Ascoltate e vivrete – Buona domenica! – II domenica di Quaresima – anno B
«Questo è il Figlio mio... ascoltatelo!» (Mc 9,7)
«Questi è il figlio mio, l’amato». Avevamo già ascoltato queste parole, l’evangelista le aveva già raccontate. Era già accaduto nel giorno del battesimo al Giordano, ma quelle parole, in quel momento, erano riservate a lui, solo a lui, a Gesù di Nazaret, quasi fossero una pacca sulle spalle data da un padre al figlio.
Questa v
olta però le cose stanno diversamente. Sono parole rivolte ai discepoli, sono un invito ad ascoltare e seguire. Risuonano come una consegna, quella che un padre fa del proprio figlio amato.
È come se ci dicesse: «È lui! Lo avete atteso, lo avete invocato e ora è qui per voi, perché lo seguiate e impariate da lui!».
Mosè ed Elia svettano accanto al Figlio e fanno riecheggiare nella memoria il grido dei tanti figli che in ogni tempo hanno invocato l’aiuto di Dio, la sua liberazione, il suo perdono. Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti ci sono per ricordare le volte in cui Dio ha ascoltato, come padre buono, le preghiere del suo popolo, per non dimenticare le infinite volte in cui Lui ha sollevato alla sua guancia Israele, come un figlioletto amato, per ricondurlo a sé, per difenderlo dal male, per non abbandonarlo in balia di se stesso.
La storia ha conosciuto, fin dai tempi antichi, il racconto di un Dio che si è avvicinato al suo popolo e lo ha salvato.
Ma oggi nel Figlio amato, ognuno di noi può conoscere il volto di Dio, la sua voce, il suo essere tra noi, per noi, per amore. Continua a leggere Ascoltate e vivrete – Buona domenica! – II domenica di Quaresima – anno B
Testimoni ieri e oggi_Simone il leone
Simone il leone
di Lorena D’Avola – Maria Grazia Meloni
Ormai in questa nostra rubrica ci siamo abituati a raccontare storie di persone, come noi, che però vivono o hanno vissuto vite particolari, che annunciano con coraggio il loro esistere, nonostante le limitazioni di una
malattia o della società. Infondo tutti noi nella nostra unicità viviamo vite “particolari”, ma quello che fa la differenza è la testimonianza di una vita vissuta nella sua pienezza, seppure nella sua complessità. E non vissuta secondo dei criteri più o meno validi perché massificabili e quindi accettabili, spesso, solo per superficialità.
Ed oggi, la storia che voglio raccontarvi è quella di Simone il leone! E ve la racconterò col sostegno di Lorena, la mamma di Simone, una donna speciale, come il suo bambino! Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_Simone il leone
Infinite possibilità per vivere – Buona domenica! – I domenica di Quaresima – anno B
«Convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,12-15)
Quaranta giorni.
Su questo lembo di tempo vorrei che, oggi, la nostra attenzione si
fermasse. Quaranta giorni per Gesù nel deserto, quaranta giorni di contatto con le bestie e con gli angeli, con il male e con il bene; quaranta giorni per noi, per entrare in contatto con la parte più tenebrosa di ciò che siamo e con quella più luminosa. Oggi, in questo angolo di storia così profondamente segnato da mille forme di violenza e disperazione, di resa e di suicidi della coscienza, non voglio pensare semplicemente alla quaresima come a un tempo di penitenza e di
morte. Voglio ricordare a me stessa che questo è un tempo per vivere, per risorgere, per incontrarci con quanto di più bello vive in noi e farlo risplendere, per incontrare Dio nei tanti deserti dell’anima, dove si fatica ad abbeverarsi di speranza. Continua a leggere Infinite possibilità per vivere – Buona domenica! – I domenica di Quaresima – anno B
L’amore tocca – Buona domenica! – VI domenica del Tempo Ordinario – anno B
«Se vuoi, puoi purificarmi!» «Lo voglio, sii purificato!» (Mc 1,40-45)
«La legge dice, ma io vi dico… ». Quante volte abbiamo sentito queste parole pronunciate da Gesù, nel vangelo. Per quanto all’apparenza fuorvianti, di fatto non ci hanno consegnato né un fuorilegge, né uno che della legge abbia fatto un alibi. Al con
trario, ci hanno aiutato a scoprire in Gesù un perfezionatore della legge, un uomo dalla coscienza talmente fine e delicata da insegnarci a comprendere il reale valore di ogni legge. Tendere la mano e
toccare un lebbroso, era un atto proibito dalla legge del suo tempo: proibito al lebbroso e proibito al buono di turno. Ma si sa, per Gesù la legge è fatta per l’uomo e non viceversa; e così toccare un sofferente, rischiando, era la sola risposta possibile da dare a un uomo malato che supplica in ginocchio. Continua a leggere L’amore tocca – Buona domenica! – VI domenica del Tempo Ordinario – anno B
Tutto per il Vangelo – Buona domenica! – V domenica del Tempo Ordinario – anno B
Andiamo, perché io predichi, per questo sono venuto! (Mc 1,29-39)
Cos’è il vangelo e perché Gesù lo considera il motore di tutta la sua vita? Perché gente come Paolo, l’apostolo, lo descrive come un fuoco che brucia dentro, una sorta di irrefrenabile spinta interiore? Il vangelo è notizia di pace tra echi di guerra, scintilla luminosa nel buio della notte, un arcobaleno che fendente le oscure nubi in giorni di
tempesta, un raggio di sole che riscalda anche i giorni più gelidi: è il dono di Dio all’umanità… il più bel dono, la sua più bella risposta alle preghiere dell’ uomo. Per questo, di fronte alla forza totalizzante delle affermazioni dell’apostolo Paolo, non riesco a trattenermi dal condividere con voi, la gioia per il particolare mandato, affidato a tutte noi Figlie di San Paolo – annunciare il Vangelo nel mondo della comunicazione – e per un’occasione così particolare, quale il centenario della nostra congregazione, iniziato proprio nello scorso 5 febbraio. Gioia, perché grazie a uomini e donne, consacrati e laici, questa straordinaria bella notizia continua a risplendere, diventando benedizione per tutta l’umanità. Gioia, perché come Paolo, anche oggi, nuovi apostoli sono inviati a percorrere le autostrade informatiche e tecnologiche perché il vangelo corra e raggiunga i cuori.
UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE
Noi ti benediciamo, Signore, per tutti gli apostoli che, oggi, continuano a far risuonare il vangelo nel mondo. Ti benediciamo per chi, come Paolo, Alberione e Tecla, presta piedi, cuore, mente al vangelo, ogni giorno, facendolo risplendere nella vita e nel mondo. Per chi, in ogni istante, inventa, progetta e percorre vie nuove e inedite perché la Parola si diffonda e sia accolta. Amen
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Ora tocca a te! ;-) – V tappa di Tour of happiness – da Ragazzi & Dintorni Febbraio 2015
Tour of happiness
V tappa: Ora tocca a te! 😉
di Dalia Mariniello
OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della quarta beatitudine:
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5,7).
APPUNTI PER UN INCONTRO
Prima di vivere il momento celebrativo come indicato nella rubrica Celebrazioni sul Dossier
Ragazzi & Dintorni di Febbraio, vi propongo di vivere un incontro propedeutico in cui affrontare il tema della misericordia e delle sue opere.
Qualche breve spunto:
Il termine misericordia >>> deriva dal latino misericordia, derivato di miserĭcors-cordis ‘misericorde’. L’enciclopedia Treccani ne dà questa definizione:
Sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla; anche, sentimento di pietà che muove a soccorrere, a perdonare, a desistere da una punizione…
In modo esemplificativo dunque Chi è il misericordioso? >>> Misericordioso è colui che mosso da un sentimento di pietas AGISCE per aiutare gli altri, se ne prende cura e PERDONA coloro che peccano. Continua a leggere Ora tocca a te! 😉 – V tappa di Tour of happiness – da Ragazzi & Dintorni Febbraio 2015
Parole che fanno vivere– Buona domenica! – IV domenica del Tempo Ordinario – anno B
«Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta» dalla Liturgia
Quanto vorremmo sentire anche oggi: parole potenti, tanto da scuotere il male, parole vere che vibrano nel cuore, parole che ti fanno sentire bene, ti danno vita, speranza, voglia di futuro.
Siamo avvolti dalle parole: pronunciate, scritte, cantate, inviate, fotografate, musicate. Spesso siamo vittime innocenti di parole che uccidono in nome della libertà ma, ancora più spesso, siamo i carnefici. Continua a leggere Parole che fanno vivere– Buona domenica! – IV domenica del Tempo Ordinario – anno B
PERDERSI E RITROVARSI – CATECHISTI PARROCCHIALI – Febbraio 2015
Smarrirsi: un’esperienza che ci riguarda
A chi di noi non è capitato mai di perdersi, magari in un dedalo di viuzze di un centro storico, particolarmente antico e privo di indicazioni? A chi, camminando in montagna, non è capitato di sbagliare il viottolo sulla strada del ritorno?
DALLA PAROLA ALLA VITA – Perdersi
Ciò che ci succede sul piano delle esperienze fisiche, di sovente tocca anche la nostra vita morale e spirituale.
- Per disattenzione, pigrizia, cattiva volontà, per desiderio di avventurarci in realtà che ci attraggono e, insieme, ci Spaventano, possiamo ritrovarci in situazioni difficili e sentirci «perduti», senza aiuto e senza via di scampo.

- Alla pecorella della parabola capita qualcosa di simile: si allontana dalle strade sicure, si ritrova in mezzo alle difficoltà, non sa più come tornare all’ovile.
- La perdita della sicurezza esistenziale è la conseguenza del perdersi, del ritrovarsi in alto mare, in balia di tutto e di tutti.
- Il peccato, inteso non solo come un singolo atto, ma come un insieme di comportamenti, di atteggiamenti è, in un certo senso, un dis-orientamento. Nel salmo Miserere (Sal 50 [51]), la prima strofa parla del peccato con tre termini: ribellione (pesha), disarmonia (‘awon), smarrimento (hatta).
- Il peccato è il venir meno a una relazione di fiducia e di amore; non è semplicemente trasgressione di legge o norma.
- Il peccato è «disarmonia», ossia una condizione di allontanamento dal senso più autentico di se stessi. In ebraico il vocabolo ‘awon indica l’azione di mancare il bersaglio o di uscire fuori strada.
- Il peccato è, infine, «smarrimento/fallimento».
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Testimoni ieri e oggi_Giastin, Rosaria e Cosimo Gravina: quando amare non è consapevolezza…
Ingannevole come l’amore…
quando amare non è consapevolezza…
di Maria Grazia Meloni
Rosaria, Giastin e Cosimo hanno saputo riconoscere l’Amore, e lo hanno vissuto pienamente. Hanno amato davvero! Nella fierezza della loro bellezza!
Ma chi sono?
Rosaria, Giastin e Cosimo sono tre fratelli della provincia di Foggia.
Ragazzi speciali! Che hanno vissuto una vita semplice, normale. Seppure con le difficoltà di una malattia complessa. Tutti e tre erano affetti da amiotrofia spinale, o atrofia muscolare spinale (SMA) che appartiene a un gruppo di patologie dovute alla degenerazione delle cellule cosiddette “corna anteriori del midollo spinale”, cellule deputate all’innervazione motoria della muscolatura scheletrica. Inoltre, erano affetti da un grosso deficit immunitario, per cui erano costretti a vivere in casa per molti mesi, per evitare di essere attaccati da qualunque piccolo virus. E paradossalmente, sono proprio i lunghi periodi chiusi in casa a donare loro la gioia di vivere. Infatti, attraverso l’armonia del tempo che passa e dello scorrere delle sue stagioni, i ragazzi si sono sempre lasciati guidare nel cammino delle loro giornate dai colori che scorgevano dalla finestra. Giastin, la pittrice poetessa dei tre, parla in prosa delle emozioni date dai colori visti da fuori, gli stessi che descrivevano con fiera limpidezza anche i suoi bellissimi quadri.
Nei sogni di questi ragazzi, nati come abbiamo detto da dietro la finestra, Giastin e i suoi fratelli hanno osservato e raccontato la
vita attraverso gli occhi della Fede, affidandosi a Dio in tutto. Nella gioia! Rosaria, Cosimo e Giastin l’hanno espressa con la stessa passione e allegria con cui quest’ultima manifestava il suo desiderio di danzare e toccare la neve, cosa molto difficile, e nel sogno di diventare una pittrice “non dico famosa, ma almeno conosciuta”. Ecco questa è Giastin, una ragazza piena di ironia, capace di disarmare chiunque le si avvicini con l’orgoglio di chi si crede migliore.
“Giastin adorava sognare, per lei il sogno era la vita, era innamorata della vita nonostante quest’ultima non le avesse reso le cose tanto facili. Lei però non ha mai fatto della sua malattia un limite perché con la sua mente e la sua spiccata fantasia riusciva a realizzare, anche se non fisicamente, ogni piccolo desiderio che le passava per la testa. Ad esempio a Giastin sarebbe tanto piaciuto danzare ma le gambe non la reggevano in piedi, non erano le gambe di una ballerina. A lei non importava però perché diceva ‘a volte vorremmo essere migliori per gli altri, ma basta procurarsi un paio di ali e siamo perfetti per Dio, questa è l’unica cosa che conta’. Ecco come Giastin rendeva realizzabile anche l’impossibile. Il giorno del suo volo è salita dal suo Dio con un paio di scarpette da ballerina e così ha continuato il suo sogno anche dinanzi al suo grande Amore”.
Giastin e prima di lei Rosaria e poi anche Cosimo sono volati tutti via… Hanno raggiunto l’Amore tanto desiderato. Lasciando a noi un esempio e una bellezza straordinaria. Per la loro mamma e il loro papà, due persone eccezionali nella loro normalità, sono stati come un triplice atto di donazione d’amore a Dio. E seppure con dolore li hanno lasciati andare via, li hanno condotti in pace verso la pienezza della vita.
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande
è la vostra ricompensa nei cieli”.
(Matteo 5, 3-12)
Clikka “mi piace” sulla pagina facebook dedicata ai tre fratelli Gravina >>> Rosaria, Giastin e Cosimo Gravina
Da leggere in ricordo della bellezza espressa da Giastin!
—> “… e continua a volare…”, Giastin Gravina, Claudio Grenzi Editore, Foggia 2003 (http://giastin.altervista.org/poesie.html)
Per conoscere meglio Giastin e i suoi fratelli vi suggeriamo di guardare i loro video!!!
- Un inno alla vita: la storia di Rosaria, Giastin e Cosimo >>>http://youtu.be/QYRpoTiRLdo
- GIASTIN- Sorriso di Dio >>>http://youtu.be/7-ho8TwNMc4
- Auguri di Buon Natale da Cosimo!!! >>>http://youtu.be/wRpx3aJAclI
ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI
A chi di noi non è capitato mai di perdersi, magari in un dedalo di viuzze di un centro storico, particolarmente antico e privo di indicazioni? A chi, camminando in montagna, non è capitato di sbagliare il viottolo sulla strada del ritorno?