Archivi categoria: adolescenti

GP2 GenerAzioni – Tecnologie!

Tra note e realtà – Com’è straordinaria la vita

Com’è straordinaria la vita,
com’è, coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni.
Com’è straordinaria la vita,
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno.
Com’è straordinaria la vita,
che non si ferma mai, sì, non si ferma mai.
E ti viene da vivere e… ti viene da piangere e…
ti viene da crederci ancora
provare a lottare e dare il meglio di te,
che qui non è facile, ti senti fragile,
qui, dove tutto quello che conta è quello che senti…
e sentire com’è…
Com’è straordinaria la vita,
com’è, che ti fa credere, amare, gridare…
(Dolcenera, Com’è straordinaria la vita)

«Fra nuvole e favole la vita può essere un sogno, fatto di momenti belli che ti fanno crescere, e sono quelli da ricordare, perché nei momenti difficili ti danno speranza! La vita è immensa ma va vissuta personalmente, scoprendo il valore dei suoi lati più belli»
«La vita può essere un sogno o un inferno… sta a noi viverla!», «E’ un dono che non puoi rifiutare e allora vivilo! Raggiungi i tuoi obiettivi… questo è straordinario!… A volte è triste… ma anche la tristezza può insegnare!»
Sulle parole di Dolcenera e della sua forte e intensa canzone, mi piace costruire una sorta di armonizzazione proprio attraverso l’esperienza condivisa, di un gruppo di ragazzi e ragazze di 14 – 15 anni che ho incontrato qualche tempo fa. Mi è sembrato interessante che l’esperienza di Chiara, Luca, Riccardo, Noemi, Laura e di altri loro coetanei potesse emergere quale eco concreto e reale della loro vita fatta di sogni e speranze, dei loro sguardi carichi di futuro, della loro vivacità pregna del desiderio di generare vita nuova… questo è veramente straordinario.
Giovani alle prese con la vita, coscienti dei sogni e dei tanti possibili “inferni” eppure capaci di speranza, di sguardi positivi, di concretezze disarmanti.
Fa bene al cuore sentirli vibrare per sogni che guardano oltre, che non si accontentano di mediocrità e che sognano decisamente l’oltre, il di più, il meglio, l’altro; che si lasciano toccare da Dio!
Fa bene! Soprattutto perché Daniele, Mirko, Giulia, Danilo e gli altri, non sono solo piccole eccezioni, ma sono parte di un’umanità che con noi è il presente e, con noi, sarà il futuro.
Dolcenera diventa quasi la cartina tornasole di quello che vivono e pensano: una vita in cui credere, sperare e a volte anche soffrire… ma pur sempre: crederci!
Credere sì! Ma non solo sentire… non è questa l’unica cosa che conta! Non sono le sensazioni che fanno la differenza! Della vita, non puoi sempre stare a sentire quanto sia straordinaria… a volte devi fare in modo che lo diventi.
Le scelte, non sempre così facili e scontate… queste rendono la vita veramente straordinaria!

di suor Mariangela fsp

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RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2012 – Benevolenza

UNA CASA ACCOGLIENTE

di Alessandra Beltrami

In questo articolo proponiamo un incontro di preghiera per spiegare ai ragazzi il significato della benevolenza.
Al centro della stanza, sul tavolo o su un leggio, porre la Bibbia e, accanto, un cero acceso. Si predispone un cartellone con, al centro, il disegno stilizzato di una casa, e pennarelli colorati. 

Si comincia l’incontro con il canto iniziale La tua dimora (D. Ricci, La tua dimora, Paoline, 2005)

Il catechista può introdurre l’incontro con queste parole: ci siamo riuniti per ringraziare il Padre per il suo amore che si è rivelato in Gesù, è entrato nella nostra vita tramite lo Spirito Santo e agisce in noi, trasformandoci dal di dentro. La benevolenza, la bontà, la benignità sono atteggiamenti del cuore che impariamo da Dio e sperimentiamo come suo dono.
A noi il compito di irraggiare questo amore verso chi ci sta accanto, in un processo di «restituzione» di tutto il bene che abbiamo ricevuto.
Lasciamoci plasmare dalla Parola e contempliamo, negli atteggiamenti indicati da Paolo, il modo di agire di Gesù.

Si procede con l’ascolto della Parola tratta dalla Lettera ai Romani 12,14-21

A questo punto il catechista procede cercando di sottolineare alcuni aspetti importanti: l’Apostolo delle genti ci invita ad essere attenti a chi soffre, a chi è nel bisogno, anche se ci è ostile, perché soltanto l’amore può vincere il male. Seguire Gesù, imitare i suoi gesti di benevolenza ci rende coraggiosi nel donarci e responsabili gli uni degli altri. Si mettono le basi per una costruzione solida e sicura, «la casa sulla roccia» di cui parla Gesù (Mt 7,24-27).

Si continua con un gesto significativo: durante un tempo di silenzio, si invitano i ragazzi a rileggere il brano e a confrontarsi con la Parola. Poi si chiede loro di ricordare un gesto di bontà che hanno ricevuto e per cui desiderano ringraziare il Signore, o un comportamento generoso di cui si sono resi protagonisti nei confronti di qualcuno. Si apre una condivisione, al termine della quale, a turno, i ragazzi completano il disegno della casa, sul cartellone, inserendo: porta d’ingresso, finestre, persone gioiose, a significare il desiderio di apertura agli altri e la volontà di essere dimora accogliente.

Prima della preghiera e del canto finale il catechista può concludere l’incontro con queste parole: la casa e la famiglia sono il luogo dove si impara e si vive il servizio. Dice un antico racconto rabbinico: «Quando compri una casa o la prendi in affitto, fa’ che abbia finestre grandi, a indicare l’apertura della famiglia alla preghiera e agli altri».

Preghiera: Padre nostro

Canto finale: Nella tua presenza (D. Ricci, La tua dimora, Paoline, 2005)

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre  prossimamente ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Gennaio 2012. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

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GP2 GenerAzioni – Siate fiaccole!

La foto vincitrice del concorso fotografico “Cantalavita 2012”

Primo premio

del Concorso Fotografico

Ridillo con una foto

Cantalavita 2012

1a classificata: Adele Cammarata – Palermo

Aiutami Signore a lasciare le reti che mi tengono prigioniera di me stessa
e a lasciarmi condurre da Te verso l’orizzonte della Vita piena.

Mc 1, 14-20 

2a classificata: Stefania Mautone – Como

“Seguendo le Sue orme”

3a classificata: Chiara Ferrarelli – Pavona(RM)

I complimenti di Cantalavita per il lavoro di Adele di Palermo, Stefania di Como e Chiara di Pavona (RM), che presentiamo a tutti i nostri lettori come le prime tre vincitrici del concorso Fotografico “Cantalavita 2012 – Ridillo con una foto”.

A loro l’augurio che la Parola trovi il posto e il tempo giusto per poter entrare nella loro vita e uscire, come comunicazione efficace, attraverso quei doni, abilità, sensibilità, capacità che ognuna custodisce.

Pubblichiamo di seguito i nomi dei primi 10 classificati.

  1. Adele Cammarata – Palermo
  2. Stefania Mautone – Como
  3. Chiara Ferrarelli – Pavona (RM)
  4. Paola Fabrizi – Sutri (VT)
  5. Annarita Casale – Torre Canne di Fasano (BR)
  6. Mariangela Rossi – Cellino San Marco (Brindisi)
    Massimiliano Carfagno – Bellizzi (SA)
  7. Giuseppe Tramontin – Napoli
    Luisa Landi – Calvanico (SA)
    Michela Busi – San Giovanni Bianco (Bergamo)
  8. Evelina Monteleone – Mazara Del Vallo (TP)
    Grazia Filippone – Trecase (NA)
  9. Chiara e Iacopo Langella – Salerno
    Elisa Coppola – Conca dei Marini (SA)
    Maria Rosaria Pezone – Salerno
  10. Flavia Mazzilli – Corato (Bari)

A tutti voi, carissimi partecipanti, che avete provato a riesprimere il Vangelo in foto l’augurio di investire ogni energia per crescere in professionalità, efficacia, testimonianza… perchè come san Paolo Apostolo scriveva il Vangelo corra e sia glorificato, anche tra le strade rapide e volatili della comunicazione! 

Ai membri della giuria un sincero grazie per la competenza e professionalità messa in campo a favore di tutti!

I premi:

1° posto – libri e audiovisivi per un valore di 50 euro
2° posto – libri e audiovisivi per un valore di 30 euro
3° posto – libri e audiovisivi per un valore di 20 euro

premio “speciale mi piace” – un libro per accompagnare la preghiera

Menzione speciale per i “mi piace” ricevuti sulla Pagina Giovani & Vangelo

Margherita Coralluzzo (angeli missionari) – Bellizzi (SA)

“Continuiamo a costruire un mondo di pace: INSIEME”

Cantalavita tra le foto inviate per il Concorso, pubblicherà quelle che ritiene più efficaci in una foto gallery come proposta per la nuova evangelizzazione.

Info utili:

La giuria composta da suore Figlie di San Paolo e laici, tutti impegnati nell’evangelizzazione nel mondo della comunicazione, hanno assegnato a ogni foto una valutazione da 0 a 10, che sommata ha portato ai risultati finali.
Chi tra i partecipanti lo desiderasse, potrà richiedere a m.tassielli@paoline.it la classifica generale con il relativo punteggio.

Ricordiamo che i criteri di valutazione richiedevano:

  1. in primis, che la foto fosse una riespressione artistica della catechesi “E dopo Betlemme?
  2. che era stata data la possibilita di elaborazione in post produzione
  3. che la foto rispettasse dei criteri di presentazione: risoluzione e formato

GP2 GenerAzioni – Dedica un pensiero!

Dedica una frase di Giovanni Paolo II
ad una persona per te speciale!

RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2012 – Benevolenza

FILANTROPIA E BENIGNITÀ

di Cecilia Salizzoni

Il film nasce da un’esperienza reale, raccontata dai protagonisti in un libro uscito in America nel 1999 con il titolo The Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them e cioè «Il diario dei Freedom Writers (scrittori della libertà): come un’insegnante e 150 adolescenti usarono la scrittura per cambiare se stessi e il mondo intorno a loro».
È la storia di Erin Gruwell, insegnante di lettere al suo primo incarico alla «Woodrow Wilson» High School di Long Beach (Los Angeles), nel 1994; un liceo messo a dura prova dal programma di integrazione razziale, seguito agli scontri di Los Angeles del 1992 per la morte di Rodney King.
L’inserimento massiccio di ragazzi di colore con gravi problemi sociali avrebbe compromesso la qualità dell’insegnamento e i risultati scolastici.
Di fatto ciò che la giovane Gruwell trova, entrando in classe, è la riproduzione dei ghetti etnici esterni alla scuola: l’aula come territorio spartito tra ispanici, afro, asiatici, che si guardano in cagnesco,  pronti alla mischia armata e che guardano con odio i bianchi.
Un impatto da shock anafilattico, che dovrebbe far crollare l’idealismo entusiastico della professoressa, che non trova supporto nei colleghi e neppure nel marito.
Invece «la Gruwell» – come la chiamano i ragazzi – tiene la posizione senza lasciarsi intimorire.
Ascolta, si fa carico del punto di vista degli studenti, e rilancia. Ottiene di sovvertire le frontiere non scritte che attraversano la classe; dimostra che sono numerose le cose che accomunano i «diversi»; li mette di fronte all’operato e ai risultati di una «gang» di portata grandemente superiore alle loro, com’è stato il Nazismo e la guerra alle Nazioni, e riesce, così, ad entrare in contatto con questi quattordicenni induriti, che si difendono facendo guerra a tutto e a tutti.
Per farlo, paga di persona, perché la Scuola non intende mettere a repentaglio l’equilibrio precario: rifiuta i libri che «finirebbero distrutti», rifiuta le uscite didattiche. E la Gruwell sopperisce di suo, fa secondi e terzi lavori per pagare libri e uscite, cerca sponsor per organizzare una cena in cui i ragazzi incontrano i sopravvissuti all’Olocausto.
Si scontra con le autorità didattiche, si gioca perfino il matrimonio nell’impresa, perché il marito la ritiene nobile, ma non intende condividerla.
I ragazzi, però, «sentono» quello che fa per loro; sentono il rispetto, un altro tipo di rispetto, un interesse vero per le loro vite. E, per la prima volta, «sentono» il dolore di altri, l’oppressione di altri come loro.
La Gruwell si serve del diario quotidiano, personale e segreto, come strumento per dilatare la sensibilità e sostenere il cammino di cambiamento. Inaspettatamente i ragazzi scrivono e chiedono di essere letti. Arrivano a «tradire» in tribunale la logica della gang, per affermare la verità e la giustizia.
Contro ogni speranza, arriverann al diploma e, perfino, al college.
Ma soprattutto si riconoscono «una famiglia» e la loro aula – la classe 203 – diventa «casa», quella in cui costruire un mondo migliore di quello che è fuori.

Il film è strutturato sulla «visione» contrapposta dei ragazzi e della professoressa, e sul progressivo cambiamento dei ragazzi:
• che idea hanno della città, della scuola, della vita, i ragazzi immigrati di Long Beach? Quale via hanno scelto per ottenere la liberazione? Quale idea di famiglia coltivano? Dove li porta la «guerra tribale» che stanno combattendo?
• Quale via di liberazione propone, invece, Erin Gruwell? Con quali armi combatte la sua battaglia? Quale tipo di famiglia propone ai ragazzi? E soprattutto che cosa la anima? Perché fa quello che fa? Quale prezzo paga?
• In che modo è paragonabile a quello che ci propone Gesù?
• La canzone A dream è ispirata al discorso I have a dream di Martin Luther King: cosa c’entra con questa storia? Che cosa proponeva MLK?
• Nel film Miep Gies afferma: «Io non sono un eroe». Ho fatto quello che dovevo fare perché era la cosa giusta da fare. Noi siamo persone comuni, ma anche una comune casalinga… o un adolescente, possono riuscire ad accendere una piccola luce in una stanza buia. Voi siete eroi tutti i giorni». Che cosa potete fare voi per essere portatori di libertà e di pace?

Abbi fiducia nei tuoi sogni e un giorno,
il tuo arcobaleno sorriderà attraverso te.
Non importa quanto il tuo cuore sia afflitto,
se continui a credere, il sogno che coltivi si avvererà.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2012: IN NOVITÀ DI VITA

SANDALI PER SEGUIRE GESÙ

di F. Carletti – A.M. D’Angelo

La natura dell’uomo è quella del pellegrino, che si incammina lungo la storia della salvezza alla ricerca della verità e della felicità.
Ma Dio non lo lascia solo: si affianca al cammino di ogni persona per farsi conoscere gradualmente, fino alla sua piena rivelazione in Gesù.
I sandali costituiscono un simbolo per rappresentare per i fanciulli l’incamminarsi di ogni uomo e donna a fianco di Gesù, l’accettare il suo invito per giungere alla felicità piena. I sandali, inoltre, sono una calzatura semplice: come il cuore del fedele che si affida a Dio; come il cuore di Bartimeo che con slancio si affida a Gesù, abbandonando il mantello, perché in lui vede la sua ricchezza e il suo futuro.
Si propone ai fanciulli di realizzare sandali speciali: un segnalibro da usare per la Bibbia che si ha in casa, per camminare con Gesù lungo la storia della salvezza. Si ricorderà al fanciullo e a suoi genitori  come la Parola sia la via da percorrere per affiancare Gesù lungo una strada di gioia e comunione.
Materiale: 1 foglio di carta bianca di almeno 220 grammi, 1 stringa per scarpe di colore marrone larga massimo 1 cm, cartone, colla da calzolai, pennarello marrone, mollette per panni, forbici.
Al lavoro:
• Si ritagliano due sagome di piedi come quelle riportate nel disegno (una con le bordature per incollarci le strisce di stringa); le sagome dovranno avere un’altezza di almeno 7 cm e una larghezza di 3 cm.
• Si colorano le sagome di marrone.
• Si ritaglia, poi, la stringa per scarpe ottenendo 3 pezzi da applicare sulla sagoma che ha le opportune alette per il fissaggio. Si incollano le stringhe e si lasciano asciugare stringendole con le mollette per panni.
• Si disegnano due altre sagome di piede e si ritagliano.
• Ritagliare un altro pezzo di stringa più lungo, almeno 15 cm, che servirà da collegamento tra i due sandali per usarli da segnalibro.
• Si applica sulla sagoma semplice la scritta «Vieni e seguimi» e si incolla sulla corrispondente sagoma in cartone, avendo l’accortezza di incollare in mezzo ai due strati un pezzo della stringa tagliata prima.
• Applicare le mollette alla sagoma per fissare meglio la colla.
• Incollare l’altra parte della stringa più lunga dietro al sandalo prima costruito.
Tutti riuniti e seduti. I genitori chiedono al figlio di raccontare l’esperienza di Bartimeo. La mamma accende la lampada al centro della tavola, dove è deposta la Bibbia o il Vangelo, con il sandalo-segnalibro alla pagina di Mc 10,46-52, e invita ad ascoltare il brano del cieco di Gerico: «Cerchiamo di comprendere cosa è avvenuto e quale messaggio ha per noi, oggi». Il papà legge lentamente il brano e depone la Bibbia accanto alla lampada, invitando tutti ad un momento di riflessione su quanto annunciato.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere le foto del lavoro finito.

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“Venite a me tutti” – Tre giorni di Natale a Roma

“Venite a me tutti”. Non è solo l’invito che rivolge Gesù nel Vangelo di Matteo ma, per quest’anno, è stata anche la proposta che abbiamo rivolto come noviziato delle Figlie di San Paolo ad alcune ragazze. «Anche io? Dove? Perché?». Domande che forse ci poniamo davanti a quel brano del Vangelo e che sono state le reazioni stesse delle giovani che abbiamo invitato.
L’esperienza che abbiamo vissuto nei giorni dal 27 al 30 dicembre 2011 a Roma, con chi ha deciso di lasciarsi interpellare, è in sintesi questa: la Parola parla tutti i giorni a ciascuno nella propria vita quotidiana. Ci sono parole e parole, ognuna con la sua dignità; con le parole si comunica, si dialoga ma si ferisce anche. C’è però una Parola che si è incarnata nella vita. La Parola, allora, non è solo “un libro” ma “elemento vitale” se le si presta ascolto e attenzione. Se la Parola è vita, ridurla al silenzio equivale a morire. La Scrittura si propone, allora, come scuola di educazione ad un ascolto che conduce pian piano all’aprirsi a Dio. Occorre analizzare lo sguardo con cui ci accostiamo alla Bibbia e il tipo di ascolto. Per questo, con fatica, ma anche con entusiasmo e beneficio, abbiamo provato a studiare insieme alle nostre giovani ospiti un brano di Vangelo, partendo dall’osservazione del testo per cogliere poi in profondità il suo significato. Ogni versetto, se analizzato, infatti, apre le porte alla riflessione e alla preghiera. Sì, perché con la Parola pregata e amata, la vita si trasforma; questa è anche la testimonianza che è emersa dalle figure dei monaci di Tibirine protagonisti del film Uomini di Dio che abbiamo visto e discusso.
Ma è possibile veramente vivere fidandosi di questa Parola? Abbiamo interrogato alcuni personaggi su questo argomento. San Pietro, depositario della fede della Chiesa, ci ha risposto che “sulla Sua Parola ha gettato le reti”; San Paolo, Apostolo delle genti, ci ha detto “tutto io faccio per il Vangelo”. Anche ai nostri giorni tutto questo è possibile, come ci ha testimoniato il Beato Giacomo Alberione, apostolo della nuova evangelizzazione, che si è dedicato alla diffusione del Vangelo con tutti i moderni mezzi di comunicazione. Le parole non riescono a esprimere l’intensità dei bei momenti trascorsi insieme, il divertimento, la condivisione…. La Parola, invece, ci suggerisce quello che abbiamo sentito come gruppo, giovani ed animatrici: “Rimanete in me e la vostra gioia sarà piena”.

Veronica e Nikki – Novizie delle Figlie di San Paolo

LA PAROLA ALLE PARTECIPANTI:

Ripensando a questi tre giorni mi vengono in mente di primo impatto due cose: le parole del Salmo 23 e una cosa che ha detto Gloria [una delle ragazze presenti, ndr] in una condivisione : “Il Signore mi ha invitato e allora io ho accettato”! Ero un po’ titubante sulla mia partecipazione a questa tre giorni, su cosa fosse meglio per me… ma alla fine ho sentito quello che ha detto Gloria… “se sto ricevendo un invito perché rifiutarlo?” e dopo aver fatto la scelta sono stata felice di sentire nel cuore di essere davvero lì dove avevo bisogno di essere, per riposarmi, per ascoltare i consigli giusti per me in questo momento della mia vita e per incontrare chi il Signore mi ha voluto mettere accanto. Per questo mi viene in mente il Salmo 23 .. per poter dire: “Signore Tu sei il mio pastore: non manco di nulla! Su pascoli erbosi mi fai riposare e ad acque tranquille mi conduci. Mi rinfranchi e mi guidi per il giusto cammino per amore del Tuo nome”. Al di là di tutte le mie incertezze di tutti i miei freni e i miei cambi di rotta c’è un cammino che il Signore traccia per me costantemente, senza mai stancarsi, fatto su misura per come sono! Io credo spesso di sapere cosa è giusto per me ed invece scopro sempre che Lui mi conosce davvero meglio di me stessa! Ci sono molte cose che mi hanno colpita in questi giorni… alla fine sono stati tutti pieni! Per esempio ho sentito che possiamo difendere la nostra pace interiore grazie alla Parola. Ma in particolare mi è rimasta impressa una scena del film “Uomini di Dio” e cioè il momento in cui Cristophe dopo giorni di dubbi, di incertezze, di fatica e di solitudine , una notte, ascoltando la pioggia, si rivolge a Dio dicendo “Signore Tu mi circondi….. ed io Ti amo.” Vorrei poter dire anche io così. Nonostante tutti i miei inciampi e nonostante il Signore ogni tanto mi chieda di fare più di quello che credo necessario, di superare ciò che penso così faticoso… vorrei poter riconoscere questo Amore da Lui e verso Lui che è vivo infondo al cuore. “Signore Tu mi ami… ed io Ti amo”. E poterlo dire anche in mezzo alla tempesta….questo sarebbe bellissimo. E poi oltre tutto questo sono stata molto felice di ridere e sorridere con le mie compagne di cammino in questa avventura, questo perché sono stata messa di fronte al fatto che il Signore ci porta verso la nostra gioia! Grazie di cuore! (Sara, Bologna)

Siamo state accompagnate alla scoperta della Bibbia, che ha bisogno di un po’ di costanza e d’impegno per parlarci, con un metodo che le novizie ci hanno insegnato e che è possibile applicare quotidianamente anche dedicandovi solo un piccolo spazio della nostra giornata.
Il clima creatosi fin dal primo momento è stato di condivisione, gioia e ricerca; questo ci ha permesso di conoscerci e fare subito amicizia. Nostri compagni sono stati San Pietro e San Paolo, grandi esempi nella fede e nelle scelte radicali e ognuna ha sentito risuonare dentro di se qualcosa di nuovo e misterioso. In questi tre giorni intensi ho “ritrovato me stessa” e posso dire che è bello e possibile incontrare e lasciarsi incontrare dalla Parola. Nel frattempo, io mi son già prenotata per il prossimo incontro con le novizie, che spero avvenga nel triduo pasquale 2012.
(Chiara, Salerno)

Inizierei col dire che è stata un’esperienza meravigliosa….. sono partita da casa il giorno 27 e già mi immaginavo che sarei stata bene perché il Signore mi aveva chiesto di andare…. Ho percepito fin da subito un clima accogliente da parte di tutte…. Ho accettato di partecipare sia perché me lo aveva chiesto il Signore, sia perché avevo bisogno di alcuni giorni di pace, di tranquillità, e così sono stati….. Abbiamo imparato a interpretare la Parola di Dio, a darle importanza… e per me è stato importante, anche se noioso a volte e contemporaneamente divertente, fare questo lavoro perché non avevo mai dato un senso veramente alla Parola di Dio, la leggevo sempre di fretta senza capirci nulla, ma ora con questo nuovo metodo che ho provato mi auguro di leggere con più impegno la Parola di Dio…… Mi ha colpito molto un video, sui salmi…… per me sono state parole che in quel momento il Signore voleva dirmi perché sapeva che ne avevo bisogno…. anche tutti gli altri video erano molto ben fatti…. Mi è piaciuto molto cantare insieme (anche se a volte Nikki [una delle novizie, ndr] stonava, scherzo!!), ho sentito molto nel cuore le parole di ogni canto, a questa cosa non avevo mai fatto caso prima…. La compagnia era ottima, c’era un clima sereno e pacifico e io sono stata benissimo… ho staccato da una quotidianità fatta di insulti, arrabbiature, nervosismi ecc…. è stato bello anche fare delle uscite, invece che rimanere tutto il tempo chiusi dentro un edificio…(a me piace stare all’aperto)… L’unica cosa che non mi ha lasciato un granché è stato il film Uomini di Dio, forse perché non l’ho guardato con molta voglia, non so…. Per il resto è stato tutto MERAVIGLIOSO, mi porto nel cuore ogni persona, chi più chi meno….. mi è stato dato molto, ho ascoltato delle intense riflessioni e spero di impararne qualcosa. Grazie di cuore!!!!!! Mi piace molto questa frase di un canto: “Siate testimoni di un amore immenso, date prova di quella speranza che c’è in voi, coraggio!!!” Ora credo di poter anche io iniziare a testimoniare l’amore di Dio…… e quando cadrò saprò che c’è Dio che mi tende la Sua mano e mi dice: coraggio!!! (Gloria, Fagagna – UD)

Durante i tre giorni a Roma abbiamo studiato e pregato la Parola di Dio, una Parola tante volte sentita ma poche volte davvero ascoltata. Grazie a questa esperienza ho capito la presenza e l’importanza che Parola del Signore riveste nella vita di ogni giorno. Essa, infatti, è quella Parola CREATRICE che ha plasmato il mondo rendendolo un paradiso (Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Gn1,3), riempiendolo poi di animali e piante meravigliose prima di affidare tutto questo all’uomo, Sua creatura più amata. Quella DOLCE Parola che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) nascendo dalla Vergine come Bambino fragile e bisognoso di tutto. La Parola POTENTE che scaccia gli spiriti maligni (Gesù lo sgridò, dicendo: «Taci, ed esci da quest’uomo!» E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male. Lc 4,35) e guarisce gli umili che credono in Lui (Guariva quelli che avevano bisogno di guarigione LC 9,11). Questa Parola che è per noi VIA, VERITA’ e VITA perché ci ha salvato dalla morte con la scelta della croce: La Parola di Dio non può che essere una Parola d’AMORE ed un immenso dono per l’umanità intera!! (Silvia, La Spezia)

E dopo Betlemme? – Incontri online/gennaio 2012_Step4

E questa volta tutto è diverso cari amici!!!

Non c’è la video catechesi, ma Fatti di Parola avanza, con una nuova tappa, la quarta, aprendo davanti a noi uno squarcio di semplice quotidianità nella fede, dopo l’intenso tempo dell’Avvento e del Natale.

Questa quarta tappa però, ci chiede come sempre di entrare con passione e senza troppi sconti nel Vangelo, ma, questa volta ci dà anche la possibilità di metterci in gioco, facendo risuonare con creatività il Vangelo in noi e trasformandolo poi in immagine, foto per l’esattezza. Scopri come clikkando su “Ridillo con una foto”

E’ la sfida della nuova evangelizzazione: è la sfida che oggi il Vangelo continua a lanciare a chi non si accontenta di leggere, ascoltare, pregare, comprendere. E’ sfida aperta per coloro che vogliono condividere, annunciare, far correre il Vangelo e le sue radicali sfumature sulle strade del mondo, e in particolare sulle autostrade che la Comunicazione mette a nostra disposizione.

Coraggio amici che condividete con noi questo cammino da tempo, o che arrivate oggi qui per la prima volta: il Vangelo di Dio, Gesù Cristo stesso ci accoglie alla sua scuola, una scuola che ci insegna ad ascoltare, a vivere e comunicare.

La via del dopo Betlemme è aperta: tocca a noi a questo punto solcarla, viverla giorno dopo giorno in questo tempo, scoprirne le sfide che racchiude e lasciarci inviare. A tutti a loro buona riflessione e buona vita alla luce della Parola.

E dopo Betlemme? Cosa c’è? Cosa ci aspetta? Chi possiamo trovare? Quali scelte la nostra fede sarà chiamata a vivere?

Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva

«Vieni dietro me, seguimi!»
Questa è la tua voce Signore Gesù.
Voce che mi accompagna e spesso risuona dentro,
voce che non lascia pace,
voce che scomoda e che, a volte, disturba.

«Seguimi!»
È la voce che tante volte, nella vita,
ho preferito silenziare, non ascoltare, ignorare.
È la voce che, troppe volte,
ha disturbato i miei sonni tranquilli
e che ho preferito lasciare ad altri,
guardando la pace, allontanarsi dal mio cuore.

«Vieni dietro di me,
metti i tuoi piedi sulle mie orme, non temere!
Vieni dietro i me, seguimi,
lasciando ciò che ti allontana dalla vita,
che ti illude, trattenendoti in forme di felicità fragile.
Vieni, metti i tuoi piedi sulle mie orme e non temere.
Non cercare spazi di compromesso,
non attendere che la vita ti suggerisca
dove scappare lontano dalla mia voce.
Vieni, sono io, non temere.
Vieni oltre quel mare,
vieni al di là dei tanti banchi delle imposte che,
mentre ti sembra diano gioia,
in realtà ti impediscono di gustare la ricchezza più vera.
Vieni, il mio invito alla vita è per te.
È per la vita! Vieni, lascia tutto, seguimi!»

Signore, non so dire eccomi,
come Pietro e Andrea, come Giacomo e Giovanni hanno detto;
non so lasciare le tante ricchezze accumulate…
e soprattutto ho paura di farlo, oggi, subito.
Aiutami a credere, aiutami a sentire la tua voce,
aiutami a non restare bloccato in ciò che mi rassicura.
Vieni, Signore Gesù, e la tua Parola scalfisca il mio cuore,
penetri lì dove nulla ha potuto cambiarmi
e apra la mia vita a un’immensità che non immagino,
muova la mia volontà su sentieri che ho paura di percorrere,
mi spinga al di là delle reti, oltre il mare;
al di là delle scelte comode, oltre me stesso:
e, con te, sarà vita!
Amen

Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, invochiamo il suo Spirito perchè ci dia la forza interiore di seguirlo.

Non c’è vita, non c’è errore, non c’è dubbio che possa allontare Dio da noi.
Ma ogni scelta, ogni sì o no, può portare noi lontano dal suo amore.

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Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

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Felici di vivere

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