Archivi categoria: preghiera

Veglia Eucaristica per la Giornata delle Comunicazioni Sociali

di Suor Mariangela Tassielli

Fratelli e sorelle, offriamo al Signore, la nostra preghiera, perché salga a lui come incenso, forte e delicata allo stesso tempo; perché arrivi a Dio portando il cuore di tutti i fratelli e sorelle che con noi pregano, tutti coloro che saranno raggiunti dai giovani evangelizzatori, coloro che a noi hanno affidato le loro preghiere. Tutti vogliamo, come Chiesa, presentare al Signore, perché questa notte possa diventare notte di luce.

 Come incenso, salga verso te, o Signore, la nostra preghiera. Sia preghiera di tutti e preghiera per tutti. Salga carica della lode e della gratitudine per tutti prodigi che operi nella nostra vita. Salga, spinta dalla totale fiducia in te, che per noi desideri il Bene vero. Salga, portando a te, il desiderio e le speranze di ogni cuore, di ogni famiglia, di ogni vita. Amen

Vieni Spirito Creatore, vieni, vieni! Vieni Spirito Creatore, vieni, vieni!

Vieni santo Spirito di Dio e spalanca le porte della nostra vita alla tua novità, all’effervescenzaspirito santo del tuo agire in noi, al dolce impeto del tuo ricrearci e renderci nuovi. Vieni Spirito dolce e potente e discendi con infinite grazie; apri tra noi e il Padre i canali della vita perché la fresca e inarrestabile acqua della Grazia possa raggiungerci, bagnarci e renderci trasparenti.

Mandaci, Padre! Inviaci per le strade di questa storia e donaci il coraggio del dono gratuito e generoso, del dono libero che accetta di essere spogliato, sacrificato, denudato. Inviaci, Padre, perché tutti conoscano Gesù Cristo, Signore di ogni vita, perché tutti comprendano la forza e la concretezza del tuo amore che tutti ci salva e, amandoci, ci rende liberi, figli della luce.

Celebrante: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura. Non abbiate paura, né sia turbato il vostro cuore, ma adorate il Signore, Gesù Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male. Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra.

Guida: La Parola di Dio si fa per noi incontro, dono. Pane che si spezza e sfama ogni sete del nostro cuore. Il buon Pastore ci viene incontro, abita la nostra stessa carne, parla la nostra stessa lingua. Si è fatto uno di noi, uno tra noi e con noi.

Gv 10, 11 – 15. 14, 15 – 21 11

Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e buon pastorenon gli importa delle pecore.  14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui.

 Gesù, Pastore buono, in te l’amore del Padre ci raggiunge

Guida: Ci sono strade che il Vangelo percorre. C’è un’urgenza che brucia nel cuore di ogni evangelizzatore: annunciare la Parola, renderla vera e reale, proclamarla con la vita e con ogni mezzo che il progresso mette a disposizione dell’uomo. Ci sono continenti nei quali il Vangelo è stato annunciato nei secoli e c’è un nuovo continente che non si distingue per lontananza, né per cultura: è il mondo della Comunicazione al confine tra il fascino e la realtà, tra le opportunità e i rischi che diventa il nuovo “mondo” in cui far risuonare il Vangelo.

LA PAROLA DEL PAPA BENEDETTO XVI

Comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media significa non solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, ma anche testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche nel mondo digitale non vi può essere annuncio di un messaggio senza una coerente testimonianza da parte di chi annuncia […]
Anche in questo campo siamo chiamati ad annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il Salvatore dell’uomo e della storia, Colui nel quale tutte le cose raggiungono il loro compimento (cfr Ef 1,10). La proclamazione del Vangelo richiede una forma rispettosa e discreta di comunicazione, che stimola il cuore e muove la coscienza; una forma che richiama lo stile di Gesù risorto quando si fece compagno nel cammino dei discepoli di Emmaus  .

Guida: Rendiamo la nostra preghiera supplica, invocazione di misericordia, riparazione per ogni peccato commesso nel mondo della Comunicazione; per il male seminato intenzionalmente, per chi naviga in Rete per generare il male nel cuore delle giovani generazioni, per chi fa di ogni pagina, di ogni immagine, di ogni parola, di ogni nota uno strumento per seminare la morte. Abitiamo questa notte nella luce. Possa la nostra preghiera, vivificata dalla grazia, ottenere per tutti la misericordia del Padre. E possa l’amore del Padre raggiungere e cambiare, in questa notte, coloro che in questo momento stanno operando per il male.

Momento di offerta e proclamazione delle nostre preghiere e di quelle dei tanti fratelli che le hanno affidate a noi attraverso internet. Chi lo desidera può consegnare il foglio chiuso, nel segreto. Per ogni intenzione consegnata al Signore ognuno potrà accendere un piccolo lumino.

Questo momento eucaristico ci ha fatto entrare in quella che per noi Paoline e Paolini è la settimana della Comunicazione a conclusione della quale, come Chiesa presente in tutto il mondo, siamo chiamati a celebrare la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Celebriamo cioè un rinnovato grazie e assumiamo nuova consapevolezza per le possibilità che oggi, attraverso il progresso e la tecnologia, il Vangelo ha di raggiungere gli estremi confini della terra.

PREGHIAMO INSIEME:

Spirito di Dio,
dono immenso del Padre,
scendi su di noi, soffia in noi la vita stessa di Dio
e plasmaci con l’intensità del suo amore.
Rendici decisi nel credere,
appassionati nel raccontare le meraviglie di Dio per noi,
audaci nel donare ciò che gratuitamente ci è stato donato.

Dito paziente del Padre,
formaci nella novità di una vita piena e vissuta ad alta quota.
Amore che unisce il Padre al Figlio,
donaci il gusto della totalità, della circolarità,
della pienezza dell’amore che vi unisce come Trinità.
Facci entrare in questo prezioso dinamismo
perché ne impariamo lo stile,
perché altro gusto non abbia la nostra vita.

Maria, Regina della Pentecoste:
presente con noi mentre il Figlio sale definitivamente al Padre;
fedele per noi, mentre la sua presenza sparisce ai nostri occhi;
madre per noi, mentre lo Spirito ci apre alla vita di Dio,
accompagna, sostieni, orienta i nostri passi,
apri le nostre mani, spalanca il nostro cuore
perché lo Spirito infonda in noi i suoi doni,
perché nulla sia sprecato,
perché tutto trovi in noi terreno fecondo
in cui scendere e portare frutto,
quando e dove il Signore stesso vorrà.

Amen sia la nostra vita.
Amore donato siano le nostre scelte.
Fede condivisa le nostre giornate.

Scendi, o santo divino Spirito!
Rendici comunicazione dell’amore del Padre in noi.
Te lo chiediamo per intercessione di Maria,
nostra Madre, Maestra e Regina.

Amen.


Buona domenica!

«Pronti sempre a
rispondere
a chiunque vi domandi ragione
della
speranza
che è in voi
»

Dalla prima lettera di San Pietro Apostolo (1Pt 3,15-18)
VI DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Viviamo tempi difficili, inutile negarlo. Difficili umanamente, difficili cristianamente. Il futuro è denso di nubi scure e il rischio di vedere sempre e solo il negativo rischia di contagiare anche i cristiani più virtuosi.
Gesù è chiaro: il mondo non lo vede presente, parla di lui come di un grande personaggio del passato, come di un simpatico profeta finito male, come accade a molti profeti; ma i discepoli, afferma il Maestro, continuano a vederlo, lo riconoscono, lo annunciano, lo ascoltano, lo pregano.
Il primo dono che Gesù promette ai discepoli intimoriti è il Paraclito, cioè il soccorritore, l’aiutante, l’intercessore, che ci aiuta a ricordare le parole del Maestro, che ci aiuta a vedere le cose in maniera completa. Di questo abbiamo bisogno, urgente: di un aiuto che ci aiuti a leggere la grande storia e la nostra storia personale alla luce della fede. Le cose che accadono, allora, acquistano una luce diversa, con un orizzonte di riferimento più ampio, una prospettiva di salvezza, di redenzione che Dio realizza in mezzo all’umanità inquieta.
Il soccorso che Dio ci manda è funzionale alla nostra missione: i discepoli che “vedono” Gesù, che si accorgono della sua presenza, sono invitati ad annunciare il nuovo modo di vivere che Dio realizza attraverso la comunità dei salvati, la Chiesa, appunto.
Se è davvero così, allora, la difficoltà diventa straordinaria opportunità, occasione di annuncio, ragione di conversione.
Ne sa qualcosa Filippo che, a causa della persecuzione che si è scatenata contro la primitiva comunità, è fuggito e si ritrova in Samaria, la terra abbandonata, la terra eretica, la sposa infedele che Gesù stesso ha cercato di sedurre e di riconquistare. La fuga diventa luogo per l’annuncio e conversione di nuovi discepoli.
Ad una condizione, come ammonisce Gesù: restare fedeli al comandamento dell’amore, ad ogni costo.
Solo il comandamento dell’amore, in questi tempi, è in grado di perforare la spessa corazza anticristiana e neoclericale che abita la nostra società fintamente cristiana.
Dimorare nell’amore, non scoraggiarsi e approfondire la fede, come suggerisce Pietro. Il nostro cristianesimo occidentale oscilla fra due eccessi ugualmente pericolosi: il ritorno ad un clima di chiusura e di contrapposizione col mondo innalzando inutili barriere nei confronti degli altri ed il rischio di cedere ad un cristianesimo emotivo e popolare, che segue le apparizioni e dimentica il deposito della fede. Davanti alla chiusura e al misticismo semplificato e superstizioso Papa Benedetto propone, come da sempre la Chiesa propone, un’alleanza fra intelligenza e fede, fra conoscenza e spiritualità. Solo con la fatica dello studio, della comprensione dei testi, della preghiera feconda e motivata, della ricerca umile della verità possiamo incrociare le attese dell’uomo contemporaneo alla ricerca di senso. Così, diverremo capaci di rendere ragione della speranza che è in noi.

(PAOLO CURTAZ)


…e per continuare la riflessione puoi scaricare il power-point: Illuminare il mondo

«Buona domenica!» è una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica: Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

Chi ha detto che i giovani non cercano Dio? – Ferrara

Chi ha detto che i giovani non cercano Dio?

A Ferrara, nella comunità delle Figlie di San Paolo (suore Paoline), per un venerdì pomeriggio al mese, alcuni ragazzi di un liceo si sono incontrati  per pregare, imparare e condividere quello che la Parola di Dio suggeriva loro.
Per i giovani, tra i 15 e i 19 anni, è stata una possibilità di incontro e nuove conoscenze, poiché non tutti provenivano dalla stessa classe e di confronto sul modo di vivere quotidianamente la fede anche a scuola. La diversità di età e di esperienze non ha fatto altro che arricchire il dialogo.
A guidare gli incontri sono stati un sacerdote diocesano, Nikki e Veronica, postulanti delle Figlie di San Paolo. 

Le animatrici raccontano…

I ragazzi e i giovani hanno una gran voglia di ascoltare qualcuno che gli parli di Dio, che gli racconti la propria esperienza religiosa, che gli spieghi il senso del Vangelo, e che desiderano condividere tra loro tutto questo!
Ovviamente per capirlo è necessario ascoltarli, interpellarli, preparare qualcosa per loro, mettersi in gioco e sporcarsi le mani con un po’ d’impegno ma i risultati sorprendono.

Questa almeno è l’esperienza che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi.

A volte pensiamo che servano gli effetti speciali per stupire e conquistare i più giovani, ma abbiamo smentito anche questo… In questi momenti, infatti, non abbiamo fatto niente di straordinario ma, con serietà e gioia, abbiamo pregato, cantato, letto la Parola di Dio, provato a spiegarla a volte con qualche video o testimonianza e a calarla nelle nostre vite quotidiane. Abbiamo ragionato e condiviso. Questi appuntamenti hanno dato ampio spazio alla riflessione e favorito un confronto tra i giovani sulle questioni più rilevanti della loro fede: Parola, Preghiera, Risurrezione. Ci siamo accorti che quello che forse cercano è una fede in Dio che si trasforma in amicizia e coerenza perché Gesù, che si è fatto uomo per noi, ci ha mostrato che è possibile.

L’ultimo incontro è stato particolarmente efficace.
Il tema era: quale personaggio sei sotto la croce?
A Partire da una selezione di scene tratte dal film The Passion e da alcuni brani del libro Io c’ero di Michele Casella, ci siamo interrogati: e se io fossi stato presente sul calvario alla crocifissione di Gesù, come quale personaggio mi sarei comportato? Una curiosità ci ha spinto: provare a sentire, vedere, vivere ciò che avevano sentito, visto e vissuto quegli uomini sotto la croce.
L’autore del libro, infatti, dice: «I personaggi biblici diventano voci non solo di ieri ma di sempre, e quell’uomo giusto, mai citato col suo nome, Gesù, diventa paradigma di un’ingiustizia che prosegue senza fine. Voci che si udirono sotto la croce ma che rivivono sotto ogni croce. E non possiamo pensare che non siano fatti nostri. Perché c’eravamo tutti noi in Lui sulla croce».
Noi abbiamo ascoltato le voci di Giuda, Maddalena, Pilato, Simone di Cirene e Maria che si ritrovarono coinvolti nelle vicende di un certo Gesù di Nazaret e, più precisamente, nel momento della sua insolita crocifissione. Tanti nomi sono costretti a rivivere per sempre quell’attimo di quel giorno. Come non immedesimars
i in alcuni di costoro? La maggior parte dei ragazzi si sono immedesimati in Simone di Cirene: in fondo, hanno evidenziato, «noi non eravamo interessati a condividere la nostra storia con Gesù ma, grazie a qualcuno che ci ha coinvolti, abbiamo sperimentato che, anche se dobbiamo portare la croce, farlo con Lui, il figlio di Dio, ne vale la pena!»
Di fronte alla passione di Gesù non possiamo rimanere indifferenti: la Croce ci interpella, ci domanda un parere, ci obbliga a prendere una posizione. Ci vincola alle nostre scelte, ci incatena alle nostre decisioni. Non possiamo dire: non m’interessa. Il gesto della croce non è immediatamente immaginabile, non è evidenza pura. Appare come una promessa non mantenuta. Dobbiamo prima accogliere e contemplare questa esperienza e domandarci il perché della morte, di “quella” morte, per arrivare poi alla risurrezione. È possibile tutto questo? Bisogna prima accettare un dono della fede: solo accogliendo questo “regalo” complicato possiamo affrontare lo spettacolo della croce, senza però fermarci lì; la croce non è più il capolinea delle nostre esperienze! Ed è necessario fare una riflessione: a partire dal dono della fede arriviamo a capire, ma soprattutto ad accettare come buone per noi, parole come risurrezione, vita dopo la morte, fino ad arrivare a traguardi per noi inimmaginabili.

 (Veronica Bernasconi & Anne Dominique Ramos, postulanti Figlie di San Paolo)

Ma i protagonisti, cosa ne pensano?

« L’esperienza di venerdì l’ho trovata molto utile ed interessante. Infatti mi ha permesso di vedere tutto sotto un’altra prospettiva, sotto un’altra luce. Mi sono immedesimata in Simone di Cirene, in Maddalena e anche in Pilato. Ho “capito” le loro sensazioni e le loro scelte, anche se non ho condiviso quelle di tutti. Inoltre è stato utile anche come “confronto” di varie idee. Infatti tutti i partecipanti a quest’incontro esprimevano il loro pensiero sinceramente, senza fingere di essere più “buoni” di quanto in realtà non lo fossero! La consiglio come esperienza soprattutto nel periodo di Quaresima! »

Maria 

« Io sono andata agli incontri e mi sono piaciuti molto, sono stati ben ideati e sono riusciti a parlare della religione, della Chiesa e della figura di Gesù in modo libero e interessante. L’idea del video dell’ultimo incontro mi è piaciuta molto, mi ha aiutato a vedere le cose da un nuovo punto di vista che non avevo preso in considerazione prima. Inoltre è bello poter condividere le proprie opinioni e confrontarsi con ragazzi e ragazze all’incirca della mia età ».

Irene 

« Per me è stato molto interessante e molto originale… E soprattutto per me è importante che anche chi non crede possa dire la sua senza sentirsi giudicato dato il luogo di incontro! È una bella immagine di accoglienza e fratellanza proprio come dovremmo fare noi ogni giorno!

 Chiara

Ho trovato questi incontri molto interessanti, nonostante non sia stata presente al secondo incontro… Il primo, sull’importanza della parola, mi è piaciuto molto, perché mi ha ricordato quanto importante sia il suo uso e allo stesso tempo quanto sia delicato… Il terzo è stato certamente più coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di identificarci con un personaggio particolare, permettendoci anche di presentarci agli altri servendoci di un esempio!… e bello il montaggio del filmato, mi è piaciuto davvero molto!!

Margherita 

Molto interessante istruttivo! Ho conosciuto lati diversi della passione che non conoscevo!

Giulia 

Gli incontri mi sono piaciuti perché ci hanno fatto riflettere su problematiche odierne e attuali, c’è stato anche un confronto tra noi ragazzi che ha evidenziato i nostri comportamenti in comune, e le nostre differenza. Abbiamo conosciuto nuovi amici!

Silvia 

Scarica la sceda di lavoro: scheda riassuntiva

news: lascia la tua preghiera!

Attiva solo per i prossimi giorni

la nuova pagina di cantalavita…


Visitala

&

Lascia la tua preghiera!!!

 

 


CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2011: Testimoni nell’era digitale

GIORNATA DEL GRAZIE
Ricordando i doni del Signore

di M. Rosaria Attanasio

In questo articolo proponiamo la «Celebrazione di ringraziamento» di fine anno catechistico, si possono invitare tutte le persone impegnate in cammini di fede, i ragazzi con i loro genitori. Ogni gruppo prepara una preghiera di lode e di ringraziamento al Signore e un cartellone in cui esprime, anche visivamente (con immagini, collage, foto…), il grazie al Signore per un momento particolare o per il periodo liturgico vissuto con maggiore intensità e partecipazione.
Il catechista introduce la “Giornata del Grazie“: È bello ritrovarsi tutti insieme, qui, oggi, per fare memoria e lodare il Signore dei doni di grazia che ci ha elargito nel nostro cammino di fede realizzato quest’anno, a livello di gruppi e di comunità parrocchiale. Se ciascuno dovesse narrare l’opera compiuta dal Signore nella sua persona e per suo tramite non basterebbe il tempo… Lasciamo che il nostro cuore esprima, nel coro comunitario, anche il suo grazie «personalissimo». Iniziamo cantando la realtà più significativa e importante per noi: «l’amore che viene da lui» e «la gioia di scoprirsi suoi figli, amati da lui». A questo punto si procede con un canto di festa.
Si prosegue con una preghiera: Padre, Dio di amore e di misericordia, a conclusione di questo anno catechistico, come il lebbroso samaritano guarito che ritorna da Gesù per dire il suo grazie, anche noi ci rivolgiamo a te, riconoscenti per tutto l’amore che ci hai comunicato, per la fede che hai fatto crescere in noi, per la speranza gioiosa che hai infuso nei nostri cuori e per averci resi segno del tuo amore verso gli altri. Il nostro cuore è colmo di gioia ed esultanza per ogni tuo dono e, soprattutto, perché tu stesso ci guardi e ci ami. Rendici sempre attenti al tuo amore, perché lo comunichiamo a tutti. Te lo chiediamo per Gesù, nostro Signore e Maestro e nello Spirito Santo.
La celebrazione del “Grazie” continua con la lettura del Vangelo di Marco (4,26-32).
Dopo la lettura del Vangelo seguita da un momento di silenzio, si propone un esame di coscienza, è il catechista a guidarlo: verifichiamo il nostro percorso di fede, per cogliere se abbiamo sempre ascoltato e attuato la Parola che ci è stata donata e le proposte offerteci. Consideriamo, inoltre, quali orientamenti il Signore ci indica per l’estate, per evitare dispersioni e continuare a vivere in un clima di ascolto e di fedeltà a lui e alla sua Parola, diventando segni del suo amore e «riparo» per gli altri.
Dopo un canto di ringraziamento l’incontro continua con un gesto di condivisione: ogni gruppo si reca davanti all’altare, se si è in chiesa, o in un punto centrale, se si è in altro luogo, per presentare l’esperienza significativa riportata sul cartellone (che si lascia, poi, in un luogo visibile) e proclamare la preghiera. Dopo ogni presentazione si può cantare il ritornello del canto di ringraziamento, si lascia uno spazio di silenzio perché ogni partecipante esprima il suo grazie personale al Signore per quanto gli ha donato.
A questo punto è il catechista a guidare una preghiera di ringraziamento come la seguente:

Padre nostro, grazie perché ci hai
sostenuti e guidati in quest’anno di catechesi;
grazie per i frutti che sono nati, di quelli già evidenti
e di quelli che, ancora nascosti, stanno
maturando nel cuore di ogni persona.
Insegnaci a compiere la tua volontà sempre, per
realizzare il tuo progetto d’amore e sperimentare
la gioia profonda che tu vuoi donarci.
Noi desideriamo cercare ciò che piace a te perché
sulla terra regni la tua pace, la tua giustizia,
il tuo amore. Per questo ci impegniamo a lavorare
intensamente per custodire la creazione e utilizzare
ciò che tu ci hai consegnato, per la tua
gloria e a vantaggio di tutti.
Ti chiediamo di guarirci interiormente;
di liberare il nostro cuore
da ogni risentimento e rancore
e di essere misericordiosi come lo sei tu
con noi, per essere davvero «tuoi figli»,
nel tuo Figlio Gesù, e costruttori di pace. Amen.

Uno dei genitori presenti può ringraziare con questa preghiera:

Dio Padre, Figlio e Spirito Santo,
grazie per la vostra presenza costante
nell’esistenza nostra e dei nostri figli,
e per l’orientamento al bene e alla vita.
Voi, che siete comunità
unita dal flusso costante dell’Amore
e generatrice di Amore, regnate nelle nostre
famiglie, perché l’amore circoli, per stabilire rapporti
di comprensione, perdono, pace solidarietà,
condivisione e aiuto reciproco.
La prossima estate ci consenta di valorizzare
ogni possibilità di incontro, per crescere insieme
e sperimentare il vostro amore. Amen.

E infine tocca ad un ragazzo proclamare una preghiera di ringraziamento:

Signore, grazie perché tu cammini accanto a me e mi guidi. Sei con me in ogni momento, ti siedi vicino a scuola, giochi con me a casa, in palestra…
Donami di saperti riconoscere nelle persone che mi stanno accanto.
Fa’ che ti lasci entrare nella mia vita ogni giorno e la domenica, vivendo la
gioia della comunione forte con te, per comunicarti a tutte le persone che incontro. Amen.

Si conclude l’incontro con la benedizione e un canto finale.

Questi e molti altri suggerimenti anche per l’estate per la catechesi dei ragazzi nel numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Maggio 2011 clicca qui

Per info e abbonamenti:


Buona domenica!

Cammina davanti ad esse,
e le pecore lo seguono
perchè conoscono la sua voce

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
IV DOMENICA DI PASQUA -Anno A-

La parola a…
Paolo Curtaz

È risorto, il Maestro.

Lo hanno visto, incontrato, abbracciato. Hanno pianto e riso i discepoli, stupiti, perplessi, scossi.
Ci vuole del tempo per credere, lo sanno, lo sappiamo.
Pietro e Giovanni che corrono al sepolcro, Maria di Magdala che non si stacca dal suo dolore, Tommaso e la sua straziante sofferenza, i discepoli di Emmaus e la loro speranza delusa…
Convertirsi al risorto non è un affare di pochi minuti, non è un percorso per uomini deboli, ma per uomini e donne forti e tenaci.

Li raggiunge, il Maestro, là dove sono, nella condizione in cui sono.
Li raggiunge e li aiuta a superare ogni paura, ogni sofferenza.
Li raggiunge perché li ama, perché vuole per loro salvezza piena, perché li aiuta nello scoprire Dio e nello scoprirsi credenti.
Lo fa perché la loro vita è preziosa al suo sguardo.
Lo fa perché sa dove portarli, dove portarci.
A chi sto veramente a cuore?
Per chi sono veramente prezioso? 
Ecco la novità sconcertante.
L’inattesa rivelazione: a Dio sto a cuore.

…e per riflettere puoi scaricare: Scoprire e seguire la verità

«Buona domenica!» è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica…
Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 

Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

48a Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni

Carissimi amici,
mettiamo a vostra disposizione il materiale preparato e usato nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno per l’animazione della veglia diocesana. La veglia e i due video potrebbero essere usati anche in momenti di preghiera parrocchiali per stimolare la preghiera e la riflessione sulla dimensione vocazionale della vita cristiana.

I simboli usati, in stretta relazione a quanto indicato anche dal CNV sono il grano, il fuoco, l’acqua e le  varie vocazioni nella Chiesa. Momenti centrali della preghiera sono l’ingresso della Parola e la benedizione e distribuzione del pane.

Il Cristo, Parola vivente, che per noi si è fatto pane spezzato, chiede a ognuno di noi di diventare pane perchè, attraverso ogni Sì, il Padre possa distribuire al mondo amore e il suo Regno possa costruirsi in questo nostro mondo.

Scarica la traccia della veglia: Veglia vocazionale 2011

Guarda i video:

Quanti pani avete? Andate a vedere – Il video è uno strumento creato per introdurre al clima della Veglia della 48a Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Il grano, il fuoco, l’acqua… sono simboli vivi che diventano provocazione per tutti coloro che sono chiamati a vivere e scoprire quel progetto d’amore al quale Dio Padre chiama tutti noi.

Beati se – A partire dalla canzone “Beati se” di Cristina Damonte, un video che può essere usato come riflessione – provocazione in incontri vocazionali e per riflettere sul reale senso della risposta da dare a Dio, rispetto a un mondo che chiama e a un Vangelo che manda.

 

Buona domenica!

Che cosa sono questi discorsi
che state facendo tra voi lungo il cammino?
Si fermarono, col volto triste;
uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose:
Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!
Non sai ciò che vi è accaduto
in questi giorni“.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)
III DOMENICA DI PASQUA -Anno A-

La parola a…
Paolo Curtaz

Noi speravamo.
La speranza è sempre rivolta al futuro. Declinarla al passato significa ammetterne il totale fallimento. È difficile accettare il fallimento di un progetto, di un’azienda, di un gruppo parrocchiale. Il fallimento della speranza porta alla morte interiore.
Noi speravamo: che sciocchi siamo stati a seguire il Nazareno, a credere che fosse lui il Messia! Che ingenui!
Noi speravamo: ci siamo illusi, siamo stati degli idioti abissali, non abbiamo giustificazioni!
La speranza è morta su quella maledetta croce.
È morta e sepolta con Gesù, nel sepolcro regalato da Giuseppe di Arimatea.
Quanti ne conosco di discepoli così, tristi e rassegnati!
Noi speravamo, dicono i discepoli.
E intanto il Signore che credono morto cammina con loro.
Descrivono con dovizia di particolari le vicende che riguardano il Maestro, i discepoli restati orfani.Si aspettano comprensione, compassione.
Ottengono uno schiaffo in pieno volto.

 Sciocchi e tardi, dice loro lo straniero.
La sua provocazione li scuote, li costringe ad alzare lo sguardo. Cosa sta dicendo questo maleducato? Come si permette? Sciocchi a tardi nel credere, insiste.
Gesù spiega il senso di quella sofferenza, della sua sofferenza, e li aiuta a rileggere tutti gli eventi in una chiave diversa, più ampia, a leggere il dolore alla luce del grande disegno di Dio. Sono fermi alla croce, i discepoli del risorto. Possiamo continuare a fissare il bruco, senza accorgerci che sta per diventare una farfalla.
Non sempre chi ti dà una carezza ti vuole bene.
Non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole del male.
A volte una bella scrollata ci distoglie dal dolore e ci aiuta a vedere le cose in maniera diversa. Arde, ora, il cuore dei discepoli.
Il loro dolore inutile, paradossalmente gratificante, è spazzato via dalla Parola che riscalda e illumina.
Tutto acquista senso, una dimensione nuova. La loro vita, riletta alla luce del grande progetto di Dio, assume un colore completamente diverso.

…e per riflettere puoi scaricare: Domanda…

«Buona domenica!» è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica…
Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 

Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2011 – Timore di Dio

COME TERRA BUONA

di Alessandra Beltrami

All’interno dell’articolo una proposta di celebrazione sul dono del “Timor di Dio” da proporre ai ragazzi.
Al centro della stanza dove si svolge l’incontro, sul tavolo o su un leggio, si pone il libro della Bibbia, con accanto un cero acceso e un cestino.
Si predispone un cartellone con, al centro, un disegno o un’immagine di Gesù, e dei pennarelli colorati. Si comincia l’incontro introducendo il significato del dono: lo Spirito Santo, con i suoi molteplici doni, allarga il cuore a una nuova conoscenza di Dio e del suo amore. Ci fa anche scoprire che siamo «piccoli» dinanzi alla grandezza di Dio. Con il dono del timore di Dio, egli agisce in noi, generando un sentimento di gratitudine e di rispetto verso il Padre; questa inclinazione nulla ha a che vedere con «la paura di Dio». Aprendoci all’azione dello Spirito, ci affideremo alla potenza della parola del Signore, abbandonando ogni atteggiamento di orgoglio e di presunzione.
Si prosegue con un canto utile a creare un clima di raccoglimento e di invocazione allo Spirito Santo.
A questo punto si procede con la condivisione in gruppo e con un gesto: ogni ragazzo, per esprimere un sentimento di fiducia o di affidamento al Signore, è invitato a scegliere un oggetto che gli appartiene e a deporlo nel cestino, accanto alla Bibbia, motivando la scelta. Può deporre un paio di occhiali, nel desiderio di vedere la realtà, i bisogni degli altri, con gli occhi di Dio; un orologio, per indicare che vuole dedicare tempo alla preghiera ogni giorno; un giornale, per impegnarsi nel quotidiano con gesti di carità; una penna, per affidarsi al Signore perché scriva il suo amore nella sua vita; una sciarpa, per mettersi sotto le ali di Dio; oppure un piccolo gioiello, per scegliere Dio come unica ricchezza.
Il catechista spiega il significato del gesto che rappresenta l’«offerta di qualcosa di noi», che ci fa diventare terreno adatto ad ascoltare e accogliere la Parola che sarà seminata in noi attraverso l’ascolto della Parola contenuta nel Vangelo di Matteo 6,25-34.
A questo punto il catechista approfondisce quanto proclamato e spiega ai ragazzi il senso del momento successivo: il nostro cuore, nutrito dalla parola di Dio e animato dallo Spirito del timore, è ora pronto ad affidarsi umilmente a lui e a riconoscere la sua costante presenza nella storia e nella vita di ciascuno di noi. Forti di questa scoperta, possiamo esprimere, con gioia, la nostra adesione a lui e il desiderio di seguire Gesù, apponendo il nostro nome sul cartellone vicino all’immagine di Gesù.
Dopo un tempo di silenzio i ragazzi scrivono il proprio nome sul cartellone, uno per volta, mantenendo un clima di silenzio e di preghiera. Al termine, si prega, a cori alterni, il salmo 103.
Si conclude questo momento di preghiera con un canto finale dopo aver pregato la Supplica allo Spirito Santo qui proposta:


Vieni, Spirito Santo, e suscita
una nuova Pentecoste nella
tua Chiesa! Scendi su tutte le
persone e su tutti i popoli del mondo.
Purificaci dal peccato e liberaci da ogni inganno
e da ogni male! Infiammaci con il tuo fuoco
di amore! Insegnaci a capire che Dio è tutto:
tutta la nostra felicità e la nostra gioia. Vieni a
noi, Spirito Santo, e trasformaci, salvaci, riconciliaci,
uniscici. Insegnaci ad essere totalmente di
Cristo, totalmente tuoi, totalmente di Dio Padre.
Te lo chiediamo per l’intercessione della beata
Vergine Maria, Madre di Gesù, Madre nostra e
Regina della pace. Amen.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti:


Campo online_Triduo Pasquale 2011/ Veglia del giovedì Santo

Giovedì Santo/Veglia: Chi ci separerà

Chi ci separerà dall’amore di Dio? E’ la grande domanda posta da san Paolo ai Romani, che permette all’apostolo di costruire il grande inno all’amore di Dio, resosi visibile, concreto e tangibile in Gesù Cristo, nella croce, nel dono totale della sua vita. È la grande domanda che in questa particolare notte risuona forte nel nostro cuore, come nel cuore di ogni credente. È la domanda che mette noi in discussione e permette a Dio di sconvolgere i nostri equilibri instabili e fare breccia nei nostri muri. Ci sono forze in noi, spazi a volte sconosciuti, abitati da desideri, da timori, da ricordi e da sensazioni, che spesso ci danno l’impressione della lontananza, della distanza interiore tra la nostra vita e il suo amore. Eppure sulla nostra realtà concreta, con tutte le sue energie e tutte le rigidità, viene proclamata la grande certezza: nulla, né morte, né vita, né presente, né futuro potrà mai separarci dal suo amore. Questa è la certezza di Dio che oggi interpella la nostra vita. Questo è il dono che gratuitamente ci viene donato.


Rm 8, 31 – 39

Se Dio è per noi, fratelli carissimi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

«Pensa, prega, agisci in me. Io in te, tu in me. Lo sai, è questo il mio desiderio di intimità con te. Io sto di continuo alla porta della tua anima e busso. Se ascolti la mia voce e mi spalanchi la porta, allora entro in casa tua e ceniamo insieme. Non preoccuparti del menù. Ogni volta provvedo io al banchetto e la mia gioia sta nel vederlo assaporare in modo da essere sempre più idoneo a donarmi ai tuoi fratelli. Pensa a loro pensando a me. Assumili lasciandoti assorbire in me. Vivi con me come l’Amico che mai si abbandona. Non mi lasciare con la volontà, non mi lasciare con il cuore, cerca di lasciarmi il meno possibile anche con la tua mente. Sii attento alla mia Presenza, al mio Sguardo, al mio Amore, alla mia Parola.
Alla mia presenza
.
Sai bene che sono presente, vicino a te, in te e negli altri. Ma altro è saperlo, altro è provarlo. Chiedimi spesso questa grazia. Essa non sarà rifiutata alla tua preghiera umile e perseverante. Essa è l’espressione più concreta di una fede viva e di una carità ardente.
Al mio Sguardo. Sai bene che i miei occhi non si distolgono da te.
Al mio Amore. Sai bene che sono l’Amore, ma lo sono ancor di più di quanto tu lo sappia. Adora e abbi fiducia. Le sorprese che ti riservo sono molto più belle di quanto tu possa immaginare. Il tempo del dopo-morte sarà quello della vittoria del mio Amore su tutti i limiti umani, purché non siano stati deliberatamente voluti come ostacolo contro di esso. Sin da oggi, chiedimi la grazia di una percezione più acuta, più intuitiva di tutte le delicatezze del mio immenso Amore verso di te».

G. Courtois, Quando il Maestro parla al cuore