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Buona domenica! – III di Avvento (Gaudete) – Anno C

sorridente cv«Fratelli, siate sempre lieti nel Signore,
ve lo ripeto: siate lieti!»

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Filippési (Fil 4, 4-7)
III DOMENICA DI AVVENTO (GAUDETE) – Anno C

Siamo tutti cercatori di felicità. La nostra vita si consuma dietro l’affannosa ricerca della gioia e possiamo leggere le nostre vite proprio dal desiderio che portiamo in noi stessi di dimorare nella gioia. 5Tutti, bene o male, cerchiamo la felicità ma non sappiamo bene a chi dare retta. Anche la Bibbia ha qualcosa da dirci: nella Scrittura si usano più di venticinque termini per descrivere la felicità! E questo per smentire chi pensa che la religione sia un’esperienza mesta e dolorante… (e per invitare i cattolici che vivono la fede come crocifissione a convertirsi!).
E in questa terza domenica di avvento, in attesa del Signore, è proprio la gioia ad essere la protagonista della liturgia. Sofonia esulta perché davanti alla disastrosa indifferenza di Israele il Signore, invece di scatenare la sua legittima ira, promette una nuova alleanza. Paolo invita i Filippesi a gioire per la presenza del Signore che continuamente viene a visitarci là dove siamo. Ma è il Battista, protagonista del tempo di avvento, a osare di più.

COSA DOBBIAMO FARE?
La gente che da Gerusalemme è scesa nei pressi di Gerico per vedere Giovanni il Battezzatore, profeta ardente di passione, resta turbata, scossa. neve e sole cvE se avesse ragione lui? Se, sul serio, la vita non fosse quel caos inestricabile che ci dona più fatica che gioia? È esigente Giovanni, duro come solo i profeti sanno essere. Qualcuno, timidamente si avvicina al profeta e chiede: Che cosa dobbiamo fare?.
Che cosa dobbiamo fare?
è anche la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio evidenzi e smascheri la nostra sete di felicità e di bene, quando una tragedia ci ridesta alla durezza e alla verità della vita, quando vogliamo prepararci ad un Natale che non resti solleticamento emotivo ma diventi conversione e luce e pace. Giovanni risponde con consigli spiccioli, all’apparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: condividete, non rubate, non siate violenti… Tutto qui? Restiamo stupiti, un po’ delusi. Al popolo (credente e devoto!) Giovanni chiede di condividere, di non lasciare che la fede resti solo preghiera o vaga appartenenza, ma di farla vibrare nella vita questa fede, di lasciare che contagi le nostre vite e le nostre scelte concrete, per non rendere schizofrenica la nostra religiosità. Ai pubblicani, appaltatori delle tasse e ladri, chiede di essere onesti, di non esigere troppo nascondendosi dietro ad un dito. Come quando, noi professionisti, esigiamo per la nostra competenza troppo denaro appellandoci alle tariffe e scordando il difficile momento che le gente sta vivendo. Ai soldati, abituati alla violenza, Giovanni chiede mitigazione e giustizia, di non spadroneggiare.

GIUSTO
volontariato cvGiovanni ha ragione: dalle cose piccole nasce l’accoglienza. Perché forse anche a voi, come a me, succede di immaginarmi capace di improbabili eroismi: partirò in Africa volontario – e intanto non vedo la mia dirimpettaia anziana sola – andrò una settimana in monastero nel silenzio – e intanto non trovo neppure cinque minuti di preghiera al giorno – dedicherò del tempo alla riflessione – e non ho neppure il coraggio di depennare qualche riunione dall’agenda al collasso… Giovanni ha ragione, fai bene ciò che sei chiamato a fare, fallo con gioia, fallo con semplicità e diventa profezia, strada pronta per accogliere il Messia. Era normale per i pubblicani rubare, normale per i soldati essere prepotenti, normale per la gente accumulare quel poco che guadagnava. Giovanni mostra una storia “altra”: sii onesto, non essere prepotente, condividi. Diventa eroico, anche oggi, essere integerrimi nell’onestà sul lavoro, profetico essere persone miti in un mondo di squali, sconcertante porre gesti di gratuità. Dio si fa piccolo. Nei piccoli atteggiamenti ne rintracciamo la scia luminosa.

SARA’ LUI?
La gente è turbata: Giovanni è un uomo buono, mostra loro una strada semplice, dà loro retta… che sia lui il Messia? Ed ecco la notizia: arriva uno più forte che battezzerà in Spirito Santo e fuoco. come fuoco cvArriva il Cristo, è lui la risposta a cosa dovete fare, è lui colui che brucia dentro, che dà forza. Giovanni ancora non lo conosce eppure il suo cuore pulsa di gioia. Gesù è fuoco, non pia devozione, non bella abitudine, non saggezza da seguire. Fuoco, fuoco, fuoco che brucia, che inquieta, che scalda, che illumina, che turba nel profondo, che scardina, che riempie. Giovanni già ne assapora la presenza, già ne coglie la statura immensa, inattesa, sconcertante. Eppure lui, il più grande tra i nati da donna, verrà ucciso per il ballo sensuale di un’adolescente, ucciso da un re fantoccio suddito dei propri desideri e del giudizio della gente. Ma è felice, comunque, sin d’ora.

GIOIA
Gsorridente2 cviovanni ha già il cuore colmo di gioia anche se ancora aspetta, anche se ancora non vede. Ma già gioisce. L’annuncio che vi faccio, la “buona novella” in mezzo a tante orribili notizie che ci raggiungono è proprio questa: Dio ti ama e te lo dimostra in Gesù Cristo. Accogliere Gesù è avere il cuore pieno di gioia. La fede cristiana è anzitutto gioia. Non gioia semplice, sciocca, ingenua. Mediteremo a lungo, fra qualche mese, di come la gioia cristiana sia una tristezza superata, di come sia una gioia conquistata a caro prezzo…
Ma, oggi, lasciamoci ancora scuotere dalle parole di Paolo scritte in un momenti difficile del suo ministero: rallegratevi nel Signore sempre!
Non è una splendida notizia?

(PAOLO CURTAZ)

Rallegriamoci cvAscolta o scarica il canto: Rallegriamoci
tratto da Gloria all’Emmanuele

Liturgia di domenica 16/12/2012 – III AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

” Che cosa dobbiamo fare?

Signore viene

Lc 3,10-18

 In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

Il popolo è in attesa, suggerisce il Vangelo… in attesa di quanto i profeti avevano da sempre annunciato: in attesa di quel Dio che per rispondere al grido del suo popolo entra nella storia e suscita risposte alle domande, liberazione per la schiavitù, acqua nella siccità. Dio entra nella storia e rinnova, dona vita nuova, entra in relazione con ogni uomo e donna… e lo fa per amore!

Gesù è il darsi di Dio in carne e ossa, è il motivo per cui non dovremmo temere, è il volto di quel Dio che Sofonia annuncia nella prima lettura e che OGGI raggiunge tutti noi.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Non temere! Nell’immagine viene ripetuto a oltranza, quasi fosse un parallelo ai tanti timori che ognuno di noi porta dentro.
      Di cosa oggi si potrebbe avere paura, timore? A chi oggi potrebbe essere detto: “Non Temere!”?
      A un genitore licenziato? A un pensionato che deve pagare il ticket? A un giovane che non riesce a trovare lavoro? A una ragazza madre? A uno straniero emarginato? A un condannato a morte? A una donna violentata? A un bambino maltrattato? A una prostituta? A un imprenditore che non riesce a pagare gli stipendi? A un amico tradito? A un figlio abbandonato? A chi, oggi potrebbe essere rivolto questo annuncio di speranza?
    • Il “Non Temere!” riempie gli spazi ed è come se si incidesse nel cuore e sullo sfondo. Perchè se è vero lascia un segno, è un annuncio che vuole rivolgersi a qualcuno, vuole incidersi indelebilmente nella vita di chi raggiunge.
    • C’è un cuore a cui queste parole sono rivolte: quante sono le paure che un cuore vive? Le conosciamo tutte? Spesso vivono in noi paure che non conosciamo, non immaginiamo eppure ci bloccano.
    • La luce del piccolo lumicino, che la foto propone, sembra rischiarare l’atmosfera. La luce è segno di Dio, che in noi entra come presenza dinamica e rischiara, rende luminoso, tutto ciò che raggiunge.
    • Il piccolo lumicino ci dice la piccolezza che Dio sceglie di abitare, ci dà la misura del suo darsi nella fragilità, del suo raggiungerci in quelle forme che possiamo vedere, conoscere, incontrare, comprendere.
    • Come la luce nel buio, così Dio entra e penetra ogni angolo più buio della nostra vita.
    • In forza del suo amore, ci raggiunge. Con il suo amore ci rinnova. Nel suo amore ci fa vivere.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, non permettere che rimaniamo spettatori, che si limitano a battere le mani. Il Battista ci chiede di cambiare qualcosa per incontrare Gesù e ricevere il Vangelo che trasforma l’esistenza. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Buona domenica! – II di Avvento – Anno C

badile alla mano cv«Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!»

Dal Vangelo di Luca (LC 3, 1-6)
II DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Possiamo celebrare cento natali, senza che mai Dio nasca nei nostri cuori. Perciò abbiamo bisogno di un tempo di interiorità, perché possiamo, infine accogliere la luce del Signore. Affinché il giorno della venuta del Signore non ci piombi addosso all’improvviso e ci trovi impreparati. Sarebbe tragicomico passare la vita ad invocare la venuta del Signore, e non esserci nel momento della sua venuta interiore!  scrutare l'orizzonte cvCerto, non è facile e tutto ci rema contro: la crisi economica, il clima dolciastro, lo scippo natalizio perpetrato dal mercato che fa leva sui buoni sentimenti, le difficoltà della vita di tutti i giorni. Non è facile, ma è possibile: Cristo ci chiede di alzare lo sguardo, invece di lamentarci, di guardare oltre, altrove, al di là. L’importante è arrivare al Natale, a quello vero, con il cuore, leggero, senza lasciarlo appesantire dalla dissipazione, dallo stordimento, dalle preoccupazioni della vita. Dio viene, lui prende l’iniziativa, è suo il primo passo. La Scrittura ci rivela il volto di un Dio che intesse relazioni, che cerca l’uomo, che lo corteggia. La storia, splendida e drammatica, fra Israele e il suo Dio non è sempre stata fortunata e feconda. Ora Dio viene per spiegarsi, per raccontarsi, per dirsi. Dio viene a rivelarsi.

INCIPIT
L’aulico e solenne incipit della predicazione del Battista conferma l’intento di Luca di raccontare eventi storici, non edificanti racconti da pie devote! Luca, discepolo di Paolo, non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi è stato affascinato e sedotto dalla predicazione di Paolo e dal fuoco della sua parola. Luca, antiocheno, greco, colto e raffinato, ha scritto il suo vangelo dopo Marco, in contemporanea con Matteo. Ci tiene, Luca, a dimostrare (già allora!) che non è corso dietro a delle favole ma che l’annuncio si fonda su solide basi.
La descrizione della situazione geo-politica del tempo della predicazione del Battista ci lascia stupiti, noi figli di Dan Brown, e ci dice ancora e ancora che non corriamo dietro a delle favole (anche se certi cristiani si comportano come personaggi da operetta!) ma che la nostra fede appoggia su solide basi. C’è la storia dietro queste parole, non il mito. Volesse Dio che Luca ci facesse almeno un poco vergognare della nostra impressionante ignoranza evangelica!

STORIE ALTRE
Luca, però, vuole dire anche altre cose. Tutti i personaggi elencati, chi più, chi meno, Giovanni il Battista cvdetengono in mano il potere assoluto, sanno di potere decidere i destini dei popoli, si sentono e sono grandi. La Parola di Dio dribbla elegantemente tutti i signori dell’epoca e si posa su un macerato trentenne consumato dal vento del deserto e dal digiuno, un folle di Dio scontroso e rabbioso che si consuma sulle rive del Giordano, Giovanni il battezzatore.
Già Baruc, segretario di Geremia, nella prima lettura si rivolge al popolo disperso in Babilonia e vede un ritorno in grande stile nella Gerusalemme dei padri. Parla a degli straccioni senza speranza, a dei deportati che si trascinano come schiavi in attesa di morire. E sogna. Così è, amici, la Storia di Dio si sovrappone alla piccola e violenta storia degli uomini e la trasfigura. Nessuno di noi conoscerebbe Erode se non avesse ucciso il Battista. Il procuratore Pilato viene nominato ogni domenica nella professione di fede non per la sua audacia politica e militare, ma per aver ucciso un falegname esaltato che si prese per Dio. E che lo era. E noi, a che storia vogliamo appartenere? Le energie, i sogni, l’audacia che mettiamo per chi o cosa la mettiamo? Per la fragile storia degli uomini? O per quella di Dio?

LAVORI IN CORSO
Entrare nella storia altra significa, anzitutto, aprirsi allo stupore di Dio, attenderlo ed accoglierlo per ciò che egli è, non per ciò che vorremmo che fosse. L’avvento non aggiunge degli impegni alla nostra scarsa fede e alla nostra poca disponibilità alla preghiera, ma un tempo in cui ci è chiesto di accorgerci, di preparare la strada, di spalancare il cuore. Citando Isaia, Giovanni è molto preciso sulle cose da fare: raddrizzare i sentieri, riempire i burroni, spianare le montagne.
Raddrizzare i sentieri, cioè avere un pensiero semplice, lineare, senza troppi giri di testa. La fede è esperienza personale che nasce nella fiducia, che diventa abbandono. La fede va interrogata, nutrita, è intelleggibile, ragionevole. Ma ad un certo punto diventa salto, ragionevole salto tra le braccia di questo Dio. Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni per poter accogliere la luce.
burroni cvRiempire i burroni delle nostre fragilità. Tutti noi portiamo nel cuore dei crateri più o meno grandi, più o meno insidiosi, delle fatiche più o meno superate. Ebbene: occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o, peggio, mascherarle. Ognuno di noi porta delle tenebre nel cuore: l’importante è che non ci parlino, l’importante è non dar loro retta.
Spianare le montagne. In un mondo basato sull’immagine conta più l’apparenza della sostanza. Bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma. È bene curare il proprio modo di vestire. Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del cuore e dell’anima!

ATTENDERE CON GIOIA
Essenzialità
, verità, desiderio: questi gli strumenti per trovare un sentiero verso Dio. E questo già ci procura gioia, l’attesa già ci scuote dentro, ci apre lo stupore… gioia come quella che san Paolo prova per la sua comunità greca di Filippi, come quella che il salmista descrive per il ritorno dei prigionieri da Babilonia a Gerusalemme.
Allora, amici resistenti, carbonari dello spirito, discepoli del Rabbì, su di voi piccoli e fragili e dispersi Dio fa scendere la sua Parola. Alzate lo sguardo, ve ne prego. Animo, mano ai badili spirituali e ai picconi interiori: c’è da fare in settimana…

(PAOLO CURTAZ)

preparate-la-via cv(se questa immagine ti piace e vuoi utilizzarla, a colori e in buona risoluzione, per la catechesi o come cover di Facebook, clikkaci sopra!! :))

Buona domenica! – I di Avvento – Anno C

… risollevatevi e alzate il capo …

Dal Vangelo di Luca (Lc 21, 25-28.34-36)
I DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Sono le immagini in tempo reale che scuotono nel profondo. Quelle che la rete manda in giro da giorni, soprattutto quelle non filtrate, insostenibili per la loro crudezza. Come quella che stamani, prima di iniziare la giornata, mi ha colpito in pieno volto leggendo i giornali internazionali on-line. Una foto che inquadra un cumulo di macerie, ciò che resta di una casa sbriciolata da un razzo, da cui spunta per intero la testa di un bambino di sette, otto anni, il volto indurito nell’ultimo sguardo di paura. Danni collaterali, li chiamano.
E tutti a spiegare la necessità dell’intervento, l’inevitabilità di tali danni, e tutti che si schierano, discutono, si accusano… L’azione scatenata nella striscia di Gaza è solo uno dei tanti conflitti presenti al mondo, più vicino al cuore di chi ama la terra che vide nascere il Nazareno. Che oggi avrebbe il volto di quel piccolo cadavere sepolto dalle macerie a causa di una delle tante folli guerre che continuiamo a combattere.

Così, oggi, inizia un ennesimo Avvento.

NATALI E SANGUE
A che è servita la presenza di Cristo?
A che serve iniziare un ennesimo avvento, prepararci a celebrare un Natale sempre meno cristiano, cercare di scuoterci dalla crisi economica e di valori che ci ha travolti? A che serve ridire e ribadire, scrutare e pregare se l’impressione che abbiamo è quella di una morte infinita?
È Luca che ci viene in soccorso, nel mesto inizio di questo cammino. Per scuoterci, per incoraggiarci. Le immagini che usa, tratte da un vocabolario preciso, chiamato apocalittico, dalle tinte forti e tremende affermano, al contrario, una realtà più dolce e serena, descrivono il dissolvimento degli astri. Nulla a che vedere con profezie Maia o amenità del genere, né con la temuta fine del mondo descritta da qualche film di serie B. Luca descrive il dissolvimento della creazione ripercorrendo a ritroso il racconto della Genesi. Se, ai primordi, Dio aveva tolto dal caos il creato per dargli ordine e misura, Luca, ora, descrive il passaggio dall’ordine al caos. Esattamente ciò che stiamo vivendo. E lo fa per fare un’affermazione forte, di speranza, di gioia: alzando lo sguardo possiamo vedere venire il Cristo che ricompone il Creato.

PAURE
Non viviamo tempi facili, lo scoraggiamento è alle stelle, la violenza pure. Tra finanziarie, lavori saltuari e una dilagante povertà, tra affetti frantumati e paure di amare rischiamo di crollare e di arrenderci. La paura e l’apatia a volte inquinano le nostre vite e le nostre comunità: sembra prevalere il forte e l’arrogante, ci sentiamo come pesci fuor d’acqua. E Gesù (tenero!) ci dice: quando accade tutto questo, alzate lo sguardo. Le fatiche e le prove della vita, sembra dirci il Signore, sono lì apposta per farci crescere, possono diventare un trampolino di lancio, devono aiutarci a conoscere il senso segreto delle cose, il mistero nascosto nei secoli. Come il grano caduto in terra feconda la terra, così l’Avvento feconda la nostra vita per sbocciare a Natale in una festa di luce.

PERICOLI
Ma occorre vigilare, ammonisce Gesù nel Vangelo di oggi. Le dissipazioni, le ubriachezze e gli affanni della vita possono impedirci di vedere, impedirci di vivere. Le dissipazioni: in un mondo in cui siamo costretti alla frenesia, ritrovare un ritmo di interiorità richiede una forza di carattere notevole. Perché non approfittare di questi giorni per riprendere un quotidiano ritmo di preghiera? Le ubriachezze: il nostro mondo ci invita a fare esperienza di tutto, a osare, a sperimentare. E alla fine ci ritroviamo a pezzi. Attenti, amici, a non cadere nell’inganno che le sirene del nichilismo ci propongono: abbiamo bisogno di unità, non di frantumazione. E questa scelta compiamola non in rispetto ad una ipotetica scelta morale, ma nella consapevolezza che Dio solo conosce la verità dell’essere. Gli affanni della vita che esistono e non possiamo eliminare possiamo però controllarli mettendo al centro la ricerca di Dio e del mio vero io.

TENACI
No, il mondo non sta precipitando nel caos, come dicevano domenica scorsa, ma fra le braccia di Dio. Lo credo, lo vivo con fatica, combatto per costruire spazi di Regno nel caos, occasioni di luce nelle tenebre, ordine in me e dove vivo. La preghiera e la meditazione della Parola, quella stessa Parola che creò dal nulla le cose che sono, ancora ricreano l’oggi di Dio. Possiamo farcela, Dio ci sostiene, buon percorso di conversione al Natale.

(PAOLO CURTAZ)

Felice se attendi – Step2 – incontri online/avvento 2012

Benvenuti, cari amici, al nostro secondo incontro

Felice se attendi

La Beatitudine che ci accompagnerà in questo tempo di Avvento è la seconda che l’evangelista Matteo propone: “Beati coloro che sono nel pianto”.
La sfida della felicità continua a cavalcare l’onda del paradosso, rivestendo sempre di più gli abiti dell’impossibile e della contraddizione rispetto alle nostre logiche.

Come sempre il materiale a tua disposizione è:

  • una video-catechesi
  • una traccia di adorazione che potrai ricevere richiedendola via mail.

E’ importante che il tuo cammino sia scandito da questi due passaggi. Ascoltare il video potrebbe non bastare. Sottolinea quei passaggi della catechesi per te importanti trasformandoli in esercizi concreti da vivere personalmente perché la fede diventi vita vissuta. Vivere poi un momento di preghiera è la tua possibilità più preziosa e feconda per incontrare Dio e metterti in suo ascolto.

Il percorso può essere vissuto personalmente o condiviso con amici, familiari o in parrocchia.

Ricorda che per una migliore proiezione, puoi scaricare il video sul tuo pc.

I tuoi strumenti di viaggio:

  • la Bibbia per seguire direttamente il testo, ampliandone il contesto
  • un quaderno per appuntare quei passaggi che ogni step ti chiede di vivere e che può diventare un’importante memoria del tuo percorso con Dio.

L’avvento diventi tempo in cui costruire scelte di speranza. Buon cammino!

Video – catechesi

Maria donna dell’attesa
Preghiera conclusiva

Maria, donna dell’attesa fiduciosa,
aiutaci a spalancare le porte del cuore
per permettere alla luce di Dio di entrare
nel nostro dubbio, buio, paura, dolore.

Maria, donna in cui Dio si è fatto presenza,
invoca con noi e per noi lo Spirito
perché ogni angolo della nostra vita
e ogni istante del tempo che viviamo
diventino casa in cui Dio può abitare.

Maria, creatura in cui il Creatore si fatto figlio,
rendici capaci di stupore,
dona alla nostra fede il coraggio della meraviglia
che sa lasciarsi destabilizzare,
che non conosce certezze, né le pretende.

Maria, figlia amata,
come la tua, anche la nostra storia
sia uno spazio di incontro con Dio,
segnato dalla fiducia, dall’attesa,
dall’entusiasmo, dalla docilità, dal dono. Amen

Invocando Maria, ognuno senta di essere in comunione ecclesiale, con tutti i fratelli e sorelle che in ogni parte del mondo, lodano e danno gloria al Padre, in Gesù Cristo nostro Signore. Lo Spirito inondi la nostra vita di Dio!

 

Felicità e Vangelo
sono un connubio esplosivo e rivoluzionario
che ancora in molti preferiscono tenere disinnescato.
L’unico vero pericolo nell’innescarlo è di essere essere travolti
da radiazioni di amore e solidarietà universale,
che riconoscono nell’altro,
null’altro se non riflessi intensi del volto di Dio.

STEP PRECEDENTE: Step1 –  E Gesù disse: «Beati voi» – Mt 5,1-3

CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI SU: Incontri online

 

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

 

Liturgia di domenica 02/12/2012 – I AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

“Vegliate, non dormite!

Lc 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

Che grande assurdità descrive il Vangelo di Luca: “Vi saranno segni nel sole e sulla terra angoscia… mentre uomini moriranno per la paura… tutto sarà sconvolto, ma quando ciò accadrà risollevatevi perchè la liberazione è vicina”. Assurdo! Si può, in situazioni così non essere umanamente travolti dalla paura? Ma Gesù indica la via: vigilate pregando, dice, per aver la forza, per ricordare a voi stessi il senso più vero dell’esistenza, per non dimenticare che oltre ogni angoscia, può essere sempre incontrato Dio-amore. Con questa profonda consapevolezza possiamo dare spazio alla Parola che chiede di entrare in noi…

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Vegliate non dormite! Sembra risuonare come monito forte… ma cosa significa concretamente NON DORMIRE? Vegliare/vigilare, significa ATTENDERE PASSIVAMENTE? Perché sono state scelte le candele come simbolo del vegliare?
    • La candela resta accesa nel buio, diversamente perderebbe la sua possibilità di far luce.
    • Come la candela, così la fede che un credente ripone nel suo Signore ha un suo preziosissimo valore quando è chiamata a risplendere nelle tante forme di oscurità.
    • Il buio o la notte sono metafora delle tante situazioni di sofferenza, di dubbio, di angoscia, di non speranza, di delusione che in particolari momenti si rafforzano in noi, fino a prendere le redini della nostra vita. Quando il mondo è più forte e sembra che stia per travolgerci, in verità, è solo il momento in cui noi abbiamo deciso di abbandonare il timone della nostra vita.
    • La fede allora, come la candela, risplende nella notte e rischiara il buio: il nostro personale buio, ma anche il buio di chi ci sta accanto.
    • La nostra candela però non è chiamata a brillare da sola! Siamo in tanti, perché la nostra fede è una fede comunitaria, è la fede della Chiesa, di coloro che sperimentano la presenza di Dio come Padre.
    • La candela, come la fede è povera cosa tra le nostre mani: a ognuno di noi è chiesto di accenderla e di metterla insieme alle altre.
    • La speranza cristiana è Gesù Cristo stesso! E’ il suo amore concreto! E’ la sua vita donata per noi! Se il nostro cuore sarà attento a mantenere accesa la candela della fiducia, allora potrà vedere germogliare tutti quei semi di Bene che il Signore sta seminando nella vita di ogni persona e nella nostra stessa vita.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Gesù, tu sei venuto sulla terra a rischiare i nostri passi in mezzo la nebbia, a tracciare la via  che conduce alla libertà e alla gioia vera. Con te impariamo ad abbandonare le nostre paure e ad accogliere la tua parola di speranza. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

 Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 22 – 27: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2012 – IN AVVENTO SULLE STRADE DELLA PAROLA

NON UN LIBRO MA «IL LIBRO»

di Fabrizio Carletti

Un dilemma della catechesi è aiutare bambini e ragazzi a percepire la Bibbia non come un libro qualsiasi, ma come «il Libro». Se essi percepiscono il testo come un normale libro al pari di un sussidio scolastico su cui prepararsi, da conoscere e capire, sarà difficile che, poi, nella loro vita, «si affianchino» alla Bibbia per confrontarsi con essa, per mettersi in ascolto di una Parola viva, cioè di Gesù, che desidera incontrarli e sollecitarli, illuminarli e plasmarli.

Il linguaggio liturgico-simbolico ci viene in aiuto: la Bibbia (o il Lezionario), infatti, durante la celebrazione eucaristica, non è posta in un luogo qualunque, ma sull’ambone, in alto, «messa in risalto»; ha un suo spazio, una sua collocazione.
È valorizzata anche dalla presenza delle candele: «Lampada ai miei passi è la tua parola».

È baciata dal celebrante, per sottolineare l’adorazione e l’amore per essa.
Non basta dire, dunque, ai fanciulli che la Bibbia è un libro diverso dagli altri se, poi, lo usiamo, lo collochiamo, lo teniamo come gli altri.

In questa scheda si propone un modo per valorizzarne la presenza, sia nella stanza della catechesi sia in famiglia.
Realizziamo un apposito leggio dove porre la nostra Bibbia domestica o quella usata nella catechesi.
Come Maria, che accoglie la parola di Dio, che si fa carne, così noi approntiamo «un luogo accogliente», dove collocare la Bibbia: semplice, ma che la valorizzi, permettendoci di situarla in un punto di rilievo della stanza o della casa. Ci aiuterà a percepire la Parola come presenza viva e non come un oggetto riposto in un cassetto, o in uno scaffale impolverato.

Materiale: stoffa del colore preferito da ogni fanciullo (rosso, dorato, giallo…), imbottitura in poliestere, pinzatrice, forbici.

Al lavoro:
• Ritagliare la stoffa colorata creando una sagoma di 50 x 50 cm.
• Realizzare, ripiegando e pinzando la stoffa, un contenitore a mo’ di federa di cuscino, con un lato aperto, per introdurvi l’imbottitura.
• Inserire l’imbottitura in modo da realizzare un piccolo cuscino.
• Richiudere il lato del cuscino, lasciato aperto, con la pinzatrice.
• A piacere, il catechista e ogni ragazzo possono disegnare con pennarelli o ricamarvi con ago e filo decorazioni varie o soggetti religiosi per rendere il nostro morbido leggio più bello e significativo.

Il cuscino-leggio si colloca in un punto specifico della casa, dove può essere visibile anche per gli ospiti; vi si appoggia sopra la Bibbia e si pone accanto una candela. In un momento del giorno la famiglia si riunisce davanti alla Parola, per compiere un piccolo rito, come indicato di seguito, che l’accompagnerà durante l’Avvento.

Insieme si può proclamare la seguente preghiera:

Santa Famiglia di Nazaret,
proteggi la nostra famiglia.
Fa’ che impariamo da te l’amore alla preghiera,
all’accoglienza, alla reciproca donazione.
Aiutaci a ricercare nella Parola
la fonte di unione, di amore e perdono.
Amen.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere come creare il cuscino-leggio.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2012 – IN AVVENTO SULLE STRADE DELLA PAROLA

IL PAPÀ BUONO

Azione Cattolica dei Ragazzi

Dio nessuno l’ha mai visto.
Come può farsi conoscere dai bambini?
Egli parla di sé attraverso le persone, i fatti e le cose.
Dio è amore e tutti i gesti di amore hanno radice in lui.
L’incontro dei bambini con la tenerezza
che Dio ha per tutte le creature
avviene attraverso i gesti di bontà degli adulti.

In questo incontro si intende accompagnare i bambini a riconoscere la presenza di Dio Padre, che ama incondizionatamente tutti i suoi figli, e a scoprire la preghiera con la quale ci rivolgiamo a Dio, chiamandolo affettuosamente: Padre nostro. Gesù stesso ce l’ha insegnata, esprimendo, con «cuore di Figlio», quanto è importante dire a Dio, per stabilire una relazione intima e di amore co lui, nostro «Papà», e collaborare con lui.

Il seguente racconto, proposto all’inizio dell’incontro di gruppo, si può riprendere, poi, in famiglia, o in altri momenti:

Papà Carlo, quella domenica pomeriggio, approfittando della bella giornata di sole, decise di liberare la stanza del giardino, piena di tante cose ingombranti e inutili, per fare un po’ di ordine. Il piccolo Filippo, nel frattempo, era sul prato a giocare con il suo nuovo monopattino colorato. Distratto dai tanti rumori che provenivano dalla stanza, curioso, si affacciò alla finestra per guardare il suo papà e capire cosa stesse facendo immerso fra tanti cartoni. Carlo, mentre trasportava una vecchia sedia fuori dalla stanza, scorse la testolina di Filippo con i suoi occhioni dubbiosi che cercavano con fatica di investigare.
«Filippo, curiosone, che stai facendo?». «No, niente papà, volevo capire cosa ci fai con tutte queste cose». Carlo, con il sorriso sul viso, lasciò la sedia fuori dalla stanza, prese in braccio il suo piccolo Filippo e lo portò all’interno del magazzino disordinato. «Vedi, Filippo, in questa stanza ci sono tante cose che non servono più, ed è arrivato il momento di fare un po’ di ordine. Vuoi aiutarmi?». «Certo, papà, mettiamoci al lavoro!». Carlo ritornò a mettere in ordine le sue mille cianfrusaglie, mentre Filippo ne approfittò per perlustrare la stanza. Fu subito incuriosito da uno scaffale pieno di cassetti: tanti piccoli tesori da scoprire e, aprirli, sarebbe stato un bellissimo gioco da fare. Filippo iniziò ad aprirne uno per volta, lentamente, e scoprì che alcuni erano vuoti, ma pieni di polvere, altri contenevano vecchie macchinine che non attirarono la sua curiosità.
Arrivato all’ultimo cassetto, aprirlo si rivelava davvero impossibile.
C’era qualcosa all’interno, più grande, che bloccava la fuoriuscita. «Papà! Vieni ad aiutarmi!». Carlo accorse e, con un po’ di sforzo, riuscì a tirar fuori il vecchio cassetto. All’interno, c’era una scatola ormai stropicciata, che fece sorridere Carlo e corrugare la fronte di Filippo. «Papà, cos’è questa vecchia scatola?». «È la scatola che conserva il mio gioco preferito da bambino e non sapevo che fosse conservata ancora qui. Che ne dici se giochiamo insieme?».
Carlo iniziò a spiegare a Filippo: «Questo gioco lo ha realizzato il mio papà per presentarmi una persona speciale; una persona che ci copre tutti di un amore infinito, con la stessa passione con la quale io e la mamma vogliamo bene a te, piccolo Filippo. Questa persona si chiama Dio: egli ha creato il cielo e la terra, ha creato noi persone umane e ci dimostra il suo amore ogni giorno. Vuole essere chiamato semplicemente “Papà” da noi, suoi figli, perché lui, nella sua grandezza ci dona il suo amore immenso di Padre, e ci vuole bene molto più di quanto un padre riesca ad amare il suo figlio, di quanto io voglio bene a te, Filippo. Il nostro compito, ogni giorno, è quello di seguire le sue indicazioni e affidarci a lui».
Filippo, affascinato dalle parole del padre, disse: «Papà, non perdiamo tempo… Ho tanta voglia di conoscerlo!». «Bravo, Filippo, è arrivato il momento di aprire questo gioco e scoprire la preghiera con la quale ci rivolgiamo a Dio come figli amati. Chiamiamo anche la mamma e i nonni?». «Sììì!». Filippo e la sua famiglia iniziarono a giocare in giardino insieme. A conclusione si presero per mano e insieme pregarono: «Padre nostro, che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà».
ATTIVITÀ

Con l’attività ludica si aiutano i bambini a entrare nei contenuti proposti. Questo momento di gruppo, si riprende, poi, in famiglia.
Il catechista spiega con semplicità le regole (sono quelle del «gioco dell’oca» con alcune modifiche, indicate nella scheda che potrete consultare all’interno della rivista) e, man mano, coinvolge i piccoli a leggere le immagini quando il loro segnaposto occupa le rispettive caselle. Egli ha cura di far ripetere ai bambini la frase della preghiera del Padre nostro che è indicata in ogni casella che loro occupano.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere come creare il gioco.

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Uno per tutti, tutti per Uno – Incontri online/febbraio2012_Step5

E ci siamo, l’austero tempo della Quaresima è iniziato!

Ma dico: si può iniziare così un articolo? Bene se volessi comunicarvi la necessità della penitenza e del digiuno, direi che inizio migliore, forse non ci sarebbe… o comuque questo sortirebbe un certo effetto.
Ma non voglio comunicarvi questo! E allora azzeriamo il conta chilometri e ripartiamo!

Ci siamo, lo straordinario tempo di un face to face con Dio è finalmente inziato!

E’ così che mi piace pensare la Quaresima, come un tempo prezioso, speciale, unico… un tempo da vivere, da scegliere, da non lasciar andare inconsapevolmente. Lo sentirete dalla video-catechesi e dalla relativa  traccia di riflessione: la Quaresima ci lascerà alle soglie degli eventi pasquali, ci chiederà di entrare con i nostri piedi, coscientemente; ci preparerà a vivere da protagonisti o meno il grande dono dell’amore di Dio.

Il Signore ci porterà con sè, in questo itinerario, ci chiederà di dare tempo e spazio alla sua Parola, di aderirvi, di non mantenere distanze di sicurezza dal suo amore. Andare con lui, dietro di lui, verso Gerusalemme, luogo dell’amore fatto dono. Non aggiungo altro… se non qualche nota tecnica.

  1. Per chi volesse dividere la visualizzazione il consiglio è di dividerla in due parti, fermandosi intorno ai 24:37 minuti. Siamo davanti ai tre annunci fatti da Gesù. Siamo tutti in cammino con il Maestro, con colui che sta per essere “fatto dono”. Nella scheda FocusOn5 troverete come sempre la pista per esercitarsi in una fede chiamata a diventare vita.
  2. Come file da scaricare avrete anche quello relativo ai tre annunci, perchè ognuno possa averli, con immediatezza tra mano.
  3. Prima di partire, fermatevi su voi stessi, su ciò che il vostro cuore sta vivendo… non avanzate per inerzia: scegliete se dare a questo tempo un valore speciale, o viverlo semplicemente come uno dei tanti momenti.

E non resta che augurarvi un ascolto fecondo. Buon tutto!

Video catechesi

Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva

Conoscerti, Signore;
accogliere la radicalità della tua proposta di vita e di amore;
seguirti senza ripensamenti,
imparare da te il dono,
forte e dirompente nella sua radicalità.

È questo ciò che vorrei;
è di questo che mi piacerebbe fosse capace la mia vita;
è di questo che vorrei diventasse testimone la mia fede.
Al tuo essere dono per me, io oppongo i miei personali interessi;
al tuo farti totalmente uomo fino a condividerne la morte
io riesco a rispondere, a malapena, con un Sì a distanza di sicurezza;
alla tua proposta decisamente alternativa
non riesco a non pensare a ciò che il mio mondo propone
e che spesso preferisco.

Ma non mi basta!
Questo dicono le mie notti;
questo sussurra il mio cuore
nelle poche volte che gli permetto di parlare;
questo risuona dentro quando ho voglia di vita.
Non mi basta, Signore, questa vita che della Vita piena ha solo il nome,
spesso imbrattata da pennellate capaci di mascherare una verità,
che non convince più fino in fondo.

Riempimi di te, Signore! Questo desidero.
Sia questo il dono che mi permette di vivere e di scegliere.
Riempimi del tuo amore per scoprire cosa significa amare.
Riempimi di ogni tua parola perché nuova luce illumini la strada della vita.
Ho paura di dirti amen per ciò che chiedi, ma so che tocca a me.
Oggi è il tempo favorevole.
Ora è il tempo in cui bussando alla mia porta mi dici:
«Tu! Da che parte stai? Dentro o fuori? »

La strada verso Gerusalemme è lunga,
ma io voglio viverla in te. E questo sia il mio Amen!

Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, la sua pace, perchè, percorrendo questo tempo, come Chiesa, radunata nel suo nome, il nostro sia un itinerario interiore capace di portarci nel cuore della nostra fede.

L’Unigenito si è fatto dono!
La sua uguaglianza con Dio lo rende
amore visibile che entra nella storia salvandola.
Lui è l’Uno consegnato per tutti noi
perchè ognuno di noi tutti possa diventare,
in Lui, DONO!


Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013

Felici di vivere

STEP PRECEDENTI

In attesa di… Passi verso il Natale – incontri on line/Natale 2011_Step3

Rieccoci, cari amici!

Siamo ormai molto prossimi al Natale, ma non vorremmo che nulla fosse perso di quell’incredibile dono che stiamo per ricevere. Il tempo è gravido di attesa, il cielo e la terra in Gesù si congiungono per donare a noi la salvezza. Ma noi siamo pronti a riceverla? Siamo a pronti a metterci del nostro? Dio c’è… ma non basta! Il cammino di avvento, nell’ultima tappa del nostro cammino Fatti di Parola ci aveva chiesto di Fare attenzione!!!

Stare attenti a noi stessi, vegliare nella notte per riuscire a scorgere all’orizzonte il nuovo SOLE, il nuovo giorno della Grazia.

Vegliare e restare svegli per poter accogliere Dio in noi!

Eccoci, allora… siamo ormai alle soglie del grande evento che ha cambiato la storia e che cambierà anche la nostra vita.

Vi proponiamo di vivere insieme gli ultimi passi verso il Natale. Dal 22 al 24 dicembre, dalle ore 9.00 pubblicheremo una breve video-preghiera che potrà dare il LA alla nostra giornata e che ognuno potrà condividere, scaricare, caricare sui propri media. Con la preghiera suggeriremo un atteggiamento su cui ci si potrà esercitare, ogni giorno, e arrivare a poter spalancare le porte della nostra vita e del nostro cuore al Signore.

Siamo oltre 1500 fratelli e sorelle ad aver condiviso le tappe di Fatti di Parola, insieme allora, sentendoci una piccola porzione di Chiesa in cammino, vogliamo continuare a vivere e condividere questi tre passi che ci aiuteranno a celebrare il Natale del Signore.

Vi aspettiamo con gioia!

suor Mariangela

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Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

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Felici di vivere