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Guardare in cielo – BUONA DOMENICA! ASCENSIONE – ANNO B

 «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura»
Mc 16,15

Guardare in cielo: quando qualcuno lo fa, qualcun altro pensa che sia un uomo o una donna di fede, un credente che in situazioni difficili sa a chi affidarsi. Eppure quei due uomini in bianche vesti – di cui per un breve momento il Vangelo di questa domenica parla –, un gruppo di discepoli particolarmente impegnati a fissare il cielo, mentre Gesù spariva ai loro occhi, chiedono: “Perché state a guardare il cielo?”
Già… perché? Cosa ci aspettiamo che accada? Cosa vorremmo vedere accadere? È in cielo che abbiamo collocato Dio, anche se lui ha più volte scelto la terra. È in cielo che da millenni blocchiamo le nostre preghiere. È al cielo che affidiamo ogni giustificazione all’assurdo dolore. È il cielo che ergiamo a custode dei nostri silenzi. Eppure… Già, eppure…
Eppure siamo figli di un Dio che da quel cielo è sceso.
Siamo discepoli di un maestro che si è sporcato di terra.
Siamo testimoni di un Risorto che ci ha investiti di un chiaro mandato: andare nel mondo, piedi e mani imbrattate di mondo, perché il mondo e i suoi abitanti sono creatura delle sue stesse mani, figli che il suo amore ha generato. Andare per far riecheggiare nel mondo una buona novella, la buona novella: siamo dei salvati, se lo vogliamo possiamo essere raggiunti dall’amore.
Siamo credenti la cui vita scomoda, perché è attraversata da segni non addomesticabili: scacciare il male, parlare lingue nuove, dominare veleni serpeggianti, guarire. E credere significa esattamente questo. Credere ha a che fare con la terra non con il cielo. Perché l’unico cielo a cui il vero credente pensa è il Cielo che gli vive dentro, che rende trasparente la sua vita, che gli insegna a piangere le lacrime del mondo e a vibrare della gioia del mondo.
E allora, perché stiamo ancora lì a guardare il cielo?
Il Cielo è in noi, tra noi: andiamo, il mondo, questo mondo, ha bisogno di Vangelo.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Vita risorta

Signore risorto,
oggi ci invii per le strade del mondo,
tra la gente, a seminare letizia,
salvezza, speranza, guarigione,
passione, fraternità, amicizia,
umanità, affetto:
questo è il profumo del Vangelo.
Questo è Vangelo.
Insegnaci a vivere da credenti veramente risorti.
Da credenti seminatori di vita.
Da credenti non separati dalla terra,
ma impastati di terra e di cielo.
Signore insegnaci a risorgere,
perché di null’altro se non di vita risorta
ha bisogno il mondo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

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Classificazione: 5 su 5.

Ciò che vi comando – BUONA DOMENICA! VI Domenica di Pasqua – ANNO B

 «Rimanete nel mio amore»
Gv 15,9

Siamo credenti! E come credenti abbiamo fatto dei comandamenti di Dio la nostra regola di vita, la legge della nostra stessa coscienza. Abbiamo fatto delle sue norme l’ago della bilancia della nostra felicità, della pace che concediamo al nostro cuore. A volte con le nostre stesse mani abbiamo legato mani e piedi alla nostra intelligenza, convincendoci che determinate regole fossero la sua volontà, i suoi comandamenti, le sue parole normative sulla nostra vita e sulla vita dell’umanità tutta. Leggi a cui dire ciecamente «sì».
Salvo poi scoprire che quelle leggi e quelle norme erano monche, parziali, non ancora compiute… in Gesù di Nazaret. È lui, è la sua vicenda umana, è la sua persona fatta carne ciò che ci permette di andare oltre le nostre umane e parziali interpretazioni dell’antica legge fatta da Dio con i nostri padri e madri nella fede. È Gesù di Nazaret a farci vedere, e quindi conoscere, la verità di Dio, del suo volto, della sua volontà che è amore. Sono le sue parole a rivelarci vie nuove, piastrellate di felicità, pienezza, amore.
Della sua avventura umana ricordiamo quasi sempre solo la croce. Ed è la croce che abbiamo assunto come assoluto della volontà di Dio. Come se solo da lì potesse passare il suo amore. E invece dovremmo con coraggio perderci molto più spesso in pagine come quelle che la liturgia oggi ci propone. Pagine trabordanti di amore, di tenerezza, di passione allo stato puro. Pagine grazie alle quali l’evangelista Giovanni ci fa contemplare la bellezza dell’amore che unisce il Padre e il Figlio, e il Padre e il Figlio a noi, a ognuno di noi, all’umanità tutta. Pagine che ci raccontano una relazione d’amore: quella di un Dio che ha amato a tal punto la condizione umana da diventare uno di noi. Quella di un Dio che continua a sceglierci, a farci suoi amici, ad affidarci l’eredità più grande, il suo vero comandamento: amare. Perché solo chi ama rende bello il mondo. Solo chi ama regala vita. Solo chi ama libera la vita.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Essere amore

Signore Gesù, ci scegli,
oggi come ieri e ci affidi l’eredità più bella,
il comandamento autentico: amare.
Perché amore scorre tra te e il Padre.
Amore ha dato vita all’universo.
Amore continua a liberare scintille di eternità.
Amore fa germogliare futuro.
Rendici amore, Signore Gesù,
per essere linfa che scorre
tra te e ogni sorella e fratello,
liberando vita.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 15,9-17)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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Classificazione: 5 su 5.

Semina la pace! ;-) – VII tappa di Tour of happiness -da Ragazzi & Dintorni Aprile 2015

Tour of happiness

VII tappa: Semina la pace

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della settima beatitudine:

Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).

Il riferimento completo è alla rubrica Celebrazioni sul Dossier Ragazzi&Dintorni della rivista di formazione catechistica Catechisti Parrocchiali n. 4 – Aprile 2015.

Stretta di Mani

IL SEGNO: SEMINA LA PACE

Come proposto nell’articolo, per vivere il momento celebrativo che porta a riflettere sugli operatori di pace, il segno da vivere è quello di seminare in prima persona la pace! In che modo?    Continua a leggere Semina la pace! 😉 – VII tappa di Tour of happiness -da Ragazzi & Dintorni Aprile 2015

Vediamoci chiaro ;-) – VI tappa di Tour of happiness -da Ragazzi & Dintorni Marzo 2015

Tour of happiness

VI tappa: Vediamoci chiaro

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della sesta beatitudine:

Beati i puri di cuore
perchè vedranno Dio (Mt 5,8).

Il riferimento completo è alla rubrica Celebrazioni sul Dossier Ragazzi&Dintorni della rivista di formazione catechistica Catechisti Parrocchiali n. 3 – Marzo 2015.

INDICAZIONI PER UN INCONTRO: AL TRIBUNALE DELLA RAGIONE

Quella di Susanna e Daniele non è un passo particolarmente conosciuto dai più al pari di parabole o brani sulla vita di Gesù. Pertanto è difficile trovare video, film, cartoni animati che possano servire per semplificarne la comprensione.    Continua a leggere Vediamoci chiaro 😉 – VI tappa di Tour of happiness -da Ragazzi & Dintorni Marzo 2015

Ora tocca a te! ;-) – V tappa di Tour of happiness – da Ragazzi & Dintorni Febbraio 2015

Tour of happiness

V tappa: Ora tocca a te! 😉

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della quarta beatitudine:

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5,7).

APPUNTI PER UN INCONTRO

Prima di vivere il momento celebrativo come indicato nella rubrica Celebrazioni sul Dossier indifferenza-1Ragazzi & Dintorni di Febbraio, vi propongo di vivere un incontro propedeutico in cui affrontare il tema della misericordia e delle sue opere.

Qualche breve spunto:

Il termine misericordia >>> deriva dal latino misericordia, derivato di miserĭcors-cordis ‘misericorde’. L’enciclopedia Treccani ne dà questa definizione:

Sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla; anche, sentimento di pietà che muove a soccorrere, a perdonare, a desistere da una punizione…

In modo esemplificativo dunque Chi è il misericordioso? >>> Misericordioso è colui che mosso da un sentimento di pietas AGISCE per aiutare gli altri, se ne prende cura e PERDONA coloro che peccano.    Continua a leggere Ora tocca a te! 😉 – V tappa di Tour of happiness – da Ragazzi & Dintorni Febbraio 2015

La presunzione di dare tutto – Buona domenica! – Domenica di Cristo Re dell’universo – A

Elemosina

Venite benedetti…
ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare!

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,34-35)
domenica di Cristo Re dell’universo – Anno A

LA PRESUNZIONE DI DARE TUTTO

È un assurdo rischio, ma a correrlo siamo in tanti: suore, frati, sacerdoti, laici, e ognuno a suo modo.
Di cosa sto parlando?! Dell’assurda pretesa di aver dato tutto a Dio.aiutare È il rischio che corriamo quando, di fronte alla storia che chiama, al bene da fare, all’avvento di Dio nel mondo e nella vita dei nostri fratelli, noi ci sentiamo apposto, al sicuro, perché nel nostro piccolo sentiamo di aver dato tutto: la vita, le idee, il tempo.
Difficilmente riconosciamo la possibilità di restarne invischiati, ma quel sentirci con la coscienza apposto, infondo, ci allontana dalle posizioni scomode di chi è sempre alla ricerca del bene da compiersi qui e ora, come risposta concreta a Dio che oggi continua a farsi carne, parola, salvezza.    Continua a leggere La presunzione di dare tutto – Buona domenica! – Domenica di Cristo Re dell’universo – A

Figli della luce – Buona domenica! – XXXIII domenica T.O. A

la semina

Avverrà come di un uomo che
chiamò i suoi servi
e consegnò loro i suoi beni.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,14)
XXXIII domenica del T.O. – Anno A

FIGLI DELLA LUCE

Verrà… il Signore verrà! La Chiesa lo crede da sempre e continua a crederlo e ad annunciarlo. Verrà, come un giorno è già venuto… verrà tra noi, accarezzerà la nostra miseria, come un giornovita nascere ha accarezzato e guarito ogni malattia. Non sarà come la venuta di uno sconosciuto, né come quella di un temuto giustiziere. Il Signore ci ha dato doni preziosi: la vita, il fratello e la sorella, il mondo che ci circonda e ogni creatura che in esso esiste, l’intelligenza e la capacità di amare, la ragione e la possibilità di conoscere. Li ha affidati alla nostra libertà perché dalle nostre mani possa ogni giorno nascere vita, essere seminata la speranza, coltivata la carità.
La sua venuta non sarà altro se non quella di un contadino che va nei campi per raccogliere il frutto maturo di ciò che ha seminato e coltivato pazientemente.
uva Ma allora di cosa aver paura?
Credere che un giorno, presto o tardi, Dio ci chiamerà a sé per incontrarlo faccia a faccia è esperienza di attesa gioiosa; è possibilità di vivere la pienezza di una vita che abbiamo sempre sperato e seminato, anche faticosamente, istante dopo istante. Prima di noi, oltre noi e in noi, c’è una luce che nulla e nessuno potrà spegnere. Questa è la nostra gioia. Questa è la nostra possibilità di sperare, sempre!    Continua a leggere Figli della luce – Buona domenica! – XXXIII domenica T.O. A

È vivo! – Buona domenica! – Commemorazione dei defunti

Il-fiore-della-Speranza

Chiunque vede il Figlio
e crede in lui
avrà la vita eterna.

Dal Vangelo Gv 6,40
Commemorazione dei defunti – Anno A

È VIVO!

Quanta è strana la nostra fede: per noi che crediamo, morire significa vivere. Ci pensiamo forse troppo poco o forse ci lasciamo prendere dal senso forte di un distacco insuperabile e drammatico. Eppure, la morte dice il sì definitivo a un Dio in cui abbiamo creduto, di cui ci siamo fidati, anche nei momenti più difficili, anche quando la sofferenza stava consumando la carne, le relazioni, la fiducia… anche quando la paura del dopo stava lentamente togliendo ossigeno alla nostra preghiera.

Ci pensiamo poco, ma in fondo la morte ci fa sperimentare ciò che tante volte abbiamo sentito dalle parole di Giobbe: «Io vedo Dio, i miei occhi lo vedono, ora che la morte non ha più potere sul mio corpo, io risorgo con il mio Dio, e in lui vivo!».

Questa è la bellezza straordinaria della nostra fede! Credere nella resurrezione ci rende vittoriosi sulla morte; ci permette di vivere una comunione piena con il Dio della nostra fede. E a noi, che restiamo qui, se sorella morte ci fa sentire tutta l’impotenza umana, la fede ci regala un’ennesima possibilità: in Dio, nella relazione con Lui, nella preghiera, noi continuiamo a poter incontrare coloro da cui la morte ci ha separati!

Credere… questo fa vivere!

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore Risorto, tu sei vita
che sgorga dalla morte;
sei l’annuncio di una
solidarietà eterna
tra il cielo e la terra;
sei la possibilità di una vita
che la morte non può uccidere.

La fede in te ci aiuti ad
alzare lo sguardo dalla terra
e ci insegni a sperare;
ricordi alle nostre lacrime
che nulla finisce con la morte
e che in te, possiamo
continuare ad amare,
anche coloro da cui la morte
ci ha separato. Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

La fede in Gesù ti fa vivere, superare la morte, spezzare la sua lancia. Non temere! Come lui, anche tu, uscirai dal sepolcro e vivrai, perché il Signore è vita.

DAL VANGELO della domenica [Gv 6,37-40]

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

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commemorazione defunti

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Fratello straniero… – Buona domenica! – XXX del Tempo Ordinario

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Maestro,
qual è il grande comandamento?

Dal vangelo di Matteo (Mt 22,36)
XXX DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A

FRATELLO STRANIERO

Mentre scrivo ho ancora nel cuore l’amarezza, che si riaffaccia tutte le volte in cui vedo persone associare l’appellativo “cristiano” alla lotta contro gli immigrati, in difesa dei propri confini, della propria religione, del futuro dei propri figli e, diciamo pure, del proprio equilibrio. Stesse stranieropersone che di fatto, vivono in territori segnati dall’omertà, dalle logiche di privilegio, dalle mille forme di usura: non solo non lottano, ma fanno finta di non vedere o, peggio, considerano il male una sorta di necessario compromesso del vivere civile.
Quando poi ti capita, o lo fai capitare, di trovarti davanti a pagine bibliche che ti mettono di fronte lo straniero con i suoi figli e la sua storia, il padre disoccupato, la madre costretta alla prostituzione, la famiglia che ha bisogno di un prestito, dei bambini con i loro genitori appena sfrattati, un ragazzino che spaccia, allora capisci che non puoi armarti di un crocifisso come di una qualsiasi bandiera ideologica, non puoi usare il nome di Dio, perché il suo nome si offre solo a chi lo usa come strumento di accoglienza e di salvezza.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Ce lo hai insegnato, Signore Gesù,
e dopo duemila anni avremmo dovuto impararlo…
non esistono stranieri in questo mondo,
perché ci hai reso tutti fratelli.

Con la tua vita ci hai insegnato
a unire il cielo e la terra,
l’amore per un Dio che non vediamo,
con l’amore per un prossimo che vediamo
ed è diverso da noi.

Ma più che sentirci cittadini del tuo regno,
preferiamo conservare i confini di questo mondo
e delle sue ingiustizie,
dimenticando che oggi
il forestiero, l’indigente,
l’orfano, la vedova, il debole
sono affidati alla nostra libertà.

Signore, insegnaci ad amare
Dio nel prossimo.

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Non tu, ma tuo fratello può dire se la tua fede è vera, perché solo lui può dirti se dalle tue carezze e parole riesce a incontrare il Dio che hai incontrato tu.

DAL VANGELO della domenica [Mt 22,34-40]

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

XXX domenica TO

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Amare è ancora possibile?

Quando ascolto la cronaca, mi convinco sempre di più che c’è qualcosa nel nostro modo di vivere che ci disumanizza, ci toglie l’anima.
E’ come se una spirale perversa ci stesse travolgendo tutti, nostro malgrado, in atti scoordinati di follia quotidiana. LaViolenza
Persino la violenza sta correndo su strade di incredibile e inaudita ferocia… è come se tutto ci stesse anestetizzando, come se le notizie ci stessero abituando al male, come se la violenza delle fiction stesse convincendo la nostra mente a percorrere strade di nuova normalità, in cui Abele non può vivere, e Caino ha molto da insegnare.

Eppure tutto questo non scusa il nostro torpore.
La ferocia non legittima il male.
Abbiamo uno scrigno e un tesoro che vuole vivere: la nostra coscienza!    Continua a leggere Amare è ancora possibile?