Archivi tag: vangelo di domenica 10 febbraio 2013

Buona domenica! – I di Quaresima – Anno C

DESERTO DEL NEGEV CV… era guidato dallo Spirito nel deserto …

Dal Vangelo di Luca (Lc 4, 1-13)
I DOMENICA di QUARESIMA – Anno C

No la vita, non è semplice, non scherziamo. Ai più fortunati può andare abbastanza bene, per gli altri, per la maggioranza, spesso si rema controcorrente, si aprono sempre scenari di crisi: quando non è il lavoro è la salute, quando non sono i figli è la fede… A volte si ha l’impressione di percorrere un sentiero sempre più impervio e quando si pensa di poter tirare il fiato, ecco che all’orizzonte compare una nuova difficoltà.  E davanti alle difficoltà siamo chiamati a fare luce, a capire, a combattere. A superare la tentazione della scorciatoia o della disperazione. Gesù, solidale con i peccatori, si è messo in fila per ricevere il battesimo. Ora entra nel del deserto, sperimenta ogni sorta di difficoltà che Luca riassume in tre parabole, tre tentazioni che Gesù affronta prima di iniziare il suo ministero.
È inevitabile combattere. Gesù ci indica il modo. E l’orizzonte verso cui muoverci.

GIU’ LE MASCHERE!
maschera cv
È giunto il tempo di deporre le maschere: quelle di Carnevale e quelle molto più impegnative che la vita ci ha cucito addosso, quelle che gli altri ci hanno messo, quelle dietro cui ci rifugiamo per paura delle scelte. Davanti a Dio, almeno davanti a lui, possiamo restare nudi senza provare vergogna.
Gesù solidale con l’uomo vuole ripercorrere il sentiero di Israele, sperimenta la fame, si lascia avvolgere dal silenzio stordente del deserto, si lascia invadere dalla luce accecante del sole che riflette i colori delle scarne rocce del deserto di Giuda. Gesù vuole scegliere come annunciare la Parola, come svelare il mistero di Dio, elabora una strategia, elabora un progetto di evangelizzazione. Fa strano, a molti, ma è così. Gesù sceglie di scegliere. La conoscenza che Gesù ha di Dio è assoluta: è il Verbo di Dio. Ma, in quanto uomo, cerca nel silenzio una risposta. Gesù entra nel silenzio del deserto per decidere quale Messia essere. Noi entriamo nel deserto della Quaresima per chiederci se l’uomo che siamo è quello che avremmo voluto diventare e, soprattutto, se assomiglia all’uomo, magnifico, che Dio porta nel cuore.

TENTAZIONI
Gesù ha davanti a sé una strada maestra, consolidata, preparata dai profeti, lievitata nel cuore di un popolo servo e oppresso da secoli da potenze straniere: il Messia vittorioso. conan il barbaro cvUn Messia muscoloso, politico, deciso, condottiero. La gente si aspettava qualcuno che magicamente risolvesse i problemi, che punisse i malvagi (sempre gli altri, ovvio) e che ristabilisse un bel governo come quello del re Davide, magari esentasse, meno rissoso dei politici che stanno chiedendo il nostro voto.
Il demonio arriva: più suadente e affascinante di tutte le rappresentazioni grottesche che ne abbiamo fatto. La sua proposta è semplice, ragionevole, scontata. Vuoi fare il Messia? Magnifico! Non esagerare, però: riguardati, affidati a un personal trainer, cura l’immagine, se non fai lo splendido nessuno ti noterà. Vuoi condividere in tutto l’umanità, sia. Ma quando vedi che la fame è troppa ricordati che sei Dio e trasforma le pietre in pane. Vuoi fare il Messia? Geniale! Ti toccherà contattare politici e sacerdoti, ragionare con loro, qualche compromesso sarà necessario. Le persone bisogna conoscerle con attenzione. Vuoi fare il Messia? Notevole! Qualche bel miracolo, Gesù, qualche segno prodigioso e vedrai che le folle si strapperanno i capelli per te! Ha ragione, il demonio. Cita pure la Parola di Dio, la conosce meglio della maggioranza di noi. Buffo: gesù the passion cvnon basta conoscere la Bibbia per fare la volontà di Dio. Gesù replica: no, non farò così.

SCELTE
E ribatte: la vita è sostanza, non immagine. Andrò al cuore delle persone, sarà il mio amore, attinto dal Padre, a scavare i solchi nelle anime. Ho scelto di essere uomo per dimostrare che Dio non è un privilegiato. Il potere è ambiguo: se da, pretende. Il potere usa le persone, io sono venuto per servire. Voglio essere libero di parlare del vero volto di Dio. Il miracolo è pericoloso: voglio che la gente ami Dio per ciò che Dio è, non per ciò che dà. Non presento il volto di un Dio che risolve i problemi, ma che li condivide.

ECCO, DIO HA DECISO
In queste parole l’essenza del suo ministero. E del suo fallimento. Gesù sarà un Messia di basso profilo, non userà nessun altro strumento se chiodo cvnon l’amore per convincere, per annunciare, per convertire. È un rischio enorme, il suo. Capirà, il popolo? Si accontenterà? Spalancherà il proprio cuore allo stupore di incontrare un Dio dimesso e fragile, un Dio adulto? La sfida è lanciata, il demonio lo lascia. Tornerà al momento giusto, nel Getsemani, per dimostrare a Gesù che si era sbagliato, che è stato un illuso, che l’uomo non cambierà mai, non sa che farsene di un Dio come lui. E per convincerlo a non farsi uccidere inutilmente.

IO
E io chi voglio essere? Cosa voglio ancora diventare? Le tentazioni si moltiplicano, la logica mondana ci assilla: appari, vinci, usa, abusa, esagera, fregatene, manipola, urla. E io, chi voglio essere? Animo, cercatori di Dio. C’è un deserto da attraversare. Lo ha fatto Dio. Lo puoi fare anche tu.

(PAOLO CURTAZ)

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Buona domenica! – V del Tempo Ordinario – Anno C

reti a riva cv… Gesù, vide due barche accostate alla sponda.
I pescatori erano scesi e lavavano le reti …

Dal Vangelo di Luca (Lc 5, 1-11)
V DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Proprio in questi giorni un amico mi ha annunciato del suo prossimo licenziamento. L’azienda per cui lavora è in grave difficoltà ed è costretta a tagliare con il personale. La batosta è arrivata durissima anche se non del tutto inattesa. Mi ha molto colpito la tristezza con cui l’amico mi dava questa notizia. Non era solo la preoccupazione di perdere il sostegno economico per lui e la sua famiglia, ma anche il senso di fallimento personale e la scoraggiato cvmancanza di slancio per il futuro. E’ davvero duro vedere che quello per cui si sono investite energie personali e tanto sacrificio, viene a mancare improvvisamente per decisioni di altri. “Che cosa faccio adesso? Non sento di avere più l’energia a 40 anni di cercare un altro lavoro di ripartire”.
Mentre mi diceva queste cose mi sono sentito piccolo e quasi in colpa. Io come prete ho il lavoro assicurato, non temo licenziamenti e non ho famiglia da mantenere. E’ davvero difficile per me capire questo dramma personale, che purtroppo sta colpendo sempre più persone in questo difficilissimo periodo della nostra società.
Questo amico mi ha quasi lanciato una sfida dicendomi: “Perché succede questo? Se c’é un Dio…devo ringraziarlo?” Ed è difficile per me trovare le parole giuste, e forse c’è poco da dire… Nelle pagine del Vangelo non troviamo risposte facili e immediate.
Credo che prima di tutto nel Vangelo troviamo una sintonia profonda che ci fa sentire meglio come il messaggio
di Gesù sia presente in quello che viviamo e soffriamo.

Nel brano di questa domenica c’è raccontato di un grosso fallimento lavorativo. La situazione di vita che fa da sfondo all’azione di Gesù è quella di pescatori che hanno le reti vuote anche dopo un lavoro duro di una notte intera. ragazza triste cvLe reti vuote di Pietro e dei suoi compagni penso siano davvero l’immagine evangelica più vicina alle reti vuote di lavoro di tanti che oggi perdono il lavoro, come il mio amico.
Luca descrive con pochi cenni la situazione di disagio esistenziale e spirituale di Pietro. Tra le righe di quel “allontanati da me che sono peccatore” pronunciate a Gesù da Pietro, ci sta il senso di fallimento nella propria vita lavorativa. Forse potremmo tradurreSignore, allontanati da me che sono un fallito e non sono, e mai sarò, un buon pescatore. Eppure Gesù sceglie proprio la barca vuota di Pietro per salire e predicare, e sceglie le reti vuote di Pietro per dare un segno miracoloso a lui e a tutti.

Gesù crede in Pietro, e gli lancia una sfida, quella di fidarsi anche se tutto sembra dire il contrario: “gettate le reti!”, anche se non si è pescato nulla in quella notte, momento più favorevole. Gesù davvero si fida di Pietro e vuole che non si fermi a rimuginare quello che è andato storto.
“Gettate le vostre reti…!” è un invito alla fiducia, è un incoraggiamento a non mollare e a credere nelle possibilità della vita e nelle proprie possibilità. mare e barca cv“Gettate le vostre reti” viene rivolto anche a noi, e a quelli tra noi che sono tentati (anche a buonissima ragione) di sedersi e perdere fiducia nel futuro. Gesù vuole compiere un miracolo nel cuore stanco di Pietro e dei sui compagni: vuole riempire di speranza e ottimismo la “rete” di vita dei primi discepoli.
Ci crediamo anche noi in questo miracolo? Crediamo che sia possibile non venir schiacciati dai fallimenti della vita? Crediamo che se anche le reti sono vuote non tutto è finito? E siamo disposti a prenderci carico gli uni gli altri di quello che ci succede? Solo in questa fiducia reciproca si scatena l’energia per non lasciarsi abbattere e per continuare nonostante i limiti e i fallimenti.

(don GIOVANNI BERTI)

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