Seno di bosco discende al ritmo di montuose fiumare. Questo ritmo mi rivela Te, il Verbo Primordiale. Com’è stupendo il Tuo silenzio in tutto ciò che da ogni dove propala un mondo reale… che assieme al seno di bosco scende giù da ogni versante… tutto ciò che con sé trascina l’argentata cascata del torrente, che dal monte cade ritmato, trasportato dalla propria corrente… – dove trasportato?
Che hai detto, torrente di monte? In che luogo t’incontri con me? Con me che sono altresì perituro come te, siffatto… Ma cosiffatto come te?
(Di fermarmi qui, acconsenti – consentimi di fermarmi al varco, ecco uno di questi semplici portenti). Non si stupisce una fiumara scendente e silenziosamente discendono i boschi al ritmo del torrente – però un umano si meraviglia. Il varco che un mondo trapassa attraverso l’uomo è dello stupore la soglia,
(una volta, proprio questo portento fu nominato “Adamo”).
Ed era solo, col suo stupore, tra le creature senza meraviglia – per le quali esistere e trascorrere era sufficiente. L’uomo, con loro, scorreva sull’onda dello stupore! Meravigliandosi, sempre emergeva dal maroso che lo trasportava, come per dire a tutto il mondo: “fermati! – in me hai un porto, in me c’è quel luogo d’incontro col Primordiale Verbo” – “fermati, questo trapasso ha un senso, ha un senso… ha un senso… ha un senso“!
Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria, raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l’innocenza dei bambini, la generosità e l’entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l’angoscia di chi ricerca
il senso vero dell’esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l’amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell’apostolatoe nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima,
noi ci affidiamo a Tee Ti invochiamo,
perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.
Non abbiate paura, forza, coraggio, sono con voi, ho fiducia in voi… Tante volte Giovanni Paolo II si è rivolto ai giovani con queste parole, esortandoli con amore a non avere paura di SPALANCARE LE PORTE A CRISTO, a non aver paura di seguirlo, di metterlo al centro della propria vita, di annunciarlo senza vergogna nelle piazze, tra la gente, nei luoghi del vivere quotidiano! Non abbiate paura: “di rispondere alla vostra vocazione“. Non abbiate paura: “del futuro“. Non abbiate paura: “della sofferenza e della morte“. Non abbiate paura: “di proclamare il Vangelo“.
NON ABBIATE PAURA DI RISPONDERE ALLA VOSTRA VOCAZIONE!
Non abbiate paura di ritornare incessantemente a Cristo, fonte della Vita! […] Manifestando la sua fiducia, Gesù volge a voi il suo sguardo e vi invita a fare della vostra esistenza qualcosa di buono, facendo fruttificare i talenti che vi ha affidato, per il servizio alla Chiesa e ai vostri fratelli, come pure per l’edificazione di una società più solidale, più giusta e più pacifica. Cristo vi invita a riporre la vostra speranza in lui e a seguirlo sulla via delmatrimonio, del sacerdozio o della vita consacrata. Nel silenzio del vostro cuore, non abbiate paura di ascoltare il Signore che vi parla!
GIOVANNI PAOLO II
Discorso ai giovani di Rouen, 4 Aprile 2000
NON ABBIATE PAURA DEL FUTURO!
In Cristo voi potete credere nel futuro, anche se non potete distinguerne i contorni. Voi potete affidarvi al Signore del futuro, e superare così il vostro scoraggiamento di fronte alla grandezza del compito ed al prezzo da pagare. Ai discepoli sgomenti sulla via di Emmaus il Signore disse: «Non era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». Il Signore rivolge queste stesse parole a ciascuno di noi. Per questo, non abbiate paura di impegnare le vostre vite nella pace e nella giustizia, perché voi sapete che ilSignore è con voi in tutte le vostre vie.
GIOVANNI PAOLO II
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della Pace
NON ABBIATE PAURA DELLA SOFFERENZA E DELLA MORTE!
Poiché la croce di Cristo è il segno d’amore e di salvezza, non deve sorprenderci che ogni amore autentico richiede sacrificio. Non abbiate paura allora quando l’amore è esigente. Non abbiate paura quando l’amore richiede sacrificio. Non abbiate paura della croce di Cristo.
La croce è l’Albero della Vita.
È sorgente di ogni gioia e di ogni pace. Era l’unico modo per Gesù di arrivare alla risurrezione e al trionfo. È l’unico modo per noi di partecipare alla sua vita, ora e sempre.
GIOVANNI PAOLO II Discorso ai giovani di Auckland, 22 novembre 1986
NON ABBIATE PAURA DI PROCLAMARE IL VANGELO!
Certamente il messaggio che la Croce comunica non è facile da comprendere nella nostra epoca, in cui il benessere materiale e le comodità sono proposti e ricercati come valori prioritari. Ma voi, cari giovani, non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza il Vangelo della Croce.
Il contrario di pace non è soltanto «guerra», ma anche divisione, violenza, aggressione, disprezzo, razzismo, indifferenza. La pace è dono e compito. Noi non possiamo essere sorgenti della pace ma solo canali. È Gesù la sorgente della pace, noi siamo il fiume che deve trasportare la pace sua, quella «che supera ogni intelligenza». Dio stesso è il vero e supremo «operatore di pace». Questa pace «frutto dello Spirito» (Gal 5,22) si traduce, per il credente, nel diventare un canale di pace. La somiglianza con il Padre si ha mediante la costante attività a favore della pace. Gesù chiama «beati» i costruttori di pace, cioè coloro che lavorano per la felicità degli altri, perché Dio li riconosce come suoi figli. Figlio, nel mondo semitico, è colui che nella condotta assomiglia al padre. L’uomo di pace fa la pace sino ad essere lui stesso pace. A lui «appartiene il futuro» (Sal 37,37). La pace deve iniziare da me. Come l’amore, essa non potrà mai regnare nel mondo se prima non trova posto nel nostro cuore. Devo curare la mia pace interiore. Disarmare il mio cuore. Non posso lasciarmi schiacciare dai mali e dalle divisioni che vi sono intorno a me e nel mondo. Non devo nemmeno essere indifferente o, peggio, cinico di fronte alle tante tragedie odierne. Quando una persona è in pace con se stessa, la gente se ne accorge, perché possiede come un’energia divina che fa stare bene chi la accosta. La pace è frutto di serenità interiore e diffonde gioia. L’uomo di pace è attraente. La pace è possibile ed è da vivere in famiglia, con i vicini di casa, a scuola, per strada, in parrocchia… Soprattutto nella comunità cristiana dovrebbe splendere la fiaccola della pace e della fraternità. San Cipriano scriveva:«Dio ci ha prescritto di essere operatori di pace, concordi e unanimi nella sua casa. Se siamo figli di Dio, rimaniamo nella pace di Dio. Coloro che hanno ricevuto un unico Spirito, abbiano un cuor solo e un’anima sola. Dio non accoglie il sacrificio di chi è in discordia, anzi comanda di lasciare l’altare e riconciliarsi prima con il fratello. Soltanto così le nostre preghiere saranno ispirate alla pace e gradite a Dio. Il sacrificio più grande da offrire a Dio è la nostra pace e la concordia fraterna». Diceva don Primo Mazzolari: «Il cristiano è una persona «di pace», non «in pace». Mentre gli apatici, per la propria tranquillità, evitano ogni situazione di conflitto, «i portatori di pace» non sono soltanto persone in pace con se stesse, ma sanno creare pace attorno a sé. La pace di cui parla Gesù non è la rassegnazione di quanti, per il quieto vivere, lasciano che le cose vadano come vadano. Mettere pace è un’arte che comporta una grande fatica: si tratta di ascoltare, di parlare nel modo giusto, di pazientare… Gesù dice di amare i propri nemici. Non significa lasciarsi fare tutto, ma vedere in chi è ostile verso di noi una persona incapace di vivere in pace con sé. Il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer, ucciso in campo di sterminio tedesco, affermava che «i discepoli di Gesù mantengono la pace, preferendo patire piuttosto che infliggere sofferenza a un altro, conservano la comunione dove altri la infrangono, rinunciano all’affermazione di sé e tengono a freno l’odio e l’ingiustizia. Essendo coinvolti nell’opera di pace di Cristo, anch’essi saranno chiamati figli di Dio». Nel mondo ci sono tante guerre, tanto odio, tante ingiustizie: la responsabilità è anche tua, perché neanche tu sai costruire e seminare pace dentro e intorno a te. Quante volte pure tu sei uno dei milioni di piccoli sassi che generano quella frana, imprevedibile e inarrestabile che sconvolge la terra: con le tue antipatie, ostinazioni, vendette, con il tuo orgoglio, egoismo, razzismo, con la tua indifferenza.
Vuoi davvero la pace? Sii sempre grato. Sii distaccato dalle cose e dal possesso. Impara a chiedere perdono a Dio e a offrire il perdono ai fratelli in ogni occasione. Non giudicare nessuno, in cuor tuo, meritevole di condanna. Mantieni un po’ di ordine nella tua vita. Cerca, con regolarità, tranquillità e silenzio. Appena puoi, dopo una lite, tenta un minimo di accordo e di dialogo. Costruiscila, non chiudendo il tuo cuore, ma dicendo una buona parola per scusare e conciliare. Non tacere di fronte alla menzogna, all’ingiustizia, alla maldicenza, alla disonestà. Mettiti in ginocchio per invocarla e per ottenerla per te e per tutto il mondo.
Questoe molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembredell’insertoRagazzi & Dintorni dossier mensile diCatechisti Parrocchiali.
Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Novembre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.
Avvento alla porte, o meglio alla porta… Qualcosa sta per accadere, anche questa volta come se fosse tutto nuovo… un nuovo avvento da vivere, come avvento di uno straordinario dono fatto alla nostra vita.
Non è un gioco di parole, ma è il senso più profondo di quanto l’evangelista Marco ci chiederà di vivere dalla prima domenica di Avvento fino al Natale. La precedente tappa del cammino FdP ci aveva messo davanti un invito chiaro: cambiare le logiche, le nostre logiche per accogliere quelle di Dio e fidarsi, aver fede nelle sue proposte di amore… Quella proposta risuonata per noi come passo necessario, quell’invito fatto dal Signore sulle strade della nostra Galilea sociale e personale, oggi ci spinge verso un ulteriore passo. Abbiamo bisogno di fare spazio per ascoltare, di crescere interiormente, di diventare sempre più consapevoli, ma anche più decisi;abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita, la nostra fede per capire, per cambiare, per aderire sul serio: i doni ci sono… il Dono c’è!
Ma qual è l’atteggiamento migliore per non sprecare i doni? Come fare per accorgersi di quei silenziosi passaggi di Dio? Cosa può avvicinarci o allontanarci dalla sua voce? Esiste qualcosa che può impedirci di accorgerci di Lui in noi?
Prima di mettersi in ascolto della riflessione è importarte prendere glistrumenti del mestiere. Li ricordate? La Bibbia, il quaderno personale dedicato a questo cammino, una penna per scrivere e qualche matita per evidenziare i passaggi importanti.
Buon ascolto!
Video catechesi
Come una voce sola davanti a Dio Preghiera conclusiva
Signore Gesù, una novità custodisce l’avvento: è ciò che la storia dell’umanità non avrebbe mai pensato di sentire. I profeti hanno annunciato e i padri hanno raccontato ai figli; la terra conosceva lo Spirito del Dio vivente, ma mai avrebbe immaginato di sentirne la voce parlare. Una novità custodisce l’avvento: è ciò che sconvolge i cuori e disorienta la ragione; è ciò che mai potrà essere giustificato, né mai trovare nell’uomo il suo perché.
Signore Gesù, è questo il tempo in cui Dio si fa vicino a noi, entra nella nostra carne e la abita. È questo il tempo nuovo, che tocca l’uomo che ascolta e lo stupisce, che parla all’uomo potente e lo sconvolge, che smuove l’uomo sicuro di se stesso che sussurra la via della vita piena, all’uomo che cerca.
Signore Gesù, un nuovo avvento sta per accadere nella mia vita, nelle scelte, negli inarrestabili dubbi, nelle irrefrenabili paure, nei timori senza senso, nei desideri che mi portano ad abbandonare te, nelle sicurezze ottenute a caro prezzo, nei sogni sofferti. Un nuovo avvento accade in tutte le notti e i giorni, le albe e i crepuscoli che la vita mi chiede di vivere.
Tu sei l’avvento, o Gesù Signore, tu sei l’entrata definitiva di Dio, tu sei il suo amore per tutti noi. Tu sei la novità custodita da sempre, che oggi si dà a noi. Vieni, Dio sempre con noi e abita la nostra vita come già abiti tutta la storia. Vieni Emmanuele e svegliaci dal sonno!
Amen
Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, la sua pace, perchè, restando desti, possiamo scoprire e accogliere la presenza di Dio per noi, con noi e in noi.
Sul ramo di ogni storia, Dio Padre, in Cristo Signore, germoglia e nuovi frutti di amore, vita, speranza potranno presto essere raccolti.
Per saperne di più scrivi a:
Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it
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Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.
Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:
Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro:Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline
Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!
Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013
“Questa festa [di Cristo Re dell’universo] è stata opportunamente collocata nell’ultima domenica dell’anno liturgico, per evidenziare che Gesù Cristo è il Signore del tempo e che in lui trova compimento l’intero disegno della creazione e della redenzione. La figura del Re Messia prende forma, nella coscienza del popolo d’Israele, attraverso l’Antica Alleanza. E’ Dio stesso che, specialmente mediante i profeti, rivela agli israeliti la sua volontà di radunarli come fa un pastore col gregge, perchè vivano liberi e in pace nella terra promessa.
A tal fine, egli invierà il suo Consacrato – il “Cristo” in lingua greca – a riscattare il popolo dal peccato e ad introdurlo nel regno.
Gesù Nazareno porta a compimento nel mistero pasquale questa missione.
Egli non viene a regnare come i re di questo mondo, ma a stabilire, per così dire, nel cuore dell’uomo, della storia e del cosmo la potenza divina dell’Amore“.
Non abbiate paura, forza, coraggio, sono con voi, ho fiducia in voi… Tante volte Giovanni Paolo II si è rivolto ai giovani con queste parole, esortandoli con amore a non avere paura di SPALANCARE LE PORTE A CRISTO, a non aver paura di seguirlo, di metterlo al centro della propria vita, di annunciarlo senza vergogna nelle piazze, tra la gente, nei luoghi del vivere quotidiano! Oggi vogliamo ricordare questo grande papa proprio attraverso frammenti di alcune omelie e discorsi che in varie occasioni ha rivolto ai “suoi cari giovani”!
NON ABBIATE PAURA DI ESSERE GIOVANI
Non abbiate paura della vostra giovinezza e di quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di durevole amore! Si dice qualche volta che la società ha paura di questi potenti desideri dei giovani e che voi stessi ne avete paura. Non abbiate paura! Quando io guardo a voi, giovani, sento una grande gratitudine e speranza. Il futuro a lungo termine nel prossimo secolo sta nelle vostre mani. Il futuro di pace sta nei vostri cuori. […] Dovete essere persone con una profonda fiducia nell’uomo ed una profonda fiducia nella grandezza della vocazione umana.
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della pace
NON ABBIATE PAURA DELLA VERITÀ!
Alcuni di voi possono esser tentati di rifuggire dalle responsabilità: negli illusori mondi dell’alcool e della droga, nelle fugaci relazioni sessuali senza impegno per il matrimonio e la famiglia, nell’indifferenza, nel cinismo e perfino nella violenza. State in guardia contro l’inganno di un mondo che vuole sfruttare o far deviare la vostra energica e potente ricerca della felicità e del senso della vita. Ma non evitate la ricerca delle risposte vere alle domande che vi stanno di fronte. Non abbiate paura!
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della Pace
NON ABBIATE PAURA DI ANNUNCIARE IL VANGELO!
Non abbiate paura di andare per le strade e nei luoghi pubblici, come i primi Apostoli che hanno predicato Cristo e la Buona Novella della salvezza nelle piazze della città, dei centri e dei villaggi. Non è tempo di vergognarsi del Vangelo. È tempo di predicarlo dai tetti. Non abbiate paura di rompere con i comodi e abituali modi di vivere, al fine di raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nella moderna “metropoli”. Dovete essere voi ad andare “ai crocicchi delle strade” e a invitare tutti quelli che incontrate al banchetto che Dio ha apparecchiato per il suo popolo. […] Cristo ha bisogno di operai pronti a lavorare nella sua vigna. Giovani cattolici del mondo, non deludetelo. Nelle vostre mani, portate la Croce di Cristo. Sulle vostre labbra le parole di Vita. Nei vostri cuori la garanzia salvifica del Signore.
Omelia a Denver – 15 Agosto 1993
NON ABBIATE PAURA DI ESSERE SANTI!
Perseverate con fermezza accanto a Cristo, perché lui rimanga in voi!Non permettete che nei vostri cuori si spenga la luce della santità! Non abbiate paura di aspirare alla santità! Non abbiate paura di essere santi!Del secolo che volge al suo termine e del nuovo millennio fate un’era di uomini santi!
Omelia per la canonizzazione della Beata Kinga – 16 giugno 1999
Il film si presenta come una storia di avventura, ma in realtà è un film sull’amore, sulla considerazione che l’amore costituisce la più grande avventura che si possa vivere sulla terra, quand’anche la vita ci impedisca di realizzare i nostri sogni. “Up” è la storia di Carl Fredricksen, timido e impacciato bambino, appassionato di avventure che trova in Ellie l’anima gemella. Si sposeranno e vivranno insieme felici, nonostante dovranno rinunciare ai figli e anche a realizzare le imprese avventurose, in particolare il sogno di esplorare le cascate Paradiso, in Sud America. Quando, ormai anziani, avrebbero finalmente la possibilità di intraprendere il viaggio, Ellie si ammala e muore. Carl, rimasto solo, si chiude in se stesso: vorrebbe vivere nella e della memoria di lei. Ma il mondo intorno cambia rapidamente; la speculazione edilizia si mangia il quartiere e stringe d’assedio la casetta. Carl reagisce con violenza e il tribunale decreta la necessità di affidarlo a una casa di riposo. Sembra la fine. Ma l’antico spirito ha un soprassalto. Carl, che per tutta la vita ha venduto palloncini, arma la casa con una miriade di palloncini colorati e la alza in volo sotto gli occhi esterefatti degli addetti ai servizi sociali venuti a prelevarlo. Direzione Sud, Cascate Paradiso. Peccato che sul portico di casa sia rimasto intrappolato Russel, un boyscout o, come lui si definisce, «un esploratore della natura selvaggia», deciso a guadagnarsi l’ultimo distintivo, aiutando un anziano. L’anziano in questione non aveva la minima intenzione di farsi aiutare dal ragazzino, ma ora è costretto, suo malgrado, a farlo entrare in casa e a vivere con lui la sua avventura. Alle cascate Paradiso dovrà confrontarsi e infrangere l’idolo dell’infanzia, l’esploratore Charles Muntz, mentre, trascinato dall’idealismo infantile di Russell, dovrà combattere per la libertà di un raro pennuto su cui Muntz vorrebbe mettere le mani. Tutto questo gli permette di capire il messaggio che gli ha lasciato Ellie e di raccogliere il suo invito a vivere una nuova avventura, vera, nella vita di tutti i giorni, a fianco di Russell, bambino abbandonato a se stesso da genitori separati, incapaci di farsi carico di lui, come la sua età richiederebbe. Questa la trama, ma il più del film passa attraverso una felice resa espressiva, il gioco equilibrato dei registri – drammatico, comico, avventuroso e fantastico – l’articolazione sapiente del linguaggio metaforico. Per questo piano passa anche il tema della gioia, che risulta essere l’aspirazione profonda dell’uomo, quella che lo chiama a vivere nonostante tutti i limiti che la realtà gli pone, fuori e dentro di sé. Se, come Carl, l’uomo non tradirà questa aspirazione, essa lo condurrà a destinazione. Anche se, magari non sarà quella straordinaria immaginata e coltivata per tutta la vita, ma qualcosa di più vicino e quotidiano. Perché, alla fine, la realizzazione più vera si ha nell’essere autenticamente se stessi, con i propri limiti; nella capacità di aprirsi agli altri; nel condividere la propria vita con chi si ama; nel prendersi cura di chi ha bisogno; nello spendersi per difendere la vita da chi vorrebbe sfruttarla per il proprio tornaconto egoistico, sia questo uno scienziato o uno speculatore edilizio.
Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobredell’insertoRagazzi & Dintornidossier mensile diCatechisti Parrocchiali.
Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Ottobre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.
Prima di leggere altro, ognuno di voi rientri nella propria mente e vada a scoprire quali sono le parole che in questo momento stanno animando (o offuscando…) mente,cuore, desideri… e poi ancora una volta, prima di pensare ad altro tornate qui, tra queste righe.
Ci siete? Vi aspettavamo, perchè lo sappiamo tutti, i viaggi nella nostra mente sono lunghi e spesso poco lineari. Luce, buio, nebbia… tutto si sussegue e si interseca. Ma tra tutte le parole che vi abitano, vorremmo ce ne potesse essere una UNA in particolare. Una parola unica e dal potere enorme di poter cambiare ciò che tocca, soprattutto se riesce a toccare una vita.
Questa Parola è Gesù Cristo e il suo vangelo, la sua notizia straordinariamente folle, consegnata all’umanità di tutti i tempi. Lui è la Parola che sola può renderci nuovi: nuova vita, nuova creatura, nuova mente, nuove idee, nuovo modo di credere e di scegliere come vivere.
Lui c’è… c’è sempre stato, ma noi? Dove siamo noi?
Ci sentiamo tutti, ancora una volta scelti, chiamati, attraverso quel sorriso, che facendoci sentire unici, ci dice:
“Dai! Vieni! Che aspetti? Sono qui per te, sono con te,
cosa hai da temere?”
Vieni allora, vieni con noi, incontro alla Parola…ti proponiamo di vivere insieme un cammino di spiritualità e formazione.
Ogni mese andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potrai scaricare e valorizzare personalmente o, se sei educatore o catechista, anche con il tuo gruppo.
Dal 30ottobre al 29 giugno ti aspetteremo con…
Saremo on line:
30 ottobre
24 novembre
22 dicembre
a Gennaio insieme verso il tempo ordinario
23 febbraio
15 marzo
in aprile Triduo Pasquale on line
17 maggio
29 giugno
Nella paginaINCONTRI ONLINE troverai di volta in volta i link aggiornati!
Gli incontri sono dedicati a tutti coloro che si ritengono giovani nella fede e desiderano vivere a ritmo del Vangelo, perchè la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede.
Non c’è età, nè città, provienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere con passione e serietà è e sarà il benvenuto.
A presto cari amici blogger, sarà una grande gioia condividere con voi questo cammino di Grazia.