Archivi tag: adolescenti

Ma senza lo Spirito, si può?

DubbiLo hanno chiamato il grande sconosciuto e di fatto di Lui si parla poco. Ma a cosa e a chi serve? Perché ci è stato donato? E’ davvero così necessario o di lui si può far senza? 

Di chi stiamo parlando!? Dello Spirito santo, naturalmente!

A Lui dedichiamo la terza tappa dell’itinerario in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù: Sostenuti dallo Spirito. In cammino con i testimoni “increduli” della Risurrezione, ci lasciamo affiancare da Giovanni, Pietro e, soprattutto Tommaso, che a me piace sempre presentare come l’Apostolo con i piedi per terra.

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Annunciare il Vangelo!? Una chiamata!!!

VangeloEvangelizzare: mi sembra di poter dire che tra i cattolici sia diventata una moda! Esagero? Vorrei… ma ne dubito. Ci sono parole che rimbombano nel cuore e stridono con la logica del Vangelo: “voglio“, “mi sento“, “ho tante idee“, “ci servono mezzi potenti“, “dobbiamo essere in tanti“, “siamo troppo pochi“, “ci ostacolano, non ci sostengono“, “mi sono stufato“, “ho una certa età, non me la sento più“, “ho già tante cose da fare e poi non ci sono risultati“…

Parole, espressioni, paure ed entusiasmi che però sembrano centrare poco l’obiettivo…

Da dove si parte nell’evangelizzazione?
Perché ogni cristiano è chiamato a viverla?
Perché non la si può ridurre a iniziativa personale, successo, fama, voglia o meno, esperienza momentanea?

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Tutti a Rio, attivando il cuore!

Vivere la Giornata Mondiale della Gioventù, è una delle esperienze che segnano indelebilmente la vita e, paradossalmente, lo possono fare nel bene e nel male. 

GMG è gioia ed entusiasmo, ma al tempo stesso cammino e sacrificio, è fraternità e condivisione e contemporaneamente rinuncia e decentramento. Alla Giornata Mondiale ci arrivi pensando “io” e riparti credendo “noi”. E quel “noi” diventa una delle esperienze più forti e intense.

“Noi” perché in tanti, di tutte le lingue, i colori, la passione, la creatività… Ma noi è anche Chiesa, uniti da una stessa fede e allora “noi”, diventa, per la vita di ognuno, relazione speciale tra me e Dio. Ma tutto questo è tutt’altro che scontato!

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Tutti a Rio a costo zero – La GMG 2013 via web/Conferenza stampa

In conferenza stampa
per presentare

gli eventi, gli appuntamenti,
la straordinaria avventura che costruiremo insieme

per vivere la GMG – Rio 2013 anche via web

 

 

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Figlie di San Paolo – Paoline

Tutti a Rio a costo zero! – la GMG dal web

Verso Rio

La GMG Rio 2013 è alle porte e anche questa volta Cantalavita non poteva restarne fuori.

Perché? Semplicemente perché dove c’è Vangelo e dove ci sono i giovani, noi ci siamo! E questa volta Cantalavita sarà alle prese con un impegnativo programma internazionale, di cui costituirà la redazione italiana: Pope-up, vivi la GMG dal web.

Riflessioni, video-catechesi, collegamenti con il Brasile, evangelizzazione nel web, provocazioni e confronti per condividere uno dei momenti più belli e intensi della “fede giovane”. 

Aspettando che dal 23 inizi la programmazione quotidiana, l’invito per tutti è quello di arrivare a quei giorni preparati. Come? Online ci sono tre tappe da vivere, come preparazione interiore al grande evento di Rio a cui ci prepareremo insieme.

Clicca sull’immagine a destra!

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il sito: Pope-up – la pagina FB: Pope-up

CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2013 – SERVI DELLA PAROLA

Catechisti Maggio 2013

CONCLUSIONI E PROSPETTIVE

di Franca Feliziani Kannheiser

Al termine del percorso di quest’anno ci sembra necessario ricordare gli obiettivi che hanno guidato il nostro cammino e, fra tutti, quello di riconoscere e valorizzare le diversità che rendono vivo e dinamico il nostro gruppo di catechesi, attenti ai differenti bisogni formativi di cui sono portatori i nostri bambini.osservare
Auguriamoci di aver fatto esperienza di ciò che scrive Daniel Pennac: «Ogni bambino suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Un buon gruppo non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che suona la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica…».

Quale musica si è prodotta nel corso di questi mesi? Ogni bambino, nel suo modo specifico, ha potuto contribuire alla sua creazione, oppure qualcuno è rimasto fuori, o addirittura ha reso difficile il fluire dell’armonia nel gruppo? Qualunque siano i risultati, magari non suonaredel tutto soddisfacenti, o addirittura deludenti, forse però uno lo abbiamo ottenuto e cioè l’aumento di un elemento indispensabile del nostro essere educatori: la capacità di osservare, di riconoscere le peculiarità di ogni componente del gruppo. La capacità di osservazione rientra nelle competenze del catechista assieme a quella di provocare il cambiamento. Infatti, come abbiamo già sottolineato nel primo articolo, se non partissimo dal presupposto che ogni bambino è in grado di fare progressi e di cambiare, non avrebbe senso intraprendere alcuna opera educativa.
Naturalmente è necessario riconoscere i limiti oggettivi della nostra influenza dati dal fatto che ogni bambino è plasmato dalle esperienze che vive in famiglia e in altri ambienti extracatechistici e che i nostri incontri sono limitati nel tempo, ma proprio per la plasticità  della mente del bambino qualsiasi esperienza, soprattutto se ripetuta, lascia la sua impronta.

Osservare ciò che accade nel gruppo e ciò che ogni bambino esprime con il suo comportamento non è certamente facile, soprattutto perché contemporaneamente dobbiamo+ dare indicazioni, spiegare, rispondere alle domande, ecc.osservo
È necessario, però, ritagliare alcuni spazi a questa attività, per esempio mentre i bambini giocano (il gioco rivela molto del temperamento e del carattere di ciascuno), mentre disegnano o conversano fra di loro.
L’atto dell’osservare è prima di tutto un atto di accoglienza che ha a che fare con il conservare negli occhi e nella mente ciò che vediamo.
Questo ha come conseguenza pratica il non passare subito al giudizio su ciò che osservia-mo o magari alla correzione. Prendiamoci tempo, piuttosto, per renderci conto di ciò che accade nel gruppo e, soprattutto, di come ogni bambino agisce e reagisce. Possiamo così con più facilità farci un’idea di lui e, quindi, corrispondere, in modo più adeguato, ai suoi bisogni.

Secondo un detto buddhista potremmo dire che l’osservazione richiede di avere una mente da principiante, di guardare, cioè, una persona o una cosa come se la vedessimo per la prima volta, sospendendo il giudizio, evitando le associazioni, distinguendo tra osservazione e interpretazione. Se osservo veramente Giacomo dirò: diventa rosso, parla con un tono più alto della media, fa cadere il gruppolibro. Registrerò,cioè, le sue azioni, cercherò di capirne le motivazioni, non passerò subito al giudizio: «È prepotente, maleducato, cerca di provocarmi». Chiamerò, poi, Giacomo da parte (non lo mortificherò di fronte al gruppo!), dicendogli che cosa ho osservato e aiutandolo così a prendere coscienza di come si comporta.
Soltanto in questo modo il bambino non si sentirà giudicato e, quindi, non si metterà sulla difensiva, accentuando, magari, le sue reazioni, ma al contrario si sentirà rispettato, nel significato profondo di questa parola che etimologicamente significa proprio «guardare con attenzione ciò che ho di fronte».
Per questo motivo osservare per capire, e non in prima istanza per giudicare o per modificare, è il punto di partenza di ogni atto educativo.

Ci piace concludere le nostre conversazioni di quest’anno con uno stralcio del discorso tenuto da Benedecamminotto XVI ai ragazzi di Azione Cattolica (nel 2009) e, attraverso loro, a tutti i bambini e i ragazzi del mondo. Il papa parla ai piccoli, ma al tempo stesso rivolge agli educatori l’invito ad avere nei loro riguardi lo stesso atteggiamento di Gesù: vederli e ascoltarli, sintonizzarsi sulla loro onda, stabilire con ciascuno un forte legame affettivo, impegnarsi perché crescano e siano felici.
«Gesù vi vede e vi sente anche se siete piccoli, anche se a volte gli adulti non vi considerano come vorreste. Gesù… vuole fermarsi da voi, stare con voi, stabilire con ciascuno una forte amicizia. Questo lo ha fatto nascendo a Betlemme e facendosi vicino ai ragazzi e agli uomini di ogni tempo… Accoglietelo nella vostra vita tutti i giorni, tra i giochi e gli impegni, nelle preghiere, quando chiede la vostra amicizia e la vostra generosità, quando siete felici e quando avete paura. Solo la presenza di Gesù nelle vostre vite dà la gioia piena, perché lui è capace di rendere sempre nuova e bella ogni cosa. Lui non vi dimentica mai».

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

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Cantando il nostro sì – Itinerari musicali di catechesi/9_Il sigillo dello Spirito

Qualche premessa: 

INTRO:
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cresima

Ed eccoci arrivati al traguardo e pronti…, o quasi, per celebrare. Abbiamo, però, ancora alcune realtà in sospeso: la celebrazione della confermazione e il diario di bordo. Il diario è stato il pentagramma su cui ognuno ha scritto le note che Dio ha consegnato passo dopo passo; la celebrazione significherà accogliere i doni che lo Spirito ci farà, per viverli. Il momento è importante: ci prepariamo a ritmo di musica? La proposta è duplice, relativa ai due livelli:
1. preparare con i ragazzi alcuni canti per la celebrazione, così da rendere il momento liturgico coinvolgente, attivo e comunicativo anche in relazione alla comunità parrocchiale;
2. attraverso l’ascolto di alcuni canti, quelli che si canteranno alla celebrazione, vivere con il gruppo un momento di preparazione dinamico e interattivo che conduca a fare sintesi, poi, sul diario di bordo.
LA CELEBRAZIONE
Sono significativi i canti dalla raccolta Vieni Soffio di Dio di D. Scarpa – F. Buttazzo: un repertorio per le Messe in cui si celebra «la confermazione », in «toni» giovanili, e di cui potreste valorizzare nello specificodonispiritosanto

  • Vieni santo Spirito di Dio: canto d’ingresso. Solenne e dinamico nel ritmo. È un canto che ben introduce i cresimandi e la comunità nel clima consono alla celebrazione del sacramento: l’attesa e l’invocazione; la consapevolezza di essere chiamati a vivere nella Chiesa come testimoni del Signore risorto.
  • Signore, pietà di noi: rito penitenziale da valorizzare opportunamente… I ragazzi sono chiamati a chiedere perdono al Signore, nella consapevolezza del grande dono che stanno per ricevere. 
  • Accendi in me: canto di invocazione, suggerito dopo l’omelia, prima del rito della confermazione. Esso si ispira alla sequenza di Pentecoste, riproposta in una formula ritmicamente giovanile e nuova. Collocato a questo punto della celebrazione, ha un significato liturgico diverso: mentre il canto d’ingresso esprimeva l’entrare dei ragazzi, insieme con la comunità nella celebrazione, diffondecome popolo, come figli; questo, come preghiera di invocazione, è un chiedere allo Spirito di «entrare» in noi, di abitarci, toccare, guarire, santificare ogni parte di noi, con i suoi doni… Questo canto è in Una terra buona di F. Cioffi.
  • Prenderemo il largo: canto finale. Molto espressivo per tutta la comunità, può essere un canto-testimonianza eseguito dai ragazzi, come gruppo, alla comunità. Sarebbe una risposta significativa che i ragazzi, in prima persona, danno a Dio, pubblicamente… Il testo, riproponendo la metafora della navigazione che, con tutti i suoi addentellati, ci ha accompagnato in questo percorso, fa da sintesi di tutto il cammino.

cresimaIL MANDATOmandato
Un momento importante, infine, si potrebbe far vivere agli ormai cresimati.
In una Eucaristia successiva, magari a una settimana di distanza dal dalla «celebrazione della confermazione», potrebbero essere chiamati per nome dal parroco il quale, davanti alla comunità, affida loro un mandato, cioè un impegno da vivere concretamente in parrocchia. Chiaramente questo è da prepararsi con lungimiranza. Per questo, verso la fine del percorso, si può prevedere una forma di contatto tra i ragazzi e i diversi gruppi di animazione presenti in parrocchia (coro, liturgia, catechesi, caritas, accoglienza, festa e animazione, oratorio, comunicazione… e chi più ne ha più ne metta!), una sorta di orientamento come si fa tra la scuola superiore e l’università, dando la possibilità di scegliere (confrontandosi con voi) in quale gruppo inserirsi. Il mandato ufficiale da parte del parroco dà ai ragazzi e alla comunità un chiaro segno di progressività e di non interruzione del cammino.

Buon cammino a tutti, allora!

 [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

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L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2013 – “… Ridire il Credo oggi”

Dossier Maggio 2013

MERIDA E L’ORSA
Credo nella pace

di Cecilia Salizzoni

Abbiamo iniziato il percorso sulla fede, a settembre, con un film della Pixar, Wall-E, che ci proiettava in un futuro postmoderno e apocalittico; concludiamo con l’opera più recente dello Studio di animazione californiano, Brave (il titolo italiano Ribelle), che ci immerge nel tempo mitico e barbarico di un regno nelle Highlands scozzesi. Là, in mezzo a una natura selvaggia e numinosa, vive la principessa Merida dalla folta chioma fiammeggiante, insieme al padre, re Fergus, alla madre, laribelle_The_brave-52341025 regina Elinor, a tre fratellini irrefrenabili. Dopo un’infanzia calda di affetti che le ha permesso di sviluppare un animo intrepido, Merida sta vivendo il conflitto più antico del mondo, tra pulsione naturale e controllo culturale, tra l’ebbrezza delle aspirazioni individuali e le costrizioni del vivere sociale; tra il principio del piacere e quello del dovere, e, non ultimo, tra la parte femminile e la parte maschile della sua natura. Insomma è nel pieno dell’adolescenza, e il conflitto assume «i tratti della madre», la regina Elinor, che incarna la norma civilizzatrice e vorrebbe dalla figlia che assumesse il «ruolo», sacrificando l’«indole». Quando, poi, pretende che Merida si sposi secondo «la ragion di stato», lo scontro esplode. L’animosa Merida avanza il diritto di entrare in lizza, in quanto primogenita, con i figli dei capo-clan, gareggiando per la propria mano; ma, così facendo, espone il regno alla divisione, tanto più che l’offesa alla tradizione è aggravata dalla superiorità che la figlia di Fergus dimostra nel tiro con l’arco. Lo scontro con la madre si radicalizza e diventa opposizione di poteri: il ruolo sociale di regina contro le forze misteriose della natura selvaggia che il desiderio furibondo, e inconsapevole, di Merida evoca, ottenendo – tramite l’incantesimo di una strega – la resa della madre all’istintualità.

Ribelle-The-Brave-Videogioco-Screenshot-3L’inattesa trasformazione della regina Elinor in un’orsa gigantesca, rivela alla ragazza l’approdo estremo della strada che sta percorrendo: la ferinità che annienta l’umanità. Se ne accorgerà con spavento quando, nella foresta, per un momento vedrà cambiare la madre: «Come se fossi un orso, anche dentro». Se non troverà il modo per sciogliere l’incantesimo, Elinor diventerà e resterà così, sempre che il padre – che ha un conto aperto con gli orsi – non la uccida. L’indicazione per riparare arriva dalla strega, autrice riluttante dell’incantesimo: «Se il destino vuoi cambiare, dentro devi guardare e lo strappo dall’orgoglio causato riparare». Non si tratta di ricucire lo strappo che Merida, in preda all’ira, ha procurato all’arazzo ricamato dalla madre. Si tratta di ricucire la lacerazione interiore tra madre e figlia. Per farlo, dovranno seguire i segni e scambiarsi i ruoli. Ora, nella foresta, è la figlia a proteggere la madre, consentendole di vivere la dimensione «naturale»; allo stesso tempo, la figlia riconosce ciò che la madre è stata per lei. Insieme troveranno la via che conduce all’antico regno, «perduto», cioè lacerato dall’egoismo del primogenito del re, che disobbedendo al volere paterno, non volle regnare insieme ai fratelli, ma da solo, con la forza, gettando il Paese nella divisione della guerra.
Merida scoprirà che quel principe è Mor’du, l’orso feroce che ha sbranato la gamba al padre, e si renderà conto che lei sta seguendo la stessa stradmerida-in-una-scena-di-ribelle-the-bravea. Insieme con la madre tornerà al castello, dov’è in atto la ribellione dei clan.
Insieme rimedieranno le antiche posizioni: Merida assumerà il ruolo della regina per ricordare ai capi il valore della loro alleanza; di fronte a loro riconoscerà il suo errore. Per parte sua Elinor sosterrà la necessità di rompere la tradizione, rimettendo ai figli la scelta dinastica. Per essere ricucita definitivamente la lacerazione, c’è ancora bisogno che madre e figlia si guardino dentro in profondità, come non hanno mai fatto, e si riconoscano reciprocamente. Allora il processo di maturazione si completa: Merida capisce che cosa ha fatto alla madre, e che quello che ha fatto a lei, lo ha fatto a se stessa. La consapevolezza raggiunge il cuore, la fa scoppiare in pianto e la trasforma. La trasformazione interiore della figlia trasforma la madre, rigenerandola all’umanità (e trasforma i tre fratellini che a loro volta avevano mangiato il dolce della strega). Alla fine della storia, entrambe sono se stesse, eppure sono cambiate.

Può sembrare una storia didascalica, ma – come afferma Elinor riguardo alla leggenda del «Regno perduto», e Merida ribelle riconoscerà – «non è soltanto una storia: le leggende sono insegnamenti.
In esse c’è la verità». E Brave ha lo spessore e la forza simbolica del mito. Un mito che riguarda innanzi tutto la questione di «genere», ma risponde anche alla questione universale e fondante della pace.
Alla radice, prima di essere frutto di scelte politiche, la pace dipende dalle scelte dei singoli, dal loro grado di consapevolezza del modo in cui il destino individuale è intessuto con quello di molti altri; come in un arazzo: è possibile separare l’uno senza rovinare l’insieme? Una volta strappato, che cosa dovrà fare Merida per ricucirlo? Chi e cosa implica il percorso di riconciliazione?
Alla fine, madre e figlia ricamano un nuovo arazzo: che cosa rappresenta e cosa significa? Iribelle-the-brave-famiglian che senso sono cambiate Merida e Elinor? In che modo il loro percorso riguarda tutti, le ragazze ma anche i ragazzi?
Le svolte del racconto sono legate a due sguardi tra madre e figlia, prima dell’incontro con i clan, in camera, e nel cerchio di pietre sacre: in cosa differiscono questi sguardi? Cosa significa «guardare dentro»? Che cosa riconosce Merida, guardando dentro la madre? Come lo esprime? Dove avviene la confessione? Ha effetto solo individuale o anche comunitario? Per che cosa passa la trasformazione fisica? Che significato assume in tutto questo la luce?
Quali analogie si possono cogliere con l’insegnamento di Gesù sul Regno dei cieli?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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FATTI DI DIO – Percorso di fede con i ragazzi

FATTI DI DIO

FATTI DI DIO Èun percorso di fede rivolto in primis a preadolescenti e adolescenti.fatti di Dio_cop

LA SUA SFIDA: riproporre ai ragazzi la fede in termini esistenziali, come cammino di riscoperta personale e comunitaria di Dio e della sua proposta di vita e di felicità, in Gesù.

I SUOI CONTENUTI: cinque tappe che, riprendendo i contenuti fondamentali del credo, articolano il percorso servendosi di dinamiche di gruppo, letture bibliche, percorsi musicali, esperienze da far vivere ai ragazzi e preghiere che diventano sintesi propositiva dell’intero cammino, vissuto nella singola tappa.

LA NOVITÀ È NEL SUPPORTO! Il prodotto offre ciò che i catechisti da tempo chiedono: il materiale è interamente in forma digitale e quindi facilmente gestibile per preparare schede personalizzabili per ogni gruppo e situazione.

DESTINATARI: catechisti, animatori, educatori, parroci che lavorano con preadolescenti e adolescenti. 

NEL LIBRETTO è descritto, passo dopo passo, l’intero percorso, con relative istruzioni per l’uso e Schede STEP 3_correzioniOK.qxprimandi ai contenuti del cd.

NEL CD sono reperibili tutte le schede di lavoro per animatori e ragazzi, necessarie per lo sviluppo dei percorsi, le tracce di preghiera, le 15 canzoni con relativi testi e partiture. Tutto scaricabile e stampabile. 

BUONO PER preparare campi scuola o per strutturare un itinerario che duri un intero anno pastorale. Per ogni tappa (e sono 5!!!), il materiale proposto è sufficiente per almeno quattro incontri.

PER ACCEDERE AI DATI: da Gestione Risorse o Risorse del Computer, cliccare col tasto destro del mouse su unità dvd-rom e quindi su APRI. Potrai così visualizzare sia le canzoni che i relativi file in pdf.

COSTO: € 9,90. Per aiutarci, anche in tempi di crisi, a combattere la pirateria!

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2013 – SERVI DELLA PAROLA

Catechisti Maggio 2013

VIVO LA FEDE

di Anna Teresa Borrelli

Viene il tempo di fare scelte sempre più importanti: nella scuola, in famiglia, al lavoro, per tutta la vita… Con le parole e con le opere siamo chiamati a far conoscere agli altri il messaggio di Gesù. Come luce che illumina siamo invitati a diffondere intorno a noi bontà e amore.scelta

Scegliere, per i ragazzi di oggi, in molte occasioni, è un’esperienza molto lontana dalla loro storia di piccoli. Sembra questa una generazione che non sa compiere scelte di bene coerenti e coraggiose.
Aiutare i ragazzi a leggere la loro esperienza di vita, per imparare a individuare quale strada percorrere, quali valutazioni operare, su che cosa fondare «un sereno discernimento» diventa una sfida sempre nuova per chi è chiamato ad accompagnarli «a diventare grandi», e soprattutto a diventare grandi «insieme».

I ragazzi ripercorrono il cammino fatto, come gruppo, durante l’anno e si preparano a vivere l’estate come un tempo camminoimportante per continuare a seguire il Signore.
In mezzo alla stanza, si collocano due grandi scatole, contenenti, quella rossa, grandi tessere che rappresentano i diversi momenti vissuti dal gruppo. Si tratta di fare memoria dei passi più importanti compiuti insieme. Le tessere siano preparate con le foto dei diversi incontri/momenti o con oggetti, segni che rimandano a quell’evento.
Nella scatola verde si mettono strisce con i nomi dei membri del gruppo, delle persone incontrate, e gli atteggiamenti maturati.

Con un gioco a staffetta i ragazzi estraggono dalla prima scatola una tessera che rappresenta uno degli eventi vissuti e provano ad abbinare ad essa le persone, con le quali l’hanno condiviso, e gli atteggiamenti matupuzzlerati. Si mettono, quindi, una accanto all’altra le diverse tessere, con quanto ad esse collegato e si realizza, così, la strada percorsa.
Il catechista invita i ragazzi a chiedersi che cosa unisce i diversi momenti, perché li hanno vissuti insieme, che cosa/chi li ha spinti a compiere alcune scelte, come possono continuare a sperimentare la gioia di questi momenti. È bene che emerga che seguire Gesù è ascoltare la sua Parola, incontrarlo nei sacramenti, ma anche testimoniare con la vita il suo amore.

I ragazzi si confrontano lampadacon il brano della Lettera di Giacomo (2,14-18).
Il catechista mostra al gruppo altre due tessere che rappresentano una, alcune opere della carità, l’altra, l’immagine di una lampada che pone lungo la strada realizzata nell’attività precedente.
Egli orienta in questa direzione: aiuta i ragazzi a comprendere cosa sia la fede: un dono che deve essere riconosciuto, accolto, vissuto pienamente; una fede che non possiamo solo professare, ma che si realizza compiendo scelte di bene, per la nostra vita e per quella dei fratelli e delle sorelle.
Giacomo ci parla delle opere, dei frutti di bene che ciascun cristiano è chiamato a «portare» e di come questi frutti siano il segno visibile della presenza viva di Gesù in noi.
Gesù ci invita ad essere luce nel mondo e ad avere il coraggio di esserlo per testimoniare il suo amore e la sua bontà.

Il gruppo è invitato, ora, a conoscere l’esperienza molto significativa di una persona chbambinie ha scelto di donare la sua vita per il bene degli altri, di impegnarsi, anche in terre lontane, per portare l’aiuto concreto, fatto di cibo, di medicine, di vaccinazioni a favore di bambini, poveri e ammalati della foresta equatoriale del Congo (Africa), onde evitare l’estinzione delle popolazioni dei pigmei e dei bantu e comunicare, così, Gesù, con la vita. Si può vedere insieme il video, al seguente link http://www.gloria.tv/?media=173187 che mostra, appunto, «le opere di bene» che realizza Rino Martinez, cantautore e messaggero di pace, aiutato da medici e infermieri.
Una figura significativa che testimonia la bellezza della fede vissuta accanto ai più diseredati.
Al termine della visione il catechista invita i ragazzi a rappresentare, su una grande tessera, cosa li ha colpiti di più dell’impegno di questo testimone credibile della fede.

Il gruppo, a questo punto, si ritrova in chiesa per un momento di preghiera che aiuta i ragazzi a ringraziare il Signore per il dono della fede.donare
Si proclamazione questa Parola: Gc 2, 14-18.
In risposta alla Parola, ogni ragazzo riceve una tessera sulla quale è invitato a scrivere la sua opera di bontà, il frutto di bene che rende concreta e viva la sua fede.

E per finire il gruppo si impegna a individuare un progetto di solidarietà grazie al quale i ragazzi possano sentirsi protagonisti e testimoni della loro fede. Il tempo estivo diventa un tempo dedicato a portare frutti di bene verso chi ha bisogno di un sorriso e di un gesto di carità.
Segno: si consegna un panino da portare a casa e da condividere con i propri familiari.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

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