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Liturgia di domenica 24/03/2013 – Domenica delle Palme – con suggerimenti per catechisti

«Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno»

Settimana santa - Passione del Signore

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

 – Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione

Poi [Gesù] prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

– Io sto in mezzo a voi come colui che serve

E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve… 

Entrato nella lotta, pregava più intensamente

Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

– Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?

Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». 

– Uscito fuori, Pietro, pianse amaramente

Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

– Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me

Mentre lo conducevano via, [avendolo condannato alla crocifissione, come un ribelle] fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

– Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, deve aiutarci a portare i ragazzi nel dinamismo della Settimana santa. Il Vangelo che nella domenica delle Palme si proclama è lungo, ma dischiude il senso della nostra stessa fede. Gesù, ci è consegnato da Luca, come l’uomo della bontà, il Dio della misericordia, colui che nella Croce, lascia trasparire il senso profondo di un amore tanto forte da dare la vita, per tutti. E’ in questo che con i nostri ragazzi dobbiamo entrare… dentro il folle mistero dell’amore di Dio.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • L’immagine scelta, riprende un particolare del celebre dipinto di Antonello da Messina: Salvator Mundi o Cristo benedicente. Occhi, bocca, volto in un primo piano stretto, quasi a dire che colui di cui i vangeli parlano è esistito, è stato un uomo, ha assunto realmente la nostra carne… Dio si è veramente dato a noi, ci ha raggiunto, toccato… si è fatto uno di noi. 
    • Proiettando l’immagine, chiedete ai ragazzi di guardare gli occhi e la bocca del Cristo, il suo volto… chiedete loro di raccontare ciò che sentono, ciò che viene in mente, quando pensano che quell’uomo ha dato la vita per loro, per ognuno di loro… senza nessuna condizione o differenza.
    • Lasciate del tempo perché i ragazzi si esprimano e se è il caso, inserite una leggera musica di sottofondo e abbassare le luci, così che il volto risalti con maggiore forza.
    • Sarebbe buono, se riusciste a mettere in primo piano, magari servendovi di un panno rosso-velluto, una croce, meglio ancora un crocifisso, di una certa grandezza… così che i ragazzi possano concretamente guardare, con gli occhi del cuore, colui che non ha conservato, nè trattenuto nulla per sè. La croce è un patibolo che la storia ha veramente conosciuto e sulla quale sono stati uccisi molti uomini ritenuti colpevoli, ribelli, fuori legge. La croce è un patibolo che i Romani innalzavano alto nel cielo, perchè tutti vedessero e non imitassero…
    • Eppure su quella croce, come un ribelle, il Salvatore si è lasciato uccidere, si è lasciato innalzare… e la sua morte giustificata solo dall’amore, ha aiutato l’uomo, ogni uomo e donna, ad alzare gli occhi con coraggio verso il cielo, a staccarli dalla polvere della terra, a non strisciare per paura, ma a donarsi per amore.
    • Questo è vero, anche per i nostri ragazzi. Aiutiamoli ad alzare gli occhi, a guardare oltre… a cercare anche nell’invisibile il senso vero della vita e dell’amore.
    • I giorni della settimana santa e poi la Resurrezione, siano per loro giorni in cui sperimentare, anche attraverso le vostre attenzioni l’amore di Dio, che il Gesù è diventato visibile, toccabile. 
    • Aiutateli a far emergere dalla pagine del Vangelo della Passione, frasi che ognuno di loro, potrà custodire come quella perla che il Signore, avrà donato loro in modo speciale.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Chi sei Gesù? Percorrendo il racconto della tua passione e morte scopro la bontà e la misericordia che manifesti in ogni gesto. Anche davanti alla violenza e alla ingratitudine tu continui ad amare. Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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Liturgia di domenica 17/03/2013 – V Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Chi di voi è senza peccato,

getti per primo la pietra contro di lei»

Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: guardare, faccia a faccia, l’agire di Gesù, i sentimenti del cuore umano, il peccato e la misericordia

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Guardate con i ragazzi l’immagine, apparentemente lontana, in ciò che ritrae, dal vangelo proposto. Non siamo in riva al lago, come già altre volte era accaduto, eppure l’immagine ci riporta proprio lì, sulla spiaggia, per sporcarci con la sabbia e  lasciarci raggiungere dalla risacca delle onde. Perché la sabbia? Perché quel mare?
    • C’è un elemento, spesso riportato da molti come una misteriosa incognita: Gesù scrive con il dito per terra. Non sappiamo cosa abbia scritto, né alcuni ritengono questo gesto essenziale… eppure gli evangelisti lo hanno riportato, descrivendolo con estrema precisione.
    • I biblisti fanno notare un dato interessante: alcuni profeti, come Geremia, annunciano al popolo che Dio scrive il peccato nella polvere, perché il vento possa disperderlo e non ne resti traccia alcuna.
    • Ecco svelato il senso dell’agire di Gesù. Lui, che dell’amore del Padre è la rivelazione massima, proprio lui vive, di fronte al concreto peccato di una peccatrice colta in flagrante, lo stesso atteggiamento che Dio ha vissuto verso il peccato del suo popolo. Gesù scrive nella polvere il peccato perché il vento possa disperderlo per sempre.
    • Per questo l’immagine ci riporta sulla spiaggia, per scoprire l’atteggiamento concreto di Dio verso il nostro errore, il nostro peccato, le nostre cadute, le fragilità. L’amore di Dio continua ad aleggiare su ogni acqua, il sole di Dio continua a far risplendere ogni vita, perché su tutto  e per tutti, Dio diffonde amore.
    • Non è la dimenticanza a far sì che il peccato sparisca, ma è l’amore che spinge e motiva il perdono.
    • Dio ricorda il nostro peccato, lo conosce, lo denuncia, lo combatte in nome della vita, ma questo non impedisce il perdono. Dio si china, come Gesù, sulla nostra povertà per risollevarci, per chiederci di uscire dalle vie che uccidono l’amore.
    • Gesù, scrivendo per terra, chiede anche a noi di piegarci, di rientrare in noi stessi e guardare il nostro peccato, le nostre personali paure e fragilità. Con Lui, dobbiamo andare sulle rive di quel lago, dove lui continua a chiamare ancora oggi, a sussurrare nuove vie, a proporre un nuovo amore da vivere e da donare.
    • Il nostro peccato è scritto sulla sabbia, pronto a essere dissolto, per sempre, dal soffio dell’amore di Dio.
  2. Leggete insieme il Vangelo
  3. Aiutate i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Dio nostro Padre, tu hai mandato il tuo Figlio, Gesù, a spezzare il cerchio del giudizio impietoso, dell’accusa implacabile che ci tiene legati al nostro peccato. Il perdono che ci doni ci offre la possibilità di una vita nuova nel tuo Spirito.  Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
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RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2013 – “… la risurrezione della carne, la vita eterna”

Dossier Aprile 2013

LA PIÙ GRANDE SPEDIZIONE

di Cecilia Salizzoni

Molto forte, incredibilmente vicino è un film che affronta il tema del «lato cieco» dell’esistenza umana, che espone tutti al rischio della sventura, del dolore, della morte. E, benché la questione non si ponga in termini di fede nella risurrezione, il racconto è costruito sulla ricerca di una comunione possibile con chi è stato strappato a questa vita.

con padreOskar Schell, il giovanissimo protagonista che l’11 settembre 2001 ha perso il padre nell’attentato alle Torri Gemelle, formula il problema in questi termini: se il sole esplodesse improvvisamente, sulla terra impiegheremmo otto minuti per rendercene conto, il tempo che la luce attraversi la distanza che ci separa dal sole. Nell’universo di Oskar il sole era il padre, un padre straordinario che amava quel figlio tanto intelligente quanto fragile, bloccato da mille paure e forse da qualcosa di più.
Per lui, con l’intento di aiutarlo a vincersi e a mettersi in relazione con la gente, Thomas Schell organizzava un gioco che chiamava «spedizione esplorativa». Giusto prima della tragedia aveva pianificato quella che doveva essere «la più granmolto-forte-incredibilmente-vicinode spedizione di sempre», la ricerca del 6° Distretto di New York che, a suo dire, era esistito un tempo a fianco di Manhattan, ma poi sarebbe andato alla deriva e nessuno lo avrebbe più trovato.
Portare a termine questa spedizione per Oskar, sospeso nel vuoto creato dall’improvvisa eclissi del padre (e dal fatto di non aver saputo rispondere alla sua ultima chiamata telefonica dalla Torre), significa restare in contatto, «allungare i suoi 8’ con lui; forse in eterno».
Il ritrovamento di un ritaglio di giornale con la scritta evidenziata in rosso «non smettere di cercare» e una chiave saltata fuori da un vaso blu, il giorno in cui Oskar riusciva, per la prima volta dopo un anno, a rimettere piede nel guardaroba paterno, sono per lui gli «indizi» della spedizione affidatagli dal padre. Oskar pianifica nei dettagli il viaggio di esplorazione che, nei fine settimana, lo porterà a bussare alla porta di tutti i Black di New York, nella speranza di ritrovare la serratura che la chiave apre (Black è l’unica annotazione sulla busta che conteneva la chiave).
cercaDovrà affrontare le sue paure, Oskar, per compiere quel viaggio, che gli prenderà più dei tre anni pianificati, perché – scoprirà – che le persone non sono numeri; ciascuna ha una storia che chiede di essere condivisa. Dovrà sopportare il dolore, l’impotenza di fronte alla morte e la mancanza di senso della tragedia che gli è piovuta addosso; dovrà sopportare anche la scoperta che la chiave non era destinata a lui, ma «a un certo signor William Black a cui forse serviva perfino più che a me». Dovrà accettare il fatto che, per quanto lo desideri, il padre non tornerà, così come non torna il 6° Distretto.

PER SCANDAGLIARE IL RACCONTO
• Qual è il problema di Oskar?
• Che cosa c’entra la ricerca del 6° Distretto con la morte del padre? Perché è la più grande spedizione di sempre? Che cosa dice il padre sulla difficoltà della spedizione? Che cosa spera Oskar? A quale soluzione arriva e come ci arriva?
• Il film inizia con l’immagine in soggettiva del padre che precipita nel vuoto, e con la ribellioricercane del ragazzo davanti alla bara vuota del funerale («Potevamo almeno metterci le scarpe!»). Le immagini finali sono il disegno animato che chiude il diario della sesta spedizione esplorativa (il volo al contrario che riporta la sagoma del padre dentro il grattacielo), e Oskar sull’altalena con ai piedi le scarpe del padre: che cosa ci suggerisce l’accostamento di queste immagini? Quale significato acquistano in relazione al racconto?
• Si può dire che anche Oskar era come morto prima della «spedizione» e che, al termine, «risuscita»? In che senso? E suo nonno? Che cosa significa risuscitare?
• Oskar si fida del padre che sembra ain girovere una risposta per ogni cosa, non si fida della madre che non può dare un senso all’accaduto. Eppure la madre partecipa alla sua ricerca, senza che lui se ne accorga: quale analogia ci suggerisce ciò sul piano della fede, nella relazione tra l’uomo e Dio, tra visibile e invisibile, conoscibile e inconoscibile?
Ci sono altre metafore che possono dirci qualcosa: che cosa significa camminare sulla terra con i piedi nelle scarpe dei padri? Quale analogia si può sviluppare tra il mitico 6° Distretto e il regno di Dio?
• Perché Oskar chiama la sesta spedizione «Molto forte, incredibilmente vicino»?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

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Liturgia di domenica 10/03/2013 – IV Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,

era perduto ed è stato ritrovato»

Il perdono del Padre misericordioso

Lc 15,1-3.11-32

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: aiutare i ragazzi a scoprire cosa significa misericordia, che nella parabola viene detta con quel ebbe compassione“… e non solo. MISERICORDIA: termine spesso abusato, ma il più delle volte non pienamente compreso nelle sue più dirette conseguenze. Molto spesso, negli incontri di catechesi con i preadolescenti e/o adolescenti a parole si annuncia un Dio buono e poi si arriva spesso a minacciare i ragazzi se si assentano o se non sono presenti a Messa. Questi atteggiamenti contraddicono con i fatti, ciò che le parole annunciano. Se Dio è buono lo è sempre, anche quando i nostri ragazzi, come il figlio della parabola prendono le distanze da lui. Riflettere su questo, in questa IV Domenica di Quaresima, mi auguro che possa aiutarci a riempire di misericordia anche il nostro agire pastorale.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • L’immagine che vi propongo è costruita, non casualmente, su un particolare del celebre dipinto di Rembrandt, Il ritorno del figliol prodigo (1668). 
    • L’artista chiamava prodigo il figlio, perché capace di dare con abbondanza (sperperando) i beni ricevuti come eredità. Noi oggi chiamiamo “prodigo” il padre perché la parabola punta a uno scopo ben preciso: far emergere l’abbondanza con cui il padre “distribuisce” amore… un’abbondanza definita “spreco” dal figlio maggiore.
    • Il particolare mette in primo piano l’abbraccio del padre: quelle mani buone che diventano per il figlio una casa sicura e accogliente.
    • Ma il senso della misericordia è simbolicamente rintracciabile in quella testa praticamente avvolta nel grembo dell’anziano uomo. In ebraico, infatti il termine misericordia è riportabile al senso delle viscere, del grembo, di ciò che genera vita.
    • Quella “testa”, quei pensieri, quella voglia di libertà a tutti i costi, quei desideri smodati di possesso e di potere ritrovano ora, nell’amore del padre, una nuova possibilità per rinascere, per essere generati a nuova vita, a una nuova libertà, a un nuovo senso di felicità. Questo è fare esperienza del perdono e della misericordia.
    • Da parte nostra noi dobbiamo poter dar voce alla Parola di Dio che continua a dire a ognuno: “Torna, figlio… permetti al mio amore di avvolgerti nell’abbraccio del perdono. Io ti aspetto perché ti amo”. Di queste parole tutta la Scrittura, i profeti  si sono fatti portavoce.
    • Gesù, in pienezza, ci ha rivelato la forza e la totalità di questo amore gratuito, non condizionato, non vincolato da una risposta.
    • Dio è lì e ci aspetta, come il padre della parabola attendeva il figlio, scrutando instancabilmente l’orizzonte. Dio ha compassione di noi, ha misericordia di noi, è cioè pronto a rigenerarci con il suo amore, a guarire ogni ferita, a riempire ogni senso di abbandono e solitudine. E’ lì… semplicemente pronto ad accoglierci senza condizioni previe: e questa è una verità troppo spesso omessa e di norma trascurata dalla catechesi e dalla prassi pastorale.
    • Annunciamo il perdono di Dio come se ci fosse un prezzo, quello del pentimento; limitiamo il perdono alla realtà di un dono concesso come premio… e invece, nell’esperienza biblica, nel farsi di Gesù amico dei peccatori, emerge una verità decisamente opposta: è l’amore che convince, è l’esperienza del perdono ricevuto che apre a una novità di vita. Solo colui che si sente amato, a prescindere da tutti i limiti, riesce ad amare con gratuità.
    • Questo è l’annuncio di vita che dobbiamo portare nella vita dei nostri ragazzi. Di questo amore che previene, dobbiamo far brillare la loro esperienza di Dio.
    • Qualunque cosa scelgano e qualunque situazione vivano, Dio è quel Padre davvero buono, che è lì, pronto a spalancare le braccia e ad amare.
    • Questo, oggi o un giorno, aiuterà la loro fede a diventare lampada che risplende.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Padre, immensa è la tua misericordia e il tuo amore non ha limiti. Donaci con abbondanza il tuo Spirito, perchè le nostre parole e le nostre azioni siano un riflesso della tua bontà. Per Cristo nostro Signore.  Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
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Sommario Febbraio 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Un pozzo d’acqua viva

Il cuore di ogni catechista inizia già a proiettarsi verso la Quaresima, tempo da vivere in prima persona e da far vivere a tutti coloro che più direttamente ognuno segue da vicino. Lasciamoci illuminare dal Messaggio finale del «Sinodo sulla nuova evangelizzazione». Esso ci orienta a una rinnovata consapevolezza della nostra fede e a una rinnovata adesione a Gesù, per diventarne testimoni e annunciatori. È un ritrovarci insieme, attorno al pozzo della storia e della vita, come la Samaritana, senza nasconderci nulla. Anche noi, oggi, come lei quel giorno, abbiamo bisogno di «quell’incontro» che, solo, può cambiare la vita. E il Figlio di Dio, Gesù, continua a farsi presente. C’è una luce che parte dall’interno e che illumina anche gli angoli più nascosti. A quel pozzo, siamo chiamati ad andare, portando con noi altri, ogni povertà ogni situazione, ogni diversità e peccato. Buon cammino!

Nel numero di FEBBRAIO:

Editoriale Un pozzo d’acqua viva di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogoSOS confrontiamoci di Tonino Lasconi – sos su Religioni a confronto e l’Efficacia della preghiera

Icone della fedeIl pentimento di Pietro di Emilio Salvatore – il testo biblico in cui si penetra è tratto da Lc 22,54-62. Questa volta è saggiata la fedeltà del discepolo, in particolare di Pietro, chiamato a rispondere della propria fede di fronte alle accusa della gente. Storia di rinnegamento, pentimento, fedeltà.Catechisti Febbraio 2013

Itinerario per genitoriTradire e ritrovarsi di Emilio Salvatore – Da Pietro a noi, e in particolare alle famiglie. Perchè Pietro lo ha fatto? Come si può tradire una persona amica? Come si può tradire chi si ama? Come sempre, seguono indicazioni per la lettura dell’immagine di copertina, come strumento per entrare maggiormente nell’esperienza di Pietro.

Itinerario Io sono con voiMi fido di chi mi aiuta con misericordia di Fabrizio Carletti – Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a entrare nel tempo di Quaresima e riconoscere la misericordia di Dio che supera le nostre fragilità. Gioco: I maghi gelanti.

Itinerario Venite con meTi chiedo perdono di Anna Teresa Borrelli – Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a riconoscere nella loro vita i momenti in cui, come Pietro, hanno tradito il Signore; comprendere la necessità di un percorso di conversione; imparare a chiedere perdono e a gioire del dono della riconciliazione. Attività: la lettera a Pietro.

Dinamiche e attività La croce dell’amore di Fabrizio Carletti [LEGGI L’ARTICOLO!!!] – Costruire la Croce dalla I domenica di Quaresima fino alla domenica delle Palme. Con il polisterolo per ricostruire i simboli di ogni domenica. (LEGGI L’ARTICOLO)

Parole della fedeSapienza e verità di Renato De Zan – Sussidi liturgici e pastorali – Percorso penitenziale con le famiglie di Giovanna e Giuseppe Galasso – Proposta di un itinerario per coinvolgere le FAMIGLIE nella preparazione al sacramento della Riconciliazione ed Eucaristia dei propri figli.

Itinerario post-battesimaleUn angelo speciale a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi – Far conoscere al bambino la figura dell’angelo custode; pregarlo e “costruirlo” attraverso una concreta attività da far fare ai bambini.

Ascolto e seguo GesùIl Vangelo della domenica di Roberto Laurita – Input, riflessioni e preghiere dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Ascolto e seguo Gesù Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano – Dinamiche e attività dalla IV Domenica del Tempo Ordinario – C fino alla II Domenica di Quaresima

Il bambino nel gruppo di catechesi Il bambino DEMOTIVATO di Franca Feliziani Kannheiser – Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimedialeQuaresima tra simboli e memi di Marco Sanavio (LEGGI L’ARTICOLO)

Catechisti protagonisti12 + 72 giovani per un popolo in missione di Fernando Faiella – L’esperienza della Diocesi di Nocera-Sarno: un consiglio episcopale dei giovani, con i 12 giovani scelti dalle diverse foranie della Diocesi, altri 72 chiamati non per andare in missione, ma per essere un popolo in missione.

Per te, catechistaLa Chiesa da “società” a “popolo di Dio” di Filippa Castronovo – Per conoscere la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium

Box_R&D_Febb2013

Noi, figli amati, mai da soli. È una delle più grandi certezze che la comunione dei santi ci mette nel cuore. Cielo e terra uniti in un’unica grande famiglia; fratelli che sono chiamati a costruire solidarietà in nome di un amore da cui già si sono sentiti raggiunti e amati. La musica, l’attualità, il web, il cinema e, con rinnovata forza, la Bibbia e la liturgia ci aiutano a far entrare i ragazzi in questa immensa e spesso troppo sconosciuta realtà, più vicina a noi, di quanto possiamo immaginare.

Nel dossier di FEBBRAIO:

Focus – Santi grandi e piccoli di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – Credi la comunione dei santi di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Festa dei santi… o delle zucche? di Fausto Negri

In rete- Santi in rete di Alessia Cambi

Musica e fede – Mani unite tra cielo e terra! di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Siamo una grande famiglia di Cecilia Salizzoni (LEGGI L’ARTICOLO)

Colori dell’arte – Tutti uniti in Cristo di Fausto Negri

Test – Vicini o lontani…insieme! di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Donaci, Signore, la comunione di Veronica Bernasconi

Testimoni – Silvana Morelli e Rita Coluzzi a cura della Redazione – Due donne colpite da handicap fisici, dalla cui testimonianza traspare la forza della fede cristiana

Ti aspettiamo su facebook per seguire e condividere le novità, gli input, le segnalazioni, i post e per scaricare foto-preghiere, o cover per facebook da usare anche con i vostri destinatari, pubblicati sulle nostre pagine:

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Liturgia di domenica 03/03/2013 – III Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Convertite la mente e il cuore

…per scegliere sentieri di vita»

Convertitevi

Lc 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutare i ragazzi a guardare con occhi nuovi l’orizzonte della conversione, spesso pensato più come un passaggio dovuto, segnato dalla penitenza, da forme di frustrazione, di rinuncia, di mortificazione. Cosa significa conversione per i nostri ragazzi? E cosa pensava Gesù quando diceva: “Convertitevi e credete”?

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Prima di proiettare l’immagine, provate a chiedere ai ragazzi di pensare un’immagine che possa essere simbolo della conversione. Quali colori sceglierebbero? Chiari o scuri? Colori pastello? Tonalità fredde o calde? Lasciate che descrivano atmosfere, aiutateli ad ambientare e raccontare attraverso simboli e metafore cosa ognuno di loro intende per conversione.
    • Il vangelo di questa settimana è, indubbiamente, una delle pagine più dure. Sembrerebbe dare voce a un Dio giudice inesorabile, un Dio che non guarda in faccia nessuno. Eppure la sfida è contestualizzare, lasciandosi aiutare anche dalle altre letture, soprattutto dalla prima, dal Libro dell’esodo.
    • L’appello alla conversione è forte e senza mezzi termini. Il Vangelo è chiaro: non si può essere alberi da frutto senza portare frutti, non ha senso… così come non si può essere testimoni di salvezza, senza seminare salvezza… non si può essere figli di Dio senza vivere in ascolto di Dio… non si può avere tra le mani la vita e non viverla… Questo dice il Vangelo! Perchè di fatto non vivere significa morire, non ascoltare significa non realizzare, non amare significa odiare: e tutto questo è morte. Per questo il Vangelo è forte.
    • La promessa di vita, fatta a Israele, è una promessa che continua a raggiungere tutti noi, perché il Dio che ha parlato a Mosè ha detto di essere “Colui che è e che sarà”. “Io sono – dice – colui che sarà”. E in quel sarà c’è il gusto di una promessa di fedeltà che continua a rinnovarsi nella storia.
    • Per questo è necessario convertirsi: per vivere!
    • Per questo alla conversione noi abbiamo abbinato colori caldi come il verde.
    • Aiutate i ragazzi a tirar fuori dall’immagine tutti gli elementi strettamente connessi alla logica di quella conversione annunciata da Gesù:
      il sentiero: perché la conversione è un cammino costante, è un procedere non casuale, è un andare avendo una metà precisa e una chiara direzione. La conversione non è un cammino automatico, ma una scelta che si rinnova ogni giorno. Non scegliere è non camminare.
      le valli: perché il cammino non è omogeneo, né sempre uguale. Ogni nuovo giorno, ogni nuova situazione, ogni ostacolo, la nebbia, le piogge, il sole, le salite, i fossi, gli incontri inaspettati… tutto può aiutare o ostacolare il cammino.
      la mente e il cuore: la conversione non è questione di abbigliamento o di superficie. La conversione è un cambiamento profondo, interiore che tocca i pensieri, apre la mente, dischiude nuovi orizzonti e prospettive. Convertirsi è cambiare la direzione della vita, è ri-orientarla a Dio, è vivere assumendo nuove logiche nelle scelte di ogni giorno… quelle stesse logiche di cui Gesù si è fatto manifestazione.
      – colui che ha orientato se stesso a Dio non può che scegliere seguendo le logiche di Dio: questo è conversione! La conversione non è una vaga intenzione, ma non è neppure una mortificazione del bello e del buono.
    • Abbiamo scelto colori rassicuranti e un’orizzonte immenso perché per Gesù Cristo conversione non significa morte, ma vita. Convertirsi è credere, e credere è vivere! La conversione, diventando un sì detto a un Dio che ama, diventa una possibilità di vita nuova, segnata dalla giustizia, dalla solidarietà, della fraternità, dal farsi vicino al fratello e sorella, qualunque sia la sua condizione di vita. 
    • La mente illuminata dalla parola e dalla presenza di Dio apre, per il cuore, sentieri nuovi di vita… una vita che può realmente essere piena e realizzata, in modo autentico.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio abbiamo voluto dipingerti come un giudice inesorabile che premia e castiga. Ma tu sei un Dio paziente, che attende la nostra conversione e ci offre ancora una possibilità di cambiare vita. Fa’ che non approfittiamo della tua bontà e che portiamo frutti di opere buone. Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Liturgia di domenica 24/02/2013 – II Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!»

L'amato - la trasfigurazione

Lc 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutarci a far entrare i ragazzi nella logica della rivelazione: Gesù non è semplicemente uno tra tanti, Gesù è colui che rende visibile Dio Padre, Gesù è la porta che ci permette di entrare nel mistero di Dio, Gesù è il volto luminoso dell’amore del Padre, Gesù è la sua Parola definitiva di salvezza.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • l’immagine, più di tante altre volte è essenziale. Sul nero dello sfondo svetta la frase e la luce proveniente da un’antica finestra. 
    • Primo passaggio: collegare quella finestra alla missione stessa di Gesù.
      – la luce della finestra richiama lo splendore raccontato dal Vangelo della Trasfigurazione: “il suo volto e la sua veste divenne candida”. Uno splendore che rende luminose le vesti, che acceca, che impedisce di guardare i volti;
      – una luce/splendore che resta nel ricordo dei discepoli e che si fa racconto. Per il narratore biblico, lo splendore, la luce sono sempre richiami alla presenza di Dio, a un evento straordinario, a una visione.
      – la luce o splendore che sia, ritorna più volta nei racconti delle visioni, sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento: è un invito a stare sul “chi va là” e infatti, anche nel racconto di Luca, allo splendore del volto di Gesù, durante la preghiera si accompagna la presenza di Elia e Mosè e, subito dopo, la nube, segno  indiscusso, nell’esperienza biblica di Israele, della reale presenza di Dio;
      – la luce diventa simbolo della stessa esistenza terrena di Gesù. E’ lui la luce che splende nelle tenebre, è lui che svela il volto vero di Dio, il suo sogno d’amore e di salvezza per l’umanità di tutti i secoli.
      – Gesù diventa luce che splende permettendo all’amore del Padre di raggiungere pienamente ogni essere umano; è in Lui che il Padre ci salva, ci guarisce, ci perdona.
      – quella finestra a sinistra, unico punto di accesso della luce nel buio, ci dice che la vita di Gesù, in ogni parola e gesto, è stata via attraverso cui Dio è entrato nella storia e la storia è entrata in contatto con Dio.
    • E oggi? Basta sapere quello che Gesù ha fatto? E’ importante aiutare i nostri ragazzi a vivere questo secondo passaggio che, di per sé, ritroviamo nel racconto della trasfigurazione, nelle parole della voce che usciva dalla nube:”Questi è il figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”.
      – Qual è il senso dell’elezione in Israele? Cosa significa essere eletto? Provate a chiederlo ai ragazzi.
      Certamente siamo lontani da un senso di discriminazione (tra tutti, lui è il prediletto). Israele è il popolo eletto, quel popolo che il Signore ha scelto come suo popolo e con il quale costruisce una relazione. Così in Gesù l’elezione raggiunge la sua più alta manifestazione: non è però un’elezione esclusiva ed escludente: tutt’altro. Gesù è l’eletto che rende eletti, è l’amato che ci fa sentire e scoprire amati, è il figlio nel quale diventiamo figli. Questo conta! Questo deve essere intimamente compreso!
    • Oggi allora, ascoltare vuol dire vivere e far vivere. Ascoltare significa far vivere in noi ciò che Gesù ha fatto vedere con parole e opere, con segni e incontri. Ascoltare significa far vivere in noi l’amore di Dio Padre. Ascoltare significa diventare amore che fa vivere!!!
    • Oggi siamo noi, i chiamati e mandati a svelare il volto dell’amore. Oggi, proprio perché il Signore Risorto vive in noi, siamo mandati a diventare la luce di Dio nel mondo, il suo amore, le sue mani in questa storia.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme:

Tu sei il Figlio amato, Signore Gesù,
Tu sei colui che riempie la nostra vita di Dio.
Tu sei il senso più vero della nostra esistenza.
Tu sei il volto luminoso di Dio
che ci raggiunge e ci salva, ogni giorno.
Amen

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 4 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per entrare nel tempo di Quaresima e affrontare il tema delcatechisti-feb13 perdono, della riconciliazione, della misericordia di Dio
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi delle “costruzioni” che nelle varie domeniche di Quaresima serviranno per costruire il cammino verso la Croce
  • pag.16 – 19: Percorso penitenziale per coinvolgere tutti, compreso le famiglie
  • pag. 20 – 21: Scoprire la figura dell’angelo custode e costruirlo 🙂
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Testimoni ieri e oggi_ “Se mi convertissi sarei libera, preferisco morire cristiana” – Asia Bibi

Asia Bibi

Anche noi di “cantalavita” ci uniamo all’appello internazionale per la liberazione di Asia Noreen Bibi, una quarantasettenne pakistana incarcerata dal giugno del 2009 e condannata a morte perché cristiana in un paese a maggioranza mussulmana.

La sua è la storia di una donna semplice, una contadina e madre di 5 figli, di cui uno disabile. La ragione giustificante l’incarcerazione ha origine da un’accusa di blasfemia contro il profeta Maometto, in virtù di una “legge sulla blasfemia” che condiziona ogni cittadino e in particolare la minoranza cristiana. Anche Benedetto XVI si è associato all’appello della comunità internazionale per la liberazione di Asia e, nel sottolineare la difficile situazione di molti cristiani nel mondo, ha spiegato che letteralmente Pakistan significa “terra dei puri” e che non è sempre stata una terra ostile ai cristiani. E citando un importante discorso del 1947, fatto da Ali Jinnah, il principale tra i fondatori del Pakistan, uno dei beni primari del popolo pakistano doveva essere la libertà di culto:

«Voi siete liberi; siete liberi di frequentare i vostri templi, siete liberi di andare nelle vostre moschee o in qualsiasi altro luogo di culto dello Stato del Pakistan. Voi potete appartenere a qualsiasi religione, casta o credo, questo non ha nulla a che vedere con gli affari dello Stato… Vogliamo partire da questo principio fondamentale: che siamo tutti cittadini e cittadini con pari diritti».

Purtroppo però da questo bellissimo discorso qualcosa in terra pakistana ha preso un’altra direzione, anche se, come precisa il Mani coloriSanto Padre, l’Islam non è una religione di fondamentalisti o di torturatori, ma una religione pacifica e tollerante. Tuttavia, ad oggi, il Pakistan agli occhi della comunità internazionale si trova a gestire una difficile situazione e la storia di Asia Bibi è certamente un caso simbolo.

Asia è entrata alla ribalta internazionale perché dalla sua cella senza finestra nel modulo della prigione di Sheikhupura, ha scritto una lettera in cui racconta le sue preoccupazioni di mamma e di donna cristiana. Ci sono diversi passi nella lettera che toccano il lettore e altri che indignano, tra cui quello in cui racconta di come un giudice, Naveed Iqbal, entrando un giorno nella sua cella le ha detto che le avrebbe revocato la condanna a morte se si fosse convertita all’Islam:

“Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto – . Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui”.

Non ci sono parole da aggiungere all’immensità di questa risposta, forse la domanda è: risponderei anche io così? E tutti noi cristiani che viviamo “liberamente” la nostra fede avremmo il coraggio di donare la nostra vita per Cristo?occhi2 Oppure nella nostra piccola vita tranquilla, per non sentirci troppo “cattolici”, evitiamo di esprimere il nostro credo?! Non è che forse il cristianesimo per noi è fin troppo scontato addirittura banalizzato?

Eppure il fondamento della nostra fede è che Dio è Amore. Dunque perché avere paura! Naturalmente questo non significa che dobbiamo diventare martiri, ma testimoni di questa Grazia irrinunciabile. Ed è per questo che dobbiamo difendere Asia e la nostra fede affinché non sia motivo di discriminazione e morte, perché in nome di Dio non si uccida più!

“Gesù, nostro Signore e Salvatore ci ama come esseri liberi – scrive Asia – e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere”.

Maria Grazia Meloni

Puoi leggere la lettera di Asia Bibi su —> Avvenire <—

La storia di Asia Bibi ci riporta alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 Gennaio 2013). Per l’occasione ti proponiamo un cammino in quattro tappe, con preghiere, attività e gesti simbolici, per ragazzi e i loro animatori. Clikka sull’immagine!

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ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step3: RISPOSTA

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP3

La fede: una scelta vissuta –  la risposta

 

candele «Il Signore si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere. Lui sì offre ma sta a noi scegliere! Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio!»

Con queste parole si era concluso il secondo step che, insieme all’ascolto, ci aveva chiesto di prendere in seria considerazione il discernimento.

Ma basta questo perché la fede sia viva? Basta ascoltare e comprendere? Basta allenare il cuore a scegliere Dio? […]

Maria è la grande testimonial e questo decisivo passaggio è la RISPOSTA!

In questo terzo step, ci lasceremo accompagnare da una delle più famose pagine evangeliche: l’annunciazione. Lc 1, 26-39

Focus on

Evitando di addolcire troppo la pillola, mi sembra di non esagerare se affermo che il più terribile cancro che sta continuando a massacrare la fede cristiana, riducendo in fin di vita la nostra relazione con Dio, sia l’aver voluto separare la vita dalla fede. L’aver portato la fede nella propria stanza, nel proprio cuore, nel segreto di un’intimità che più di intimità ha il sapore della paura… già… paura di schierarsi troppo, di prendere posizioni, di apparire ormai fuori moda. In fondo tenere Dio nel silenzio del cuore, significa garantirsi il potere di silenziarlo, di credere in lui ma di scegliere e vivere nonostante lui. In poche parole, la situazione è una: Dio sì, ma fino a un certo punto […]

Quando la fede diventa risposta, la vita diventa un capolavoro e Maria in questo ci è maestra.

Dal Vangelo di Luca                                                                                             1, 26-39

«Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.annunciazione

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda».

Tante volte di fronte a Maria siamo tentati di credere che in lei ci sia stato uno straordinario, impossibile a noi. Creatura unica, eletta, prescelta e, diciamocelo, tanto fortunata da essere sufficientemente lontana dalla nostra esperienza quotidiana di sofferenza, di paura, di timore, di dubbio. Ma pensare questo è appunto una bella e buona tentazione, buona per farci mettere distanze di sicurezza tra noi e lei, tra la sua risposte e i nostri accomodamenti […]

Maria e Gesù bambinoMaria non è lontana dalla nostra esperienza, tutt’altro e l’evangelista Luca ce lo fa percepire in tanti passaggi sottili, ma efficaci:

  • Maria è turbata dalle parole dell’angelo. Ascolta, ma non comprende;
  • cerca di capire, domanda a se stessa cosa stia succedendo;
  • chiede come realizzare ciò che l’angelo annuncia.

Quanto è distante la posizione di Maria e di Zaccaria! Non è diversa la reazione del messaggero di Dio, è diversa la loro reazione, la loro distanza da Dio. Zaccaria vuole capire come poter essere sicuro di quelle parole. E infatti Luca scrive: «Zaccaria disse all’angelo: da cosa conoscerò questo?». Zaccaria obietta all’impossibile di Dio.

Maria chiede: «Come accadrà, come si realizzerà questo?»[…]

Maria non cerca di capire, non valuta, non soppesa le conseguenze: dà ciò che ha, dà se stessa e la sua femminilità. 

Maria rischia, perché conosce la voce di chi sta parlando. Maria, tutti i giorni, prega il Dio d’Israele. Maria,accogliere come Simeone, sa che il suo Dio parla al cuore dei suoi figli e li salva, ogni giorno, in ogni istante. Maria è consapevole che quel Dio entra nella storia, nelle vicende del suo popolo, perché ascolta il grido ed è pronto ad asciugare le lacrime di chi piange. Maria conosce la risposta di coloro che si erano fidati di Dio, lei quell’Eccomi lo aveva sentito risuonare nei profeti, nel giovane Samuele, nel padre Davide e in tutti coloro, che pur piccoli e peccatori, a quella voce avevano scelto di dire sì.

Maria è colei che ascolta, discerne, allena il cuore e risponde: per questo è maestra di fede, di quella fede che può spostare le montagne… di quella fede che permette a Dio di generare in ognuno di noi l’impossibile.

E così, lei, la giovane donna di Nazareth con il suo Sì spalanca a Dio la sua vita e Dio la trasforma in profondità. Maria può andare da Elisabetta perché ora è risorta! Già… anàstasa, dice Luca (in greco)… e usa lo stesso verbo usato per dire la resurrezione. Maria è nuova, è stata liberata da ogni catena, è libera di darsi perché Dio stesso in lei, ora è libero di agire.

Questo significa fede, nulla di più. Questo è credere! Questo è vivere veramente!

[Continua…]

GUARDA IL VIDEO: RISPONDI ALL’AMORE

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn3 La fede: una scelta di vita – la risposta

Buona riflessione!!!

Calendario:

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step2: DISCERNIMENTO

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP2

La fede: uno stile di vita –  il discernimento

bibbiaFede è ascolto di colui che mi raggiunge, è fiducia in colui che si dà a me, è credere nelle sue parole, è costruire una relazione fatta non di parole, ma di scelte.

Ma come è possibile viverla? E soprattutto: la fede è ancora possibile oggi? […]

Credere non è mai stato una passeggiata, perché di fatto la carne di cui siamo fatti ci abitua a toccare, a sentire, a vedere, fin dal primo istante di vita. Credere non è mai stato semplice neppure per i nostri padri nella fede e questo la sacra Scrittura ce lo fa vedere fin dalle prime pagine. Eppure chi decide di giocarsi può vedere ciò che non avrebbe mai immaginato. 

In questo secondo step, ci lasceremo accompagnare da alcuni versetti del prologo del Vangelo di Giovanni. Il brano di riferimento è: Gv 1, 9-14

Focus on

La figura di Simeone, che ha caratterizzato la tappa precedente lascia indubbiamente aperti dei grandi interrogativi. Il suo aver allenato il cuore all’ascolto di Dio, oggi per noi può ancora essere un invito valido e realizzabile?

Noi possiamo ascoltare Dio? Possiamo incontrarlo? Possiamo riconoscerlo? Possiamo scegliere di costruire una vita fedele al suo stile?

Lo possiamo! Ne abbiamo tutte le possibilità, perché Dio non ci nascosto nulla, non ci ha voluto schiavi, non ci ha legato con le catene resistenti del ricatto. Si è dato a noi come dono e il prologo di Giovanni ci permette di entrare nella pienezza di ciò che quel dono custodisce e offre.

 Dal Vangelo di Giovanni Gv 1,9-14

«Veniva nel mondo la luce vera,quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio […]».

[…]Giovanni fa del buio e della luce due simboli forti, parla del mondo non tanto descrivendolo come la creazione perfetta voluta da Dio, ma come il luogo in cui si lotta e si decide chi essere e come vivere.

C’è un punto di partenza, una certezza forte che ci viene consegnata: il mondo non è stato lasciato solo, in balia di se stesso. Colui che lo ha creato, continua a custodirlo facendosi presenza vicina, lo ama aldiscernimento punto tale da farsi, egli stesso, uomo […]. Nel mondo è venuta la luce vera, la luce che illumina ogni uomo e donna, senza alcuna distinzione; la luce che illuminando dà vita, perché porta alla pienezza tutto ciò che la notte, il buio, la morte voleva uccidere. La luce fa vivere, perché manifesta, rende tutto trasparente, mette nelle condizioni di scegliere: la luce libera!

La notte uccide, perché rende vulnerabili, attaccabili. La notte illude. Nella notte non si vede, non si cammina, si attende che il tempo passi e che le cose accadano. La notte è il tempo della paura, della chiusura, della difesa, del non ascolto…

Dio entra in quello stesso mondo che ha creato, per essere luce e vita, per insegnare ad amare amando per primo, per dare a tutti la possibilità di vivere senza mezze misure. E perché il suo avvicinarsi a noi fosse totale e deciso, si è fatto uno di noi, uno come noi: carne, sangue, corpo, emozioni, fisicità, energie, affetti, crescita, domande, determinazione, preghiera, ricerca, scelte, figlio, dono […]

In Gesù, dice Giovanni, abbiamo visto la grazia e la verità: dove la grazia è l’amore, è il dono per eccellenza che Dio fa all’uomo e dove la verità non è un concetto, ma è la fedeltà stessa con cui Dio ama, senza sosta, anche chi sceglie di allontanarsi da lui.

Ed eccoci allora, ritornare al caro Simeone, al suo stile di vita, al suo allenarsi per restare sintonizzato su Dio. Simeone è uno di noi, come i tanti personaggi che la Bibbia ci presenta. Perché infondo la Bibbia non è stata scritta per creare divisioni, solchi invalicabili tra santi e peccatori. La Bibbia è la via per una vita piena e realizzata e i personaggi, con cui ci fa entrare in contatto, diventano per tutti noi vie luminose e percorribili, oggi.

Cosa allora ha impedito a Simeone di scegliere la notte?

ascoltareSimeone continua a voler ascoltare, perché lui fa dell’ascolto uno stile di vita. Nell’ascolto si accorge di Dio… Nell’ascolto ascolta Dio e se stesso, ascolta ciò che succede attorno a sé e trasforma il dubbio e la ricerca in parola con Dio, in relazione. Simeone accetta la sfida della trasparenza e sceglie di restare nella luce, ogni giorno, in ogni istante.

Simeone si lascia mettere in gioco dalle situazioni, dagli anni, dalla gente, dalle domande, dalla sua vita, dalle contraddizioni, ma non smette mai di interrogare Dio su questo, né smette di attendere le sue risposte.

Per questo possiamo dire che la fiducia/fede diventa per lui uno stile di vita, dove il discernimento è un allenamento costante, un esercizio che lui fa fare costantemente alla sua ragione, al suo cuore, alla sua voglia di capire e di vivere. Lui lo sa e ce lo dice:

«Discernere, non significa fare strani calcoli mentali. Non significa perdersi in ragionamenti assurdi… Vi lascio questa immagine: pensate a un prezioso oggetto d’oro ritrovato nel fondo del mare. Il suo splendore è offuscato dal calcare, ma per farlo splendere e distruggere tutto ciò che lo impoverisce coprendolo, è necessario farlo passare nel fuoco ad altissime temperature: resterà solo l’oro e il resto verrà distrutto. Questo significa discernere. Noi siamo oro prezioso, ma spesso coperto e impoverito da ciò che ci leghiamo addosso o che ci vive dentro: pregiudizi, ferite, ricordi, paure, sfiducia».

Il Signore ci offre la luce, si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere ciò che in noi è morto, dimenticato o congelato: a noi scegliere.

Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio: come stile di vita! [Continua…]

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Buona riflessione!!!

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