Archivi categoria: adolescenti

Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

…la fede

Cristo al centro della vita! 

vita di fede

Fede: nulla di più lontano dalle parole… nulla di più vicino alla vita. La fede è determinazione, scelta, orientamento, atteggiamento. Fede è luce proprio perché dà luce, la offre, la dona senza riserve. Fede è fiducia, è volontà di mettere al centro della vita qualcuno, è dire sì a colui che sta chiamando

La fede non è anonima, proprio perché viene da qualcuno: Dio. E’ atto libero e incondizionato di chi si sta consegnando, si sta offrendo, si sta dando senza pretese… di chi si sta fidando mettendosi in gioco, perdendo! E’ atto libero di Dio. E’ luce che illumina.

La fede “va” verso qualcuno: l’uomo. E’ proposta di relazione, di dono, di vita, di fiducia, di accoglienza, di risposta libera e totale. E’ atto libero dell’uomo che sceglie e dice sì. E’ luce a cui viene dato spazio.

La fede diventa dono: da persona a persona, verso Dio. E in questo la fede, luminosa strada di vita, non può che diventare testimonianza, capacità di attuare scelte coerenti, trasparenza di ciò in cui si crede. La fede dà un colore alla vita, la rende unica, riconoscibile, individuabile. Una vita credente non è incolore, in sapore, in odore. La vita credente ha un colore specifico: è luminosa. Ha un sapore forte e inconfondibile. Ha un profumo intenso. E’ una risposta libera. E’ luce che si fa luce, per tutti.

La vita credente è una vita centrata: ha un centro specifico, non disperde le energie, è con-centrata! La vita credente è una vita in cui essere con-centrati significa essere con-Cristo, metterlo al centro, non sostituirlo.

L’anno della fede volge alla conclusione. Ancora pochi passi e la domenica di Cristo Re, affidandoci a un nuovo anno liturgico, ci chiederà anche di fare il punto della situazione: quanto splende la nostra fede? Quanto riesce a illuminare? E soprattutto: di quante sfumature è riuscita a caricarsi?

Carissimi amici, seppur il mondo ci sembra buio, credere significa portare luce. E la luce che il Signore dona al mondo ha dei nomi propri: Andrea, Sara, Elisabetta, Luca, Giuseppe… ognuno metta il suo. La luce di cui il Signore vuole illuminare il mondo siamo noi, con i doni e i limiti che ci portiamo dentro.

Concludere l’anno della fede significa di fatto ripartire più forti, più convinti, più consapevoli di essere chiamati a essere luce… perché il mondo creda… e credendo viva!

E se sei un catechista o educatore…      Continua a leggere Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

Un viandante sulla via di Gerico – video forum

Un viandante sulla via di Gerico
Un viandante
sulla via di Gerico 

video forum

QUALCHE PREMESSA

Il video che vi proponiamo di utilizzare può diventare una possibilità per attivare un percorso di attualizzazione della parabola del buon Samaritano (Lc 10, 25-37), da proporre a preadolescenti e adolescenti.
La parabola è tra le più conosciute e forse anche tra le più anestetizzate. Contiene provocazioni forti, anche e soprattutto per una contemporaneità così segnata da squilibri, povertà, contraddizioni, prevaricazioni, divari socio-culturali. Si tratta allora nell’attualità di quel comandamento: farsi prossimi!
Le immagini del video possono aiutare i ragazzi a trasferire la parabola nell’oggi, ma potrebbero essere associate anche ad altre che gli stessi ragazzi, in un lavoro successivo potrebbero individuare a partire dalla loro esperienza e dagli ambienti in cui vivono.

APPUNTI DI LAVORO    Continua a leggere Un viandante sulla via di Gerico – video forum

Ciao ti presento la mia famiglia – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Catechisti Novembre 2013

CIAO, TI PRESENTO LA MIA FAMIGLIA!

di Franca Feliziani Kannheiser

Se Donald Winnicott, il grande psicoterapeuta dell’infanzia, scriveva che non c’è un bambino senza una mamma, nel senso che non possiamo comprenderefamiglia3 ciò che vive e pensa un bambino, prescindendo dalla sua relazione con la prima persona di riferimento, allo stesso modo possiamo affermare che non c’è un bambino senza la sua famiglia.
Essa costituisce il suo primo ambiente di crescita che favorisce e condiziona il suo modo di sentire, pensare e agire. Questa influenza è di fondamentale importanza anche per quanto riguarda lo sviluppo religioso del bambino e il suo modo di recepire ciò che, nel la catechesi parrocchiale, annunciamo come «notizia buona», capace di dare alla vita senso e speranza.
Quale spazio – interiore (nella nostra mente) ed esteriore (attraverso iniziative di partecipazione) – possiamo, allora, offrire ai genitori, spesso alleati preziosi, ma non raramente anche controparti faticose, a volte ostili, che sembrano intralciare la nostra azione educativa?famiglia2
Come favorire la loro partecipazione al cammino di fede del figlio di cui sono, per natura e vocazione, «i primi educatori»?
Quale funzione di sostegno, di accompagnamento cordiale e generoso, possiamo svolgere nei confronti dell’intero nucleo familiare?

La conoscenza delle famiglie inizia a piccoli passi. Già dal primo incontro con i bambini appaiono sulla scena le loro famiglie: spesso sono le mamme ad accompagnare i figli, ancor più spesso sono i nonni, meno frequentemente i papà. Questi brevi momenti di contatto sono preziosi, non tanto per quello che possiamo dire – spesso ben poco –, ma per l’impressione che possiamo dare.     Continua a leggere Ciao ti presento la mia famiglia – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Ma i morti sono scomparsi per sempre?

Cristo crocifisso e risortoLa domanda mi frulla potentemente nella testa. Mi chiedo: cosa penseranno i nostri ragazzi non tanto della morte, ma di chi è morto? Come si rapporteranno con il timore (che a volte è paura) di dimenticare o di essere dimenticati da coloro che hanno amato e che ora non ci sono più?

Come possono i ragazzi riuscire a credere che la morte non sia una spugna capace di cancellare in un attimo una vita? Come possono riuscire a credere che i fratelli e sorelle defunti possono continuare a esistere nella loro vita, oltre che nella loro memoria? Come possono loro che oggi più che mai sono abituati a credere solo nell’esistenza di ciò che vedono e sentono? …loro che hanno a che fare con chat, sms, squilli, notifiche, condivisioni per combattere il senso di un’assenza che li renderebbe invisibili per gli altri? 

La sfida è grande, ma necessaria. Potrebbero esserci vari livelli… in questo momento io ve ne propongo soprattutto uno: la preghiera di memoria e di suffragio, pratica antica e molto cara ai nostri nonni, ma spesso da noi, in parte dimenticata.    Continua a leggere Ma i morti sono scomparsi per sempre?

Dar da mangiare agli affamati – La Bibbia nella vita da RAGAZZI & DINTORNI Novembre 2013

Dossier Nov13

DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI E…

di Tonino Lasconi

C’è qualcuno con il cuore talmente duro da non dare un pezzo di pane all’affamato e un bicchiere d’acqua all’assetato? Si potrebbe credere che non è possibile. Invece, purtroppo, non è così. Infatti, se prendersi cura dell’affamato e dell’assetato fosse normale, la Bibbia non lo avrebbe raccomandato e comandato con forza. Facciamo un rapido excursus.

misericordia• Nella Legge di Mosè c’è scritto: «Quando mie terete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vo stro Dio» (Lv 19,9-10). Se c’è la proibizione di mietere fi no ai margini del campo vuol dire che questo avveniva.
• Nei profeti la predica è continua e accorata. A volte anche minacciosa. Ci limitiamo a citare Isaia che, a nome di Dio, dichiara che il Signore non vuole sacrifici e digiuni, in quanto ciò che gli è gradito è: «Dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo» (Is 58,3-7).   Continua a leggere Dar da mangiare agli affamati – La Bibbia nella vita da RAGAZZI & DINTORNI Novembre 2013

UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Catechisti Novembre 2013

UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento

di Fabrizio Carletti – Mirella Spedito

Tempo di Avvento: siamo in attesa della Parola che si fa carne in Gesù, che viene costantemente fra noi e ci vuole incontrare. Questa Parola «viva» è anche custodita in un libro, la Bibbia, ed è proprio la Parola scritta che vogliamo valorizzare in questo percorso.
UN LIBRO… UN CAMMINO!
Un libro da «costruire» settimana per settimana, che ci accompagnerà nel cammino di Avvento fino al giorno della festa della nascita di Gesù, Parola che si fa uomo. Le immagini illustreranno, più che le parole, la realizzazione del nostro particolare libro di Avvento.

avventoMateriale: Cartoncino resistente, fogli A3, pennarelli, forbici, colla, due nastrini.

Al lavoro
• Realizziamo la copertina, utilizzando un foglio A3 di grammatura 140-200.
• Inserire i fogli A3 piegati a mo’ di libro da spil lare insieme.
• Il pop-up si realizza così: si piega il foglio in due e si eseguono due tagli orizzontali a partire dalla piega (o più tagli), della misura necessaria. Non si dovrà togliere nessun frammento ma, si apre il foglio, spingendo in avanti la parte tagliata fino al limite del taglio; si richiude, poi, il foglio ottenendo pieghe diverse dalla piega iniziale. Su queste parti, sul lato interno del foglio, si incollano le sagome che ci interessano. È consigliabile incollare prima i due fogli ma solo all’estremità.   Continua a leggere UNA PAROLA AL GIORNO – Il libro pop-up di Avvento – CATECHISTI PARROCCHIALI Novembre 2013

Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

La storia di Maria Grazia Basile è quella di una giovane ragazza, bella, gioiosa, serena.Maria Grazia Basile

Nasce da una famiglia semplice il 13 novembre 1988 a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, nella città in cui ha vissuto gran parte della sua vita Padre Pio. I suoi genitori Vittoria e Nicola sono attenti a far crescere serenamente le loro figlie, Maria Grazia ha una sorella minore, Giovanna, con cui ha un legame molto forte. La loro è una vita tranquilla, vissuta a Carpino in provincia di Foggia. Maria Grazia è una ragazza come tante con gli stessi impegni di tutti: la famiglia, la scuola, la parrocchia, gli amici. Ma tutto cambia quando a 14 anni le viene diagnosticata una terribile malattia, un tumore che le cambierà per sempre la vita, e che, nonostante ciò, è capace di accettare con dignità e consapevolezza.

La fede la accompagna, la sostiene. L’amore per la famiglia, la passione per lo studio, la solidarietà verso i più deboli e l’impegno all’ACR sono il centro del suo mondo. È un’educatrice forte e dinamica, un esempio per tutti. Nella sua parrocchia, san Nicola di Mira e San Cirillo d’Alessandria in Carpino, Maria Grazia si sente in famiglia, il suo impegno è tutto rivolto agli altri, soprattutto ai più deboli, ai sofferenti. Fin da bambina il suo sogno è diventare medico, nello stile e con la spiritualità di San Pio, ma di certo non poteva immaginare che il reparto di Oncologia della Casa Sollievo della Sofferenza sarebbe diventato la sua seconda casa. Infatti, suo malgrado, è costretta a continui ricoveri in ospedale, ma anche in reparto è sempre vicina ai più deboli, in particolare ai piccoli malati di Onco-Ematologia Pediatrica con i quali condivide lunghe degenze. In reparto è animatrice di molte attività che danno vigoria a se stessa e forza agli altri, diviene presto una maestra in tutto, soprattutto nella fede.

Dio è nei suoi pensieri e la preghiera è la sua forza.    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

Verso una nuova umanità – Ciak si gira da RAGAZZI & DINTORNI Settembre/Ottobre 2013 –

Dossier Set_Ott13

VERSO UNA NUOVA UMANITÀ

di Cecilia Salizzoni

Le nevi del Kilimangiaro, non è un film per ragazzi, eppure è difficile pensare un film più pertinente e attuale sul tema della misericordia e delle sue opere. Certo richiede un intervento di sintonizzazione da parte dell’animatore perché, pur essendo una storia lineare che parla al cuore dello spettatore, non parla il linguaggio dei preadolescenti, e le figure del racconto che permettono l’identificazione sono o un po’ più giovani o un po’ più avanti con gli anni rispetto al nostro target. Detto questo, credo valga la pena tentare e «vedere l’effetto che fa».

misericordiaIspiratosi al poema di Victor Hugo Les pauvres gens (La povera gente, 1859), con Le nevi del Kilimangiaro Guédiguian torna all’amato quartiere popolare dell’Estaque, sulla collina a ridosso del porto di Marsiglia, luogo di elezione delle sue storie operaie, per raccontare l’impatto della crisi economica sul mondo del lavoro in questo inizio di Millennio, e per fare il punto sullo stato delle relazioni umane. Il punto di vista è quello di Michel, operaio e sindacalista ai cantieri navali di Marsiglia, e quello della moglie Marie-Claire che, per la famiglia, ha rinunciato alla realizzazione professionale e assiste gli anziani quel tanto da arrotondare il bilancio familiare.    Continua a leggere Verso una nuova umanità – Ciak si gira da RAGAZZI & DINTORNI Settembre/Ottobre 2013 –

Mani operose: Preghiere per la rubrica Musica e fede – Ragazzi & Dintorni Novembre 2013

Carissimi catechisti,
Mani operose è la preghiera conclusiva del percorso Hai acqua e pane vero? – elaborato da suor Mariangela Tassielli fsp per la rubrica Musica e Fede di Novembre, nell’ambito del percorso per adolescenti Gesti e parole d’amore, proposte nell’inserto staccabile della nostra rivista Catechisti Parrocchiali.

Mani operose

Il percorso musicale è costruito a partire dall’opera di misericordia “Dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati”

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Riviste Catechistiche

Paoline Centro Catechistico

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Ti offriamo tanti altri suggerimenti nella nostra pagina di cantalavita:

benvenuti, la catechesi ci aspetta
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Benvenuti in parrocchia – CATECHISTI PARROCCHIALI Settembre/Ottobre 2013

catechisti settembre/ottobre 2013

BENVENUTI IN PARROCCHIA – La famiglia di Dio

di Fabrizio Carletti

Incamminarsi nel percorso d’iniziazione cristiana è inserirsi gradualmente nella «nuova famiglia».
La parrocchia non sempre è percepita come «famiglia di famiglie»; è vista al più come un ente che eroga sacramenti. Sarà, quindi, importante aiutare a riscoprire questo nuovo legame di appartenenza, orientando:
• i fanciulli a riscoprire il battesimo come ingresso nella famiglia di Gesù;
• genitori e fanciulli a percepire la parrocchia come grande famiglia nella quale ognuno può incontrare Dio, nostro Padre.

abbraccio famigliaInserire i fanciulli e i loro genitori in un clima di accoglienza festosa e di conoscenza reciproca. Far cogliere come Gesù che ci ha chiamati, nel battesimo, ad appartenere alla sua famiglia, ora ci invita a conoscerlo di più.
Si sistema la stanza non come un aula fredda e anonima, ma come luogo familiare e bello in cui stare insieme. Il luogo, di per sé, deve parlare e comunicare un festoso «benvenuto» a tutti.
Il percorso è da realizzare, nei diversi incontri, durante il mese.

Materiale: Cartoncini bristol, spille da balia, pennarelli.   Continua a leggere Benvenuti in parrocchia – CATECHISTI PARROCCHIALI Settembre/Ottobre 2013