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9 giorni per la pace

Nove giorni: solo nove giorni ci distanziano dal voto del Congresso Americano… voto con il quale il Congresso è chiamato a deliberare sull’attacco degli Stati Uniti al regime siriano di Assad. Non è la legge statunitense a esigerlo, ma è stata esplicita volontà di Barack Obama.

E noi vi proponiamo di riempire questi nove giorni con la preghiera, per ottenere la conversione del cuore dei potenti.

Lo sappiamo: l’attacco è una reazione al terribile crimine contro innocenti che in Siria si è consumato lo scorso 21 agosto. Il mondo è indignato. Tutti lo siamo! Ma nulla ci autorizza a essere peggiori di coloro che condanniamo.

La guerra uccide tutti: toglie la vita ai vinti e la dignità ai vincitori. La pace è un frutto che matura lentamente. L’albero che lo produce si chiama amore. Il terreno su cui cresce, accoglienza.

Preghiamo allora, ogni giorno, fino al nove settembre, perché Maria, madre dell’umanità, ottenga per il mondo la pace. Può essere usata questa preghiera, ma se si riesce meglio sarebbe pregare anche il Rosario.

Per la pace

Cliccando qui potrete leggere la testimonianza di alcune sorelle trappiste che vivono in Siria. La testimonianza ci fa entrare con concretezza in una realtà che spesso guardiamo solo con indifferenza… troppa! 

RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2011 – Pace

DIVENTA UN CANALE DI PACE

di Fausto Negri

Il contrario di pace non è soltanto «guerra», ma anche divisione, violenza, aggressione, disprezzo, razzismo, indifferenza. La pace è dono e compito. Noi non possiamo essere sorgenti della pace ma solo canali.
È Gesù la sorgente della pace, noi siamo il fiume che deve trasportare la pace sua, quella «che supera ogni intelligenza». Dio stesso è il vero e supremo «operatore di pace». Questa pace «frutto dello Spirito» (Gal 5,22) si traduce, per il credente, nel diventare un canale di pace. La somiglianza con il Padre si ha mediante la costante attività a favore della pace. Gesù chiama «beati» i costruttori di pace, cioè coloro che lavorano per la felicità degli altri, perché Dio li riconosce come suoi figli. Figlio, nel mondo semitico, è colui che nella condotta assomiglia al padre. L’uomo di pace fa la pace sino ad essere lui stesso pace. A lui «appartiene il futuro» (Sal 37,37).
La pace deve iniziare da me. Come l’amore, essa non potrà mai regnare nel mondo se prima non trova posto nel nostro cuore. Devo curare la mia pace interiore. Disarmare il mio cuore. Non posso lasciarmi schiacciare dai mali e dalle divisioni che vi sono intorno a me e nel mondo. Non devo nemmeno essere indifferente o, peggio, cinico di fronte alle tante tragedie odierne. Quando una persona è in pace con se stessa, la gente se ne accorge, perché possiede come un’energia divina che fa stare bene chi la accosta.
La pace è frutto di serenità interiore e diffonde gioia. L’uomo di pace è attraente.
La pace è possibile ed è da vivere in famiglia, con i vicini di casa, a scuola, per strada, in parrocchia…
Soprattutto nella comunità cristiana dovrebbe splendere la fiaccola della pace e della fraternità. San Cipriano scriveva: «Dio ci ha prescritto di essere operatori di pace, concordi e unanimi nella sua casa. Se siamo figli di Dio, rimaniamo nella pace di Dio. Coloro che hanno ricevuto un unico Spirito, abbiano un cuor solo e un’anima sola. Dio non accoglie il sacrificio di chi è in discordia, anzi comanda di lasciare l’altare e riconciliarsi prima con il fratello. Soltanto così le nostre preghiere saranno ispirate alla pace e gradite a Dio. Il sacrificio più grande da offrire a Dio è la nostra pace e la concordia fraterna».
Diceva don Primo Mazzolari: «Il cristiano è una persona «di pace», non «in pace». Mentre gli apatici, per la propria tranquillità, evitano ogni situazione di conflitto, «i portatori di pace» non sono soltanto persone in pace con se stesse, ma sanno creare pace attorno a sé. La pace di cui parla Gesù non è la rassegnazione di quanti, per il quieto vivere, lasciano che le cose vadano come vadano.
Mettere pace è un’arte che comporta una grande fatica: si tratta di ascoltare, di parlare nel modo giusto, di pazientare… Gesù dice di amare i propri nemici.
Non significa lasciarsi fare tutto, ma vedere in chi è ostile verso di noi una persona incapace di vivere in pace con sé. Il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer, ucciso in campo di sterminio tedesco, affermava che «i discepoli di Gesù mantengono la pace, preferendo patire piuttosto che infliggere sofferenza a un altro, conservano la comunione dove altri la infrangono, rinunciano all’affermazione di sé e tengono a freno l’odio e l’ingiustizia. Essendo coinvolti nell’opera di pace di Cristo, anch’essi saranno chiamati figli di Dio».
Nel mondo ci sono tante guerre, tanto odio, tante ingiustizie: la responsabilità è anche tua, perché neanche tu sai costruire e seminare pace dentro e intorno a te. Quante volte pure tu sei uno dei milioni di piccoli sassi che generano quella frana, imprevedibile e inarrestabile che sconvolge la terra: con le tue antipatie, ostinazioni, vendette, con il tuo orgoglio, egoismo, razzismo, con la tua indifferenza.

Vuoi davvero la pace?
Sii sempre grato.
Sii distaccato dalle cose e dal possesso.
  Impara a chiedere perdono a Dio e a offrire il perdono ai fratelli in ogni occasione.
  Non giudicare nessuno, in cuor tuo, meritevole di condanna.
  Mantieni un po’ di ordine nella tua vita.
Cerca, con regolarità, tranquillità e silenzio.
 Appena puoi, dopo una lite, tenta un minimo di accordo e di dialogo.
Costruiscila, non chiudendo il tuo cuore, ma dicendo una buona parola per scusare e conciliare.
  Non tacere di fronte alla menzogna, all’ingiustizia, alla maldicenza, alla disonestà.
  Mettiti in ginocchio per invocarla e per ottenerla per te e per tutto il mondo.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Novembre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

—>Noi: in guerra o in pace? <—

 

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Novembre 2011 – Per i lettori di Catechisti Parrocchiali Dossier Ragazzi&Dintorni/ – rubrica Musica


Carissimi Catechisti,

Noi: in guerra o in pace?

E’ la PACE, il frutto con cui vi state confrontando nel percorso sui frutti dello Spirito, ed è quindi il tema che anche su questa pagina ci chiede un ulteriore approfondimento e una possibile integrazione del percorso proposto sull’articolo.

Come avrete già visto, il percorso è già notevolmente ricco di passaggi, di proposte e spunti su cui lavorare. Pertanto qui scelgo di mettere in evidenza solo alcuni punti e del materiale che potrebbe esservi utile.

Zoomiamo come sempre allora sulle tre tappe che fanno sintesi di tutto il percorso:

  1. Scoprire il dono di Dio!
    La pace è frutto, ma come sempre è necessario chiederci: qual è il dono che la genera? Cosa Dio semina in noi per permettere alla pace di crescere in noi e diventare forte? Mi sento di poter dire che in questo caso il vero e proprio dono è la vita stessa di Gesù, il suo modo di scegliere, di costruire relazioni, di parlare, insegnare, camminare… vivere! Gesù, dovrebbe poter diventare per i ragazzi un modello, un riferimento forte, “UNO” da imitare.
  2. Predisporci per accogliere il dono.
    Se vogliamo che i ragazzi prendano Gesù in considerazione, allora noi dobbiamo imparare a non chiamarlo modello o esempio, perchè ai ragazzi dà la sensazione di uno fuori dalla portata. Lui è “UN GRANDE”: ci ha creduto fino in fondo in quello che ha detto, e si è visto. Avviciniamo la vita del Signore Gesù alla vita dei ragazzi… per questo sono stati scritti i Vangeli! Al di là delle singole storielle, facciamo vedere i contrasti, le provocazioni, la radicalità, la forza del messaggio… in fondo Gesù parla di pace, ma parla soprattutto dei costruttori di pace (ricordate le beatitudini!!)
  3. Fare passi veri e propri nella vita quotidiana e questo è estremamente necessario.
    “Sii strumento della pace, dove vivi tu”: questo canteranno i ragazzi se sceglierete di vivere con loro l’ultima dinamica proposta nell’articolo. E questo è il vero punto di svolta.

    Aiutateli a mettersi davanti a una pace che non è solo un ideale e non può essere solo una preghiera. La Pace non è solo dono di Dio, ma frutto di una risposta data a Dio.Vi suggerisco, proprio rispetto a questa terza tappa, di valorizzare il video che vi proponiamo; video che abbiamo preparato in stretta connessione con il cammino proposto.

PRIMA DELLA VISIONE

La proiezione sarebbe molto buono farla seguire alla dinamica proposta a p.8 (l’ultima del paragrafo “La Pace nel mondo”). Aiutate i ragazzi a immaginare realisticamente il mondo che vorrebbero, immaginarlo anche spingendoli a sognare, a volare un po’ più alto. Sollecitateli a ideali grandi, anche se apparentemente irraggiungibili (hanno bisogno che qualcuno li aiuti anche in questo!!!)

VISUALIZZAZIONEIl mondo che vorrei, Laura Pausini

SUCCESSIVAMENTE…

…aiutate i ragazzi a fare zoom su un aspetto del canto: chi può far sì che il mondo diventi migliore? Io o Dio? Di chi Gesù dice: “beati i costruttori di pace”? Dell’uomo o di Dio? Strano a dirsi, noi chiediamo a Dio di mettere pace nel mondo e non pensiamo che Dio chiede a noi di farlo.
E’ necessario riflettere insieme sul testo di Laura Pausini:

“Come si fa a rimanere immobili, indifferenti…
ma che senso ha ascoltare e non cambiare…”

Il mondo aspetta una risposta di pace che parte dal cuore di ognuno, per questo è importante fermarsi, aiutare i ragazzi a entrare nelle tante situazioni di guerra che creano o che subiscono direttamente o indirettamente.
Il dono della Pace può chiederlo solo chi ha fatto di tutto non solo per ottenerlo, ma soprattutto per costruirlo.

Ve lo richiedo allora e, ognuno, prima di chiederlo ai ragazzi, lo chieda a se stesso: “In me c’è guerra o pace?”, “Nelle cose che vivo, nelle relazioni che vivo: sono in guerra o sono in pace”?

Vi riporto qui di seguito alcuni titoli che potreste trovare ugualmente interessanti, anche se vanno oltre il percorso proposto.

  1. Il mio nome è mai più di Ligabue & Piero Pelù
  2. Generale di Stefano Picchi
  3. La pace sia con te di Renato Zero

E vi rendo inoltre scaricabile il testo del canto Alti e bassi di Maria Lacquaniti, che come già suggerito nell’articolo, potrebbe essere molto interessante, per aiutare i ragazzi a entrare in se stessi e nel proprio cuore… nelle loro continue guerre con i loro sentimenti.

A questo punto non mi resta che augurarvi Buon tutto a tutti e buon lavoro!!!


Per ricevere info, fare domande, inviare materiale… puoi scrivere a Suor Mariangela fsp: m.tassielli@paoline.it

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