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Liturgia di domenica 21/04/2013 – IV Domenica di Pasqua – con suggerimenti per catechisti

«Io sono il buon Pastore
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me»

Il Buon Pastore

Gv 10, 27-30

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: far entrare i ragazzi nella dinamica dell’amore di Dio! La metafora del buon Pastore non ha altro senso.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Quando Gesù diceva di essere come il buon Pastore, tutti i suoi diretti ascoltatori sapevano di cosa parlava. Tutti avevano molto chiaro quanto fossero preziose le pecore, o il bestiame in genere. Tutti sapevano quanto fossero vulnerabili, fragili, deboli indifese da eventuali attacchi di altre bestie. Ma tutti sapevano anche quanto sacrificio c’era nella vita di un pastore, quanta non vita c’era in quel vivere spesso soli e lontani. 
    • E poi, in chi ascoltava era fortissimo, in quelle parole di Gesù, il richiamo ai profeti che tante volte nella storia d’Israele, in momenti di grande difficoltà e disperazione avevano detto che Dio, come un pastore avrebbe guidato il suo gregge-popolo. Avrebbe preso in braccio gli agnellini, avrebbe camminato accanto alle pecore gravide e madri… Insomma in quel pastore, chi ascoltava non faceva altro che vedere un Dio farsi vicino. Di quel pastore annunciato dai profeti ora, Israele stava vedendo un volto e ascoltando direttamente la voce.
    • Ma oggi per i nostri ragazzi cosa significa Pastore? E quanta distanza esiste o potrebbe esistere rispetto a chi non vorrebbe mai e poi mai essere come una pecora nel gregge? Pensate oggi a cosa significhi di fatto essere paragonati a una pecora. Cosa potrebbe significare rispetto ad accuse mosse alla religione di voler impedire alla gente di pensare, ragionare, dimostrare… cosa può volere dire il rapporto pecora-pastore, di fronte ad accuse di “oppio dei popoli”…
    • L’immagine proposta allora vi potrebbe aiutare ad andare oltre, entrando nel senso di quella metafora del pastore buono, e vi permette di focalizzare due aspetti:
      1. rispetto alla foto che ritrae dei fiori e uno in particolare: la fragilità dell’essere creature
      2. rispetto alla frase: la totalità e concretezza dell’amore di Dio.
    • Rispetto alla foto: i fiori dicono la fragilità, la vulnerabilità, la singolarità di ognuno. Come il fiore così ogni uomo può essere  aiutato a crescere, accompagnato, protetto, custodito. Ma come il fiore basta poco per essere schiacciato, sbattuto dai mille venti di tempesta. Il fiore rende bello il mondo, ma il mondo può distruggere la bellezza del fiore… stessa cosa si può dire per l’uomo.
    • Rispetto alla frase: forse oggi Gesù ai nostri giovani parlerebbe così. Gli direbbe in modo diretto: “Ti amo”. Ma non come questo mondo ti fa vedere. “Io per te sono pronto a dare tutto. Non ti voglio perfetto. Non devi avere un fisico da urlo, né voti necessariamente eccellenti. Non ti amo perché sei perfetto… tu sei speciale, proprio perché io ti amo, senza un perché  Ti amo… STOP! Il resto non mi interessa”.
    • Fondamentale è far emergere due importantissimi passaggi che la frase mette in luce: “ti conosco” e “perché tu viva”
    • Poche volte aiutiamo i nostri ragazzi a sentirsi nel cuore di Dio, a sapersi amati e conosciuti da lui fin nelle profondità del cuore. Dio ama non perché ignora, ma perché conosce e sa che solo il suo amore può salvare.
    • Ma cosa significa salvezza? Dire salvezza è dire presente o dire paradiso? Molti di noi, dobbiamo ammetterlo, pensiamo al futuro, alla vita eterna, a quel premio che ci sarà dato. E forse per questo il Vangelo diventa così lontano dalla vita dei nostri ragazzi. Dire salvezza è dire una vita piena già qui e ora, una vita autentica e degna di essere vissuta, una vita che ha un suo senso ed è capace di essere significativa rispetto agli altri e rispetto al futuro del mondo.
    • L’immagine, cari catechisti, sia uno strumento per entrare nella concretezza dell’amore che ieri Gesù diceva con l’immagine del Pastore buono e oggi direbbe certamente con un linguaggio più attuale e per questo altrettanto provocatorio.
  2. Leggete insieme il Vangelo
  3. Aiutate i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformate la Parola in preghiera, in modo spontaneo
    Insieme: Signore Gesù, nel segreto del cuore o tramite le persone che incontriamo tu ci parli. Negli avvenimenti quotidiani, anche sgradevoli e difficili, parli a ognuno di noi e attendi una risposta. Donaci di accogliere con gioia quello che ci proponi. Amen [R. Laurita]
    Abbiate come riferimento per la preghiera, anche la traccia che ho suggerito nel post Liturgia del 7 aprile

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

 

Se hai la rivista Catechisti Parrocchiali n.4, Aprile 2013 prova a vedere anche questi suggerimenti:

  • pag. 6 – 09: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per riscoprire la Chiesa come Famiglia in cui mettersi in gioco con i propri doni. 
  • pag. 11 – 12: attività per sottolineare e valorizzare il simbolo dell’olio dell’unzione (LEGGI L’ARTICOLO)Catechisti Aprile 2013
  • pag.14 – 15: 3 parole da evidenziare: cuore, sequela e gioia
  • pag. 20 – 21: scheda per realizzare con i più piccoli, un “orologio della preghiera”, per insegnare a concludere la giornata con Gesù
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi per ogni domenica del calendario liturgico
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Abilità, disabilità, handicap… diversità diversamente detta, o no?!

Leggo, rileggo, approfondisco, ascolto e poi penso… e nello specifico penso a tanti miei cari amici, a conoscenti, a gente vista anche solo per pochi istanti e a persone che amo profondamente e che conosco da sempre.

Penso alla loro vita e alla mia, penso alle volte in cui si è incrociata; penso alle scoperte fatte insieme, penso alle loro sconfitte e alle mie, penso ai loro sogni e ai miei… penso e mi dico: Siamo uguali in tutto e allo stesso tempo siamo profondamente diversi. 

Ah scusate, stavo dando per scontato una cosa: io sono Mariangela e loro sono Giuseppe, Alessandro, Andrea, Giulia, Marcella, Maria, Antonella, Claudio, Chiara, Pasquale… Io ho una storia da raccontare e anche loro! Ho un nome, un indirizzo, tanta voglia vivere, esattamente come loro. Eppure siamo profondamente diversi, perché il nostro cuore e la nostra memoria hanno vissuto frammenti di vita diversi; abbiamo nomi, volti, corpo, fantasia che ogni giorno si arricchisce in modo diverso, ma tutti siamo indistintamente persone, uniche e preziose.

Persone e non altro!

E allora su questo fronte il mio cervello va in blackout. Sì, perché vi assicuro che non riesco proprio a capire come una gamba, un braccio, una malattia possa arrivare a definire una persona. È vero: una malattia ci segna profondamente, quando è grave segna il ritmo della nostra vita, ma non può mai arrivare a sostituirsi al nostro nome, a caratterizzarci come fosse una dimensione razziale.

Mi fa problema, parlare di disabilità, tanto quanto di handicap, di “diversamente abili” o di “normodotati”… mi fa problema definire escludendo. Oggi leggevo che qualcuno propone una nuova definizione: “persone speciali”. Sì, mi direte è in nome del rispetto. No! Vi dico è un rispetto segnato dalla falsità, dalla voglia di distinguersi, di considerarsi e considerare gli altri dei diversi inferiori. È vero… è solo un problema di catalogazione, burocratico… come si farebbe altrimenti sui documenti? Come si farebbe per favorire giuste agevolazioni?

E invece non ci credo! Perché di fatto la burocrazia non si preoccupa di quei fratelli e amici che con la malattia convivono notte e giorno. E noi non ci scomodiamo nell’averli per amici, non fanno parte della nostra vita se non per scelta filantropica.

E’ raccapricciante vedere come le bacheche di facebook inneggino alla solidarietà sbandierata davanti a una foto, al “condividi se non ti vergogni di avermi per amico”. Eppure, ve lo dico con tutto il cuore: a me tutto questo lascia l’amaro in bocca e, personalmente, mi RIFIUTO DI FARLO.

Sì cari amici. Sì, caro Giuseppe, Alessandro, Andrea, Giulia, Marcella, Maria, Antonella e tutti gli altri… avete capito bene! Mi rifiuto di mettere le vostre foto sulla mia bacheca ostentando quei problemi già così pesanti, per voi, ogni giorno. Mi rifiuto di farvi cliccare da 1000 persone al giorno. Vi voglio come amici con cui parlare, con cui condividere, con cui spendere del tempo o vedere un film insieme al cinema. Vi voglio tra le mie foto private, personali, quelle che segnano la nostra amicizia, non la pubblicità della vostra malattia.

E allora vi propongo… lo propongo a tutti voi cari amici blogger e abitanti dei social, a te che stai leggendo al volo:

Rifiutiamoci di definire l’ALTRO, incasellandolo in una definizione generica e tutte le volte che di quel mio amico, le cui gambe non funzionano come le mie, dovrò dire qualcosa non dirò: Marco il disabile, ma dirò semplicemente: «Marco… ricordi!? Quel ragazzo con i capelli biondi…»

Io sono Mariangela… tu sei semplicemente Giuseppe, il mio caro amico e fratello, Giuseppe! Felice di averti nella mia vita, felice di imparare da te a vivere!

Liturgia di domenica 14/04/2013 – III Domenica di Pasqua – con suggerimenti per catechisti

«Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete»

Forma breve Gv 21,1-14

 In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

rete-da-pescaQuando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

 

E anche questa volta carissimo/a catechista sostituisco l’immagine con una serie di immagini e musica. Ti propongo di usare questo video clip per entrare nella vicenda umana e divina di Gesù di Nazareth, uomo, dirà Pietro negli Atti, accreditato da Dio presso di noi, uomo cioè dalle cui parole e gesti abbiamo potuto contemplare il cuore stesso di Dio.

VIDEO-CLIP: Gesù il Signore di P. D’argenio

OBIETTIVO: il video, questa settimana, ci permette di comprendere la Pasqua come un evento strettamente connesso con tutto ciò che Gesù ha detto e operato, lungo le vie della Galilea, della Giudea e delle terre pagane che ha attraversato.

  1. Visualizzate con i ragazzi il videoclip:
    • E’ importante dare in mano ai ragazzi il testo del canto, così da poter fare una lettura a più livelli.
    • Si potrebbe per esempio, proiettare prima il video muto e far fare ai ragazzi un primo feedback sulle immagini che ritornano con più frequenza, su quelle che a loro sono piaciute di più o che sembrano più forti e comunicative.
    • Si potrebbe poi ascoltare solo la traccia audio e dialogare con i ragazzi sui passaggi chiave, trasformandoli in domande aperte attraverso cui provocarli:
      1. Conoscete l’opera di Dio? Cosa lui ha fatto e cosa sta continuando a fare oggi?
      2. Come ci ha salvato?
      3. Chi ha risuscitato Gesù? Ha fatto tutto da solo? – qui il canto dà voce a uno dei passaggi-chiave dell’evento della Risurrezione: Dio Padre ha risuscitato il Figlio. Gesù non ha fatto tutto da solo… non è stato superman! E anche in questo passaggio scontato è utile far emergere come la relazione vera tra Gesù e il Padre si trasforma sempre in vita e dona salvezza.
      4. Cosa è successo sulla Croce?
      5. Qual è stato lo stile di vita di Gesù?
    • Tutti questi passaggi, li potrete poi far risuonare e commentare anche dopo aver visto in modo completo il video (immagini e musica).
    • Vi suggerirei di spendere del tempo e di insegnare questo canto ai ragazzi, perchè credo che sia un canto che, più di tanti altri, riesca a fare sintesi del mistero Pasquale e del Vangelo stesso.
    • Potrebbe essere imparato bene e proposto come inno per un momento di evangelizzazione. Le parole sono ben dosate e aiutano i ragazzi, e non solo loro, a entrare nel vivo del messaggio di Gesù Cristo, ma anche nello stile di vita e di annuncio che un cristiano dovrebbe acquisire.
    • Affiancate al video, brani di Vangelo: i miracoli, gli incontri di Gesù, la preghiera, la lavanda dei piedi, la morte e risurrezione.
  2. Leggete poi insieme il Vangelo della Domenica
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformate la Parola in preghiera
    Abbiate come riferimento per la preghiera, la traccia che ho suggerito nel post Liturgia del 7 aprile

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura del video clip 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.4, Aprile 2013:

  • pag. 6 – 09: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per riscoprire la Chiesa come Famiglia in cui mettersi in gioco con i propri doni. 
  • pag. 11 – 12: attività per sottolineare e valorizzare il simbolo dell’olio dell’unzione (LEGGI L’ARTICOLO)Catechisti Aprile 2013
  • pag.14 – 15: 3 parole da evidenziare: cuore, sequela e gioia
  • pag. 20 – 21: scheda per realizzare con i più piccoli, un “orologio della preghiera”, per insegnare a concludere la giornata con Gesù
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi per ogni domenica del calendario liturgico
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

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Sommario Marzo 2013 – Catechisti Parrocchiali

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Una Pasqua d’amore 

Carissimi catechisti e catechiste, stiamo vivendo, con i ragazzi e le famiglie, il Tempo di Quaresima che ci immette nel più grande evento della storia, quello della morte e risurrezione di Gesù. Dio Padre nel Figlio crocifisso, non svela solo il suo infinito amore, ma da se stesso! 

Fin dall’ immagine di copertina siamo condotti nel cuore della fede e del «primo annuncio» che Pietro fa ai non cristiani: quel Gesù che era morto, ora è risorto. 

La Chiesa è chiamata oggi a realizzare e annunciare l’amore di Dio Padre che si compie in Gesù, per risollevare gli sfiduciati, consolare gli afflitti, rivitalizzare i disperati. Così, allo stesso modo, ogni catechista ed educatore è chiamato a essere testimone di quello stesso amore.

Buona Pasqua di amore a tutti! 

Nel numero di MARZO: 

Editoriale – Una Pasqua d’amore di M. Rosaria AttanasioCatechisti Marzo 2013

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi. Classi o gruppi? Un incontro può sostituire una messa? Quale valore per il giorno del Signore?

Icone della fede – Il cuore della fede – morto e risorto per noi di Emilio Salvatore. Pietro, il peccatore, per la forza dello Spirito si trasforma in predicatore. La fede sperimentata nella Risurrezione diventa mistero da proclamare a tutte le genti

Itinerario per genitori – Educare allo stile pasquale di Emilio Salvatore. Un compito per i catechisti, chiamati a far riflettere i genitori su nucleo fondamentale della nostra fede e su come, la Risurrezione, tocchi e trasformi la loro e nostra vita

Itinerario Io sono con voi – Mi fido di chi ha visto Gesù di Fabrizio Carletti. Percorso e attività per i bambini 6-7 anni. Obiettivo: orientare i bambini a vivere la Pasqua come vittoria dell’amore sul male, come segno dell’amore di Dio. Gioco: Dal buio alla vita

Itinerario Venite con me – Ti racconto Gesù Risorto di Anna Teresa Borrelli [LEGGI L’ARTICOLO!!!]Percorso e attività per i ragazzi 8-10 anni. Obiettivo: orientare i ragazzi a conoscere i segni d’amore che Gesù ha compiuto per noi, credere che non ci lascia soli, riscoprire lo Spirito.Attività: Giornale in edizione straordinaria

Dinamiche e attività – Il cero Pasquale di Fabrizio Carletti

Parole della fede – Timore e amore di Renato De Zan

Sussidi liturgici e pastorali – Crediamo all’amore di Dio in Gesù di M.Rosaria Attanasio. Proposta per una via crucis costruita con i ragazzi

Itinerario post-battesimale – La lode del mattino a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. I bambini, in compagnia dei loro genitori, possono essere accompagnati a iniziare il nuovo giorno pregando Gesù

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita. Input, riflessioni e preghiere dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano. Dinamiche e attività dalla III Domenica di Quaresima – C fino alla Domenica di Pasqua

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il bambino AGGRESSIVO di Franca Feliziani Kannheiser. Strategie educative e stili da imparare e da evitare

Comunicazione multimediale – Ritmi di vita di Marco Sanavio [LEGGI L’ARTICOLO]Quando il ritmo assume, nel percorso di fede, un significato pregnante, tanto da migliorare la partecipazione dei ragazzi alle liturgie domenicali

Per te, catechista  – Le prospettive per la catechesi in Italia a cura della redazione

50 anni dal Concilio – Da “assistere” a “partecipare” di Filippa Castronovo. Alla scoperta della Costituzione Dogmatica Sacrosactum Concilium

 

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Tutti i sacramenti sono difficili, perché segni piccoli e umili di una realtà immensa: l’incontro con Gesù Risorto. Un salto enorme che può essere superato soltanto con la fede. La Confessione però, ha un tasso di difficoltà in più!

Dalla Bibbia al webdal cinema alla musical’artel’attualità, il percorso accompagna i ragazzi alla  consapevolezza dell’amore di Dio, luce vera, che sola può aiutare a comprendere la distanza tra noi e Dio e, quindi, il senso peccato.

Nel dossier di MARZO:

Focus – Il Sacramento difficile di Tonino LasconiDossier Marzo 2013

Bibbia nella vita – Credo la remissione dei peccati di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – Tra demonio e santità non è lo stesso di Fausto Negri

In rete – La riconciliazione sul web di Alessia Cambi [LEGGI L’ARTICOLO]

Musica e fede – Il perdono: tra senso di vuoto e fiducia di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Un mondo nuovo di Cecilia Salizzoni

Colori dell’arte – “Padre, ho peccato…” di Fausto Negri

Test – Il cuore più grande di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Il Signore vince il male di Veronica Bernasconi [LEGGI L’ARTICOLO]

Testimoni – Il buttafuori di Dio a cura della Redazione

PROSSIMAMENTE ONLINE IL SOMMARIO DI APRILE 2013 SU —> WWW.PAOLINE.IT

Liturgia di domenica 07/04/2013 – II Domenica di Pasqua – con suggerimenti per catechisti

«Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Carissimo Catechista,
questa settimana ti raggiungiamo con una preghiera che ti proponiamo di far pregare ai tuoi ragazzi ogni settimana, per tutto il tempo pasquale. 

OBIETTIVO: Far diventare la preghiera uno strumento per imparare a credere e a entrare nel dinamismo della Risurrezione, tutt’altro che scontato e facile per i nostri ragazzi e, perché no? per noi stessi! 

Preghiera per la Pasqua

  1. Entrate con i ragazzi nella preghiera:
    • Potrebbe essere molto interessante riprendere per ogni settimana del tempo di  Pasqua, fino alla VI settimana, una strofa della preghiera, e aiutare i ragazzi a entrare in ciò che pregano.
    • 1a strofa: “Sei Risorto, Signore, Gesù...”. La Risurrezione è il tempo in cui i discepoli imparano a guardare Gesù con gli occhi del cuore. Sparisce alla loro vista (da quella dei discepoli) e, pur facendosi toccare da Tommaso, chiama beati coloro che non vedendo, ma credono. La Risurrezione ci insegna il modo giusto per credere: non si tratta di toccare, né di dover vedere a tutti i costi. Lo Spirito santo aiuta i discepoli a ricordare, ciò che Gesù aveva fatto. E’ il tempo della speranza e della fiducia, il tempo in cui ricordare i modi e i tempi in cui Dio ci ha raggiunto e ci raggiunge ogni giorno. E’ il tempo della fiducia.
    • 2a strofa: “Paradosso dell’amore…”. Gesù appare ai suoi e ancora una volta moltiplica. Moltiplica il pesce, invita i suoi a mangiare, chiede a quel Pietro, che lo aveva rinnegato, di amare: amare lui, amare la Chiesa, seguirlo. Quanto il Vangelo ci dona, trova in questa seconda strofa della preghiera un invito a rientrare nell’esperienza della croce, di quel dono totale, di quel farsi di Gesù pane spezzato per la nostra salvezza. Provate a far risuonare il Vangelo della III domenica di Pasqua alla luce di ciò che è avvenuto dopo l’ultima cena tra Gesù e i suoi, e la 2a strofa segni l’inizio di questa immersione.
    • 3a strofa: “Quanto amore in quella croce…”. La strofa fa eco perfetta al Vangelo della IV domenica, detta appunto del Buon Pastore. L’amore che, più del sangue, ha impregnato quella croce, dice la verità sul darsi di Dio per l’uomo. Il pastore buono conosce le sue pecore e per loro corre ogni rischio. Così come le pecore, conoscono la voce del Pastore e la seguono. Oggi, di fronte a quel sepolcro vuoto, cosa ci resta di Lui? Come poterlo riconoscere? Come seguirlo su vie di Vita? La sua voce ci raggiunge nel dono della Parola. Una Parola che è Vangelo, che è storia, che è comunità-Chiesa che, insieme, spezza il pane e impara la logica dell’amore.
    • 4a strofa: “Eppure, proprio perché Risorto…”. Credere, sperare e amare: eccoli i tre verbi ustionanti, verbi che bruciano, perché ci dicono che molto, della salvezza del mondo, è affidato anche a noi. La salvezza non diventa un capitolo chiuso, l’amore non è stato qualcosa di riservato al solo Figlio di Dio, Gesù di Nazareth. Come me, dice Gesù, così anche voi: in tutto!!! E da qui non ci sono sotterfugi, non si scappa, non si inventano scorciatoie. Vivere come lui significa generare l’impossibile, nella fiducia, nella speranza, nell’amore.
    • 5a strofa: “Insegnaci a generare la Pasqua…”. Chi crede nella Risurrezione non può che generarla attorno a sè! E’ questo il passo in avanti da compiere, questo lo scatto decisivo da far fare ai nostri ragazzi. La Pasqua continua a essere un passaggio dal vecchio al nuovo, per tutti noi; un passaggio dal teorico al concreto. E se vi chiedete come fare, nel Vangelo della VI domenica c’è ogni risposta: “lo Spirito vi insegnerà ogni cosa”, dice Gesù ai suoi, facendo risplendere in noi la Parola di vita.
  2. Leggere insieme il Vangelo – per ogni strofa quello della domenica corrispondente
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera spontanea prima e proclamando, poi insieme, quella proposta.

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Preghiera e suggerimenti per l’uso 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.4, Aprile 2013:

  • pag. 6 – 09: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per riscoprire la Chiesa come Famiglia in cui mettersi in gioco con i propri doni. 
  • pag. 11 – 12: attività per sottolineare e valorizzare il simbolo dell’olio dell’unzione (LEGGI L’ARTICOLO)Catechisti Aprile 2013
  • pag.14 – 15: 3 parole da evidenziare: cuore, sequela e gioia
  • pag. 20 – 21: scheda per realizzare con i più piccoli, un “orologio della preghiera”, per insegnare a concludere la giornata con Gesù
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi per ogni domenica del calendario liturgico
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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RADIO VATICANA intervista sr Mariangela Tassielli, fsp

radio vaticana

RADIO VATICANA

intervista sr Mariangela Tassielli, fsp

Fabio Colagrande nella trasmissione AL DI LA’ DELLA NOTIZIA del 18.03.2013 parlando di Papa Francesco e i media, si collega via telefono con la nostra sorella a Napoli per uno scambio di opinioni…

Pregando per papa Francesco

Francesco

A voi, Maria e Giuseppe,
affidiamo il santo Padre, Francesco.
Sia su di Lui la grazia dell’Altissimo
perché attraverso le sue mani
possiamo sperimentare l’amore di Dio,
le sue parole diffondano in questa storia
la speranza che non muore,
i suoi occhi penetrino, con coraggio,
il mistero di Dio e le sofferenze umane
e il suo instancabile andare,
sia segno di un Dio che raggiunge gli ultimi,
solleva i deboli e salva i peccatori.

Maria e Giuseppe,
voi che avete abbracciato il Dio fatto carne,
abbracciate nella sua Grazia il santo Padre,
la Chiesa tutta
e l’umanità sparsa in ogni angolo della terra.

Amen

di Suor Mariangela Tassielli, fsp

Testimoni ieri e oggi_”Le mie sofferenze mi preparano a vedere Dio ” – Silvio Dissegna

Silvio DissegnaSilvio Dissegna è nato a Moncalieri il 1 luglio 1967. È un bambino felice, cresciuto in una famiglia semplice tra le campagne della borgata Becchio a Poirino, alle porte di Torino. È un bambino speciale fin da piccolo, sempre pronto ad essere utile per tutti. Prega tutti i giorni Dio assieme ai genitori. Tra lui e Gesù nasce da subito un rapporto bellissimo, che si consolida sempre più dopo la Prima Comunione. “Mamma, il mio più grande amico da oggi sarà sempre Gesù”, dice a Gabriella, sua madre. Da allora Silvio desidera riceve Gesù eucaristico il più spesso possibile. A scuola è bravo. Ama giocare e passeggiare in bicicletta tra i boschi della sua terra. Ama il calcio e vorrebbe diventare un grande calciatore e fare il maestro. Scrive nel suo diario: “Da grande farò il maestro per insegnare agli altri e per far conoscere a tutti chi era Gesù”. Ed ancora: “Ti ringrazio mamma perché mi hai messo al mondo, perché mi hai dato la vita che è tanto bella. Io ho tanta voglia di vivere”.

Purtroppo però nella primavera 1978 da un dolore alla gamba sinistra gli viene diagnosticato un tumore alle ossa. Silvio ha solo 11 anni, ma capisce la gravità della cosa. Non si dispera, vuole guarire, vuole vivere, e nella preghiera si affida alla volontà dieucaristia Dio. Pochi mesi dopo è già in carrozzella. Il 21 maggio 1978 riceve la Cresima. Il mese successivo, il 4 giugno, chiede ai suoi genitori: “Dite a don Luigi – un sacerdote amico – di portarmi la Comunione a casa. Voglio Gesù tutti i giorni”. Aspettava con ansia don Luigi – racconta la mamma – e dopo univa le sue manine scheletriche per raccogliersi in preghiera. Affrontando il dolore della malattia con la forza della fede lasciando tutti senza parole: “Avevamo difficoltà a rispondergli – ricorda il papà Ottavio – da Silvio abbiamo imparato a pregare e lui ci spronava a farlo sempre di più e a offrire le nostre sofferenze”.

Ormai i dolori sono atroci, il suo piccolo corpicino è sempre più sofferente. Dal giugno 1978 al gennaio 1979 è silvio mammacostretto, ben sette volte, ad andare in ospedale a Parigi, nella speranza di trovare delle cure. Ricevere Gesù eucaristico ogni giorno gli permette di comprendere sempre più il valore della sofferenza che dona per tutti. “Oggi offro le mie sofferenze per il Papa, i peccatori e per la loro conversione, per la Chiesa, per i missionari, affinché Gesù sia conosciuto ed amato”. I dolori sono sempre più forti. “Le mie sofferenze mi preparano a vedere Dio”. La fine è vicina, ma la sua fede è salda. “Devo restare solo con Gesù, parlargli, dirgli tutto quello che ho dentro il cuore. Tu mamma riposati, che sei tanto stanca. Gesù io soffro come quando trasportavi la croce ed eri picchiato“. Nel maggio 1979 la gamba sinistra si spezza. In giugno perde la vista.papà e Silvio I dolori lo devastano. È ricoperto di piaghe su tutto il corpo. Eppure non si lamenta quasi mai. Continua a chiedere solo la Comunione, affinché lui abbia la forza e l’abbiano i suoi cari.

Il 24 settembre, ancora lucido e forte riceve l’Unzione degli infermi e il Viatico e alle 21,20, a soli 12 anni, si spegne.

Gli abbiamo insegnato a pregare come ci hanno insegnato i nostri genitori – racconta il papà – ma lui sentiva Gesù ancora più vicino e aveva desiderio di incontrarlo nella Comunione”. “Lo sentiamo molto vicino – ricorda la mamma – ci aiuta nelle piccole cose ed è sempre con noi, anche più di quando era in vita”. Perché ora Silvio è immerso nella luce di Dio.

Maria Grazia Meloni

Se volete conoscere meglio Silvio:

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Pier Accornero

“Silvio eroe a dodici anni”

Edizioni Paoline / San Paolo febbraio 2006

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Liturgia di domenica 24/03/2013 – Domenica delle Palme – con suggerimenti per catechisti

«Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno»

Settimana santa - Passione del Signore

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

 – Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione

Poi [Gesù] prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

– Io sto in mezzo a voi come colui che serve

E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve… 

Entrato nella lotta, pregava più intensamente

Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

– Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?

Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». 

– Uscito fuori, Pietro, pianse amaramente

Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

– Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me

Mentre lo conducevano via, [avendolo condannato alla crocifissione, come un ribelle] fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

– Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, deve aiutarci a portare i ragazzi nel dinamismo della Settimana santa. Il Vangelo che nella domenica delle Palme si proclama è lungo, ma dischiude il senso della nostra stessa fede. Gesù, ci è consegnato da Luca, come l’uomo della bontà, il Dio della misericordia, colui che nella Croce, lascia trasparire il senso profondo di un amore tanto forte da dare la vita, per tutti. E’ in questo che con i nostri ragazzi dobbiamo entrare… dentro il folle mistero dell’amore di Dio.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • L’immagine scelta, riprende un particolare del celebre dipinto di Antonello da Messina: Salvator Mundi o Cristo benedicente. Occhi, bocca, volto in un primo piano stretto, quasi a dire che colui di cui i vangeli parlano è esistito, è stato un uomo, ha assunto realmente la nostra carne… Dio si è veramente dato a noi, ci ha raggiunto, toccato… si è fatto uno di noi. 
    • Proiettando l’immagine, chiedete ai ragazzi di guardare gli occhi e la bocca del Cristo, il suo volto… chiedete loro di raccontare ciò che sentono, ciò che viene in mente, quando pensano che quell’uomo ha dato la vita per loro, per ognuno di loro… senza nessuna condizione o differenza.
    • Lasciate del tempo perché i ragazzi si esprimano e se è il caso, inserite una leggera musica di sottofondo e abbassare le luci, così che il volto risalti con maggiore forza.
    • Sarebbe buono, se riusciste a mettere in primo piano, magari servendovi di un panno rosso-velluto, una croce, meglio ancora un crocifisso, di una certa grandezza… così che i ragazzi possano concretamente guardare, con gli occhi del cuore, colui che non ha conservato, nè trattenuto nulla per sè. La croce è un patibolo che la storia ha veramente conosciuto e sulla quale sono stati uccisi molti uomini ritenuti colpevoli, ribelli, fuori legge. La croce è un patibolo che i Romani innalzavano alto nel cielo, perchè tutti vedessero e non imitassero…
    • Eppure su quella croce, come un ribelle, il Salvatore si è lasciato uccidere, si è lasciato innalzare… e la sua morte giustificata solo dall’amore, ha aiutato l’uomo, ogni uomo e donna, ad alzare gli occhi con coraggio verso il cielo, a staccarli dalla polvere della terra, a non strisciare per paura, ma a donarsi per amore.
    • Questo è vero, anche per i nostri ragazzi. Aiutiamoli ad alzare gli occhi, a guardare oltre… a cercare anche nell’invisibile il senso vero della vita e dell’amore.
    • I giorni della settimana santa e poi la Resurrezione, siano per loro giorni in cui sperimentare, anche attraverso le vostre attenzioni l’amore di Dio, che il Gesù è diventato visibile, toccabile. 
    • Aiutateli a far emergere dalla pagine del Vangelo della Passione, frasi che ognuno di loro, potrà custodire come quella perla che il Signore, avrà donato loro in modo speciale.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Chi sei Gesù? Percorrendo il racconto della tua passione e morte scopro la bontà e la misericordia che manifesti in ogni gesto. Anche davanti alla violenza e alla ingratitudine tu continui ad amare. Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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Con te Santo Padre

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Con te e su di te, caro Padre
chiediamo la benedizione di Dio
perché tu possa accompagnarci
in un nuovo cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. 

Vai Francesco e ripara la SUA Chiesa, non indugiare
il Signore ti sosterrà a ogni bivio, sarà luce in ogni scelta,
guida certa nella direzione.

Santo Padre, con te, sulle strade della vita,
perché il mondo creda e, credendo viva.

Grazie per il tuo sì. 

Preghiera di: Suor Mariangela Tassielli, Fsp