Buona domenica!

Alba-campo

FRATELLI, VOI SIETE EDIFICIO DI DIO

Dalla prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi
(1Cor 3,9c-11.16-17)
DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE

 

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Il cristianesimo porta alle estreme conseguenze l’intuizione che Israele ha maturato durante la sua travagliata storia e di cui troviamo tracce nella Scrittura: nessun tempio umano può contenere la presenza di Dio, non esistono luoghi sacri perchè tutto appartiene al Creatore. Gesù, vero tempio di Dio, consacra, rende sacro ogni uomo, ogni luogo, ogni tempo. Incarnandosi, diventando uomo, Gesù annulla la divisione tra sacro e profano, restituisce armonia, ricostruisce l’unione che era all’origine della Creazione. San Paolo e san Pietro continuano la riflessione: è la comunità dei credenti a fare il tempio, è l’assemblea dei cercatori di Dio a rendere presente il Signore, perchè due o tre sono riuniti nel suo nome e nel suo amore. Siamo pietre vive, concittadini dei santi, costruiti sul fondamento che sono gli apostoli e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Signore. Vorrei che tornassimo a considerare la comunità, più che le mura, l’armonia, più che l’architettura, il sogno, più che la prassi culturale, il restauro delle anime, insieme alla doverosa conservazione dei beni culturali. Ho avuto la gioia, in questi anni, di conoscere preti che hanno costruito comunità nelle estreme periferie, in quartieri sorti dal nulla, celebrando per decenni in un garage prima di poter avere una chiesa che contenesse la Chiesa. E mi hanno raccontato l’esperienza di costruire una comunità, prima di un tempio che le contenesse. La festa di oggi richiama tutti noi alla realtà che senza pietre vive, le nostre grandi cattedrali, fra cento anni, saranno splendide testimonianze storiche.
Oggi è la festa della cattolicità della Chiesa e della sua unità, della bellezza, della diversità e della ricchezza dell’unione intorno al carisma di Pietro, rude pescatore chiamato ad essere roccia irremovibile nella custodia delle parole del Maestro.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Dove abita Dio

 

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Buona domenica!

“Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me:
colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,
perchè sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato:
che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato,
ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”.

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 6,37-40)
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
 

La parola a…
don Giancarlo Taverna Patron

Dio mi ama, è letteralmente “pazzo” di me (la “follia” della croce), vuole a tutti i costi celebrare con me un matrimonio indissolubile, fedele e fecondo.
Appena dico: lo credo, rischio di non crederlo già più.
E non lo crederò mai abbastanza.
Tu, Signore, mi dici con estrema semplicità l’indicibile, l’inimmaginabile, il troppo bello per essere vero, l’al di là di ogni più ardita speranza: Tu. Ami. Me.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Mi guarderà

 

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Buona domenica!

 

“Amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima,

e con tutta la tua mente…
e il tuo prossimo come te stesso”.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 22,34-40)
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Cosa è essenziale alla vita? Cosa è essenziale alla fede? E alla fede cristiana? Come possiamo dire il cristianesimo a chi ne ha una percezione superficiale e frammentaria? Gesù mi chiede di amare con forza, con intensità, più che riesco, dando del mio meglio. Quante persone conosco che si deprimono perchè non riescono ad amare come vorrebbero! E Gesù dice loro: ama come riesci, non come vorresti. Gesù mi chiede di amare con passione, a costo di bruciarmi. Quante persone conosco che, scottate da esperienze negative, amano con il freno a mano tirato. E Gesù dice loro: ama e, se sbagli, pazienza. Non vuole persone tiepide, il Rabbì, vuole entusiasti come Davide, come Paolo, preferisce chi sbaglia per eccesso che per difetto. Gesù mi chiede di amare con intelligenza, conoscendo, imparando, nutrendo la mia mente, aperti alle esperienze più diverse. Quante persone pensano che credere nel Dio dei cattolici equivalga a cestinare il cervello! E Gesù dice loro: scoprite quanto Dio è creativo, immaginifico, stupendo, diffuso, presente ovunque. Di più: quella sottile annotazione “come te stesso” ci spalanca orizzonti ancora più ampi. Posso amare solo se mi amo. Posso accogliere solo se mi sono accetato.
Posso anche considerarmi non amabile, ma Cristo mi dice che Dio ama me, con le mie fatiche, i miei limiti, le mie storie, le mie oscurità. Non mi ama perchè amabile, non mi ama perchè me lo merito ma, amandomi mi rende amabile.


…e per riflettere puoi scaricare: Moralismo

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Laudato sii per frate limite!

Laudato sii, o mi Signore, per sorella acqua e per madre terra.
Laudato sii per fratello sole e per la luna.
Laudato sii per la vita che  attendiamo e per sorella morte che ci sorprende.

Laudato sii, o mi Signore, per tutto ciò che sono e che non sono.
Per ciò che sogno e per ciò che non oso pensare; per ciò che spero e per ciò che temo.

Sii lodato, o mio Altissimo e sommo Bene, per il tempo che supera la mia agenda e costruisce spazi di incontro, di possibilità sempre nuove, di futuro e di riconciliazione con il passato.

Sii per sempre lodato per le coincidenze che mi fanno scoprire la tua voce silenziosa e tenace; per ciò che la vita non mi ha permesso e per ciò che mi ha tolto; per ciò che ho scoperto nel buio e per il ritorno, atteso, della luce.

Sii lodato, Vita della mia vita, per il mio presente e per ciò che è gia stato e per l’imprevedibile futuro che mi donerà la possibilità di essere.

Sii lodato, Verità del mio cuore, per ciò che mi manca; per quanto vorrei e non avrò; per i limiti e le fragilità che tante volte rendono arido il mio andare e fanno tremare ogni certezza, ogni desiderio, ogni voglia di crescere e andare verso orizzonti immensi.

Frate limite, così forte e assetato, così tenace e pauroso che sempre ti nascondi dietro mille maschere di non-verità, sii tu benedetto e lodato, perchè in te tocco la mia fragilità e le mie paure; ma in te sperimento la voglia di esistere e di lasciarmi amare; in te scopro le possibilità sempre nuove di lasciarmi sfiorare, cambiare e perdonare. Sii tu lodato e benedetto perchè ciò che mai la sapienza umana potè ottenere a te è donato come bacio della Grazia. In te, dice il mio Signore, darò compimento alla mia potenza, manifesterò la pienezza del mio amore.

“Ti basti la mia Grazia. Nella tua debolezza io manifesterò la mia potenza”

Sii lodato, allora mio Signore, per fratello limite: accogliendolo, medicando le sue ferite, amandolo e perdonandolo lascerò che, nella sua fragilità, possa diventare la Tua dimora nella mia vita. 

 

Buona domenica!

Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia, alleluia.

Canto al Vangelo (Fil 2,15-16)
XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-


La parola a…
don Paolo Curtaz

Il mondo dice: al centro dell’economia vi è il profitto. Il Vangelo dice: al centro dell’economia vi è l’uomo.
La scienza dice: ciò che è possibile è lecito. La Parola dice: la vita è Mistero, va rispettata, ha una sua sacralità che va riconosciuta.
La politica dice: la ragione va imposta con la forza. Gesù dice: la profezia e la mitezza convertono i cuori.
Certo, di questi tempi, in questo momento storico, il rischio non è certo quello del compromesso con le realtà mondane, quanto più, invece, il rischio del rifugio intimistico nella religiosità disincarnata.
Dove sono i cristiani nell’economia, nella politica, nella scienza?
Mettiamo la nostra preparazione e la nostra intelligenza a servizio dell’uomo e del Vangelo, lasciamo dialogare la verità di Dio con le cose di cui abbiamo competenza. In questi tempi acerbi, appena i cristiani parlano si chiede loro di occuparsi delle cose dello spirito! Cittadini del mondo, toccati dalla gioia di avere conosciuto il Cristo, chiediamo di essere ascoltati e di ascoltare, di portare una luce diversa sulla realtà, una prospettiva che ci conduce più in alto, senza fanatismi o rigidità, condividendo la stessa umanità, senza rinunciare allo splendido volto di Dio che ci ha convertito.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Ho fatto del mio meglio

 

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Buona domenica!

“Il regno dei cieli è simile a un re
che fece una festa di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi
a chiamare gli invitati alle nozze,
ma questi non volevano venire”.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,1-14)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

L’incontro con Dio è festa, gioia, danza, sorriso, bellezza indescrivibile.
Travolgente come un innamoramento, vera come il desiderio di donarsi e di vivere insieme, feconda come un talamo nuziale, l’esperienza di Dio ha a che fare con l’aspetto più gioioso dell’esistenza umana, quello dell’amore. Il Dio di Gesù invita l’umanità ad una splendida festa di nozze in cui lo sposo è Gesù stesso. Che splendida notizia! Ma allora – scusate – perché molti pensano alla fede come al più triste dei funerali?
La sfida del cristianesimo in questo terzo millennio consiste nel passare da una fede crocifissa ad una fede risorta, perché la gioia cristiana è una tristezza superata, è partecipare al banchetto nuziale che inizia qui e finirà nell’eterno cuore di Dio.
La libertà è l’altro nome dell’amore: nessuno può costringere una persona a riamarti, nessuno può obbligare una persona ad accogliere e restituire l’amore che gli doni. Dio, il grande amante, si pone un limite rispettando la libertà degli uomini, non viola la nostra privacy, la sua presenza è discreta, il suo invito stenta a farsi udire in mezzo al frastuono delle nostre città.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Specchio

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Buona domenica!

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.

Dal libro del profeta Isaia (Is 5,1-7)
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Mi commuove questo Dio onnipotente fermato dal nostro rifiuto, come un amante scosso, un genitore ferito, un amico che si scopre improvvisamente tradito. Che fare? Questo Dio sconsiderato rischia la vita del figlio, pensando, così facendo, di suscitare rispetto nell’uomo, se non giustizia. E invece no, anche questo gesto è stravolto, incompreso. Che fare? Gesù non sa più cosa dire, aspetta una risposta dagli affittavoli che, ingenuamente, nell’ottusità del loro cuore, non capiscono che proprio di loro si sta parlando. E inveiscono: morte, punizione, vendetta, maniere forti! Già, replica il Rabbì, già. Così non sarà, così non avverrà. Solo l’ultima parte del consiglio si avvererà: ad altri verrà data la vigna, a noi, ladri di salvezza. Il rabbì, invece, non si vendicherà, ma si lascerà spazzare via piuttosto che usare violenza. L’uomo che dimentica di essere vignaiolo, di guardare altrove, di vivere nella gratitudine del dono della vita, l’uomo che non cerca il proprio destino e la propria chiamata, viene accecato dalla propria violenza e dalla propria arroganza, semplicemente. A noi, non più affittavoli ma coeredi, il compito di vivere nella gioia del coltivare la vigna di Dio, sopportando con pazienza evangelica la violenza nel nostro e nell’altrui cuore, opponendovi, come esorta san Paolo, “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro e amabile”.

 

e per riflettere puoi scaricare: Piego le ginocchia

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

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