Fare? – BUONA DOMENICA! XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

«Maestro buono che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»

Ve lo dico con il cuore: questa domanda mi fa arrabbiare. Ma non perché pronunciata da quel tale che corse incontro a Gesù. Perché lui, figlio del suo tempo e della sua tradizione, non poteva pensare altro se non che la vita eterna fosse un premio da conquistare a qualsiasi costo. Quest’uomo però con ogni probabilità era consapevole dei suoi limiti e incapacità. Da che cosa lo capiamo? Punta sulla bontà del Maestro.

Se si reputasse meritevole in forza delle sue azioni, probabilmente avrebbe puntato sulla giustizia. Come altri infondo… E invece è come se intuisse che per avere un’eredità preziosa come la vita eterna ci sia un’eccedenza inconquistabile con il solo sforzo personale.

Ma ritorniamo alla domanda.

Ecco, lo ripeto, questa domanda pronunciata oggi, da noi, mi fa arrabbiare: pronunciata nei confronti di bambini e ragazzi che stanno imparando a conoscere Dio; pronunciata da chi dovrebbe accompagnarci a Dio; pronunciata da noi stessi di fronte allo specchio della nostra coscienza o davanti a un tabernacolo. Questa domanda oggi mi lascia l’amaro in bocca, perché mi fa pensare che del Vangelo abbiamo ascoltato poco e da Gesù imparato nulla.

Gesù sposta il baricentro. Non la sicurezza del fare, non la perfezione dell’agire ci rende eredi della vita di Dio, ma l’essere spogli di noi stessi, poveri di ogni sicurezza ostentata, svuotati di ogni sforzo ben riuscito:

questo il senso di quel «Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri».

Già, vendere tutto significa non poter più conquistare nulla. E allora forse il segreto è lì: la vita eterna, cioè la vita di Dio, può traboccare solo in colei e in colui che non ha più nulla, che non è più in grado di dare nulla, perché ha già dato tutto.

È consegnarsi. È dipendere. È essere totalmente nelle mani della bontà di Dio.

È difficile, mi direte. Lo è. Non è mai facile, ma non per questo non dobbiamo provarci. Si cresce, anche nell’affidarsi a Dio, ogni giorno un tantino di più.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Insegnaci a vendere tutto!

Signore Gesù,
abbiamo paura di vendere tutto,
di mollare ogni sicurezza,
di lasciare la presa di ogni ricchezza:
rappresentano l’ultima possibilità di riscatto
in tempi di carestia di affetto,
di stima e di riconoscimento.
Ci chiedi di lasciare tutto,
ma nel cuore abbiamo paura di farlo.

Insegnaci ad affidarci a te.
Insegnaci a contare su di te, sul tuo amore,
per essere leggeri e scattanti nel seguirti.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 10,17-30)

Vieni e seguimi!

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

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