseppe ogni violenza trova la sua fine, la speranza riapre le strade della pace.

(DON GIOVANNI BERTI)

45ª Giornata Mondiale della Pace

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