GP2 GenerAzioni – Chi è l’uomo?

Una certa deriva della cultura umanistica ha portato non pochi uomini e donne del nostro tempo a distaccarsi da Dio. Ma col tramonto delle grandi ideologie, è apparso in tutta la sua drammatica chiarezza che, quando l’uomo diventa “orfano di Dio”, smarrisce anche il senso del suo esistere e in qualche modo diventa “orfano” di se stesso.

CHI E’ L’UOMO?

Il cristianesimo, nella sua duplice tradizione occidentale e orientale, ha da sempre preso sul serio questo interrogativo. Ne è nata un’antropologia profonda e armonica, basata sul principio che la verità ultima dell’essere umano va cercata in colui che lo ha creato.
All’autentica conoscenza dell’uomo la spiritualità orientale offre uno specifico contributo insistendo sulla prospettiva del “cuore”. I cristiani d’Oriente amano distinguere tre tipi di conoscenza. La prima si limita all’uomo nella sua struttura biopsichica. La seconda resta nell’ambito della vita morale. Il grado più alto, però, della conoscenza di sé si ottiene nella “contemplazione”, attraverso la quale, rientrando profondamente in se stesso, l’uomo si riconosce immagine divina e, purificandosi dal peccato, incontra il Dio vivente, fino a diventare “divino” egli stesso, per dono di grazia.

E’ questa la conoscenza del cuore.
Qui, il “cuore” indica molto più di una facoltà umana, qual è ad esempio l’affettività.
E’ piuttosto il principio di unità della persona, quasi “luogo interiore” in cui la persona si raccoglie tutta, per vivere nella conoscenza e nell’amore del Signore. A questo alludono gli autori orientali, quando invitano a “scendere dalla testa al cuore”.
Non basta conoscere le cose, non basta pensarle, occorre che esse diventino vita“.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II

Radicati e fondati in Cristo! Uno… due… tre passi insieme verso Madrid!_1°Passo

Unoduetre passi verso Madrid

1°Passo: Radicati in Cristo

di Suor Mariangela Tassielli


La Giornata Mondiale è per i giovani di tutto il mondo un appuntamento importante per riattivare la fede, per testimoniarla al mondo, per scoprirsi parte di una grande Chiesa in cammino.

Tre passi verso Madrid è il percorso di preparazione immediata che proponiamo a tutti coloro che desiderano preparare il cuore per quello che a Madrid sarà uno straordinario incontro con Dio.

I tre passi potranno essere compiuti attraverso un percorso multimediale (vox populi, schede di riflessione, preghiere visualizzate) proposto e pubblicato sul sito www.paoline.it nelle seguenti date:

La prima tappa è online!!! Non ti resta che cliccare su www.paoline.it!!!


GP2 GenerAzioni – Una scelta radicale!

Gesù pone dunque i suoi di fronte a una scelta radicale: o Dio e il suo regno, oppure la ricchezza, il potere e il successo. Quando tutte queste cose vengono considerate “beni assoluti”, si trasformano inevitabilmente in “idoli” e l’uomo finisce per diventare schiavo. E “chi è schiavo delle ricchezze diventa schiavo anche di colui che il Cristo ha definito principe di questo mondo”. L’uomo perde così il senso pieno della sua esistenza, è diviso in se stesso e diviene artefice di divisioni e di ingiustizia nella società di cui è cittadino.
Il primato di Dio nella vita del discepolo esige da lui un atteggiamento interiore che appartiene al dinamismo stesso della fede: la fiducia in lui e l’abbandono alla sua volontà e alla sua provvidenza. Dio, infatti, è un Padre che ama i suoi figli ed è sollecito per il loro bene, così come è attento a tutte le sue creature: “nutre gli uccelli del cielo” e “veste i gigli del campo“, conferendo ad essi una bellezza e uno splendore che superano quelli delle corti di questo mondo. Dubitare dell’amore di Dio, che è di gran lunga superiore alla tenerezza che una madre ha nei confronti del suo bambino, è un peccato.

Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo grembo? Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai“.

Alla luce di questa fiducia sta la certezza che Dio è fedele, mantiene sempre le sue promesse e veglia su tutte le sue creature, dando a ciascuna il cibo a suo tempo. Egli è fedele nonostante le infedeltà degli uomini e le loro continue cadute nell'”idolatria”. E’ la “rupe” a cui bisogna aggrapparsi per essere salvati; è la “roccia” di difesa che consente di non vacillare e cadere.

Tratto dal libro
Il vangelo di Giovanni Paolo II

Tra note e realtà – Fuori dal tunnel

Sono fuori dal tunnel dal divertimento…
…Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento…
Mi piace il cinema e parecchio, per questo mi chiamano vecchio,
è da giovani spumarsi e laccarsi davanti allo specchio?
Sono vecchio, punto, e prendo spunto dal tuo unto ciuffo.
…Sbuffo pensando a serate tipo del tipo “Che facciamo?”
Io ho una Tipo di seconda mano che mi fa da pub,
da disco e da divano, sono qua, come un allodola questo è il mio ramo.
… Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento.
“…”Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni,
persone che son fatte di nomi e di cognomi,
…si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri,
di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti,
e non di momenti tristemente divertenti.” 
(
Caparezza, Fuori dal tunnel)

Estate piena! E il caldo ce lo ricorda.
Perché tra le tante novità dell’anno, saltare indietro a qualcosa che ascoltiamo ormai da tanto?
Perché CapaRezza provoca, e provocando chiede risposte, prese di posizione chiare e inequivocabili.
In quanti ci sentiamo così: sempre un po’ sballottolati dal nostro umore?
Tra la noia e la fretta: c’è sempre di che lamentarsi!
Corriamo, sempre più velocemente tra un impegno e un altro, tra un ingorgo e uno sciopero, una lezione appena cominciata e una nostra amica che non la smette di parlare.
Corriamo fino ai giorni di pausa e tranquillità. Attesi, sperati e perché no, meritati.
Ritmi più tranquilli, sonno più disteso, un’alimentazione più curata, e tempo per parlare, chiacchierare, ascoltare… finalmente tempo per costruire relazioni o semplicemente per recuperare gli incontri trascurati, o magari un po’ traditi.
Tempo per noi a 360°! Tempo per le persone che amiamo e per chi ci ama.
Eppure la corsa, la fretta, gli ingorghi sono irresistibili! Tutti pronti a riposarsi correndo, a sonnecchiare sul sedile nelle lunghe code, o a rinfrescarsi sotto l’ombrellone.
Ancora pieni di impegni… la casa, il silenzio, l’ascolto, l’intimità sembrano valori veramente da Matusa, e noi uomini e donne dell’era digitale proprio non ci stiamo!
La velocità è la nostra forza. Noi gente del nuovo, della realizzazione, dell’apparenza.
Noi gente dei paradossi e dell’assurdo. Tutti fuori per divertirsi eppure tutti stranamente sempre tesi e scontenti, annoiati e depressi.
C’è qualcuno tra noi capace di scendere dentro se stesso e spalancare le finestre del proprio mistero personale? C’è chi ha ancora il coraggio di andare al Nord quando tutti vanno, in coda, al Sud?

…si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri,
di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti…

di suor Mariangela fsp

Guarda il video

Buona domenica! – Santi Pietro e Paolo Apostoli

Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Antifona d’ingresso
SOLENNITA’ DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI – Anno A

La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo? La risposta è bella e insieme sbagliata: dicono che sei un profeta, una creatura di fuoco e di luce, come Elia; una creatura di forza e di vento, come il Battista; profeta, voce di Dio e suo respiro.
Ma voi, chi dite che io sia? Gesù è la domanda dentro le nostre risposte facili, è domanda che risveglia, che fa vivere. Dio crea la fede attraverso domande.
Ma voi… La domanda è preceduta da una contrapposizione: ma voi, voi invece, che cosa dite? Voi che mi seguite da anni, voi che mi avete visto sorridere, piangere, respirare, moltiplicare il pane… Come se i Dodici fossero di un altro mondo; come se non dovessero mai omologarsi al sistema.
Pietro risponde: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù: su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Pietro è roccia per la Chiesa, e per l’uomo, nella misura in cui ripete che Dio si è donato in Cristo, che Cristo, crocifisso, è vivente, che tutti siamo figli nel Figlio.Questa è la fede – roccia, il primato di Pietro che costruisce la Chiesa.
Come Pietro, modello del credente, anch’io sono chiamato a diventare roccia e chiave: roccia che dà appoggio, sicurezza, stabilità al fratello che mi è affidato; chiave che apre le porte belle di Dio, di un Regno dove la vita fiorisce. Come Pietro anch’io sono chiamato a legare e a sciogliere, a creare cioè nella mia storia strutture di riconciliazione, di prossimità.
Ma tu, chi dici che io sia? Io capisco di Cristo solo ciò che vivo di Cristo. La vita non sta in ciò che dico della vita, ma in ciò che vivo della vita. Cristo non è uno che devo capire, ma uno che mi attrae; non uno che interpreto, ma uno che mi afferra. La croce non ci fu data per capirla, ma per aggrapparci ad essa. «Capire» Gesù, definirlo, può essere anche facile, ma «com­prenderlo» nel senso originario di prendere per me, afferrare, stringere, possedere il suo segreto, è possibile solo se la sua vita mi ha «afferrato» .
Corro perché conquistato, dice Paolo. Corro perché preso, vinto, prigioniero, sedotto da Cristo. La nostra vita non avanza per decreti, ma per una passione. Non per colpi di volontà, ma per attrazione. Io sono cristiano per divina seduzione: io, prigioniero di Cristo ( Ef 4,1), afferrato da Lui, corro per afferrarlo.

(Padre ERMES RONCHI)

…e per continuare la riflessione guarda il power-point:
Un’autentica vita cristiana
= = = CLIKKA SULL’IMMAGINE = = =

= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =

NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO
QUESTA RUBRICA SETTIMANALE VERRA’ SOSPESA.
RIPRENDEREMO LA REGOLARE PUBBLICAZIONE
A SETTEMBRE CON L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SOCIALE.

= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =

«Buona domenica!» è una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica: Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

GP2 GenerAzioni – Corpus Domini!

Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l’Eucaristia che deve essere “conservata… come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale“.
La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza.
Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi; ci rende partecipi della sua vita divina in un’unione che trasforma e, mediante lo Spirito, ci apre la porta che conduce al Padre, come egli stesso disse a Filippo: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14,9).
La contemplazione, che è anche una comunione di desiderio, ci associa intimamente a Cristo e associa in modo particolare coloro che sono impossibilitati a riceverlo. Rimanendo in silenzio dinanzi al santissimo sacramento, è Cristo, totalmente e realmente presente, che noi scopriamo, che noi adoriamo e con il quale stiamo in rapporto.
Non è quindi attraverso i sensi che lo percepiamo e gli siamo vicini. Sotto le specie del pane e del vino, è la fede e l’amore che ci portano a riconoscere il Signore, lui ci comunica pienamente “i benefici di questa redenzione che ha compiuto, lui, il Maestro, il Buon Pastore, il mediatore più gradito al Padre“.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II

Buona domenica! – Corpus Domini

Poiché vi è un solo pane,
noi siamo, benché molti, un solo corpo:
tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (1Cor 10,16-17)
SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO – Anno A

Penso capiti a tutti, quando si va a mangiare in qualche ristorante o pizzeria, di osservare la disposizione dei clienti. Da come sono disposti i tavoli e da come sono sedute le persone, è abbastanza immediato capire i legami che ci sono e il grado di conoscenza reciproca. Se si va dove di solito a mezzogiorno si recano a mangiare, nella pausa pranzo, i lavoratori, può capitare benissimo di vedere persone che mangiano da sole oppure piccoli gruppi di colleghi che si mettono vicino e si scambiano qualche chiacchiera, anche se hanno poco tempo. La sera e nei giorni di festa invece è possibile veder mangiare insieme grossi gruppi. Quando si esce in compagnie numerose si cerca il più possibile di unire i tavoli per far in modo che ci sia un unico punto di aggregazione. E anche se con molta probabilità molti dei commensali del gruppo non riusciranno a parlarsi perché troppo distanti, non si vuole mangiare in tavoli divisi, ma in un unico tavolone, cosa che mette sempre un po’ in crisi i camerieri… E la riuscita di una cena di gruppo (una famiglia, un gruppo di amici…) non è solo nelle cose che si mangiano, ma prima di tutto è nella qualità del gruppo stesso. Anche i piatti più gustosi e raffinati non riescono a fare bella una festa, se il gruppo è diviso e ci sono tensioni e freddezze.
Quando pensiamo all’Eucaristia, ci fermiamo sempre molto sulle parole che Gesù ha pronunciato (“Questo è il mio corpo…”, “Questo è il mio sangue…”) e poca attenzione mettiamo a tutto quello che succede attorno. Per comprendere bene le parole di Gesù sul pane e sul vino, che ancora oggi sono al centro delle nostre celebrazioni domenicali e feriali, non possiamo non tener presente cosa il Signore vuole dai suoi discepoli. Gesù parla di comunione tra i suoi amici. Insegna loro ad essere un corpo solo e a distinguersi dagli altri nella capacità di volersi bene, perdonandosi e sostenendosi nelle difficoltà. Quando pensiamo al Corpo di Cristo e al suo Sangue, non possiamo pensare solo al contenuto del Tabernacolo e al vino dentro il Calice. Questi due elementi sono il segno sacramentale della presenza di Gesù che non si esaurisce li, ma si realizza nel Corpo di Cristo che è la comunità dei cristiani e anche di tutti gli uomini. Sottolineo questo perché tante volte la nostra preoccupazione riguardo la Messa domenicale sembra cadere tutta sul Pane e sul Vino consacrati come Corpo e Sangue di Cristo, mentre poca attenzione viene data al Corpo di Cristo che è la comunità che sta celebrando.
Il Corpo di Cristo prima di tutto è la comunità che celebra il Signore. Come sono attento a venerare il Pane consacrato, così devo porre attenzione al mio fratello e alla mia sorella che ho vicino, o anche al fratello e sorella che non ho vicini fisicamente, ma che come me fanno parte della stessa fede e della stessa umanità, anche se sono dall’altra parte della terra.
Ritornando al paragone con il ristorante, mi chiedo se le nostre Messe non assomiglino più a dei pranzi veloci di lavoro, dove si cerca di mangiare soli e senza troppi legami con chi sta accanto… Come sono le nostre messe? Fast-food individuali e veloci, oppure sono una Cena di famiglia, dove attorno all’unica tavola si celebra la comunione con Dio e tra di noi?

(DON GIOVANNI BERTI)

…e per continuare la riflessione guarda il power-point:
Credere
= = = CLIKKA SULL’IMMAGINE = = =

«Buona domenica!» è una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica: Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

Dedicato ai Catechisti!


Carissimi catechisti,

anche se molti tra voi si stanno preparando a vivere la meritata pausa estiva, nelle fila di chi invece sta preparando il materiale necessario al prossimo anno pastorale si sta già pensando alle possibili novità che potrebbero interessarvi, fornendovi quel aiuto opportuno e necessario al vostro lavoro a servizio della Catechesi.

Sono convinta, come Paolina, che la Comunicazione e la Catechesi debbano costruire forme di alleanza sempre più solide, perché il Vangelo possa diventare vita nella vita di tanti nostri piccoli e grandi fratelli e sorelle. E’ pertanto a partire da questa urgenza che, con le sorelle che lavorano alla redazione catechistica, abbiamo voluto dare ulteriormente le ali alla nostra Rivista Catechisti Parrocchiali e, nello specifico, alla rubrica Musica* del Dossier Ragazzi & Dintorni.

Nella rubrica infatti, che valorizza la musica come percorso di fede e di vita per preadolescenti e adolescenti, troverete in ogni numero una password con la quale potrete accedere a una pagina riservata. Troverete la comunicazione del link da cui accedere anche su Cantalavita, con un rimando specifico nella pagina Catechisti.

Sulla pagina, farò in modo di fornire ulteriore materiale che possa permettere ai catechisti interessati di realizzare il percorso indicato al meglio.

Immagino che alcuni potrebbero chiedermi di fornire la password via mail, ma sinceramente credo che non sia opportuno. Sono estremamente convinta che ognuno, nel proprio servizio ministeriale, sia chiamato anche a raggiungere un’opportuna preparazione e credo che Catechisti Parrocchiali possa essere per ognuno un reale e concreto strumento di auto-formazione, a livello biblico, nella pedagogia catechistica, nel fornire sussidi, idee, percorsi per la Catechesi. Inoltre avere accesso a un materiale finalizzato a un percorso, senza avere il percorso, credo non serva a molto.

Spero invece che questa scelta, possa essere un modo per migliorare i nostri scambi, i passaggi di informazione, la messa in comune di materiale e idee.

La pagina dedicata ai lettori di Catechisti Parrocchiali/Settembre 2011 sarà on line da Lunedì 27 giugno!

A presto cari catechisti! Il Signore benedica noi, tutti coloro che ci affida, ogni idea, ogni progetto e lo rischiari con la sua luce! Buon cammino, buona preparazione nel servire la Parola e, perchè no?!, buone vacanze!!!


*Nella Rubrica Musica del Dossier Ragazzi e Dintorni, contenuto nella rivista Catechisti Parrocchiali, facciamo in modo di costruire dei percorsi tematici dedicati soprattutto a preadolescenti e adolescenti. La tematica, proprio per la poliedricità con cui viene affrontata da più autori nel Dossier, può essere assunta non solo dai Catechisti, ma anche da educatori e insegnanti di Religione per attivare dei percorsi sulla fede che integrino aspetti dell’esistenza che tocca i giovani destinatari, con il messaggio forte e provocante del Vangelo.


Per info e abbonamenti:


Libri …on air! – Bologna

“Buongiorno Bologna! È sabato mattina e anche oggi, come tutti i sabati dalle 9.15 alle 11.00, siamo pronti per tenervi compagnia con tante notizie, musica, eventi, cultura e divertimento. State ascoltando il programma Inside – dentro la notizia condotto da Marco e Marco”.

In realtà è molto interessante e completamente diverso vivere questo annuncio dall’interno dello studio di Radio Nettuno tra fili, microfoni, fogli volanti, giornali, Jessica e Annalisa in regia che tentano di coordinare due conduttori un po’ indisciplinati e che, a sorpresa, si scoprono essere due sacerdoti: don Marco Baroncini e don Marco Ceccarelli.

La trasmissione copre l’intera programmazione del sabato mattina alternando momenti vari a musica e rubriche fisse. Il primo appuntamento importante sono I 120 secondi: alcune notizie importanti della settimana raccontate in 120 secondi. Segue l’intervista al responsabile di Bologna 7, inserto domenicale di Avvenire nella diocesi di Bologna. Tra musica, battute e informazioni si alternano ospiti in studio o al telefono.

Ma di cosa parlare? Di cultura, di eventi locali e nazionali, di Chiesa, di persone.

Subito risuonano nelle orecchie e nel cuore, come un ritornello, le parole di don Alberione: la radio è un mezzo di comunicazione molto utile per l’evangelizzazione, di tutto parlare cristianamente… E così, un po’ per prestare un servizio alla diocesi, un po’ per far conoscere la propria missione, anche le Figlie di San Paolo si sono messe in onda.

Ogni sabato mattina, infatti, uno spazio fisso di una decina di minuti è stato riservato alla presentazione di un libro, il libro della settimana, a seconda delle tematiche e delle occasioni, e gli ascoltatori bolognesi hanno potuto ascoltare il suggerimento di qualche novità editoriale dalla mia voce in diretta telefonica dalla Libreria Paoline.

Intanto la comicità dei conduttori, che non hanno risparmiato battute divertenti alla povera postulante, ha fatto crescere il rapporto di conoscenza, collaborazione e amicizia. Ho iniziato ad andare in studio, ad essere presente per un tempo maggiore nella trasmissione, a presentare, sempre con uno stile brioso e allegro, pubblicazioni e audiovisivi su temi specifici (educazione, testimonianze, vocazioni, beatificazione di Giovanni Paolo II, Fiera del libro di Torino, comunicazioni sociali,…). Particolarmente efficace è stato la testimonianza dell’attore e comico Bruno Nataloni. Attore, papà, studente della Facoltà Teologica, animatore di corsi di dramma-terapia e futuro partecipante al Festival del teatro del sacro. Ci ha fatto gustare la possibilità di parlare di Dio con affetto, ma anche con gusto e divertimento attraverso il potente mezzo del teatro e della comicità.

Non meno importante e gradito è stato l’aiuto di Nikki che, oltre ad essere spesso presente a documentare con la macchina fotografica i diversi momenti, ha partecipato con me a una puntata di Radio 12 porte a proposito della giornata mondiale delle vocazioni. Abbiamo raccontato la nostra chiamata, il nostro percorso di Postulato e abbiamo anche scoperto di avere dei fans che sono venuti a trovarci in libreria.

Le strade dell’etere, ho capito, rischiano di essere difficilmente controllabili: non si riesce a cogliere quanti sono e chi sono coloro che ascoltano. Di sicuro la radio è un mezzo molto utilizzato e può essere un buon modo per condividere un pezzo di strada con questa umanità. Non so quanto e a chi sia servita questa nostra partecipazione come Figlie di San Paolo ma certamente mi sono divertita ed è iniziata una fruttuosa collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Bologna che spero non finisca con la chiusura estiva del programma!

 Veronica Bernasconi

 

GP2 GenerAzioni – Diffondere la luce!

Se i discepoli di Cristo sono veramente “il sale della terra“, se la Chiesa si presenta come un “cibo sano” per la società, allora essa è anche la luce di cui parla il Vangelo, la luce “che si mette sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa“.
Con il battesimo, ognuno ha ricevuto un cero la cui fiamma è stata accesa al cero pasquale: è il simbolo del dono della luce, luce che viene da Cristo, luce che è Cristo stesso.
A voi, figli e figlie battezzati il compito di diffondere questa luce, come viene fatto nella notte di Pasqua, per annunciare al mondo la speranza e la salvezza che Dio gli dona.
La vostra missione è dunque di portare la luce di Cristo.
Per fare questo occorre che la persona del Signore vi sia familiare grazie alla preghiera personale e comune; essa deve esservi ben conosciuta grazie all’approfondimento della fede. Continuate anche a sviluppare le strutture comunitarie che favoriscono una vita fraterna e calorosa. Dovete ancora consolidare la vostra identità cristiana e non dovete temere di manifestarla con parole e azioni, quali individui  e quale Chiesa“. 

Tratto dal libro
Il Vangelo di Giovanni Paolo II

vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza