CATECHISTI PARROCCHIALI – Marzo 2013 – UNA PASQUA DI AMORE

TI RACCONTO GESÙ RISORTO

di Anna Teresa Borrelli

All’alba del terzo giorno Gesù sconfigge le tenebre della morte e risorge. In quello stesso giorno, e per molti altri ancora, il Risorto apparve a coloro che aveva tanto amato. Gesù, poi, va al Padre, ma resta con noi attraverso il dono del suo Spirito che accompagna la vita dei discepoli, sempre.

L’obiettivo dell’articolo proposto è orientare i ragazzi a:
• conoscere i segni d’amore che Gesù ha compiuto per noi;
• credere che Gesù non ci lascia mai soli, ma accompagna ogni giorno i nostri passi;
• riscoprire la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita.

resurrezioneNon sempre, per i nostri ragazzi, risulta immediato riconoscere i segni della presenza di Gesù nella loro vita, non sempre sono in grado di ricondurre al suo amore e al suo progetto di bene quanto ogni giorno sono chiamati a vivere. Diventa significativo e importante per loro imparare a vivere l’amicizia con Gesù, attraverso la memoria grata dei segni, prodigi, miracoli che Dio stesso ha compiuto per mezzo di suo Figlio. Scoprendo che ogni giorno il Signore è accanto a loro, possono vivere alla sequela di Gesù Risorto e testimoniarlo a quanti incontrano sul loro cammino.

Il catechista porta in gruppo un grande cubo, realizzato con cartoncino e sulle cui facce sono illustrati, con foto o disegni, sei brani del Vangelo, che presentano fatti o miracoli che Gesù ha compiuto durante la sua vita terrena.
miracoli
1. Gesù guarisce un paralitico (Mt 9,1-8)
2. La moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15)
3. Il cieco di Gerico (Mc 10,46-52)
4. Gesù guarisce la suocera di Pietro (Lc 4,38- 44)
5. Gesù ridà vita al figlio di una vedova (Lc 7,11- 17)
6. Gesù perdona una peccatrice (Lc 7,36- 50)

I ragazzi, divisi in sottogruppi, tirano a turno il dado.
Ciascun sottogruppo riflette sulla pagina evangelica corrispondente, di cui si propone la lettura, e prova a dire: chi sono i protagonisti; – in quale luogo si svolge l’episodio; – qual è l’azione fatta da Gesù.
In gruppo, il catechista, dialogando con i ragazzi, sottolinea che i segni che Gesù compie ci aiutano a conoscerlo meglio; a comprendere il senso della sua missione, che è quello di annunciare e far sperimentare la paternità di Dio; a scoprire come il Signore, anche oggi, continua a realizzare, per il grande amore che ha per noi, grandi segni nelle nostre vite.

gruppoIl gruppo è invitato a riflettere sugli ultimi versetti del brano degli Atti degli Apostoli (2,22-23) e, in particolare, sugli ultimi avvenimenti della vita del Signore. Il catechista mostra, quindi, ai ragazzi un secondo cubo: il cubo dell’amore, e li aiuta a riconoscere i brani di seguito rappresentati:

1. L’ultima cena

2. Gesù nell’orto degli ulivi
3. Il sepolcro vuoto
4. Gesù appare a Maria di Magdala
5. Gesù e i discepoli di Emmaus
6. Gesù appare ai discepoli riuniti nel cenacolo

In questo modo i ragazzi riflettono in particolare, sui brani delle apparizioni di Gesù e comprendono come la promessa di non lasciarci soli si è realizzata con il dono dello Spirito Santo, il Consolatore che accompagna e illumina i nostri cuori, pensieri e azioni.

Ciascun ragazzo prova a pensare a tutti quei momenti in cui ha sperimentato la presenza di Gesù accanto a lui: le occasioni di festa vera vissute in famiglia; quel particolare momento d2011423231342i preghiera durante il quale ha sperimentato una serenità profonda perché si è sentito davvero amato dal Signore.
Ognuno, poi, è invitato a realizzare: il suo cubo della gioia, in cui riporta le situazioni vissute e, su un lato, la preghiera di ringraziamento per i doni ricevuti.

Inoltre si può proporre ai ragazzi di realizzare in gruppo un giornale, un’edizione straordinaria, per raccontare la bellezza di seguire Gesù, presente e vivo in mezzo a noi sempre.
Ogni ragazzo è invitato a scrivere o a disegnare la sua bella notizia che vuole condividere con la comunità. Il giornalino sarà distribuito la mattina di Pasqua dopo la celebrazione eucaristica a quanti avranno condiviso la gioia dell’annuncio di risurrezione.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Marzo di Catechisti Parrocchiali

Per info, abbonamenti e novità:

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Triduo Pasquale 2013 – UN AMORE CHE SA DI DIO

dal 27 al 30 MARZO 2013 a Roma…

UN AMORE CHE SA DI DIO

…quando l’amore di Dio diventa uno stile di vita

Amare… nulla esiste di più intenso e sconvolgente,
nulla di più appassionante e disarmante.
In amore crollano le logiche,
in amore non regge il tornaconto.
L’amore vibra di vertigine e follia,
di limite e di immenso,
di terra e di cielo,
di dono e di paura.

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Eppure un giorno,
Amore si è fatto carne,

perché noi credessimo in lui,
perché fosse visibile ai nostri occhi
che non esiste vita senza amore,
né amore senza vita, accolta e donata.

Di questo amore fatto carne vogliamo parlare,
perché lui i nostri occhi hanno visto e le nostre mani toccato.
Lui, ha conosciuto il nostro cuore,
Lui, il cui amore ha lo stesso sapore di Dio,
Lui che, incontrandoci sulle strade della nostra quotidianità,
rende il nostro stesso amore, un amore che sa di Dio.

Vuoi vivere anche tu quest’esperienza???

L’invito è per tutti i Giovani fino a 30 anni, negli ultimi tre giorni della Settimana Santa, per vivere un’esperienza di spiritualità paolina e camminare con Gesù verso la Pasqua.

Vieni! Ti aspettiamo!

Quando? —>Dal 27 al 30 marzo 2013

Dove? —> A Roma – Presso la comunità delle Figlie di San Paolo, in Via A. Pio, 75 (nei pressi della Basilica di san Paolo)

Per Info, Contatti e Prenotazioni

sr Mariangela Tassielli, fsp – m.tassielli@paoline.it – 3408404419

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Liturgia di domenica 03/03/2013 – III Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Convertite la mente e il cuore

…per scegliere sentieri di vita»

Convertitevi

Lc 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutare i ragazzi a guardare con occhi nuovi l’orizzonte della conversione, spesso pensato più come un passaggio dovuto, segnato dalla penitenza, da forme di frustrazione, di rinuncia, di mortificazione. Cosa significa conversione per i nostri ragazzi? E cosa pensava Gesù quando diceva: “Convertitevi e credete”?

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Prima di proiettare l’immagine, provate a chiedere ai ragazzi di pensare un’immagine che possa essere simbolo della conversione. Quali colori sceglierebbero? Chiari o scuri? Colori pastello? Tonalità fredde o calde? Lasciate che descrivano atmosfere, aiutateli ad ambientare e raccontare attraverso simboli e metafore cosa ognuno di loro intende per conversione.
    • Il vangelo di questa settimana è, indubbiamente, una delle pagine più dure. Sembrerebbe dare voce a un Dio giudice inesorabile, un Dio che non guarda in faccia nessuno. Eppure la sfida è contestualizzare, lasciandosi aiutare anche dalle altre letture, soprattutto dalla prima, dal Libro dell’esodo.
    • L’appello alla conversione è forte e senza mezzi termini. Il Vangelo è chiaro: non si può essere alberi da frutto senza portare frutti, non ha senso… così come non si può essere testimoni di salvezza, senza seminare salvezza… non si può essere figli di Dio senza vivere in ascolto di Dio… non si può avere tra le mani la vita e non viverla… Questo dice il Vangelo! Perchè di fatto non vivere significa morire, non ascoltare significa non realizzare, non amare significa odiare: e tutto questo è morte. Per questo il Vangelo è forte.
    • La promessa di vita, fatta a Israele, è una promessa che continua a raggiungere tutti noi, perché il Dio che ha parlato a Mosè ha detto di essere “Colui che è e che sarà”. “Io sono – dice – colui che sarà”. E in quel sarà c’è il gusto di una promessa di fedeltà che continua a rinnovarsi nella storia.
    • Per questo è necessario convertirsi: per vivere!
    • Per questo alla conversione noi abbiamo abbinato colori caldi come il verde.
    • Aiutate i ragazzi a tirar fuori dall’immagine tutti gli elementi strettamente connessi alla logica di quella conversione annunciata da Gesù:
      il sentiero: perché la conversione è un cammino costante, è un procedere non casuale, è un andare avendo una metà precisa e una chiara direzione. La conversione non è un cammino automatico, ma una scelta che si rinnova ogni giorno. Non scegliere è non camminare.
      le valli: perché il cammino non è omogeneo, né sempre uguale. Ogni nuovo giorno, ogni nuova situazione, ogni ostacolo, la nebbia, le piogge, il sole, le salite, i fossi, gli incontri inaspettati… tutto può aiutare o ostacolare il cammino.
      la mente e il cuore: la conversione non è questione di abbigliamento o di superficie. La conversione è un cambiamento profondo, interiore che tocca i pensieri, apre la mente, dischiude nuovi orizzonti e prospettive. Convertirsi è cambiare la direzione della vita, è ri-orientarla a Dio, è vivere assumendo nuove logiche nelle scelte di ogni giorno… quelle stesse logiche di cui Gesù si è fatto manifestazione.
      – colui che ha orientato se stesso a Dio non può che scegliere seguendo le logiche di Dio: questo è conversione! La conversione non è una vaga intenzione, ma non è neppure una mortificazione del bello e del buono.
    • Abbiamo scelto colori rassicuranti e un’orizzonte immenso perché per Gesù Cristo conversione non significa morte, ma vita. Convertirsi è credere, e credere è vivere! La conversione, diventando un sì detto a un Dio che ama, diventa una possibilità di vita nuova, segnata dalla giustizia, dalla solidarietà, della fraternità, dal farsi vicino al fratello e sorella, qualunque sia la sua condizione di vita. 
    • La mente illuminata dalla parola e dalla presenza di Dio apre, per il cuore, sentieri nuovi di vita… una vita che può realmente essere piena e realizzata, in modo autentico.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio abbiamo voluto dipingerti come un giudice inesorabile che premia e castiga. Ma tu sei un Dio paziente, che attende la nostra conversione e ci offre ancora una possibilità di cambiare vita. Fa’ che non approfittiamo della tua bontà e che portiamo frutti di opere buone. Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Buona domenica! – II di Quaresima – Anno C

paesaggio cv… Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”.
Il tuo volto io cerco, o Signore …

Antifona d’ingresso (Sal 27,8-9)
II DOMENICA di QUARESIMA – Anno C

La mia è una domenica passata in casa: in famiglia siamo reduci da diversi malanni e il vento è ancora troppo freddo per rischiare. Settimana di quaresima, di sconfortanti elezioni politiche, di crisi che ancora morsica. Quaresima incredibile, con sede vacante, in preghiera per l’elezione di un nuovo Papa che continui l’opera energica e discreta di Benedetto che invita tutti a conversione. E la vive.
Il sole entra e illumina il soggiorno. Leggo e rileggo il testo mille volte meditato. Vedo qualcosa mai notato. Stupenda Parola che mi stupisce…
Siamo entrati nel deserto per uscirne più veri, più autentici, per superare la tentazione dello sconforto e del menefreghismo, così diffusi in questi fragili tempi. La tentazione, la cui parola significa “passare attraverso”, è la dimensione abituale in cui viviamo e ci colpisce proprio perché credenti e pieni di Spirito Santo. sul monte cvParadossalmente, è buon segno essere tentati, significa che siamo nella logica della conversioneL’obiettivo della quaresima non è quello di lucidare la nostra bella immagine spirituale, ma di salire sul Tabor. Abbiamo bisogno di vedere la bellezza di Dio per vivere. Altrimenti sopravviviamo.

SUL TABOR
È bellissimo il fatto che la Chiesa, dopo averci invitato alla conversione, all’essenzialità, ci indichi il Tabor, il luogo in cui i discepoli, per la prima volta, vedono oltre l’apparenza, scoprono la bellezza di Dio. La liturgia, provocatoriamente, pone la trasfigurazione all’inizio del cammino penitenziale, per indicarci il luogo da raggiungere. Se pongo dei gesti di conversione e di solidarietà, di rinuncia e di digiuno, di preghiera e di essenzialità è solo per poter essere libero interiormente e, così, vedere la gloria del Maestro. Siete già saliti sul Tabor nella vostra esperienza di fede? Dio ci dona – a volte – di assistere alla sua gloria. Raptim, diceva il grande Agostino. Fugacemente.
altalene al tramonto cvUn momento di preghiera che ci ha coinvolto, una messa in cui siamo stati toccati dentro, una giornata in quota in mezzo alla neve con la bellezza della natura che diventa sinfonia e ci mozza il fiato. Attimo, barlumi, in cui sentiamo l’immenso che ci abita. E il sentimento diventa ambiguo: talmente grande da averne paura, talmente infinito da sentircene schiacciati, talmente immenso da restarne travolti. È la paura che prende Pietro e compagni, è il terrore che abita Abramo prima di incontrare il suo Dio. Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestà ci motiva e ci spinge. Pietro lo sa: “È bello per noi restare qui”. Finché non giungeremo a credere grazie alla bellezza che ci avvolge, ci mancherà sempre un tassello della fede cristiana. Sapete perché sono cristiano, amici? Perché non ho trovato nulla di più bello di Cristo.

BELLEZZA
Dovremo forse ricuperare questo aspetto nella nostra vita cristiana, ripartire dalla bellezza. Le nostre periferie sono orrende, orrende le città, orribili le finte-vacanze che ci vengono proposte in mezzo a finti paesaggi immacolati. murales cvOrribile il linguaggio e le persone che ci raggiungono dal mondo della politica e dello spettacolo. Orribile la vita caotica e tesa che siamo costretti a vivere, sempre spronati alla concorrenza, alla lotta, alla sfida. Orribile il dolore che nasce quando l’amore esplode, quando il dolore che ci creiamo e alimentiamo, ci travolge. Abbiamo urgente bisogno di bellezza, della bellezza di Dio che è verità e bene e bontà.

LUCA
Luca coglie delle sfumature ignorate dagli altri. Ci dice che Gesù è in preghiera, mentre si trasfigura, come ad indicare che solo in un profondo cammino di interiorità possiamo scoprire la bellezza di appartenere a Dio. Ci parla del suo volto trasformato, che cambia d’aspetto: come quando si è innamorati, come quando si è felici, come quando torniamo da un’esperienza di fede straordinaria. Si vede, se abbiamo incontrato la bellezza di Dio, non abbiamo bisogno di parlarne troppo a lungo.
Gesù parla con Elia e Mosè, i profeti e la Legge, per dare pienezza alla sua rivelazione. Ma solo Luca ci dice che parla del suo esodo, della sua dipartita. Sono passati otto giorni dall’annuncio che Gesù ha fatto ai suoi discepoli riguardo alla brutta piega che stanno prendendo gli eventi e di una sua possibile morte all’orizzonte.pianto di gioia cv Oggi veniamo a sapere da Luca che proprio qui, nella gloria, Gesù riceve conferma di ciò e una chiave di lettura del dolore che sta per affrontare. Quando siamo sul Tabor capiamo che la vita reale è fatta anche di croci. Solo nella bellezza possiamo affrontare il dolore.
Sono oppressi dal sonno, i discepoli, qui come sarà poi nel Getsemani. Per vedere la bellezza di Dio dobbiamo duramente lottare, combattere, restare svegli. Oggi restare cristiani richiede uno sforzo immane, sovrumano, che solo lo Spirito ci permette di realizzare. Evitiamo di costruire delle tende per “bloccare” il Signore nel momento della gloria. Se abbiamo la gioia di vedere la bellezza di Dio è per portarla con noi nella città. Ha ragione Pietro, è bello per noi restare con Cristo. Facciamone memoria, nel deserto che stiamo vivendo.

(PAOLO CURTAZ)

Cammino di riconciliazione – Carlo Maria Martini

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VEDERE, ESPLORARE, CAPIRE…E non basta ancora! – Itinerari musicali di catechesi/6_La Scienza

SCIENZAQualche premessa: 

INTRO:
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Scienza e fede… ma possiamo metterle insieme? Binari paralleli, prospettive differenti, visioni del mondo opposte e chi vuole aggiungere faccia pure. Ci hanno abituati a guardare il mondo, mettendo in opposizione scienza/ragione e fede, eppure paradossalmente la scienza la ritroviamo fra i sette doni che lo Spirito dà o è disposto a dare a ogni persona. Dono per comprendere, capire, esplorare la realtà e le situazioni interne ed esterne a noi, per conoscere,interpretare, discernere ed elaborare una risposta personale e consapevole. Questo, i nostri ragazzi lo sanno? Immaginano che lo Spirito è pronto a donare loro qualcosa che li aiuti a comprendere il mondo e a diventare capaci di viverlo e non di subirlo? E anche di cambiarlo? Questa è la sfida che vogliamo affrontare,per imparare a guardare, accogliere nella verità, lodare per ciò che abbiamo e siamo! 

scienzaGUARDARE, COMPRENDERE, LODARE

Scrutiamo la realtà con gli occhi di Jovanotti; esercitiamo la vista, per capire meglio, con Cristina Damonte; lodiamo con Branduardi: ecco in sintesi il nostro percorso. Di fronte al binomio scienza e fede, che cosa dicono? Se lo Spirito ci dona la scienza, diventiamo tutti scienziati o c’è altro in gioco? A cosa serve questo dono? Il punto forte della scienza e del suo metodo è l’osservazione: si osserva ciò che accade (il fenomeno) per capirne le leggi ed elaborare ipotesi, dimostrazioni ed eventuali scoperte. Di fatto, come prima sfida, anche «la scienza di Dio» ci chiede di vivere guardando e osservando ciò che ci circonda, con trasparenza e verità. La ricerca, la voglia e lo sforzo di capire e di vedere è quanto l’essere umano e, quindi, ogni ragazzo, con le proprie energie, è chiamato ad attivare in prima persona. La scienza, dono capace di farci crescere nella sapienza, ci chiede di metterci in gioco in prima persona, con intelligenza e sana curiosità. E questo è qualcosa che, con coraggio e pazienza, dobbiamo insegnare a vivere ai ragazzi! È uno dei livelli fondamentali della loro crescita umana prima che cristiana. Guardare, conoscere, comprendere, però, non vuol dire risolvere, non significa avere risposte giuste. Spesso aprire gli occhi per guardare, innesca come diretta conseguenza il desiderio di continuare a cercare. Quando una coscienza si sveglia, ha bisogno, poi, di capire e di trovare risposte. Ma dove? E come?
VEDERE CON IL CUORE E LA MENTE  scienza tra le mani
Comprendere, alla luce del Vangelo, non è solo giocare tra cause ed effetti, ma voler capire e dare risposte di vita, di luce, di audacia e libertà. E allora: «Signore fa’ che io veda…» canta Cristina Damonte,e noi aggiungiamo: vedere con il cuore, provando sentimenti reali, reazioni, passione, emozioni; vedere con la mente in modo realistico e non bigotto, cercando reali motivazioni e spiegazioni a ciò che accade sotto i nostri occhi; vedere con tutta la nostra volontà, con tutte le nostre energie, «per diventare figlio della luce che non conosce tramonto, che è capace di attendere una nuova alba e scoprire la bellezza della fedeltà di Dio, in questa realtà concreta»Vedere, conoscere e credere nel bene, in se stessi e in Dio diventa un circolo positivo che ha, alla base, una realistica visione del mondo e della vitaCon Branduardi e il suo Il cantico delle creature: facciamo un salto in avanti per far scoprire ai nostri ragazzi che solamente uno sguardo consapevole, retto, intelligente ci può aprire al pieno riconoscimento di Dio e alla lode!
RINGRAZIARE ringraziare
Guardare il mondo significa misurarsi con una realtà che ci supera e di cui noi non possiamo essere, in alcun modo, la misura. Francesco di Assisi, per esempio, osserva e loda e, in lui, la scienza è alla base del più straordinario tra i cantici. Guardare, scrutare, conoscere, comprendere e lodare: sono questi i diversi passi che il dono della scienza può insegnarci a compiere.

 [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

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—>>> Musica & fede_scienza<<<—

L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

RAGAZZI & DINTORNI – Marzo 2013 – “… la remissione dei peccati”

Dossier Marzo 2013

IL SIGNORE VINCE IL MALE

di Veronica Bernasconi

In un angolo della sala si colloca la Bibbia aperta e uno specchio. In un cestino si preparano etichette adesive su cui si scrivono peccati, mancanze, o difetti che caratterizzano i ragazzi. Si comincia l’incontro di preghiera con un canto di ingresso.

Il catechista a qbibbiauesto punto spiega il senso dell’incontro e lo può introdurre nel seguente modo: siamo riuniti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ringraziamo insieme la Trinità perché ci ha chiamati alla vita e alla felicità. In questa preghiera desideriamo accogliere la bontà di Dio che vince il male, presente in noi, e ci rende nuovi e liberi con il dono del suo amore. Così è avvenuto nell’incontro di Gesù con Zaccheo. Costui, capo dei pubblicani, si sentiva ed era ritenuto un peccatore. Ma stupirà tutti quando, lasciandosi raggiungere dall’amore di Gesù, dà una svolta alla sua vita, operando in modo nuovo, nella linea della giustizia e della condivisione.

IN ASCOLTO DELLA PAROLA: Si procede con la lettura tratta dal Vangelo di Luca (19,1-10).

Dopo la lettura del vangelo si propone un canto di quaresima, che faccia riflettere sulla possibilità di viversi il momento come un tempo di grazia.etichette

Il catechista prosegue l’incontro facendo riflettere i ragazzi attraverso la spiegazione del gesto che andrà ad eseguire: Spesso con i nostri comportamenti, pensieri e sentimenti, diamo un’immagine distorta di noi stessi e ci creiamo tante «etichette» che ci portiamo addosso.

Il catechista, mentre parla, gira tra i ragazzi e attacca loro addosso gli adesivi, e poi prosegue: Altre volte sono gli altri che ci attaccano addosso giudizi e colpe che ci feriscono e che non riusciamo a scollarci. Tutti questi «marchi» nascondono la verità della nostra persona, tanto che ci vediamo e ci sentiamo brutti e incapaci.

specchioIl catechista mostra ai ragazzi che la loro persona con gli adesivi addosso risulta goffa, e può continuare il suo discorso dicendo: c’è qualcuno che ci dona gratis il suo amore: Dio. A lui non importa quello che gli altri pensano di noi, non ci etichetta per i nostri sbagli; per lui ciascuno di noi è speciale perché siamo «suoi figli amati».

A questo punto stacca gli adesivi e fa vedere la loro nuova immagine, riflessa nello specchio.

Prima di concludere l’incontro si può eseguire un canto e il catechista invita i ragazzi a riflettere sul senso del momento di preghiera vissuto: Dall’errore è possibile risollevarsi. Se ci lasciamo penetrare dallo sguardo d’amore di Dio, siamo liberati dal male e orientati al bene.

Si può conclude l’incontro con questa preghiera, letta alternativamente da un solista e da una risposta corale:
Quando sono attirato da mille seduzioni, dal desiderio di apparire diverso da ciò che sono…
T. Dammi, Signore, un cuore puro.
Quando sono tentato di lasciarmi trascinare dal gruppo o dalla paursuonarea di non risultare gradito…
T. Dammi, Signore, un cuore forte e saldo.
Quando sono insidiato dal mio benessere individuale, dall’egoismo che mi fa pensare solo a me stesso…
T. Donami, Signore, un cuore grande e generoso.
Liberami, Signore, dall’invidia e dall’ipocrisia, dal rancore, dalla vendetta e dalle cattive intenzioni, da ogni comportamento prepotente e violento.
T. Tu, che sei luce e trasparenza, fa’ che il mio cuore sia come una sorgente di acqua pura nella quale si riflette il tuo cielo.

Si conclude con un canto finale.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Marzo dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

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Liturgia di domenica 24/02/2013 – II Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!»

L'amato - la trasfigurazione

Lc 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutarci a far entrare i ragazzi nella logica della rivelazione: Gesù non è semplicemente uno tra tanti, Gesù è colui che rende visibile Dio Padre, Gesù è la porta che ci permette di entrare nel mistero di Dio, Gesù è il volto luminoso dell’amore del Padre, Gesù è la sua Parola definitiva di salvezza.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • l’immagine, più di tante altre volte è essenziale. Sul nero dello sfondo svetta la frase e la luce proveniente da un’antica finestra. 
    • Primo passaggio: collegare quella finestra alla missione stessa di Gesù.
      – la luce della finestra richiama lo splendore raccontato dal Vangelo della Trasfigurazione: “il suo volto e la sua veste divenne candida”. Uno splendore che rende luminose le vesti, che acceca, che impedisce di guardare i volti;
      – una luce/splendore che resta nel ricordo dei discepoli e che si fa racconto. Per il narratore biblico, lo splendore, la luce sono sempre richiami alla presenza di Dio, a un evento straordinario, a una visione.
      – la luce o splendore che sia, ritorna più volta nei racconti delle visioni, sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento: è un invito a stare sul “chi va là” e infatti, anche nel racconto di Luca, allo splendore del volto di Gesù, durante la preghiera si accompagna la presenza di Elia e Mosè e, subito dopo, la nube, segno  indiscusso, nell’esperienza biblica di Israele, della reale presenza di Dio;
      – la luce diventa simbolo della stessa esistenza terrena di Gesù. E’ lui la luce che splende nelle tenebre, è lui che svela il volto vero di Dio, il suo sogno d’amore e di salvezza per l’umanità di tutti i secoli.
      – Gesù diventa luce che splende permettendo all’amore del Padre di raggiungere pienamente ogni essere umano; è in Lui che il Padre ci salva, ci guarisce, ci perdona.
      – quella finestra a sinistra, unico punto di accesso della luce nel buio, ci dice che la vita di Gesù, in ogni parola e gesto, è stata via attraverso cui Dio è entrato nella storia e la storia è entrata in contatto con Dio.
    • E oggi? Basta sapere quello che Gesù ha fatto? E’ importante aiutare i nostri ragazzi a vivere questo secondo passaggio che, di per sé, ritroviamo nel racconto della trasfigurazione, nelle parole della voce che usciva dalla nube:”Questi è il figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”.
      – Qual è il senso dell’elezione in Israele? Cosa significa essere eletto? Provate a chiederlo ai ragazzi.
      Certamente siamo lontani da un senso di discriminazione (tra tutti, lui è il prediletto). Israele è il popolo eletto, quel popolo che il Signore ha scelto come suo popolo e con il quale costruisce una relazione. Così in Gesù l’elezione raggiunge la sua più alta manifestazione: non è però un’elezione esclusiva ed escludente: tutt’altro. Gesù è l’eletto che rende eletti, è l’amato che ci fa sentire e scoprire amati, è il figlio nel quale diventiamo figli. Questo conta! Questo deve essere intimamente compreso!
    • Oggi allora, ascoltare vuol dire vivere e far vivere. Ascoltare significa far vivere in noi ciò che Gesù ha fatto vedere con parole e opere, con segni e incontri. Ascoltare significa far vivere in noi l’amore di Dio Padre. Ascoltare significa diventare amore che fa vivere!!!
    • Oggi siamo noi, i chiamati e mandati a svelare il volto dell’amore. Oggi, proprio perché il Signore Risorto vive in noi, siamo mandati a diventare la luce di Dio nel mondo, il suo amore, le sue mani in questa storia.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme:

Tu sei il Figlio amato, Signore Gesù,
Tu sei colui che riempie la nostra vita di Dio.
Tu sei il senso più vero della nostra esistenza.
Tu sei il volto luminoso di Dio
che ci raggiunge e ci salva, ogni giorno.
Amen

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 4 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per entrare nel tempo di Quaresima e affrontare il tema delcatechisti-feb13 perdono, della riconciliazione, della misericordia di Dio
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi delle “costruzioni” che nelle varie domeniche di Quaresima serviranno per costruire il cammino verso la Croce
  • pag.16 – 19: Percorso penitenziale per coinvolgere tutti, compreso le famiglie
  • pag. 20 – 21: Scoprire la figura dell’angelo custode e costruirlo 🙂
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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