per uno sguardo alternativo sugli eventi, le curiosità, le informazioni, le emozioni che legano in questi giorni il mondo al Brasile.
Papa Francesco, le sue parole, le provocazioni, i suoi sorprendenti fuori programma e la gioia di tutti i giovani del mondo… sarà da questo che ci lasceremo raggiungere
Fischio di partenza! La Giornata Mondiale della Gioventù è al suo START, il Papa è già in Brasile, i giovani si preparano a incontrarlo e noi non possiamo non esserci. Noi chi? Noi tutti! Solo un click ci separa dal Brasile, un click che ci permetterà di esserci e di vivere questa straordinaria esperienza!
LA GMG è finalmente online!
Vi proponiamo un percorso quotidiano da vivere insieme, nel web, dal 22 al 28 luglio. Ogni giorno preghiera, riflessioni, collegamenti con il Brasile, video-catechesi, condivisione e un’importante esperienza di evangelizzazione nel web da vivere insieme.
Cliccando sui titoletti attivisarai riportato ai contenuticorrispondenti, aggiornati in tempo reale.
SEGUICI PASSO DOPO PASSO!
22 LUGLIO: START! TUTTI A RIO ATTIVA IL PRIMO LINK! ore 15.00: Italia chiama Brasile – collegamento streaming sui nostri siti Cantalavita e Pope-up
28 LUGLIO: MISSIONARI…ANDATE! Ora si parte… no, a tentennamenti e indecisioni. Il mondo attende.
Ora si parte… no, a tentennamenti e indecisioni. Il mondo attende. ore 8.30: Missionari… andate – La preghiera del giorno ore 17.00: Passi nella fede per una fede a prova di storia – Testimonianza dei giovani ore 20.30:Italia chiama Brasile: – collegamento streaming
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Lo hanno chiamato il grande sconosciuto e di fatto di Lui si parla poco. Ma a cosa e a chi serve? Perché ci è stato donato? E’ davvero così necessario o di lui si può far senza?
Di chi stiamo parlando!?Dello Spirito santo, naturalmente!
A Lui dedichiamo la terza tappa dell’itinerario in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù: Sostenuti dallo Spirito. In cammino con i testimoni “increduli” della Risurrezione, ci lasciamo affiancare da Giovanni, Pietro e, soprattutto Tommaso, che a me piace sempre presentare come l’Apostolo con i piedi per terra.
Evangelizzare: mi sembra di poter dire che tra i cattolici sia diventata una moda!Esagero? Vorrei… ma ne dubito. Ci sono parole che rimbombano nel cuore e stridono con la logica del Vangelo: “voglio“, “mi sento“, “ho tante idee“, “ci servono mezzi potenti“, “dobbiamo essere in tanti“, “siamo troppo pochi“, “ci ostacolano, non ci sostengono“, “mi sono stufato“, “ho una certa età, non me la sento più“, “ho già tante cose da fare e poi non ci sono risultati“…
Parole, espressioni, paure ed entusiasmi che però sembrano centrare poco l’obiettivo…
Da dove si parte nell’evangelizzazione? Perché ogni cristiano è chiamato a viverla? Perché non la si può ridurre a iniziativa personale, successo, fama, voglia o meno, esperienza momentanea?
Vivere la Giornata Mondiale della Gioventù, è una delle esperienze che segnano indelebilmente la vita e, paradossalmente, lo possono fare nel bene e nel male.
GMG è gioia ed entusiasmo, ma al tempo stesso cammino e sacrificio, è fraternità e condivisione e contemporaneamente rinuncia e decentramento. Alla Giornata Mondiale ci arrivi pensando “io” e riparti credendo “noi”. E quel “noi” diventa una delle esperienze più forti e intense.
“Noi” perché in tanti, di tutte le lingue, i colori, la passione, la creatività… Ma noi è anche Chiesa, uniti da una stessa fede e allora “noi”, diventa, per la vita di ognuno, relazione speciale tra me e Dio. Ma tutto questo è tutt’altro che scontato!
La GMG Rio 2013è alle porte e anche questa volta Cantalavita non poteva restarne fuori.
Perché? Semplicemente perché dove c’è Vangelo e dove ci sono i giovani, noi ci siamo! E questa volta Cantalavita sarà alle prese con un impegnativo programma internazionale, di cui costituirà la redazione italiana: Pope-up, vivi la GMG dal web.
Riflessioni, video-catechesi, collegamenti con il Brasile, evangelizzazione nel web, provocazioni e confronti per condividere uno dei momenti più belli e intensi della “fede giovane”.
Aspettando che dal 23 inizi la programmazione quotidiana, l’invito per tutti è quello di arrivare a quei giorni preparati. Come? Online ci sono tre tappe da vivere, come preparazione interiore al grande evento di Rio a cui ci prepareremo insieme.
“Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perchè di essi è il Regno dei cieli”. Si può leggere una frase del genere e continuare a far finta di nulla? Si può semplicemente pensare che sia solo una questione di metafore? E’ davvero così radicale la proposta? O non è forse semplicemente Vangelo? Già… Vangelo allo stato puro!!! Continuiamo a invocare la pace su territori lontani eppur la cronaca ci sta paurosamente riportando al centro di noi stessi, al cuore delle nostre scelte dove, al di là di ogni intenzione o ipocrisia, decidiamo liberamente chi essere e come vivere.
Ed eccoci arrivati al traguardo e pronti…, o quasi, per celebrare. Abbiamo, però, ancora alcune realtà in sospeso: la celebrazione della confermazione e il diario di bordo. Il diario è stato il pentagramma su cui ognuno ha scritto le note che Dio ha consegnato passo dopo passo; la celebrazione significherà accogliere i doni che lo Spirito ci farà, per viverli. Il momento è importante: ci prepariamo a ritmo di musica? La proposta è duplice, relativa ai due livelli: 1. preparare con i ragazzi alcuni canti per la celebrazione, così da rendere il momento liturgico coinvolgente, attivo e comunicativo anche in relazione alla comunità parrocchiale; 2. attraverso l’ascolto di alcuni canti, quelli che si canteranno alla celebrazione, vivere con il gruppo un momento di preparazione dinamico e interattivo che conduca a fare sintesi, poi, sul diario di bordo. LA CELEBRAZIONE Sono significativi i canti dalla raccolta Vieni Soffio di Dio di D. Scarpa – F. Buttazzo: un repertorio per le Messe in cui si celebra «la confermazione », in «toni» giovanili, e di cui potreste valorizzare nello specifico
Vieni santo Spirito di Dio: canto d’ingresso.Solenne e dinamico nel ritmo. È un canto che ben introduce i cresimandi e la comunità nel clima consono alla celebrazione del sacramento: l’attesa e l’invocazione; la consapevolezza di essere chiamati a vivere nella Chiesa come testimoni del Signore risorto.
Signore, pietà di noi: rito penitenziale da valorizzare opportunamente… I ragazzi sono chiamati a chiedere perdono al Signore, nella consapevolezza del grande dono che stanno per ricevere.
Accendi in me: canto di invocazione, suggerito dopo l’omelia, prima del rito della confermazione. Esso si ispira alla sequenza di Pentecoste, riproposta in una formula ritmicamente giovanile e nuova. Collocato a questo punto della celebrazione, ha un significato liturgico diverso: mentre il canto d’ingresso esprimeva l’entrare dei ragazzi, insieme con la comunità nella celebrazione, diffondecome popolo, come figli; questo, come preghiera di invocazione, è un chiedere allo Spirito di «entrare» in noi, di abitarci, toccare, guarire, santificare ogni parte di noi, con i suoi doni… Questo canto è in Una terra buona di F. Cioffi.
Prenderemo il largo: canto finale. Molto espressivo per tutta la comunità, può essere un canto-testimonianza eseguito dai ragazzi, come gruppo, alla comunità. Sarebbe una risposta significativa che i ragazzi, in prima persona, danno a Dio, pubblicamente… Il testo, riproponendo la metafora della navigazione che, con tutti i suoi addentellati, ci ha accompagnato in questo percorso, fa da sintesi di tutto il cammino.
IL MANDATO
Un momento importante, infine, si potrebbe far vivere agli ormai cresimati. In una Eucaristia successiva, magari a una settimana di distanza dal dalla «celebrazione della confermazione», potrebbero essere chiamati per nome dal parroco il quale, davanti alla comunità, affida loro un mandato, cioè un impegno da vivere concretamente in parrocchia. Chiaramente questo è da prepararsi con lungimiranza. Per questo, verso la fine del percorso, si può prevedere una forma di contatto tra i ragazzi e i diversi gruppi di animazione presenti in parrocchia (coro, liturgia, catechesi, caritas, accoglienza, festa e animazione, oratorio, comunicazione… e chi più ne ha più ne metta!), una sorta di orientamento come si fa tra la scuola superiore e l’università, dando la possibilità di scegliere (confrontandosi con voi) in quale gruppo inserirsi. Il mandato ufficiale da parte del parroco dà ai ragazzi e alla comunità un chiaro segno di progressività e di non interruzione del cammino.
L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it
Difficile, devo ammetterlo! Tecnicamente difficile esplorare il timor di Dio attraverso la musica. Sarebbe molto interessante, forse molto più di altre volte, far partire i ragazzi… e magari questa volta imparare da loro. Io ci ho provato. Ho chiesto a un piccolo gruppo di quindicenni, non tanto esperti di timor di Dio, di suggerirmi canzoni su questo dono. Il risultato è stato brillante: un numero cospicuo di canzoni, ottimo per costruire più di tre rubriche. Peccato però che a unirle fosse un’unica parola chiave: paura. Un po’ lontani dal timor di Dio vero? I vostri ragazzi sicuramente, potrebbero arrivare al nucleo della questione, ma chiaramente sarebbe interessante verificarlo, attraverso un lavoro assegnato personalmente.
NOI: LA VELA. TU: IL SOFFIO
Al di là di questo resta, però, tutta la difficoltà reale, perché il timor di Dio va decisamente oltre la paura; avrebbe a che fare per lo più con la conoscenza, l’ascolto, la fiducia, l’obbedienza; con un Dio incontrato realmente, scoperto in tutta la sua immensità e desiderato.E il timore diventa ciò che senti quando sulla vetta di un monte guardi tutta l’immensità che ti sta davanti, o quando, sugli scogli, senti tutta la forza del mare in tempesta.Timore e terrore? No! Timore e immensità!Mi vengono in mente le parole di Jovanotti «la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare… mi fido di te!». Sperimentare, infatti, l’immensità di Dio dovrebbe portarci alla consapevolezza di essere quei figli cari che lui ama di un amore immenso, tanto immenso da non lasciarci indifferenti.
Mi permetto di proporvi una zoomata, una sorta di primo piano su due dimensioni fondamentali del timor di Dio: l’ascolto e la fiducia, dimensioni che questo specifico dono aiuta a rafforzare. Zoom da una parte e simbologia dall’altra. Pensate di costruire un parallelismo: noi, la nostra vita come una vela e il timor di Dio come soffio che, gonfiando la vela, spinge tutto/i verso una nuova terra, una nuova vita, una nuova relazione, con Dio in primis. Fate sintesi di tutto questo: usate tre specifiche canzoni e potrete dar vita a un nuovo percorso che ci insegni ad ascoltare e scoprire Dio dentro e oltre la nostra realtà e a fidarci di lui. 1. Partite dall’ascolto di una lettera. Più volte i ragazzi le hanno ricevute e scritte. Questa volta ne potranno ascoltare una in diretta. Lettera a Dio è una canzone scritta da Cuore afflitto. È descrizione reale di ciò che i ragazzi respirano: sono le loro domande. 2. Dove abitano le risposte?Dove capire come la pensa Dio? L’ascolto successivo che vi propongo è il canto Se tu ascolterai l’immenso di Sandro Stacchiotti. Dove si può trovare la libertà?A quale fonte cercare di dissetare la sete di tante domande? Come si può ascoltare l’immenso?E Dio? Rivolgete ai ragazzi queste domande. «L’anima che ha sete», leggiamo nel testo, «quale fonte cercherà?». Dove i ragazzi cercano? Dove trovano le loro risposte? Cosa scoprono? E Dio? È veramente immenso per loro o credono di conoscerlo sufficientemente? L’ascolto mi permette di scoprire Dio. La vela per essere spiegata al vento deve essere sciolta.Per trovare risposte bisogna volerle e saperle ascoltare: quanto ci metto di mio?Mi apro al vento o resto ammainato per non essere portato troppo oltre me stesso e i miei progetti? 3. Lasciarsi riempire, lasciarsi spingere oltre, è fiducia: totale, decisa e appassionata. La canzone è I will trust you di Steven Curtis Chapman (Mi fiderò di te, letteralmente). Il testo fa riferimento esplicito a Dio e all’esperienza di fede. «E mi fiderò di te, fiducia in te, Dio, avrò. Anche quando non capisco, anche allora lo ripeterò: Tu sei il mio Dio e io mi fiderò di te». Questo è il traguardo per poter ricevere il sigillo dello Spirito. Fidarsi, anche quando non tutto potrà avere risposta.Fidarsi, lasciandosi sospingere in avanti verso mete, forse non chiare.Fiducia non è procedere a tentoni, ma percorrere un sentiero accettando di porre ogni fiducia in colui che conosce la meta.Fiducia è consapevolezza.Il timore è consapevolezza della vela e del vento, dell’uomo e di Dio, della fragilità e dell’amore, della ricerca e della risposta. SPINTI DALLO SPIRITO Il tempo stringe e anche l’ultimo tra i doni è consegnato. Ormai abbiamo tra le mani tutto il necessario per arrivare verso nuovi traguardi, nuove mete, nuove terre. Serve un ultimo passo: sciogliere le vele e lasciare che il vento dello Spirito le gonfi. Ai ragazzi potrebbe venire in mente la navigazione verso la linea d’ombra, proposta qualche tempo fa, quell’orizzonte oltre il quale eravamo tutti invitare ad andare. E la fortezza era il timone tra le mani della nostra libertà. Timone, mappe di navigazione, orizzonti, bussole, cannocchiali a nulla servono se il vento non soffia e se le vele non si dispiegano. Vento forte, vele spiegate e avanti tutta: così la meta diventa non un’utopia, ma un sogno. LA MIA STORIA • Bene allora. Diario alla mano, scriviamo una storia: «La vela dell’albero maestro». L’inizio della storia verrà consegnato ai ragazzi su un foglio, a loro toccherà continuarla. • Incipit: «“Tutto è pronto capitano! Si parte? L’albero maestro è stato rafforzato, i danni provocati dalla tempesta riparati. Tutto è pronto! Pronto per affrontare il viaggio! Attendiamo ordini, signore!”. E il capitano silenziosamente si allontanò. Mancava una cosa. Ma di quella se ne voleva occupare personalmente. Diede all’equipaggio un’ora di break e lui, solo sulla grande nave, andò vicino all’albero maestro. Ai piedi dell’imponente albero, c’era lei… la vela. Era ammainata, sembrava un tessuto vecchio e inutile, ma se potesse, quante storie racconterebbe… “Parla vela!”, urlò il capitano! “Raccontami la tua storia, le tue paure. Dimmi le tue ferite… cosa pensi? Guarirai?…”».
L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it