Avvento alla porte, o meglio alla porta…
Qualcosa sta per accadere, anche questa volta come se fosse tutto nuovo… un nuovo avvento da vivere, come avvento di uno straordinario dono fatto alla nostra vita.
Non è un gioco di parole, ma è il senso più profondo di quanto l’evangelista Marco ci chiederà di vivere dalla prima domenica di Avvento fino al Natale.
La precedente tappa del cammino FdP ci aveva messo davanti un invito chiaro: cambiare le logiche, le nostre logiche per accogliere quelle di Dio e fidarsi, aver fede nelle sue proposte di amore… Quella proposta risuonata per noi come passo necessario, quell’invito fatto dal Signore sulle strade della nostra Galilea sociale e personale, oggi ci spinge verso un ulteriore passo. Abbiamo bisogno di fare spazio per ascoltare, di crescere interiormente, di diventare sempre più consapevoli, ma anche più decisi; abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita, la nostra fede per capire, per cambiare, per aderire sul serio: i doni ci sono… il Dono c’è!
Ma qual è l’atteggiamento migliore per non sprecare i doni? Come fare per accorgersi di quei silenziosi passaggi di Dio? Cosa può avvicinarci o allontanarci dalla sua voce? Esiste qualcosa che può impedirci di accorgerci di Lui in noi?
Prima di mettersi in ascolto della riflessione è importarte prendere gli strumenti del mestiere. Li ricordate?
La Bibbia, il quaderno personale dedicato a questo cammino, una penna per scrivere e qualche matita per evidenziare i passaggi importanti.
Buon ascolto!
Video catechesi
Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva
Signore Gesù,
una novità custodisce l’avvento:
è ciò che la storia dell’umanità non avrebbe mai pensato di sentire.
I profeti hanno annunciato e i padri hanno raccontato ai figli;
la terra conosceva lo Spirito del Dio vivente,
ma mai avrebbe immaginato di sentirne la voce parlare.
Una novità custodisce l’avvento:
è ciò che sconvolge i cuori e disorienta la ragione;
è ciò che mai potrà essere giustificato,
né mai trovare nell’uomo il suo perché.
Signore Gesù,
è questo il tempo in cui Dio si fa vicino a noi,
entra nella nostra carne e la abita.
È questo il tempo nuovo,
che tocca l’uomo che ascolta e lo stupisce,
che parla all’uomo potente e lo sconvolge,
che smuove l’uomo sicuro di se stesso
che sussurra la via della vita piena, all’uomo che cerca.
Signore Gesù,
un nuovo avvento sta per accadere
nella mia vita, nelle scelte, negli inarrestabili dubbi,
nelle irrefrenabili paure, nei timori senza senso,
nei desideri che mi portano ad abbandonare te,
nelle sicurezze ottenute a caro prezzo, nei sogni sofferti.
Un nuovo avvento accade in tutte le notti e i giorni,
le albe e i crepuscoli che la vita mi chiede di vivere.
Tu sei l’avvento, o Gesù Signore,
tu sei l’entrata definitiva di Dio,
tu sei il suo amore per tutti noi.
Tu sei la novità custodita da sempre, che oggi si dà a noi.
Vieni, Dio sempre con noi e abita la nostra vita
come già abiti tutta la storia.
Vieni Emmanuele e svegliaci dal sonno!
Amen
Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, la sua pace, perchè, restando desti, possiamo scoprire e accogliere la presenza di Dio per noi, con noi e in noi.
Sul ramo di ogni storia,
Dio Padre, in Cristo Signore, germoglia
e nuovi frutti di amore, vita, speranza
potranno presto essere raccolti.
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Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it
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Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline
Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!


uno che spesso passa inosservato: la mangiatoia. Ci sono Maria e Giuseppe in attesa di Gesù, i pastori che si avviano alla capanna, case e casette, angeli e greggi… e la mangiatoia resta nell’ombra della stalla di Betlemme.
cioè:
le restanti strisce sulla base così formata, creando il piano d’appoggio della mangiatoia;
evidenziare che 



Si comincia con la preghiera, i ragazzi sono in piedi, in cerchio; al centro, su un piccolo tavolo, la Bibbia aperta e un cero acceso. Si predispone un cartellone e dei pennarelli colorati.
pace fraterna, che scalda i nostri cuori e li rende attenti e solidali. In realtà la pace, frutto dello Spirito Santo, è molto più di questo. Essa scaturisce come dono da Gesù, morto e risorto per salvarci, e ci ristora dalle fatiche che incontriamo nella vita quotidiana.





uno dopo l’altro, con un filo di voce: «Con il mio lavoro, ho bisogno di tranquillità!» (il papà). «Il poco tempo libero che mi resta, dovrò dedicarlo a lei? E, poi, non abbiamo una camera libera!» (la mamma). «Io non voglio una vecchia malata tra i piedi! Sai che rompi!» (Teresa). «Nella mia cameretta posso fare spazio alla nonna!» (Giusy). Il giorno dopo, i genitori comunicarono alla nonna che sarebbero andati a prenderla in ospedale. Giusy si mette all’opera; raccoglie in uno scatolone le cose che ingombrano e con l’aiuto del papà fa spazio al letto della nonna. Con il suo arrivo la vita di Giusy è totalmente cambiata. Rinunzia ad alcuni impegni per stare con la nonna. In breve tempo è come ammaliata dai suoi racconti di vita e annota su un taccuino le brevi risposte che riceve alle sue tante domande. Non avrebbe mai pensato che rileggendole, dopo qualche anno, vi avrebbe trovato tanta saggezza e luce per la sua vita.“



Alcuni di voi possono esser tentati di rifuggire dalle responsabilità: negli illusori mondi dell’alcool e della droga, nelle fugaci relazioni sessuali senza impegno per il matrimonio e la famiglia, nell’indifferenza, nel cinismo e perfino nella violenza. State in guardia contro l’inganno di un mondo che vuole sfruttare o far deviare la vostra energica e potente ricerca della felicità e del senso della vita. Ma 


Quale eternità sta stringendo tra le mani; quale eternità stanno cantando i suoi tantissimi fans?
Siamo come diamanti pronti a non spezzarsi mai

mondo intorno cambia rapidamente; la speculazione edilizia si mangia il quartiere e stringe d’assedio la casetta. Carl reagisce con violenza e il tribunale decreta la necessità di affidarlo a una casa di riposo. Sembra la fine. Ma l’antico spirito ha un soprassalto.
a minima intenzione di farsi aiutare dal ragazzino, ma ora è costretto, suo malgrado, a farlo entrare in casa e a vivere con lui la sua avventura.
tutta la vita, ma qualcosa di più vicino e quotidiano. Perché, alla fine, la realizzazione più vera si ha nell’essere autenticamente se stessi, con i propri limiti; nella capacità di aprirsi agli altri; nel condividere la propria vita con chi si ama; nel prendersi cura di chi ha bisogno; nello spendersi per difendere la vita da chi vorrebbe sfruttarla per il proprio tornaconto egoistico, sia questo uno scienziato o uno speculatore edilizio.